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	<title>Perugia Online &#187; Cultura e sapori</title>
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		<title>Il Premio Strega sorvola Spoleto</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2026 13:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e sapori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Pietro Massimi Grazie all&#8217;Umbria Green Festival, il Teatro Caio Melisso Carla Fendi ha prestato il suo palco ai partecipanti dell&#8217;ottantesima edizione del prestigioso Premio Strega. Otto dei dodici autori hanno presentato e discusso le loro opere davanti ad una platea gremita, confrontandosi in dialogo con Loredana Lipperini. Ognuna delle opere ha offerto riflessioni e prospettive ...</p>
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<p>di <strong>Pietro Massimi</strong></p>
<p>Grazie all&#8217;Umbria Green Festival, il Teatro Caio Melisso Carla Fendi ha prestato il suo palco ai partecipanti dell&#8217;ottantesima edizione del prestigioso Premio Strega. Otto dei dodici autori hanno presentato e discusso le loro opere davanti ad una platea gremita, confrontandosi in dialogo con Loredana Lipperini.</p>
<p>Ognuna delle opere ha offerto riflessioni e prospettive su luoghi, momenti ed emozioni molto diversi, ma evidentemente uniti dalla passione per la letteratura che il premio incoraggia da ormai decenni.<span class="Apple-converted-space"> </span>Maria Attanasio ha raccontato una storia siciliana a metà fra realtà e finzione in &#8220;La Rosa Inversa&#8221; mentre Teresa Ciabatta ha romanzato le interviste di un boss mafioso da parte di una donna &#8220;inopportuna&#8221; in “Donnaregina&#8221;. Ne &#8220;I convitati di pietra&#8221; Michele Mari ha trattato di uno strano gioco fra compagni di classe per vedere chi sarà l&#8217;ultimo a morire. Mauro Covacich, dal canto suo, ha esplorato i problemi degli adulti e la semplicità di una bambina in &#8220;Lina e il sasso&#8221;.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Elena Rui ha parlato delle amanti all&#8217;ombra di un grande autore in &#8220;Vedove di Camus&#8221;. Christian Raimo, invece, ha raccontato la storia di suo padre e di un ingegno tutto italiano ne &#8220;L&#8217;Invenzione del colore&#8221;. Matteo Nucci ha umanizzato il grande filosofo con &#8220;Platone. Una storia d&#8217;amore&#8221;. Infine Nadeesha Uyangoda si è immersa nelle vite di donne divise fra l&#8217;emigrazione e la patria che si sono lasciate indietro in &#8220;Acqua sporca”. A fine serata, gli spettatori hanno avuto la possibilità di acquistare le opere in concorso e farle autografare dagli autori presenti. Non c&#8217;è dubbio che, con questa visita, il Premio Strega e gli autori abbiano lasciato arricchito il cuore di Spoleto.</p>
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		<title>E&#8217; uscito il nuovo singolo di Firelight, &#8220;L&#8217;Amore non ha Prezzo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 07:21:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e sapori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Riccardo Ricci in arte Firelight ha 21 anni e si è diplomato presso il liceo artistico Giovagnoli di Sansepolcro. Da tre anni scrive e incide canzoni in collaborazione con l&#8217;etichetta discografica di San Marino denominata Lotus Music Production con produttore artistico Piermatteo Carattoni. Lo scorso 29 agosto è uscito su tutte le piattaforme musicali e ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Alta Valle del Tevere. </span>Riccardo Ricci in arte Firelight ha 21 anni e si è diplomato presso il liceo artistico Giovagnoli di Sansepolcro. Da tre anni scrive e incide canzoni in collaborazione con l&#8217;etichetta discografica di San Marino denominata Lotus Music Production con produttore artistico Piermatteo Carattoni. Lo scorso 29 agosto è uscito su tutte le piattaforme musicali e sulle radio nazionali il suo nuovo singolo dal titolo <a href="https://www.youtube.com/shorts/7MW8DlmYfjg?si=F4pz_uCqS32trjyC">&#8220;L&#8217;amore non ha prezzo&#8221;</a>, distribuito quest&#8217;ultimo, dalla nuova casa discografica dell&#8217;artista denominata Milano Music Play (U.M.V.G.) con a capo Ettore Diliberto.<br />
Restate sintonizzati&#8230;</p>
