venerdì, 9 dicembre 2022 Ultimo aggiornamento il 28 novembre 2022 alle ore 01:03

La Prima Repubblica su Facebook tra nostalgia e ironia

Intervista ai due amministratori della pagina Preposterous Prima Repubblica Memes, rappresentanti di un'ondata spontanea che sta conquistando sempre più seguito nei social.

 
La Prima Repubblica su Facebook tra nostalgia e ironia
Negli ultimi tempi, spulciando sui social, non sono il solo ad aver notato un’attenzione crescente e quasi morbosa per quel periodo della storia politica italiana denominato Prima Repubblica – cioè il sistema politico nazionale post-guerra e pre-Tangentopoli. Pagine come Prendi la vita con più AndreottiSocialisti GaudentiUna foto diversa della Prima RepubblicaOgni giorno. assommano decine di migliaia di like e centinaia di retweet, mostrando strani accostamenti tra gli storici leader democristiani, socialisti, comunisti ecc. e il tipico linguaggio internettiano moderno. Tutto ciò appare ancora più bizzarro visto che con tutta evidenza queste pagine sono gestite da giovani, gente nata a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta che non ha avuto modo di vivere in prima persona il periodo in esame. Il caso ha voluto che incontrassi uno di loro, un ragazzo romano che vive tra Perugia e l’Emilia-Romagna, co-autore della ruggente pagina Preposterous Prima Repubblica Memes (tradotto: “Meme assurdi sulla Prima Repubblica), che conta al momento 3826 mi piace (ma è in costante crescita) ed è visibile al link https://www.facebook.com/Preposterous-Prima-Repubblica-Memes-783649281780417/. Ho intrapreso una conversazione con lui e con il suo “socio” (un coetaneo abruzzese, che vive a Roma), ponendo loro qualche domanda su questa bizzarra passione. Entrambi hanno preferito mantenere l’anonimato “per creare suspance tra i fan”, perciò saranno di seguito identificati come Admin 1 e Admin 2.

Ciao. Come è nata l’idea e quando avete deciso di metterla in pratica?

Admin 1) Tutto inizia l’anno scorso, chattando con Admin 2, un appassionato di politica come me. Faccio grafica per svago e all’epoca stavo mettendo mano su alcune vecchie foto della Prima Repubblica. Venne fuori il discorso degli internet meme (immagini divertenti che diventano virali su internet per via della loro declinazione spiritosa o satirica) e di come ci fosse poco materiale riguardante quel periodo storico. Così decidemmo di produrlo noi.

Admin 2) Precisamente Admin 1 mi aveva chiesto se esistesse qualche pagina Facebook di meme che trattasse di politica italiana. Io gliene dissi qualcuna… A quel punto Admin 1 mi mostrò la sua creazione: “When bae says Craxi was un criminale”. Mi chiese se esistessero pagine con contenuti del genere. Gli risposi di no, e così è nata la pagina.

Fatto sta che da un po’ di tempo a questa parte le pagine satiriche dedicate alla Prima Repubblica si sprecano…

Admin 1) È vero: proprio grazie ad altre pagine Facebook dedicate allo humor politico ma anche a serie TV e programmi incentrati sull’argomento la Prima Repubblica è tornata in auge tra coloro che non l’hanno mai vissuta.

Admin 2) Credo che ciò sia dovuto alla scoperta e quindi alla rivalutazione di un periodo politico molto differente da quello attuale, che attrae e stupisce tanto per motivi genuini quanto per pura ironia. La Prima Repubblica è stato un periodo di glorie e miserie, talmente complesso che chiunque può rimanerne affascinato, purché sia interessato alla politica o perlomeno alla storia italiana. È la storia di un paese che esce distrutto dalla Seconda Guerra Mondiale e grazie alla democrazia diviene la quinta potenza industriale, ma anche del mitico manuale Cencelli, dei viaggi a Washington di De Gasperi e di quelli a Mosca di Togliatti; del più grande partito comunista dell’Occidente e della DC che vince ogni elezione; è la storia delle masse popolari che scoprono e partecipano alla democrazia e degli straordinari leader che le hanno guidate, ma anche dei complotti, del terrorismo, di Gladio e del Piano Solo; di un sistema politico stabile e lento a cambiare, di governi che cadono in continuazione, nominati e sfiduciati quasi sempre degli stessi partiti; è la storia di una mobilità sociale che oggi abbiamo perso, dell’inflazione che minaccia i salari; di un Paese che non aveva una politica estera: ne aveva tre. Insomma, la Prima Repubblica è una vera figata, altro che House of Cards o Game of Thrones!

