Le luci e il sonoro hanno arricchito la performance, dando un sapore onirico all’intera esperienza e immergendo l’intera sala in un’atmosfera suggestiva, che avvicina gli spettatori ad un dramma che ancora concetti effimeri come emozione e memoria ad altri marcatamente più concreti, come la salute mentale e le pressioni sociali.
Il ricco rampollo e aspirante poeta Sebastian Venable è morto, portando caos e discordia fra i suoi famigliari. Sua madre Violet è decisa a zittire Katherine Holly, sua nipote ed unica testimone degli ultimi giorni del figlio.
Dopo averla a lungo costretta a trattamenti psichiatrici in un manicomio privato, cerca l’aiuto del Dottor Cuckrowicz e della sua “innovativa tecnica neurochirurgica”, richiamandolo nel giardino del defunto Sebastian, dove potrà ascoltare la ragazza e la sua famiglia e decidere così se procedere con l’operazione.
I melliflui ricordi di un’anziana madre, interpretata da Laura Marinoni, si contrappongono ai trascorsi traumatici di una giovane donna portata al limite della follia, che nella performance di Leda Kreider trasuda una straziante sofferenza non solo nelle parole, ma anche in grandi e piccoli gesti. Di nota anche Edoardo Ribatto, che dona palpabile solennità al personaggio del Dr. Cukrowicz.
Nonostante alcuni problemi di traduzione, quindi, “Improvvisamente l’estate scorsa” ha entusiasmato il pubblico, dipingendo una complessa simbologia con pochi elementi e lasciando un’impressione decisamente positiva.
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