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	<title>Perugia Online &#187; Editoriale</title>
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		<title>Rapporti commerciali di Perugiaonline, Spoletonline e Folignonline; fidarsi è bene, non fidarsi è obbligo</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2020 09:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Ubinet rende noto a tutti gli inserzionisti che, per quanto riguarda ogni aspetto commerciale relativo ai quotidiani www.spoletonline.com e www.perugiaonline.net, e al blog www.folignonline.com, gli unici interlocutori validi sono l&#8217;editore DANIELE UBALDI ed il Signor FABIO PAOLUZI. NESSUN ALTRO, ALL&#8217;INFUORI DI QUESTE DUE PERSONE, E&#8217; AUTORIZZATO A SPENDERE IL NOME DEI GIORNALI E DEL ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[
<p>La Ubinet rende noto a tutti gli inserzionisti che, per quanto riguarda ogni aspetto commerciale relativo ai quotidiani www.spoletonline.com e www.perugiaonline.net, e al blog www.folignonline.com, gli unici interlocutori validi sono l&#8217;editore DANIELE UBALDI ed il Signor FABIO PAOLUZI. NESSUN ALTRO, ALL&#8217;INFUORI DI QUESTE DUE PERSONE, E&#8217; AUTORIZZATO A SPENDERE IL NOME DEI GIORNALI E DEL BLOG IN AMBITO COMMERCIALE. Allo stesso modo, la Ubinet diffida CHIUNQUE dal sottoscrivere contratti che la riguardano con persone terze rispetto alle due suddette e, tantomeno, dall&#8217;effettuare pagamenti che non siano a mezzo bonifico sul cc intestato a Spoletonline di Daniele Ubaldi, a fronte di presentazione di fattura.</p>
<p>La proprietà si sta già tutelando nelle sedi opportune. CI SCUSIAMO PER IL DISAGIO, MA SIAMO VITTIME DELLA SITUAZIONE.</p>
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		<title>2017 anno di svolta in casa Ubinet</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 10:27:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Cari amici di Perugiaonline, L’anno appena cominciato segna un momento di doppia svolta per la nostra casa editrice, la Ubinet, impegnata in tre delle cinque principali città umbre: Perugia, Foligno e Spoleto. Tre quotidiani, tre storie differenti legate però fra loro dal medesimo spirito, quella volontà comune di offrire ai lettori un’informazione libera da qualsivoglia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>Cari amici di Perugiaonline,</em><br />
<em>L’anno appena cominciato segna un momento di doppia svolta per la nostra casa editrice, la Ubinet, impegnata in tre delle cinque principali città umbre: Perugia, Foligno e Spoleto. Tre quotidiani, tre storie differenti legate però fra loro dal medesimo spirito, quella volontà comune di offrire ai lettori un’informazione libera da qualsivoglia condizionamento, sia economico che politico.</em><br />
<em>Come ben sapete ormai da anni, i nostri mezzi informazione non sono la bacheca dei partiti o di altri gruppi di interesse: alla quantità delle pubblicazioni abbiamo da sempre contrapposto la qualità degli articoli e delle storie trattate. In questa direzione, ecco la prima delle due svolte di cui accennavo in apertura, da lunedì prossimo partiremo con una serie di nuove rubriche, tutte di altissima qualità, curate da autorevoli professionisti quando non, in alcuni casi, da autentici personaggi universalmente riconosciuti come eccellenze nei propri rami di competenza. Dalle consulenze legali e fiscali alla naturopatia, dalle nuove tecnologie alla salute e benessere, per noi e per i nostri amici animali; dalla musica alla psicologia infantile, dall’arte alla moda, dalla cultura ai sapori della nostra tavola, con uno chef d’eccezione che non è esagerato definire Maestro… e molto altro ancora. Insomma, il 2017 presenta i nostri quotidiani con un biglietto da visita rinnovato, contenuti unici e di arricchimento per tutti i lettori, in attesa della seconda svolta in casa Ubinet, prevista entro l’anno appena cominciato. Di cosa si tratta? Restate connessi per scoprirlo: in fondo non manca poi tanto, di certo meno di un anno…</em><br />
<em>Buone letture</em></p>
<p><em>Daniele Ubaldi &#8211; editore</em></p>
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		<title>Terremoto e moduli abitativi, cara Regione non ci siamo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2016 10:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Cara Regione Umbria, qualcosa qui non torna. All&#8217;indomani del servizio delle Iene su Italia Uno, che ha portato &#8220;alla luce&#8221; l&#8217;esistenza di circa 700 moduli perfettamente funzionanti, manutenuti dai Comuni di Foligno, Sellano e Nocera Umbra che li detengono in comodato d&#8217;uso con l&#8217;impegno a restituirli in caso di necessità, gli uffici dell&#8217;ente presieduto da Catiuscia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> <em>Cara Regione Umbria, qualcosa qui non torna. All&#8217;indomani del <a href="http://www.spoletonline.com/?page=articolo&amp;id=155559">servizio delle Iene su Italia Uno</a>, che ha portato &#8220;alla luce&#8221; l&#8217;esistenza di circa 700 moduli perfettamente funzionanti, manutenuti dai Comuni di Foligno, Sellano e Nocera Umbra che li detengono in comodato d&#8217;uso con l&#8217;impegno a restituirli in caso </em><em>di necessità, <a href="http://www.spoletonline.com/?page=articolo&amp;id=155562">gli uffici dell&#8217;ente presieduto da Catiuscia Marini offrono una spiegazione alquanto discutibile e contraddittoria</a> circa le scelte che hanno condotto a non utilizzare i moduli del 1997 per la prima emergenza a Norcia e Cascia. </em><em>Nella sua nota, infatti, la Regione esordisce confermando che i moduli, realizzati in Umbria circa 20 anni fa, sono attualmente gestiti &#8220;dalle amministrazioni comunali in cui insistono ed utilizzate da più soggetti sulla base di comodato d&#8217;uso o locate, con la precisa condizione che in caso di necessità le stesse devono essere immediatamente restituite&#8221;. Ecco, appunto. Se non è questo un preciso, drammatico stato di necessità, viene da chiedersi quale sia uno &#8220;stato di necessità&#8221; tale da rendere &#8211; perdoni il lettore le ripetizioni &#8211; necessario restituire i moduli alla Regione&#8230;</em></p>
