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	<title>Perugia Online &#187; Ambiente e Territorio</title>
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		<title>FAI avverare un sogno&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 18:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA['Luoghi del Cuore']]></category>
		<category><![CDATA[censimento]]></category>
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		<category><![CDATA[I.I.S. Giordano Bruno di Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Parco dei Rimbocchi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Il tredicesimo censimento de ‘I Luoghi del Cuore’, promosso dal FAI – Fondo per l’ambiente italiano – è iniziato. E l’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, ha aderito all’edizione &#8211; classe 2026 di tale censimento, nell’alveo delle attività di Educazione civica e dei percorsi dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <strong>Il tredicesimo censimento de ‘I Luoghi del Cuore’, promosso dal FAI – Fondo per l’ambiente italiano – è iniziato. E l’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, ha aderito all’edizione &#8211; classe 2026 di tale censimento</strong>, nell’alveo delle attività di <em>Educazione civica</em> e dei percorsi dedicati alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano.</p>
<p><strong>Lo ha fatto, l’I.I.S. ‘Giordano Bruno’, scegliendo di sostenere la candidatura di un ‘luogo del cuore’ del territorio perugino: il Parco dei Rimbocchi, per il quale</strong>, come già segnalato dalla nostra redazione, <strong>due classi del Liceo linguistico di questa innovativa scuola perugina hanno presentato, sotto la sapiente guida delle due professoresse-referenti, Caterina Valeri e Daniela Silvi Antonini, un progetto di riqualificazione, vincendo il Concorso nazionale FAI ‘Decoro urbano’.</strong></p>
<p><strong>Ora che il Parco dei Rimbocchi è rientrato, a pieno titolo, nel censimento, al fine di diventare ‘Luogo del Cuore’ FAI, è possibile votarlo</strong>, in modo da poter attuare concretamente e fattivamente il progetto risultato vincitore al Concorso nazionale FAI ‘Decoro urbano’ e presentato dall’Istituto ‘Giordano Bruno’. Di seguito, il link: <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/parco-dei-rimbocchi?ldc=">https://fondoambiente.it/luoghi/parco-dei-rimbocchi?ldc=</a></p>
<p><strong>‘I Luoghi del Cuore’ è un programma nazionale che invita i cittadini a segnalare e a votare i luoghi italiani a cui sono maggiormente legati, e che ritengono importante valorizzare.</strong> Grazie a un vero e proprio censimento, tale programma consente di dare voce direttamente alle comunità, contribuendo alla salvaguardia di beni storici, artistici e naturalistici diffusi su tutto il territorio del ‘Bel Paese’.</p>
<p>Partecipando a questa iniziativa, si intende promuovere, in ambito scolastico, nelle studentesse e negli studenti, <strong>una maggiore consapevolezza del valore del patrimonio culturale e paesaggistico</strong>, invitandoli a percepirlo come parte integrante della nostra storia e della nostra identità. <strong>Perché la riconoscibilità e la fruibilità di un luogo – in questo caso del Parco dei Rimbocchi, tra i quartieri di Elce, Montegrillo e l’Oliveto – passano anche attraverso il progetto – risultato vincitore – di ‘decoro urbano’ e di riqualificazione</strong>, magari per poter progettare nuovi spazi di aggregazione, nuovi modi di riconversione, nuove strade percorribili. Prendendosene cura, da cittadini consapevoli e responsabili dell’ambiente (del cuore) circostante.</p>
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		<title>Il ‘genius loci’ del Parco dei Rimbocchi</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 10:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[decoro urbano]]></category>
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		<category><![CDATA[rigenerazione urbana]]></category>
		<category><![CDATA[riqualificazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Ogni luogo ha il proprio ‘genius’. Il proprio ‘spirito’, che connota quel luogo e che gli conferisce una specificità, una peculiarità e un’identità tali da renderlo immediatamente riconoscibile. E se la riconoscibilità e la fruibilità di un luogo – in questo caso il Parco dei Rimbocchi, a ovest di Perugia, tra i quartieri di Elce, ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ogni luogo ha il proprio ‘genius’. Il proprio ‘spirito’, che connota quel luogo e che gli conferisce una specificità, una peculiarità e un’identità tali da renderlo immediatamente riconoscibile. <strong>E se la riconoscibilità e la fruibilità di un luogo – in questo caso il Parco dei Rimbocchi, a ovest di Perugia, tra i quartieri di Elce, Montegrillo e l’Oliveto – passassero anche attraverso un progetto di ‘decoro urbano’ e di riqualificazione sviluppato attraverso l’uso innovativo dell’AI?</strong> Magari per progettare, in quel luogo, nuovi spazi di aggregazione che possano riconvertirlo, come dei campi da calcio e da basket, degli interventi di <em>Street art</em>, una ‘biblioteca diffusa’ tra gli alberi, un’area-giochi, etc.?</p>
<p><strong>È quanto hanno fatto</strong> – esperendo sotto-forma di laboratorio le ore di <em>Educazione civica</em> e riconvertendo la situazione di degrado attuale in una proposta concreta di rinascita e di nuova destinazione del luogo – <strong>le studentesse e gli studenti delle classi 4BL e 4CL del Liceo linguistico dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi. Alunne e alunni che, sotto la sapiente guida delle due docenti che hanno coordinato il progetto, le professoresse Daniela Silvi Antonini e Caterina Valeri, coadiuvate dai docenti Angelo Ferraro e Spartaco Vannoni, e dallo <em>speaker</em> di ‘Radiophonica’ Antonio Di Caprio, sono stati dei veri e propri ‘fari’ di cittadinanza attiva per il perugino Parco dei Rimbocchi, risultando vincitori del Concorso nazionale FAI ‘Decoro urbano: diamo tutti una mano’ (anno scolastico 2025/2026). </strong></p>
<p><strong>Il 25 maggio scorso, una delegazione dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’, composta dalle due docenti-referenti, Daniela Silvi Antonini e Caterina Valeri, e dalle studentesse Giulia Camardese e Maddalena Gaggiotti, ha partecipato alla premiazione, a Milano, all’Istituto Tecnico statale per il Turismo ‘A. Gentileschi’, alla presenza della Direttrice culturale FAI Daniela Bruno.</strong></p>
<p>1.500, le classi delle scuole italiane, di ogni ordine e grado, partecipanti. 600, i progetti pervenuti al FAI. 12, i vincitori. E, per la nostra regione, <strong>il progetto vincitore è risultato proprio ‘Il risveglio del Parco Rimbocchi’ con cui le classi 4BL e 4CL del Liceo linguistico dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia hanno partecipato.</strong></p>
<p>Gli studenti dell’Istituto perugino ben hanno saputo interpretare il concetto di ‘decoro’, reso esplicito anche nelle linee-guida ministeriali e, da sempre, caro al FAI, in un connubio di educazione civica, e di tutela e valorizzazione del patrimonio e dell’ambiente, come, peraltro, espressamente citato nei principi costituzionali.</p>
<p><strong>Il loro progetto, risultato vincitore</strong> – in premio, materiale didattico e buoni per organizzare alcune attività di scoperta del territorio a cura del Tour Operator Stippelli &#8211; <em>travel to learn</em>, sponsor tecnico dell’evento – <strong>si è posto come obiettivo primario quello di restituire un’anima al Parco Rimbocchi, riprogettandolo con un’area giochi, una ‘biblioteca diffusa’ tra gli alberi, un palco per concerti e per il cinema sotto le stelle, un’area-cani sicura, un centro polifunzionale; e, non da ultimo, il ricorso alla <em>Street art</em> sui vecchi muri dove è declinato il tema dell’acqua e della bellezza del riciclo. Il tutto, grazie all’uso consapevole dell’AI</strong>, che ha consentito agli studenti di dare forma a una possibile visione di rigenerazione urbana. Il progetto ha visto, dunque, la partecipazione attiva dei giovani, che si sono confrontati a più riprese con gli abitanti e con i bambini del quartiere, riflettendo con loro su temi di cittadinanza attiva, di tutela del paesaggio e di riconversione delle aree urbane.</p>
<p><strong>L’obiettivo primario? Il prendersi cura, da cittadini attivi, consapevoli e responsabili dell’ambiente circostante.</strong></p>
<p>‘La missione del FAI – ha dichiarato la sua Direttrice culturale, Daniela Bruno – è innanzitutto educativa, perciò il programma per la Scuola del FAI è un pilastro della nostra attività, accanto alla cura dei Beni. Con questo concorso abbiamo voluto invitare i ragazzi a prendersi cura direttamente di spazi pubblici vicini e quotidiani, ma abbandonati e degradati, non solo per scoprire il valore che essi hanno avuto nella loro storia e per la loro comunità, ma soprattutto perché interessarsi allo spazio pubblico e contribuire insieme a migliorarlo per tutti è un potente strumento di educazione alla convivenza civile. Imparare a curare lo spazio pubblico è un grande esercizio per costruire comunità capaci di vivere bene insieme. È uno strumento di pace’.</p>
