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	<title>Perugia Online &#187; violenza sulle donne</title>
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		<title>Violenza sulle donne: Movimento 5 stelle Perugia ed EFD- Europe of Freedom and Direct Democracy insieme in un convegno</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 14:14:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “La violenza sulle donne, fenomeno dilagante che assume sempre più la connotazione di una piaga sociale. L’Umbria purtroppo si colloca ai primi posti, in ambito nazionale, per il numero dei casi registrati in rapporto alla popolazione. Il Movimento 5 Stelle di Perugia e EFD- Europe of Freedom and Direct Democracy- ha organizzato un convegno per un confronto ampio e dettagliato tra mondo dell’associazionismo e del volontariato, istituzioni ai vari i livelli – Comune, Regione, Parlamento italiano ed europeo- e cittadini tutti, allo scopo di definire quali possano essere le risposte forti e le soluzioni concrete. “Violenza sulle donne: si riparte dal sentimento”: questo il titolo del convegno, svoltosi sabato scorso alla sala della Vaccara, che vuole anche segnare una modalità di approccio al problema incentrando l’attenzione sul rispetto reciproco nel rapporto uomo/donna. Nell’introdurre i lavori la capogruppo M5S al Comune di Perugia Cristina Rosetti ha focalizzato l’attenzione sulla necessità di considerare il fenomeno nelle sue mille sfaccettature per poi delineare interventi che vadano nella direzione sia della prevenzione che della repressione: “occorre-ha specificato- intervenire a livello educativo coinvolgendo famiglia e scuola, agire sul tessuto sociale e trovare le risposte al degrado crescente; e al tempo stesso rendere efficaci le misure repressive attraverso la maggior velocità dei processi e la certezza della pena affinché la vittima possa trovare il coraggio di denunciare le violenze senza correre inutili rischi”. Le rappresentanti delle varie associazioni hanno illustrato il lavoro svolto e i risultati ottenuti nei vari ambiti, rimarcando però i problemi irrisolti tra i quali la concreta difficoltà di dover garantire assistenza e servizi alle vittime pur nelle contingenti ristrettezze economiche. Da ogni associazione un contributo importante dovuto al bagaglio di esperienze, alla casistica e all’impegno esplicato su vari fronti. Ribadita la molteplicità di aspetti che può assumere la violenza: violenza economica, psicologia, sessuale, e ogni tipologia richiede un differenziato intervento. La responsabile dei Centri Antiviolenza Sara Pasquino ha illustrato l’attività delle due sedi attualmente aperte in Umbria, a Perugia e Terni, sottolineando come i Centri siano pubblici e non segreti “perché le donne ospiti non devono nascondersi né vergognarsi di nulla”. Anna Petri dell’associazione “Il coraggio della Paura” ha rimarcato la necessità delle associazioni di far rete per dare risposte sempre più efficaci e per poter far fronte in modo efficiente alla crescenti richieste di aiuto: sull’importanza della prevenzione nelle scuole si è soffermata Stefania Curti, Rappresentante dell’associazione Rete delle donne antiviolenza onlus. L’associazione Margot ha proiettato un video per le scuole, per spiegare le dinamiche della violenza e trasmettere un importante messaggio “bisogna reagire e denunciare”. Vanna Ugolini, presidente di Margot, ha esordito ricordando l’odissea di una ragazza vittima di una violenza sessuale all’uscita di una discoteca, che da quel momento ha visto la sua vita fermarsi e per riprendere avrebbe bisogno di chiudere la vicenda e vedere la condanna del responsabile; ma il processo viene rinviato di anno in anno. Margot è un’associazione sportiva e di promozione culturale che si occupa di diritti civili e di tutela delle vittime di violenze in genere, e i suoi settori di intervento spaziano dalla formazione, ai corsi per la difesa personale, all’informazione, ai servizi. Proprio attraverso i corsi di formazione è possibile affrontare al meglio una possibile situazione di emergenza in cui la vittima sta per subire violenze. Grazie a questa associazione è stato aperto in Umbria il primo centro di ascolto per autori di maltrattamenti, il cui funzionamento è stato illustrato dall’avvocato Emanuele Florindi. Con lo psicoterapeuta Massimiliano Cappelletti si è affrontato il tema delle “radici dell’odio” e come alla base della violenza spesso ci sia un’errata concezione del rapporto uomo/donna. “Quando l’uomo considera la compagna come un essere in suo possesso da controllare, comandare e quindi all’occorrenza punire, si innesca un meccanismo pericoloso che può sfociare nella violenza estrema- ha spiegato Cappelletti. La presidente del Centro regionale per le pari opportunità Daniela Albanesi ha illustrato