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	<title>Perugia Online &#187; violenza</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Mobbing</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 06:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avvocato Marica Gasparrini - marica023@hotmail.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del legale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Spesso confuso con il bullismo, questo tipo di violenza è molto più subdola e sofisticata. L&#8217;espressione mobbing deriva dal verbo to mob che letteralmente significa aggredire, assalire tumultuosamente. L&#8217;odierna psicologia del lavoro utilizza questo termine al fine di indicare una condizione di conflittualità persistente all&#8217;interno del luogo di lavoro, ove gli attacchi reiterati hanno la finalità ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Spesso confuso con il bullismo, questo tipo di violenza è molto più subdola e sofisticata. L&#8217;espressione mobbing deriva dal verbo to mob che letteralmente significa aggredire, assalire tumultuosamente. L&#8217;odierna psicologia del lavoro utilizza questo termine al fine di indicare una condizione di conflittualità persistente all&#8217;interno del luogo di lavoro, ove gli attacchi reiterati hanno la finalità di danneggiare la vittima sotto più profili: salute, professionalità, reputazione.</p>
<p>La definizione più accreditata qualifica il mobbing come un&#8217;azione (o una serie di azioni) che si ripetono nel tempo, compiute da uno o più mobber per danneggiare qualcuno, che prende il nome di mobbizzato. Tale condotta ha sempre uno scopo preciso: il soggetto passivo della stessa viene intenzionalmente aggredito attraverso una strategia comportamentale finalizzata alla sua distruzione psicologica e professionale.</p>
<p>Trattandosi di un concetto mutuato da altre esperienze giuridiche, si registra una profonda confusione terminologica in materia. Più precisamente va sottolineato che il mobbing non si identifica né con il nonnismo militare né, tanto meno, con il bullismo studentesco. Quest&#8217;ultime forme di aggressione consistono, infatti, in atti di violenza o minaccia fisica. Il mobbing, al contrario, si caratterizza per comportamenti subdoli ed assai sofisticati. Si tendono ad escludere nel concetto di mobbing, inoltre, i conflitti meramente transitori. E&#8217; importante che il lavoratore conosca tali distinzioni terminologiche al fine di valutare correttamente la situazione in cui può trovarsi coinvolto.<br />
Soggetti attivi possono essere i colleghi, il datore di lavoro, i vertici dirigenziali, o più raramente i subalterni. Esistono quindi varie forme di mobbing.</p>
<p>Un dato significativo, e credo d&#8217;interesse per il lettore, risiede nel fatto che tra i comportamenti vessatori riconducibili al mobbing, vi è anche la molestia sessuale. Sovente è molto difficile distinguere i due fenomeni, malgrado fra gli stessi corrano delle differenze fondamentali. Al contrario del mobbing, la violenza sessuale può consistere anche in un solo atto. Il molestatore ha nei confronti della vittima un chiaro intento libidinoso, mentre il mobber tende ad emarginare. Detto altrimenti: la molestia sessuale ha la finalità di avvicinare la vittima, il mobbing di allontanarla. Ciò che accomuna le due condotte è, tuttavia, l&#8217;atteggiamento psicologico dell&#8217;autore, che rende la linea di demarcazione sottile. Per fare un esempio, negli ambienti di lavoro tipicamente maschili, vi possono essere dei comportamenti in cui il contenuto sessuale è marginale e si caratterizza per essere non il fine, bensì lo strumento per la molestia.</p>
<p>Si pensi al caso della collega donna costretta a subire un linguaggio volgare o pieno di doppi sensi. Tali singoli episodi potranno essere ricondotti nell&#8217;ambito del mobbing in quanto l&#8217;intento degli autori non è tanto la provocazione sessuale ma, piuttosto, l&#8217;ermarginazione.<br />
A causa della diffusione crescente del fenomeno, negli ultimi anni, molti Paesi hanno iniziato ad affrontarlo. In Italia il dibattito è molto acceso ed una prima risposta normativa è stata data a livello da alcune regioni italiane, con le loro leggi. Molti non sapranno che fra queste vi rientra anche l&#8217;Umbria.</p>
<p><strong>Come difendersi dal mobbing?</strong></p>
<p>In prima battuta, ai fini di richiesta risarcimento danni da mobbing, il lavoratore può rivologersi a delle strutture di supporto. Raramente la vittima ha infatti la lucidità per affrontare da sola la situazione. E&#8217; quindi molto importante chiedere aiuto e raccogliere quante più informazioni possibili e prove del comportamento mobbizzante. Inoltre, vi sono sportelli mobbing presenti in quasi tutte le città. Se poi la condotta del mobber è suscettibile di assumere rilevanza penale o ha provocato una vera e propria malattia, fisica o psichica, è possibile denunciare l&#8217;accaduto alle competenti Autorità.In sede civile è invece possibile chiedere di essere risarciti per i danni subiti. In ogni caso il consiglio è quello di ricordare alle vittime che non sono sole e che tramite professionisti esperti possono avere l&#8217;opportunità di porre fine al comportamento vessatorio e tutelare i propri diritti.</p>
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		<title>Bullismo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2017 07:44:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dottor Raffaele Garinella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Punto.Salute - Psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il termine &#8220;bullismo&#8221; racchiude l&#8217;insieme di azioni messe in atto da uno o più bambini/adolescenti definiti &#8220;bulli&#8221;, nei confronti di altri bambini/adolescenti definiti vittime. Per poter parlare di bullismo tali azioni devono essere continue, costanti e ripetute nel corso del tempo. Il bullismo può essere diretto o indiretto. Nel primo caso l&#8217;offesa verbale e/o fisica ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Il termine &#8220;bullismo&#8221; racchiude l&#8217;insieme di azioni messe in atto da uno o più bambini/adolescenti definiti &#8220;bulli&#8221;, nei confronti di altri bambini/adolescenti definiti vittime. Per poter parlare di bullismo tali azioni devono essere continue, costanti e ripetute nel corso del tempo.</p>
<p>Il bullismo può essere diretto o indiretto. Nel primo caso l&#8217;offesa verbale e/o fisica nei confronti della vittima è esplicita. Nel secondo caso l&#8217;offesa si manifesta attraverso l&#8217;isolamento e l&#8217;esclusione della vittima da gruppi di pari oppure tramite diffusione di voci non corrispondenti al vero, atte a screditare la vittima stessa agli occhi degli altri. Quando le offese si manifestano tramite l&#8217;uso di telefoni cellulari, di internet o di servizi di messaggistica, si parla di cyberbullismo. Spesso la vittima si presenta meno forte fisicamente dei bulli, molto più brava a scuola, sensibile e dotata di ottime capacità comunicative con gli adulti. Le vittime possono essere colpite per via del loro aspetto fisico, perché magari appaiono in sovrappeso o sottopeso, perché portano gli occhiali, per via di come si vestono, perché non usano violenza ecc.</p>