<p><em>Andando poco oltre, l&#8217;ente ribadisce che &#8220;queste strutture, collocate in prevalenza nei territori di Foligno e Nocera Umbra, sono infisse al suolo e non smontabili&#8221;. Come come? Non smontabili? Un attimo prima si parla di restituzione delle case in caso di necessità, e subito dopo si precisa che le case non sono smontabili. Le casette di legno mobili sono diventate, durante, gli anni, fisse&#8230; Allora viene da chiedersi con quali permessi a costruire tutto ciò sia avvenuto, rilasciati da quali enti e a fronte di quali oneri corrisposti. </em><em>Purtroppo, però, le contraddizioni non finiscono qui. Prosegue infatti la Regione: &#8220;Quand&#8217;anche si volesse procedere ad un loro smontaggio e rimontaggio, i costi sarebbero addirittura superiori a quelli per l&#8217;acquisto di nuovi moduli e sarebbe inoltre alquanto complessa la procedura per certificarne l&#8217;abitabilità&#8221;. &#8220;Qualora si volesse&#8221;? Se il contratto di comodato d&#8217;uso per le casette ha come condizione risolutiva il riutilizzo in caso di terremoto, non ha senso parlare di facoltà, quanto di obbligo da parte dell&#8217;amministrazione regionale e di quelle comunali competenti. Riguardo poi i famosi costi, stimati dalla Regione come &#8220;superiori a quelli per l&#8217;acquisto di nuovi moduli&#8221;, volendo ignorare l&#8217;intervista delle Iene ad uno dei costruttori delle Casette &#8211; il quale ha detto che i moduli si possono facilmente smontare e rimontare altrove &#8211; Perugiaonline ha parlato con un esperto del settore, che provocatoriamente si è offerto di smontare e rimontare le casette al costo di 10 mila euro l&#8217;una.</em></p>
<p><em>&#8220;Il legno è uno dei materiali più longevi del pianeta &#8211; dichiara l&#8217;esperto &#8211; certamente può ossidarsi, scurirsi, tarlarsi&#8230; Ma da qui a dire che una casetta di legno non si può smontare oppure che farlo costi l&#8217;ira di Dio, ce ne corre&#8230; Tra l&#8217;altro molti dei moduli che ho potuto visionare sono in ottimo stato&#8221;. L&#8217;esperto in questione, vale la pena specificarlo, è umbro. Per il momento rimane nell&#8217;anonimato, fermo restando il fatto che, se chiamato, potrebbe cominciare a lavorare anche domani mattina. &#8220;Penso &#8211; conclude &#8211; che se si intervenisse sulle casette del 1997 si risparmierebbero molti soldi, dato che il costo del progetto attuale si aggira intorno ai 70 mila euro per ciascun nuovo modulo. Inoltre, dando il via libera immediato alle operazioni, la Regione potrebbe provvedere a offrire un tetto a molte persone disagiate, che oggi dormono in automobile o in tenda&#8221;.</em></p>
<p><em>Fin qui il &#8220;nostro&#8221; esperto. Un&#8217;ulteriore considerazione va poi fatta riguardo la possibilità di non spostare le casette, ma semplicemente di metterle a disposizione dei terremotati della Valnerina. Anche su questo punto la Regione risulta per lo meno imprecisa, dato che parla di &#8220;residui campi dove sono presenti questi moduli&#8221; che disterebbero &#8220;circa 80 chilometri da Norcia o da altre località della Valnerina, con tempi di percorrenza di oltre 90 minuti&#8221;. Eppure Sellano non è affatto così distante da Norcia o Cascia, trovandosi ad appena una dozzina di chilometri da Borgo Cerreto. Diverso è il discorso per Colfiorito o Nocera Umbra, certamente; ma, anche in questo caso, con la viabilità tradizionale ripristinata i tempi di percorrenza si attesterebbero tutti intorno all&#8217;ora o poco più. In ogni caso, i terremotati potrebbero avere un tetto e una casa in cui stare, insomma un&#8217;alternativa all&#8217;albergo sul Trasimeno, a Perugia o a Terni.</em></p>
<p><em>Infine, la madre di tutte le domande. La Regione, nella sua nota, dichiara che è &#8220;ora in corso una ricognizione per verificare il numero di moduli disponibili che potranno essere assegnati ai terremotati che ne faranno richiesta&#8221;. Come mai questa ricognizione è partita soltanto a ben nove giorni di distanza dal terremoto del 30 ottobre, a tredici dopo quello del 26 e ben 75 giorni dopo il tremendo sisma di Amatrice e Accumoli? Perché prima si è dato l&#8217;out out alla gente, obbligandola ad andare in albergo, oppure prendere casa in affitto, oppure ancora dormire in macchina o all&#8217;addiaccio? Forse delle scuse non ci starebbero male, e renderebbero l&#8217;ente &#8211; e chi lo amministra &#8211; un tantino più umano e umile rispetto al modo in cui si pone nei confronti del cittadino. In particolar modo dei cittadini di queste aree, il cui consigliere regionale di riferimento in maggioranza &#8211; parole sue in campagna elettorale &#8211; è e deve essere proprio Catiuscia Marini.</em></p>
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		<title>Giornale dell’Umbria: cronaca di un omicidio annunciato</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 07:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>“C’era la volontà di farlo chiudere, forse anche prima”. Con queste parole il presidente dell’ordine dei giornalisti dell’Umbria, Roberto Conticelli, ha fotografato in estrema sintesi la vergognosa vicenda del Giornale dell’Umbria, testata venuta alla luce oltre dieci anni fa con l’ambizioso proposito di contendere al Corriere dell’Umbria il mercato dell’informazione regionale. Il foglio, fresco e dinamico rispetto ai canoni dell’allora quotidiano dei Barbetti, faceva dell’economia e della politica “con vista sulle opposizioni” i propri punti di forza e, in breve tempo, conquistò una discreta fetta di mercato, salvo poi arenarsi mantenendo le quote acquisite, senza più crescere. Scelta precisa o limiti editoriali? Probabilmente resterà un mistero, così come un mistero rimane il fatto che a guidarla siano stati, praticamente da sempre e per sempre, il direttore responsabile Giuseppe Castellini e quello editoriale Luigi Palazzoni, senza mai un ricambio di idee e prospettive. Ma queste sono questioni più anglosassoni che umbre. Dettagli. Sottigliezze.</p>
<p>Quel che invece è grasso, e lordo, è il modo in cui la testata è stata smantellata con un atto di assassinio mediatico, nel silenzio più assoluto di politica e istituzioni. Alla famiglia Colaiacovo (a proposito: Colaiacovo, Barbetti e Caltagirone per Giornale, Corriere e Messaggero. Carta e cemento è un binomio inscindibile in Umbria) è stato consentito, in maniera del tutto arbitraria, di porre fine ad un’impresa che registrava perdite risibili rispetto alle potenzialità di cui disponeva, a cominciare dal reparto commerciale mai sviluppato e dal sito internet, perfetto nella forma ma mai curato con la dovuta tempestività. Un quotidiano che, ancora nel 2015, godeva di quasi un milione di euro di finanziamenti pubblici annuali, è stato svenduto per appena 50 mila euro – cifra pari al capitale sociale, il che è ridicolo sotto ogni punto di vista – con il preciso, ormai palese incarico di smantellarlo. In pratica, il nuovo proprietario è stato il sicario dei Colaiacovo, che hanno continuato a pagare lo stipendio della redazione fino a dicembre scorso “grazie” ad un accordo pubblicitario civetta, pari all’importo del costo totale della forza lavoro. A gennaio hanno semplicemente staccato la spina, ed ecco che il Giornale dell’Umbria è stato posto in liquidazione. In mezzo c’è stata la farsa della ricapitalizzazione pubblica, con l’invito a potenziali investitori andato deserto, e lo smembramento del quotidiano ridotto a poco più di un “copia e incolla”, con la nascita di una serie di supplementi alcuni dei quali anche interessanti e ben fatti, ma mai decollati poiché mai supportati davvero dalla nuova proprietà.<br />
