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	<title>Perugia Online &#187; Società</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Luce e gas, attenti ai prezzi</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 09:40:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> E’ soprattutto nei periodi di forti incertezze che c’è chi trova terreno fertile nelle paure dei consumatori, speculandoci sopra per accaparrarsi sempre più ampie fette di mercato. Ma quanto c’è di vero nelle campagne di comunicazione sulle forniture energetiche che stiamo subendo ormai da diverse settimane? Perugiaonline ne ha voluto parlare con l’ingegner Simone Basili, amministratore ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> E’ soprattutto nei periodi di forti incertezze che c’è chi trova terreno fertile nelle paure dei consumatori, speculandoci sopra per accaparrarsi sempre più ampie fette di mercato. Ma quanto c’è di vero nelle campagne di comunicazione sulle forniture energetiche che stiamo subendo ormai da diverse settimane? Perugiaonline ne ha voluto parlare con l’ingegner Simone Basili, amministratore di Ingi Energia e delegato regionale ASSIUM (Associazione Italiana Utility Manager).</p>
<p><b>Ingegnere, dove sta il confine tra marketing e speculazione? </b>“Difficile stabilirlo con esattezza. Certo è che, almeno nel settore dei mercati energetici, stiamo assistendo a forti azioni di marketing da parte di grandi player energetici, che hanno generato immediatamente panico nei clienti, in ragione soprattutto dei rincari che stanno subendo in bolletta dopo l’estate. Sempre più clienti ci contattano, impauriti dalle tendenziose notizie uscite in televisione sui presunti grandi sconti proposti da Eni, convinti che quella sia l’unica soluzione per fuggire dai rincari che il mercato energetico sta subendo”.</p>
<p><b>E invece non è così? </b>“Certo che non è così. O meglio, ci sembra piuttosto un procurato allarme ed un abuso di posizione dominante, che Eni ed Enel ovviamente hanno sul mercato. Ciò che televisione e giornali sponsorizzano, appare sempre più un’azione di marketing selvaggio, che lede profondamente il libero mercato e genera caos tra la popolazione. Diverse associazioni nazionali, come ad esempio Consumerismo No Profit, si stanno già muovendo per segnalare all’Antitrust la possibile operazione commerciale ingannevole da parte del colosso controllato dallo Stato”.</p>
<p><b>Ma i rialzi degli ultimi tempi sono innegabili. </b>“E nessuno li nega, infatti. Le tensioni internazionali stanno facendo registrare forti rialzi sui mercati energetici ormai da diversi mesi, ma gli strumenti per mitigare gli aumenti esistono e molte aziende li stanno mettendo in atto da tempo”.</p>
<p><b>Per esempio? </b>“Ad esempio soluzioni vantaggiose a prezzo fisso. Non solo grandi player, ma anche piccole e medie aziende ben organizzate, le stanno proponendo già da anni. Nel caso di INGI, abbiamo il CAP sui prezzi dell’energia, ma ci sono anche altre soluzioni con altri gestori. L’importante è che si parli con persone serie”.</p>
<p><b>In che senso? </b>“Quello che da parte nostra è doveroso consigliare ai consumatori è, innanzitutto, di rivolgersi sempre ad un professionista certificato, nello specifico un Utility Manager. Viceversa, rivolgersi ad un broker o ad uno shop di una grande azienda, può farci cadere nella ‘trappola’ della miglior offerta per il consulente, piuttosto che per il consumatore”.</p>
<p><b>Giova ricordare che Ingi ha aderito ad ASSIUM, Associazione Italiana Utility Manager. </b>“Ultimamente abbiamo stretto anche importanti partnership con associazioni di consumatori, riconosciute a livello ministeriale, per garantire la migliore assistenza ai clienti truffati da sedicenti consulenti e venditori senza scrupoli”.</p>
<p><b>Ma insomma, è meglio il prezzo fisso o quello variabile?</b> “Un prezzo indicizzato certamente ci lascia esposti alle variazioni del mercato, ma recepisce immediatamente i ribassi. Il prezzo fisso stabilizza la nostra spesa e ci tutela dai rincari sul breve termine. Purtroppo, però, fissare in regime di prezzi alti non significa spendere di meno, ma solo spostare in avanti la nostra spesa, sebbene ci faccia sentire più tranquilli”.</p>
<p><b>Quindi, in conclusione?</b> “Attenzione alle promesse di facili risparmi, anche se vengono spinte dai media. Rivolgersi sempre ad un professionista e non aver fretta di firmare un contratto: è questa la vera formula per il risparmio e per la tranquillità”.</p>
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		<title>Il &#8220;San Rocco&#8221; di Bartolomeo Caporali entra nel patrimonio della Galleria Nazionale dell’Umbria</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 12:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia si arricchisce di un nuovo capolavoro. Si tratta del San Rocco, realizzato intorno al 1487 dall’artista umbro Bartolomeo Caporali (1420-1505), un tempo parte della cosiddetta Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago, smembrata negli anni settanta del Settecento e ridotta in frammenti, due dei quali già conservati dal museo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia si arricchisce di un nuovo capolavoro. Si tratta del San Rocco, realizzato intorno al 1487 dall’artista umbro Bartolomeo Caporali (1420-1505), un tempo parte della cosiddetta Pala dei Cacciatori di Castiglion del Lago, smembrata negli anni settanta del Settecento e ridotta in frammenti, due dei quali già conservati dal museo perugino.</p>
<p class="p1">L’opera sarà eccezionalmente esposta, dalle ore 15 di venerdì 4 a domenica 6 settembre all’interno della sala 18 della Galleria Nazionale dell’Umbria. Il dipinto sarà poi sistemato in deposito in attesa di essere oggetto della ricomposizione &#8211; sinora mai avvenuta &#8211; dei frammenti superstiti della Pala dei Cacciatori, in occasione della mostra dedicata alle nuove acquisizioni del museo, in programma nella prossima primavera.</p>
<p class="p1">L’acquisto del San Rocco, per l’importo di 60.000 euro è frutto del generoso contributo Art Bonus di AgriEuro azienda e-commerce con sede a Spoleto, e da tempo impegnata attivamente nel sostegno alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale del territorio Proprio l’anno scorso si è concluso l’intervento di restauro del Sipario Storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto, finanziato attraverso l’Art Bonus, in collaborazione con il Comune di Spoleto.</p>
<p class="p1">Ritenuto disperso, il dipinto di Bartolomeo Caporali ritorna in Umbria grazie all’identificazione dell’opera sul mercato antiquario da parte del professor Emanuele Zappasodi (Università per Stranieri di Siena), e al positivo rapporto instaurato con la galleria Moretti Fine Art di Londra, che ha agevolato in maniera importante le trattative e si è fatta carico dell’intervento di restauro del dipinto, eseguito a Firenze da Loredana Gallo.</p>
<p class="p1">Tutta l’operazione documenta come il museo rappresenti il fulcro di attività diverse ma interconnesse: da un lato, lo studio specialistico altamente qualificato si intreccia con occasionali attività legate al mondo antiquariale; dall’altro, i valori aziendali della ditta donatrice dialogano con il ruolo identitario che l’istituzione riveste per il territorio.</p>
<p class="p1">“L’acquisizione di questo dipinto di Bartolomeo Caporali &#8211; afferma Veruska Picchiarelli, delegata alla direzione dei Musei Nazionali dell’Umbria &#8211; rappresenta un momento di grande importanza per la Galleria Nazionale dell’Umbria. Accogliere nelle nostre collezioni un’opera di tale rilievo, che va oltretutto a reintegrare un complesso smembrato e in parte disperso, significa non solo restituire la giusta attenzione a uno dei protagonisti della pittura umbra del Quattrocento, ma anche riappropriarsi di una parte importante della nostra identità culturale. L’ingresso del San Rocco si inserisce infatti nel percorso di studio e valorizzazione che il museo dedica alla cultura figurativa del territorio, offrendo al pubblico una nuova occasione per approfondire la ricchezza e la qualità dell’arte umbra del Rinascimento.</p>
<p class="p1">Un particolare ringraziamento va ad Alessia Settimi e ad AgriEuro, azienda umbra di respiro internazionale che ha scelto di sostenere i Musei Nazionali dell’Umbria attraverso il contributo Art Bonus, che per la prima volta viene destinato all’incremento della collezione della Galleria. Questo significativo gesto di mecenatismo sposa la visione lungimirante di una realtà imprenditoriale attenta e sensibile alla valorizzazione del contesto in cui opera alla missione di creare sinergie con il territorio, che è propria delle istituzioni culturali”.</p>
<p class="p1">“Crediamo che il mecenatismo d’impresa possa contribuire a rafforzare il legame tra patrimonio culturale e comunità, custodendo ciò che abbiamo ricevuto e rendendolo fruibile alle generazioni future. Le aziende cambiano e si trasformano nel tempo; un’opera d’arte, invece, attraversa i secoli”, ha dichiarato Alessia Settimi, Chief Operating Officer di AgriEuro. “Aver contribuito all’acquisizione del San Rocco di Bartolomeo Caporali è per noi motivo di grande orgoglio e rappresenta la prosecuzione di un percorso di valorizzazione culturale che sentiamo parte del nostro modo di fare impresa. Ci hanno affascinato molto anche i valori rappresentati dalla figura di San Rocco, pellegrino dedito alla cura degli altri, così come il viaggio stesso dell’opera, dispersa fuori dall’Italia e oggi finalmente tornata in Umbria.</p>
<p class="p1">Oltre all’ingresso del San Rocco di Bartolomeo Caporali, la Galleria Nazionale dell’Umbria proporrà una serie di attività mirate a valorizzare tutte le recenti acquisizioni del museo, che comporrà una gran parte della programmazione espositiva dei prossimi mesi.</p>
<p class="p1">In particolare, dal 18 settembre 2026, la Sala Podiani ospiterà, fino al 1°novembre 2026, la mostra della collezione fotografica ottenuta grazie a due edizioni del bando Strategia per la Fotografia emanato annualmente dalla Direzione generale Creatività Contemporanea del MiC: quella del 2024 ha consentito a Luigi Spina di realizzare su commissione dei Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria una vasta campagna fotografica ispirata all’Umbria di san Francesco; quella del 2025 ha permesso di acquistare le stampe del ciclo realizzato in Umbria da Fulvio Roiter nel 1957 e alcune fotografie originali di Mario Giacomelli che ritraggono, insolitamente a colori, la Piana di Castelluccio di Norcia in fiore.</p>
<p class="p1">Nella primavera 2027 saranno, invece, presentate le opere pittoriche entrate nella raccolta della Galleria Nazionale dell’Umbria negli ultimi dieci anni, ovvero dal conseguimento dello status di istituto ad autonomia speciale. Fulcro dell’iniziativa sarà proprio il San Rocco di Bartolomeo Caporali, eccezionalmente affiancato dai frammenti superstiti della Pala dei Cacciatori, ovvero i due appartenenti alla collezione della GNU e i due provenienti dai Musei Civici di Udine e dalla Fondazione Federico Zeri. A questi, si aggiungeranno altre acquisizioni di straordinaria qualità, profondamente connesse con l’identità del museo e con il percorso artistico del suo territorio, che saranno esposte in un suggestivo allestimento volto a contestualizzarle e a raccontarne meglio le peculiarità, tramite una selezione di altri importanti lavori, evocativi di tratti specifici della loro vicenda storica e dei loro valori formali.</p>
<p class="p1">Il frammento con la figura di San Rocco apparteneva in origine a una tabula quadrata raffigurante una Sacra conversazione, commissionata a Bartolomeo Caporali nel 1487 dai cacciatori di Castiglion del Lago per la pieve extra muros di Santa Maria Maddalena. La tavola originale, a causa dell’irrecuperabile ammaloramento, venne suddivisa in più parti nel 1774 per ordine del reverendo don Giuseppe Bernardi e collocata nella casa parrocchiale, dove Giovan Battista Cavalcaselle nel 1864 vide e disegnò i singoli frammenti. Grazie a questa preziosa documentazione si è potuto ricostruire la composizione originale dell’opera che prevedeva, al centro, una Vergine col Bambino assisa in trono e, ai lati, due coppie di santi: a sinistra santa Maria Maddalena e san Sebastiano, a destra sant’Antonio Abate e san Rocco. Negli anni immediatamente successivi alla ricognizione di Cavalcaselle, questi dipinti finirono, come tanti in quell’epoca, nel flusso della diaspora antiquaria postunitaria; una testa d’Angelo e il volto di Maria Maddalena, tuttavia, furono recuperati dalla Prefettura di Venezia e assegnati alla Civica Pinacoteca Vannucci già nel 1870 per diventare parte della collezione della Galleria Nazionale dell’Umbria. Altri due frammenti, quello raffigurante Antonio abate e un altro Angelo, furono acquisiti, dopo un passaggio in collezione privata, dai Musei Civici di Udine e pubblicati da Umberto Gnoli nel 1916 assieme ai due frammenti perugini.</p>
<p class="p1">Dopo circa mezzo secolo, nel 1969, Elizabeth Gardner, curatrice al Metropolitan Museum di New York, individuò nella collezione di Federico Zeri la tavola con la figura del San Sebastiano, acquistata tempo prima dal grande studioso e collezionista sul mercato antiquario fiorentino.</p>
<p class="p1">Il San Rocco è rimasto invece nascosto fino a tempi recenti, quando è transitato nel mercato antiquario francese, dove è ricomparso con attribuzioni fantasiose e per nulla pertinenti. Individuata e riportata in Italia, al termine di un accurato restauro, la piccola tavola ha recuperato pienamente l’aggrottata ma elegante espressività del volto del giovane santo-pellegrino, incorniciato da una cascata di riccioli biondi ricadenti fin sulle spalle ed esaltato dallo scuro cappello a larga falda. La sua interazione con il corpus di elementi già in possesso della Galleria Nazionale dell’Umbria rappresenta un recupero di grande significato sia per la ricostruzione di un’opera fondamentale del Rinascimento umbro, sia per lo studio della piena maturità artistica di un pittore di talento e riconosciuto come Bartolomeo Caporali, che ha svolto un determinante ruolo di cerniera tra la tradizione bonfigliesca e la nuova lingua fiorentina importata dal giovane Pietro Vannucci nella Perugia del Quattrocento.</p>