<p>Da un punto di vista psicologico, la vittima potrebbe manifestare disagio attraverso la riduzione dell&#8217;autostima, il rifiuto della scuola, attacchi di panico, ansia, disturbi del sonno, fino a sfociare in un vero e proprio disturbo depressivo. A differenza della vittima il bullo si presenta privo di empatia, spavaldo, aggressivo, tendente al dominio ed alla prevaricazione. Nei confronti della vittima si comporta sempre in maniera aggressiva, picchiando, offendendo e mettendo in discussione sia l&#8217;autorità genitoriale sia l&#8217;autorità scolastica. Appare fortemente manipolativo e si avvale nelle sue azioni dell&#8217;ausilio di gregari. Questa categoria comprende bambini/adolescenti che eseguono alla lettera gli ordini del bullo, identificandosi con esso tramite un &#8220;falso sé&#8221; dominante. Obbedendo al bullo il gregario non diventerà mai vittima e questo lo porrà in uno stato di tranquillità.</p>
<p>L&#8217;osservazione è la prima difesa che possiamo mettere in atto nei confronti del bullismo. Un bambino/adolescente che torna a casa silenzioso, che non vuol parlare, che si isola, deve attirare la nostra attenzione. Il rifiuto della scuola, il non voler frequentare i compagni di classe, il non voler partecipare alle feste di compleanno, sono tutti segnali che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare. Il primo approccio terapeutico è rappresentato dalla psicoterapia familiare. Bisogna aiutare la vittima nella elaborazione dei propri vissuti, in modo tale da poter raccontare tutto con chiarezza e senza timore di essere giudicato o etichettato come &#8220;debole&#8221;. I genitori non devono commettere l&#8217;errore di giudicare i figli o adoperare frasi del tipo: &#8220;Impara a difenderti&#8221; o &#8220;se ti fai mettere i piedi in testa adesso, da grande cosa farai?&#8221;. Niente di più sbagliato.</p>
<p>È fondamentale riacquistare l&#8217;autostima, la fiducia e la sicurezza nei propri mezzi. Per farlo servono comprensione e collaborazione che devono partire dal nucleo familiare per poi svilupparsi attraverso la psicoterapia.</p>
<p>Il Dottor Raffaele Garinella riceve presso<a href="https://www.facebook.com/puntosalutefoligno/?fref=ts"> Punto Salute Foligno</a></p>
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		<title>Perseguita la ex e per dispetto le ruba il cane</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 09:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cane]]></category>
		<category><![CDATA[denunciare]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Si è recata in Questura, disperata, per porre fine alla persecuzione subita dal suo ex fidanzato che, dal termine della relazione, aveva cominciato a renderle la vita impossibile. Da quando lei gli ha comunicato la sua irremovibile intenzione di troncare il rapporto sono iniziati due mesi di inferno: si alternavano suppliche a tornare insieme, insulti, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>Si è recata in Questura, disperata, per porre fine alla persecuzione subita dal suo ex fidanzato che, dal termine della relazione, aveva cominciato a renderle la vita impossibile. Da quando lei gli ha comunicato la sua irremovibile intenzione di troncare il rapporto sono iniziati due mesi di inferno: si alternavano suppliche a tornare insieme, insulti, schiaffi e altre violenze fisiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Per scappare dai suoi comportamenti si era chiusa in casa evitando in tutti i modi di incontrarlo. Ma una sera, dopo la mezzanotte, è scesa sotto casa per far passeggiare il cane ed è stata immediatamente raggiunta dall’ uomo, che conoscendo le sue abitudini, la stava aspettando. L’ha pesantemente insultata; poi ha le ha detto: “Ammazzo te ed il tuo cane”. Le ha strappato il guinzaglio dalle mani e glielo ha portato via.</p>
<p style="text-align: justify;">La donna si è dunque rivolta alla polizia che ha avviato immediatamente gli accertamenti dovuti: il cane è stato trovato e immediatamente restituito alla padrona. Al momento l&#8217;uomo è indagato per persecuzione, futo e stalking.</p>
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		<title>Squarta: &#8220;Codice etico contro i genitori violenti e terzo tempo nel calcio giovanile&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2016 12:26:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[fratelli d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[marco squarta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il consigliere regionale di Fratelli d&#8217;Italia, Marco Squarta, avanza alcune proposte a favore della civiltà nello sport, in particolare relative al calcio giovanile. Episodi spiacevoli &#8211; “Ogni domenica accadono episodi spiacevoli in vari campetti dell&#8217;Umbria: pugni, insulti, offese razziste, risse in tribuna, talvolta viene richiesto perfino l&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine. Questi episodi non sono più tollerabili, lo sport deve essere innanzitutto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Il consigliere regionale di Fratelli d&#8217;Italia, Marco Squarta, avanza alcune proposte a favore della civiltà nello sport, in particolare relative al calcio giovanile.</p>
<p><strong>Episodi spiacevoli &#8211; </strong>“Ogni domenica accadono episodi spiacevoli in vari campetti dell&#8217;Umbria: pugni, insulti, offese razziste, risse in tribuna, talvolta viene richiesto perfino l&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine. Questi episodi non sono più tollerabili, lo sport deve essere innanzitutto sano divertimento e rispetto per l&#8217;avversario da parte di atleti, tesserati, genitori”.</p>
<p><strong>Codice etico &#8211; </strong>Squarta ricorda di essere stato un calciatore e di aver giocato a pallone per quasi vent&#8217;anni: &#8220;Ho vissuto sulla mia pelle le ingerenze di alcuni genitori maleducati che delegittimano il ruolo delicato dell&#8217;allenatore-educatore e incitano alla violenza&#8221;. La sua proposta: &#8220;Le società sportive che incassano soldi dalle quote d&#8217;iscrizione dei ragazzini devono prendere provvedimenti coraggiosi nei confronti delle persone maleducate che dagli spalti rovinano giornate di sport e di festa per tutti. Al momento dell&#8217;iscrizione dei figli ogni genitore si dovrebbe impegnare a rispettare le regole di un Codice etico di comportamento. Qualora non venissero rispettate le regole, la società calcistica sarebbe costretta ad allontanare il giocatore tesserato a causa dei comportamenti del padre o della madre, senza però perdere la quota versata all&#8217;inizio della stagione”.</p>