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		<title>&#8216;Superstite&#8217; di Lucia Guarino in scena allo &#8216;Zut&#8217; di Foligno</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2022 07:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e sapori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Superstite è una riflessione su ciò che rimane dopo una mutazione, un cambiamento e si fa carico di una storia che a tratti appare sbiadita o mutilata. Un corpo solo, da solo, esplora le infinite declinazioni del vuoto che resta”: così la danzatrice e autrice Lucia Guarino introduce “Superstite”, che sarà presentato domenica 15 maggio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Foligno. </span> Superstite è una riflessione su ciò che rimane dopo una mutazione, un cambiamento e si fa carico di una storia che a tratti appare sbiadita o mutilata. Un corpo solo, da solo, esplora le infinite declinazioni del vuoto che resta”: così la danzatrice e autrice Lucia Guarino introduce “Superstite”, che sarà presentato domenica 15 maggio alle ore 21 presso lo Spazio ZUT di Foligno, spettacolo realizzato in stretto dialogo creativo con Gianni Staropoli (luce e spazio) e con la collaborazione di Stefano Pilia (musica).</p>
<p>L’appuntamento rientra nell’ambito delle serate “preview” organizzate dall’associazione Young Jazz per anticipare l’omonimo Festival che si terrà a Foligno dal 9 al 13 novembre 2022 e grazie al sostegno dei Fondi “POR FESR Umbria 2014-2020 – Az. 3.2.1 –Avviso Pubblico per partecipazione Progetto Spettacoli dal Vivo”.</p>
<p>“Cosa muove la parte mancante? Il corpo superstite rappresenta bellezza e brutalità, ci mostra quello che non c’è più, si affaccia ad un vuoto, una voragine, un buio, un ricordo, un dolore ma allo stesso tempo rappresenta una nuova possibilità, il punto dove tutto può accadere, può essere ridisegnato e rinascere” riflette ancora Lucia Guarino in merito allo spettacolo, un lavoro sostenuto dal TSU Teatro Stabile dell’Umbria e Nexus Factory e supportato alla residenza artistica da Kilowatt Festival, CURA centro umbro residenze artistiche , Spazio ZUT, HOME, La MAMA Spoleto, Strabismi. Lucia Guarino, laureata in Architettura, si forma nella danza classica e modernjazz e successivamente nella danza contemporanea tra Italia, Belgio, Spagna, Argentina. Vince alcuni progetti nazionali ed europei di ricerca e formazione coreografica. Come interprete ha lavorato con vari coreografi e registi tra cui con Simona Bertozzi, Virgilio Sieni, Romeo Castellucci, Lisbeth Gruwez, Baglioni-Bellani, Alessando Carboni. I suoi progetti sono supportati da Nexus Factory e sono stati presentati presso festival ed istituzioni nazionali ed internazionali.</p>
<p>L’evento del 15 maggio a Foligno (Info e prenotazioni, biglietto 7 €, per lo spettacolo “Superstite”: <a>info@youngjazz.it</a>) è quindi uno degli appuntamenti di “preview” previsti da Young Jazz prima della prossima e attesa 16esima edizione del festival, dopo aver festeggiato il quindicennale nel 2019 e i seguenti due anni di stop causa pandemia. Altre due suggestive serate e di successo, che hanno quindi già preannunciato il ritorno del festival, sono già andate in scena nei mesi scorsi.</p>
<p>Un inedito e suggestivo incontro e dialogo tra musica e arte è stato “Solo per Calamita Cosmica” del 6 gennaio, con contributi musicali di sax solo a cura di Dimitri Grechi Espinoza (Oreb) preceduti da un breve focus di presentazione dell&#8217;opera permanente di Gino de Dominicis Ex Chiesa della SS. Trinità Annunziata: un evento promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e organizzato da Maggioli Cultura.</p>
<p>Più recentemente invece Young Jazz, dopo aver partecipato nel finale del 2021 alle sinergie create con l’Umbria Factory Festival (progetto artistico multidisciplinare dedicato ai processi di creazione contemporanea che si è svolto tra ottobre e dicembre a Foligno), ha festeggiato lo scorso 30 aprile l’International Jazz Day con il concerto dei Savana Funk e all’interno del cartellone di “UFO 22 &#8211; Umbria Factory Off” (appuntamenti di avvicinamento alla seconda edizione di “Umbria Factory Festival” prevista per l’autunno 2022).</p>
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		<title>Cultura e gusto: le polpette della dolce Irma</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 10:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ennio Mariani, per tutti "Remo"]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e sapori]]></category>
