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	<title>Perugia Online &#187; violenze</title>
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		<title>La moglie vuole lasciarlo e lui perde la testa, iniziando a maltrattare sia lei che la figlia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 13:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti in famiglia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il coraggio di una giovanissima peruviana, recatasi in Questura per sporgere denuncia contro il padre, ha fatto emergere una vicenda di grave degrado familiare. La ragazza, 19enne, ha raccontato alla polizia di abitare assieme ai suoi genitori e di dover sopportare, ormai da mesi, una situazione infernale. Tutto è iniziato quando, in estate, sua madre ha comunicato al marito la propria intenzione di interrompere la relazione e di chiedere pertanto la separazione giudiziale. A quel punto, l’atteggiamento dell’uomo, un 50enne, è drasticamente mutato; egli, infatti, non ha ancora abbandonato l’abitazione di famiglia e nelle ultime settimane si è spesso lasciato andare a violenze e vessazioni di ogni genere nei confronti sia della moglie che della figlia. Quanto alla prima, è stata bersaglio di frequenti scatti d’ira e talvolta il marito è arrivato ad alzare le mani contro di lei anche per futili motivi; non a caso la donna, esasperata, qualche settimana fa l’ha denunciato per percosse. Ma gli episodi più gravi sono senz’altro quelli commessi ai danni della figlia, destinataria di sistematiche violenze psicologiche, la quale ha raccontato agli agenti di essere maltrattata dal padre anche con i pretesti più banali. In particolare, in un’occasione lei aveva chiesto al padre i soldi per il biglietto dell’autobus, ma lui ha subito inveito contro di lei, offendendola ed urlandole che non doveva permettersi di domandargli del denaro, visto che si stava separando dalla moglie. Altro episodio che ha colpito i poliziotti è quello in cui la 19enne, tornata da scuola, si è presentata in cucina per pranzare, ricevendo in cambio un diluvio di offese in quanto colpevole di non aver avvertito per tempo il genitore e di non averlo quindi messo in condizioni di acquistare la giusta quantità di cibo. Da ultimo, pochissimi giorni fa, la giovane, che pativa il freddo nella sua stanza e che invano aveva da tempo richiesto al padre di accendere il riscaldamento, aveva portato in camera una stufetta elettrica; tuttavia, dopo poche ore, il padre l’ha fatta sparire, evidentemente non sopportando che la figlia avesse trovato una soluzione al problema delle basse temperature. Il tutto intervallato dagli insulti e dalle minacce del genitore, che stanno divenendo sempre più frequenti e che perciò determinano nella giovane un disagio psicologico crescente. La ragazza infatti sta perdendo interesse allo studio e il suo rendimento scolastico si è drasticamente abbassato, probabilmente perché le è venuta a mancare la necessaria serenità. Raccolta questa testimonianza, gli uomini della Squadra Volante hanno compiuto i necessari accertamenti sul conto del sudamericano, verificando, in particolare, che l’uomo aveva effettivamente già subito una denuncia da parte della moglie. Infine, avuta questa ulteriore conferma dell’indole violenta del peruviano, la polizia lo ha denunciato per il reato di maltrattamenti in famiglia.</p>
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		<title>Alto Tevere, perseguita per mesi una vicina di casa. In manette una 44enne</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 09:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[alto tevere]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Una donna di 44 anni, italiana, residente in un Comune dell’Alto Tevere, è stata arrestata dai carabinieri della competente Stazione con l’accusa di atti persecutori. Da alcuni mesi la signora, senza alcun giustificato motivo, aveva preso di mira una sua vicina di casa molestandola ed insultandola ogni qual volta la incontrava. Le aggressioni &#8211; A nulla è valsa una ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Alta Valle del Tevere. </span> Una donna di 44 anni, italiana, residente in un Comune dell’Alto Tevere, è stata arrestata dai carabinieri della competente Stazione con l’accusa di atti persecutori. Da alcuni mesi la signora, senza alcun giustificato motivo, aveva preso di mira una sua vicina di casa molestandola ed insultandola ogni qual volta la incontrava.</p>
<p><strong>Le aggressioni</strong> &#8211; A nulla è valsa una prima denuncia presentata dalla vittima. Nonostante infatti la 44enne fosse stata messa in guardia circa le gravi conseguenze cui poteva andare incontro se avesse proseguito nella sua condotta, ha continuato imperterrita con vere e proprie persecuzioni, giungendo anche ad aggredire la vicina di casa. I carabinieri, intervenuti diverse volte sul posto per riportare la calma, hanno riferito all’Autorità Giudiziaria circa la reiterazione degli atti persecutori, ottenendo un’ordinanza che disponeva il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte lesa.</p>
