Questo spettacolo non è però un “duello poetico” né parte di una competizione: è semplicemente un’esplorazione emotiva di problemi fin troppo comuni, che inevitabilmente risuona col vissuto di tanti.
Il giovane Moscerino racconta di problemi comunicativi con sua mamma, di problematiche emotive e d’identità, guidando il pubblico lungo un sentiero fatto di parole e dettandone l’andatura con una poesia quasi musicale.
Distorsioni artistiche al limite del surreale e accostamenti di argomenti paradossali (come amore e terrapiattismo, o achei e nutrie) libera la storia dalle catene del reale e l’avvicina al cuore di chi ascolta.
In sintesi, forse “Mia mamma fa il notaio, ma anche il risotto” non è un’esperienza per tutti, ma è indubbiamente pregna di un valore artistico più che degno per chi vuol rifletterci un po’ su.
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