tutto il lavoro del Centro, che è attivo dal 1989: “Un impegno molteplice su vari fronti, e purtroppo sempre in crescendo nel tempo;  sono aumentate in modo esponenziale le chiamate al Telefono donna – ha rimarcato la presidente – in questi anni ci siamo occupati di innumerevoli pubblicazioni e vademecum per fornire strumenti utili di prevenzione; abbiamo analizzato la situazione e delineato percorsi di intervento”. La seconda parte del dibattito ha visto protagonista la politica; le rappresentanti istituzionali ai vari livelli hanno delineato un quadro delle situazione attuale, con la consapevolezza che il percorso da fare sia ancora lungo e difficoltoso. Partendo dall’Europa, l’europarlamentare Laura Agea ha parlato di un emergenza grave da affrontare a tutti i livelli e mediante un’opportuna pianificazione; e l’altra eurodeputata Daniela Aiuto (commissione FEMM) ha esordito stigmatizzando la grave quanto inspiegabile decisione di annullare la dedica annuale che vedeva il 2016 Anno Europeo dedicato al contrasto della violenza di genere: “Decisione assurda – ha aggiunto – anche perché l’anno si è aperto con i gravissimi fatti di Colonia. Riguardo le azioni, proprio in ambito europeo un primo passo significativo consisterebbe nel pretendere che tutti gli Stati aderiscano alla Convenzione di Istanbul ovvero La Convenzione del Consiglio d&#8217;Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, che purtroppo ad oggi è stata ratificata da 8 paesi sul totale dei 28 dell’Unione”. L’eurodeputata Laura Ferrara (commissione libertà civili, giustizia, affari interni) ha spiegato come si stia procedendo a livello europeo con un’azione di monitoraggio per conoscere l’esatta situazione di ogni Paese: al momento dai dati generali emerge una disparità di trattamento penalizzante per le donne nei settori lavorativo/sociale: le disoccupate sono in numero molto maggiore agli uomini, a parità di incarichi la loro retribuzione è sempre inferiore ed hanno molte meno possibilità di fare carriera. A livello parlamentare la portavoce 5stelle alla Camera dei Deputati, Tiziana Ciprini ha evidenziato come purtroppo non ci sia più il Ministero Pari opportunità e che comunque l’impegno per debellare la violenza di genere si attivi su più fronti partendo dalla Convenzione di Istanbul che è stata ratificata subito dall’Italia; la portavoce in Consiglio regionale Umbria Maria Grazia Carbonari ha posto l’accento sulla necessità di comprimere i costi della politica  promuovendo una gestione intelligente delle risorse, destinandole a strutture e servizi che possano contribuire a circoscrivere e poi debellare il fenomeno della violenza di genere. Il convegno si è concluso con la proiezione, alla sala cinematografica Melies, del film “La lapidazione di Soraya M.” che ha messo un luce un’altra drammatica realtà, la condizione della donna, che in alcune società viene ancora sottoposta alla lapidazione se accusata di adulterio. La proiezione ha aperto un altro importante momento di proficuo dibattito al quale è intervenuto Taher Djafarizad, presidente dell’associazione Neda Day”.</p>
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		<title>Uccide la moglie a fucilate e poi chiama il 112:&#8221;Ho fatto una cosa molto grave a mia moglie, presto venite&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 19:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Forse è stata la gelosia a spingere  Francesco Rosi, un agente di commercio di 43 anni, a sparare alla consorte. La tragedia si è consumata questo pomeriggio nella casa di famiglia, tra via Pievaiola e via Bellocchio, in cui, fortunatamente in un’altra ala dell’edificio, si trovava anche la loro figlia di soli sei anni. Stando alla ricostruzione fornita ai cronisti dal comandante provinciale dei carabinieri Cosimo Fiore, che ha chiamato Rosi reo confesso e secondo il quale alla base dell’omicidio ci sono futili motivi, l’omicidio è maturato in ambito famigliare, ed è possibile che il movente sia legato a questioni coniugali, forse gelosia. Il colpo o i colpi hanno raggiunto l’avvocatessa, originaria del brindisino, nel basso ventre, quindi non nelle parti vitali, al culmine di un litigio mentre la 43enne si trovava nel corridoio. I due erano sposati da circa 20 anni. Sul posto anche il magistrato di turno. Una tragica coincidenza dato che proprio oggi si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. In procura Rosi è stato portato nel tardo pomeriggio ed è stato interrogato. A difendere il 43enne è l’avvocato Luca Maori, che lasciando il luogo del delitto ha detto ai cronisti che si tratta di una immane tragedia. Ora bisogna solo pensare al bambino e ai suoi interessi. Il corpo della 40enne verrà invece portato all’istituto di medicina legale dell’ospedale Santa Maria della misericordia di Perugia, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria. Qui nelle prossime ore si terrà l’autopsia. immediato il messaggio della presidente Catiuscia Marini.</p>