 

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Alla luce di ciò, vi definireste dei “nostalgici” della Prima Repubblica?
Admin 1) È difficile da dire. Penso che al di là dei difetti e dei problemi che l’hanno caratterizzata e portata al collasso, la Prima Repubblica sia stata un periodo molto particolare, in cui la politica era ancora considerata una professione – o meglio, una “scienza esatta” – e in cui i partiti avevano non solo una visione del mondo da proporre alle masse, ma anche una cultura politica di riferimento, un “fondamento di valori condivisi”, citando Paolo Cirino Pomicino. Ma non sono un fan della parola “nostalgia”, i nostalgici sono ben altri!
Admin 2) Non credo che “nostalgico” sia la parola giusta. Certo, rimpiango che non ci sia oggi lo stesso atteggiamento  di allora verso la politica: una disciplina seria, che si fa per passione, ma con lucidità, non con i sentimenti. Oggi si naviga a vista e non ci sono ideali che indichino una via da percorrere verso il futuro. Questo è ciò che apprezzo soprattutto della Prima Repubblica. Ma preferisco sperare che questa serietà e questa passione politica possano tornare in auge in futuro, piuttosto che sperare in una macchina del tempo per andare indietro.
Lasciamo da parte la nostalgia dunque. Come elaborate un meme? E da dove viene il gusto per l’uso di altre lingue e per la contaminazione di generi?
Admin 1) La procedura è semplice: apriamo Photoshop, vediamo cosa ci tira fuori Google, e iniziamo a produrre. A volte ci basiamo su dei meme già esistenti, in altri casi lavoriamo su idee nostre. Principalmente l’inglese è la lingua più utilizzata nei meme da cui ci ispiriamo, così come la cultura dei videogiochi e dei manga. È tutto molto immediato!
Admin 2) Normalmente cerchiamo un’immagine o una foto d’epoca particolari e vediamo cosa possiamo aggiungerci per renderla godibile dai nostri follower. In genere ci piace contaminare cose che non c’entrano niente fra loro, ridicolizzare situazioni gravi e drammatizzare quelle leggere: si tratta di una scelta dall’alto potenziale ironico. Poi lasciamo che sia Photoshop a guidarci. L’inglese è in parte per rendere la pagina godibile anche ad uno straniero, in parte perché spesso è più sintetico come linguaggio.
I vostri meme preferiti (della vostra e/o di altre pagine)?
Admin 1) Dei nostri sono un grande fan della conversazione tra Shrek, Fiona e Ciuchino (dove i tre dichiarano le loro intenzioni di voto, rispettivamente PCI, DC e PSI, ndr) mentre adoro gli aggiornamenti periodici di Una foto diversa della Prima Repubblica. Ogni giorno., anche se non sono proprio dei meme. Una meme page degna di nota, invece, è Sassy Socialist Memes, molto più simile a noi nei modi e nel linguaggio.
Admin 2) Il mio preferito è certamente “I’m not afraid of anything anymore” che ritrae Craxi nel ruolo di Mami Tomoe e Di Pietro in veste della strega Charlotte, dall’anime Puella Magi Madoka Magica: la considero il mio capolavoro personale. Fra le altre pagine, cito Karbopapero900 e Oznerol. In particolare, sulla prima è uscita una seria di immagini di personaggi pubblici italiani, tutti riportanti la falsa citazione di Pertini che gira da anni sui social: “Quando un governo non fa ciò che vuole il popolo, va cacciato via anche con mazze e pietre”. Karbopapero900 l’ha attribuita, nel giro di un giorno, a una serie di personaggi quali Toro Seduto, Donald Trump, Massimo Boldi, Gianroberto Casaleggio e altri.
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Una frase e un avvenimento cult della Prima Repubblica?
Admin 1) Rino Formica, storico dirigente del PSI, diceva: “La politica è sangue e merda”, una frase che mi è sempre rimasta impressa per il significato. Riguardo all’avvenimento invece mi interessano da sempre i fatti della cosiddetta “crisi di Sigonella”, su cui mi piacerebbe si parlasse di più.
Admin 2) La mia frase preferita è di Pietro Nenni: “La politica non si fa coi sentimenti, figuriamoci coi risentimenti”. Per l’avvenimento dico la reazione di Palmiro Togliatti dopo l’attentato subito, quando parlò dal suo letto d’ospedale per calmare gli animi dei comunisti sull’orlo della rivolta armata, mentre il ministro degli Interni Mario Scelba aveva vietato le manifestazioni pubbliche ed era pronto a dichiarare lo stato d’emergenza.
Avete citato Sigonella. Il personaggio che ricorre più spesso sulla pagina è Bettino Craxi: è lui il vostro preferito?
Admin 1) Craxi è un personaggio ricorrente nella nostra pagina (così come lo fu per il paese durante tutti gli anni ’80), ma non so se “preferito” sia la giusta definizione. Da sempre sono un appassionato di Sandro Pertini, ma tante sono le figure di quel periodo che apprezzo per la loro capacità di saper fare politica.