<p class="p1">Con questo arrivo, la Galleria Nazionale dell’Umbria testimonia la vivacità del museo perugino, nelle cui missioni essenziali vi è quella di accrescere, custodire e studiare il patrimonio artistico e di diffonderne sempre più efficacemente la conoscenza. Nel corso di oltre 10 anni di “autonomia” &#8211; a partire dal DPCM 171 del 29 agosto 2014, fino alle più recenti modifiche normative &#8211; la Galleria Nazionale dell’Umbria, che dal 2024 si è fusa sotto il profilo amministrativo con gli altri 14 musei statali dell’Umbria dando vita a un unico Istituto autonomo, ha ampliato notevolmente la sua collezione.</p>
<p class="p1">Grazie ad acquisti e donazioni effettuati direttamente dal Ministero della Cultura, dal museo stesso o da donatori privati, per lascito o attraverso lo strumento dell’Art Bonus, la raccolta del principale museo della regione si è notevolmente incrementata, soprattutto negli ultimi anni, andando a colmare alcuni ‘vuoti’ nella lunga teoria di artisti che hanno segnato la storia dell’arte umbra ma anche, come nel caso della collezione fotografica, aprendo filoni di raccolta finora inediti. <span class="Apple-converted-space">   </span></p>
<p class="p1">AgriEuro è il principale e-commerce europeo specializzato nella vendita online di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio. Fondata in Italia nel 2008 con sede a Spoleto (PG), opera nei principali mercati europei attraverso cinque siti dedicati, raggiungendo oltre 4 milioni di visite al mese. L’azienda conta attualmente 190 collaboratori, con un’età media di 33 anni, e nel 2025 ha registrato un fatturato di 162 milioni di euro, di cui circa il 50% generato dall’export. Accanto alla crescita internazionale, AgriEuro mantiene un forte legame con il territorio e sostiene iniziative dedicate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale. La donazione di 130.000 euro attraverso Art Bonus, per il restauro del Sipario Storico del Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto ne è un esempio. L’intervento ha vinto il Concorso Art Bonus 2025, e ha visto l’opera tornare in scena dopo 25 anni di assenza.</p>
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		<title>Valerio Marino presenta a Perugia il nuovo album dedicato a Frank Sinatra</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:24:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Mercoledì 2 settembre alle 17:30 il cantante umbro Valerio Marino presenta il suo ultimo album &#8220;Under My Skin (A Frank Sinatra Songbook)&#8221; a Perugia, presso la terrazza del Mercato Coperto. Lorenzo Materazzini, giornalista di RAI TGR Umbria, dialogherà con l&#8217;artista. L&#8217;evento è patrocinato dal Comune di Perugia. Nell&#8217;album suonano musicisti umbri, quasi tutti perugini, di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Mercoledì 2 settembre alle 17:30 il cantante umbro Valerio Marino presenta il suo ultimo album &#8220;Under My Skin (A Frank Sinatra Songbook)&#8221; a Perugia, presso la terrazza del Mercato Coperto. Lorenzo Materazzini, giornalista di RAI TGR Umbria, dialogherà con l&#8217;artista. L&#8217;evento è patrocinato dal Comune di Perugia.</p>
<p>Nell&#8217;album suonano musicisti umbri, quasi tutti perugini, di lunga esperienza: Francesco Angeli (sax alto e flauto), Massimo Pucciarini (pianoforte), Marco Marino (contrabbasso), Alberto Argirò (batteria). Abile nello spaziare dal pop al jazz, nel segno della duttilità vocale e della poliedricità stilistica, Valerio Marino, attraverso il suo nuovo album &#8220;Under My Skin&#8221;, (ri)legge undici pagine di straordinaria importanza appartenenti al repertorio di Sinatra, cercando di valorizzarne al massimo gli aspetti legati alla composizione e all&#8217;espressività. Il tutto impreziosito da due caratteristiche fondamentali: l&#8217;intensità e l&#8217;autenticità dell&#8217;interpretazione vocale.</p>
<p>L&#8217;album, prodotto da Marco Marino, è stato registrato agli Entropya Recording Studio di Perugia da Stefano Bechini (ha lavorato con Paolo Fresu, Enzo Pietropaoli, Danilo Rea, Nick the Nightfly) e pubblicato in digitale e in copia fisica dall&#8217;etichetta specializzata in jazz WoW Records di Civitavecchia.</p>
<p>Le prime recensioni sono positive: gli aggettivi più utilizzati dalla critica specializzata per definire il lavoro sono &#8220;personale&#8221;, &#8220;autentico&#8221;, &#8220;elegante&#8221;. Questa estate l&#8217;album è stato presentato dal vivo in diversi festival jazz e rassegne in Italia: International Tyrrhenian Jazz Festival in Calabria, Borghi in Jazz nelle Marche, Tuscia in Jazz for sla nel Lazio, e in alcune rassegne umbre. In radio, alcuni brani del disco sono stati inseriti nella scaletta del programma radiofonico JazzTrain, trasmesso da circa 90 emittenti in tutta Italia e all&#8217;estero. Anche il programma statunitense di musica jazz Starlight Serenade, ospitato da KFAI di Minneapolis-St. Paul, ha trasmesso brani dell&#8217;album.</p>
<p>L&#8217;album è disponibile in streaming e per il download su tutte le piattaforme digitali, mentre le copie fisiche possono essere acquistate attraverso la pagina dell&#8217;artista su Bandcamp, contattando direttamente l&#8217;artista via e-mail, o in occasione delle date dal vivo. L&#8217;accoglienza degli ascoltatori è positiva: nei primi 4 mesi di pubblicazione l&#8217;album ha raggiunto quasi 30.000 streaming e più di 3.000 ascoltatori su Spotify.</p>
<p>Valerio Marino descrive così i tratti distintivi del suo disco: &#8220;Fin dal titolo scelto, un omaggio esplicito a una delle più note signature songs di Sinatra, questo album è una dichiarazione d&#8217;amore per un universo musicale che, grazie a mio padre, ho incontrato nella mia prima adolescenza e che ha alimentato negli anni la mia passione per la musica. Sinatra è l&#8217;artista che forse più ha esplorato il confine tra jazz e pop, indicando la direzione in cui anche io sento di poter dire qualcosa di personale. Senza dubbio sono salito sulle spalle di un gigante. Il rischio era quello di cadere e farmi male. Invece, pur con tutte le criticità di una piccola produzione indipendente, le soddisfazioni non sono mancate e le prospettive sono interessanti&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Farà tappa a Perugia il “Tour della Salute&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/45274/</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 07:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Farà tappa a Perugia, sabato e domenica, il “Tour della Salute”, il primo evento itinerante, con approccio multidisciplinare, dedicato alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita. Nell’ambito della manifestazione, dal 2018 ad oggi, sono già stati effettuati quasi 70 mila consulti medici gratuiti, che in molti casi hanno consentito di rilevare patologie ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Farà tappa a Perugia, sabato e domenica, il “Tour della Salute”, il primo evento itinerante, con approccio multidisciplinare, dedicato alla prevenzione e alla promozione di corretti stili di vita. Nell’ambito della manifestazione, dal 2018 ad oggi, sono già stati effettuati quasi 70 mila consulti medici gratuiti, che in molti casi hanno consentito di rilevare patologie e problematiche, scongiurando conseguenze potenzialmente gravi per un gran numero di cittadini ignari. In una fase storica in cui molte persone fanno fatica ad accedere alle cure e all’assistenza sanitaria, la funzione svolta dal “Tour della Salute” assume dunque ulteriore importanza. La prevenzione, oggi più che mai, risulta infatti fondamentale: per l’individuo e per l’intera collettività.</p>
<p>Quest’anno il “Tour della Salute” toccherà 15 località italiane e a Perugia, unica tappa umbra, l’evento sarà ospitato al Barton Park di viale Giuseppe Meazza, sabato 29 e domenica 30 agosto, con orari che andranno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 in entrambe le giornate. La manifestazione, giunta alla sua ottava edizione, è promossa da ASC Attività Sportive Confederate, con i patrocini del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, e con il contributo non condizionato di EG STADA Group.</p>
<p>Al Barton Park sarà allestito un vero e proprio villaggio della salute e dello sport, attrezzato con 6 ambulatori, nei quali sarà possibile sottoporsi gratuitamente e in piena sicurezza, sotto il controllo di qualificati esponenti delle principali società scientifiche, a consulti di tipo cardiologico, reumatologico, dermatologico, nutrizionale e psicologico. Completa il quadro lo spazio riservato ai colloqui con un medico veterinario sulle problematiche degli animali da affezione. In entrambe le giornate sarà poi distribuito materiale informativo, curato da Federfarma, sui servizi di prevenzione e screening disponibili nelle farmacie.</p>
<p>Contestualmente saranno proposte diverse attività ludiche e aggregative, per grandi e piccini, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sull’importanza della pratica sportiva e dell’attività motoria, nell’ottica della prevenzione e della salvaguardia del benessere psicofisico. In particolare, il personale specializzato, aderente alla rete ASC, coinvolgerà il pubblico nelle rispettive discipline e fornirà dimostrazioni delle proprie abilità: a Perugia spazio a nordic walking, rugby e yoga, ma anche a danza, balli di gruppo e country, grazie alle collaborazioni con Asd Equipe del Benessere, Rugby Perugia Junior, Hakuna Matata, Inyoga, Yoga Bridge e Cerchi di Yoga a.s.d a.p.s, Aquilon Vivere la Danza.</p>
<p>Maria Cecilia Morandini (Presidente nazionale ASC):<span class="Apple-converted-space">  </span>&#8220;Lo sport è un potente strumento di prevenzione, benessere e qualità della vita. Come A.S.C., crediamo fermamente che praticare attività fisica con regolarità sia uno dei pilastri fondamentali per una vita sana ed equilibrata, capace di ridurre i rischi legati alle principali patologie e di migliorare il benessere psicofisico a tutte le età. Il Tour della Salute rappresenta per noi un&#8217;occasione preziosa per ribadire questo messaggio e avvicinare sempre più persone a uno stile di vita attivo e consapevole”.</p>
<p>Salvatore Butti (General Manager &amp; Managing Director EG STADA Group): “In linea con la nostra purpose, Caring for people’s health, siamo orgogliosi di essere anche per il 2026 trusted partner del Tour della Salute. Questo tour itinerante, che sensibilizza la cittadinanza sull’importanza della prevenzione e dell’aderenza alle terapie, rappresenta un progetto multidisciplinare concreto e utile, in grado di rispondere a bisogni di salute reali e in continua evoluzione”._</p>
<p>Le 15 tappe</p>
<p>Friuli Venezia Giulia (Gorizia 11/12 aprile); Veneto (Chioggia 18/19 aprile); Liguria (Imperia 9/10 maggio); Emilia Romagna (Imola 16/17 maggio); Piemonte (Torino 23/24 maggio); Lazio (Latina 30/31 maggio); Umbria (Perugia 29/30 agosto); Toscana (Grosseto 5/6 settembre); Marche (Fano 12/13 settembre); Abruzzo (Pescara 19/20 settembre);Campania (Aversa 26/27 settembre); Lombardia (Sondrio 3/4 ottobre); Puglia (Bari 10/11 ottobre); Sicilia (Palermo 17/18 ottobre); Calabria (Reggio Calabria 24/25 ottobre).</p>
<p>Il Tour della Salute 2026 si avvale del contributo scientifico di SIPREC (Società Italiana per la prevenzione Cardiovascolare), ADI (Associazione Italiana di dietetica e Nutrizione Clinica), CReI (Collegio Reumatologi Italiani), SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse), CNOP (Consiglio Nazionale Ordine Psicologi) e FNOVI (Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani). E’ patrocinato da Ministero della Salute, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Associazione Medici Diabetologi (AMD), Federazione Ordini Farmacisti Italiani (FOFI), Federfarma, Federchimica-Assosalute. L’evento gode del contributo non condizionato di EG STADA Group. Partner dell’edizione 2026 è Valsoia.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/45274/">Farà tappa a Perugia il “Tour della Salute&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Il benessere comincia dal riposo: guida alla scelta della biancheria da letto in lino per tutte le stagioni</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2026 17:31:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il sonno non è semplicemente un momento di sospensione delle nostre attività quotidiane, ma un vero e proprio rituale di rigenerazione fisica e mentale. Nel frenetico scorrere delle giornate moderne, riscoprire il valore di un riposo profondo e ristoratore è diventato il pilastro fondamentale di una filosofia di vita votata al benessere e alla cura ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-benessere-comincia-dal-riposo-guida-alla-scelta-della-biancheria-da-letto-in-lino-per-tutte-le-stagioni/">Il benessere comincia dal riposo: guida alla scelta della biancheria da letto in lino per tutte le stagioni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span lang="it-IT">Il </span><span lang="it-IT"><b>sonno</b></span><span lang="it-IT"> non è semplicemente un momento di sospensione delle nostre attività quotidiane, ma un vero e proprio rituale di rigenerazione fisica e mentale. Nel frenetico scorrere delle giornate moderne, riscoprire il valore di un riposo profondo e ristoratore è diventato il pilastro fondamentale di una filosofia di vita votata al benessere e alla cura di sé. Spesso cerchiamo soluzioni complesse per ritrovare l&#8217;equilibrio, dimenticando che la qualità del sonno dipende in larga misura dagli elementi più intimi e vicini a noi, a partire dai </span><span lang="it-IT"><b>tessuti</b></span><span lang="it-IT"> che accarezzano la nostra pelle per molte ore ogni notte. Scegliere materiali di origine vegetale e lavorati con sapienza artigianale non è un semplice vezzo estetico, ma un gesto d&#8217;amore verso se stessi.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Scegliere con cura i dettagli che compongono il nostro nido notturno significa investire concretamente </span><span lang="it-IT"><b>nella nostra salute psicofisica</b></span><span lang="it-IT">. In questo scenario, la manifattura d&#8217;eccellenza gioca un ruolo cruciale nel trasformare la zona notte in un&#8217;oasi di pace e autentica bellezza.<br />
</span></p>
<h2 class="western"><span lang="it-IT">La scienza del sonno: perché le fibre naturali fanno la differenza</span></h2>
<p><span lang="it-IT"><br />