Proprio ieri (26 gennaio) i dipendenti attendevano il liquidatore che, ironia della sorte, è lo stesso direttore Luigi Camilloni, ufficialmente incaricato del rilancio della testata dai nuovi proprietari. Nessuno si è presentato. Da oggi, dopo uno sciopero iniziato il 9 gennaio scorso, la redazione riprende il lavoro, ma senza alcuna prospettiva.</p>
<p>Adesso i vecchi editori diranno che non ne sapevano niente. Copione già scritto, ovvio e ridicolo. Ma i vecchi editori chi sono, se non i mandanti dell’assassinio? Perché, durante le operazioni di vendita, ad una cordata umbra è stato risposto che la proprietà intendeva trattare solamente con interlocutori di fuori regione? Forse perché il giornale era divenuto un peso, quasi un’onta all’interno di una famiglia spesso divisa sulle decisioni da prendere? Forse perché nessun altro umbro avrebbe dovuto riuscire dove i Colaiacovo avevano miseramente fallito? Forse perché il giocattolo di uno andava distrutto dagli altri familiari? Nessuno conoscerà mai le risposte provate, inutile illudersi. Anche se molti dei dipendenti hanno dato mandato ai rispettivi legali di verificare eventuali responsabilità civili e penali degli ultimi e dei precedenti amministratori e proprietari.</p>
<p>Ma ad ogni modo un’idea di verità, amici editori eugubini che per anni avete percepito milioni di euro statali per il vostro giornale, un’idea di verità ce la siamo fatta tutti. Quel che è certo è il fatto che 27 colleghi sono senza lavoro e, per il momento, senza tfr, dato che di licenziarli ancora non se ne parla, meglio tenerli ancora “a mollo”. Il legale del liquidatore ha comunque annunciato le lettere di licenziamento entro gennaio. Per non parlare poi dei tanti collaboratori, pubblicisti e non, gettati via come carta straccia e che neanche avranno gli ammortizzatori sociali, grazie ad un ordine dei giornalisti nazionale che dei freelance si ricorda soltanto al momento di chiedergli i soldi per il rinnovo della tessera. A proposito, la mia ancora non l’ho rinnovata: ci sto pensando sopra.</p>
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		<title>Omicidio Kercher, legge è fatta</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Mar 2015 23:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Così giustizia è fatta. Dopo circa sette anni e mezzo da quel tragico primo novembre 2007, gli assassini di Meredith Kercher rimangono ignoti. I nomi e i cognomi da subito, da sempre associati all’omicidio, quelli di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, da questa sera (27 marzo) sono da considerarsi del tutto estranei alla vicenda. Non ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<em>Così giustizia è fatta. Dopo circa sette anni e mezzo da quel tragico primo novembre 2007, gli assassini di Meredith Kercher rimangono ignoti. I nomi e i cognomi da subito, da sempre associati all’omicidio, quelli di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, da questa sera (27 marzo) sono da considerarsi del tutto estranei alla vicenda. Non hanno commesso il fatto. Questo ha sancito la Cassazione Italiana, accogliendo in pieno le richieste dell’avvocato di Sollecito Giulia Bongiorno, vale a dire l’annullamento delle precedenti condanne a 28 e 25 anni di reclusione “senza rinvio”, quindi senza lasciare ulteriori spazi a dubbi, indagini, processi. Sollecito e Knox sono innocenti, e Rudy Guede, condannato a 16 anni di carcere per concorso in omicidio, ha concorso insieme a nessuno.</em></p>
<p><em>Giustizia è fatta: o meglio, legge è fatta. Perché se prima era opinione condivisa che difficilmente si sarebbe mai giunti ad una totale ricostruzione dei fatti di quella notte di Halloween, adesso c’è la certezza che mai si sapranno come andarono le cose. Oggi la giustizia italiana scrive una delle sue pagine più imbarazzanti, certamente non la prima né la più grave, purtroppo altrettanto certamente non l’ultima. “I segreti in fondo al mare” che bagna per tre quarti questo splendido Paese sono incalcolabili; davanti a questi segreti, e soprattutto ai loro custodi, la macchina giudiziaria italiana è stata a volte impotente, a volte impreparata, spesso complice. In questo caso si è assistito ad una condanna, ad un’assoluzione in appello, ad un annullamento della precedente assoluzione, ad una nuova condanna ed infine all’assoluzione finale da parte della Corte Suprema. Ennesima prova della relatività, dell’aleatorietà della giustizia italiana, i cui ingranaggi sono assolutamente da evitare per chiunque sia persona onesta, per chiunque, cioè, sia vittima o abbia qualcosa da perdere.</em></p>
<p><em>La sentenza di questa sera riconsegna l’Italia alla sua immagine di Repubblica delle Banane d’Europa, lasciando la famiglia Kercher con il dolore come unico ricordo del passato, compagno del presente e ossessione del futuro. Gli italiani onesti questa notte hanno un motivo in più per vergognarsi.</em></p>
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		<title>Omicidio Raggi, il sacrificio di David servirà a qualcosa?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 11:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Amine Aassoul]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Bandiere a mezz&#8217;asta, lutto cittadino. Saracinesche abbassate e messaggi di solidarietà sulle vetrine della città. &#8220;In silenzio per ricordare il tuo sorriso&#8221; o &#8220;Siamo chiusi per accompagnare un angelo in paradiso&#8221;. Nel giorno in cui Terni si prepara a dare l&#8217;ultimo saluto a uno dei suoi figli, l&#8217;invito che arriva da più esponenti politici, umbri e non, su quanto accaduto giovedì scorso è: non strumentalizzare.  Lo hanno fatto dalle pagine dei giornali, dai loro profili Facebook e dai loro account Twitter. Tutta la politica s’è mobilitata per far sì che il tragico episodio che a Terni è costato la vita al 27enne David Raggi, non venga usato a fini propagandistici.</p>