<p><strong>Protocollo d&#8217;intesa &#8211; </strong>“La Regione Umbria, d&#8217;intesa con Figc e Ufficio scolastico regionale &#8211; aggiunge il politico &#8211; dovrebbe siglare un protocollo per intraprendere un cammino virtuoso che insegni i valori di rispetto ed educazione ai più piccoli. L&#8217;obiettivo deve essere quello di isolare atteggiamenti scorretti, scomposti e violenti di genitori che offendono avversari, arbitri e supporters delle altre squadre, senza accorgersi che con i loro comportamenti danneggiano e umiliano i loro stessi figli. L&#8217;iniziativa deve partire al più presto in vista dell&#8217;inizio dei prossimi campionati giovanili”.</p>
<p><b>Terzo tempo &#8211; </b>“Sarebbe utile &#8211; conclude Squarta &#8211; un confronto con il giudice sportivo Marco Brusco, la cui collaborazione risulterebbe senz&#8217;altro interessante per inquadrare meglio il problema e intervenire in maniera incisiva contro i genitori attaccabrighe che rovinano un importante momento di integrazione per i giovani. Per questo motivo sono convinto che nel calcio, come avviene nel rugby, andrebbe istituzionalizzato il fair-play, sia in campo che fuori. L&#8217;Umbria si faccia portabandiera di un problema nazionale. Il pugno duro dei Daspo ha fatto diminuire gli scontri degli ultras allo stadio, nel calcio giovanile il problema potrebbe essere risolto con provvedimenti meno drastici ma esemplari che toccano il portafogli”.</p>
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		<title>&#8220;Rispetta le regole, Vinci la vita&#8221;, Lega e Polizia di Stato nei club per la sicurezza stradale. Uno spot con Marcello Lippi</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 10:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> In tale contesto presso le sedi delle società, la Polizia Stradale tiene un corso di formazione sul tema della sicurezza stradale rivolto a giocatori, staff tecnici e dirigenti. Oggi, Giovedì 21 gennaio alle ore 11 la Polizia Stradale nella sede del Perugia Calcio promuoverà il valore della sicurezza stradale. L’evento ha il duplice beneficio di: rendere consapevoli i ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/rispetta-le-regole-vinci-la-vita-lega-e-polizia-di-stato-nei-club-per-la-sicurezza-stradale-uno-spot-con-marcello-lippi/">&#8220;Rispetta le regole, Vinci la vita&#8221;, Lega e Polizia di Stato nei club per la sicurezza stradale. Uno spot con Marcello Lippi</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> In tale contesto presso le sedi delle società, la Polizia Stradale tiene un corso di formazione sul tema della sicurezza stradale rivolto a giocatori, staff tecnici e dirigenti. Oggi, Giovedì 21 gennaio alle ore 11 la Polizia Stradale nella sede del Perugia Calcio promuoverà il valore della sicurezza stradale. L’evento ha il duplice beneficio di: rendere consapevoli i calciatori sul tema della violenza stradale attraverso analogie tra il campo da gioco e la strada, evidenziando quanto il rispetto delle regole porti ad un buon risultato sportivo, così come ad un comportamento di guida sicuro; favorire, attraverso l’immagine dei calciatori stessi, un comportamento corretto sulla strada anche dei tifosi grazie ad un effetto emulazione. Troppe volte si vedono stigmatizzati comportamenti negativi di calciatori nei media, mentre si tende ad evidenziare troppo poco gli esempi positivi che esistono nel calcio e nello sport. Tra gli obiettivi del progetto c’è anche quello di agevolare la testimonianza attiva di comportamenti positivi da parte dei calciatori e degli addetti ai lavori che, grazie al loro esempio, possono aiutare a salvare molte vite. Come ha sottolineato Marcello Lippi, testimonial del progetto di educazione stradale, la metafora dello stadio con la strada è suggestiva ma con una sostanziale differenza: “sul campo si rischia al massimo una sconfitta e non la vita”. L’ex CT campione del mondo sottolinea anche che tutti coloro che hanno avuto successo nello sport o in altri campi hanno il dovere di mettere a disposizione le proprie esperienze per suggerire il “percorso più giusto verso un futuro migliore”. Durante il corso di formazione sarà inoltre proiettato lo spot della campagna che continuerà a essere diffuso sui campi della Serie B ConTe.it e sulle TV nazionali e locali.</p>
<p>“Vedete ragazzi, in questo campo di calcio non si impara soltanto a giocare ed eventualmente a vincere ma anche, e soprattutto, a vivere” con queste parole Marcello Lippi – testimonial d’eccezione della campagna “Rispetta le REGOLE, vinci la VITA” apre lo spot sulla sicurezza stradale che verrà proiettato in tutti gli stadi di serie B e diffuso dalla tv nazionali a partire dal 12 dicembre.</p>
<p>E’ il grande progetto di educazione alla sicurezza stradale presentato il 3 dicembre al Viminale dalla Polizia Stradale, la Lega Nazionale Professionisti Serie B e l’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus.<br />
L’idea è stata quella di creare un video di immediato impatto con immagini di facile comprensione, facendo un parallelo tra il campo e la strada, evidenziando quanto il rispetto delle regole porti ad un buon risultato sportivo, così come ad un comportamento di guida sicuro.</p>
<p>L’automobilista che passa con il semaforo rosso e un giocatore che fa un fallo all’avversario; due conducenti che si insultano dopo un tamponamento e una rissa tra calciatori in campo; una paletta del poliziotto che si alza e un cartellino rosso dell’arbitro. La metafora dello stadio con la strada è suggestiva ma – come sottolinea Marcello Lippi – “sul campo si rischia al massimo una sconfitta e non la vita”.</p>
