Disponibile dal 28 febbraio 2026 per Pathos Edizioni il nuovo romanzo della Collana OROFINO. Un’opera ispirata a una storia vera che accompagna il lettore in un intenso viaggio tra coscienza, destino e responsabilità individuale.
Attraverso la vicenda di Angelo, uomo segnato da un’esistenza complessa e da continue sfide interiori, l’autrice esplora la sottile linea che separa luce e ombra, invitando a riflettere sulle scelte che determinano non solo il nostro futuro, ma anche quello delle generazioni che verranno.
Ispirato a una storia vera, il romanzo conduce il lettore in un percorso di introspezione che supera la semplice narrazione per trasformarsi in una riflessione profonda sulla natura delle scelte, sul peso delle esperienze e sulla costruzione dell’identità personale. Al centro della vicenda c’è Angelo, un uomo apparentemente comune, la cui esistenza viene segnata fin dalla nascita da difficoltà, eventi imprevedibili e incontri determinanti.
Nel corso della sua vita, Angelo si trova ad affrontare una complessa ricerca di sé stesso, attraversando le molteplici sfumature dell’animo umano. Le circostanze lo porteranno a incarnare, alternativamente, il ruolo del giusto e quello del colpevole, dimostrando come il confine tra virtù e fragilità sia spesso più sottile di quanto si possa immaginare.
Con uno stile narrativo diretto e profondamente introspettivo, Claudia Giuliani pone interrogativi destinati a coinvolgere ogni lettore: siamo davvero padroni del nostro destino? Quanto incidono le esperienze sulla formazione del nostro carattere? E soprattutto, fino a che punto possiamo governare le pulsioni che convivono dentro di noi?
Il messaggio che emerge dalle pagine di Gemini è tanto semplice quanto potente: il bene e il male non sono realtà distanti, ma componenti inseparabili della natura umana. La vera sfida consiste nel trovare quell’equilibrio capace di tenere insieme le nostre contraddizioni e orientarle verso una crescita autentica.
Particolarmente significativa è la riflessione che attraversa l’intera opera:
“Siamo gli artefici non solo del nostro destino ma anche di quelli che verranno. Questa è l’eternità, Angelo: il nostro, anche minimo contributo, segna il destino del mondo.”
Una frase che sintetizza il cuore del romanzo e la visione dell’autrice, da sempre attenta a raccontare le storie di quelli che definisce “eroi quotidiani”, persone comuni chiamate a confrontarsi con le sfide della vita e con le responsabilità delle proprie scelte.
Nata a Collazzone, in provincia di Perugia, il 12 novembre 1966, Claudia Giuliani coltiva la passione per la scrittura fin dall’adolescenza. Nel corso della sua carriera ha ottenuto importanti riconoscimenti letterari, tra cui il primo premio al Concorso Letterario di Viareggio con La casa paterna, il Premio Città di Latina con Domina e il Premio Speciale della Giuria Antica Pyrgos per il suo contributo alla valorizzazione della letteratura di genere.
Con 236 pagine, Gemini – Dialoghi tra luci e ombre è disponibile in libreria, nei principali store online e sul sito ufficiale di Pathos Edizioni. Un romanzo che invita a guardarsi dentro e a riconoscere, senza timore, quella complessa dualità che rende ogni essere umano unico e irripetibile.
Scheda del volume
Titolo: Gemini – Dialoghi tra luci e ombre
Autrice: Claudia Giuliani
Editore: Pathos Edizioni
Collana: OROFINO
Pubblicazione: 28 febbraio 2026
Pagine: 236
Prezzo: €16,00
ISBN: 979-1255232780
Claudia Giuliani racconta Gemini – Dialoghi tra luci e ombre: “Dentro ognuno di noi convivono luce e ombra”
Claudia il tuo Gemini affronta il tema della dualità dell’animo umano. Da dove nasce l’esigenza di raccontare questa storia? Nasce dall’osservazione della vita reale. Ho sempre creduto che nessuno sia completamente buono o completamente cattivo. Ognuno di noi vive una continua trattativa interiore tra ciò che vorrebbe essere e ciò che le circostanze lo portano a diventare. Gemini è nato proprio dal desiderio di esplorare questo territorio complesso, fatto di fragilità, scelte e conseguenze.