<p>Quella stessa pace che è propria di un luogo, destinato a una nuova vita, grazie alla riqualificazione, alla riconversione e alla rigenerazione urbana.</p>
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		<title>Eolico: Ferentillo in fermento contro la mancanza di partecipazione pubblica</title>
		<link>https://www.perugiaonline.net/eolico-ferentillo-in-fermento-contro-la-mancanza-di-partecipazione-pubblica/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2025 09:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Comitato Noi Amiamo Ferentillo, insieme alle associazioni Amici della Terra Italia Onlus, Italia Nostra Valnerina, Italia Nostra Spoleto ed il Comitato Umbria verde benessere ambiente biodiversità, esprime profonda preoccupazione per la mancata attivazione dell&#8217;inchiesta pubblica sulla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto dell&#8217;impianto industriale eolico Energia della Valnerina. La richiesta di inchiesta pubblica ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Valnerina. </span>Il Comitato Noi Amiamo Ferentillo, insieme alle associazioni Amici della Terra Italia Onlus, Italia<br />
Nostra Valnerina, Italia Nostra Spoleto ed il Comitato Umbria verde benessere ambiente biodiversità,<br />
esprime profonda preoccupazione per la mancata attivazione dell&#8217;inchiesta pubblica sulla<br />
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto dell&#8217;impianto industriale eolico Energia della<br />
Valnerina.</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-44969" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2025/08/vista-da-Montefranco-belvedere-150x150.jpg" alt="vista da Montefranco belvedere" width="150" height="150" /><br />
La richiesta di inchiesta pubblica è stata presentata formalmente il 15 agosto 2025 alla Presidente<br />
dell&#8217;Assemblea legislativa della Regione Umbria, alla Presidente della Regione Umbria e agli Assessori<br />
competenti, nonché ai Sindaci dei Comuni coinvolti. Tuttavia, non è stata ottenuta alcuna risposta<br />
concreta.<br />
La Regione Umbria ha affermato di non poter inoltrare la richiesta di inchiesta pubblica perché non è<br />
&#8220;autorità procedente&#8221;. Tuttavia, la normativa vigente stabilisce che la richiesta di inchiesta pubblica<br />
può essere presentata dal consiglio regionale della Regione territorialmente interessata o da un<br />
numero di consigli comunali rappresentativi di almeno cinquantamila residenti.<br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-44970" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2025/08/google-earth-2-150x150.jpg" alt="google earth 2" width="150" height="150" />Il Comitato Noi Amiamo Ferentillo e le associazioni firmatarie ritengono che la mancata attivazione<br />
dell&#8217;inchiesta pubblica costituisca un grave limite alla partecipazione pubblica e un&#8217;opacità nel<br />
processo decisionale.<br />
Chiediamo pertanto che la Regione Umbria e i Comuni coinvolti prendano immediatamente misure<br />
per garantire la trasparenza e la partecipazione pubblica nel processo di Valutazione di Impatto<br />
Ambientale.<br />
La partecipazione pubblica e la trasparenza sono diritti fondamentali in una democrazia. È nostro<br />
dovere difendere questi diritti e chiedere che siano rispettati.</p>
<p>Comitato Noi Amiamo Ferentillo<br />
Amici della Terra Italia Onlus<br />
Italia Nostra Valnerina<br />
Italia Nostra Spoleto<br />
Comitato Umbria verde benessere ambiente biodiversità</p>
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		<title>Quando la scrittura si sposa con l&#8217;ecologia</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2022 16:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA['Cambiare rotta']]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8216;Cambiare rotta&#8217;. E&#8217; questo il titolo (eloquente) prescelto dalla Scuola di Ecologia per la quarta edizione del Campus che si terrà dall&#8217;8 all&#8217;11 settembre al Centro di esperienza ambientale del lago Trasimeno, nella suggestiva cornice dell&#8217;Isola Polvese. &#8216;Cambiare rotta&#8217; intende, infatti, ripensare i paradigmi, stabilire un rapporto sano tra l’uomo e la natura, in questo tempo ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Trasimeno. </span> &#8216;Cambiare rotta&#8217;. E&#8217; questo il titolo (eloquente) prescelto dalla Scuola di Ecologia per la quarta edizione del Campus che si terrà dall&#8217;8 all&#8217;11 settembre al Centro di esperienza ambientale del lago Trasimeno, nella suggestiva cornice dell&#8217;Isola Polvese. &#8216;Cambiare rotta&#8217; intende, infatti, ripensare i paradigmi, stabilire un rapporto sano tra l’uomo e la natura, in questo tempo di grave crisi ambientale e climatica.</p>
<p>Laboratori di scrittura immersi nella natura, dunque. Ma anche workshop di <strong>composizione poetica nella natura, lettura espressiva, canto e scrittura giornalistica nel contesto del Festival Isola Prossima di Arpa Umbria                     </strong></p>
<p>Dall’8 all’11 settembre torna il <strong>Campus</strong> di fine estate della <a href="https://www.scuoladiecologia.it/"><strong>Scuola di ecologia</strong></a> nella suggestiva Isola Polvese del Lago Trasimeno, uno scrigno di biodiversità ampio appena 70 ettari.</p>
<p>Le <strong>attività del Campus 2022</strong> si svolgeranno tra la lecceta, gli ulivi secolari e le coste dell’isola, nonché presso il Centro <strong>“Cambiamento Climatico e Biodiversità in ambienti lacustri e aree umide”</strong> di <strong>Arpa Umbria</strong>, nel quattrocentesco Monastero degli Olivetani ristrutturato.</p>
<p>Il campus proporrà workshop di composizione poetica in natura con esercitazioni di lettura espressiva e canto insieme a due formatori d’eccezione: Francesca Tuscano, poetessa e docente, e Fausto Tuscano, musicista e compositore. Inoltre, i corsisti vivranno da vicino il <strong>Festival Isola Prossima</strong> organizzato da Arpa Umbria con  l’associazione <strong>Art Monsters</strong>: insieme alla redazione del magazine <a href="https://www.sapereambiente.it/"><strong>Sapereambiente</strong></a>, si misureranno con un’esperienza di reportage giornalistico sul campo.</p>
<p><strong>La scrittura poetica, espressione e impegno</strong></p>
<p>Il laboratorio di <strong>poesia ambientale</strong> prenderà avvio dalle osservazioni sul linguaggio della poesia di <strong>Roman Jakobson</strong> e <strong>Jurij Lotman</strong> (la poesia è la “lingua segreta della realtà”), sull’uso della metrica e di alcune tecniche di composizione. Spiega <strong>Francesca Tuscano</strong>: «<strong>Lotman</strong> afferma che “la complessa struttura artistica, creata col materiale della lingua, permette di trasmettere un volume d’informazione che sarebbe assolutamente impossibile trasmettere con i mezzi della struttura linguistica normale”. Per questa sua peculiarità, che la distingue dal <strong>linguaggio quotidiano</strong>, la <strong>poesia</strong> è <strong>un mezzo espressivo altamente politico</strong>, cioè capace di rivolgersi alla polis, interpretandone necessità e pensiero, con una profondità e un’espressività che nessun altro linguaggio artistico può possedere».</p>
<p>A partire da questa premessa, ogni partecipante sceglierà il tema del proprio componimento poetico a partire dall’esperienza concreta della natura dell’isola, con una scelta che sarà anche di <strong>impegno</strong>, non semplicemente emotiva ed estetica.</p>
<p>Il laboratorio di poesia sarà integrato dal contributo di <strong>Fausto Tuscano</strong> ricercatore e insegnante negli ambiti dell&#8217;evoluzione della voce umana, del canto e del contenuto musicale del linguaggio poetico. Il laboratorio del maestro Tuscano si focalizzerà sul rapporto tra <strong>poesia e musica</strong>: la poesia infatti deve essere comunicata nella sua specificità di ritmo e metrica. Il laboratorio condurrà i partecipanti anche alla registrazione della lettura espressiva del proprio componimento.</p>
<p>Il programma completo dei quattro giorni di Campus è sul sito della Scuola di Ecologia: <a href="https://www.scuoladiecologia.it/campus2022/">https://www.scuoladiecologia.it/campus2022/</a>.</p>
<p>La Scuola di Ecologia è il programma di formazione promosso dalla rivista <a href="http://www.sapereambiente.it/">Sapereambiente</a>, insieme ad <strong>Aboca</strong> con il patrocinio del <strong>Ministero della transizione ecologica</strong>, <strong>Arpa Umbria</strong>, <strong>Comune di Perugia</strong>, <strong>Università degli studi di Perugia </strong>e con la partecipazione di <strong>Insula europea</strong> e <strong>Green Factor</strong>.</p>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net/quando-la-scrittura-si-sposa-con-lecologia/">Quando la scrittura si sposa con l&#8217;ecologia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Sos cormorani: dai pescatori del Trasimeno l&#8217;allarme sulla minaccia ambientale, economica e per la biodiversità</title>