<p>Lo spot sarà diffuso, grazie alla partnership con Lega B e B Solidale Onlus, sui campi di calcio di Serie B dal 12 dicembre al 30 gennaio su canali social, televisivi e radiofonici. Il materiale potrà poi essere usato per campagne promozionali nelle scuole, nelle società sportive giovanili professionistiche e dilettanti grazie al lavoro della Polizia Stradale e dell’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus. E’ stato possibile completare il progetto grazie, va ribadito, al prezioso e generoso aiuto di Marcello Lippi, che ha prestato la sua immagine, ed a Tiziano Ferro la cui casa discografica ha concesso i diritti della canzone “Lo stadio”. Lo spot è stato realizzato dalla regista Silvia Mattioli. “Combinare sport e sicurezza stradale è una chiave importante per educare i ragazzi a comportamenti corretti sulla strada e allo stesso modo per sensibilizzare gli adulti. Il legame principale sta nel fatto che nello sport, come nella strada, esistono delle regole e rispettarle, non solo fa parte del gioco, ma aiuta a vincere. Sul campo si vincono le partite, sulla strada si vince la vita, il bene più prezioso che abbiamo” dichiara Stefano Guarnieri Vice-presidente della Onlus Associazione Lorenzo Guarnieri impegnata da tempo nel campo della sicurezza stradale. “Le regole nel calcio, le regole sulla strada… un binomio che offre l’opportunità di continuare nell’opera di sensibilizzazione degli utenti della strada sull’importanza del rispetto delle regole in ogni campo. Una condotta di guida corretta costituisce è un elemento fondamentale per per prevenire il rischio di incidenti. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un impegno a 360 gradi: nella prevenzione, nei controlli, nell’informazione, per promuovere un nuovo approccio culturale di legalità sulle strade. Non si tratta solo di evitare la sanzione, in gioco vi è un interesse certamente superiore: la nostra e l’altrui sicurezza” ha commentato il Capo della Polizia Prefetto Alessandro Pansa.</p>
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		<title>Poliziamoderna, il numero di novembre dedicato a come difendersi dalla violenza</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 09:24:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ In occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Poliziamoderna di questo mese parla degli strumenti a disposizione della Polizia di Stato per prevenire e contrastare lo stalking e il femminicidio. Uno di questi è l’ammonimento: &#8220;un faccia a faccia con il questore che inchioda il maltrattante alle sue responsabilità e alle conseguenza penali in cui può incorrere&#8221; così viene descritto questa sorta di “cartellino giallo” per il maltrattante dal questore di Bari Antonio De Iesu, uno dei più convinti sostenitori di questo strumento. Fondamentali nel contrasto di questi reati rimangono la formazione del personale e la creazione di una fitta e sinergica rete di interventi assieme all’autorità giudiziaria, all’asl e ai centri antiviolenza. L’esperienza della questura di Milano con il progetto Eva (Esame delle violenze agite) realizzato in collaborazione con Anna Costanza Baldry psicologa del Dipartimento di Psicologia della Seconda università di Napoli per la corretta gestione degli interventi delle Volanti per “liti in famiglia”. Da aprile 2014, data d’inizio della sperimentazione, a fine settembre 2015 sono stati effettuati nella città meneghina 1.147 interventi per questo tipo di chiamate a seguito dei quali sono state arrestate 78 persone e indagate 170.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Solidarietà alla co- presidente di Omphalos, Patrizia Stefani, dopo la lettera minatoria, anche dalla Marini e Romizi</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 12:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Un atto gravissimo e vile nei confronti di una persona che si impegna da anni nella battaglia di civiltà contro le discriminazioni di genere, per il rispetto di diritti fondamentali e delluguaglianza di tutti, indipendentemente dallorientamento sessuale. È quanto sottolinea la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che esprime la sua profonda solidarietà alla copresidente dellassociazione Omphalos Arcigay Arcilesbica, Patrizia Stefani, cui è stata indirizzata una lettera anonima contenente pesanti minacce. Un episodio intollerabile e che non deve essere sottovalutato  rileva &#8211; in una regione che ha fatto e fa dellessere solidale e attenta alla tutela dei diritti delle persone la sua bandiera. Un atto di violenza e odio che ci impone lobbligo di rafforzare ancora di più la nostra azione per diffondere la cultura del rispetto. È questo anche lo spirito delle norme in discussione in Consiglio regionale.  <span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">Esprimo la più completa solidarietà a Patrizia Stefani per il gravissimo atto che le è stato rivolto” &#8211; Questo il commento del sindaco Andrea Romizi dopo lettera anonima contenente minacce e insulti indirizzati alla co-presidente dell’associazione Omphalos, Patrizia Stefani – “Non è accettabile che accadano episodi del genere in una città come Perugia. Per questo rivolgo a Patrizia e a tutta l’associazione Omphalos la mia piena solidarietà e contrarietà per il grave accaduto”. È stata ritrovata martedì nella cassetta postale di Omphalos Arcigay Arcilesbica una lettera anonima contenente intimidazioni e insulti, che sfociano fino alle minacce di morte, indirizzati alla co-presidente dell’associazione Patrizia Stefani. “Prima di tutto vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà nei confronti di Patrizia Stefani” – dichiarano i consiglieri comunali del Partito Democratico Tommaso Bori, Sarah Bistocchi e Diego Mencaroni – “e vogliamo inoltre condannare questo fatto gravissimo, ultimo di una serie di preoccupanti episodi che nell’ultimo anno si sono susseguiti. La lettera anonima, purtroppo, arriva dopo numerose denunce con cui, in questo periodo, l’ Omphalos ha segnalato episodi di omofobia e intolleranza avvenuti nella nostra città, sia in luoghi pubblici che nelle scuole. Il numero di episodi di minacce, omofobia ed intolleranza registrato e denunciato dall’associazione è nettamente aumentato negli ultimi mesi. Soltanto pochi giorni fa sono stati imbrattati e strappati i manifesti relativi alla campagna sul matrimonio lanciata sempre dall’Omphalos. Sarebbe stata opportuna una presa di posizione pubblica del Sindaco Romizi e della sua Giunta per condannare questi episodi di violenza. E’ inaccettabile, infatti, il silenzio del centro destra e della sua amministrazione di fronte al ripetersi di avvenimenti così gravi.” “La Regione Umbria sta da tempo discutendo una legge contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale, proposta ed approvata proprio dal Consiglio Comunale di Perugia, che anche alla luce degli ultimi episodi si rende assolutamente urgente. Riteniamo necessario che il consiglio regionale legiferi il prima possibile su questo tema per dare un segnale di inversione di tendenza a tutti i cittadini.” Sinistra ecologia e libertà.