La qualità del nostro riposo è strettamente legata a complessi </span><span lang="it-IT"><b>processi biologici</b></span><span lang="it-IT"> che avvengono mentre dormiamo. Uno dei fattori fisiologici più importanti per addormentarsi e mantenere un sonno profondo è la termoregolazione corporea. Durante la notte, la temperatura del nostro corpo deve scendere leggermente per favorire le </span><span lang="it-IT"><b>fasi di sonno profondo e REM</b></span><span lang="it-IT">. Se l&#8217;ambiente in cui dormiamo o i tessuti che ci coprono ostacolano questo processo naturale, il corpo fatica a disperdere il calore in eccesso. Questo provoca micro-risvegli continui, sudorazione e una sgradevole sensazione di spossatezza al risveglio.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Per questa ragione, la scelta di utilizzare </span><span lang="it-IT"><b>tessuti naturali camera da letto</b></span><span lang="it-IT"> si rivela una decisione di fondamentale importanza. Molti dei problemi legati all&#8217;insonnia o al sonno agitato derivano infatti dall&#8217;utilizzo di lenzuola e copripiumini in fibre sintetiche, come il poliestere o le microfibre. Questi materiali, pur essendo economici e facili da lavare, si comportano come vere e proprie </span><span lang="it-IT"><b>barriere plastiche</b></span><span lang="it-IT">: non consentono il passaggio dell&#8217;aria, intrappolano l&#8217;umidità corporea e creano un microclima caldo-umido estremamente sfavorevole. Anche il cotone tradizionale, pur essendo una fibra naturale, ha dei limiti: tende ad assorbire l&#8217;umidità ma la trattiene a lungo all&#8217;interno delle sue fibre, lasciando sulla pelle una fastidiosa sensazione di bagnato.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Il </span><span lang="it-IT"><b>lino</b></span><span lang="it-IT"> si colloca su un piano completamente diverso grazie alla sua straordinaria struttura cellulare. Essendo una fibra cava, possiede una straordinaria capacità di isolamento e ventilazione naturale. In estate, favorisce la dispersione del calore corporeo regalando una sensazione di freschezza immediata; in inverno, al contrario, agisce come un isolante naturale che trattiene il calore corporeo, proteggendoci dal freddo esterno. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Questa eccezionale traspirabilità contribuisce a </span><span lang="it-IT"><b>migliorare la qualità del sonno</b></span><span lang="it-IT">, riducendo drasticamente i risvegli notturni e garantendo un risveglio fresco e rigenerato. Scegliere biancheria da letto in lino, realizzata da punti di riferimento del settore come </span><a href="https://www.borgodelletovaglie.com/it/"><span style="color: #0000ff;"><span lang="it-IT"><u><b>Borgo delle Tovaglie</b></u></span></span></a><span lang="it-IT">, significa assecondare i ritmi naturali del corpo, creando un microclima perfetto </span><span lang="it-IT"><b>in ogni stagione dell&#8217;anno</b></span><span lang="it-IT">.<br />
</span></p>
<h2 class="western"><span lang="it-IT">I vantaggi del lino stone-washed per la camera da letto</span></h2>
<p><span lang="it-IT"><br />
Se storicamente il lino era considerato un tessuto rigido, quasi austero, che richiedeva anni di lavaggi e faticose stirature per ammorbidirsi, la moderna tecnologia tessile ha rivoluzionato completamente questa percezione. Il merito va al trattamento di lavaggio con pietra, un processo che conferisce al tessuto caratteristiche uniche e straordinarie. Le </span><span lang="it-IT"><b>lenzuola in lino lavato</b></span><span lang="it-IT"> rappresentano oggi la massima espressione del comfort contemporaneo, unendo la nobiltà di una fibra millenaria a una morbidezza carezzevole fin dal primo utilizzo.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Quando si sceglie il </span><span lang="it-IT"><b>lino stone-washed i </b></span><span lang="it-IT">benefici</span><span lang="it-IT"> concreti per la salute e vantaggi estetici si fondono in un perfetto equilibrio. Dal punto di vista tattile, questo speciale trattamento ammorbidisce le fibre di lino, eliminando la rigidità iniziale e rendendole incredibilmente soffici e vellutate sulla pelle. Questo lo rende particolarmente indicato per chi soffre di pelle sensibile, allergie o dermatiti, poiché il lino è naturalmente ipoallergenico, antibatterico e non favorisce la proliferazione di acari o muffe.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Accanto al benessere fisico, vi è un innegabile vantaggio pratico che sposa appieno la filosofia del lusso contemporaneo e della manutenzione zero. Il lino stone-washed è caratterizzato da una </span><span lang="it-IT"><b>naturale e affascinante stropicciatura</b></span><span lang="it-IT">, una texture mossa e tridimensionale che rende superfluo l&#8217;uso del ferro da stiro. Questo tessuto esprime il suo massimo splendore estetico proprio quando non viene stirato: la sua superficie leggermente spiegazzata dona alla camera da letto un&#8217;eleganza rilassata, un&#8217;atmosfera bohémien-chic che parla di una casa vissuta con stile e naturalezza.<br />
</span></p>
<h2 class="western"><span lang="it-IT">Come abbinare lenzuola e copripiumini per un letto accogliente</span></h2>
<p><span lang="it-IT"><br />
Creare un letto accogliente non è solo una questione di comfort termico, ma anche di </span><span lang="it-IT"><b>impatto visivo e sensoriale</b></span><span lang="it-IT">. La camera da letto è il nostro santuario privato, e l&#8217;estetica del letto gioca un ruolo fondamentale nel predisporre la mente al rilassamento e alla calma. Scegliere la migliore </span><span lang="it-IT"><b>biancheria da letto per la casa</b></span><span lang="it-IT"> in lino consente di giocare con le consistenze, i pesi e i colori per creare un vero e proprio capolavoro di </span><span lang="it-IT"><b>home</b></span><span lang="it-IT"> styling.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Il segreto per un letto irresistibilmente invitante risiede nel gioco di stratificazioni. Invece di limitarsi a un set coordinato monocolore, l&#8217;approccio contemporaneo suggerisce di mescolare tonalità e texture diverse per dare profondità visiva alla stanza. Si può iniziare con un lenzuolo con angoli in una tonalità neutra e polverosa, come il color mastice, il tortora o il bianco gesso. Sopra di esso, si può adagiare, a seconda della stagione, un </span><span lang="it-IT"><b>lenzuolo piano</b></span><span lang="it-IT"> o un </span><span lang="it-IT"><b>sacco copripiumino</b></span><span lang="it-IT"> in una nuance a contrasto ma armoniosa: toni della terra come l&#8217;argilla, verdi salvia rilassanti, azzurri polvere o caldi ocra. Il lino, grazie alla sua texture opaca e vibrante, assorbe la luce in modo unico, rendendo ogni colore morbido e mai aggressivo.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Un altro elemento chiave per ottenere quell&#8217;effetto nuvola tipico delle riviste di arredamento è la </span><span lang="it-IT"><b>disposizione dei cuscini</b></span><span lang="it-IT">. Non limitatevi alle classiche due federe: accostate quattro o sei cuscini di dimensioni e finiture differenti. Potete alternare federe in lino liscio a federe arricchite da romantici volant o profili a contrasto, mescolando tonalità complementari. Infine, completate il letto con un copriletto pesante o un plaid in lino materico adagiato ai piedi del letto. Questa stratificazione non solo permette di regolare facilmente la temperatura corporea durante la notte semplicemente aggiungendo o togliendo uno strato, ma trasmette un&#8217;immediata sensazione di calore, comfort e accoglienza che invita al riposo.<br />
</span></p>
<h2 class="western"><span lang="it-IT">Guida alla manutenzione: lavaggio e cura del lino</span></h2>
<p lang="it-IT"><span lang="it-IT">Contrariamente a quanto si possa pensare, il lino è una delle fibre naturali </span><span lang="it-IT"><b>più resistenti</b></span><span lang="it-IT"> e longeve al mondo. La sua incredibile robustezza fa sì che non solo non si rovini con i lavaggi frequenti, ma che diventi progressivamente più morbido, lucente e piacevole al tatto lavaggio dopo lavaggio. Prendersi cura della propria biancheria da letto in lino è un gesto semplice che si inserisce perfettamente nella filosofia dello slow living, invitandoci a rallentare e a prenderci cura delle cose belle affinché durino nel tempo.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Per preservare al meglio la bellezza e le proprietà del lino stone-washed, è sufficiente seguire poche e semplici regole di lavaggio. In lavatrice, si consiglia di selezionare un ciclo per delicati a temperature moderate, idealmente </span><span lang="it-IT"><b>tra i 30°C e i 40°C</b></span><span lang="it-IT">. È fondamentale utilizzare un detersivo liquido delicato ed evitare l&#8217;uso di ammorbidenti chimici, che tendono a rivestire le fibre con una pellicola impermeabile che ne riduce la naturale traspirabilità. La straordinaria resistenza di questa fibra consente anche l&#8217;uso dell&#8217;asciugatrice: un ciclo a temperatura medio-bassa è anzi caldamente raccomandato per il lino lavato, poiché il movimento dell&#8217;aria calda rigonfia le fibre, restituendo al tessuto quella sua tipica morbidezza soffice e quella stropicciatura naturale così amata.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Se preferite l&#8217;asciugatura all&#8217;aria aperta, evitate l&#8217;esposizione diretta ai raggi solari più intensi, specialmente per i capi colorati, per evitare che i colori sbiadiscano. Stendete le lenzuola ben distese: la brezza estiva farà il resto, lasciando sui tessuti un fresco profumo di pulito. Una volta asciutto, il lino non richiede alcuna stiratura. Sarà sufficiente piegarlo con cura e riporlo nell&#8217;armadio, pronto per rivestire il vostro letto con la sua inimitabile eleganza senza tempo. Abbracciare questa routine di cura semplice e naturale significa riscoprire il piacere di circondarsi di cose autentiche, fatte per durare e per regalarci, notte dopo notte, il lusso di un benessere profondo e incontaminato.</span></p>
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		<title>Città inclusive: perché l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche è un&#8217;opportunità di crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 09:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando si parla di ripensare e modernizzare le nostre città, l&#8217;attenzione tende spesso a concentrarsi sulle grandi opere infrastrutturali, sulla mobilità dolce o sui vasti piani di rigenerazione urbana. Tuttavia, esiste un elemento fondamentale e silente che definisce il reale grado di civiltà, accoglienza e modernità di una comunità: la sua effettiva fruibilità da parte ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/citta-inclusive-perche-labbattimento-delle-barriere-architettoniche-e-unopportunita-di-crescita/">Città inclusive: perché l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche è un&#8217;opportunità di crescita</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span lang="it-IT">Quando si parla di ripensare e modernizzare le nostre città, l&#8217;attenzione tende spesso a concentrarsi sulle grandi opere infrastrutturali, sulla mobilità dolce o sui vasti piani di rigenerazione urbana. Tuttavia, esiste un elemento fondamentale e silente che definisce il reale grado di civiltà, accoglienza e modernità di una comunità: la sua effettiva fruibilità da parte di tutti i cittadini. Un tema cruciale come l&#8217;</span><span lang="it-IT"><b>abbattimento barriere architettoniche degli spazi pubblici</b></span><span lang="it-IT"> non dovrebbe mai essere vissuto o interpretato come un mero adempimento burocratico o un freddo obbligo normativo a cui sottostare malvolentieri, bensì come il pilastro centrale su cui costruire una società autenticamente progredita e civile.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Molto spesso, nel dibattito pubblico, si cade nell&#8217;errore di credere che l&#8217;accessibilità sia un tema di nicchia, che riguarda in via esclusiva le persone con disabilità motorie permanenti o che si muovono in sedia a rotelle. In realtà, una città progettata senza ostacoli e dislivelli improvvisi </span><span lang="it-IT"><b>migliora significativamente la qualità della vita</b></span><span lang="it-IT"> di una fascia immensamente più ampia della popolazione. Pensiamo, ad esempio, agli anziani che desiderano mantenere la propria indipendenza per uscire a fare la spesa, ai genitori che si muovono quotidianamente con i passeggini tra marciapiedi e uffici, o a chiunque stia affrontando una riduzione temporanea della propria mobilità </span><span lang="it-IT"><b>a causa di un infortunio sportivo o lavorativo</b></span><span lang="it-IT">.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Creare percorsi urbani fluidi, eliminare i gradini superflui agli ingressi degli edifici e garantire alternative sicure e confortevoli per superare i dislivelli significa promuovere, nei fatti e non solo a parole, una vera </span><span lang="it-IT"><b>inclusione sociale</b></span><span lang="it-IT">. Un ambiente urbano che accoglie e non respinge è un luogo in cui le relazioni umane possono prosperare liberamente, dove la partecipazione attiva alla vita pubblica, culturale e lavorativa è garantita a ogni singolo individuo, indipendentemente dalla sua condizione fisica del momento. È il necessario passaggio da </span><span lang="it-IT"><b>una visione esclusiva e limitante degli spazi condivisi</b></span><span lang="it-IT"> a una prospettiva universale, in cui l&#8217;architettura si mette finalmente e definitivamente al servizio delle persone, restituendo loro dignità, sicurezza e totale libertà di movimento.<br />
</span></p>
<h2 class="western"><span lang="it-IT">Negozi e uffici aperti a tutti: un&#8217;opportunità economica</span></h2>
<p><span lang="it-IT"><br />
