sabato, 13 aprile 2024 Ultimo aggiornamento il 13 aprile 2024 alle ore 14:05

Commissariamento Scs, il Consiglio di Stato: “Serviva un’attività istruttoria del Mef”

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Accolto anche il ricorso di Antonini, Galli e company. Il dicastero di via XX Settembre passa come un soggetto remissivo nei confronti dei 'suggerimenti' di Banca d'italia

 
Commissariamento Scs, il Consiglio di Stato: “Serviva un’attività istruttoria del Mef”

Spoleto – Ma questo Ministero proprio non ha voglia di fare i compiti. A pochi giorni di distanza (8 febbraio) dall’accoglimento del ricorso presentato da alcuni ex membri del cda della Banca Popolare di Spoleto, che lamentavano la totale assenza di un’istruttoria autonoma ed un esame critico da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze in merito al commissariamento dell’istituto di credito spoletino, ancora una volta il Consiglio di Stato, con la sentenza di ieri (26 febbraio), ha riconosciuto le stesse gravi carenze anche per quanto riguarda il commissariamento della cooperativa che controllava la Bps, la Spoleto Credito e Servizi.

Il Consiglio di Stato – In sostanza, ciò che i giudici Giorgio Giaccardi (presidente), Nicola Russo (estensore), Raffaele Greco, Andrea Migliozzi e Giulio Veltri (consiglieri) hanno rilevato è che il Ministro dell’Economia e delle Finanze, nel condividere la proposta di commissariamento di entrambi gli istituti avanzata dalla Banca d’Italia, “avrebbe dovuto eseguire un’attività istruttoria, anche al fine di dare contezza della sussistenza dei requisiti oggettivi e soggettivi necessari ad attivare la procedura di amministrazione straordinaria”. A maggior ragione, come evidenziato dai ricorrenti e recepito dal Consiglio di Stato, il Ministero avrebbe dovuto muoversi riguardo la Credito e Servizi, dato che sulla cooperativa si era da poco espressa in maniera positiva la Lega Nazionale Cooperative e Mutue, che aveva controllato l’operato della Scs per il biennio 2011-2012 (il commissariamento risale al febbraio 2013) rilevando la non interferenza della controllante nelle scelte della controllata.

Chi vince – Pertanto, dopo Zuccari, Umbrico e Carbonari – latori del ricorso già accolto circa le procedure di commissariamento della Bps -, anche gli ex amministratori Scs Leodino Galli, Giovannino Antonini, Massimo Morelli, Pasquale Coreno, Cesare Cattuto, Gianfranco Binazzi e Marco Bellingacci, rappresentati e difesi dall’avvocato Federico Tedeschini, segnano un importante punto a proprio favore verso l’epilogo della vicenda. Questa partita non era tesa a minare la legittimità del commissariamento sotto il profilo dei suoi effetti concreti: la Bps è stata acquistata da Banco Desio e Brianza e lì rimane; allo stesso modo la Scs, almeno per ora, è presieduta dall’avvocato Marcucci e gestita dal suo consiglio d’amministrazione. Tuttavia, per dirla in termini pratici, dopo questo pronunciamento del Consiglio di Stato sarà difficile che qualcuno avanzi pretese risarcitorie nei confronti dei succitati ex amministratori, che da oggi possono esibire una sentenza importante in termini di reputazione e di responsabilità soggettiva. Chi esce davvero malridotto da questa storia, per il momento, è il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che passa come soggetto succube e remissivo nei confronti della Banca d’Italia, autorità di vigilanza il cui compito dovrebbe essere quello di controllare, eccepire e suggerire, ma non – come di fatto è avvenuto in entrambi i casi spoletini – decidere direttamente sul da farsi.

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