</span>Le istituzioni devono fare la loro parte nel contrastare un clima troppo ostile nei confronti delle persone gay, lesbiche e trans ed è pertanto arrivato il momento, per la Giunta Romizi, che sino ad oggi ha evitato di prendere una posizione su queste tematiche e si è anzi ritrovata a discutere in Consiglio Comunale su libri da bandire nelle scuole, di prendere una posizione forte e netta contro ogni forma di omofobia, che in questo caso si è manifestata in una grave forma intimidatoria e di istigazione alla violenza. Rifondazione comunista dell&#8217;Umbria esprime solidarietà e vicinanza alla co-presidente di Omphalos Arcigay Arcilesbica per le gravi, vili e vergognose minacce ricevute. Ci rivolgiamo innanzitutto alle autorità competenti affinché le indagini riescano in tempi veloci ad individuare i responsabili. Questo ennesimo episodio di odio certifica la presenza di un clima pesante di intolleranza e di omofobia in una città come Perugia da sempre città di cultura aperta ed inclusiva. Chiediamo con forza al Sindaco di Perugia non solo di condannare quanto avvenuto, ma di impegnarsi da subito e con atti concreti a sostegno delle battaglie di civiltà portate avanti da Omphalos. Radicaliperugia.org: solidarietà ad Omphalos. Ora la Regione Umbria calendarizzi urgentemente e fissi tempi certi per l’approvazione della legge regionale contro l’omofobia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla luce di gravi fatti avvenuti nel Comune di Perugia e considerando indicative di un clima oscurantista alcune posizioni dei consiglieri regionali di minoranza, il gruppo radicaliperugia.org intende innanzitutto esprimere solidarietà all’associazione Omphalos, fatta oggetto nei giorni scorsi di inquietanti intimidazioni. Cartelloni pubblicitari di sensibilizzazione per l’uguaglianza delle coppie omosessuali sono stati strappati subito dopo l’affissione, mentre la co-presidente dell’associazione Omphalos, Patrizia Stefani, è stata vittima di un grave episodio avendo ricevuto una lettera densa di offese e minacce.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Difronte a tali episodi l’amministrazione comunale si è contraddistinta per un assordante silenzio e, come se non bastasse, recentemente due consiglieri di maggioranza, De Vincenzi e Pittola, hanno depositato un ordine del giorno volto al sequestro di libri per l’infanzia, accusati di diffondere la quanto mai fantomatica teoria gender. E dal canto suo il consigliere regionale Claudio Ricci, nei primi giorni di settembre, ha annunciato la presentazione di una mozione volta alla valorizzazione della famiglia naturale: uomo, donna, figli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Pertanto come radicali di Perugia riteniamo che non possa attendere oltre la calendarizzazione di una legge contro l’omofobia, da discutere e approvare quanto prima a livello regionale. Non vorremmo infatti che ogni difformità presunta, rispetto alla convenzione tradizionale dei rapporti di coppia e di famiglia, consegni il nostro territorio a ipocrisie private cui vengano sottratti indiscussi diritti di cittadinanza.<span style="line-height: 1.5;"> </span></span></p>
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		<title>In carcere per una violenza sessuale di gruppo a Fiuggi e per spaccio, rimpatriati</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 08:05:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Dopo cinque anni di detenzione, di cui tre presso il carcere di Spoleto, ieri un 26enne romeno è stato scarcerato per fine pena. Era dietro le sbarre dal tre luglio 2010 quando gli agenti del Commissariato Sant’Ippolito lo avevano arrestato per una bruttissimo episodio, una violenza sessuale di gruppo con rapina e lesioni alla vittima, commessa a Fiuggi qualche mese prima.</p>
<p><strong>Il rimpatrio</strong> &#8211; Il giorno della sua ritrovata libertà è coinciso anche con quello della sua partenza dall’Italia per la Romania, espulso come disposto dall’Ufficio di Sorveglianza di Spoleto, per la sua pericolosità sociale. Lunedì quindi lo straniero ha potuto vivere la sua prima giornata da ex detenuto solo per un breve viaggio, a bordo della macchina della Polizia, a Spoleto in Questura a Perugia. Da qui, dopo gli atti di rito, un ulteriore viaggio con scorta degli agenti dell’Ufficio Immigrazione, diretti dal Vice Questore Aggiunto Rosaria De Luca, sino a Fiumicino ove nel pomeriggio è partito per Bucarest.</p>
<p><strong>Lo spacciatore &#8211; </strong>L’attività congiunta dei carabinieri di Todi e dell&#8217;Ufficio Immigrazione lunedì ha portato al rimpatrio di un pericoloso spacciatore albanese, molto noto per le sua gesta criminali nel tuderte. Già nel 2010 i Carabinieri lo avevano arrestato perché sorpreso a trafugare le monete da una sala giochi di un bar di Deruta. Privo di una stabile attività lavorativa è stato costantemente identificato in compagnia di pregiudicati e soggetti dediti al malaffare. Nel febbraio scorso era stato arrestato dopo che aveva ceduto una dose di cocaina ad un acquirente. Ieri è stato rintracciato dai carabinieri e condotto in Questura; qui gli agenti dell’Ufficio Immigrazione hanno attivato tutte le verifiche amministrative che hanno evidenziato che lo straniero non poteva continuare a soggiornare in Italia e che era necessario accompagnarlo coattivamente alla Frontiera contro la sua volontà. Nei suoi confronti è stato quindi emesso un provvedimento di espulsione con questa motivazione; dopo il suo rintraccio e la notifica del provvedimento, lo straniero è stato condotto in udienza dal giudice di pace che ha convalidato l’espulsione. Nel primo pomeriggio è stato scortato da due agenti presso l’ Aeroporto di Roma Fiumicino da dove è partito con un volo diretto a Tirana. Nonostante che a Deruta  vivano alcuni suoi familiari non potrà più rientrare in Italia per 10 anni.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Perugia: minaccia di morte la ex e la picchia rompendole il naso, 37enne in manette</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2015 11:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Una relazione conclusa da diversi mesi senza strascichi particolari. Una sera, però, i due si reincontrano in discoteca e si scatena qualcosa di imprevedibile.</p>
<p><strong>La cronaca</strong> &#8211; E’ la notte del primo maggio quando A.D.N., 37enne, recatosi presso una nota discoteca perugina, incontra casualmente la sua ex, accompagnata da una sua amica studentessa. Tra i due soltanto uno scambio di saluti, ma comunque nulla che faccia presagire il raptus di poche ore dopo. La serata si conclude normalmente, ma il mattino successivo lui ripensa all’incontro e decide di andare da lei. Sa che la ex ha dormito a casa dell’amica e si reca quindi presso il suo appartamento, nella zona di Porta Pesa. Qui, per ragioni tuttora incomprensibili, perde la testa. Il 37enne, infatti, suona insistentemente al campanello, poi bussa violentemente e alla fine la studentessa, nel timore che avrebbe finito con lo sfondare la porta, gli apre.</p>
<p><strong>L&#8217;aggressione</strong> &#8211; A quel punto si precipita verso la ex, la insulta ed inizia a picchiarla. La colpisce più volte al volto e le procura una frattura delle ossa del naso e un vistosissimo ematoma all’occhio sinistro, lesioni che in seguito saranno giudicate guaribili in 30 giorni. Fortuna vuole che un vicino chiami per tempo il 113. Sopraggiungono in tutta fretta una Volante ed un equipaggio della polizia di quartiere, che bloccano A.D.N. prima che possa fare altri danni. Appena vede gli agenti, l’uomo insulta nuovamente la donna per aver fatto intervenire la Polizia e la minaccia di morte. I poliziotti fanno intervenire il 118 e la malcapitata, dopo il riscontro delle lesioni patite, viene ricoverata presso il nosocomio perugino.</p>