		<category><![CDATA[polpette]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Anche le polpette sono definite “piatto di recupero”, un po’ come il moderno hamburger. Nel 1890 Olindo Guerrini, prima ancora dell’Artusi, uno dei più grandi gastronomi di tutti i tempi, scrisse “L’Arte di utilizzare gli avanzi della mensa”: tra i piatti descritti c’erano le polpette e soprattutto l’utilizzo del pane raffermo che, oltre ad essere ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Anche le polpette sono definite “piatto di recupero”, un po’ come il moderno hamburger. Nel 1890 Olindo Guerrini, prima ancora dell’Artusi, uno dei più grandi gastronomi di tutti i tempi, scrisse “L’Arte di utilizzare gli avanzi della mensa”: tra i piatti descritti c’erano le polpette e soprattutto l’utilizzo del pane raffermo che, oltre ad essere un cibo che non mancava mai in nessuna delle tavole, era utile anche per rendere più sostanziosi i pasti di chi “poco aveva”. Un piatto a tutt’oggi graditissimo che necessita di piccole ma importanti accortezze, per essere ancora più apprezzato.</p>
<p>Le polpette della dolce Irma</p>
<p><strong>Gli ingredienti (per quattro persone)</strong></p>
<p><strong>Per la salsa:</strong></p>
<p>Passata di pomodoro in bottiglia di vetro italiana</p>
<p>Aglio in camicia</p>
<p>Cipolla</p>
<p>Olio extravergine d’oliva</p>
<p>Basilico</p>
<p>Sale</p>
<p>Pepe</p>
<p>1 cucchiaino di zucchero</p>
<p><strong>Per le polpette:</strong></p>
<p>Carne di maiale e vitello magra 400 gr</p>
<p>Una fetta di mortadella tagliata spessa</p>
<p>Parmigiano</p>
<p>Pecorino</p>
<p>Pane raffermo senza crosta</p>
<p>Tre uova</p>
<p>Farina</p>
<p>Noce Moscata</p>
<p>Sale</p>
<p>Pepe</p>
<p>Limone</p>
<p>L’esecuzione</p>
<p>Ponete in una bacinella colma d’acqua il pane raffermo, assolutamente senza crosta. In un’altra intanto cominciate a preparare la Salsa del pomodoro. Preparate un soffritto di cipolla ed aglio in camicia (cioè con la buccia) ed aggiungete tutta la salsa di pomodoro: dopo circa 10 minuti riempite la stessa bottiglia di vetro con acqua che verserete nella salsa (la proporzione pomodoro-acqua deve essere sempre questa).</p>
<p>Aggiungete sale ed un cucchiaino di zucchero (per eliminare l’eventuale acidità del pomodoro).</p>
<p>Dopo 30 munti, prendete 2 o 3 foglie di basilico e, tagliandole A MANO, mettetele nella salsa.</p>
<p>Lasciate cuocere per 40-45 minuti a fuoco lento.</p>
<p>Nel frattempo macinate le carni e la mortadella. Vi consiglio di farlo da soli perché la carne macinata preparata, perde subito sapore e tende a deteriorarsi più velocemente. Aggiungete il pane raffermo ed impastate con le mani. Aggiungete parmigiano, pecorino e le uova, sale, pepe e grattugiate la scorza del limone ( solo la parte gialla mi raccomando) e la noce moscata.</p>
<p>Amalgamate bene l’impasto e date forma alle polpette prendendo un po’ di impasto per volta e facendolo girare nelle vostre mani.</p>
<p>Prima di immergere le polpette nella salsa del pomodoro, passatele nella farina.</p>
<p>Portate a termine la cottura.</p>
<p>Ricordate: per il sale assaggiate sempre. Meglio aggiungere, ché togliere non si può!</p>
<p>Buon appetito!</p>
<p>“La conoscenza fa la differenza”</p>
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		<title>Società Anonima, non chiamatelo ristorante.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Mar 2017 18:56:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sordi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e sapori]]></category>
		<category><![CDATA[birrificioanonimo]]></category>
		<category><![CDATA[drink]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[noreservation]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[societ?anonima]]></category>