		<link>https://www.perugiaonline.net/sos-cormorani-dai-pescatori-del-trasimeno-lallarme-sulla-minaccia-ambientale-economica-e-per-la-biodiversita/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 11:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Trasimeno]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Federcaccia Umbra al fianco dei pescatori e delle comunità del Trasimeno. Grazie all’impegno dei dirigenti Paolo Terrosi e Claudio Sabini, nei giorni scorsi  Federcaccia Umbra – nelle persone del presidente Simone Petturiti, del segretario regionale Giampiero Morosi e dello stesso Terrosi – ha incontrato Valter Sembolini  e Ivo Bianconi, rispettivamente amministratore delegato e vicepresidente della ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net/sos-cormorani-dai-pescatori-del-trasimeno-lallarme-sulla-minaccia-ambientale-economica-e-per-la-biodiversita/">Sos cormorani: dai pescatori del Trasimeno l&#8217;allarme sulla minaccia ambientale, economica e per la biodiversità</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Trasimeno. </span> Federcaccia Umbra al fianco dei pescatori e delle comunità del Trasimeno. Grazie all’impegno dei dirigenti Paolo Terrosi e Claudio Sabini, nei giorni scorsi  Federcaccia Umbra – nelle persone del presidente Simone Petturiti, del segretario regionale Giampiero Morosi e dello stesso Terrosi – ha incontrato Valter Sembolini  e Ivo Bianconi, rispettivamente amministratore delegato e vicepresidente della cooperativa Pescatori del Trasimeno – nata nel 1928 – e presidente della cooperativa Pescatori Stella del Lago, con oltre 72 anni di attività. Tema dell&#8217;incontro, svoltosi in videoconferenza per ovvie ragioni legate alla pandemia ancora in atto, è stato l&#8217;annoso e grave problema dell&#8217;eccessiva, anomala presenza di cormorani nelle acque e lungo le sponde del Trasimeno.</p>
<p>La specie, come noto, appartiene all’avifauna acquatica ed è protetta dalla direttiva uccelli dell’Unione europea e da leggi e regolamenti italiani, che la rendono soggetta a “speciali misure di conservazione”. La caccia al cormorano risulta, per legge, “sempre vietata”. Ciò premesso, le centinaia di cormorani che vivono nel Trasimeno, oltre a nutrirsi di notevoli  quantità di pesce provocano – con le loro deiezioni – deturpamento ambientale delle acque e delle coste. Di notte si riuniscono a decine e anche a centinaia sugli alberi che costeggiano il lago, lasciando come ricordo una crosta biancastra. Il più grave problema che determinano questi escrementi è il proliferare dell&#8217;eustrongylides, parassita dall&#8217;aspetto vermiforme e rossastro che si deposita sui fondali del lago, entrando nel ciclo vitale dei pesci. Questo parassita penetra nella muscolatura del pesce e cresce all’interno, fino a raggiungere i 4-5 centimetri di lunghezza, formando ad una sua estremità una piccola bolla piena di pus. Oltre a costituire un problema sanitario, il disagio è ovviamente anche di carattere commerciale nonché di ristorazione, incidendo inoltre sulla pesca sportiva in tutta l’area del Trasimeno.</p>
<div>I presidenti delle due cooperative hanno illustrato, in maniera accalorata quanto precisa, tutti i problemi nei quali incorrono le loro attività economiche, che contano decine di addetti, riepilogando anche gli atti già prodotti verso le amministrazioni per cercare una soluzione al problema. A tal proposito hanno già coinvolto con progetti a medio termine la Commissione europea, la commissione nazionale dell’ambiente, gli assessori regionali Morroni e Coletto e la Asl 1.</div>
<div></div>
<div>Il presidente Petturiti, già a conoscenza del problema presente in altri specchi d&#8217;acqua già ampiamente depredati dai cormorani, ha mostrando interesse e garantito sostegno e collaborazione da parte di Federcaccia, per cercare una soluzione nelle comunità rurali del lago e per l&#8217;intera regione. “Pur essendo molto limitati dal divieto di caccia presente in molte aree lacustri &#8211; ha continuato il presidente &#8211; daremo lo stesso impegno per questa come per altre problematiche provocate da specie invasive in aumento incontrollato, auspicando che tutte le parti in causa spingano, ognuna in base alle proprie competenze, per far sì che il Trasimeno ritorni al suo splendido aspetto ricco di tradizioni”.</div>
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		<title>Parte il progetto &#8220;Magic Mountains&#8221; teso alla valorizzazione dei monti Sibillini</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 11:25:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Magic Mountains]]></category>
		<category><![CDATA[norcia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Valorizzare e riscoprire il patrimonio naturale e l’eredità culturale dei Monti Sibillini è l’obiettivo di “Magic Mountains”: un progetto non-profit multipiattaforma che si propone come veicolo per promuovere un approccio alla visita della montagna più “lento”, consapevole e sostenibile al fine di favorire la rinascita di un territorio fortemente colpito dal sisma del 2016 e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Valnerina. </span> Valorizzare e riscoprire il patrimonio naturale e l’eredità culturale dei Monti Sibillini è l’obiettivo di “Magic Mountains”: un progetto non-profit multipiattaforma che si propone come veicolo per promuovere un approccio alla visita della montagna più “lento”, consapevole e sostenibile al fine di favorire la rinascita di un territorio fortemente colpito dal sisma del 2016 e dalla recente pandemia.</p>
<p>Con la collaborazione di artisti, esperti e appassionati, il progetto vuole stimolare l’interesse di un nuovo pubblico italiano ed internazionale per i “magici itinerari” dei Monti Sibillini, e raccontare le bellezze naturalistiche di questa terra misteriosa, avvolta da secoli di storia, miti e leggende fantastiche.<span class="Apple-converted-space"> </span>Lo farà attraverso una serie di contenuti di storytelling attualmente in produzione (Doc Serie, Web App, Social Media, Libro di Favole illustrate) e l’organizzazione di esperienze dal vivo (Mini Festival, Mostre, Trekking Experiences) a partire dall’estate 2021.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Previsto anche uno speciale documentale con immagini naturalistiche emozionali, foto di archivio, illustrazioni, e una colonna sonora originale composta dall’artista internazionale Ekin Fil. Le “Storie dei Sibillini” &#8211; introdotte da appassionati di trekking contemporanei e dalla voce di quattro narratori &#8211; accompagneranno lo spettatore nell’esplorazione di queste “montagne magiche” alla ri-scoperta dell’antica tradizione fantastica locale: dalle leggende popolari, alla “ricerca della Sibilla” nel Rinascimento, fino agli appassionati fotografi instagrammers di oggi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>“Magic Mountains” è quindi alla ricerca di appassionati dei Monti Sibillini da coinvolgere nel cast del documentario in lavorazione, , che hanno una passione per la montagna e un legame speciale con il territorio.<span class="Apple-converted-space">  </span>Per partecipare alla selezione basta raccontare la propria storia, rispondendo alle domande all’interno del form dedicato nel sito Magic Mountains entro il 7/04/2021. www.magicmountains.it<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L’associazione “Magic Mountains” è un’organizzazione non-profit con sede a Norcia la cui mission è preservare e promuovere il patrimonio naturale e culturale del territorio del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. “Magic Mountains” realizza i suoi progetti grazie al contributo di un network di artisti, professionisti del mondo della cultura, entertainment, comunicazione e marketing, esperti scientifici e fans appassionati. Sviluppa nuovi format sostenibili per esperienze in montagna, creando nuove opportunità e supportando giovani locali nell’organizzazione e promozione attiva del loro territorio. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.magicmountains.it oppure sui canali social dell’associazione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Selezione al cinghiale: per le squadre umbre &#8216;ennesimo attacco dalla politica&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 15:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[cinghiali]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento]]></category>
		<category><![CDATA[squadre]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo da Massimo Galdini, coordinatore delle Squadre di caccia al cinghiale dell&#8217;Umbria: &#8220;E&#8217; l&#8217;ennesimo attacco della politica alle squadre di caccia al cinghiale, quello cui stiamo assistendo. Con la delibera di giunta del 3 febbraio scorso la Regione Umbria, senza nessun confronto con le associazioni venatorie, si inventa il regolamento regionale per la ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo da Massimo Galdini, coordinatore delle Squadre di caccia al cinghiale dell&#8217;Umbria:</p>
<section class="sx articolo">
