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	<title>Perugia Online &#187; AboutUmbria</title>
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		<title>Tessendo un elogio al bianco</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Nov 2019 16:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[AboutUmbria]]></category>
		<category><![CDATA[AboutUmbria Collection]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Todi]]></category>
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		<category><![CDATA[Tempio della Consolazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Storia, arte, bellezza. Il Tempio della Consolazione di Todi ospiterà WHITE, il nuovo numero della rivista AboutUmbria Collection di AboutUmbria. Nel nuovo numero della rivista da collezione dedicata alle eccellenze dell’Umbria sarà contenuto un approfondito articolo dedicato proprio al Tempio tuderte attribuito al genio di Bramante: la storia artistica e culturale di questa monumentale opera ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Todi. </span> Storia, arte, bellezza. Il Tempio della Consolazione di Todi ospiterà <em>WHITE,</em> il nuovo numero della rivista AboutUmbria Collection di AboutUmbria.</p>
<p>Nel nuovo numero della rivista da collezione dedicata alle eccellenze dell’Umbria sarà contenuto un approfondito articolo dedicato proprio al Tempio tuderte attribuito al genio di Bramante: la storia artistica e culturale di questa monumentale opera sarà corredata da curiosità, aspetti inediti e approfondimenti.</p>
<p>Come rivista da collezione, AboutUmbria Collection compie un excursus tra gli aspetti noti e meno noti della regione, attraverso un filo conduttore che questa volta è bianco, bianco come le ceramiche e i marmi utilizzati dagli artisti contemporanei, bianco come la torta al testo, bianco come il bozzolo del baco da seta, come la tela umbra, come la bianca fontana di Piazza Tacito a Terni. E bianco naturalmente come il Tempio di Santa Maria della Consolazione, raro e mirabile esempio di architettura rinascimentale in Umbria.</p>
<p>Ampio spazio è dedicato a questa bellissima opera attraverso tre articoli che saranno approfonditi durante la presentazione, in programma per venerdì 6 dicembre alle ore 16.</p>
<p>Interverranno l&#8217;avvocato Claudia Orsini, presidente La Consolazione ETAB, l&#8217;assessore alla Cultura del Comune di Todi Dr. Claudio Ranchicchio, Laura Zazzerini, direttore editoriale di AboutUmbria, la dott.ssa Martina Pazzi e il progettista Dott. Geol. Gabriele Lena.</p>
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		<title>Quell’arte non garantita</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2019 10:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> ‘Quello che a me interessa – ha dichiarato Keith Haring, disegnatore dell’orologio per la Swatch, divenuto oggetto di culto – è che i miei disegni potrebbero espandersi su qualsiasi superficie; i miei disegni potrebbero essere disegnati su qualsiasi supporto o materiale, come i geroglifici egizi, i pittogrammi maya o indios’. ‘La sua bomboletta bianca – ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> ‘Quello che a me interessa – ha dichiarato Keith Haring, disegnatore dell’orologio per la Swatch, divenuto oggetto di culto – è che i miei disegni potrebbero espandersi su qualsiasi superficie; i miei disegni potrebbero essere disegnati su qualsiasi supporto o materiale, come i geroglifici egizi, i pittogrammi maya o indios’. ‘La sua bomboletta bianca – commenta Angela Vettese – disegnava con incredibile talento grafico bambini radianti, cani, televisori con le gambe, donne incinte e, in generale, figure concepite come inno alla vita e animate da un ansioso <em>horror vacui</em>’. Un linguaggio semplice, il suo, sintetico, mai semplicistico, influenzato dall’opera di Twombly, dalla scrittura automatica surrealista, dal gestualismo di Pollock, e in grado di rendere visivamente ciò che è stata la musica rap per una generazione di giovani americani vissuti nella seconda metà del Novecento: ‘la possibilità di parlare di qualunque cosa senza scrivere un testo preconfezionato (…), l’abolizione del <em>refrain</em> in favore della centralità del solo ritmo, ossessivo e tribale’.</p>
<p>Al ritmo, ossessivo e tribale, che informa di sé il graffitismo, e, più nello specifico, alla possibilità comunicativa insita nella Street Art è stata dedicata la tavola rotonda, promossa dall’associazione culturale AboutUmbria e dal progetto Umbrò Cultura e coordinata da Matteo Piselli – ideatore di una App 1.0 di censimento delle opere d’arte umbre – che si è tenuta, giovedì 16 maggio, nella rinnovata sala-libreria di Umbrò, in via S. Ercolano 2, a Perugia.</p>