		<category><![CDATA[wine]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Apre stasera la cucina di Società Anonima, realtà innovativa nel panorama perugino, un punto di incontro dove mangiare, bere e socializzare.  Per Società Anonima non si può parlare semplicemente di ristorante, perché, come tengono a sottolineare i suoi ideatori, si tratta di un luogo dove chi di passaggio può fermarsi anche solo per un bicchiere ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net/societa-anonima-non-chiamatelo-ristorante/">Società Anonima, non chiamatelo ristorante.</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>Apre stasera la cucina di Società Anonima, realtà innovativa nel panorama perugino, un punto di incontro dove mangiare, bere e socializzare.  Per Società Anonima non si può parlare semplicemente di ristorante, perché, come tengono a sottolineare i suoi ideatori, si tratta di un luogo dove chi di passaggio può fermarsi anche solo per un bicchiere di vino veloce. Un posto di incontro dove chiunque può trovare ciò che cerca, fermarsi a cena e trascorrerci l’intera serata come passare per un saluto e fare due chiacchiere.</p>
<p style="text-align: justify;">Entrando ci si accorge subito dell’aria internazionale che si respira tra le mura del locale, le stesse mura che hanno a lungo ospitato una tradizione tutta perugina. Si tratta, infatti, della ex fabbrica del ghiaccio della storica Società Anonima Birra Perugia, oggi trasformata in un luogo dal design contemporaneo e minimal; la cucina a vista e l&#8217;alto bancone con posti a sedere ricordano l’atmosfera da club londinesi, a cui, probabilmente, l’architetto Laura Biancalana e gli ideatori Paolo Baldelli e Antonio Boco si sono ispirati. Altro elemento di novità, almeno nel Bel Paese, è l’assenza del vincolo di prenotazione: arrivi, chiedi e aspetti, certo, ma sorseggiando un bicchiere di buon vino e stuzzicando le proposte dello chef.  L’idea della coda, normalmente poco apprezzata dai clienti, in questo caso, è stata totalmente rivoluzionata diventando un’occasione d’incontro e di socializzazione tra gli ospiti del locale. I due proprietari, infatti, hanno studiato a lungo quale fosse la strategia migliore, andando in prima persona a visitare e conoscere le realtà “no reservation” dal nord Europa al Brasile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/03/la-squadra.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-40523" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/03/la-squadra-700x393.jpg" alt="la squadra" width="618" height="347" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Socialità e informalità sono le due parole chiave che legano il team di Società Anonima alla clientela, che si troverà faccia a faccia con la cucina, che più che a vista si può meglio definire “aperta”, creando un rapporto diretto tra chi cucina e chi siede ai tavoli.  Al timone di una brigata giovane e dinamica ci sono Paolo Baldelli professionista del settore enogastronomico e Antonio Boco, assaggiatore di vini per il “Gambero Rosso”. A seguirli in questa impresa, in cucina, gli chef Matheus Porticchio e Francesco Madera, entrambi perugini e sotto i trent’anni ma con tanta esperienza alle spalle maturata all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/03/chef.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-40524" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/03/chef-700x467.jpg" alt="chef" width="618" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di due cuochi perugini nasce dalla volontà di volere rimanere ancorati alla tradizione scardinandola e rivisitandola in percorsi culinari innovativi, alla luce dei sapori e delle tecniche scoperte in giro per il mondo.  All’apparenza il menu sembra molto semplice perché tutti i piatti nascono dalla passione per la materia prima, scelta con rigore dai piccoli produttori locali, e danno risalto a ingredienti poveri arricchiti dai sapori conosciuti durante le esperienze all’ estero. Gli stessi nomi dei piatti, scritti su una lavagna sopra la cucina, non si spendono in lunghe descrizioni, lasciando una grande libertà alla creatività degli chef.  Ognuno può giocare come meglio crede sbizzarendosi tra le proposte, perché l’ordine classico di primo, secondo e dolce viene totalmente sdoganato e, come in una taperia gourmet, i piatti sono strutturati come abbondanti assaggi a prezzi contenuti, così da poterne gustare più di uno. Dietro all’apparente semplicità si nasconde il lungo lavoro fatto dai cuochi per calibrare al meglio i sapori e creare delle idee di piatto che rispecchino la filosofia di cucina condivisa dall’intero team, con grande rispetto per i singoli elementi e attenzione agli sprechi.</p>
