Di fronte a un danno stimato di 28 miliardi di euro, l’edilizia dell’Appennino centrale risponde in maniera efficiente. Tra le città di Perugia e Bologna, il SAIE Lab, istituto di laboratori tecnici itinerante, diventa centrale.
Un’Italia che non si ferma neanche di fronte ad una ferita così profonda come quella lasciata dal sisma del 2016 e 2017, con ben 138 Comuni e 28 miliardi di euro da ripristinare, è stata trasformata nella più grande opera di ricostruzione degli ultimi tempi.
In occasione della giornata del 22 aprile 2026, Perugia è protagonista della Tappa SAIE Lab | On Tour di Perugia, dedicata al tema della ricostruzione e del restauro del patrimonio storico.
Non si tratta solo di una questione di cemento, calce e operai, ma di fiducia economica. Secondo l’ultimo Osservatorio SAIE, realizzato con la collaborazione di Nomisma, la filiera del centro Italia, che conta quasi 150mila imprese tra Lazio, Toscana, Marche e Umbria, gode di ottima salute. Nonostante le fisiologiche preoccupazioni per il futuro che toccano tre imprese su dieci, il clima generale verte per un netto ottimismo: il 61% delle aziende prevede un aumento del fatturato entro la fine del 2026.
A spingere il comparto è un “portafoglio ordini” solido, giudicato finanziariamente sostenibile da due aziende su tre. Una vitalità che si traduce immediatamente in occupazione, poiché la maggior parte delle imprese è pronta a nuove assunzioni nel prossimo trimestre.
La sfida, però, è trovare persona specializzata. La carenza di personale qualificato è il vero problema, si cercano disperatamente operai altamente specializzati, seguiti da ingegneri e operai non specializzati. La ricerca di queste figure sta però diventando sempre più difficile per le aziende, sia a livello nazionale, sia a livello regionale.
Il tema centrale della tappa a Perugia dei laboratori itineranti, dedicata al tema: “Ricostruzione: restauro, patologie edilizie, efficientamento del patrimonio storico” moderata dall’ingegnere Andrea Dari, l’attuale Direttore di Ingenio; è stato dedicato al delicato equilibrio tra tutti questi aspetti. Un “know-how” tecnico che, come viene sottolineato dal Direttore Generale di SAIE Emilio Bianchi, è diventato “piattaforma permanente di riferimento per l’intera filiera delle costruzioni”.
C’è però una sfida culturale che rimane ancora aperta: il rapporto con le direttive europee. Se da un lato il 79% delle imprese ignora i dettagli del Piano Europeo per l’edilizia abitativa, circa il 57% di loro, che, al contrario, lo conoscono, si dichiarano preparate a far fronte alle richieste del Piano Casa. Più di un terzo degli intervistati ritiene i prodotti italiani superiori a quelli dei competitor europei, con un 14% che rivendica con orgoglio la leadership italiana nel settore.
Il viaggio SAIE Lab però non finisce a Perugia, la quale è solo il secondo dei quattro appuntamenti previsti da SAIE Lab, che nei prossimi mesi farà tappa a Brescia e Genova, portando in giro per l’Italia il dibattito su innovazione e sostenibilità. Tutti i risultati emersi dai vari incontri locali verranno presentati ufficialmente a livello nazionale durante il SAIE Bologna 2026.
Dopo i numeri da record nel 2024, con la partecipazione di oltre 40.000 visitatori e 560 aziende in esposizione, il SAIE torna a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2026. L’evento conferma la sua formula vincente basata sull’alternanza annuale tra i poli fieristici di Bari e Bologna. La manifestazione si articola in quattro settori: Progettazione, Edilizia, Impianti e Servizi e Media, coprendo ogni aspetto dell’ecosistema delle costruzioni; offrendo poi un’esperienza completa tra aree dimostrative, masterclass e quattro percorsi strategici che spaziano dalla sostenibilità e infrastrutture fino alla centralità delle persone e all’innovazione digitale.
Un impegno, quello del SAIE Lab | On Tour che riguarda non solo la condivisione di informazioni fondamentali e percorsi di crescita e sviluppo per le aziende, ma anche un impegno sul piano sociale e culturale, per permettere una reale e maggiore comprensione di quelle che sono le immense opere di ricostruzione che hanno caratterizzato il nostro territorio a causa dell’enorme catastrofe che ha portato con sé il terremoto.
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