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	<title>Perugia Online &#187; Matteo Pasquinelli</title>
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		<title>&#8220;Guerra e Pace&#8221; incanta il Teatro Morlacchi di Perugia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2021 08:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pasquinelli]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> È andato in scena a Perugia l’ultimo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria &#8220;Guerra e Pace&#8221;, adattamento del regista romano Andrea Baracco dei primi due libri dell’omonimo romanzo di Lev Tolstoj (tradotto egregiamente da Letizia Russo). La grandezza del romanzo è indubbia, tantoché il regista sembra non accontentarsi del classico spazio scenico: così il palco ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> È andato in scena a Perugia l’ultimo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria &#8220;Guerra e Pace&#8221;, adattamento del regista romano Andrea Baracco dei primi due libri dell’omonimo romanzo di Lev Tolstoj (tradotto egregiamente da Letizia Russo).</p>
<p>La grandezza del romanzo è indubbia, tantoché il regista sembra non accontentarsi del classico spazio scenico: così il palco viene esteso ben oltre il limite imposto e s’impadronisce dell’interaplatea. “Il palcoscenico non riesce proprio a contenere tanta maestosità, tanta volontà digrandezza” spiega Andrea Baracco “e allora via tutto, via le quinte, via la platea”.</p>
<p>Gli attori salgono e scendono dal palco e l’intera sala diventa il centro della scena: attraverso una scenografia essenziale, lo spazio scenico ha la capacità di diventare il campo di battaglia di Austerlitz e, con la stessa facilità immaginativa, una lussuosissima sala da ballo in una serata mondana della San Pietroburgo dei primi anni del XIX secolo.</p>
<p>Il minimalismo scenografico viene però maestosamente colmato da un cast di prim’ordine. Tra gli attori &#8211; che gravitano intorno alla scena senza mai sfiorarsi &#8211; spiccano Stefano Fresi, che veste il ruolo centrale di Pierre Bezuchov, Dario Cantarelli, che interpreta sia Nikolaj Bolkonskijche Vassilij Kuragin, Emiliano Masala è Andrej Bolkonskij mentre la figlia d’arte Lucia Lavia, con un’interpretazione di altissimo livello, veste i panni di Natasha Rostov.</p>
<p>Sullo sfondo delle vicende e le passioni dei personaggi c’è la Storia (con la “s” maiuscola): lo scontro tra la tradizione, la Russia dell’ancién regime, ed il progresso, figlio dei nuovi ideali illuministici, sancito dall’arrivo in Russia di Napoleone e dal suo impetuoso ed inarrestabile cammino di morte (magistralmente messi in scena in uno dei momenti maggiormente simbolici, quello della battaglia di Austerlitz).</p>
<p>Questo incontro/scontro tra opposti (simboleggiato dal titolo dell’opera) è il fulcro dell’interospettacolo. L’amore e l’odio sono le trame che s’intessono inesorabilmente nella vita coniugale di Andrej e Lise; “Guerra o diplomazia?” è una delle domande che si pone incessantementePierre nel corso dell’opera; onore o salvezza sono le sole alternative offerte ai soldati sul campo della grande disfatta Russa. Ma ogni termine è il presupposto attraverso il quale sifonda l’esistenza della rispettiva opposizione.</p>
<p>La condicio sine qua non della pace, naturalmente, deve essere la guerra: “senza l’esperienza vissuta degli opposti, non ci può essere l’esperienza della totalità.” (Ernst Jùnger). Il processo di sintesi si fonda senz’altro sullo scontro e sul contrasto, ma ciò non può chegenerarne “l’armonia più bella” (Eraclito). E la dialettica degli opposti, la sottotrama dellospettacolo, rinnova l’animo dello spettatore sottoforma di catarsi liberatoria. Ed il teatro, luogo prediletto della catarsi, non può che essere compiaciuto di questo grande spettacolo.</p>
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		<title>Black History – Perugia si tinge di nero</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 15:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Pasquinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[donatone]]></category>
		<category><![CDATA[Jazz]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si parte dal lontano 1789 con l’ammutinamento del Bounty – primo grande tentativo di bloccare il dilagare dell’inarrestabile “Money Jungle” (che avrebbe inesorabilmente invaso l’intero continente americano) – e si arriva fino al soul degli anni ’60 passando per gli Staple Singers, i Bessie Smith, Billie Holiday, Nina Simone, Arerha Franklin, Ornette Coleman fino a toccare le influenze con la ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Si parte dal lontano 1789 con l’ammutinamento del Bounty – primo grande tentativo di bloccare il dilagare dell’inarrestabile “<em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6CuMgLM558s">Money Jungle</a></em>” (che avrebbe inesorabilmente invaso l’intero continente americano) – e si arriva fino al <em>soul</em> degli anni ’60 passando per gli <b><i>Staple Singers</i></b>, i <b><i>Bessie Smith, Billie Holiday, Nina Simone, Arerha Franklin, Ornette Coleman</i></b> fino a toccare le influenze con la musica bianca che passano da <b><i>Randy Newman </i></b>fino ai <b><i>Procol Harum</i></b>.</p>
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<p>A fare da cornice narrativa all’intenso viaggio ricco di emozioni c’è un vecchio locale demodé – attraverso il quale sono passate le più grandi voci del Jazz mondiale – ormai diretto verso l’inesorabile fallimento. I due personaggi principali sono il vecchio barman proprietario del locale ed un giovane prete entrato per caso nel bar, i quali non fanno altro che discutere riguardo la paternità della grande musica afro-americana: nasce nelle chiese, con il <em>gospel</em>, oppure sulla strada, da dove provengono la stragrande maggioranza degli interpreti di questo genere musicale? La risposta non è chiara ma le parole urlate da tutte le grandi voci della <em>black music</em> sono le stesse e invocano all’unisono un estremo desiderio di libertà.</p>
<p>Sul palco, oltre all’indiscusso protagonista <strong>Mario Donatone</strong> (tra i più apprezzati pianisti e cantanti di <em>blues</em> e <em>soul</em> in Italia) vi sono la <em><b>World Spirit Orchesta</b></em>, orchestra di voci e strumenti nata alla Casa del Jazz di Roma nel 2011, il <em><b>Trasimeno Gospel Choir</b></em> e il <em><b>Varcobianco Ensemble</b></em>.</p>
<p>Uno spettacolo che unisce teatro e musica, esplosivo e ricco di emozioni e che riesce persino a far breccia nel cuore di Perugia, la città simbolo del Jazz Italiano.</p>
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