<p>Sicuramente è questo l’appello della famiglia. “Vorrei che la sua morte servisse a qualcosa”, ha confidato l’altro giorno Diego Raggi, fratello di David, ai giornalisti. “La rabbia c’è”, ha confermato Diego, “ma David non accetterebbe che la sua morte servisse a far partire una campagna d’odio contro gli stranieri”. No David non l’avrebbe voluto. Tutti lo ricordano come un ragazzo che amava la vita e sempre pronto ad aiutare il prossimo. Una tragica fine, orribile. La sua unica colpa? Essersi trovato nel momento sbagliato nel luogo sbagliato. E davanti alla persona sbagliata: Amine Aassoul. Espulso dall’Italia nel 2007 dopo alcuni arresti per furto, Amine, di appena due anni più grande di David, era rientrato clandestinamente in Italia nel maggio del 2014. Si era visto rifiutare la richiesta di asilo politico, ma aveva fatto ricorso ed era attualmente in attesa della decisione finale riguardo la sua permanenza. Questo perché la legge lo consente, che ci piaccia o no. E se da un lato un simile episodio può essere utilizzato, visti i floridi tempi a cavallo delle elezioni, per riattizzare quel focolaio, mai sopito, delle polemiche sui clandestini e sull’immigrazione, dall’altro dovrebbe farci riflettere su alcune questioni.</p>
<p>Noi di Perugia Online, giorni fa, qualche avvisaglia l’avevamo avuta e segnalata. Come noi, saranno stati sicuramente tanti ad essere rimasti colpiti dalle dichiarazioni del leader della Lega Nord Matteo Salvini. Toni duri, quelli di Salvini, che hanno avuto una forte eco cavalcando quel sentimento di frustrazione e di insicurezza che serpeggia in gran parte delle province italiane. Parole forti, che in poche ore hanno fatto il giro della rete e scatenato un vespaio di polemiche anche sul nostro giornale.</p>
<p>E’ vero. Quanto accaduto giovedì scorso davvero non lo si può accettare. David è stato ucciso perché l’unica sua colpa è stata di incrociare lo sguardo di Aassoul in una serata che doveva essere di divertimento con i suoi amici. Una serata che ha cambiato irrimediabilmente la vita di tante persone. E’ difficile riuscire a capire perché oggi David non sia più qui con noi, un nemico a cui imputare la colpa ci fa sentire meglio. Sicuramente quel nemico è Amine, per cui tutti chiediamo che venga fatta giustizia. Ma Amine non può e non deve essere nemico in quanto straniero, in quanto altro, diverso da noi. E’ questa la vera riflessione che la scomparsa di un giovane di 27 anni ci costringe ad affrontare. La nostra società, ci chiediamo, è davvero pronta a convivere con “l’altro”? Siamo in gradi di accettare il fenomeno immigratorio, riuscire a far integrare persone che provengono da altre culture nella nostra?</p>
<p>Forse non siamo neanche pronti per dare questo tipo di risposte. E allora converrebbe rimanere in silenzio, riflettere ed ascoltare. Ascoltare le parole del fratello di David, quando dicono: “In casa nostra il razzismo non è mai entrato e non entrerà mai. Se poi quello che ci è successo servisse a capire come prevenire cose del genere, come controllare chi entra nel nostro Paese, beh, allora forse mio fratello non sarebbe morto invano&#8221;.</p>
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		<title>Prima candelina con record per Perugia Online!</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2015 12:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Cari amici di Perugia Online, Con l’exploit di ieri, che ci ha fatto registrare il record assoluto di accessi unici – 14615 – e di pagine visitate – 15654 – il nostro giornale entra definitivamente nel mondo degli adulti, e lo fa – giusto per restare in tema – anche in questo caso a tempo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ <em>Cari amici di Perugia Online,</em></p>
<p><em>Con l’exploit di ieri, che ci ha fatto registrare il record assoluto di accessi unici – 14615 – e di pagine visitate – 15654 – il nostro giornale entra definitivamente nel mondo degli adulti, e lo fa – giusto per restare in tema – anche in questo caso a tempo di record. Appena tre giorni fa, infatti, ricorreva un anno dalla nascita “di fatto” di Perugia Online, testata registrata al tribunale di Perugia l’8 gennaio 2014 ma il cui primo articolo è uscito, appunto, dodici giorni più tardi, il 20 gennaio. Da allora molte cose sono accadute, molte scalate e qualche inciampo lungo la strada che caratterizza il difficile percorso verso la consolidazione di un prodotto, a maggior ragione di un prodotto editoriale.</em></p>
<p><em>Ma eccoci, siamo qua: con un anno di vita, un anno di esperienza, un anno trascorso a sgomitare con i nostri pochi, onesti mezzi in un ambiente difficile come il sottobosco perugino, fatto di rapporti più o meno chiari, più o meno trasversali e – in qualche caso – più o meno leciti ma comunque, che lo si voglia o meno, esistenti, reali, con i quali si devono fare i conti ogni giorno. E’ il gioco, e noi lo giochiamo volentieri, senza compromessi ma con la voglia, il desiderio, la legittima aspirazione, l’obiettivo costante di mostrare la realtà sotto l’unica prospettiva che conosciamo: quella del cittadino che ogni giorno ci premia leggendoci, ci concede il proprio “click”. Ieri siete stati davvero tanti, il che ovviamente per noi non è un traguardo ma semmai un nuovo punto di partenza. E allora, come quel 20 gennaio 2014, voglio dire ancora: “Ai nastri di partenza, ché comincia una nuova gara”.</em></p>
<p><em>Ma oggi siete in tanti a tifare per noi. E il nostro gruppo, che nel frattempo è cresciuto in quantità e qualità, lo sa e lo apprezza: Cristiana Mapelli, Filippo Partenzi, Laura Lana, Sabrina Pugliese, Lucina Paternesi, Alessandro Orfei, Adele Mauro, insieme a qualche grande amico che non figura in questo elenco ma che è presente al pari degli altri, ogni giorno si impegnano per arricchire queste colonne ed offrirVi un giornale migliore, sempre più preciso e puntuale. Di sicuro, sempre libero da condizionamenti politici e personalismi.</em></p>
<p><em>A nome di tutti loro, a nome di tutti noi, il nostro più sentito “Grazie” a Voi che ci leggete</em><br />
<em>Buon compleanno Perugia Online</em></p>
