lunedì, 25 ottobre 2021 Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2021 alle ore 16:18

Moschea di Umbertide, la Lega Nord presenta un esposto alla Procura: “Serve chiarezza procedurale e politica”

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

L'atto chiede "l'immediata sospensione dei lavori; il sequestro del cantiere in attesa di controlli urbanistici e di sicurezza; verifiche sull'iter dell'alienazione dei terreni e sulla tracciabilità dei flussi finanziari".

 
Moschea di Umbertide, la Lega Nord presenta un esposto alla Procura: “Serve chiarezza procedurale e politica”
Regione Umbria.   “Sulla moschea di Umbertide vogliamo chiarezza dal punto di vista procedurale e politico”. È quanto hanno chiesto i consiglieri regionali della Lega Nord, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni. Insieme al vice segretario regionale Virginio Caparvi e all’avvocato Francesca Mele, i consiglieri della Lega Nord in Assemblea legislativa dell’Umbria hanno illustrato l’esposto presentato da Valerio Mancini alla Procura della Repubblica di Perugia con il quale si chiede “l’immediata sospensione dei lavori per la realizzazione del centro culturale islamico; il sequestro del cantiere in attesa dei controlli sulla conformità dell’intervento alla normativa urbanistica e a quella di ordine pubblico e sicurezza; verifiche sulla correttezza dell’iter dell’alienazione dei terreni del Comune al centro culturale islamico; indagini sulla tracciabilità dei flussi finanziari per il milione di euro destinati alla realizzazione dell’intervento, così da scongiurare l’ipotesi di infiltrazioni terroristiche”.

Introducendo i lavori Valerio Mancini si è detto “orgoglioso di presentare un lavoro che la Lega sta portando avanti da un anno e mezzo. Adesso la Procura deve chiarire, una volta per tutte, se siamo davanti a procedure edilizie corrette perché quella che si sta realizzando ad Umbertide è una moschea e non un centro culturale. E che si tratta di moschea lo dicono pubblicamente tanto il sindaco Locchi, quanto l’imam di Umbertide. Ma il sindaco di Umbertide ha pubblicamente affermato che in quei lotti non può essere realizzato un luogo di culto perché non consentito dal punto di vista urbanistico: lì si può costruire solo un struttura ricreativo/culturale. Però è evidente che qualche problema c’è se un vero e proprio minareto, alto quasi 13 metri, viene presentato nel progetto come un ‘vano tecnico’. Senza considerare l’enorme cupola moresca e la grandissima sala al piano terra, elementi che rendono poco credibili finalità meramente culturali. Serve trasparenza e confronto con i cittadini, non come fatto fino ad ora dall’Amministrazione di Umbertide, che in silenzio ha sottratto un terreno ad associazioni che svolgevano attività in favore di disabili, anche minori. Serve chiarezza sulle pratiche edilizie del Comune, perché quel terreno non si poteva vendere per fare una moschea. Ma la nostra battaglia non finisce qui: vogliamo che torni in Aula il documento, firmato insieme a Fiorini a gennaio 2016, per una moratoria sulla costruzione di moschee in Umbria fino alla stipula di un trattato tra Stato e religione islamica. L’atto non è stato ancora affrontato: lo porteremo in Assemblea e chiederemo un voto politico. Questo perché serve chiarezza. E serve anche sicurezza dal momento che in Umbria ultimamente sono stati espulsi 8 cittadini magrebini che facevano proselitismo terroristico. E di questo ringraziamo le Forze dell’ordine”.

Emanuele Fiorini ha annunciato che la Lega chiederà “una mappatura precisa e puntuale di tutti i centri islamici in Umbria, e di sapere da chi sono finanziati. Si parla di una quarantina di moschee nel territorio umbro, ma di molti centri non sappiamo neanche l’esistenza. E dietro i centri islamici si nascondono spesso vere e proprie moschee. Noi dobbiamo sapere da chi sono frequentati e da chi sono finanziate”.

 

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