Se a livello civico e morale l&#8217;eliminazione degli ostacoli fisici rappresenta un dovere ineludibile per ogni amministrazione, sul piano prettamente commerciale essa si traduce </span><span lang="it-IT"><b>in una leva strategica</b></span><span lang="it-IT">. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Analizzando il ritorno sull&#8217;investimento a medio e lungo termine, emerge con chiarezza cristallina come l&#8217;accessibilità di negozi, alberghi e ristoranti sia un fattore determinante per la </span><span lang="it-IT"><b>crescita economica locale</b></span><span lang="it-IT">. Un locale commerciale che impedisce, o anche solo rende difficoltoso o poco dignitoso, l&#8217;ingresso a una parte della popolazione sta, di fatto, rinunciando volontariamente a una fetta di potenziali clienti.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Il mercato odierno è profondamente e irreversibilmente influenzato dalle dinamiche demografiche in atto. La cosiddetta </span><span lang="it-IT"><i>Silver Economy</i></span><span lang="it-IT">, ovvero l&#8217;intero sistema economico guidato dai consumi e dalle abitudini degli over 65, è in costante e rapida espansione in tutto l&#8217;Occidente. Questa specifica fascia di popolazione dispone generalmente di </span><span lang="it-IT"><b>maggior tempo libero </b></span><span lang="it-IT">e di </span><span lang="it-IT"><b>una buona capacità di spesa</b></span><span lang="it-IT">. Un negozio di abbigliamento, un ristorante stellato o una clinica privata che si dota di soluzioni eleganti per facilitare l&#8217;accesso si posiziona immediatamente come una scelta preferenziale. Questa attenzione trasforma un ambiente aperto al pubblico in un luogo accogliente, generando un solido </span><span lang="it-IT"><b>vantaggio competitivo</b></span><span lang="it-IT"> rispetto alla concorrenza meno lungimirante.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Inoltre, non bisogna assolutamente sottovalutare l&#8217;enorme potenziale del </span><span lang="it-IT"><b>turismo accessibile</b></span><span lang="it-IT">. I viaggiatori con esigenze specifiche, spesso accompagnati dalle loro famiglie o da gruppi di amici, pianificano i propri itinerari selezionando meticolosamente le destinazioni, gli hotel e le attrazioni in base al livello di accoglienza e fruibilità garantito.. L&#8217;inclusione, vista in questa luce, smette di essere percepita come un costo strutturale per diventare </span><span lang="it-IT"><b>un vero e proprio volano per il business</b></span><span lang="it-IT">.<br />
</span></p>
<h2 class="western"><span lang="it-IT">Tecnologia e design: piattaforme elevatrici e soluzioni su misura</span></h2>
<p><span lang="it-IT"><br />
Uno dei principali freni psicologici e progettuali all&#8217;adeguamento degli spazi pubblici e commerciali è sempre stato il timore di compromettere l&#8217;estetica e l&#8217;armonia degli edifici. Questo è particolarmente rilevante in un Paese come l&#8217;Italia, ricchissimo di centri storici, palazzi d&#8217;epoca tutelati dalle Belle Arti e </span><span lang="it-IT"><b>architetture di inestimabile pregio</b></span><span lang="it-IT">. Per decenni, gli ausili per la mobilità sono stati percepiti come elementi estranei, ingombranti e visivamente impattanti. Oggi, grazie alla formidabile evoluzione dell&#8217;ingegneria meccanica di precisione e a un approccio fortemente orientato al </span><span lang="it-IT"><b>design inclusivo</b></span><span lang="it-IT">, questo ostacolo è stato brillantemente superato. La tecnologia moderna permette di integrare sistemi di sollevamento in qualsiasi contesto, valorizzando l&#8217;ambiente circostante anziché deturparlo.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Le </span><span lang="it-IT"><b>piattaforme elevatrici</b></span><span lang="it-IT"> contemporanee, i montascale di ultima generazione e i piccoli ascensori domestici o per spazi commerciali sono diventati veri e propri elementi di arredo urbano e di interior design. L&#8217;utilizzo di </span><span lang="it-IT"><b>materiali ricercati</b></span><span lang="it-IT">, la disponibilità di finiture ampiamente personalizzabili, l&#8217;impiego di cristalli trasparenti che lasciano passare la luce e lo studio di linee pulite e minimaliste permettono a queste installazioni di dialogare in modo armonioso sia con le </span><span lang="it-IT"><b>architetture ultra-moderne</b></span><span lang="it-IT"> che con le preesistenze storiche. L&#8217;eccellenza del Made in Italy gioca un ruolo assolutamente cruciale in questa trasformazione, coniugando la massima affidabilità ingegneristica con un&#8217;estetica raffinata e mai banale.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Per realizzare interventi di questo livello, che richiedono un equilibrio perfetto tra funzionalità ed estetica, è fondamentale affidarsi a realtà consolidate e specializzate come </span><a href="https://www.vimec.biz/"><span style="color: #0000ff;"><span lang="it-IT"><u><b>vimec.biz</b></u></span></span></a><span lang="it-IT">, che costituisce un vero e proprio punto di riferimento nel settore, progettando, producendo e installando soluzioni su misura che uniscono una sicurezza rigorosamente certificata a una cura maniacale per i dettagli visivi. Scegliere </span><span lang="it-IT"><b>impianti curati nel design</b></span><span lang="it-IT"> non è un vezzo estetico, ma significa trasmettere un chiaro messaggio di attenzione, cura e rispetto verso i propri clienti, ospiti o cittadini, dimostrando nei fatti che l&#8217;accessibilità universale </span><span lang="it-IT"><b>può</b></span> <span lang="it-IT"><b>essere anche bella da vedere</b></span><span lang="it-IT">.<br />
</span></p>
<h2 class="western"><span lang="it-IT">Come progettare o adeguare uno spazio pubblico</span></h2>
<p><span lang="it-IT"><br />
Affrontare concretamente l&#8217;</span><span lang="it-IT"><b>adeguamento degli uffici pubblici</b></span><span lang="it-IT">, biblioteche comunali o grandi condomini residenziali richiede un metodo di lavoro estremamente rigoroso e competenze tecniche specifiche. Non esiste, infatti, una soluzione standard &#8220;chiavi in mano&#8221; che sia valida per ogni situazione: ogni singolo edificio ha le proprie ineliminabili peculiarità strutturali, i propri vincoli spaziali e le proprie complesse </span><span lang="it-IT"><b>normative locali e nazionali</b></span><span lang="it-IT"> di riferimento. Il primo passo, assolutamente imprescindibile per la buona riuscita del progetto, è sempre un sopralluogo tecnico accurato e condotto da personale esperto.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Durante questa delicata fase di </span><span lang="it-IT"><b>valutazione preventiva</b></span><span lang="it-IT">, i professionisti del settore analizzano nel dettaglio diverse variabili cruciali per determinare l&#8217;impianto ideale:</span></p>
<ul>
<li><span lang="it-IT">L&#8217;entità e la tipologia dei dislivelli da superare (scale dritte, curve, pendenze, dislivelli verticali netti);<br />
</span></li>
<li><span lang="it-IT">La frequenza di utilizzo prevista e la tipologia di utenza (traffico leggero occasionale o uso intensivo quotidiano);<br />
</span></li>
<li><span lang="it-IT">Gli spazi fisici a disposizione per l&#8217;installazione delle guide o del vano corsa, rispettando le vie di fuga;<br />
</span></li>
<li><span lang="it-IT">L&#8217;impatto visivo e le eventuali autorizzazioni paesaggistiche o condominiali necessarie.</span></li>
</ul>
<p><span lang="it-IT">È in questo momento che si decide, in accordo con il committente, se l&#8217;opzione migliore sia un servoscala a pedana per percorsi curvilinei complessi, una piattaforma elevatrice a vano aperto per superare dislivelli verticali fino a pochi metri, o un vero e proprio ascensore per un traffico più intenso. La chiave del successo duraturo risiede sempre </span><span lang="it-IT"><b>nella totale personalizzazione dell&#8217;intervento</b></span><span lang="it-IT">, cucito su misura sulle reali necessità dell&#8217;edificio.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Un altro aspetto di importanza vitale riguarda la sicurezza degli utenti. Gli spazi aperti al pubblico devono obbligatoriamente rispondere a standard normativi estremamente severi a tutela dell&#8217;incolumità delle persone. È categorico selezionare </span><span lang="it-IT"><b>impianti dotati di sistemi di sicurezza all&#8217;avanguardia</b></span><span lang="it-IT">, come sensori anti-schiacciamento e discesa d&#8217;emergenza, certificati secondo le più recenti direttive internazionali. Infine, l&#8217;affidabilità nel tempo dell&#8217;investimento deve essere supportata da </span><span lang="it-IT"><b>una capillare e tempestiva rete di assistenza tecnica</b></span><span lang="it-IT">, capace di intervenire rapidamente per le manutenzioni ordinarie programmate e per eventuali interventi straordinari, assicurando che lo spazio pubblico rimanga sempre fruibile, 365 giorni all&#8217;anno, senza fastidiose interruzioni del servizio.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Prendere la decisione di adeguare i propri spazi oggi significa compiere un investimento intelligente in un futuro più equo, moderno e redditizio. Abbattere le barriere architettoniche non significa semplicemente inserire una macchina o un motore all&#8217;interno di un edificio, ma aprire letteralmente e simbolicamente le porte a </span><span lang="it-IT"><b>nuove opportunità di vita e di business</b></span><span lang="it-IT">. Significa restituire autonomia e qualità della vita alle persone, valorizzare il patrimonio immobiliare e contribuire attivamente a costruire città e spazi condivisi finalmente a misura di tutti, nessuno escluso.</span></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/citta-inclusive-perche-labbattimento-delle-barriere-architettoniche-e-unopportunita-di-crescita/">Città inclusive: perché l&#8217;abbattimento delle barriere architettoniche è un&#8217;opportunità di crescita</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Rasiglia, la rinascita che ha incantato l&#8217;Umbria</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 13:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>(A cura di Ilaria Solazzo) Ci sono luoghi che sembrano destinati a scomparire lentamente, consumati dal tempo, dal silenzio e dall&#8217;abbandono. E poi ci sono persone che scelgono di non arrendersi a quel destino. Persone capaci di guardare oltre le pietre consumate, oltre le finestre chiuse, oltre le strade vuote. Persone che vedono futuro dove ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Foligno. </span> (A cura di Ilaria Solazzo)</p>
<p>Ci sono luoghi che sembrano destinati a scomparire lentamente, consumati dal tempo, dal silenzio e dall&#8217;abbandono. E poi ci sono persone che scelgono di non arrendersi a quel destino. Persone capaci di guardare oltre le pietre consumate, oltre le finestre chiuse, oltre le strade vuote. Persone che vedono futuro dove altri vedono soltanto passato.</p>
<p>Rasiglia è uno di questi luoghi.</p>
<p>Oggi migliaia di visitatori arrivano da ogni parte d&#8217;Italia e del mondo per ammirare le sue acque cristalline che scorrono tra le case, per ascoltare il suono delicato dei ruscelli che accompagnano ogni passo, per respirare l&#8217;atmosfera unica di un borgo che sembra uscito da una fiaba. Eppure non è sempre stato così.</p>
<p>Per anni Rasiglia ha conosciuto il rischio dell&#8217;oblio. Le attività produttive che avevano reso prospero il paese si erano fermate, molte famiglie erano partite e il borgo sembrava destinato a diventare soltanto un ricordo custodito nella memoria di chi vi era nato.</p>
<p>È proprio in quel momento che emerge la visione di Maurizio Tonti e di suo fratello Giovanni.</p>
<p>Non una semplice operazione di recupero architettonico. Non un progetto turistico costruito a tavolino. Ma qualcosa di molto più profondo: la volontà di restituire un&#8217;anima a un luogo che rischiava di perderla.</p>
<p>I fratelli Tonti hanno compreso che la vera ricchezza di Rasiglia non era soltanto nelle sue acque, nei suoi edifici storici o negli antichi lanifici. La vera ricchezza era nella sua identità. Nella storia di generazioni che avevano vissuto in armonia con la natura. Nella cultura del lavoro, dell&#8217;ingegno e della comunità.</p>
<p>Con passione, competenza e una straordinaria capacità di immaginare il futuro, hanno trasformato il recupero del borgo in un progetto culturale che ha saputo coinvolgere cittadini, artisti, studiosi e visitatori. Hanno recuperato spazi dimenticati, valorizzato la memoria industriale del paese e creato occasioni di incontro tra arte, architettura e territorio.</p>
<p>Il loro lavoro ha dimostrato che la bellezza non è un&#8217;eredità da conservare sotto una teca di vetro, ma una forza viva che deve essere continuamente alimentata e condivisa.</p>
<p>Oggi Rasiglia non è soltanto uno dei borghi più affascinanti dell&#8217;Umbria. È diventata una tappa imprescindibile per chiunque desideri comprendere l&#8217;essenza più autentica di questa regione. Chi arriva in Umbria cerca paesaggi, storia e spiritualità. A Rasiglia trova qualcosa di più: trova la prova concreta che la rinascita è possibile.</p>
<p>Passeggiando tra i vicoli attraversati dall&#8217;acqua, il visitatore non osserva soltanto un borgo restaurato. Osserva una visione diventata realtà. Osserva il risultato di un sogno coltivato con pazienza e determinazione.</p>
<p>Maurizio e Giovanni Tonti non hanno semplicemente restituito splendore a un luogo. Hanno insegnato che il patrimonio più prezioso di una comunità non sono le sue mura, ma la capacità di credere nel proprio futuro.</p>
<p>Ed è forse questa la lezione più importante che Rasiglia offre oggi al mondo: la bellezza non nasce per caso. Nasce quando qualcuno decide di prendersene cura. Nasce quando la memoria incontra il coraggio. Nasce quando uomini capaci di guardare lontano scelgono di trasformare un sogno in una possibilità concreta.</p>
<p>Per questo Rasiglia non è soltanto un borgo da visitare. È una storia da ascoltare. E nel fluire incessante delle sue acque continua a raccontare il valore di chi ha saputo farla rinascere, trasformandola in uno dei simboli più luminosi dell&#8217;Umbria contemporanea.</p>
<p><strong>&#8220;Abbiamo fatto la nostra parte&#8221;: la lezione di Maurizio Tonti per l&#8217;Umbria che guarda al futuro</strong></p>
<p><img class="alignleft size-large wp-image-45198" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2026/06/tonti-700x467.jpeg" alt="tonti" width="618" height="412" />Intervista a Maurizio Tonti sulla rinascita di Rasiglia e sul valore del dono</p>
<p>Molti vedono oggi la bellezza di Rasiglia, ma pochi conoscono il lavoro, i sacrifici e le rinunce che hanno reso possibile questa rinascita. Cosa vi ha spinto ad affrontare un percorso così impegnativo?<br />