<p><strong>L&#8217;arresto</strong> &#8211; Subito dopo, rientrano in Questura con il 37enne. Visto l’accaduto, la Polizia lo ha arrestato per il reato di lesioni personali A.D.N. ed al contempo lo ha denunciato per minacce gravi. Sabato mattina l’uomo è stato processato per direttissima.</p>
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		<title>Violenza contro le donne, attivati due nuovi Punti di Ascolto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2015 16:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Con l’attivazione dei Punti di Ascolto di Todi e Marsciano si amplia la Rete Antiviolenza Umbra. Con quelli di Marsciano e Todi infatti i Punti di Ascolto attivi in Umbria sono oggi 14, garantendo così un ampia copertura del territorio regionale”. Così la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, è intervenuta oggi, venerdì 20 marzo, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Con l’attivazione dei Punti di Ascolto di Todi e Marsciano si amplia la Rete Antiviolenza Umbra. Con quelli di Marsciano e Todi infatti i Punti di Ascolto attivi in Umbria sono oggi 14, garantendo così un ampia copertura del territorio regionale”. Così la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, è intervenuta oggi, venerdì 20 marzo, a Todi, alla presentazione, nella Sala della Giunta comunale, dei due Punti di Ascolto istituiti a Marsciano e Todi contro la violenza e il maltrattamento nei confronti delle donne.</p>
<p align="justify"><strong>Politiche di genere</strong> &#8211; “La rete &#8211; ha affermato la presidente &#8211; consiste in un sistema di servizi integrati che comprende, oltre ai Punti di Ascolto, il Telefono Donna attivo 24 ore su 24 presso il CPO Umbria, i Centri Antiviolenza di Perugia e Terni e le case rifugio ad indirizzo segreto e si integra con gli altri servizi offerti sul territorio regionale dalle strutture socio-sanitarie, dalla rete ospedaliera e dalle associazioni di volontariato. Importante, in quest’ottica, anche il coinvolgimento e l’operato delle forze dell’ordine, che hanno seguito programmi di formazione specifici per rispondere adeguatamente alle richieste di intervento nei casi di violenza di genere. Tali azioni – ha proseguito la presidente – si inseriscono nel quadro delle politiche di genere attivate dalla Regione nei diversi ambiti della formazione, istruzione, delle politiche attive del lavoro e della programmazione socio-sanitaria”.</p>
<p align="justify"><strong>L&#8217;incontro</strong> &#8211; All’incontro, moderato dall’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Todi Catia Massetti, erano presenti oltre alla Presidente Marini, la Presidente del Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria Daniela Albanesi, il Sindaco di Todi Carlo Rossini, il Sindaco di Marsciano Alfio Todini, il Direttore del Distretto Sanitario Media Valle del Tevere Usl Umbria 1 Stefano Lentini e le operatrici dei Punti di Ascolto della Media Valle del Tevere. Presenti anche rappresentanti delle Forze dell’Ordine, il personale dei Servizi Sociali della Zona Sociale n.4, gli operatori e le operatrici dei servizi socio-sanitari della Media Valle del Tevere e rappresentanti delle istituzioni scolastiche del comprensorio.</p>
<p align="justify"><strong>I servizi</strong> &#8211; L’attivazione dei servizi rappresenta l’attuazione del programma di azioni integrate contro la violenza e il maltrattamento nei confronti delle donne, previste dal protocollo d’intesa istituzionale firmato il 26 novembre 2014 tra i Comuni della Zona Sociale n. 4 (Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, San Venanzo e Todi), il Distretto socio-sanitario della Media Valle del Tevere Usl Umbria 1 ed il Centro per le Pari Opportunità della Regione Umbria. Cinque operatrici della Zona Sociale n.4 sono a disposizione nei due Punti di Ascolto due volte a settimana: a Marsciano (075.8747275) il giovedì ed il venerdì dalle 9 alle 12, a Todi (075.8956731) il martedì e il mercoledì dalle ore 9 alle 12.</p>
<p align="justify">“Il risultato di oggi – ha sottolineato il sindaco di Todi Carlo Rossini – è il frutto di un lavoro corale che vede coinvolti una pluralità di soggetti istituzionali e del mondo delle associazioni che, insieme alle forze dell’ordine ed agli operatori di settore, sono impegnati per rispondere ad un bisogno emergente come quello della tutela delle donne e dei minori sottoposti a situazioni di violenza o di maltrattamento”. “Quello di oggi – ha ribadito il sindaco di Marsciano Alfio Todini – rappresenta un momento importante per continuare il lavoro di prevenzione e contrasto nei confronti della violenza di genere. L’auspicio è che i due nuovi Punti di Ascolto consentano alle vittime di chiedere aiuto e trovare percorsi utili ad uscire dalla spirale della violenza”. “I servizi del Distretto socio sanitario – ha dichiarato Stefano Lentini – sono pienamente coinvolti nel processo di rafforzamento delle rete regionale antiviolenza anche attraverso la formazione degli operatori sanitari e socio-sanitari”. La presidente del CPO Umbria Daniela Albanesi ha illustrato i dati del fenomeno della violenza di genere in Umbria, evidenziando come le richieste di aiuto pervenute ai servizi della rete sono quasi raddoppiate rispetto al 2013, anno in cui era attivo il solo servizio Telefono Donna del CPO. Nel 2014 sono più di mille le donne che si sono rivolte ai Punti di Ascolto ed ai Centri Antiviolenza. “Questo – ha precisato Albanesi – non significa che è aumentata la violenza, ma è un segno tangibile del fatto che i servizi offerti dalla Rete hanno contribuito a far emergere un fenomeno per lo più sommerso”.</p>
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		<title>Perugia, proprietario del Kandinsky picchiato per aver negato da bere ad un marocchino. Arrestato l&#8217;aggressore</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 16:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Erano quasi le 5 del mattino: il Kandinsky Pub stava chiudendo, ma Y.H., marocchino del 1988, aveva voglia di bere. Pertanto, ha affrontato a brutto muso il gestore Simone Boccardini, dicendogli di tenere ancora aperto per un po’. Ricevuta una risposta negativa, è andato su tutte le furie. Ha mostrato al titolare del bar un piede di porco e ha iniziato ad urlare e a minacciarlo di pesanti conseguenze se non avesse subito rialzato la saracinesca. Questi, che pure in precedenti analoghe situazioni aveva ceduto e per quieto vivere aveva fatto bere il nordafricano, non si è fatto però intimidire. A quel punto, si è scatenata la furia del marocchino, che ha preso ripetutamente a pugni il barista, procurandogli contusioni multiple del volto successivamente giudicate guaribili in 8 giorni.</p>