<article class="news">&#8220;E&#8217; l&#8217;ennesimo attacco della politica alle squadre di caccia al cinghiale, quello cui stiamo assistendo. Con la delibera di giunta del 3 febbraio scorso la Regione Umbria, senza nessun confronto con le associazioni venatorie, si inventa il regolamento regionale per la caccia di selezione al cinghiale, introducendo di fatto una nuova forma di caccia a questa specie. Ci si inventa una nuova forma di caccia senza prima aver regolarizzato quella in forma in singola, per la quale chiediamo certezze ormai da quattro anni. A proposito dei singoli, tutto sono fuorché tali: si tratta infatti, a tutti gli effetti, di piccole squadre che arrivano a contare anche oltre 10 cacciatori abilitati per la caccia al cinghiale in forma singola, che svolgono l&#8217;attività venatoria all&#8217;interno dei settori assegnati alle squadre autorizzate creando disturbo, azioni pericolose e danno per il raggiungimento degli obiettivi d&#8217;abbattimento stabiliti dagli Atc.Ebbene, senza avere ancora trovato soluzioni adeguate alla pacifica convivenza, adesso la Regione si inventa una nuova forma di caccia. Si continua ad affrontare il problema cinghiale solo aumentando le forme di prelievo: ma basta guardare i numeri per capire come non sia questa la soluzione. Qualche esempio? La quota di cinghiali abbattuti dai proprietari agricoli &#8220;sterminator&#8221;, autorizzati a sparare in qualunque momento e senza controlli a difesa della loro attività, è pari allo 0,15% del totale degli abbattimenti, mentre l&#8217;apporto da parte dei fantomatici singoli, nel quadriennio, corrisponde all&#8217;1,5% dei circa 70mila capi complessivamente abbattuti.Di fronte a questi numeri ci chiediamo: sono realmente utili alla riduzione del numero dei cinghiali le altre forme di caccia? Ricordiamo a tutti la funzione sociale gratuita delle squadre, offerta durante tutto l&#8217;anno anche al di fuori della stagione venatoria: installazione di recinzioni elettrificate (spesso di proprietà delle squadre) a difesa delle produzioni agricole, abbattimenti di contenimento per la salvaguardia delle colture e dell&#8217;incolumità pubblica, all&#8217;interno di parchi, aree verdi, dell&#8217;area aeroportuale, nelle vicinanze di centri abitati e vie, ecc. Nonostante tutto l&#8217;impegno profuso, le serietà e gli sforzi economici sostenuti, ci troviamo puntualmente a subire attacchi da parte delle istituzioni, dei soliti animalisti e degli agricoltori. L&#8217;ostilità di questa categoria è ancor più grave considerando che i ristori dei danni provengono dalle tasche dei cacciatori, oltre alle quote stanziate dagli Atc per le colture a perdere e i miglioramenti ambientali, fondi alimentati sempre con i soldi dei cacciatori attraverso le tasse di concessione regionali e le iscrizioni all&#8217;Ambito territoriale di caccia, fino a raggiungere il massimo della vessazione nel caso in cui la copertura finanziaria stanziata si riveli insufficiente per pagare tutti i danni: in quel caso gli Atc sono autorizzati a chiedere soldi alle sole squadre di caccia al cinghiale.</p>
<p>Rimproveriamo alla politica e alle associazioni agricole il mancato confronto nel corso degli anni: tavoli di concertazione, alla presenza di tutti i soggetti interessati, avrebbe permesso di riscrivere leggi e regolamenti più sobri e utili a tutti, invece di produrre atti furbeschi che hanno solo contribuito ad aggravare la situazione. Auspichiamo a breve un tavolo dove siano coinvolte tutte le parti, al fine di redigere un vero piano di gestione. Fino a quel momento, e in attesa che la situazione in merito alle problematiche esposte si faccia più chiara, <strong>le squadre di caccia al cinghiale sospendono ogni forma di collaborazione</strong>, riservandosi ulteriori iniziative in prossimità dell&#8217;iscrizione per la stagione venatoria 2021-22&#8243;.</p>
</article>
</section>
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		<title>La poesia e l&#8217;ambiente: un binomio da valorizzare</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2020 17:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Festival europeo di poesia ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[ROMARAMA2020]]></category>
		<category><![CDATA[Saperenetwork]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8216;La poesia difende la natura&#8217;, ha affermato il poeta Valerio Magrelli. E guida i lettori in un percorso di conoscenza e di consapevolezza sulle tematiche ambientali nella direzione di una valorizzazione del patrimonio letterario del nostro Paese. Torna, dopo la prima edizione della scorsa primavera, il Festival Europeo di Poesia Ambientale promosso da Saperenetwork. Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ &#8216;La poesia difende la natura&#8217;, ha affermato il poeta Valerio Magrelli. E guida i lettori in un percorso di conoscenza e di consapevolezza sulle tematiche ambientali nella direzione di una valorizzazione del patrimonio letterario del nostro Paese.</p>
<p>Torna, dopo la <a href="https://www.sapereambiente.it/eventi/festival-europeo-della-poesia-ambientale-il-22-maggio-on-line/">prima edizione</a> della scorsa primavera, il <strong>Festival Europeo di Poesia Ambientale</strong> promosso da <strong>Saperenetwork</strong>. Il progetto è vincitore dell’Avviso Pubblico Contemporaneamente Roma 2020-2021-2022, fa parte di ROMARAMA2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale ed è realizzato in collaborazione con SIAE.</p>
<p>L’evento – che si avvale anche del contributo scientifico del magazine culturale <em>Sapereambiente</em> e della rivista <em>Insula europea </em>– si svolgerà in streaming <strong>dal 9 al 12 dicembre</strong>, da tre luoghi simbolo della cultura popolare di Roma: <strong>la Biblioteca Quarticciolo, il Teatro Quarticciolo e il Museo dell’Altro e dell’Altrove</strong>, nel Municipio Roma V, che guarda verso la periferia orientale della città. Il pubblico potrà partecipare grazie alla diretta streaming degli eventi su <a href="http://www.festivalpoesiambientale.eu/">www.festivalpoesiambientale.eu</a>, <a href="http://www.sapereambiente.it/">www.sapereambiente.it</a> e <a href="http://www.insulaeuropea.eu/">www.insulaeuropea.eu</a> .</p>
<p>L’appuntamento punta a sviluppare un percorso di conoscenza e di consapevolezza sulle tematiche ambientali a partire dalla poesia, valorizzando l’enorme patrimonio letterario del nostro paese e il ruolo della città di Roma nella nascita del movimento ambientalista, a partire dalla fondazione, nel 1968, del famoso Club di Roma e dalla presentazione del rapporto “<em>I limiti della crescita</em>” che ha scatenato nel 1972 il dibattito sul futuro dell’umanità.</p>
<p>«<em>La fase cruciale che stiamo attraversando, e che costringe anche il nostro Festival a realizzarsi in versione digitale, impone una riflessione profonda su come la nostra specie possa riconciliarsi con la natura, ripristinando gli equilibri globali che sono alla base del clima e della salute del Pianeta nel suo insieme, proteggendo la biodiversità che rappresenta il miglior antidoto alla diffusione delle pandemie.</em> – spiegano <strong>Angiola Codacci Pisanelli</strong>, <strong>Marco Fratoddi</strong> e <strong>Carlo Pulsoni</strong>, direttori scientifici del Festival <em>– Il linguaggio poetico in questa direzione è fondamentale per stimolare, dove gli argomenti della ragione non arrivano, una presa di coscienza da parte delle persone circa la centralità dell’ambiente come bene comune, patrimonio della nostra interiorità, da proteggere anche attraverso le nostre scelte individuali</em>».</p>
<p><strong>QUATTRO GIORNI DI INCONTRI, READING E PERFORMANCE</strong></p>
<p>Tra il 9 e il 12 dicembre, dunque, saranno dieci i poeti italiani ed europei che parteciperanno agli eventi insieme a studiosi, critici e letterati che dialogheranno con loro approfondendo le caratteristiche e le finalità della poesia ambientale, ben oltre l’accezione tematica del termine: nel pieno rispetto delle misure di prevenzione della Covid-19 una parte degli eventi investiranno il territorio attraverso produzioni in video e proiezioni, trasformando quindi l’ambiente stesso in linguaggio poetico.</p>
<p>Ad aprire il Festival, mercoledì 9 alle ore 10.00, sarà una conversazione con <strong>Serenella Iovino</strong>, fra le massime studiose a livello internazionale di eco-critica, già presidente della <em>European Association for the Study of Literature, Culture, and Environment</em> (EASLCE) e oggi docente di <em>Italian Studies and Environmental Humanities</em> presso l’Università del North Carolina a Chapel Hill, negli Stati Uniti.  Il Festival entrerà quindi nel vivo con eventi in diretta nelle diverse fasce orarie, fruibili successivamente on-demand.</p>
