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	<title>Perugia Online &#187; Voucher</title>
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		<title>No ai nuovi voucher e allo schiaffo alla democrazia: sabato 17 giugno in migliaia dall&#8217;Umbria a Roma per la manifestazione Cgil</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jun 2017 10:37:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sono già circa 2000 gli umbri che sabato 17 giugno hanno deciso di raggiungere Roma per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata dalla Cgil contro i nuovi voucher. Una manifestazione fortemente voluta dal sindacato e dai lavoratori per chiedere il rispetto della Costituzione e di quei milioni di persone che con la propria firma avevano chiesto e ottenuto un referendum popolare per l’abrogazione dei “buoni” e che ora si sentono presi in giro da una maggioranza e da un governo che, dopo aver fatto saltare la consultazione popolare (si sarebbe dovuto votare lo scorso 28 maggio), reintroduce con un emendamento alla manovra finanziaria questo strumento di sfruttamento estremo del lavoro.</p>
<div>Per consentire la massima partecipazione alla manifestazione, la Cgil dell’Umbria ha predisposto pullman che partiranno da tutta la regione (è ancora possibile prenotarsi presso tutte le Camere del Lavoro): San Giustino, Città di Castello, Magione, Passignano, Gubbio, Gualdo Tadino, Bastia Umbra, Marsciano, Perugia, Foligno e Terni.</div>
<div>La Cgil lancia un appello “a tutti i cittadini, ai lavoratori, ai pensionati ed a tutte le Associazioni democratiche affinché partecipino alla manifestazione nazionale del 17 giugno, per il rispetto dell’art. 75 della Costituzione, per difendere la democrazia e il diritto dei cittadini a decidere, per contrastare la precarietà, per un lavoro dignitoso tutelato e col pieno riconoscimento dei diritti”.</div>
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		<title>Giovani e voucher: in Umbria la precarietà è di casa</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2016 15:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “La situazione dei giovani oggi in Italia e in Umbria si contraddistingue per la mancanza d’occupazione, per il lavoro nero, per la precarietà ormai dilagante e aggravata dai voucher, per un’autonomia che tarda a realizzarsi, per un futuro che appare incerto e per una qualità della vita peggiore di quella dei propri genitori. Così, i giovani oggi non scelgono di andare via per ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “La situazione dei giovani oggi in Italia e in Umbria si contraddistingue per la mancanza d’occupazione, per il lavoro nero, per la precarietà ormai dilagante e aggravata dai voucher, per un’autonomia che tarda a realizzarsi, per un futuro che appare incerto e per una qualità della vita peggiore di quella dei propri genitori. Così, i giovani oggi non scelgono di andare via per conoscere luoghi e culture diverse, sono costretti a farlo per poter vivere, per costruirsi un futuro”. Ad affermarlo in una nota sono Vanda Scarpelli, segretaria della Camera del Lavoro di Perugia, e Vittoria Arcovio, del Coordinamento politiche giovanili della Cgil di Perugia.</p>
<p>Scarpelli e Arcovio definiscono “inaccettabili” le parole del Ministro Poletti sui giovani che emigrano: “Parole rettificate poi – dicono &#8211; ma che lasciano segni, come schiaffi in faccia ai tanti giovani che dopo anni di studio e di sacrifici sono costretti alla disoccupazione, o a una occupazione sempre più precaria e sottopagata”.<br />
Secondo i dati Inps – fanno sapere dalla Cgil &#8211; sono più di 9.000 i voucher utilizzati nel 2015 in Umbria per il lavoro di giovani tra i 18 e i 29 anni (il 35% del totale), mentre nella nostra regione la disoccupazione giovanile supera ormai il 40% nella provincia di Perugia e il 50% per cento in quella di Terni. Nel frattempo, esaurito l’effetto “doping” degli incentivi alle imprese, le assunzioni a tempo indeterminato crollano del 43% (dato più alto d’Italia) e solo il 18,2% di quelle nuove risulta essere con contratto a tempo indeterminato, contro una media nazionale del 22%.</p>
<p>“Quello che si registra, dunque, è un costante peggioramento della qualità dei rapporti di lavoro in essere nella nostra regione – commentano ancora la due sindacaliste – per questo è necessario un vero cambio di passo nelle politiche giovanili che devono avere uno stretto collegamento con le politiche del lavoro, un cambio di passo che significa riconoscere e mettere a valore le professionalità acquisite, significa eliminare le forme di precarietà a partire dai voucher, significa non utilizzare il lavoro interinale, ma privilegiare le forme di lavoro stabile, garantire risorse e strumenti per nuove forme di impresa, significa riattivare i concorsi nelle pubbliche amministrazioni a partire dai Comuni in gran parte sotto organico”. “I 3 referendum contro il Jobs Act proposti dalla Cgil e ora all&#8217;esame della Consulta – concludono Scarpelli e Arcovio – possono rappresentare una prima risposta importante. Essi puntano a ripristinare le tutele contro i licenziamenti illegittimi, chiedono di abolire i voucher, propongono nuove tutele negli appalti. Rappresentano, insomma, la sfida contro l&#8217;idea che questo stato di cose non possa essere evitato e che non ci siano alternative”.</p>