<p><strong>L&#8217;arresto</strong> &#8211; Il malcapitato, però, ha chiamato il 113 e alla Volante immediatamente intervenuta ha fornito una accurata descrizione dell’aggressore. In questo modo, gli agenti si sono potuti mettere subito sulle sue tracce, trovando il marocchino dopo pochi minuti a qualche decina di metri dal bar. Una volta condotto in Questura, è emersa tutta la pericolosità sociale di Y.H., già denunciato numerose volte per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Così, la polizia ha arrestato il marocchino per violenza privata e lesioni personali, al contempo denunciandolo per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Venerdì mattina il 28enne sarà processato per direttissima.</p>
<p><strong>Il racconto</strong> &#8211; A raccontare la vicenda, poche ore dopo l&#8217;accaduto, lo stesso Boccardini in un post su Facebook con tanto di fotografia del volto con i lividi procurati dall&#8217;aggressione appena subita. &#8220;Tutti devono sapere cosa mi è successo qualche ora fa&#8221; scriveva il gestore del locale raccontando l&#8217;aggressione. Decine i commenti e i post subito arrivati sulla sua pagina in segno di supporto e vicinanza.</p>
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		<title>Perugia: insulti e botte all&#8217;ex convivente, denunciato 40enne</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2015 10:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Intervento delle Volanti sabato pomeriggio in centro storico su richiesta di una 40enne perugina. La donna agli agenti ha mostrato le labbra visibilmente gonfie e riferito che l’ex convivente, in preda all’alcol, poco prima era sopraggiunto sul suo posto di lavoro e, dopo averla insultata, le aveva sferrato uno schiaffo in bocca e aveva tentato di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Intervento delle Volanti sabato pomeriggio in centro storico su richiesta di una 40enne perugina. La donna agli agenti ha mostrato le labbra visibilmente gonfie e riferito che l’ex convivente, in preda all’alcol, poco prima era sopraggiunto sul suo posto di lavoro e, dopo averla insultata, le aveva sferrato uno schiaffo in bocca e aveva tentato di aggredirla. L’intervento di un conoscente che ha bloccato fisicamente l’aggressore ha evitato che la situazione degenerasse. I poliziotti hanno quindi condotto il reo in Questura ove è stato denunciato, come già in passato, per lesioni.</p>
<p><strong>Giovane brasiliano denunciato per evasione</strong> &#8211; Era stato scarcerato per beneficiare degli arresti domiciliari nel proprio appartamento di Fontivegge. In preda ad uno stato di alterazione psichica sabato mattina era sceso in strada ed aveva cominciato a compiere atti di autolesionismo in Piazza del Bacio. L’allarme generato sui passanti ha comportato una richiesta urgente di intervento al 113. La volante ha quindi immediatamente posto fine alle sue azioni e proceduto alla sua identificazione per un giovane brasiliano 32enne, transessuale, pluripregiudicato. Poiché era evidente il suo momento di disagio psichico è stata disposto  l’accompagnamento presso il reparto psichiatrico dell’Ospedale ove è stato successivamente ricoverato. Nei suoi confronti anche una denuncia per evasione .</p>
<p><strong>Controlli in centro e Fontivegge</strong> &#8211; Gli agenti di Polizia Centro storico e del reparto Prevenzione Crimine sabato sera e domenica pomeriggio hanno effettuato servizi straordinari di controllo del territorio. Nel complesso non si sono rilevate significative presenze di soggetti pericolosi , anche se un terzo delle persone controllate sono risultate già note alle forze di polizia. Un bar nella zona di Fontivegge è risultato frequentato da malavitosi. Tre le sanzioni al Codice della Strada per non aver effettuato la revisione alla vettura e per circolazione con pneumatici usurati; un cittadino marocchino circolava da anni con la patente del proprio Stato senza aver mai conseguito quella italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>8 marzo, non si ferma la spirale di violenza</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Mar 2015 13:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “In Umbria purtroppo ancora un 8 marzo segnato dalla violenza su una donna, uccisa dal proprio marito. Dobbiamo dunque fare ancora molta strada per bloccare questa drammatica strage ed il femminicidio”. È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che in occasione dell&#8217;8 marzo, giornata internazionale della donna, ha voluto visitare alcuni reparti dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, di Perugia, tra i quali quello di Ostetricia e Ginecologia, per offrire alle degenti ed al personale medico e paramedico un mazzolino di mimose, simbolo della giornata della donna.</p>
<p><strong>La visita</strong> &#8211; La presidente è stata accompagnata nella visita dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi. “Questa ricorrenza &#8211; ha affermato la presidente Marini &#8211; deve rappresentare per tutti una occasione di riflessione sulla condizione della donna. Soprattutto sull’avanzamento delle condizioni di vita, lavorativa ed economica. Molte donne, infatti, a causa della crisi economica hanno perso il lavoro e molte altre giovani donne, nonostante la loro alta qualificazione professionale, non trovano adeguate collocazioni o fanno fatica ad entrare nel mondo del lavoro&#8221;.</p>
<p><strong>La ricorrenza</strong> &#8211; “Noi, esponenti delle istituzioni &#8211; ha proseguito la presidente &#8211; non dobbiamo mai dimenticare che ogni nostra azione può contribuire o a rafforzare la condizione della donna o ad indebolirla. Quindi, quando ci accingiamo ad assumere atti relativi alle politiche sociali e per il lavoro, che riducono risorse per questi settori, dobbiamo sempre considerare che ciò si traduce sempre in un indebolimento soprattutto della condizione delle donne e determina un aumento del carico familiare su di loro. Abbiamo, dunque, in quanto amministratori pubblici, una maggiore responsabilità nel non dover mai far arretrare diritti ed opportunità per le donne. È con questo spirito &#8211; ha concluso &#8211; che rivolgo il mio augurio di buon 8 marzo a tutte le donne umbre o che hanno scelto di vivere in Umbria”.</p>
