lunedì, 15 luglio 2024 Ultimo aggiornamento il 14 luglio 2024 alle ore 09:37

Omicidio Kercher, 28 anni e mezzo alla Knox, 25 a Sollecito

Daniele Ubaldi

Daniele Ubaldi

Direttore responsabile di Perugia Online.

Nessuno dei due imputati tornerà in carcere in attesa della Cassazione. Confermata la sentenza di primo grado per Sollecito, inasprita di due anni e mezzo per la Knox, cui oltre all'omicidio si è aggiunta la calunnia nei confronti di Lumumba

 
Omicidio Kercher, 28 anni e mezzo alla Knox, 25 a Sollecito
Perugia. Tornano indietro le lancette dell’orologio nell’iter processuale di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati rispettivamente a 28 anni e mezzo e a 25 anni di reclusione per l’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nella notte del 2 novembre 2007. Il quarto capitolo della saga giudiziaria che vede protagonisti i due ex fidanzatini riporta il tempo indietro fino al giudizio di primo grado, quando la Knox e Sollecito erano stati condannati a 26 e 25 anni di reclusione, prima della clamorosa sentenza di assoluzione pronunciata dalla Corte d’appello di Perugia, sentenza poi annullata dalla Cassazione che ha decretato il doversi procedere ad un processo d’appello bis, quello appunto conclusosi questa sera. La sentenza della Corte di Firenze, presieduta dal giudice Alessandro Nencini, è giunta dopo oltre 12 ore di camera di consiglio. Annunciata inizialmente alle 17, la lettura del dispositivo è prima slittata alle 20, poi alle 21 e infine alle 21.50.

In merito alle richieste di misure cautelari avanzate dal pubblico ministero Alessandro Crini, la Corte di Firenze ha stabilito di ritirare a Raffaele Sollecito il passaporto e gli altri documenti validi per l’espatrio, avendo il giovane più volte trascorso dei soggiorni in Paesi stranieri che non hanno accordi giudiziari con l’Italia, e dai quali sarebbe pertanto difficile ottenere l’estradizione in caso di condanna definitiva in Cassazione. Riguardo la Knox, invece, trovandosi la giovane nel suo Paese di residenza, gli Stati Uniti, in forza di una sentenza di assoluzione in secondo grado – poi annullata dalla Cassazione –, i giudici non hanno ritenuto necessario erogare alcuna misura cautelare: ufficialmente perché “non sussiste oggettivamente il pericolo di fuga dal territorio nazionale”, mentre in realtà appare evidente come sarebbe a dir poco difficile far rispettare ad una cittadina americana una misura cautelare emessa da un tribunale italiano. In conclusione, nessuno dei due imputati tornerà in carcere fino alla sentenza definitiva.

Tornando al Tribunale di Firenze, nessuno dei due imputati era presente in aula al momento della lettura della sentenza: come detto, Amanda Knox è rimasta negli Stati Uniti, dove è tornata nel 2011 subito dopo la provvisoria assoluzione, mentre Raffaele Sollecito ha lasciato l’hotel nel quale alloggiava per assistere alla lettura, pare, in casa di alcuni amici fiorentini. I giudici di Firenze, dunque, hanno confermato la sentenza di primo grado per Sollecito, mentre per la Knox la pena è aumentata in quanto all’omicidio si è aggiunta la calunnia nei confronti di Patrick Lumumba.

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Daniele Ubaldi

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