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		<title>Anche questa è Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 14:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. Gli arresti di oggi (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><em>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. <a href="http://http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-umbria-21-arresti-12908/">Gli arresti di oggi</a> (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione del Centro Italia soltanto validissimi medici, professionisti, politici, imprenditori, ma anche – purtroppo – qualcos’altro di cui si farebbe volentieri a meno. Gli inquirenti sostengono che l’Umbria “non è più quell’isola felice di cui si poteva parlare fino a dieci anni fa”, ma in realtà ignorano, o dimenticano, che dieci anni fa l’Umbria aveva già cessato da tempo di essere “isola felice”. L’omicidio Provenzano, il centro storico di Perugia in mano alle gang dello spaccio, il cartello degli affitti e della movida notturna con i giri che contano: no, l’Umbria – e il capoluogo in particolare – da tempo ha smesso di essere un’isola, men che meno felice.</em></p>
<p><em>Gli inquirenti si affrettano ad aggiungere, come da copione, che politica e istituzioni sono assolutamente aliene da qualsiasi tipo di correlazione con gli indagati e i filoni di indagine: menomale. Fino a prova contraria. Di certo il tessuto sociale perugino, ma per esteso quello umbro, si presta a permeazioni di vario genere molto più di quanto si possa supporre dall’esterno. Perugia, nella sua storia più recente, conta diverse tessere pidduiste e, pur tralasciando volutamente le numerose organizzazioni che si prestano mutuo soccorso correndo sul filo della legge italiana, non si possono comunque ignorare le varie infiltrazioni camorriste, mafiose e ‘ndranghetane che hanno interessato la nostra regione a partire dalla ricostruzione post sismica del 1997. Si parte dagli appalti per finire con i compro-oro, passando per negozi di frutta e verdura e persino boutique di calzature. Racket, minacce, violenze.</em></p>
<p><em>“I tempi della giustizia italiana sono lenti”, si sente dire spesso, e a ragione. Ma se la politica, se le istituzioni umbre davvero con tutto ciò non c’entrano, allora ancora a maggior ragione dovrebbero, anzi devono, cominciare a metterci le mani seriamente, onde evitare l’ulteriore dilatarsi di tempi spesso biblici. E soprattutto per offrire ai cittadini, a tutti i cittadini, parità di trattamento, libera concorrenza e percorsi certi per il rispetto dei propri diritti.</em></p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta succursale, ovvero quando il cancro è dentro casa tua</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 15:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Procuratore antimafia Franco Roberti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E così, dopo Mafia Capitale, abbiamo ’Ndrangheta succursale. La città e il territorio di Andrea Fortebracci, aree storicamente guelfe e papaline, anche in materia di criminalità organizzata si dimostrano serve fedeli di Roma e dei suoi costumi, andandosi ad accaparrare la ‘Ndrangheta visto che la Mafia era già occupata poco più a sud. Benzinai, mini ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>E così, dopo Mafia Capitale, <a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-61-arresti-umbria-e-sequestri-per-30-milioni-11061/">abbiamo ’Ndrangheta succursale</a>. La città e il territorio di Andrea Fortebracci, aree storicamente guelfe e papaline, anche in materia di criminalità organizzata si dimostrano serve fedeli di Roma e dei suoi costumi, andandosi ad accaparrare la ‘Ndrangheta visto che la Mafia era già occupata poco più a sud. Benzinai, mini o supermarket, compro oro, sale-giochi, bar: tutto serve, tutto fa brodo per riciclare denaro sporco, e poi magari utilizzarlo come doping per vincere appalti pubblici proponendo i ribassi migliori. Del resto chi è che ancora oggi, nella piccola Umbria, è in grado di ripetere il tanto decantato ritornello “ma tanto qui da noi non succede”?</em></p>
<p><em><a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/umbria-lavanderia-di-soldi-sporchi-di-ndrangheta-e-camorra-10142/">Lo avevano detto due settimane fa, lo scorso 28 novembre, intervenendo al convegno “Mafia e droga, allarme Umbria” alla Sala dei Notari, Rosy Bindi e Paolo Brutti</a>, rispettivamente presidente della commissione nazionale antimafia e della commissione regionale “Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze”. Non proprio gli ultimi della classe, insomma. Neanche lo avessero saputo… Passano due settimane ed ecco 61 arresti tra Italia e Germania: un terremoto. Ma un terremoto che ha per epicentro, ahinoi, proprio la città degli incappucciati.</em></p>
<p><em>Sia ben chiaro, però: il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha detto e ribadito che questa operazione, denominata “Quarto passo”, nulla ha a che vedere con “Mafia capitale”, e che anzi le due indagini non sono lontanamente paragonabili. “Il tessuto socio-politico umbro è sano – ha detto Roberti –, non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c’era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo”.</em></p>
<p><em>Viene da pensare a quel meraviglioso, innovativo, rivoluzionario e – soprattutto – innocuo brevetto dell’austriaco Ludwig Hatschek, che nel 1901creò un materiale popolarissimo, utilizzato dall’edilizia di tutto il Mondo durante il secolo scorso: il cemento-amianto, meglio conosciuto come eternit. Vallo a spiegare alle decine di migliaia di morti di mesotelioma pleurico. A volte il cancro è dentro casa nostra, ma piuttosto che lottarci contro si preferisce rifiutare di ammetterne l’esistenza.</em></p>
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		<title>Assessore Calabrese, ripensaci</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 06:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Calabrese, ripensaci. Cioè, ripensa al tuo ripensamento. E da assessore già dimissionario poi reintegrato, torna ad essere ex assessore, già dimissionario poi reintegrato e poi di nuovo dimissionario. Ripensaci, Calabrese; dimostrati coerente con il tuo essere uomo tutto d’un pezzo. Perché le dimissioni sono un atto estremo, gravissimo, magari emozionale ma comunque – se a ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>Calabrese, ripensaci. Cioè, ripensa al tuo ripensamento. E da assessore già dimissionario poi reintegrato, torna ad essere ex assessore, già dimissionario poi reintegrato e poi di nuovo dimissionario. Ripensaci, Calabrese; dimostrati coerente con il tuo essere uomo tutto d’un pezzo. Perché le dimissioni sono un atto estremo, gravissimo, magari emozionale ma comunque – se a dimettersi è gente seria – definitivo. Definitivo. Ripensaci, Francesco Calabrese, e non certo per fare un dispetto