<p style="text-align: justify;"> Anche le scelte dei vini sono personali, frutto di conoscenze dirette da parte dei due appassionati Paolo e Antonio, che hanno selezionato molte bottiglie da cantine di piccoli produttori artigianali ma le scelte cambiano dai mesi, gusti personali e viaggi.  Un ruolo molto importante lo ricopre, giustamente, la birra, che fa parte della storia del locale. A raccontarne la lunga tradizione, al bancone, Roberto Pirri, professionista dell’accoglienza e amico di lunga data dei due ideatori. Alla spina ci sono alcune birre “resident”, tra quelle della Fabbrica Birra Perugia, e a rotazione le migliori produzioni di birrai amici. In bottiglia, oltre a tutte le etichette del birrificio della città, dominano i toni sour, birre acide e fermentazioni spontanee.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea di Paolo e Antonio nasce, dunque,  dalla voglia di sperimentare partendo dalle proprie radici e, Società Anonima sembra essere la giusta ricetta per portare a Perugia quello spirito di internazionalità di cui una città giovane e universitaria sentiva il bisogno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>www.societaanonima.it </strong></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net/societa-anonima-non-chiamatelo-ristorante/">Società Anonima, non chiamatelo ristorante.</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>zuppa di ceci, porcini e castagne</title>
		<link>https://www.perugiaonline.net/zuppa-di-ceci-porcini-e-castagne/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Feb 2017 06:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ennio Mariani, per tutti "Remo"]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e sapori]]></category>
		<category><![CDATA[castagne]]></category>
		<category><![CDATA[ceci]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[sapori]]></category>
		<category><![CDATA[zuppa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Durante le festività natalizie, tra i piatti più diffusi in Umbria da presentare in tavola c&#8217;era la zuppa di ceci, funghi porcini e castagne.  Racconto in breve la storia di questo ultimo frutto per farvene capire l&#8217;importanza per le nostre terre, oltre che della sua bontà. Il Castagno, compagno fedele di anni difficili, presenza rassicurante ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Durante le festività natalizie, tra i piatti più diffusi in Umbria da presentare in tavola c&#8217;era la zuppa di ceci, funghi porcini e castagne.  Racconto in breve la storia di questo ultimo frutto per farvene capire l&#8217;importanza per le nostre terre, oltre che della sua bontà. Il Castagno, compagno fedele di anni difficili, presenza rassicurante vicino a molti borghi di montagna, è stato definito l&#8217;albero del pane poiché le castagne con il loro contenuto di amidi, zuccheri e grassi, hanno un elevato potere nutritivo e, per questo, hanno rappresentato una risorsa provvidenziale per le popolazioni più povere. Dal frutto alla farina questo prelibato frutto, oggi invece molto costoso, può essere utilizzato in cucina in ogni sua &#8220;sfumatura&#8221;.</p>
<p>Gli ingredienti:<br />
Per quattro persone</p>
<p>Ceci di Colfiorito 200 gr<br />
Castagne di Spoleto 100 gr ( mosciarelle castagne secche)<br />
Porcini 100 gr freschi<br />
Aglio<br />
Alloro<br />
Rosmarino<br />
Sale<br />
Pepe<br />
Olio extravergine d&#8217;oliva (evo).</p>
<p>L&#8217;ESECUZIONE<br />
In due diverse pentole lasciare a bagno per circa 12 ore e le castagne e i ceci.<br />
Lessare i ceci in acqua fredda con uno spicchio d&#8217;aglio ed una foglia di alloro. In ultimo, salare. Scolarle senza buttare via l&#8217;acqua di cottura.<br />
In un&#8217;altra pentola, lessare le castagne con uno spicchio d&#8217;aglio, una foglia di alloro ed un rametto di rosmarino. In ultimo, salare.<br />
In una padella, insaporire in olio evo i porcini, accuratamente lavati e tagliati, con un po&#8217; di sale e pepe.<br />
Preparare un soffritto di aglio ed olio evo dove aggiungerete prima i ceci lessati, poi le castagne tagliate in quattro parti. In ultimo aggiungere i funghi porcini e a fuoco lento continuare ad amalgamare con l&#8217;acqua dei ceci.<br />
Servire tiepido con una macinata di pepe nero, un po&#8217; di rosmarino, una foglia di alloro ed un filo di olio evo.<br />
Abbinate un vino rosso di Montefalco di buon corpo.</p>