<p>Molti gli appuntamenti in programma, a partire dall’eco-reading che coinvolgerà in tempo reale, giovedì 10 dalle ore 18.30, <strong>Antonella Anedda</strong> (Italia), <strong>Mariangela Gualtieri</strong> (Italia), <strong>José Manuel Lucía Megías</strong> (Spagna), <strong>Eliza Macadan</strong> (Romania), <strong>Valerio Magrelli</strong> (Italia) e <strong>Jarosław Mikołajewski</strong> (Polonia): sei voci da quattro diversi paesi del Continente che interagiranno e s’integreranno per lanciare insieme un messaggio centrato sulla protezione della casa comune, il pianeta  di cui siamo custodi.  Interviste e letture coinvolgeranno invece nella fascia oraria 11.30 -13.00 figure come <strong>Eleonora Rimolo</strong> (mercoledì 9), <strong>Maria Grazia Calandrone</strong> (giovedì 10), <strong>Giuseppe Bellosi</strong> (venerdì 11) e la francese <strong>Laure Gauthier</strong> (sabato 12). A condurre gli incontri saranno <strong>Angiola Codacci Pisanelli</strong>, giornalista dell’Espresso che segue in particolare le tematiche culturali e letterarie, e <strong>Ilaria Dinale</strong>, divulgatrice e studiosa nel campo del rapporto fra poesia e social network.</p>
<p>Alcune opere di <strong>video-poesia</strong> saranno inoltre proposte al pubblico sia on-line, sia negli spazi fisici interessati dal Festival nei modi in cui questo sarà possibile vista l’emergenza sanitaria: una produzione di Saperenetwork in prima assoluta con <strong>Giuseppe Cederna, </strong>l’attore e scrittore, nonché appassionato di montagna, che esplorerà insieme al regista <strong>Simone Corallini</strong> gli spazi pubblici – e non solo – del Quarticciolo intessendoli di letture, riflessioni e brevi conversazioni con i residenti, creando un dialogo poetico con le architetture e le comunità che abitano questa borgata concepita negli anni Quaranta, oggi crocevia fra molti mondi diversi. E ancora una miscellanea di performance video-acustiche di <strong>Laure Gauthier</strong> che saranno proposte, dopo l’intervista al mattino, in chiusura del Festival (sabato 12, ore 18.30) sulle pareti del <strong>MAAM</strong>: il Museo dell’Altro e dell’Altrove, straordinario spazio di residenza e creatività nato nel 2009 sull’ex-stabilimento della Fiorucci, testimonianza di una città possibile nel segno delle contaminazioni umane e artistiche, dove la poesia ambientale s’ibriderà con le molte installazioni già presenti. Sempre in un video inedito la narrazione poetica di <strong>Andrea Satta</strong>, storica voce del gruppo musicale <em>Têtes de Bois</em>, da sempre impegnato sui temi dell’ambiente e della solidarietà, che racconta con “<em>Di tutto un Po</em>” (giovedì 10, ore 16.00) un viaggio fra amici, con famiglie e bambini, in bicicletta dal Monviso all’Adriatico lungo gli argini del fiume, tra incontri casuali, eclissi di luna, vecchi in attesa della sera… Un’immersione accompagnata da letture e brani musicali per scoprire un ambiente nel quale biodiversità e reminiscenze letterarie si mescolano in un flusso unico al ritmo dei pedali.</p>
<p>Ma il Festival Europeo di Poesia Ambientale rappresenta anche un’opportunità di formazione e approfondimento letterario. In programma, infatti, uno speciale dedicato a Gianni Rodari nel centenario della nascita, con alcune letture a sfondo ambientale dell’attrice <strong>Federica Migliotti</strong> rivolte ai giovanissimi, una conversazione fra la giornalista e pedagogista <strong>Stefania Chinzari</strong> e <strong>Tania Convertini, </strong>docente di lingua e cultura italiana a Dartmouth College (Stati Uniti) sul rapporto fra Rodari e la natura, quindi una conferenza di <strong>Tito Vezio Viola</strong>, bibliotecario ed esperto di letteratura per ragazzi, sul rapporto fra lo scrittore di Omegna (ma molto legato a Roma, dove ha vissuto trent’anni) e la scienza, introdotto dal giornalista <strong>Michele D’Amico.</strong></p>
<p>Ogni anno inoltre il Festival Europeo di Poesia Ambientale sceglierà un autore della tradizione letteraria europea di cui approfondire l’opera e per questa prima edizione è stato individuato <strong>Giorgio Caproni</strong>, il poeta livornese che con i suoi “<em>Versetti quasi ecologici</em>” ha portato a sintesi, nella parte conclusiva della sua produzione, un’attenzione verso i luoghi della realtà, i paesaggi della sua Toscana prima e poi della città elettiva Genova, con le valli circostanti, che ne ha segnato profondamente la poetica: sarà <strong>Luca Zuliani</strong>, docente di linguistica italiana all’Università di Padova e fra i massimi studiosi dell’opera di Caproni, a dialogare on line con il pubblico e con i lettori della Biblioteca del Quarticciolo (venerdì 11, ore 16.00). Sempre fra gli approfondimenti, infine, un confronto con <strong>Niccolò Scaffai, </strong>docente di letterature comparate all’Università di Siena, tra i più affermati studiosi nel campo della letteratura ambientale e autore due anni fa del volume “<em>Letteratura e ecologia. Forme e temi di una relazione narrativa</em>”, che risponderà alle domande della giornalista <strong>Valentina Gentile</strong> proprio sul tema centrale del Festival, vale a dire la specificità della poesia ambientale (venerdì 11, ore 10.30).  E per concludere un’antologia ragionata di letture estrapolate dal Novecento italiano ed europeo a cura di <strong>Giannermete Romani</strong>, educatore ambientale che utilizza la poesia per strutturare i propri percorsi sul paesaggio e sulla sua evoluzione, insieme a <strong>Sarah De Marchi</strong>, attrice ed educatrice, che esploreranno insieme il rapporto fra umano e naturale attraverso la poesia.</p>
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		<title>Grande successo per la prima edizione del Trofeo Nazionale Federcaccia di tiro a volo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2020 11:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Una grande festa di sport e di sano agonismo, quella andata in scena al campo di tiro a volo &#8220;Umbriaverde&#8221; di Massa Martana, scenario per il primo Trofeo Nazionale Federcaccia, fortemente voluto dal coordinatore della commissione sportiva Aldo Pompetti e affidato alla puntuale organizzazione della vicina Umbria. Certamente la paura del Covid ha frenato gli ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Una grande festa di sport e di sano agonismo, quella andata in scena al campo di tiro a volo &#8220;Umbriaverde&#8221; di Massa Martana, scenario per il primo Trofeo Nazionale Federcaccia, fortemente voluto dal coordinatore della commissione sportiva Aldo Pompetti e affidato alla puntuale organizzazione della vicina Umbria.</p>
<p>Certamente la paura del Covid ha frenato gli entusiasmi e, di conseguenza, la partecipazione, che ha registrato alcune defezioni annunciate: tuttavia i risultati sono stati di valore, con il laziale Franco Fiorucci &#8211; seconda categoria &#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>che ha spaccato ben 72 piattelli su 75 per aggiudicarsi l&#8217;ambito trofeo come primo assoluto, staccando di un solo punto il duo composto da Gianluca Casamassima e Federico Sabatini.</p>
<p>&#8220;Non capita spesso l&#8217;occasione di organizzare una manifestazione nazionale &#8211; le parole del responsabile regionale della commissione sportiva Giulio Piccioni, presidente provinciale di Federcaccia Terni &#8211; e, in questo senso, essere stati scelti come Umbria in un periodo così particolare è stato per noi motivo di vanto, orgoglio e ulteriore responsabilità. Il coordinamento nazionale ci ha riconosciuto non soltanto le nostre tradizioni tiravolistiche ma, anche e soprattutto, la serietà e la capacità organizzativa necessarie a realizzare un evento all&#8217;altezza della situazione, che, in questo percorso di ripresa dopo la fase acuta del Covid-19, sta cercando faticosamente di tornare alla normalità. La Federazione sta facendo la propria parte, tanto dal punto di vista nazionale quanto sotto l&#8217;aspetto delle sue propaggini regionali e locali&#8221;.</p>
<p>A prevalere, alla fine, è stata la volontà di stimolare l&#8217;interesse verso la nuova stagione venatoria, pienamente soddisfatta grazie alla partecipazione di una nutrita pattuglia di tiratori corretti e molto validi sotto l&#8217;aspetto tecnico e sportivo.</p>
<p>&#8220;Non saremo stati centinaia e centinaia di partecipanti &#8211; ha dichiarato soddisfatto, con una battuta, il coordinatore nazionale Aldo Pompetti &#8211; ma di sicuro siamo quelli più appassionati! Ringrazio tutti i giudici, gli organizzatori e soprattutto i concorrenti, augurando a ognuno di voi un grosso &#8216;in bocca al lupo&#8217; per la stagione venatoria alle porte&#8221;.</p>
<p>Tornando ai risultati, in eccellenza e prima si impone Marco Leonardi al termine di un barrage a tre con Massimiliano Galli e Moreno Cosimetti. Fabio Piacentini ha vinto nella terza categoria, davanti a Emanuele Bernardini e Giorgio Fiaoni. Tra i veterani vittoria con 70 piattelli per Danilo Palazzoni, davanti a Massimo Laureti ed Eugenio Ghilardi. Infine, successo per Stefano Bocci con 68 piattelli tra i master, seguito da Vito Malafoglia e Spartaco Baldini.</p>
<p>Una bella giornata, quella di domenica 16 agosto, arricchita dalla presenza e dalla partecipazione del massimo dirigente della Federazione Italiana Tiro a Volo, il presidente Luciano Rossi, iscritto come tiratore a questo Trofeo Nazionale Federcaccia che è anche suo. &#8220;Non partecipo a nessuna gara di tiro a volo &#8211; ha scherzato con i presenti, fra i quali il presidente nazionale Federcaccia Massimo Buconi &#8211; ma aquesta gara non potevo proprio dire di no&#8221;.</p>