al sindaco Romizi aprendo la sua prima crisi di giunta. No. Ripensaci, piuttosto, per sgomberare il campo da ogni possibile dubbio circa il tuo attuale ripensamento. Troppo facile, infatti, sarebbe speculare sul tuo dietrofront avvenuto nel giro di una notte; troppo facile, per chi ti è avverso &#8211; in aula e nelle varie segreterie –, insinuare su presunte tue richieste prima negate e poi soddisfatte dal primo cittadino, pur di tenerti in squadra ed evitare il peggio. Tutte balle, ovvio: ma balle che troverebbero il loro terreno fertile rovinando sia il tuo mandato che quello dell’intera giunta Romizi. E questo credo che nessuno, te per primo, lo voglia. Vale per qualsiasi ambiente di lavoro, compreso il delicato mestiere – perché di questo si tratta – della politica e ancor di più dell’amministrazione di un ente. Ecco perché è importante la coerenza. E se ci hai ripensato una volta, caro assessore ex assessore, allora ripensaci ancora: oggi fai in tempo, domani no.</em></p>
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		<title>La leggenda dei pianisti di Corso Vannucci</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 15:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carmine Camicia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Quando, verso la fine degli anni Novanta, cominciai a pensare seriamente di rovinarmi la vita intraprendendo la discutibile carriera di giornalista, animato dal sacro spirito di voler raccontare i fatti alle persone depurandoli dalle finzioni che quasi sempre li avvolgono, nelle sale cinematografiche stava uscendo un film che avrebbe fatto epoca. Tratto da un monologo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>Quando, verso la fine degli anni Novanta, cominciai a pensare seriamente di rovinarmi la vita intraprendendo la discutibile carriera di giornalista, animato dal sacro spirito di voler raccontare i fatti alle persone depurandoli dalle finzioni che quasi sempre li avvolgono, nelle sale cinematografiche stava uscendo un film che avrebbe fatto epoca. Tratto da un monologo di Alessandro Baricco, diretto da Giuseppe Tornatore e con la colonna sonora di Ennio Morricone, “La Leggenda del Pianista sull’Oceano” rappresenta uno degli ultimi, veri film d’autore della cinematografia italiana in grado di oltrepassare a testa alta i confini nazionali, e di stravincere anche all’estero.</em></p>
<p><em>Lasciando in pace la settima arte, e ponendo fine a questo breve excursus temporale, di ben altri pianisti – e di fatti, piuttosto che di leggenda – si parla da un po’ di giorni in Corso Vannucci, per la precisione al n.19, primo piano, prima porta a sinistra, sala del consiglio comunale. <a href="http://www.perugiaonline.net/politica/camicia-come-il-pianista-sulloceano-una-scheda-piu-voti-9751/">Alla notizia, data da noi in anteprima, della passione del consigliere comunale di Forza Italia Carmine Camicia per i tasti del voto in dotazione al collega Massimo Perari</a>, l’esponente del partito di Berlusconi ha prontamente replicato: prima, in perfetto “stile Ghedini”, <a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/camicia-streaming-la-questione-finisce-quasi-consiglio-9782/">trincerandosi dietro un “è tutto da provare, potrei non essere io”</a>; e poi, come va di moda nella terza (?) Repubblica, <a href="http://www.perugiaonline.net/politica/camicia-fi-non-ci-sta-quelle-sul-voto-sono-polemiche-strumentali-9851/">rendendo nota una foto che ritrae la consigliera dell’opposizione Emanuela Mori</a> (Partito democratico) mentre “suona il piano” votando per conto di un collega, in quel momento assente dal proprio scranno.</em></p>
<p><em>Ovviamente silenzio assoluto da parte delle rispettive segreterie, che si guardano bene dal richiamare pubblicamente i diretti interessati – sarebbe già una conquista se almeno li avessero richiamati in privato… Ma questa non è certo una novità: da tempo, infatti, è risaputo che i partiti sono più che altro dei giustificativi istituzionali per gruppi di potere pressoché privati. Pertanto meglio non alzare troppo la voce, o si rischia di perdere bacini di voti e di potere.</em></p>
<p><em>E allora? E allora niente! Spazio alla musica e alla creatività, con i pianisti di Corso Vannucci che aspettano voi, elettori-cittadini, ogni lunedì pomeriggio per un nuovo, entusiasmante concerto! E non fate troppo i moralisti bacchettoni, che a scandalizzarvi siete rimasti soltanto voi.</em></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net/la-leggenda-dei-pianisti-di-corso-vannucci/">La leggenda dei pianisti di Corso Vannucci</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Zitti tutti: comincia lo spettacolo delle primarie del Pd</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 16:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><em>La maggioranza va sotto sull’assestamento del bilancio. C’è chi grida al disfacimento del centrosinistra, chi chiede le dimissioni della Marini, di Bracco e magari anche del vescovo Bassetti. La maggioranza è andata sotto, e allora? Sai che novità. Succede continuamente. Lo scorso 18 ottobre la maggioranza in consiglio regionale del Veneto è andata sotto sulla proposta di legge per regolamentare, dopo 32 anni (!), le cave e l’attività estrattiva. Proposta rinviata in commissione, legislatura ormai agli sgoccioli ed ennesima vittoria della lobby dei costruttori. Due giorni prima, il 16 ottobre, la maggioranza che governa la Lombardia si è spaccata, in commissione Ambiente, sull’approvazione di un provvedimento urgente e atteso da anni. E cento altri casi si potrebbero citare solo durante l’attuale legislatura. No, il punto semmai è un altro.</em></p>
<p><em>Il punto è che da oggi, con il pretesto dei 90 mila euro di stanziamenti a Sviluppumbria, si è aperta ufficialmente – di fatto lo era già, ma mancava ancora il casus belli – la campagna elettorale per le primarie delle regionali 2015. La guerra, quindi, il Pd non se la fa sulle regole o sulle scelte di programma, attorno alle quali più o meno tutte le anime democratiche, di riffa o di raffa, convergono alla bisogna; no, la posta in gioco qui è di tutt’altra natura, e a questo punto è difficile davvero provare ad escludere chiunque dalla corsa a Palazzo Cesaroni. Perché se il presidente uscente Marini ha ricevuto ampie garanzie di non belligeranza da varie anime importanti del partito, ad esempio dall’ex presidente della provincia Guasticchi – leggasi accordi di governo che prevedono deleghe importanti, ovviamente in caso di vittoria del centrosinistra -, lo stesso non può dirsi per un’altra ala del Pd, quella che fa capo alla corrente cui appartengono i tre consiglieri regionali (Brega, Smacchi e Barberini) che oggi, con la loro astensione, hanno mandato sotto la maggioranza sull’assestamento di bilancio, costringendola a ripiegare sul rinvio in commissione.</em></p>