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		<title>Minacce e violenza all&#8217;ex moglie perché troppo occidentale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 12:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Minacce e violenza ad una donna rea di essere, secondo l&#8217;ex marito, troppo occidentale. Un&#8217;altra triste ed incredibile storia di violenza e prevaricazione, consumata in ambito familiare, dentro le mura domestiche prima, ed anche al di fuori dopo il divorzio, che ha interessato una giovane coppia di origini marocchine ed il loro figlio di 6 ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/minacce-e-violenza-allex-moglie-perche-troppo-occidentale/">Minacce e violenza all&#8217;ex moglie perché troppo occidentale</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Minacce e violenza ad una donna rea di essere, secondo l&#8217;ex marito, troppo occidentale. Un&#8217;altra triste ed incredibile storia di violenza e prevaricazione, consumata in ambito familiare, dentro le mura domestiche prima, ed anche al di fuori dopo il divorzio, che ha interessato una giovane coppia di origini marocchine ed il loro figlio di 6 anni. Al centro di tutto vi è l&#8217;elemento culturale e religioso, poichè la causa principale delle violenze dell&#8217;uomo nei confronti della donna è proprio l&#8217;accusa di esser troppo occidentale.<br />
La verità di questa sconcertante storia viene resa nota, per la prima volta, soltanto nel 2012, quando una giovane donna marocchina di poco più di 30 anni, sposata e madre di un bimbo di 6 anni (allora 4 anni), si rivolge alle forze dell’ordine per sporgere querela contro l’ex marito. Il racconto della donna è un fiume in piena, un romanzo di episodi di violenza, prevaricazione, minacce, umiliazioni subite e terrore, che l’hanno costretta a chiedere il divorzio. Secondo la ricostruzione fatta  dalla donna, il marito, quarantaseienne marocchino, si è rivelato violento fin dai primi giorni di matrimonio: un’avventura coniugale fatta di sevizie, continue lesioni e violenze sessuali.<br />
 Dopo la decisione, presa con coraggio e determinazione, di procedere contro il marito e di mettere fine alla violenza, i problemi si moltiplicano: il marito, non solo cerca in tutti i modi di opporsi alla separazione ed al divorzio dalla moglie, ma continua a minacciarla, a percuoterla, a violentarla.<br />
La più grande paura dell&#8217;uomo è infatti che la ex diventi una donna occidentale. Dopo il divorzio, pedinamenti, minacce e diffamazioni anche  davanti a conoscenti ed al telefono con i familiari della donna in Marocco, le invia centinaia di sms alternando insulti, minacce ed espressioni di profondo odio e rancore a “ti amo” e “mi manchi”, oltre a proposte oscene.<br />
L&#8217;uomo sottolineava a tutti come la donna fosse diventata una poco di buono, ormai donna “occidentale” e quindi emancipata, e medita e prometteva vendetta.</p>
<p>Lo scorso aprile 2014, la giovane mamma ha dimostrato coraggio. Dopo aver messo il bambino al sicuro ai suoi familiari in Marocco, si è rivolta ad un centro antiviolenza che le ha offerto  protezione ed ospitalità ed ha denunciato di nuovo il suo persecutore che gli promette che, qualora non avesse ritirato le sue querele contro di lui, non avrebbe mai acconsentito a dare il suo consenso al rientro in Italia del bambino.</p>
<p>A questo punto, la povera donna è stata costretta ad un cedimento, proprio per difendere l’unica cosa per cui aveva sempre lottato, ovvero il figlio: lo scorso giugno si è presentata in Questura per rimettere la querela contro l’ex marito. Giustamente, e comprensibilmente, ha scelto di rivedere il figlio, accettando in cambio di continuare a subire.</p>
<p>Nel frattempo, ovviamente, gli insulti, le minacce e le violenze non sono mai finite. Il “mostro”, ad un certo punto, la segue dappertutto.<br />
Persino a Roma, sul Lago Trasimeno e dovunque lei decida di recarsi per sentirsi più al sicuro: una sera, di rientro da Roma, la attende alla Stazione, ovviamente per insultarla ed intimorirla, e per aumentare il suo stato di angoscia le mostra un servizio fotografico dettagliato con il quale l’uomo ha documentato tutta la giornata “fuori porta” della ex moglie, che ormai vive da “occidentale”.</p>
<p>Considerato tutto quello che è stato riferito ed accertato dalla Polizia, nonostante il piccolo “cedimento” della vittima, più che comprensibile, il GIP. di Perugia – Dott.ssa C.M. Giamgamboni ha emesso un provvedimento a carico del marocchino, con il quale lo stesso non potrà avvicinarsi ad una distanza inferiore ai 300 metri dalla ex moglie e dal figlio, né comunicare in alcun modo con loro: l’uomo sarà “controllato” a vista e continuamente dalla Polizia, che dovrà comunicare ogni eventuale violazione alle prescrizioni imposte, la cui conseguenza sarà con ogni probabilità una misura ben più afflittiva e restrittiva!</p>
<p>Nella mattinata di ieri martedì 27 gennaio, gli uomini della Squadra Mobile – Sezione “Reati contro la persona” hanno fatto visita allo stalker marocchino, notificandogli il provvedimento ed avvisandolo che, d’ora in avanti, dovrà tenere a freno il suo odio ed il suo risentimento e lasciare in pace definitivamente la sua vittima, altrimenti le porte di Capanne potrebbero aprirsi per lui molto velocemente.</p>
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		<title>A difesa delle donne, dibattiti in questura</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2014 18:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, la Polizia di Stato ha programmato per martedì 25 novembre una serie di manifestazioni e incontri in varie città italiane a cui collaborano Enti ed Associazioni a tutela delle donne. L’obiettivo &#8211;  Promuovere un momento di riflessione e confronto sull&#8217;allarmante perdurare dei tragici ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, la Polizia di Stato ha programmato per martedì 25 novembre una serie di manifestazioni e incontri in varie città italiane a cui collaborano Enti ed Associazioni a tutela delle donne.</p>
<p><strong>L’obiettivo &#8211;</strong>  Promuovere un momento di riflessione e confronto sull&#8217;allarmante perdurare dei tragici eventi di cui sono vittime le donne, nonché quello di sensibilizzare l’opinione pubblica.</p>
<p><strong>Manifestazioni e incontri &#8211;</strong> La Questura di Perugia ha organizzato per domani mattina, nell&#8217;ambito della attività di aggiornamento professionale dei poliziotti della provincia, un dibattito con  la partecipazione di autorità ed esperti che a vario titolo si occupano dei complessi aspetti del fenomeno. Introdurrà il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, Dr. Giovanni Rossi; proseguiranno gli avvocati Paola Pasinato ed Elena Bistocchi del Centro Antiviolenza “Catia Doriana Bellini” di Perugia che illustreranno alcuni casi particolarmente significativi della realtà locale; concluderà la psicologa &#8211; psicoterapeuta Lucia Magionami  dell’Associazione “ Margot”. Verrà anche illustrato un “vademecum” elaborato dagli esperti della Polizia di Stato. L’evento costituirà un’importante occasione di analisi sul fenomeno a un anno dall&#8217;entrata in vigore della legge n.19/2013.</p>
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