<p>Insomma, Federcaccia c&#8217;è e si è ritrovata, come sempre, a difesa della caccia utile e sostenibile insieme a tutte le attività sportive che rivestono carattere economico e sociale ad essa collegate. E sempre con il sorriso sulle labbra, nel clima amichevole e sportivo che contraddistingue le manifestazioni competitive della Federazione.</p>
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		<title>Omaggio in versi all&#8217;ambiente</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2020 16:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Festival europeo della poesia ambientale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;anguilla di Eugenio Montale può essere letta come poesia ecologica? Per certi versi sì. Di certo L&#8217;anguilla veicola un messaggio ancora attuale per una società che, in nome delle ideologie del &#8216;progresso&#8217;, si ostina a opprimere la natura e a reprimere le forze della vita. Se sino al dopoguerra Montale aveva puntato su valori ideali ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ <em>L&#8217;anguilla</em> di Eugenio Montale può essere letta come poesia ecologica? Per certi versi sì. Di certo <em>L&#8217;anguilla</em> veicola un messaggio ancora attuale per una società che, in nome delle ideologie del &#8216;progresso&#8217;, si ostina a opprimere la natura e a reprimere le forze della vita. Se sino al dopoguerra Montale aveva puntato su valori ideali e ideologici, a un certo momento il poeta ligure si indirizza verso i valori dell&#8217;istintualità, della natura, delle pulsioni, della forza biologica rappresentati, appunto, dall&#8217;anguilla. Lo fa, Montale, attuando una vera e propria rivoluzione copernicana: capovolge la prospettiva di una poesia che sino ad allora si era identificata con l&#8217;alto, il cielo, il Nord, per scegliere il basso, la terra e il Sud e per sovrapporre la resistenza al male con una creatura del fango, una entità che riunisce in sé la forza biologica e quella morale e che sintetizza mare e terra. Questo significa che stare dalla parte della vita e stare dalla parte del bene sono la stessa cosa. E sta qui l&#8217;aspetto più attuale de <em>L&#8217;anguilla</em>, di questa poesia che potremmo definire ecologica.</p>
<p>E all&#8217;ecologia e all&#8217;ambiente è dedicato il Festival europeo della poesia ambientale, che si terrà online venerdì 22 maggio dalle 18.00 alle 20.00. Un&#8217;aula virtuale, dunque, quella in cui interagiranno, leggendo i propri versi ispirati all&#8217;ambiente, diciotto poeti, di cui nove italiani e nove di altrettanti Paesi del continente europeo. Lo faranno, poeti della levatura di Antonella Anedda, Mario Baudino, Stefano Carrai, Donato Loscalzo, Valerio Magrelli, Eleonora Rimolo, Francesca Tuscano, Marco Vitale, Giancarlo Pontiggia &#8211; tra gli italiani &#8211; e del calibro di Laure Gauthier, Vyacheslav Kuprivanov, Eliza Macadan, José M. Lucìa Megìas, Marion Poschmann, Gerda Stevenson, Charis Vlavianòs, Jaroslaw Mikolaiewski, Antonio M. Pires Cabral &#8211; che si collegheranno da vari Paesi del continente europeo, dalla Spagna e dal Portogallo alla Grecia e al Regno Unito e che saranno accompagnati dalle note del pianista Alessio Sorbelli &#8211; per scuotere le coscienze e le corde della sensibilità grazie alla partecipazione emotiva, che agisce là dove non arriva (e si esaurisce) la ragione.</p>
<p>La questione ambientale, di un&#8217;attualità stringente, come confermano le temperature largamente sopra la media registrate negli ultimi mesi, è divenuta, ormai una priorità. Ma, secondo i promotori del Festival europeo della poesia ambientale &#8211; European green poetry festival, i direttori, i redattori e i collaboratori delle riviste Insula Europea e Sapereambiente, questa questione &#8216;non riceve, nonostante i ripetuti allarmi, le dovute attenzioni. Ci prova la poesia a riportare l&#8217;attenzione generale sulla tutela della casa comune, attraverso la voce di nove autori italiani e nove di altrettanti Paesi europei che hanno deciso di unire i propri versi per scuotere gli animi e lanciare una richiesta d&#8217;azione a salvaguardia della biosfera&#8217;. Lo stesso messaggio e la stessa attenzione verso l&#8217;ecologia possono essere, d&#8217;altra parte, ravvisati nel ciclo di incontri che si è tenuto alla biblioteca di San Matteo degli Armeni dal 16 maggio al 12 dicembre 2019, ciclo di incontri, dal titolo &#8216;A scuola di ecologia&#8217;, promosso da Sapereambiente insieme ad Arpa Umbria e con il patrocinio del Comune di Perugia e dell&#8217;Università degli Studi di Perugia. Economia circolare, sostenibilità, clima, biodiversità, energia, i temi trattati in collaborazione con Aboca e con la partecipazione della rivista Insula Europea e del gruppo di comunicazione Green Factor, temi che hanno guardato anche, ancora una volta, alla letteratura ambientale.</p>
<p>&#8216;Siamo arrivati a un punto &#8211; affermano i direttori delle due testate organizzatrici, Carlo Pulsoni (Insula Europea) e Marco Fratoddi (Sapereambiente) &#8211; in cui non si può più ignorare quanto accade all&#8217;ambiente, alla nostra convivenza globale in un pianeta stressato e surriscaldato, nel quale il depauperamento delle risorse ecologiche favorisce squilibri sistemici come quello che ha portato al salto di specie del Sars-Cov-2. Ma se gli argomenti della ragione non bastano a far sì che si prendano provvedimenti concreti, proviamo con quelli della produzione emotiva, della lirica contemporanea. Dimostrando ancora una volta come la poesia rappresenti, oltre che un terreno di espressione artistica, un importante strumento d&#8217;intervento nella realtà&#8217;.</p>
<p>Lo stesso Montale si chiedeva se la poesia fosse ancora possibile. Di certo può far muovere il lettore, non solo rispetto a un &#8216;testo pigro&#8217;, ma anche rispetto a una questione che chiede di essere attivata con spirito critico e capacità di intervento coscienzioso. Lo sanno bene Angiola Codacci Pisanelli, caposervizio de L&#8217;Espresso e la giornalista e studiosa Ilaria Dinale, specializzata nel rapporto fra poesia e nuovi media, che condurranno l&#8217;evento in streaming sui siti e nei canali social di Insula Europea (www.facebook.com/insula.europea) e Sapereambiente (www.facebook.com/saperenetwork).</p>
<p>&#8216;L&#8217;anguilla, la sirena / dei mari freddi che lascia il Baltico / per giungere ai nostri mari, / ai nostri estuari, ai fiumi / che risale in profondo, sotto la piena avversa, / di ramo in ramo e poi / di capello in capello, assottigliati, / sempre più addentro, sempre più nel cuore / del macigno, filtrando / tra gorielli di melma finché un giorno / una luce scoccata dai castagni / ne accende il guizzo in pozze d&#8217;acquamorta, / nei fossi che declinano / dai balzi d&#8217;Appennino alla Romagna; / l&#8217;anguilla, torcia, frusta, / freccia d&#8217;Amore in terra / che solo i nostri botri o i disseccati / ruscelli pirenaici riconducono / ai paradisi di fecondazione; / l&#8217;anima verde che cerca / vita là dove solo / morde l&#8217;arsura e la desolazione (&#8230;)&#8217;. La poesia sopravvive, al di là di tutto. E la sua salvezza, forse, è legata alle forze istintive e biologiche della natura.</p>
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<p style="background: white; box-sizing: border-box; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; orphans: 2; text-align: start; widows: 2; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 7.5pt 0cm;">
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		<title>Calendario venatorio 2020-21, &#8216;Cara Regione, ancora non ci siamo&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 07:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Riceviamo e pubblichiamo la nota di Federcaccia Umbria riguardante il calendario venatoio 2021/21: &#8220;Prendiamo atto dell&#8217;attenzione riservata dalla Regione Umbria nei confronti della nostra passione, strumento fondamentale per la gestione del territorio, della salvaguardia delle coltivazioni e dell&#8217;equilibrio faunistico. Il prossimo 30 aprile l&#8217;assessore regionale Morroni presenterà in giunta, per la preadozione, il calendario venatorio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> <em><strong>Riceviamo e pubblichiamo la nota di Federcaccia Umbria riguardante il calendario venatoio 2021/21:</strong></em></p>
<p>&#8220;Prendiamo atto dell&#8217;attenzione riservata dalla Regione Umbria nei confronti della nostra passione, strumento fondamentale per la gestione del territorio, della salvaguardia delle coltivazioni e dell&#8217;equilibrio faunistico. Il prossimo 30 aprile l&#8217;assessore regionale Morroni presenterà in giunta, per la preadozione, il calendario venatorio per la stagione 2020/21.</p>