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		<title>Lavoro in Umbria: continua il tracollo delle assunzioni a tempo indeterminato. Superati i 2 milioni di voucher</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2016 11:47:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “I dati aggiornati dell’Osservatorio nazionale dell’Inps sul precariato (gennaio-ottobre 2016) confermano le valutazioni più volte sottolineate dalla Cgil e dal suo istituto di ricerca Ires. Infatti, continuano a crollare le assunzioni a tempo indeterminato scese a 10.111 unità nei primi 10 mesi dell’anno dalle 17.689 dello stesso periodo del 2015. Un livello che è inferiore anche al dato 2014, quando le assunzioni erano state 10.522”. A parlare sono la segretario regionale della Cgil Uliana Renelli e il presidente Ires Mario Bravi: “L’Umbria, ancora una volta, risulta essere la regione italiana con il calo percentuale più consistente (-42,8% contro una media nazioanle del -20.9%). E anche le trasformazioni in contratti a tempo indeterminato di altre tipologie contrattuali sono crollate più della media (-42%). Nei primi 10 mesi dell’anno in Umbria &#8211; hanno fatto notare &#8211; le assunzioni a termine sono state 37.948, quelle con contratto di apprendistato 3.823 e 2.556 quelle stagionali. Solo il 18,2% delle nuove assunzioni effettuate in Umbria risulta essere con contratto a tempo indeterminato, contro una media nazionale del 22%”.</p>
<p><strong>Problema voucher</strong> Quello che si registra, dunque, “è un costante peggioramento della qualità dei rapporti di lavoro in essere nella nostra regione. Lo dimostrano anche in maniera allarmante la continua ed inarrestabile crescita dei voucher, forma moderna di estremo imbarbarimento del mercato del lavoro, che non prevede nessun tipo di tutela rispetto a diritti fondamentali come la maternità, le ferie, la malattia, etc.). Secondo l’ultima rilevazione dell’INPS nei primi 10 mesi del 2016 i voucher in Umbria hanno già varcato la quota dei 2 milioni (2.084.397 per l’esattezza), con un incremento del 33% rispetto all’anno scorso e un +66,8% rispetto al 2014. Si può quindi ipotizzare che a fine 2016 saranno oltre 30mila i lavoratori umbri che hanno sperimentato questa nuova forma di sfruttamento”. Per Bravi e Renelli è quindi arrivato il momento di “modificare profondamente le politiche economiche attuali, che si basano tutte sulla compressione delle condizioni dei lavoratori, e cancellare, anche con i referendum proposti dalla Cgil, le storture del Jobs act a partire dai voucher”.</p>
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		<title>Occupazione, l&#8217;allarme della Cgil: &#8220;Quasi un milione di voucher venduti in Umbria in 5 mesi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2016 11:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Da settembre si aprirà uno scenario che chiamerà tutti soggetti a fare la loro parte, noi come Cgil vogliamo e saremo protagonisti nel sensibilizzare, proporre e discutere rispetto alle strategie che occorrono per uscire dal declino. Per questo riproponiamo il piano del lavoro con articolazione territoriale”. Ad affermarlo in una nota è il segretario generale ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/occupazione-lallarme-della-cgil-quasi-un-milione-di-voucher-venduti-in-umbria-in-5-mesi/">Occupazione, l&#8217;allarme della Cgil: &#8220;Quasi un milione di voucher venduti in Umbria in 5 mesi&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Da settembre si aprirà uno scenario che chiamerà tutti soggetti a fare la loro parte, noi come Cgil vogliamo e saremo protagonisti nel sensibilizzare, proporre e discutere rispetto alle strategie che occorrono per uscire dal declino. Per questo riproponiamo il piano del lavoro con articolazione territoriale”. Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della Cgil di Perugia Filippo Ciavaglia, sottolineando come le difficoltà per il territorio della provincia di Perugia e per tutta l’Umbria siano ancora evidenti: <span style="font-family: 'Arial Rounded MT Bold', sans-serif;"><span style="font-size: small;">“</span></span>Abbiamo una regione la cui popolazione è in diminuzione (meno 4000 secondo l’Istat) e questo è un segnale indubbio di difficoltà, che si aggiunge ad un progressivo innalzamento degli over 65 (circa il 23%). I centri storici e la montagna hanno subito e stanno subendo un processo di spopolamento che va contrastato con una strumentazione e una progettazione adeguata (progetto zone interne). C’è un calo fortissimo degli investimenti (-32%) e del peso della manifattura – prosegue Ciavaglia &#8211; che si riproduce sul Pil, e che non è controbilanciato dall’aumento, pur importante, del settore turismo-ambiente-cultura (+8%)”.</p>