L&#8217;amore. Può sembrare una risposta semplice, ma è quella più vera. L&#8217;amore per un luogo che appartiene alla nostra storia familiare, per una comunità che rischiava di perdere una parte della propria identità e per un territorio che meritava di essere riscoperto. Quando ami qualcosa profondamente non ti chiedi quanto ti costerà. Ti chiedi soltanto cosa puoi fare per aiutarla a vivere.</p>
<p><strong>Lei e suo fratello Giovanni avete investito tempo, energie e risorse per anni. Non avete mai pensato di fermarvi?</strong><br />
I momenti difficili non sono mancati. Ci sono stati ostacoli, incomprensioni e sacrifici che spesso rimangono invisibili agli occhi di chi arriva oggi a Rasiglia e vede soltanto il risultato finale. Ma ogni volta che emergeva una difficoltà ci ricordavamo il motivo per cui avevamo iniziato. Non stavamo lavorando per noi stessi. Stavamo cercando di restituire qualcosa ad una terra che ci aveva dato molto.</p>
<p><strong>In un&#8217;epoca in cui spesso prevale l&#8217;interesse personale, la vostra sembra una storia che va in direzione opposta. O sbaglio?</strong><br />
Credo che ogni comunità cresca quando qualcuno decide di mettere il &#8220;noi&#8221; davanti all'&#8221;io&#8221;. Non è una questione di eroismo. È una questione di responsabilità. Tutti riceviamo qualcosa dai luoghi in cui viviamo: cultura, paesaggio, relazioni, opportunità. A un certo punto diventa naturale chiedersi cosa possiamo restituire.</p>
<p><strong>C&#8217;è un sacrificio che porta particolarmente nel cuore?</strong><br />
I sacrifici più grandi sono quelli che nessuno vede. Sono le ore sottratte alla vita privata, le preoccupazioni, le energie dedicate ad un progetto senza sapere se un giorno darà i suoi frutti. Ma non li considero sacrifici nel senso negativo del termine. Sono stati atti di fiducia. Ogni passo compiuto aveva come obiettivo il bene di qualcosa che consideravamo più grande di noi.</p>
<p><strong>Oggi Rasiglia è diventata una delle immagini più rappresentative dell&#8217;Umbria. Che effetto le fa?</strong><br />
È una grande soddisfazione, ma soprattutto una gioia. Non per un riconoscimento personale. La vera felicità è vedere persone che arrivano da lontano e scoprono una parte autentica dell&#8217;Umbria. È vedere gli occhi di chi si meraviglia. È capire che un luogo che rischiava il silenzio oggi parla al mondo.</p>
<p><strong>Quanto conta il concetto di condivisione nella vostra esperienza?</strong><br />
Conta tutto. La bellezza non può essere posseduta. Può soltanto essere condivisa. Se un territorio cresce, crescono tutti: chi ci vive, chi lo visita, chi lo ama. La nostra idea è sempre stata quella di creare opportunità, non privilegi. Di aprire porte, non costruire recinti.</p>
<p><strong>Cosa vorrebbe che le persone comprendessero davvero guardando Rasiglia?</strong><br />
Che dietro ogni luogo che rinasce ci sono persone che hanno creduto in un sogno quando ancora sembrava impossibile. E che il cambiamento non arriva mai da un singolo individuo. Arriva quando tante energie si incontrano e lavorano nella stessa direzione.</p>
<p><strong>Pensa che la vostra esperienza possa essere un esempio per altri territori?</strong><br />
Mi auguro soprattutto che possa essere uno stimolo. Ogni territorio ha le proprie caratteristiche e le proprie sfide. Però esiste una verità universale: nessun luogo può rinascere se chi lo ama rimane spettatore. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte, piccola o grande che sia.</p>
<p><strong>Se dovesse lasciare un messaggio alle nuove generazioni, quale sarebbe?</strong><br />
Di non avere paura di impegnarsi per qualcosa che va oltre il proprio interesse personale. Le opere più belle nascono quando si smette di chiedersi cosa il territorio possa fare per noi e si inizia a chiedersi cosa possiamo fare noi per il territorio. Le comunità crescono grazie a persone che seminano senza la certezza di raccogliere. Se oggi Rasiglia è ciò che è diventata, è perché tante persone hanno creduto che valesse la pena farlo.</p>
<p><strong>Alla fine di questa storia, come definirebbe il vostro percorso?</strong><br />
Come un atto di gratitudine. Mio fratello ed io abbiamo semplicemente cercato di restituire una parte della bellezza che questa terra ci ha donato. Se oggi Rasiglia contribuisce a far conoscere e amare l&#8217;Umbria nel mondo, allora possiamo dire di aver fatto soltanto ciò che ogni cittadino dovrebbe sentirsi chiamato a fare: la propria parte.</p>
<p><strong>Cosa l&#8217;ha convinta ad accettare il rischio di investire a Rasiglia e quale ruolo avete avuto voi e l&#8217;associazione nella rinascita del borgo?</strong><br />
Quando mio fratello Giovanni mi propose di investire a Rasiglia ero frenato dal grande rischio economico (per le nostre tasche). Si trattava però di un ritorno alle origini: nostro padre era nato e vissuto a Rasiglia, ma non aveva più nulla lì, poiché aveva lasciato quel poco che possedeva ai suoi fratelli. Ho accettato la scommessa, perché ho condiviso da subito la profonda visione di Giovanni: non una semplice operazione progettuale, ma una riqualificazione umanistica di un borgo allora dimenticato. Il nostro intervento ha avviato il processo di rinascita, affrontando un investimento importante guidato da una visione architettonica e sociale. Parallelamente, è nata l’associazione &#8216;Rasiglia e le sue sorgenti&#8217;, di cui facciamo parte. All&#8217;associazione, e in particolare alla lungimiranza dell&#8217;ex presidente Umberto Nazzareno Tonti, va l&#8217;immenso merito di aver ricompattato la comunità attraverso un enorme investimento di tempo, recuperando la memoria storica e creando il tessuto sociale ideale per far fiorire il territorio.</p>
<p><strong>Un augurio per il futuro?</strong><br />
Il mio augurio per il futuro è che Rasiglia continui a crescere senza perdere la propria anima, mantenendo vivo l&#8217;equilibrio tra sviluppo turistico, tutela del patrimonio storico e qualità della vita della comunità locale. Mi auguro che le nuove generazioni custodiscano e valorizzino questo straordinario patrimonio, affinché il borgo resti un esempio di rinascita fondata sulla memoria, sull&#8217;identità e sulla collaborazione tra le persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un tempo in cui gli eroi non indossano mantelli e non compiono imprese leggendarie sotto i riflettori, esistono uomini che scelgono silenziosamente di dedicare la propria vita a qualcosa di più grande di loro. Maurizio e Giovanni Tonti appartengono a questa rara categoria.</p>
<p>Sono supereroi moderni, non perché abbiano cercato gloria o riconoscimenti, ma perché hanno saputo compiere il gesto più difficile e rivoluzionario del nostro tempo: donare. Donare energie, visione, sacrifici, competenze e anni della propria esistenza a una comunità, a un territorio, a un sogno collettivo.</p>
<p>Mentre molti passano accanto alla bellezza senza accorgersene, loro hanno scelto di custodirla. Mentre altri vedevano un borgo destinato a spegnersi, loro hanno intravisto una luce da proteggere e alimentare. Hanno creduto nella rinascita quando era più facile dubitare, hanno costruito quando era più semplice rinunciare, hanno seminato senza chiedere nulla in cambio.</p>
<p>Oggi le acque di Rasiglia continuano a scorrere tra vicoli e pietre antiche, raccontando una storia che va oltre il turismo e oltre il successo. Raccontano che il vero eroismo consiste nell&#8217;amare un luogo al punto da dedicargli una parte di sé. Raccontano che la grandezza non si misura da ciò che si possiede, ma da ciò che si lascia agli altri.</p>
<p>E così, tra il suono dell&#8217;acqua e il respiro della montagna umbra, il loro esempio rimane come una traccia luminosa: quella di due fratelli che hanno trasformato l&#8217;amore in azione, i sogni in realtà e una piccola meraviglia nascosta in un patrimonio condiviso dal mondo. Due supereroi moderni che, senza clamore, hanno insegnato a tutti noi che la più straordinaria delle imprese è prendersi cura della bellezza e consegnarla, più splendente di prima, alle generazioni future.</p>
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		<title>Riscaldamento domestico: guida alla scelta delle marche di stufe a pellet migliori</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2026 08:46:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni il mercato delle stufe a pellet ha conosciuto una crescita costante, affermandosi come uno dei segmenti più dinamici nel comparto del riscaldamento domestico. Una diffusione che si lega alla capacità di questi dispositivi di garantire un buon equilibrio tra rendimento, contenimento dei consumi e gestione semplice degli ambienti, in linea con le ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Negli ultimi anni il mercato delle <b>stufe a pellet </b>ha conosciuto una crescita costante, affermandosi come uno dei segmenti più dinamici nel comparto del riscaldamento domestico. Una diffusione che si lega alla capacità di questi dispositivi di garantire un buon equilibrio tra <b>rendimento, contenimento dei consumi e gestione semplice degli ambienti</b>, in linea con le esigenze delle abitazioni contemporanee.</p>
<p align="left">In uno scenario di questo tipo la scelta del modello giusto passa anche, e spesso soprattutto, dalla <b>scelta della marca</b>. Ogni produttore propone soluzioni che si distinguono per impostazione tecnica, livello di tecnologia integrata e modello di vendita: aspetti che incidono in modo concreto sull&#8217;esperienza d&#8217;uso e sul rapporto qualità-prezzo. Ecco perché, prima di orientarsi su una specifica stufa, può essere utile <b>conoscere le caratteristiche dei principali brand di riferimento</b> presenti sul mercato italiano.</p>
<h2 class="western">Stufe A Pellet Italia</h2>
<p align="left"><a href="https://www.stufeapelletitalia.com/"><span style="color: #467886;"><u>Stufe A Pellet Italia</u></span></a> è una realtà italiana tra le più rilevanti del settore, come testimoniano anche i numerosi riconoscimenti ottenuti nel corso del tempo, come il <b>Financial Times Award</b>, entrando nella classifica &#8220;<i>FT 1000 – Europe&#8217;s Fastest Growing Companies</i>&#8221; per cinque anni di seguito, 2026 incluso, e l’inserimento nella graduatoria <b>Campioni della Crescita</b>,<b> </b>elaborata dall<i>&#8216;Istituto Tedesco Qualità e Finanza</i> e pubblicata da <b>La Repubblica</b></p>
<p align="left">Con una produzione del tutto Made in Italy che avviene negli stabilimenti di Pianiga e Noale, in provincia di Venezia, Stufe A Pellet Italia si è affermata nel settore grazie a un <b>modello di vendita diretta dalla fabbrica tramite e-commerce, senza intermediari</b>. Una scelta che permette di applicare prezzi di fabbrica e di rendere accessibili dispositivi ad alta efficienza a una platea ampia di clienti.</p>
<p align="left">La gamma è particolarmente articolata così da soddisfare ogni genere di necessità: <b>stufe ad aria</b>, anche in versione slim e salvaspazio, <b>modelli canalizzati</b> con cui riscaldare più ambienti con un solo apparecchio, <b>termostufe </b>progettate per integrarsi con l&#8217;impianto idraulico domestico e dispositivi autopulenti con sistema di pulizia automatica del crogiolo. È possibile optare anche per <b>modelli con Wi-Fi integrato</b>, che consentono la gestione da remoto tramite app. Tutta la produzione rientra nelle fasce 4 o 5 stelle ai sensi del Decreto Ministeriale 186/2017, le più elevate in termini di rendimento ed emissioni.</p>
<h2 class="western">La Nordica-Extraflame</h2>
<p align="left">La <b>Nordica-Extraflame</b> è uno dei gruppi storici del settore. Le sue origini risalgono al 1968, quando i fratelli Dal Zotto fondano La Nordica come ditta di lavorazioni metalliche, inizialmente specializzata in stufe e cucine a legna. La divisione Extraflame, attiva dal 1996, ha portato l&#8217;azienda a presidiare anche il segmento del pellet, fino a farne uno dei propri ambiti di riferimento.</p>
<p align="left">L&#8217;offerta è ampia e copre tutte le tipologie principali, dalle stufe ad aria ventilata ai termoprodotti idro collegabili a radiatori o riscaldamento a pavimento. La Nordica-Extraflame si distingue in particolare per la solidità costruttiva, la cura nei materiali (<b>acciaio, ghisa, maiolica artigianale, pietra ollare</b>) e l&#8217;attenzione al design. I dispositivi più evoluti includono programmazione settimanale, termostato integrato e modulo Wi-Fi disponibile come accessorio opzionale.</p>
<h2 class="western">Palazzetti</h2>
<p align="left"><b>Palazzetti</b> è un&#8217;azienda familiare nata nel 1954 a Porcia, in provincia di Pordenone, oggi gestita dalla terza generazione della famiglia. La sua storia coincide con quella del riscaldamento a biomassa in Italia: nel 1994 il gruppo ha prodotto la prima stufa a pellet italiana, la Ecofire®, segnando un punto di svolta per l&#8217;intero comparto. Già nel 1992, peraltro, aveva introdotto la tecnologia della <b>Doppia Combustione</b>, in grado di ridurre le emissioni di monossido di carbonio e di aumentare la resa termica.</p>
<p align="left">Il tratto distintivo di Palazzetti resta la spinta verso l&#8217;innovazione. Il marchio è stato tra i primi a sviluppare la <b>stufa ermetica</b> (2009), pensata per le case passive e a basso consumo, e ha lanciato nel 2014 la prima app del settore per la gestione da remoto degli apparecchi. Il catalogo comprende stufe a pellet ad aria, ventilate o canalizzabili, modelli ibridi legna-pellet (Multifire) e una linea idro completa.</p>
<h2 class="western">Hotomatic</h2>
<p align="left"><a href="https://www.hotomatic.it/"><span style="color: #467886;"><u>Hotomatic</u></span></a> è una realtà veneta con centro produttivo a Santa Maria di Sala, tra le province di Venezia e Padova. L&#8217;azienda ha alle spalle <b>oltre vent&#8217;anni di esperienza</b> nella produzione di apparecchi termici, inizialmente per conto terzi a supporto di marchi italiani ed europei, e dal 2022 opera come brand indipendente con un proprio canale di vendita. Nel 2024 ha inaugurato l&#8217;e-commerce ufficiale, completando il modello di filiera diretta.</p>