Il romanzo è ispirato a una storia vera. Quanto è stato emotivamente coinvolgente trasformare una vicenda reale in letteratura? Molto. Quando si lavora su esperienze realmente vissute si avverte una responsabilità particolare. Non volevo limitarmi a raccontare dei fatti, ma coglierne il significato più profondo. La scrittura mi ha permesso di andare oltre la cronaca degli eventi per indagare l’anima dei personaggi e le ragioni che si nascondono dietro ogni scelta.
Angelo, il protagonista, si trova spesso sospeso tra bene e male. È un personaggio che rappresenta tutti noi? Assolutamente sì. Angelo è un uomo comune e proprio per questo universale. Le sue paure, i suoi errori, i suoi desideri e le sue contraddizioni appartengono a ciascuno di noi. Credo che il lettore possa riconoscersi in lui perché nessuno attraversa la vita senza dover affrontare conflitti interiori.
Nel libro emerge una domanda centrale: siamo davvero liberi di scegliere chi diventare? È una delle questioni che più mi affascinano. Le nostre decisioni sono influenzate dall’educazione, dagli incontri, dalle ferite e dalle opportunità che incontriamo lungo il cammino. Tuttavia credo che esista sempre uno spazio di libertà personale. Piccolo, a volte difficile da individuare, ma fondamentale. È lì che si gioca la nostra vera responsabilità.
Il titolo Gemini richiama immediatamente il concetto del doppio. Quale significato racchiude? Il titolo rappresenta le due anime che convivono dentro ogni essere umano. Non parlo soltanto di bene e male, ma anche di coraggio e paura, razionalità e istinto, forza e vulnerabilità. Gemini è il simbolo di una convivenza inevitabile tra opposti che, invece di annullarsi, definiscono la nostra identità.
Nel romanzo non sembra esserci un giudizio definitivo sui personaggi. È una scelta voluta? Sì. La letteratura, secondo me, non deve emettere sentenze ma stimolare domande. Mi interessa comprendere le persone più che giudicarle. Dietro ogni comportamento esiste una storia che merita di essere ascoltata. Questo non significa giustificare tutto, ma cercare di capire la complessità dell’essere umano.
C’è una frase del libro che considera il cuore dell’intera opera? Senza dubbio quella che recita: “Siamo gli artefici non solo del nostro destino ma anche di quelli che verranno.” In quelle parole c’è il senso della responsabilità individuale. Ogni nostra scelta produce effetti che vanno oltre noi stessi e spesso incidono sulla vita degli altri più di quanto immaginiamo.
Lei definisce spesso i suoi protagonisti “eroi quotidiani”. Chi sono gli eroi di oggi? Sono le persone comuni che affrontano le sfide della vita con dignità e perseveranza. Non servono imprese straordinarie per essere eroi. A volte il vero coraggio consiste nel rialzarsi dopo una caduta, nel prendersi cura di qualcuno o nel continuare a credere nel bene nonostante le difficoltà.
Dopo tanti premi e riconoscimenti letterari, cosa rappresenta oggi per lei la scrittura? La scrittura è prima di tutto uno strumento di conoscenza. Mi aiuta a comprendere il mondo e me stessa. I premi fanno piacere e sono motivo di gratitudine, ma la soddisfazione più grande resta quella di riuscire a emozionare un lettore o spingerlo a riflettere su qualcosa che prima non aveva considerato.
Se dovesse rivolgere un invito a chi sta per aprire Gemini, cosa direbbe? Direi di affrontare la lettura senza cercare risposte immediate. Vorrei che ogni lettore si concedesse il tempo di ascoltare ciò che il romanzo può risvegliare dentro di sé. Gemini non parla soltanto di Angelo: parla di tutti noi. E forse, arrivati all’ultima pagina, la domanda più importante non sarà chi è il protagonista, ma chi siamo davvero noi.
‘Le luci e le ombre non sono nemiche. Sono parti della stessa storia. La maturità non consiste nell’eliminare una delle due, ma nell’imparare a riconoscerle, comprenderle e trovare l’equilibrio che ci rende autenticamente umani ‘
Claudia Giuliani
Durante la scrittura di Gemini, si è identificata maggiormente con Angelo o con Lucifero? Con entrambi. Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti del romanzo. Mentre scrivevo, mi sono sentita a volte Angelo, con le sue fragilità, i suoi dubbi e la sua ricerca continua di un equilibrio. Altre volte mi sono sentita Lucifero, la voce che provoca, che mette in discussione le certezze, che rappresenta quella parte oscura che tutti possediamo. Credo che ogni essere umano abbia dentro di sé entrambe queste energie. La vera sfida è imparare a conoscerle senza lasciarsene dominare.