<p align="JUSTIFY">Intanto, aumenta in maniera esponenziale la precarietà del lavoro: “Abbiamo un aumento vertiginoso nell’utilizzo dei voucher – sottolinea ancora Ciavaglia – quasi un milione di buoni venduti nei primi 5 mesi del 2016, con un aumento del 44% sul 2015, superiore alla media nazionale. Ma il nostro territorio &#8211; continua il segretario della Cgil di Perugia – è anche caratterizzato da eccellenze, le quali debbono fare da traino per la creazione di Pil e di buona occupazione. Per questo, riteniamo fondamentale condividere con il livello istituzionale e politico le scelte che dovranno essere fatte sull’utilizzo delle risorse a disposizione, in modo particolare dei fondi strutturali europei (circa 1500 milioni di euro). Soltanto una piena condivisione e una sinergia fra tutti soggetti– continua Ciavaglia &#8211; potrà infatti determinarne i risultati che tutti auspichiamo per il nostro territorio”.</p>
<p align="JUSTIFY">Da parte sua la Cgil ritiene necessaria un&#8217;analisi puntuale della situazione dei singoli territori regionali e per questo si prepara a presentare delle “piattaforme territoriali”, “perché solo dal protagonismo dei territori – insiste Ciavaglia &#8211; può e deve venire una nuova fase che ci consenta di invertire la tendenza rispetto alla lunga notte della crisi che stiamo attraversando”.</p>
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		<title>Dilagano i voucher in Umbria: ora pure l&#8217;amministrazione pubblica del Comune di Assisi ne fa uso, attacco della Cgil</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 11:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Come abbiamo sottolineato più volte siamo di fronte ad un imbarbarimento del mercato del lavoro anche in Umbria. Lo dimostrano i dati sulla diffusione crescente dei voucher. Il buono lavoro che costa 10 euro al cosiddetto committente, retribuisce con 7,5 euro quella che dovrebbe essere una ora di lavoro. Sottolineiamo il ”dovrebbe” perché non essendoci ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> Come abbiamo sottolineato più volte siamo di fronte ad un imbarbarimento del mercato del lavoro anche in Umbria. Lo dimostrano i dati sulla diffusione crescente dei voucher. Il buono lavoro che costa 10 euro al cosiddetto committente, retribuisce con 7,5 euro quella che dovrebbe essere una ora di lavoro. Sottolineiamo il ”dovrebbe” perché non essendoci alcuna verifica né controllo, spesso un voucher viene utilizzato per coprire un periodo molto più lungo. Inoltre nel buono lavoro sono cancellati tutti i diritti, dalla maternità, alle ferie, alla sicurezza e la tutela previdenziale è solo formale e non reale. Da un indagine svolta dal Ministero del Lavoro risulta che il reddito medio annuo di un voucherista è di 500 euro e solo il 20% supera i 1000 euro. E’ quindi evidente che ci troviamo di fronte alla legalizzazione del lavoro nero. Questo uso dei voucher sta cannibalizzando sempre di più i potenziali rapporti di lavoro subordinato. E tutto questo si manifesta con forza anche in Umbria, dove nel 2015 ne sono stati venduti 2 milioni e hanno interessato 17mila persone. Il ministro del Lavoro Poletti si è impegnato a contenere il fenomeno attraverso la cosiddetta ”tracciabilità”. Questa proposta dal governo è una misura del tutto inadeguata e inefficace come ha sottolineato anche la Cgil nazionale e come dimostra il fatto che il fenomeno voucher invece che ridursi si sta progressivamente allargando. Clamorosa da questo punto di vista è la scelta della amministrazione comunale di Assisi che ha addirittura emanato un bando pubblico per la formazione di una graduatoria finalizzata all’utilizzo di lavoratori con lo strumento dei voucher. Siamo quindi di fronte ad un ente pubblico che si impegna a diffondere e ad allargare un fenomeno strutturale di caporalato. E&#8217; vero che il Jobs Act consente questa forma di nuova barbarie, ma ci permettiamo di segnalare che gli amministratori della città serafica sono i primi nella pubblica amministrazione a prevedere questa possibilità. Un triste primato. Segnaliamo inoltre due ulteriori anomalie del bando in questione: si parla di una retribuzione oraria di 10 euro, nascondendo il fatto che quella netta, vera, è in realtà di 7,5 euro e si escludono i cittadini extracomunitari dalla possibilità di poter partecipare. La Cgil invita il Comune di Assisi a cancellare quel bando che è un obbrobrio nel merito e nel metodo e un offesa per tutti gli abitanti del Comune e dell&#8217;Umbria. Ricordiamo infine che la Cgil, nella carta dei diritti dei lavoratori, chiede l’abolizione dei voucher e che anche su questo tema, oltre che su l&#8217;estensione del diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo e a questioni legate agli appalti, nei prossimi mesi verranno raccolte le firme necessarie a livello nazionale per alcuni referendum abrogativi.</p>
<p>Mario Bravi,<br />
Istituto Ricerche Economiche e Sociali<br />
Cgil Umbria</p>
<p>Filippo Ciavaglia,<br />
Segretario Generale Cgil Provincia di Perugia</p>
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