<p align="left">Il catalogo Hotomatic comprende cinquantasette modelli, tutti progettati e realizzati nello stabilimento veneto e <b>certificati 4 o 5 stelle</b> secondo le normative italiane di settore. La gamma si articola tra stufe a pellet ad aria, con potenze comprese tra gli 8 e i 18 kW, e canalizzate, con potenze tra i 9 e i 18 kW. Sul piano tecnologico, ogni modello è dotato di <b>display touchscreen</b> e prevede la gestione tramite telecomando o tramite controllo remoto via internet. Il modello commerciale segue una logica diretta: vendita esclusiva tramite il portale ufficiale, prezzi di fabbrica, spedizione gratuita su tutto il territorio nazionale, possibilità di pagamento in contrassegno o a rate senza interessi.</p>
<h2 class="western">Edilkamin</h2>
<p align="left"><b><br />
Edilkamin</b>, con sede a Lainate (Milano), è attiva dal 1963 ed è storicamente conosciuta per la produzione di caminetti, ambito da cui ha esteso negli anni la propria offerta verso stufe a legna, stufe a pellet, termocamini e termostufe. Oggi esporta in oltre 30 Paesi e fa capo a un gruppo che comprende anche i marchi Italiana Camini e Kitchen Kamin.</p>
<p align="left">Il segno distintivo di Edilkamin è la forte componente tecnologica brevettata. Il sistema <b>DCS</b> coordina tre tecnologie proprietarie per la combustione dinamica (ashKontrol2, Fire Control e sistema Leonardo), mentre <b>The Mind</b> consente di connettere la stufa alla rete Wi-Fi domestica e di gestirla via app, radiocomando o display.</p>
<p align="left">Sul territorio nazionale, l&#8217;azienda si avvale di una rete capillare di Centri di Assistenza Tecnica abilitati, che rappresenta una componente importante del valore offerto al cliente finale.</p>
<h2 class="western">Considerazioni finali</h2>
<p align="left">L&#8217;analisi delle principali realtà presenti sul mercato fa emergere come il consumatore si trova davanti a un ventaglio di proposte che intercetta bisogni molto differenti: dalla gestione smart con app dedicate al rispetto delle normative ambientali più stringenti, dall&#8217;integrazione con impianti idraulici esistenti fino all&#8217;esigenza, sempre più sentita, di soluzioni dal prezzo competitivo ma con <b>standard qualitativi elevati</b>.</p>
<p align="left">Il mercato del pellet, in questo senso, mostra una vitalità che premia tanto i marchi storici con decenni di eredità quanto le realtà più recenti che hanno saputo riposizionarsi con <b>modelli industriali innovativi</b>.</p>
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		<title>Ubeer fa il pieno al Barton Park</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2026 08:27:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Margherita Bittarelli Tre giorni di birra artigianale, cucina di qualità, musica, incontri e attività all&#8217;aria aperta che hanno trasformato il Barton Park in uno dei punti più vivi del fine settimana umbro. La terza edizione di UBeer, andata in scena dal 22 al 24 maggio a Perugia, si è chiusa con numeri da record, ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ubeer-fa-il-pieno-al-barton-park/">Ubeer fa il pieno al Barton Park</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> di <strong>Margherita Bittarelli</strong></p>
<p>Tre giorni di birra artigianale, cucina di qualità, musica, incontri e attività all&#8217;aria aperta che hanno trasformato il Barton Park in uno dei punti più vivi del fine settimana umbro. La terza edizione di UBeer, andata in scena dal 22 al 24 maggio a Perugia, si è chiusa con numeri da record, superando del 30 per cento le presenze registrate lo scorso anno e consacrando definitivamente la manifestazione tra gli appuntamenti enogastronomici più attesi del Centro Italia.</p>
<p>Il festival, organizzato dall&#8217;associazione Open Mind, ha richiamato un pubblico trasversale fatto di appassionati, famiglie, giovani e curiosi, riuscendo ancora una volta a coniugare la dimensione conviviale della manifestazione con la valorizzazione del comparto brassicolo regionale.</p>
<p>Protagonisti assoluti sono stati i 19 birrifici artigianali presenti, arrivati da tutta la regione per offrire, attraverso le proprie produzioni, un percorso fatto di sapori, profumi e racconti del territorio. Accanto alle degustazioni, grande apprezzamento anche per i nove food truck regionali che hanno proposto street food e specialità locali.</p>
<p>“Siamo immensamente orgogliosi del risultato straordinario raggiunto in questa terza edizione &#8211; commentano gli organizzatori &#8211; Persone di tutte le età, dagli appassionati più esigenti alle famiglie con bambini, fino ai tantissimi giovani, immersi in un&#8217;atmosfera magica e di sana convivialità&#8221;. Ubeer continua a crescere mantenendo la propria identità, confermandosi &#8220;un volano economico per il territorio e una vetrina d&#8217;eccellenza che unisce l&#8217;intera Umbria brassicola&#8221;.</p>
<p>Non solo birra e gastronomia, il programma ha intrecciato sport, intrattenimento e approfondimento culturale: dalle attività open air curate da CrossFit Perugia e Galex, ai laboratori per bambini firmati The Circoletto e Gen-T, fino agli incontri nella zona talk moderati da Marta Calzoni, dedicati al valore degli eventi nella promozione del Made in Umbria e alle prospettive del settore. A scandire le serate ci ha pensato invece Radio Glox, con l&#8217;intrattenimento firmato Seratonic.</p>
<p>Il successo dell&#8217;edizione 2026 è stato possibile anche grazie alla collaborazione con i main partner Centro Commerciale Collestrada, Alessandrelli e AD Motor, insieme ai numerosi partner tecnici coinvolti, oltre al patrocinio del Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Regione Umbria, degli enti locali e delle principali istituzioni del territorio.</p>
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		<title>Costruzioni, il Centro Italia corre tra ricostruzione post-sisma e crescita</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 19:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>EMMA MOCHETTI Di fronte a un danno stimato di 28 miliardi di euro, l’edilizia dell’Appennino centrale risponde in maniera efficiente. Tra le città di Perugia e Bologna, il SAIE Lab, istituto di laboratori tecnici itinerante, diventa centrale. Un’Italia che non si ferma neanche di fronte ad una ferita così profonda come quella lasciata dal sisma ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>EMMA MOCHETTI</p>
<p>Di fronte a un danno stimato di 28 miliardi di euro, l’edilizia dell’Appennino centrale risponde in maniera efficiente. Tra le città di Perugia e Bologna, il SAIE Lab, istituto di laboratori tecnici itinerante, diventa centrale.</p>
<p>Un’Italia che non si ferma neanche di fronte ad una ferita così profonda come quella lasciata dal sisma del 2016 e 2017, con ben 138 Comuni e 28 miliardi di euro da ripristinare, è stata trasformata nella più grande opera di ricostruzione degli ultimi tempi.</p>
<p>In occasione della giornata del 22 aprile 2026, Perugia è protagonista della Tappa SAIE Lab | On Tour di Perugia, dedicata al tema della ricostruzione e del restauro del patrimonio storico.</p>
<p>Non si tratta solo di una questione di cemento, calce e operai, ma di fiducia economica. Secondo l’ultimo Osservatorio SAIE, realizzato con la collaborazione di Nomisma, la filiera del centro Italia, che conta quasi 150mila imprese tra Lazio, Toscana, Marche e Umbria, gode di ottima salute. Nonostante le fisiologiche preoccupazioni per il futuro che toccano tre imprese su dieci, il clima generale verte per un netto ottimismo: il 61% delle aziende prevede un aumento del fatturato entro la fine del 2026.</p>
<p>A spingere il comparto è un “<em>portafoglio ordini</em>” solido, giudicato finanziariamente sostenibile da due aziende su tre. Una vitalità che si traduce immediatamente in occupazione, poiché la maggior parte delle imprese è pronta a nuove assunzioni nel prossimo trimestre.</p>
<p>La sfida, però, è trovare persona specializzata. La carenza di personale qualificato è il vero problema, si cercano disperatamente operai altamente specializzati, seguiti da ingegneri e operai non specializzati. La ricerca di queste figure sta però diventando sempre più difficile per le aziende, sia a livello nazionale, sia a livello regionale.</p>
<p>Il tema centrale della tappa a Perugia dei laboratori itineranti, dedicata al tema: “<em>Ricostruzione: restauro, patologie edilizie, efficientamento del patrimonio storico</em>” moderata dall’ingegnere Andrea Dari, l’attuale Direttore di Ingenio; è stato dedicato al delicato equilibrio tra tutti questi aspetti. Un “<em>know-how</em>” tecnico che, come viene sottolineato dal Direttore Generale di SAIE Emilio Bianchi, è diventato “<em>piattaforma permanente di riferimento per l’intera filiera delle costruzioni</em>”.</p>
<p>C’è però una sfida culturale che rimane ancora aperta: il rapporto con le direttive europee. Se da un lato il 79% delle imprese ignora i dettagli del Piano Europeo per l’edilizia abitativa, circa il 57% di loro, che, al contrario, lo conoscono, si dichiarano preparate a far fronte alle richieste del Piano Casa. Più di un terzo degli intervistati ritiene i prodotti italiani superiori a quelli dei competitor europei, con un 14% che rivendica con orgoglio la leadership italiana nel settore.</p>
<p>Il viaggio SAIE Lab però non finisce a Perugia, la quale è solo il secondo dei quattro appuntamenti previsti da SAIE Lab, che nei prossimi mesi farà tappa a Brescia e Genova, portando in giro per l’Italia il dibattito su innovazione e sostenibilità. Tutti i risultati emersi dai vari incontri locali verranno presentati ufficialmente a livello nazionale durante il SAIE Bologna 2026.</p>
<p>Dopo i numeri da record nel 2024, con la partecipazione di oltre 40.000 visitatori e 560 aziende in esposizione, il SAIE torna a Bologna dal 7 al 10 ottobre 2026. L’evento conferma la sua formula vincente basata sull’alternanza annuale tra i poli fieristici di Bari e Bologna. La manifestazione si articola in quattro settori: Progettazione, Edilizia, Impianti e Servizi e Media, coprendo ogni aspetto dell’ecosistema delle costruzioni; offrendo poi un’esperienza completa tra aree dimostrative, masterclass e quattro percorsi strategici che spaziano dalla sostenibilità e infrastrutture fino alla centralità delle persone e all’innovazione digitale.</p>
<p>Un impegno, quello del SAIE Lab | On Tour che riguarda non solo la condivisione di informazioni fondamentali e percorsi di crescita e sviluppo per le aziende, ma anche un impegno sul piano sociale e culturale, per permettere una reale e maggiore comprensione di quelle che sono le immense opere di ricostruzione che hanno caratterizzato il nostro territorio a causa dell’enorme catastrofe che ha portato con sé il terremoto.</p>
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		<title>&#8220;Enogastronomia a Teatro&#8221; torna a Spoleto: presentato il cartellone</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 15:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> A Spoleto sta per riaprirsi nuovamente il sipario su quel connubio unico tra cibo e cultura, che diventa linguaggio, gesto, memoria, musica e spettacolo. Dal 4 al 7 dicembre 2025 è in programma la quarta edizione di &#8220;EAT &#8211; Enogastronomia a Teatro&#8221;, evento organizzato da Anna7Poste Eventi&#38;Comunicazione Srl in collaborazione con il Comune di Spoleto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ A Spoleto sta per riaprirsi nuovamente il sipario su quel connubio unico tra cibo e cultura, che diventa linguaggio, gesto, memoria, musica e spettacolo. Dal 4 al 7 dicembre 2025 è in programma la quarta edizione di &#8220;EAT &#8211; Enogastronomia a Teatro&#8221;, evento organizzato da Anna7Poste Eventi&amp;Comunicazione Srl in collaborazione con il Comune di Spoleto e supportato da Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, Monini S.p.A.</p>
<p class="p1">Lunedì 24 novembre a Palazzo Mauri nel corso della conferenza stampa di presentazione sono stati illustrati programma e novità, con spettacoli ancora più coinvolgenti ed originali che uniscono la cultura del cibo a performance teatrali-musicali. Sono intervenuti Giovanni Angelini Paroli, assessore al turismo e allo sviluppo economico e l&#8217;organizzatrice Anna Setteposte.</p>
<p class="p1">&#8220;EaT, come abbiamo sottolineato anche in passato &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore Angelini Paroli -, è un evento che rappresenta ormai un punto fermo della nostra programmazione, con una capacità di dare valore alla nostra cultura enogastronomica e agroalimentare molto originale, competente e suggestiva. Tenere insieme luoghi della cultura e arte culinaria permette di porre l&#8217;accento su due delle peculiarità più caratterizzanti del nostro territorio. Possiamo vivere il teatro quale luogo di incontro e conoscenza non solo della cultura, ma anche della nostra enogastronomia&#8221;.</p>
<p class="p1">&#8220;Questa è un&#8217;edizione diversa rispetto agli anni passati, non solo perché saremo in pieno clima natalizio, ma soprattutto per il programma che segna una crescita importante della manifestazione&#8221; ha affermato Setteposte per poi aggiungere: &#8220;Sarà un&#8217;edizione con molte novità, seguendo una formula già collaudata, che saprà coinvolgere il pubblico in maniera divertente e molto interessante. Avremo spettacoli a teatro dedicati ai bambini con &#8216;Shakespeare a colazione&#8217;, il ritorno dei Food Ensemble, questa volta con lo chef Tommaso Tonioni, lo spettacolo &#8216;A Tavola&#8217; prodotto da EaT e scritto da Guido Farinelli sull&#8217;arte dell&#8217;apparecchiatura con il rito della tavola come forma di racconto. Avremo un confronto tra il Trebbiano Spoletino ed i trebbiani d&#8217;Italia, tre appuntamenti con una cena clandestina e due spettacoli con i volti televisivi Vito e Niccolò Califano&#8221;.</p>
<p class="p1">Quattro giorni dove vanno in scena degustazioni, cibo, performance e musica, con l&#8217;obiettivo anche di divulgare la promozione e la difesa delle eccellenze enogastronomiche locali e nazionali in sedi suggestive e inusuali, come il Teatro Caio Melisso e il Teatrino delle Sei, importanti luoghi di cultura attraverso cui far conoscere le produzioni teatrali emergenti e far vivere al pubblico un&#8217;esperienza unica, grazie a spettacoli che prevedono una partecipazione del pubblico sempre più attiva, per amplificare le emozioni e le suggestioni.</p>