Se dovesse racchiudere Gemini in una sola parola, quale sceglierebbe? Senza esitazione direi: emozione. Perché questo libro è nato da emozioni vere e desidera arrivare alle emozioni del lettore. C’è dolore, speranza, rabbia, amore, paura, coraggio. Tutto ciò che accade ai personaggi passa attraverso il filtro delle emozioni. È proprio lì che, secondo me, si nasconde la verità delle persone.
Quanto c’è di reale nei personaggi e nelle vicende raccontate? Molto più di quanto si possa immaginare. I nomi, naturalmente, sono stati modificati e inventati per esigenze narrative e per rispetto della privacy delle persone coinvolte. Ma le storie, le dinamiche umane, le emozioni e molti degli eventi che hanno ispirato il romanzo sono autentici. Questo è uno degli elementi che rende Gemini particolarmente vicino alla vita reale.
Ha mai avuto timore di raccontare una storia ispirata a fatti veri? Più che timore, ho sentito una forte responsabilità. Quando si scrive una storia che affonda le radici nella realtà bisogna trattarla con rispetto. Il mio obiettivo non era raccontare dei fatti in modo documentaristico, ma restituire la profondità umana che si nasconde dietro ogni esperienza vissuta.
Quanto tempo ha richiesto la stesura di Gemini? Sorprendentemente poco. Dalla prima pagina fino alla parola “fine” sono trascorsi circa quattro mesi. È stato uno di quei libri che sembrano già esistere dentro di te e aspettano soltanto il momento giusto per essere scritti. Naturalmente c’è stato poi il lavoro di revisione, ma la fase creativa è stata intensa e molto veloce.
Quattro mesi sono un tempo relativamente breve per un romanzo così articolato. Come lo spiega? Credo che la risposta sia nell’urgenza emotiva. Alcune storie chiedono tempo per maturare, altre invece premono per essere raccontate. Gemini appartiene alla seconda categoria. I personaggi vivevano già dentro di me e avevano una voce molto chiara. Mi sono limitata ad ascoltarli e a seguirli nel loro percorso.
Lucifero nel romanzo è una presenza che incuriosisce molto il lettore. Che cosa rappresenta realmente? Non rappresenta soltanto il male, come si potrebbe pensare. È la voce del dubbio, della tentazione, della ribellione, ma anche della riflessione. È quella parte della nostra coscienza che ci costringe a guardare dove non vorremmo guardare. Senza Lucifero, Angelo non potrebbe comprendere davvero sé stesso. In fondo, spesso sono proprio le nostre ombre a insegnarci qualcosa sulla luce.
Cosa vorrebbe che il lettore portasse con sé dopo aver chiuso l’ultima pagina? Vorrei che si portasse via una domanda e un’emozione. La domanda riguarda sé stesso: “Chi sono davvero?”. L’emozione, invece, è quella sensazione che nasce quando comprendiamo che nessuno è soltanto una cosa. Siamo tutti un intreccio di fragilità, forza, errori e possibilità. E forse è proprio questa complessità a renderci umani.
Quanto è importante l’empatia nella sua scrittura? È fondamentale. Non potrei scrivere un personaggio senza entrare profondamente nelle sue emozioni. Per questo motivo mi sono sentita sia Angelo sia Lucifero. Uno scrittore non può limitarsi ad osservare i propri personaggi dall’esterno; deve viverli, comprenderli e, in qualche modo, amarli anche quando sbagliano.
Se dovesse definire Gemini con una frase che ne riassuma l’essenza, quale sceglierebbe? Direi: “Un viaggio nelle profondità dell’animo umano, dove ogni luce genera un’ombra e ogni ombra può insegnarci a cercare la luce.” È questo il cuore del romanzo e il messaggio che ho voluto affidare ai miei lettori.
Claudia Giuliani: «Scrivendo Gemini mi sono sentita sia Angelo che Lucifero», C.G.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.
