Un evento che non si limita alla celebrazione, ma che si impone come spazio di riflessione sul ruolo dei media nella costruzione del pensiero collettivo, in un’epoca in cui la velocità delle notizie rischia spesso di superare la loro comprensione.
Tra i protagonisti della serata è stata premiata la giornalista, scrittrice e comunicatrice Ilaria Solazzo, riconosciuta per il suo contributo alla comunicazione contemporanea 5.0, intesa come capacità di unire linguaggi differenti senza perdere profondità, rigore e responsabilità narrativa.
L’iniziativa, ideata da Alessandro Scarnecchia, direttore di Terza Pagina Magazine, ha riunito istituzioni, professionisti dell’informazione e protagonisti della cultura italiana, delineando un confronto alto sul valore etico e culturale della comunicazione.
Un riconoscimento che parla al futuro dell’informazione
Il premio attribuito a Ilaria Solazzo assume un significato che va oltre il valore individuale, inserendosi in un contesto mediatico in continua trasformazione, dove la comunicazione è sempre più costruzione di senso e meno semplice trasmissione di contenuti.
La motivazione del riconoscimento evidenzia la sua capacità di attraversare linguaggi diversi mantenendo una coerenza rara: quella di una narrazione che non rincorre l’effimero, ma si concentra sulla sostanza del racconto.
Il valore istituzionale e culturale dell’evento
La presenza della Presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, ha conferito ulteriore rilievo istituzionale alla cerimonia, rafforzando il dialogo tra mondo delle istituzioni e mondo dell’informazione.
Il Premio “Voci e Visioni” si conferma come spazio culturale di alto profilo, in cui linguaggi differenti si incontrano per generare una riflessione condivisa sul presente.
- Ilaria Solazzo, foto di Francesco Lacorte
- Ilaria Solazzo, foto di Francesco Lacorte
L’intervista
Perugiaonline l’ha intercettata per coglierne alcune battute.
Dottoressa Solazzo, cosa rappresenta per lei questo premio? “E’ un riconoscimento che va oltre la dimensione personale. Riceverlo in un luogo così simbolico significa essere richiamati a una responsabilità più ampia: quella di dare valore alle parole e non banalizzare mai le storie”.
Qual è oggi la sfida principale della comunicazione? “Mantenere coerenza in un sistema frammentato. Non è il linguaggio a fare la differenza, ma la direzione etica del racconto”.
Viviamo nel tempo della velocità: la qualità è ancora possibile? “Sì, ma richiede una scelta precisa: rallentare quando serve. La qualità oggi è una forma di resistenza culturale”.
Che cosa significa comunicare per Lei? “Significa creare connessioni di senso. Ogni parola costruisce percezioni e quindi responsabilità”.
Che immagine ha della società contemporanea? “Una società sospesa tra visibilità e autenticità. Due forze che convivono in equilibrio instabile”.
Che ruolo hanno i valori nella comunicazione? “Sono fondamentali. Senza valori la comunicazione perde la sua funzione e diventa rumore”.
Che messaggio darebbe ai giovani diplomandi? “Di non avere fretta. La credibilità si costruisce nel tempo”.
Tra i premiati della serata figurano anche due giovani umbri, Giacomo Innocenzi e Linda Lucidi, a Lei legati da un rapporto di amicizia e stima professionale: che valore assume per Lei questo momento condiviso? “Assume un valore profondamente umano prima ancora che professionale. Vedere riconosciuto il percorso di persone a cui sono legata da stima autentica ed amicizia sincera è motivo di gioia e orgoglio. La comunicazione, quando è vera, non è mai un percorso solitario, ma una rete di relazioni e crescita reciproca”.
In che modo la loro presenza tra i premiati ha raccontato e racconta anche una dimensione generazionale della comunicazione contemporanea? “Racconta una comunicazione che si sta rinnovando attraverso sensibilità diverse, ma complementari. Giacomo Innocenzi e Linda Lucidi rappresentano due voci differenti, capaci di interpretare il presente con autenticità e visione. È un segnale importante per il futuro del settore”.
Possiamo dire che questo riconoscimento condiviso rafforzi l’idea di una “comunità culturale” più che di singoli percorsi individuali? “Assolutamente sì. La comunicazione oggi è sempre più un ecosistema. Non esistono percorsi isolati, ma intrecci di esperienze, confronto e crescita reciproca. Questo premio, in questo senso, è anche la fotografia di una comunità che si riconosce nei valori della qualità e della responsabilità”.
Il Premio “Voci e Visioni” si conferma così non solo come riconoscimento, ma come spazio di riflessione sulla comunicazione contemporanea. Il dialogo con Ilaria restituisce un esempio di intervista di alto profilo, in cui la parola diventa strumento di consapevolezza e pensiero.
Un racconto – quello della Solazzo – che unisce informazione, cultura e umanità, valorizzando non solo i protagonisti del premio, ma il significato stesso della comunicazione come bene condiviso.
In un tempo dominato dalla velocità e dalla sovrabbondanza di contenuti, questo tipo di narrazione rappresenta un invito alla riflessione e alla qualità del pensiero.
Un riconoscimento che non riguarda solo i protagonisti, ma anche il valore stesso della comunicazione quando viene esercitata con responsabilità, profondità e visione.
Perugia Online Scomoda, Libera, Indipendente.