<p>Tuttavia Federcaccia Umbra giudica in maniera negativa la sostanziale modifica proposta per la caccia al cinghiale, con l&#8217;introduzione della sola forma singola a partire da ottobre mentre le battute collettive cominceranno soltanto il primo novembre. Le criticità sono fondamentalmente tre, e riguardano la tutela delle coltivazioni, della biodiversità e la congruità con la legge quadro nazionale 157/92. Cominciando dalla tutela delle colture, sono molte quelle di pregio ancora in piedi a ottobre. Posticipare di un mese la caccia in battuta  significa abbandonarle ai selvatici, tra l&#8217;altro in un periodo di emergenza sanitaria che impedisce il contenimento primaverile della specie. A tal proposito sarebbe interessante conoscere la voce delle associazioni agricole, che finora non abbiamo sentito. Come testimoniano i dati delle scorse stagioni, inoltre, proprio ottobre è il mese più efficace per la caccia in battuta. Allo stesso modo, senza la caccia al cinghiale durante il mese di ottobre tutti i cacciatori si concentreranno sulle altre specie, con grave danno per la biodiversità (selvaggina nobile stanziale e piccola migratoria).</p>
<p>Infine, ma non certo meno importante, aprendo il primo ottobre in forma singola e chiudendo il 31 gennaio in battuta, il cinghiale verrebbe cacciato per quattro mesi al posto dei tre previsti dalla 157/92. I cacciatori umbri sono persone responsabili: lo testimonia la chiusura, ormai consueta, della caccia alla femmina di fagiano al 30 novembre anziché al 31 dicembre, oppure della lepre alla seconda domenica di dicembre anziché al 31, anche se l&#8217;assessore &#8211; inspiegabilmente &#8211; ne ha proposto la chiusura al 6, nonostante la specie goda di ottima salute. Anche su questo punto Federcaccia chiede di spostare la chiusura al 13 dicembre. Allo stesso tempo, chiediamo che il periodo di addestramento dei cani da caccia sia prolungato fino al 17 settembre, escludendo le giornate di preapertura.</p>
<p>Ci sorprende, poi, l&#8217;atteggiamento dell&#8217;assessore Morroni, pronto alla discussione ma senza un sufficiente spazio per il confronto. Gli incontri si sono finora limitati all&#8217;informazione degli interlocutori di quanto da egli già deciso, il tutto accompagnato dalla sua stessa ammissione di non conoscere molto bene la materia. Viene da chiedersi chi sia a consigliarlo nelle sue decisioni: non certo gli uffici regionali, la cui competenza ben conosciamo e apprezziamo.</p>
<p>Tornando al cinghiale, l&#8217;assessore giustifica la sua scelta sostenendo che nelle regioni limitrofe lo si cacci fino a fine gennaio, e che pertanto &#8211; se in Umbria si chiudesse prima &#8211; il suide troverebbe nella nostra regione zone di rifugio, incrementando i danni alle colture. Tuttavia, la situazione nelle regioni confinanti è molto eterogenea, con alcune realtà in evoluzione verso l&#8217;apertura in ottobre (nelle Marche, in una parte della Toscana e una parte del Lazio). Oltretutto, le zone montuose di confine tutelano in maniera naturale gran parte del territorio, visto che in quota &#8211; in gennaio &#8211; non vi è presenza di colture in atto. Infine, a proposito di montagna, invitiamo l&#8217;assessore a considerare il fatto che, sopratutto a gennaio inoltrato, le squadre delle zone montuose potrebbero trovarsi impossibilitate a cacciare a causa della neve. Il tutto a danno soprattutto degli agricoltori e dell&#8217;equilibrio della fauna, ma anche degli stessi cacciatori che si vedrebbero ridotte le giornate di caccia, a fronte dei già elevati costi sostenuti per la licenza.</p>
<p>In forza di tutte le precedenti considerazioni, Federcaccia Umbra auspica l’apertura della specie ai primi di ottobre come già anticipato, e la chiusura a fine di dicembre rispettando l&#8217;arco temporale. Nel mese di gennaio, qualora non si dovessero raggiungere le quote stabilite, sarebbe possibile prevedere delle battute specifiche a completamento dei piani.</p>
<p>Nella speranza di aver specificato al meglio, quelle che, secondo noi, sono le più evidenti criticità del futuro calendario venatorio, auspichiamo un dialogo serio e costruttivo per la loro pronta risoluzione&#8221;.</p>
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		<title>Calendario venatorio 2020-21, le proposte di Federcaccia Umbra ed Enalcaccia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 19:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Migliorare il calendario venatorio rendendo più agevole la stagione a tutti i cacciatori, con regole chiare a tutela sia degli appassionati sia della biodiversità. Federcaccia ed Enalcaccia, che insieme rappresentano circa il 70% dei cacciatori umbri, con una lettera a firma dei due presidenti regionali Giovanni Selvi (Fidc) e Francesco Ragni (Enal) hanno fatto presenti le ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Migliorare il calendario venatorio rendendo più agevole la stagione a tutti i cacciatori, con regole chiare a tutela sia degli appassionati sia della biodiversità. Federcaccia ed Enalcaccia, che insieme rappresentano circa il 70% dei cacciatori umbri, con una lettera a firma dei due presidenti regionali Giovanni Selvi (Fidc) e Francesco Ragni (Enal) hanno fatto presenti le proprie istanze all&#8217;assessore regionale competente, Roberto Morroni, sulla base della proposta di calendario venatorio da questi presentata nel corso dell&#8217;ultima consulta faunistico-venatoria. Partendo da alcune considerazioni e alcuni principi fondamentali, quali il clima e la morfologia del territorio Umbro, la salvaguardia delle colture agricole dai danni da fauna selvatica e gli archi temporali consentiti per tutte le specie cacciabili, le due associazioni hanno proposto le seguenti modifiche al calendario venatorio regionale per la stagione 2020-21.</p>
<p>Preapertura: due mezze giornate &#8211; fino alle ore 13 &#8211; nei giorni di mercoledì 2 e domenica 6 settembre, esclusivamente da appostamento temporaneo, fisso con richiami vivi e appostamento per gli acquatici alle specie tortora, marzaiola, alzavola e ghiandaia. Un&#8217;ulteriore mezza giornata il giorno 13 settembre &#8211; fino alle ore 13 &#8211; esclusivamente con l&#8217;ausilio del cane di proprietà, da ferma o da cerca, alla specie quaglia (nei prati, stoppie e sfalciati). Il cacciatore che esercita il prelievo venatorio della quaglia deve indossare obbligatoriamente un capo di abbigliamento ad alta visibilità.</p>
<p>Colombaccio: considerando ricorsi e giurisprudenza pregressa, ipotizziamo due periodi cacciabili: a) dal 20 settembre al 31 gennaio 2021; b) dal 1 ottobre al 10 febbraio 2021.</p>
<p>Specie cacciabili e periodi: a) dal 20 settembre al 13 dicembre 2020 alla specie lepre; b) dall&#8217;11 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 alla specie cinghiale nelle forme consentite, con la possibilità, ai sensi della legge regionale 14/94, di disporre interventi sulla specie dal 20 settembre al 10 ottobre 2020, e durante gennaio 2021, onde proteggere le colture agricole in atto e completare i piani di abbattimento. Considerata l&#8217;attuale situazione, dovuta al Coronavirus, che di fatto impedisce l&#8217;attuazione del piano di contenimento previsto da codesta Amministrazione, riteniamo che per limitare i danni alle colture agricole è necessario prevedere l&#8217;apertura della caccia alla specie il più presto possibile. Valutati i dati di prelievo delle precedenti stagioni venatorie è evidente che il mese di ottobre è il periodo più efficace dal punto di vista degli abbattimenti; c) dal 1 ottobre al 10 febbraio 2021 alle specie cornacchia grigia, gazza e volpe, quest&#8217;ultima secondo le stesse modalità previste per gennaio; d) è autorizzata con apposito atto dirigenziale, con le modalità previste dal regolamento regionale 27 luglio 1999, n. 23, la caccia di selezione alle specie daino, capriolo, cervo e muflone, nelle zone in cui si riscontri sufficiente consistenza, dal 14 giugno al 12 luglio e dal 16 agosto al 10 ottobre 2020 e dal 2 gennaio al 15 marzo 2021, in modo articolato per ciascuna classe di sesso e di età delle specie considerate; il prelievo è consentito per cinque giorni alla settimana, fermo restando il silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì. Per il prelievo di queste specie si raccomanda l&#8217;utilizzo di munizioni atossiche.</p>
<p>Giorni di caccia: Durante il periodo precedente l&#8217;apertura al cinghiale, l&#8217;attività venatoria è consentita durante le giornate fisse di mercoledì, sabato e domenica. Nel periodo compreso tra giovedì 1 ottobre e lunedì 30 novembre, la caccia d&#8217;appostamento alla migratoria è consentita per 2 ulteriori giornate alla settimana con esclusione del martedì e del venerdì; in questo periodo il cacciatore deve annotare sul tesserino le due ulteriori giornate barrando solamente l&#8217;apposita casella, indicata dalla dicitura: &#8220;Migratoria gg aggiuntive (ott. &#8211; nov.)&#8221; ferma restando, per la caccia vagante, la limitazione a tre giornate settimanali;</p>
<p>Orari di caccia: dal 16 dicembre al 31 dicembre dalle ore 6,45 alle ore 17,00;</p>