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		<title>In Provincia  25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 16:12:34 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, non deve essere ricordata solamente come una commemorazione di quante si trovano a subire violenza nelle sue molteplici forme e gravità, ma deve diventare un momento di riflessione efficace sul fenomeno, che purtroppo ha dimensioni allarmanti. Questo è l&#8217;intento che ne è emerso in seno al convegno che si è tenuto nella mattinata odierna in Provincia di Perugia, sala del Consiglio. Ad ascoltare i relatori gli studenti delle quarte e quinte classi del Liceo scientifico Galeazzo Alessi, lIis Giordano Bruno e il Capitini di Perugia. È alle nuove generazioni che si rivolge il messaggio del rispetto di genere, della necessità di riconoscere gesti che si mascherano dietro l&#8217;alibi dell&#8217;amore ma che con questo sentimento nulla hanno  a che fare. Sì perché, come spiegava il giudice penale di Perugia Nicla Restivo, la violenza sulle donne non appare mai con un gesto plateale ma inizia sommessamente, fino a degenerare, e a volte ad avere conseguenze estreme.  Tuttavia, in Umbria cresce la Rete dei servizi dedicati all&#8217;accoglienza delle donne maltrattate, alla prevenzione e contrasto alla violenza. Ma solo accrescendo la consapevolezza comune che il problema non è solo di chi la violenza la subisce ma di tutti, avremo contribuito sensibilmente a fare grandi passi avanti, a diventare tutti più civili, moderni, europei all&#8217;avanguardia nel mondo. Allincontro di oggi  moderato dalla giornalista de La Nazione, Donatella Miliani &#8211; , organizzato dalla Provincia di Perugia, e dalla Consigliera di parità, Gemma Bracco hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Provincia, Nando Mismetti, il presidente del Consiglio regionale dellUmbria, Donatella Porzi, il giudice penale del Tribunale di Perugia, Nicla Restivo, Nicola Mariuccini, autore del libro La prigione di cristallo, rappresentanti delle associazioni Il coraggio della paura, Margot, Gylania e la Rete delle donne antiviolenza.</p>
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		<title>Violenza sulle donne, uscire dal tunnel, insieme contro molestie sessuali e discriminazioni sul lavoro. Il 18 iniziativa a Perugia </title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2015 12:44:56 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Quando si parla di violenza sulle donne si pensa perlopiù alla violenza nella sfera privata affermano le organizzatrici, legata a rapporti familiari e affettivi. Meno nota è la violenza che avviene nei luoghi di lavoro, sotto forma di discriminazioni, molestie e molestie sessuali. Un fenomeno che non è facile far emergere, anche per la scarsa consapevolezza di lavoratrici e lavoratori che, non avendo ben chiaro il concetto di discriminazione di genere, non conoscono gli strumenti a loro tutela. Che cosè una discriminazione di genere e come riconoscerla? Cosa significa per una donna subire molestie sul lavoro? Quali tutele esistono? Cosa dice la giurisprudenza? E qual è la situazione in Umbria? A queste domande si cercherà di rispondere attraverso gli interventi in programma. All&#8217;evento interverranno Donatella Porzi, Presidente dell&#8217;assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Elena Tiracorrendo, consigliera regionale di parità, Nadia Somma, giornalista, già presidente del centro antiviolenza Demetra- Donne in aiuto, Rosella De Leonibus, psicologa e psicoterapeuta, Giorgio Miscetti e Armando Mattioli, dirigenti responsabili dello SPSAL-Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro rispettivamente di USL 1 e 2,  Cristhia Falchetti Ballerani, consigliera regionale di parità supplente, avvocato. Invitati al dibattito, organismi di parità, movimenti a favore delle donne, ordini professionali, associazioni rf e sindacali. Ampio spazio verrà dato nel corso dell&#8217;iniziativa alla storia di Olga Ricci descritta nel libro Toglimi le mani di dosso. Una storia vera di molestie e ricatti sul lavoro (ed. Chiarelettere, 2015). Olga Ricci è lo pseudonimo scelto da una giornalista che, mantenendo l&#8217;zanonimato, ha voluto raccontare le molestie sessuali subite come precaria in una redazione. Olga ha aperto un blog, Il porco al lavoro, attraverso il quale molte donne stanno denunciando le violenze subite. Attraverso la sua esperienza sarà possibile comprendere il vissuto di chi subisce molestie sessuali trovandosi in un rapporto di subordinazione rispetto al molestatore.</p>
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