Admin 2) No, ma è comunque uno degli statisti italiani. Quando si tratta di politici preferiti della Prima Repubblica, rimango in dubbio fra Nenni e Togliatti. Il primo, per la sua fede socialista e la sua fedeltà ai lavoratori alla quale non venne mai meno. Il secondo, per il suo ruolo fondamentale in molti punti di snodo della storia italiana, dalla svolta di Salerno alla Costituente, fino all’impegno suo e del partito nel Mezzogiorno.
Un’altra domanda su Craxi vi tocca lo stesso. Qual è la vostra definizione di “clima infame”, un termine ripreso proprio dalle parole dell’ex premier e su cui insistete – non solo voi – moltissimo ultimamente? E poi, come definireste il clima politico attuale?
Admin 1) Il “clima infame” è un’opinione pubblica ossessionata dagli stipendi dei parlamentari e dai costi della politica, mentre una fetta del paese evade le tasse senza ritegno. È un dito che punta la luna, mentre tutti guardano il dito. Il clima politico attuale è il seguente: c’è confusione e sfiducia perché non esiste più una visione politica – cosa che invece sta tornando in altri paesi europei, con un riscontro positivo da parte della popolazione.
Admin 2) Il “clima infame” allora si riferiva alla relazione nefasta fra media e tribunali, relazione che ha messo in secondo piano la comprensione dei fatti e in primo piano la strumentalizzazione delle ipotesi, per dirla con Craxi. Oggi il “clima infame” indica una situazione in cui l’opinione pubblica viene manipolata pesantemente dai media per portare l’attenzione su falsi problemi o per enfatizzarne altri in senso polemico contro qualcuno o qualcosa. Un classico esempio sono certi giornalisti che, se da un lato si lamentano dei politici incapaci, razzisti e populisti, dall’altro sono i primi a diffondere bufale a stampo populistico o xenofobo o a seguire vicende giudiziarie campate per aria che poi spesso si chiudono nell’assoluzione piena dell’imputato. Ma a quel punto i riflettori si sono spenti e la balla che tutti i politici siano ladri viene rafforzata.
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Bene. Ora vi chiedo tre nomi di politici della Prima Repubblica poco noti ma a vostro parere da conoscere.
Admin 1) Rino Formica, del PSI, per la frase che ho detto prima e per le sue lucide analisi sulla Seconda Repubblica; Luciano Lama, storico sindacalista della CGIL e membro del PCI, per le sue valide posizioni politiche in un periodo molto difficile; Giorgio La Pira, sindaco DC di Firenze, che un giorno, invitato a Mosca per una conferenza, ricevette il lasciapassare del Papa, ma non del Ministero!
Admin 2) Emanuele Macaluso. In primo luogo, perché non solo è ancora vivo e lucido, ma è presente su Facebook con la sua pagina EM.MA in corsivo, nella quale compie analisi molto interessanti e rievoca ricordi importanti; Ugo La Malfa, storico leader del PRI, e tra i fondatori del Partito d’Azione durante la Resistenza: a lui si deve l’introduzione di Keynes in Italia e quindi, in un certo senso, la modernizzazione degli anni ’50 e la successiva crescita economica; Lelio Basso, forse il più grande intellettuale socialista di quel periodo, eppure totalmente sconosciuto: a Roma esiste tuttora una fondazione che porta il suo nome, la quale organizza eventi molto interessanti e gestisce una scuola di formazione.
Non avete deluso le mie aspettative. C’è invece un politico della Seconda Repubblica che reputate all’altezza dei grandi nomi della Prima?
Admin 1) Credo che i personaggi che hanno caratterizzato la Prima Repubblica siano “grandi” proprio perché inimitabili, così come il clima politico. Ti faccio un esempio: non sono d’accordo con chi dice che il PD sia come la vecchia DC, semplicemente perché quest’ultima era spinta anche da un forte anticomunismo. Ci sono proprio delle condizioni politiche che non esistono più.
Admin 2) Temo di no, benché ci siano dei politici che rispetto o che considero intellettualmente molto acuti. Forse uno ce n’è: Giorgio Napolitano. Ma, in fondo, è della Prima Repubblica anche lui.
Per finire, quali obiettivi vi proponete di raggiungere con la pagina, in termini di numeri?
Admin 1) Più siamo meglio è, ma per ora non abbiamo nessun obiettivo prefissato: non guadagnandoci nulla pubblichiamo del materiale solo perché ci piace farlo e ci fa piacere che piaccia anche ad altre persone.
Admin 2) Nessun genere di obiettivi, ci fa solo piacere essere seguiti. Al momento il mio unico impegno per la pagina è di sbrigarmi a scaricare nuovamente Photoshop visto che ho cambiato PC!

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