<p class="p1">Ad inaugurare la kermesse, giovedì 4 dicembre (Teatro Caio Melisso, ore 20), sarà &#8220;Mama I&#8217;m Coming Home&#8221; con Alessandro Sesti e Debora Contini, in anteprima nazionale. Lo spettacolo, durante il quale si potranno assaggiare alcuni dei piatti tipici dell&#8217;Umbria contadina, quella cucina semplice che è sinonimo di casa, di famiglia, di calore, racconta attraverso una storia personale l&#8217;universalità del rapporto madre-figlio/a. Ci si addentrerà in cosa significa essere una madre cresciuta durante il boom economico, ma soprattutto, una donna che ha vissuto la propria infanzia in un&#8217;Italia dove il timore di Dio e il patriarcato più nocivo erano considerati la normalità. Lo scontro tra un figlio, che assorbe la globalizzazione e immagina infiniti possibili &#8220;se&#8221;, e una madre, costretta a comprendere il cambiamento sociale in atto, genererà un modo per parlare dell&#8217;universo femminile nella maniera in cui era inteso negli anni &#8217;60 del nostro Paese, dalla violenza di genere alle disuguaglianze che ancora oggi permeano la società attuale.</p>
<p class="p1">Tra le novità di questa quarta edizione ci sarà anche la prima produzione targata &#8220;Eat – Enogastronomia a teatro&#8221;: &#8220;A Tavola!&#8221; (domenica 7 dicembre, Teatro Caio Melisso ore 18.30), spettacolo che vuole mettere in scena il rito della tavola a 360 gradi. Tra ironia e poesia, il sipario si aprirà sul rito antico del &#8220;mangiare insieme e apparecchiare&#8221;, capace di rafforzare i legami e di dare forma alla memoria collettiva. Un viaggio quindi ironico e poetico intorno alla tavola, tra piatti, tovaglie e ospiti in arrivo. Due attori e una Vigilia che sta per cominciare: mentre attendono, Amedeo e Piero preparano la tavola e discutono di oggetti, gesti e significati nascosti. Lo spettacolo guida il pubblico dalle mense dei patrizi romani alle tavole moderne, svelando come ogni gesto e utensile — dal cucchiaio primordiale alla &#8220;diabolica&#8221; forchetta, fino al coltello di Richelieu — racconti l&#8217;evoluzione del gusto e delle buone maniere. Tra preparativi natalizi e riflessioni sul convivio, &#8220;A Tavola!&#8221; celebra la mise en place come arte dell&#8217;accoglienza: un gesto che trasforma ogni tavola in uno spazio di bellezza, cura e condivisione. Perché apparecchiare non è solo preparare una tavola: è un atto di cura verso chi si ama. Con Guido Farinelli, autore dei testi, Gabriele Furnari Falanga e Angelo Barone. Drammaturgia Giacomo Ballarè e regia Davide Gasparrini.</p>
<p class="p1">Altra novità, uno spettacolo dedicato ai bambini dai 5 ai 10 anni intitolato &#8220;Shakespeare a colazione&#8221; (domenica 7 dicembre, Teatro Caio Melisso ore 10.45), ispirato alla formula del celebre &#8220;Shakespeare for Breakfast&#8221; del Fringe Festival di Edimburgo. Un&#8217;esperienza gustosa e teatrale, dove il genio di Shakespeare incontra la magia della prima colazione. Un cappuccino con Riccardo III? Un cornetto alla crema con Titania, la regina delle fate? Con &#8220;Shakespeare a Colazione&#8221; tutto è possibile. In una divertente e brillante matinée, cinque attori portano in scena i personaggi più amati del teatro elisabettiano – da Iago a Lady Anna, da Ariel a Shylock – tra dialoghi, sonetti e momenti di pura comicità. Una sgangherata compagnia di girovaghi accompagna il pubblico in un viaggio tra sogni, amori e malintesi tratti da opere come &#8220;Il Mercante di Venezia&#8221;, &#8220;Molto rumore per nulla&#8221;, &#8220;Sogno di una notte di mezza estate&#8221; e &#8220;Pene d&#8217;amor perdute&#8221;, mentre viene servita una vera colazione con latte, succhi di frutta, cappuccino e torte. Testo originale a cura di Perelandra (iniziativa gratuita realizzata con il contributo del Gal Valle Umbra e Sibillini).</p>
<p class="p1">La seconda giornata, venerdì 5 dicembre, è caratterizzata da due appuntamenti. Si inizia con &#8220;Emozioni da bere. Il primo cocktail show sulle emozioni&#8221; (Teatro Caio Melisso, ore 19). Un format unico, un viaggio nelle emozioni umane, un aperitivo durante il quale si ride, si riflette, si gioca e si brinda. &#8220;Cocktail emotivi&#8221; realizzati ad hoc, ognuno ispirato a un&#8217;emozione diversa. Regia drammaturgia interpretazione Daniele Vagnozzi, supervisione alla regia Alessandro Savarese. Costume e oggetti di scena Stefania Cempini, ideazione cocktail Sebastian Lombardo / Raval. Produzione Marche Teatro.</p>
<p class="p1">A seguire il nuovo one man show di Vito dal titolo &#8220;L&#8217;altezza delle lasagne. Monologo di sopravvivenza gastronomica&#8221; (Teatro Caio Melisso, ore 21.15). Perché è scomparsa la rucola e siamo invasi dall&#8217;avocado? Chi ha deciso che non serve più la mezzaluna? Cosa ha trasformato il semplice gesto di nutrirsi in una nuova religione? Da quando l&#8217;uomo ha smesso di fare da mangiare e si è trasformato in Chef? Si può preparare una torta di mele eco-sostenibile senza sfruttare l&#8217;ambiente? Vito porta lo spettatore su un terreno a lui caro, quello del cibo e della cucina, in un excursus esilarante e spietato sul malsano e preverso rapporto tra l&#8217;uomo e il piano cottura. Lo spettacolo (di Francesco Freyrie e Andrea Zalone) che tutti quelli che amano cucinare dovrebbero vedere.</p>
<p class="p1">Ricca di appuntamenti la giornata di sabato 6 dicembre. Si inizia con la tavola rotonda organizzata e a cura del Gal Valle Umbra e Sibillini dal titolo &#8220;Origine e qualità degli alimenti. Il ruolo dei Consorzi di tutela nell&#8217;era dell&#8217;AI&#8221; (Teatro Caio Melisso, ore 10.30). Il consumatore attento e consapevole cerca sempre garanzie sull&#8217;origine e sulla qualità degli alimenti. In questo ambito applicazioni, motori di ricerca e Intelligenza artificiale si stanno sostituendo al valore dell&#8217;etichetta. I Consorzi di Tutela hanno la l&#8217;obbligo di ribadire il loro ruolo istituzionale di garanzia di qualità delle produzioni, a tutela di chi produce e si chi consuma, salvaguardando il valore dei marchi europei. Interverranno: Andrea Sisti, sindaco di Spoleto, Pietro Bellini, presidente Gal Valle Umbra e Sibillini e presidente Consorzio di tutela Prosciutto di Norcia; Paolo Bartoloni, presidente Consorzio Tutela Vini Montefalco; Marco Fornaciari da Passano, professore dipartimento di ingegneria civile ed ambientale Università degli studi di Perugia; Devis Cruciani, amministratore Unico del Parco Tecnologico Agroalimentare dell&#8217;Umbria; Zefferino Monini, presidente Olio Monini Spa. A moderare il giornalista Maurizio Pescari.</p>
<p class="p1">A seguire &#8220;Cibo angelico&#8221; (Fattoria Sociale, Loc. Protte n.27, ore 12). Come una madre, o una sorella. Quando entra in scena l&#8217;attrice Mariella Fabbris è un tornado familiare. L&#8217;impeto mescolato alla dolcezza. Così rapisce e porta via gli spettatori, facendone scomparire le tracce; per incanto soffitti e pareti svaniscono e siepi e fascine si scavalcano per salire su in montagna dove volano acciughe felici oppure, si plana dentro chiostri odorosi di erbe, finendo tra pennuti angelici. Le storie provengono dalle pagine di Tabucchi e Orengo, che hanno omaggiato l&#8217;artista con due racconti preziosi, con l&#8217;invito a riscoprire le cose buone e semplici. Reimparando magari ciò che è stato dimenticato nel rapporto con la natura. Lettere, poesia, teatro e cucina. Di e con Mariella Fabbris. In collaborazione con Fattoria Sociale. Spettacolo e degustazione di gnocchi (gnocchi al pomodoro – gnocchi al pesto – gnocchi ai tre formaggi – gnocchi dolci).</p>
<p class="p1">&#8220;La ultima vez&#8221; (L&#8217;ultima volta) di Gabriella Salvaterra (Teatrino delle 6, ore 12.45 e in replica alle 19.45) è invece una cena clandestina che si propone di celebrare la meraviglia di un eterno nuovo inizio. Questo spettacolo supera i limiti tradizionali del teatro, integrando in un&#8217;esperienza poetica il cibo, la narrazione, la musica e la memoria dei nostri corpi: &#8220;Quando le persone si riuniscono attorno ad un tavolo molto spesso parlano delle loro vite, ma non capisco perché quasi sempre parlano delle loro prime volte. Questa notte propongo il contrario; ricordare, celebrare le ultime volte della nostra vita, perché per me sono le più belle e le più importanti&#8221;. Quest&#8217;opera è erede di un lavoro che per molti anni Gabriella Salvaterra ha sviluppato con il Teatro de los Sentidos, indagando la relazione tra gusto e memoria, e i semplici e profondi rituali che segnano la nostra vita.</p>
<p class="p1">Con &#8220;La rivincita del Trebbiano&#8221; (Teatro Caio Melisso, ore 16.45) il pomeriggio è in programma anche una degustazione guidata a cura dei giornalisti enogastronomici Antonio Boco e Giuseppe Carrus. Da varietà bistratta, derisa, camuffata, ritenuta buona solo per quantità e prodotti da taglio, a uva capace di vini contemporanei e attraenti, ad alto tasso di originalità e dalle molteplici declinazioni. Ecco allora che il sipario si aprirà per il Trebbiano, anzi per i Trebbiani. In degustazione: Antonio Camillo | IGP Toscana Procanico 2024; Cantina Ninni | DOC Spoleto Trebbiano Spoletino Misluli 2024; Cantina Antonelli | DOC Spoleto Trebbiano Spoletino Vigna Tonda 2024; Valentini | DOC Trebbiano d&#8217;Abruzzo 2024; Francesco Guccione | IGP Terre Siciliane Trebbiano 2024; Monteraponi | IGP Toscana Trebbiano 2023; Marangona | DOP Lugana Cemento 2022.</p>
<p class="p1">La giornata si concluderà con l&#8217;atteso ritorno dei Food Ensemble con &#8220;Il concerto che puoi mangiare&#8221; (Teatro Caio Melisso, ore 21). Il primo concerto che si può assaggiare si unirà questa volta allo chef Tommaso Tonioni per una collaborazione irripetibile. Per questa edizione verrà ideato un piatto inedito, creato appositamente per la serata e svelato in anteprima durante la performance. Nel pieno stile Food Ensemble, il piatto diventerà musica: suoni, aromi e movimenti della preparazione si trasformeranno in una nuova traccia, che dopo l&#8217;evento sarà pubblicata e ascoltabile in streaming. Un&#8217;esperienza che unisce gusto e suono in un&#8217;unica performance multisensoriale. Selezione vini a cura de Il Garage del Vino.</p>
<p class="p1">L&#8217;ultima giornata di EaT, domenica 7 dicembre, inizierà con una matinée al cinema, tra colazione e proiezione del film &#8220;Il gusto delle cose&#8221; (Sala Pegasus, ore 10.30). Un film di Tran Anh Hung che segna una svolta nel sottogenere cibo-cinema: non più competizione ma condivisione di sapere. Sul finire del XIX secolo in Francia Eugenie, cuoca sopraffina, e Dodin-Bouffant, famoso gastronomo, lavorano fianco a fianco da vent&#8217;anni. Il loro è un rapporto di reciproca fiducia che progressivamente si è trasformato in una relazione sentimentale. Eugenie però si ritrae dinanzi all&#8217;idea che si consolidi in un matrimonio. Lui però non ha intenzione di arrendersi e si muove, per ottenere il risultato desiderato, sul terreno che li accomuna: la cucina.</p>
<p class="p1">In contemporanea è in programma anche lo spettacolo per bambini &#8220;Shakespeare a colazione&#8221; (Teatro Caio Melisso, ore 10.45). Anche domenica, dopo le due repliche di sabato, andrà in scena la cena clandestina di Gabriella Salvaterra dal titolo &#8220;La ultima vez&#8221; (Teatrino delle 6, ore 12.30).</p>
<p class="p1">Con lo spettacolo ironico e scanzonato &#8220;Mangiare tutto&#8221; (Teatro Caio Melisso, ore 16.30), l&#8217;attore e cuoco Niccolò Califano, reduce dal programma Sky Masterchef, e lo scrittore e drammaturgo Matteo Cavezzali, racconteranno poi la passione/patologia che colpisce ogni italiano: la mania per la cucina. Gli italiani infatti hanno una vera e propria ossessione per il cibo. A colazione parlano di cosa mangiare a pranzo, a pranzo di cosa mangiare a cena, a cena iniziano a progettare i pasti del giorno seguente. Dalle liti per la miglior ricetta, alle battaglie per la &#8220;vera&#8221; tradizionale, dalla gara a chi ha avuto la nonna come cuoca migliore, dalle abbuffate per Natale e per i matrimoni, fino alla nuova passione per la cucina etnica e giapponese. Con un solo imperativo &#8220;mangiare tutto!&#8221;. In scena, oltre a Califano anche Andrea Sciamanna.</p>
<p class="p1">Il finale della quattro giorni spoletina sarà poi con la prima produzione targata EaT &#8220;A tavola!&#8221; (Teatro Caio Melisso, ore 18.30).</p>
<p class="p1">Attori, musicisti, cuochi e spettatori si ritroveranno così nuovamente insieme a Spoleto per sedersi ancora allo stesso tavolo, tra cibo e performance. Lo spazio del teatro e non solo, grazie ad un ricco programma di appuntamenti, tornerà ad essere condiviso interamente, in una chiave di esclusiva convivialità.</p>
<p class="p1">Nel Settecento il teatro non era soltanto palcoscenico di arti e spettacolo, ma un luogo vivo, sociale, in cui si mangiava, si brindava e si festeggiava insieme. Con EaT questo spirito torna a rivivere: il teatro ridiventa spazio di incontro e condivisione, dove cultura e gusto si intrecciano per restituire al pubblico l&#8217;esperienza autentica di un tempo.</p>
<p class="p1">Biglietti in vendita sul circuito Ticket Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Studenti, insegnanti e cittadini insieme per dire &#8216;no&#8217; al degrado e all&#8217;odio</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/studenti-insegnanti-e-cittadini-insieme-per-dire-no-al-degrado-e-allodio/</link>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 09:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Oltre 100 fra studenti e studentesse, insegnanti e cittadini sono scesi in campo a Perugia come volontari per sostenere il progetto di sensibilizzazione contro l&#8217;odio promosso da ACE insieme a Retake e Diversity Lab. Il progetto è arrivato per la prima volta a Perugia e proseguirà a novembre con le città di Lecce e Torino. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Oltre 100 fra studenti e studentesse, insegnanti e cittadini sono scesi in campo a Perugia come volontari per sostenere il progetto di sensibilizzazione contro l&#8217;odio promosso da ACE insieme a Retake e Diversity Lab. Il progetto è arrivato per la prima volta a Perugia e proseguirà a novembre con le città di Lecce e Torino. L&#8217;iniziativa prevede la riqualificazione urbana &#8220;Scendiamo in Piazza&#8221; e la campagna di sensibilizzazione sociale &#8220;Formula Anti-Odio&#8221; per promuovere una nuova cultura del pulito volta a sostenere la lotta contro le discriminazioni e la cura degli spazi comuni.</p>