<p>Ricordate: per il sale assaggiate sempre. Meglio aggiungere, ché togliere non si può!<br />
Buon appetito!</p>
<p>&#8220;tutti gli uomini si nutrono<br />
Ma pochi sanno distinguere i sapori&#8221;</p>
<p>Ennio Mariani</p>
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		<title>Il maiale, principe della nostra tavola</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 06:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Ennio Mariani, per tutti "Remo"]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e sapori]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[maiale fulcinatum]]></category>
		<category><![CDATA[parfa scrofa]]></category>
		<category><![CDATA[Remo Mariani]]></category>
		<category><![CDATA[sapori]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mangia bene e sii felice! L&#8217;alimento principe umbro: il maiale. Tutte le parti di questo animale (ormai è noto) sono utilizzabili. Principe oggi come ieri: grande rispetto per questo animale che nei secoli ha nutrito davvero tutti ed ha visto (sembra proprio in Umbria) nascere l&#8217;arte della norcineria nella ben nota Norcia. Tradizionale l&#8217;appuntamento a ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-40182" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2017/02/ennio-1-150x150.jpg" alt="ennio 1" width="150" height="150" />Mangia bene e sii felice! L&#8217;alimento principe umbro: il maiale. Tutte le parti di questo animale (ormai è noto) sono utilizzabili. Principe oggi come ieri: grande rispetto per questo animale che nei secoli ha nutrito davvero tutti ed ha visto (sembra proprio in Umbria) nascere l&#8217;arte della norcineria nella ben nota Norcia. Tradizionale l&#8217;appuntamento a gennaio: essendo il mese più freddo dell&#8217;anno si disponeva del frigorifero naturale, per cui la sua lavorazione, in questo periodo, permetteva poi il mantenimento di tutte le sue parti nei mesi a venire.</p>
<p>Si racconta che il maiale fosse considerato al pari di un familiare e spesso soprannominato Nino, proprio per la ricorrenza del 17 gennaio di Sant&#8217;Antonio.<br />
La ricetta (rivisitazione di un&#8217;antica ricetta dell&#8217;epoca romana) che per prima vi illustrerò, fu proposta all&#8217;Accademia della Cucina italiana, in occasione del gemellaggio tra l&#8217;Accademia di Foligno e quella di Udine.<br />
La cena venne servita nella splendida cornice del palazzo folignate Ubaldi.</p>
<p>FULINCATUM ET PARFA SCROFA<br />
DOSI PER 4 PERSONE</p>
<p>1,2 KG PANCIA DISOSSATA DI MAIALE CON LA SUA CROSTA<br />
LARDO<br />
AGLIO<br />
ROSMARINO<br />
TIMO<br />
SALVIA<br />
ALLORO<br />
GINEPRO<br />
CANNELLA IN POLVERE<br />
NOCE MOSCATA<br />
ARANCE<br />
LIMONI<br />
OLIO EXTRAVERGNE D&#8217;OLIVA<br />
SALE<br />
PEPE<br />
MIELE D&#8217;ACACIA<br />
VIN SANTO</p>
<p>PREPARAZIONE:<br />
Trafilare la carne a mo&#8217; di rettangolo, pulirla di tutti i filamenti e intaccarla (praticare cioè dei piccoli tagli) dalla parte della cotica. Preparare un battuto con il lardo, aglio (uno spicchio), rosmarino, timo, salvia, alloro (mi raccomando sempre su una superficie legnosa). Salare e pepare la pancia del maiale. Utilizzare il battuto per farcire le intaccature e spalmarlo anche sulla pancia del maiale. Sempre sopra un tagliere di legno, preparare delle striscioline di buccia d&#8217;arancia e di buccia di limone, togliendo accuratamente la parte bianca per non rendere amara la pietanza anzi, per esaltarne il sapore agrumato.</p>
<p>A questo punto aggiungere le bacche di ginepro pestate, spolverare con cannella e noce moscata la pancia del maiale ed adagiare le striscioline di buccia d&#8217;arancia e di limone sempre sulla pancia. Arrotolare legando con uno spago per alimenti e infornare in teglia irrorata d&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva a 180°. La cottura prevista è di circa 2 ore. A metà cottura, bagnare il maiale con il vin santo.<br />
Dopo 20 minuti, spalmare sulla cotica il miele d&#8217;acacia affinché diventi ancor più dorata e croccante.<br />
Servire con una misticanza di campo adornata con olive nere e spicchi d&#8217;arancio e condita con olio evo ed aceto.<br />
Accompagnare con un vino rosso di Montefalco, secco e di buon corpo.</p>
<p>Buon appetito!<br />
A presto con la prossima ricetta.</p>
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