<p><em>Ecco, letta così, la questione assume più che altro il tono di un segnale politico ben chiaro inviato dal sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci alla presidente uscente Catiuscia Marini: non è ancora stato deciso proprio un bel niente, la battaglia sta per cominciare. I diretti interessati di sicuro smentiranno, ma già si sente parlare di un possibile “travaso” di voti dall’uomo della Valnerina a beneficio di un giovane dirigente del Partito democratico regionale, addirittura del più alto; quel Leonelli, cioè, cui le primarie per la Segreteria regionale hanno affidato il cambio di passo della corazza democratica, ma che sinora ha incassato solamente le due sconfitte elettorali di Perugia e di Spoleto.</em></p>
<p><em>Di certo c’è solo che le primarie in Umbria sono appena cominciate e che, anche stavolta, l’unico avversario in grado di sconfiggere il centrosinistra è proprio il Pd. Chissà se, fedeli al detto “non c’è due senza tre”, i nostri eroi riusciranno a perdere anche la Regione?</em></p>
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		<title>Narrami, o Pasquino, di Palazzo dei Priori</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 09:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Di parole al veleno ne ha per tutti, purché in rima. È il menestrello della rete e dei social network e compone prese in giro e filastrocche dedicate agli abitanti di Palazzo dei Priori. Dal sindaco al singolo dirigente, non risparmia nessuno. Da qualche settimane, su facebook, è comparso un profilo dal nome &#8220;Pasquino Perugino&#8221; ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Di parole al veleno ne ha per tutti, purché in rima. È il menestrello della rete e dei social network e compone prese in giro e filastrocche dedicate agli abitanti di Palazzo dei Priori. Dal sindaco al singolo dirigente, non risparmia nessuno.<br />
Da qualche settimane, su facebook, è comparso un profilo dal nome &#8220;Pasquino Perugino&#8221; che, con le sue ironiche ma taglienti composizioni, prende di mira i personaggi e le vicende dell&#8217;amministrazione comunale. Toni scherzosi, certo, ma si sa, fra le righe ben si leggono critiche e bacchettate ai primi approcci della Giunta Romizi. Alcuni esempi? Dal mancato concerto del 10 agosto in piazza IV Novembre, alle vicine scadenze contrattuali dei dirigenti di Palazzo dei Priori, non tralasciando la questione del teatro Pavone per arrivare, sconfinando, sino a parlare di Assisi. Ne ha anche per il Pd e chi, rappresentandolo, siede in cima alla sua torre. Scrive qualche parolaccia qua è la, storpia nomi di assessori e consiglieri, chiama &#8220;picchiatori&#8221; una parte di Consiglio e Giunta perugina. Insomma, il menestrello virtuale, non ci va di certo in punta di piedi, ma piace e fa sorridere.<br />
Di lui piace la capacità di mettere in luce le ombre dei nuovi governanti della città, maggioranza e opposizione, spazzando via, a tratti, quel romantico clima di luna di miele che i perugini sembrano respirare. Da in cima all&#8217;Acropoli alla periferia. Di Pasquino garba l&#8217;irriverenza, lo stile, la sfacciataggine e la voglia di criticar chi ha già dato e chi sta dando. Narraci, o Pasquino, e noi ti ascolteremo. </p>
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		<title>A Campello niente calcio e niente skateboard, solo &#8220;topa&#8221; la domenica mattina</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 19:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAMPELLO SUL CLITUNNO.</strong> Bambine e bambini di Campello, nel vostro ridente Comune non si può giocare in piazza con lo skate né a pallone, non si possono fare schiamazzi dopo una certa ora&#8230; Però, se ne avete voglia, potete ballare in bikini e maglietta bagnata sopra una moto, di domenica mattina, di fronte alla chiesa e al palazzo comunale. Quella che segue non è, ovviamente, una tirata moralista sugli spettacoli osé o sull&#8217;opportunità, o meno, di lasciare che due avvenenti giovinette si esibissero mezze nude &#8211; come da video &#8211; in piazza a La Bianca di Campello sul Clitunno: tutt&#8217;altro. Piuttosto è la cronaca, pura e semplice, di come un ente pubblico sia riuscito a trasformare in barzelletta erotica la gestione di un Comune e dei suoi spazi.</p>
<p><strong>I fatti &#8211;</strong> Domizio Natali, più volte sindaco di Campello sul Clitunno, dopo dieci anni di purgatorio è tornato a palazzo comunale passando dalla porta principale, vale a dire vincendo le scorse elezioni con una lista civica che ha sbaragliato sia il candidato spalleggiato dal sindaco uscente, sia l&#8217;uomo proposto dagli ambienti del centrodestra. Fin qui la singolarità del personaggio, cui tutti riconoscono un amore e un attaccamento per la sua cittadina che va ben oltre i colori politici. Tuttavia lo stesso sindaco, accogliendo le lamentele e le richieste di alcuni residenti, il 3 luglio scorso ha emanato un&#8217;ordinanza (la n.28, visibile nella sezione &#8220;comunicazioni&#8221; del <a href="http://www.comune.campello.pg.it">sito istituzionale dell&#8217;ente</a>) nella quale si proibisce, &#8220;al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l&#8217;incolumità pubblica e la sicurezza urbana&#8221;, l&#8217;uso dello skateboard ed il gioco del pallone in piazza Garibaldi, piazza Ranieri e nelle altre aree ad uso pubblico (dunque anche i giardinetti), prevedendo ammende che vanno dai 25 ai 500 euro per i trasgressori o per i loro aventi patria potestà.</p>