<p>Protagonisti dell&#8217;iniziativa gli studenti delle scuole quali portavoce di un messaggio forte contro le forme di odio e a favore di una maggiore cura verso gli spazi pubblici come luoghi di socialità e condivisione. E proprio gli studenti e le studentesse della Scuola Secondaria di I grado &#8220;Carducci – Purgotti&#8221;, si sono ritrovati oggi nel parco adiacente alla scuola, insieme a tanti cittadini, volontari e Francesca Tizi, Assessora alla Scuola del Comune di Perugia, per ridarevita alla parco riqualificandolo e ripulendola per una migliore fruizione da parte di tutta la cittadinanza.</p>
<p>Gli studenti sono stati inoltre coinvolti in laboratori sull&#8217;inclusività, tenuti da docenti di Diversity Lab, e sulle buone pratiche ambientali, a cura dell&#8217;associazione Retake. &#8220;Scendiamo in piazza fa tappa anche a Perugia coinvolgendo i nostri studenti delle classi seconde e il territorio. Un percorso che si sviluppa da anni con l&#8217;obiettivo di lasciare un segno nelle città in cui si svolge e nei nostri ragazzi per il suo indiscutibile valore educativo e civico. Un valore aggiunto è rappresentato sicuramente dalla collaborazione interistituzionale che coinvolge Scuole, Comune e associazioni, una sinergia volta a sensibilizzare tutti noi ma soprattutto le nuove generazioni rispetto a temi molto caldi e sentiti, come la solidarietà, l&#8217;inclusione, il riconoscimento dell&#8217;altro come preziosa risorsa e non come minaccia. Un&#8217;iniziativa che fa scendere direttamente in campo i nostri studenti e le loro famiglie, cioè coloro che di fatto vivono e rappresentano il territorio. Un&#8217;opportunità imperdibile per sperimentare la cittadinanza attiva e comprendere le logiche della convivenza e della cura dell&#8217;altro, per prendere coscienza che c&#8217;è chi ha bisogno di noi e che aiutare gli altri è un gesto che produce un beneficio reciproco. Le attività laboratoriali svolte ma anche questo momento di incontro sono occasioni che dovrebbero moltiplicarsi fino a diventare parte dei percorsi delle scuole che, tutte le volte che si aprono ad iniziative con altri soggetti istituzionali cresce ma anche offre momenti di crescita e riflessione anche per i suoi compagni di viaggio. Un grazie a tutti, alle associazioni che hanno organizzato con noi l&#8217;evento, ai nostri docenti e agli studenti che con la loro partecipazione hanno compreso il valore di questa iniziativa, alle famiglie e alla nostra amministrazione comunale che con la sua presenza ci fa sentire il valore e il sostegno delle nostre istituzioni&#8221; ha detto il Preside della Scuola Secondaria di I grado &#8220;Carducci-Purgotti&#8221; Pierpaolo Pellegrino.</p>
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		<title>Piazza Birago riqualificata dagli studenti della scuola &#8216;Carducci &#8211; Purgotti&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2025 14:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;educazione al rispetto dei luoghi e della persona e al rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione parte proprio dalla scuola, il luogo per eccellenza in cui si fa esperienza della diversità. È da qui che ha preso il via la quarta edizione del progetto di riqualificazione urbana &#8220;Scendiamo in Piazza&#8221; e della campagna di sensibilizzazione &#8220;Formula Anti-Odio&#8221; ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> L&#8217;educazione al rispetto dei luoghi e della persona e al rifiuto di qualsiasi forma di discriminazione parte proprio dalla scuola, il luogo per eccellenza in cui si fa esperienza della diversità. È da qui che ha preso il via la quarta edizione del progetto di riqualificazione urbana &#8220;Scendiamo in Piazza&#8221; e della campagna di sensibilizzazione &#8220;Formula Anti-Odio&#8221; di ACE, che mette in primo piano gli studenti delle scuole quali portavoce di un messaggio forte contro la discriminazione e a favore di una maggiore cura verso gli spazi pubblici come luoghi di socialità e condivisione.</p>
<p>Promotore di questo progetto è ACE, leader nei detergenti per la casa e i tessuti e marchio di Fater, impegnato nella diffusione di una cultura del pulito dentro e fuori casa. Ad affiancarlo due partner d&#8217;eccezione: Retake, fondazione nazionale che realizza progetti di riqualificazione urbana incoraggiando la diffusione del senso civico e Diversity Lab, organizzazione riconosciuta a livello nazionale e internazionale, da sempre impegnata a promuovere la cultura dell&#8217;inclusione e il valore della diversità nei media, nelle aziende e nella società civile. Un&#8217;alleanza virtuosa quella fra ACE, Retake e Diversity Lab per un obiettivo comune: entrare nelle scuole e parlare agli studenti invitandoli a scendere in campo attivamente per prendersi cura delle aree pubbliche nei pressi delle loro scuole e contrastare le tante forme di odio che colpiscono le persone, anche attraverso le scritte offensive che sporcano le nostre città.</p>
<p>L&#8217;edizione 2025 del progetto, che negli anni ha già coinvolto oltre 3.600 persone tra studenti e cittadini in 21 tappe, ha preso il via da Roma il 26 settembre 2025 e ora fa tappa a Perugia in Piazza Birago con la Scuola Secondaria di I grado &#8220;Carducci &#8211; Purgotti&#8221; dove circa 100 studenti e studentesse saranno protagonisti di una giornata di riqualificazione urbana a partecipazione collettiva e due laboratori didattici: uno con Retake sulle tematiche della riqualificazione e dell&#8217;educazione ambientale e uno con Diversity Lab sulle tematiche dell&#8217;inclusione. Insieme ai volontari di Retake, i ragazzi e le ragazze si metteranno in gioco raccogliendo rifiuti, sistemando i giochi e la recinzione, realizzando giochi a terra e sistemando le panchine. Il tutto culminerà nelle Olimpiadi Retake, un&#8217;occasione per vivere lo spirito della collaborazione e riflettere, divertendosi, sull&#8217;importanza di prendersi cura degli spazi comuni.</p>
<p>Dopo Perugia, Scendiamo in piazza farà tappa anche a Lecce (7 novembre) e Torino (14 novembre), coinvolgendo complessivamente circa 800 studenti. Un percorso che, anno dopo anno, continua ad allargarsi, generando un impatto concreto nelle città e lasciando un segnale positivo nella formazione delle nuove generazioni.</p>
<p>&#8220;Il nostro scopo &#8211; Il pulito che unisce &#8211; prende vita ogni volta che studenti, insegnanti e volontari collaborano per migliorare un luogo e restituirlo alla comunità. Con Scendiamo in piazza desideriamo proseguire, insieme a Retake e Diversity Lab, un percorso che non riguarda solo la cura degli spazi, ma anche la crescita di una maggiore consapevolezza nelle nuove generazioni. Perugia è una prima assoluta: l&#8217;ingresso in nuove città rende il progetto sempre più capillare e presente nelle scuole, così che un numero crescente di giovani possa maturare consapevolezza. Crediamo che prendersi cura di una piazza o di una scuola possa diventare anche un modo per riflettere sul rispetto reciproco e sul valore dell&#8217;inclusione, piccoli passi che contribuiscono a contrastare odio e discriminazione e a immaginare un futuro più aperto e condiviso&#8221; &#8211; ha commentato Daniele Giardinelli, Category Director F&amp;HC Italy di Fater.</p>
<p>&#8220;Progetti come questo dimostrano che il cambiamento passa dai gesti semplici: prendersi cura di un luogo insieme, ridare colore a una piazza, ascoltare le differenze. Con ACE e Diversity Lab condividiamo la convinzione che il rispetto – per l&#8217;ambiente e per le persone – si costruisca partendo dalla scuola e dall&#8217;esperienza diretta della collaborazione. È qui che nasce la cittadinanza attiva: nella consapevolezza che ognuno può fare la propria parte per rendere le città più accoglienti e inclusive&#8221; &#8211; dichiara Fabrizio Milone, presidente di Retake.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nasce un &#8216;partenariato pubblico-privato&#8217; tra la Prefettura e Umbra Acque</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2025 07:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> La Prefettura di Perugia e Umbra Acque Spa hanno sottoscritto nella mattinata odierna, un protocollo di &#8216;partenariato pubblico-privato&#8217; contro le infiltrazioni della criminalità organizzata e per la tutela della sicurezza e della legalità, relativo alle attività nel settore idrico svolte dalla società del gruppo Acea, in attuazione del protocollo quadro nazionale, siglato il 19 luglio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La Prefettura di Perugia e Umbra Acque Spa hanno sottoscritto nella mattinata odierna, un protocollo di &#8216;partenariato pubblico-privato&#8217; contro le infiltrazioni della criminalità organizzata e per la tutela della sicurezza e della legalità, relativo alle attività nel settore idrico svolte dalla società del gruppo Acea, in attuazione del protocollo quadro nazionale, siglato il 19 luglio 2023 dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e dall’amministratore delegato e direttore generale di Acea, Fabrizio Palermo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Alla firma, avvenuta nella sala Giunta della Prefettura, erano presenti il prefetto della provincia di Perugia, Francesco Zito; la viceprefetto vicario, Maura Nicolina Perrotta; l’amministratrice delegata di Umbra Acque, Tiziana Buonfiglio; il presidente di Umbra Acque, Filippo Calabrese; i dirigenti di Umbra Acque Emanuele Bucarini e Guido Burrini e il responsabile della Struttura Security di Acea, Domenico Vozza.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Il Prefetto Zito, nell’esprimere il proprio apprezzamento per la meritoria iniziativa, ha ricordato l’importanza di un progressivo e costante innalzamento dei livelli di legalità, per il quale protocolli di sicurezza e legalità rappresentano un efficace e collaudato strumento. “La legalità – ha sottolineato il Prefetto – rappresenta un valore in sé, a cui va sempre informata l’azione amministrativa e per la quale vanno poste in essere tutte le attività possibili, sia da parte della componente pubblica che da quella privata”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Tiziana Buonfiglio, dopo aver ringraziato il prefetto, ha ricordato che “questa iniziativa rappresenta una straordinaria opportunità per la società di consolidare il rapporto con le istituzioni e di rendicontazione verso gli stakeholders. Siamo molto sensibili al richiamo del prefetto su infiltrazioni della criminalità, sicurezza e legalità del lavoro. Con Acea ci impegniamo per mettere in pratica attività specifiche di controllo laddove si richieda l’esigenza di effettuare particolari verifiche, rispetto a quelle che già mettiamo in atto.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ricordo inoltre che la società è una delle principali stazioni appaltanti dell’Umbria e in questi anni ha messo in campo investimenti di grande rilievo grazie anche al Pnrr, pari a 90 milioni con puntuale cronoprogramma di esecuzione”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>“Come parte pubblica abbiamo sempre apprezzato e condiviso la grande attenzione di Umbra Acque per questo tipo di iniziative – ha detto Filippo Calabrese –. Questo protocollo nella parte in cui prevede la tutela delle infrastrutture e delle risorse, si inserisce a pieno titolo nell’alveo dei principi cardine di tutela enunciati dalla direttiva europea Cer, che entrerà in vigore nel 2027 e che le società che erogano servizi pubblici essenziali, dovranno porre in essere in via preliminare. Per questo non possiamo che essere soddisfatti di questo protocollo che consolida e rafforza verifiche e controlli su tematiche di straordinaria importanza”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Per quanto attiene agli ambiti di interesse del protocollo, gli stessi riguardano la prevenzione e il contrasto di irregolarità negli appalti; il contrasto e la prevenzione di attentati alle infrastrutture essenziali, al sistema informatico e agli impianti idrici, fognari e di depurazione in gestione ad Umbra Acque. Il documento si pone in continuità con il percorso costante di trasparenza verso gli stakeholder e tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori e dell’ambiente che caratterizza la società partecipata che gestisce il servizio idrico per i comuni della provincia di Perugia. In tal senso sono previste iniziative di informazione e formazione del personale e di sensibilizzazione dell’intera filiera di fornitura, in aggiunta alle verifiche di regolarità di legge.</p>
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		<title>A Perugia la presentazione del libro &#8216;Il mondo di Celeste&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 13:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> All’interno della rassegna &#8216;Umbria Libri 2025&#8242; verrà presentato &#8220;Il mondo di Celeste. Radici, appartenenza e identità tra vissuti personali e casi clinici&#8221;, Edizioni EraNuova, scritto dalla psicologa e psicoterapeuta Mariateresa Di Leo, che vive e lavora a Spoleto. L’appuntamento è per sabato 27 ottobre alle ore 18, presso il Centro servizi camerali Alessi a Perugia. Durante l’incontro, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> All’interno della rassegna &#8216;Umbria Libri 2025&#8242; verrà presentato &#8220;Il mondo di Celeste. Radici, appartenenza e identità tra vissuti personali e casi clinici&#8221;, Edizioni EraNuova, scritto dalla psicologa e psicoterapeuta Mariateresa Di Leo, che vive e lavora a Spoleto. L’appuntamento è per sabato 27 ottobre alle ore 18, presso il Centro servizi camerali Alessi a Perugia.</p>
<p>Durante l’incontro, l’autrice dialogherà con la dottoressa Rosella De Leonibus, psicologa e psicoterapeuta, per approfondire le tematiche centrali del libro. Attraverso un intreccio di narrazione autobiografica e casi clinici reali, il volume propone una riflessione profonda e toccante su dinamiche relazionali, memoria emotiva e trasformazione interiore, offrendo spunti preziosi sia per il lettore comune che per gli addetti ai lavori. L’evento è aperto al pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/a-perugia-la-presentazione-del-libro-il-mondo-di-celeste/">A Perugia la presentazione del libro &#8216;Il mondo di Celeste&#8217;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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