martedì, 23 ottobre 2018 Ultimo aggiornamento il 14 ottobre 2018 alle ore 22:41

Il teatro della comunicazione? La classe

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Si è conclusa la giornata di studio finale presso il Convitto di Assisi ‘Principe di Napoli’. Gli interventi dei docenti Lombardi, Antonini, presidente di A.N.I.L.S. Umbria, e Terzuoli hanno ruotato attorno alla didattica insita nel teatro.

 
Il teatro della comunicazione? La classe
Perugia.  Quando è la classe ad essere il teatro della comunicazione. Si è conclusa la giornata di studio finale del corso di formazione ‘La classe teatro della comunicazione’, presso il Convitto di Assisi ‘Principe di Napoli’. ‘Dal testo al palcoscenico… Costruire testi teatrali’: uno stage teatrale rivolto a docenti delle scuole medie superiori che si sono ‘seduti’ ad una tavola rotonda per discutere di tematiche quali la formazione attraverso il teatro, le esperienze laboratoriali connesse, e sulla ‘lezione come luogo di comunicazione teatrale’. Hanno partecipato, in qualità di relatori, il professor Marco Lombardi dell’Università degli Studi di Firenze, la professoressa Ancilla Maria Antonini, presidente dell’A.N.I.L.S. Umbria e docente di Lingua e cultura spagnola presso il Liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia e la professoressa Eliana Terzuoli, tutor formatore e vice-presidente A.N.I.L.S. Firenze, che hanno dibattuto su quanto realizzato nell’alveo del percorso formativo.

Partendo da due modelli di suggestione critica, propugnati dal professor Froeppel, alter ego dello scrittore e poeta Tardieu, e del professor Philippe, alter ego di Ionesco, il professor Lombardi ha focalizzato la sua attenzione sul tema della coscienza pedagogica che si sviluppa nel fare teatro: docente e studente sono, insieme, attori e protagonisti,  e trasformano il testo scritto. Il testo, quindi, è vissuto anche nella sfera emotiva, emozionale. Quanto appreso durante questa piacevole esperienza viene automaticamente trattenuto, ha spiegato il professor Lombardi, nella memoria a lungo termine. I testi di Tardieu e di Ionesco servono ad agevolare questa coscienza, non con la riflessione teorica, ma con l’esercizio della parola che va interpretata, e che, come ha affermato Lombardi in Prospettive della francesistica nel nuovo assetto della didattica universitaria (in Atti del Convegno Internazionale a cura di Gabriella Fabbricino Trivellini, Napoli-Pozzuoli 13/14 Ottobre 2000), “serve loro a elaborare coscientemente e a proporre modelli linguistici e culturali diversi da quelli che la doxa scolastica impone ad ogni livello”.

Alla professoressa Ancilla Maria Antonini è spettata una sintesi del lavoro di formazione svolto in questi tre anni, sottolineando l’importanza, non solo per l’A.N.I.L.S. Umbria, ma anche per la scuola, del valore aggiunto della didattica teatrale. Partendo dall’esperienza realizzata per il terzo anno consecutivo con una sua classe, Antonini ha sottolineato come la didattica teatrale possa dare risposte alle sfide lanciate dal mondo attuale. Se si considera che nella realtà contemporanea il mondo del sapere, delle conoscenze e, conseguentemente, delle strategie didattiche va sempre più assumendo un aspetto liquido, si capisce come sia, invece, necessario un modello educativo integrato. La didattica teatrale permette ampia possibilità di realizzazione di tutto questo: nell’esperienza teatrale, accanto all’elemento ludico della finzione, si sviluppa, contemporaneamente, anche la componente cognitiva, coinvolgendo in maniera globale il processo di educazione integrale della persona. Il teatro è il luogo in cui si impara facendo, creando, ed è il luogo che dà all’esperienza le dimensioni della ricerca. E della conoscenza del testo nella sua totalità, non solo con l’intelletto – come invece sarebbe avvenuto in classe con lo studio tradizionale -, ma anche e soprattutto con il corpo, coinvolgendo in maniera totale e integrale la persona tutta.

 

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