sabato, 13 aprile 2024 Ultimo aggiornamento il 13 aprile 2024 alle ore 14:05

Aeroporto, si punta al pareggio di bilancio nel 2018 e a nuove tratte

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

A fare il punto sullo stato dello scalo sono stati oggi i vertici di Sase: "A fine marzo arriverà in Umbria una delegazione di 30 grandi tour operator russi per verificare la possibilità di attivare un collegamento aereo".

 
Regione Umbria.  A fine 2016 Si è ridotto del 50% il debito di Sase, la società che gestisce l’aeroporto regionale “San Francesco d’Assisi”. E ora si punterà al pareggio di bilancio, da raggiungere nel corso del 2018. Ad illustrare i dati sono stati il presidente Ernesto Cesaretti e il direttore Piervittorio Farabbi, nel corso dell’audizione convocata dalla prima e dalla seconda commissione consiliare per fare il punto sulle iniziative in programma per potenziare lo scalo. “I soci principali – ha detto Cesaretti – sono Camera di Commercio di Perugia, Sviluppumbria, Comune di Perugia, Confindustria Umbria, Comuni di Assisi e Ance Umbria. Regione Umbria, Fondazione e Camera di Commercio hanno preso l’impegno di versare complessivamente 3 milioni all’anno per 3 anni. Se ciò avverrà potranno essere intraprese importanti iniziative di potenziamento dello scalo regionale, contando anche sul momento di difficoltà economiche e strutturali che stanno vivendo altri piccoli aeroporti del centro Italia, come Viterbo, Ciampino, Ancona e Rimini. Se avessimo avuto collegamenti rapidi con Roma avremmo molto probabilmente beneficiato di questa situazione in termini di incremento dei transiti”.

I dati aggiornati e i piani di investimento della Sase per il “San Francesco” verranno presentati il 22 febbraio, quando verrà approvato il bilancio 2017. “La crescita dell’aeroporto – spiega Cesaretti – richiede una certa stabilità dal punto di vista finanziario ed un velivolo con base a Perugia, condizione che potrebbe crearsi grazie all’accordo che stiamo costruendo con una compagnia aerea. Ciò consentirebbe di avere collegamenti utili per il turismo religioso, verso Milano, la Calabria, il Nord Africa e la Russia”. A questo proposito, a fine marzo arriverà in Umbria una delegazione di 30 grandi tour operator russi, per verificare la possibilità di attivare un collegamento aereo che porterebbe un flusso turistico stimabile in 70mila arrivi. “Con questi interventi potremmo incrementare il numero dei passeggeri di circa 200mila unità, puntando ad arrivare a circa 500mila passeggeri. Ciò non porterà probabilmente al pareggio di bilancio, possibile solo con i servizi commerciali dello scalo (ristorazione, negozi, noleggio auto). L’ingresso dei privati nella Sase oggi è difficile visto che i bilanci al momento non sono in positivo. Se questa condizione si realizzerà nel 2017 allora la situazione cambierà, magari creando una filiera di aeroporti regionali su cui attirare investitori. Sarebbe molto utile avere un volo giornaliero tra Perugia e Milano Linate, che permetterebbe una apertura verso un hub internazionale. L’aereo di base a Perugia potrebbe garantire anche quel collegamento”.

Il futuro Il taglio dei voli di Alitalia e Ryanair ha comporto un calo del 19% dei passeggeri ma con l’attivazione di nuovi collegamenti è stato possibile comunque registrare numerosi positivi. “Nel 2016 – ha spiegato Farabbi – il volo verso Londra ha fatto registrare 3mila passeggeri in più del 2015: si tratta di passeggeri che vanno verso la zona del Lago Trasimeno e che quindi non sono stati influenzati dal sisma. Il volo su Tirana è cresciuto in modo sostanzioso, con passeggeri anche da fuori regione. La crescita dell’impegno di RyanAir sullo scalo regionale andrò contrattata quando avremo saldato tutti i conti con loro”. Tre saranno gli elementi prioritari per crescere ulteriormente: attivazione di nuove rotte; piano di investimenti infrastrutturali (diminuzione dei consumi con luci led, ampliamento area passeggeri, spostamento degli spazi commerciali all’interno dell’area di imbarco). “Sul personale impiegato in aeroporto, abbiamo fatto un ottimo uso di ‘Garanzia giovani’, senza usare i voucher, offrendo invece il tirocinio-lavoro a personale che poi abbiamo inserito negli organici con contratti interinali. Sase viene considerata una partecipata pubblica, questo pone dei vincoli sulla selezione e sull’assunzione del personale che formiamo. Il miglioramento dei conti non è legato a tagli dei costi, che sono già stati contenuti: l’aeroporto deve essere aperto sempre, anche se non ci sono voli, in quanto struttura pubblica. I costi fissi dunque non sono comprimibili”.

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