<p>Tesserino per l&#8217;esercizio venatorio: il formato cartaceo sia completo di impaginazione e ben più visibile;</p>
<p>Addestramento e allenamento cani: è consentito dal 15 agosto al 17 settembre 2020 ad esclusione dei giorni mercoledì 2/9, domenica 6/9 e domenica 13/9;</p>
<p>Deroghe: prevedere dalla preapertura il prelievo in deroga delle specie storno, cormorano, piccione comune (Columbia Livia) e tortora dal collare, in considerazione dei danni provocati da tali specie all&#8217;agricoltura e alla fauna ittica e in considerazione dei possibili rischi di trasmissione di malattie infettive oltre ai danni ai monumenti ed edifici vari. Prevedere anche la possibilità di caccia in deroga al fringuello con il supporto dei dati raccolti dall&#8217;osservatorio faunistico regionale;</p>
<p>Carniere: per la specie allodola si propone di riportare il numero massimo di capi prelevabili giornalmente a 20 e a 100 quelli per l&#8217;intera stagione venatoria. In alternativa, per i cacciatori generici mantenere il carniere massimo giornaliero consentito a 10 capi e quello stagionale a 40 capi, innalzando tali limiti a 20 e a 100 solo per i praticanti la forma di caccia da appostamento con l&#8217;uso di richiami vivi (allodola). Inserire il carniere della specie pernice rossa.</p>
<p>Divieti: al punto B) n° 4) per la caccia alla beccaccia nel mese di gennaio, aggiungere la possibilità di effettuarla anche in prossimità dei corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>Infine, Federcaccia ed Enalcaccia raccomandano alla Regione che all&#8217;inizio della prossima stagione venatoria siano ben chiare e definite, oltre al calendario venatorio, le deroghe e gli accordi di interscambio con le altre Regioni, al fine di fugare dubbi e dare certezze ai cacciatori.</p>
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		<title>Rinnovi degli Atc, Federcaccia Perugia conferma Cruciani e Calabresi</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2019 20:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Ambito territoriale di caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Atc]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Proseguiamo il percorso avviato, specialmente in materia di selvaggina nobile stanziale&#8221;. E&#8217; la parola d&#8217;ordine di Federcaccia provinciale di Perugia che, in vista delle elezioni dei comitati di gestione degli Ambiti territoriali di Caccia Pg1 e Pg2, tira la volata ai due presidenti uscenti Igor Cruciani e Luciano Calabresi in maniera convinta e coesa. Forte ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>&#8220;Proseguiamo il percorso avviato, specialmente in materia di selvaggina nobile stanziale&#8221;. E&#8217; la parola d&#8217;ordine di Federcaccia provinciale di Perugia che, in vista delle elezioni dei comitati di gestione degli Ambiti territoriali di Caccia Pg1 e Pg2, tira la volata ai due presidenti uscenti Igor Cruciani e Luciano Calabresi in maniera convinta e coesa. Forte della ritrovata unità, in attesa di eleggere con lista unica il nuovo consiglio regionale &#8211; elezioni fissate per il prossimo 10 maggio &#8211; Federcaccia Perugia del neopresidente Claudio Sabini propone una scelta di continuità con il precedente quinquennio, che ha visto alla guida i due presidenti uscenti. Un percorso, quello avviato da Cruciani e Calabresi, che pone al centro la gestione del territorio e della selvaggina stanziale, in piena sintonia con i principi di Federcaccia e che pertanto la federazione intende sostenere anche per il prossimo mandato, le cui votazioni sono in programma lunedì 29 aprile p.v.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Federcaccia provinciale Perugia ritrova la sua unità</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 08:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Federcaccia Perugia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Grande affluenza dei Presidenti e dei Delegati delle Sezioni Comunali in occasione delle elezioni per il rinnovo degli organi di Federcaccia Provinciale di Perugia, svoltesi oggi &#8211; 13 aprile 2019 &#8211; in un clima disteso, che ha consentito un sereno confronto sulle tematiche di interesse venatorio ed associativo. Federcaccia Perugia ha attraversato, negli ultimi mesi, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Grande affluenza dei Presidenti e dei Delegati delle Sezioni Comunali in occasione delle elezioni per il rinnovo degli organi di Federcaccia Provinciale di Perugia, svoltesi oggi &#8211; 13 aprile 2019 &#8211; in un clima disteso, che ha consentito un sereno confronto sulle tematiche di interesse venatorio ed associativo. Federcaccia Perugia ha attraversato, negli ultimi mesi, momenti di confronto a tratti anche aspro, favorito dalla complessità cui il mondo venatorio è stato continuamente da più parti sottoposto. Il grande attaccamento alla Federazione che nutrono i nostri Dirigenti a tutti i livelli, la comune passione per la pratica venatoria, la solidarietà tra gli associati, hanno consentito di riflettere e di recuperare un momento di grande unità in fase di rinnovo degli Organismi. Ai venti di tempesta, annunciati e temuti, è seguito invece il sereno.</p>
<p>L&#8217;Assemblea elettiva ha avuto modo di condividere, quali linee comuni a tutta Federcaccia Provinciale, il recupero del metodo di confronto tra parti, il coinvolgimento di tutte le realtà territoriali nei processi decisionali, la pratica di una fattiva collaborazione con gli A.T.C., le Istituzioni e le altre Associazioni di interesse. Parimenti è stato rimarcato il rispetto delle reciproche autonomie.<br />
Nel corso degli interventi si è anche rimarcata la comune volontà di dar vita ad una composizione degli Organi unitaria e rappresentativa di tutta la Federcaccia Provinciale. Si è altresì evidenziato come ci si debba subito impegnare per affrontare le questioni urgenti, quali il Piano Faunistico-Venatorio e il Calendario Venatorio regionale.</p>
<p>Le votazioni hanno riscontrato voto unanime segretamente espresso, rispetto a quanto posto in votazione.<br />
Presente il Vice Presidente della &#8220;Federcaccia Nazionale&#8221; Massimo Buconi che, alla luce di tutto quanto sopra esposto, ha espresso grande soddisfazione per l&#8217;unità e la maturità dimostrate, esprimendo altresì un grande ringraziamento a tutti coloro che, a tutti i livelli, hanno consentito e consentono di avere questa grande Associazione.</p>
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		<title>Imprese extra-agricole: il bando pubblicato dal Gal Valle Umbra e Sibillini</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 19:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[artigianato]]></category>
		<category><![CDATA[bando aziende extra-agricole]]></category>
		<category><![CDATA[Gal Valle Umbra e Sibillini]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Turismo rurale, specializzazione per i prodotti alimentari o artigianali tipici, commercio e servizi, le parole d’ordine del bando pubblicato nei giorni scorsi dal Gal Valle Umbra e Sibillini. Il bando è incentrato sul “Sostegno allo sviluppo delle imprese extra-agricole dei settori: artigianato, commercio, turismo e servizi” e prevede finanziamenti per la creazione e il potenziamento ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Turismo rurale, specializzazione per i prodotti alimentari o artigianali tipici, commercio e servizi, le parole d’ordine del bando pubblicato nei giorni scorsi dal Gal Valle Umbra e Sibillini.</p>
<p>Il bando è incentrato sul “Sostegno allo sviluppo delle imprese extra-agricole dei settori: artigianato, commercio, turismo e servizi” e prevede finanziamenti per la creazione e il potenziamento di imprese in grado di sviluppare nuove attività e occupazione nei seguenti settori: turismo rurale e servizi connessi, creazione o riqualificazione di esercizi commerciali favorendo la specializzazione per i prodotti alimentari o artigianali tipici, artigianato volto al recupero delle attività e dei prodotti della tradizione rurale locale, attività connesse a servizi collettivi. La dotazione finanziaria del bando è di € 1.410.000 con un cofinanziamento privato di € 463.000. La scadenza per la presentazione delle domande è stata fissata al prossimo 31 maggio.</p>
<p>Nei prossimi giorni il Gal Valle Umbra e Sibillini informerà dettagliatamente gli interessati in appositi incontri. Il primo, organizzato dal Comune di Spoleto, si terrà nella città del Festival martedì 26 marzo alle ore 15,30 nella Sala conferenze di Palazzo Mauri; per mercoledì 27 marzo, dalle ore 14, è in programma un altro incontro informativo a Foligno nella sede della Confcommercio in Via Piermarini, 24; per giovedì 4 aprile, infine, è previsto un ulteriore incontro a Norcia, dalle ore 14, presso il Ristorante Nemo in Piazzale Melvin Jones, 3 anch’esso organizzato in collaborazione con Confcommercio.</p>
<p>Bando e programmi dettagliati degli incontri sono consultabili nel sito <a href="http://www.valleumbraesibillini.com">www.valleumbraesibillini.com</a>.</p>
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