<p><strong>Lo spettacolo e lo spettatore &#8211;</strong> E fin qui, <em>dura lex sed lex</em>, il sindaco può farlo. Rimane però difficile da spiegare, specialmente ai minori di Campello sul Clitunno, che non possono giocare in piazza ma che la stessa piazza, in pieno giorno e per di più di domenica mattina, può essere teatro dei balletti erotici di alcune &#8220;bambine&#8221; un po&#8217; più grandi di loro. E che per giunta il sindaco può starsene tranquillo in prima fila (nella foto è indicato con apposita freccia gialla) ad assistere allo spettacolo&#8230; E&#8217; accaduto proprio domenica scorsa, 27 luglio, in occasione del motoraduno &#8220;Campello in Moto&#8221;, organizzato dal Moto Club Spoleto cui a prescindere vanno i migliori complimenti per l&#8217;ottima riuscita della manifestazione, che ha richiamato centinaia di persone. Qualche complimento in meno, invece, va al sindaco di Campello, il quale non solo ha concesso lo spazio antistante il palazzo comunale e la chiesa per lo spettacolino hot (<a href="https://www.facebook.com/photo.php?v=841448385868316&amp;set=vb.100000094863304&amp;type=2&amp;theater">apprezzabile nel video pubblicato su facebook</a>), ma lo ha fatto malgrado si trattasse di domenica mattina, poco prima di mezzogiorno, quando cioè la piazza è piena di bambini e per di più &#8211; senza essere bigotti &#8211; a ridosso della messa di mezzogiorno. Come se non bastasse la musica dance, i giochi con la schiuma e gli ancheggiamenti vari, poi, il primo cittadino in persona ha assistito allo show da una posizione privilegiata, come testimoniano la foto nella quale è evidenziato &#8211; presa da una <a href="https://www.facebook.com/de.r.teresa/media_set?set=a.10202414177261266.1073742112.1398533221&amp;type=1">fotogallery pubblicata su facebook</a> &#8211; e il video stesso, nel quale Natali compare dopo circa 50 secondi per non lasciare più la scena.</p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/08/Domizio-Natali-gnocchette1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter wp-image-4606 size-large" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/08/Domizio-Natali-gnocchette1-700x469.jpg" alt="Domizio Natali guarda le gnocchette" width="618" height="414" /></a></p>
<p><strong>Le reazioni di alcuni campellini &#8211;</strong> Ovvio che alcuni genitori, sia laici che credenti, non l&#8217;abbiano presa bene. &#8220;Finalmente domenica scorsa abbiamo avuto una giornata di sole &#8211; racconta una mamma -, così prima di andare a messa abbiamo pensato di portare nostro figlio a fare una passeggiata, fino in piazza. Alla vista delle moto è come impazzito, gli piacciono davvero molto: così lo abbiamo portato più vicino allo spettacolo, ma quando siamo arrivati non abbiamo trovato le parole per spiegare al piccolo cosa stava succedendo, per di più davanti alla chiesa che, a causa del caldo, aveva la porta d&#8217;ingresso aperta&#8230; Quanto avvenuto domenica mattina in piazza a Campello è, ahinoi, davvero il segno dell&#8217;imbrutimento dei tempi. Sarebbe bastato davvero poco &#8211; conclude la campellina -, come ad esempio utilizzare un luogo idoneo a certe scenette, rispettando così le sensibilità di tutti&#8221;. &#8220;Sinceramente sono felice che Campello abbia la possibilità di ospitare questi eventi &#8211; dichiara un&#8217;altra residente, anche lei mamma -, perché danno visibilità al nostro paese e lo animano. Tuttavia, come donna ho trovato svilente lo spettacolo cui ho assistito domenica mattina e, come madre di due bambini piccoli, ho provato imbarazzo nell&#8217;aver dovuto rispondere alle loro domande non appena ci siamo trovati di fronte allo spettacolo che si è svolto in piazza domenica mattina. Non guardare e andarsene? Certo, lo abbiamo fatto, anche se non lo abbiamo trovato giusto: era davvero necessario permettere che si svolgesse proprio lì, a quell&#8217;ora, in un luogo pubblico che dovrebbe essere tranquillamente fruibile da tutti, specialmente dai bambini, almeno la domenica mattina? Io e mio marito non sappiamo proprio cosa pensare&#8221;.</p>
<p><strong>Candidato al Giunness? &#8211;</strong> Insomma, caro sindaco: va bene che la &#8220;topa&#8221; in Italia è sport nazionale, ma da qui a renderla l&#8217;unico sport di Campello, per di più al mattino, e dopo aver proibito persino il calcio&#8230; Roba da Guinness dei record.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net/campello-niente-calcio-skateboard-solo-topa/">A Campello niente calcio e niente skateboard, solo &#8220;topa&#8221; la domenica mattina</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Perugia Online omaggiata dal plagio</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jul 2014 17:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Il plagio è un atto di omaggio. Chi copia ammira”. (Roberto Gervaso, Il Grillo Parlante, 1983). Poche righe rubate ai lettori, soltanto per dire “grazie” a quei pochi, pochissimi colleghi che oggi, dimostrandoci tutta la loro stima, hanno pensato bene di prendere spunto, anzi no, di prendere proprio, le nostre immagini, i nostri scritti, i ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net/perugiaonline-omaggiata-dal-plagio/">Perugia Online omaggiata dal plagio</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="https://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<em>“<strong>Il plagio è un atto di omaggio. Chi copia ammira</strong>”</em>. (Roberto Gervaso, Il Grillo Parlante, 1983). Poche righe rubate ai lettori, soltanto per dire “grazie” a quei pochi, pochissimi colleghi che oggi, dimostrandoci tutta la loro stima, hanno pensato bene di prendere spunto, anzi no, di prendere proprio, le nostre immagini, i nostri scritti, i nostri video, e <strong>di farli semplicemente propri</strong>. “Grazie” a tutti Voi, perché così facendo ci dimostrate tutta la Vostra considerazione e gratitudine. Gratitudine, sì, per aver svolto anche il Vostro lavoro. Del resto, non è un mistero, <a href="http://www.perugiaonline.net">perugiaonline.net</a> sta crescendo di giorno in giorno, entrando sempre più come un amico fedele nella vita quotidiana dei nostri lettori. Dunque ben vengano le “ispirazioni” e le “prese di spunto”, anche se magari prendere interi pezzi di video-interviste e pubblicarli come fossero propri, soltanto perché manca ancora il nostro logo ufficiale a salvaguardia del materiale comunque inserito in un nostro articolo, beh… francamente sembra qualcosa in più di una semplice ispirazione. Basterebbe <strong>citare la fonte</strong>, certo, ma non sia mai: si rischierebbe di farci pubblicità, giusto?</p>
<p>Ciò detto, l’argomento “plagio” ha avuto fin troppo spazio su queste colonne: sia esso, sia chi ne è stato autore, non meritano altro tempo sprecato. Sarebbe soltanto un lamentarsi patetico. Diceva Oscar Wilde: <em>“Le accuse di plagio provengono o dalle sottili e incolori labbra dell&#8217;impotenza o dalle bocche grottesche di coloro che, non possedendo niente di proprio, s&#8217;illudono di farsi passare per ricchi gridando &#8216;al ladro!'&#8221;</em>. Ecco, noialtri saremo forse poveri: <strong>ma ladri di certo no</strong>.</p>
<p>Con immutata stima,<br />
Daniele Ubaldi – direttore responsabile non plagiante</p>
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