<p><strong>L&#8217;arresto</strong> &#8211; Nonostante ciò, dopo un breve periodo di calma apparente, la settimana scorsa la 44enne per futili motivi ha nuovamente aggredito la vicina giungendo ad inseguirla fin dentro l’abitazione di quest’ultima. L’ulteriore condotta illecita, in spregio dell’ordinanza del Giudice, è stata immediatamente rapportata dai carabinieri all’A.G., che ha quindi disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della 44enne, ritenuta responsabile di atti persecutori, lesioni, minacce e violazione di domicilio. Si spera che almeno tale misura possa farla rinsavire; caso contrario per lei si apriranno le porte del carcere.</p>
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		<title>Foligno: picchia la moglie al nono mese di gravidanza, in manette 38enne</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2015 09:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carabiniere]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[foligno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> I carabinieri della stazione di Scanzano di Foligno hanno arrestato A.M., un 38enne cittadino marocchino da anni residente a Foligno, che aveva picchiato violentemente la propria consorte, nonostante la donna fosse in stato di gravidanza avanzato. La vicenda &#8211; Tutto inizia intorno alle 10:30 di giovedì mattina, quando giunge una chiamata al numero di emergenza “112” da parte di una donna ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Foligno. </span> I carabinieri della stazione di Scanzano di Foligno hanno arrestato A.M., un 38enne cittadino marocchino da anni residente a Foligno, che aveva picchiato violentemente la propria consorte, nonostante la donna fosse in stato di gravidanza avanzato.</p>
<p><strong>La vicenda</strong> &#8211; Tutto inizia intorno alle 10:30 di giovedì mattina, quando giunge una chiamata al numero di emergenza “112” da parte di una donna in lacrime che dice di essere stata picchiata dal marito e che l’uomo è ancora in casa. Subito una pattuglia di carabinieri della Stazione di Scanzano raggiunge l’appartamento dove trovano la donna, una 32enne del Marocco in stato di gravidanza, che ha il volto tumefatto e che asserisce di aver ricevuto diversi colpi dal marito violento. Alla vista dei militari l’uomo, che si trova in compagnia di un amico, cerca di minimizzare l’accaduto dicendo di averla colpita solo con uno schiaffo perché accusato ingiustamente dalla moglie, anzi spalleggiato dal compagno, accusa la moglie di averlo colpito per prima e dice di essersi dovuto difendere dai modi violenti della donna. La versione non sembra convincere i militari, sia perché il 38enne è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per i numerosi precedenti che annovera e sia perché la donna, che è in stato di gravidanza avanzato poiché alla trentanovesima settimana di gestazione, accusa anche un malore forse dovuto ai colpi ricevuti, pertanto i carabinieri senza perdere un attimo la fanno trasportare immediatamente all’Ospedale di Foligno per le cure del caso, mentre il marito viene accompagnato in caserma.</p>
<p><strong>Le violenze continue</strong> &#8211; Al termine degli accertamenti dei sanitari, fortunatamente non vi sono al momento conseguenze per il feto e la donna viene dimessa con una con una prognosi di “solo” venti giorni per traumi contusivi anche allo zigomo ed ecchimosi e dolorabilità varie per i colpi ricevuti. All’uscita dell’Ospedale anche la donna raggiunge la caserma di Scanzano ed alla presenza del comandante della Stazione ripercorre l’episodio della mattina e tutti i pregressi pestaggi, che vanno avanti da alcuni anni. L’aggressione di quella mattina non è che l’ultima di una lunga serie di comportamenti violenti posti in essere dal marito violento. Infatti, come poi i militari scopriranno, negli ultimi tre anni la donna ha dovuto ricorrere più volte alle cure dei sanitari, lo attestano i diversi referti medici redatti dal pronto soccorso di Foligno, anche con prognosi di 30 giorni per e lesioni varie e costole rotte. Dagli accertamenti dei militari emerge inoltre che la vittima nel 2014 aveva già presentato una denuncia al Commissariato di Foligno per un caso analogo a seguito di un pestaggio del marito violento, poi però aveva deciso di ritrattare il tutto e ritirare la querela.</p>
<p><strong>L&#8217;arresto</strong> &#8211; Ma questa volta la donna è decisa ad andare fino infondo e, dopo l’ennesima ripassata in cui ha temuto per la salute del figlio che si appresta a partorire, decide di denunciare il marito raccontando tutta la sua storia. Al termine della ricezione della denuncia i militari di Scanzano, anche in considerazione delle informazioni acquisite sui precedenti episodi e dell’aggravante specifica introdotta dal legislatore recentemente con l’art. 61 comma 11-quinquies del Codice Penale, decidono di arrestare l’uomo per maltrattamenti verso familiari e lesioni personali. Per il marito violento si spalancano le porte del carcere spoletino, su disposizione del pm di turno della Procura della Repubblica di Spoleto.</p>
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