<p>L’idea è nata dalla consapevolezza che le nuove generazioni, dettando regole e tendenze, danno vita a nuovi modi di comunicare o di reinterpretare il linguaggio. Interpretare e comprendere il linguaggio della Street Art significa entrare in contatto con le aspettative di un’intera generazione e tentare di rispondere ai seguenti quesiti: si può giungere ad un decoro urbano attraverso la Street Art? Quali sono le differenze tra Street Art spontanea e Street Art su commissione? I musei urbani all’aperto possono riqualificare le città? Come viene percepita la Street Art dai cittadini? Quali sono i punti di contatto tra arte contemporanea e Street Art? La tavola rotonda ha registrato la partecipazione di artisti e di esperti nel campo della comunicazione e dell’arte. ‘Intendiamo mettere nella stessa stanza artisti, curatori, esperti del settore e persone’ è stato il commento di Matteo Piselli, che ha esordito affermando che, spesso, la Street Art è vista come una non-arte, come un insieme neanche troppo sistematico di ‘muri imbrattati’.</p>
<p>Così, stando alle testimonianze degli artisti presenti durante la prima sessione del dibattito – Ache77, Maqcèd, Ob Queberry Artwork, Il coffee –, non è. Da via Sicilia alla zona della stazione di Fontivegge, l’arte per Maqcèd e per la sua bomboletta, bomboletta che ha prestato anche per la realizzazione di un’opera a Ponte San Giovanni in collaborazione con Mp5, è, anzitutto, una questione identitaria, di ricerca personale di quegli spazi spesso non concessi dall’amministrazione e che gli artisti si contendono, passando, inevitabilmente, a volte, dal muro alla tela. Con la speranza di tornare al muralismo. Da Londra a Urbino, passando per Spoleto, le opere di Ob Queberry Artwork – fra cui lo Zoo urbano o Mask, riconoscibilissime nella loro cifra stilistica e con l’unico intento di ‘occupare una via’ – recano la stessa firma da dodici anni: uno pseudonimo, il suo, un nome inventato, ‘un po’ come quando Gigi Proietti finge di parlare in inglese’. Da Marsciano a Foligno a Bastia, l’arte de Il coffee è disseminata un po’ in tutta l’Umbria, attingendo a ciò che a lui ‘piace, dall’arte classica allo sport al cinema’. E non è, allora, un caso, se le nature morte del Caravaggio vengano sostituite dal McMenu o se, lungi dalla blasfemia, le Madonne di sconosciuti pittori siano modificate dall’inserzione di emoticon. Follonica, una delle terre promesse del lavoro di Ache77, per cui la serialità nella riproduzione del volto di una figura femminile, sempre lo stesso, coincide con il riproporre lo stesso soggetto in contesti diversi. ‘Lo stesso soggetto – ha dichiarato l’artista rumeno – in contesti diversi cambia, così come cambia se vengono applicate tecniche diverse o se viene eseguito su diverse superfici’.</p>
<p>Che dire, poi, del rapporto fra arte spontanea e arte su commissione, alla luce del fatto che anche alcuni lavori commissionati sono Street Art? Che dire, ancora, dei giovani artisti cresciuti con lo sviluppo del marketing e della pubblicità? Dell’ipercontemporaneità, della mancanza di filtri, a fronte dei musei, intrinseca nelle aree dismesse, nelle fabbriche abbandonate, dove, spesso, campeggiano opere di Street Art? C’è un alfabeto per la Street Art? Un legame con la serialità, ad esempio, delle avanguardie artistiche? Se esiste un manifesto per il graffitismo, la Street Art attinge a varie tecniche, non può essere ridotta ad un manifesto con funzione estetica: attinge alla litografia, alla silografia, ad esempio, e con una stessa bomboletta si possono realizzare fino a tre copie di un’opera.</p>
<p>La seconda sessione della tavola rotonda ha visto la partecipazione di curatori e di membri di associazioni, che hanno discusso sul ruolo della Street Art nella comunicazione dell’arte. Se la Pro-loco di Collazzone ha indetto un bando di concorso per riqualificare lo spazio urbano attraverso la Street Art e il muralismo – i murales su commissione, destinati ad aggiornare l’offerta culturale, devono ruotare attorno all’argomento ‘acqua, terra, cibo’ e le candidature possono essere presentate fino al prossimo 31 maggio –, è intervenuta nel dibattito anche Giulia Paciello di Comma Art City Project, progetto che, a partire dal 2012, ha portato , da piazza del Bacio a Monteluce, la Street Art nel capoluogo umbro, con il coinvolgimento di artisti e writers internazionali, che hanno saputo cambiare e valorizzare alcuni scorci della città, esplorando e ridefinendo il tessuto cittadino in un laboratorio a cielo aperto e in un work in progress su scala urbana. Gli interventi di Matteo Bidini (Street Levels Galleria di Firenze) e del critico d’arte Andrea Baffoni hanno focalizzato, rispettivamente, l’attenzione sulla funzione del contro-messaggio che può avere, ad esempio, la sovversione della pubblicità, da cui gli utenti e i consumatori sono letteralmente ‘bombardati’, e sull’importanza dell’interazione fra arti diverse, in un contemporaneo ‘girotondo delle muse’. Muse, che fanno il girotondo anche negli iperluoghi della contemporaneità come gli outlet: di recente, Andrea Baffoni ha curato una mostra d’arte contemporanea a Valdichiana, ‘perché la Street Art è libera, clandestina, non garantita dai musei e perché, quando diventa commerciale, si riduce a un mero brand, perdendo quel sentimento di sfida che la connota’.</p>
<p>E, allora, la si colloca in un iperluogo in cui non è richiesta. In cui può espandersi su qualsiasi superficie, come voleva Keith Haring. Come un inno alla vita e come un modo per contrastare l’<em>horror vacui</em>.</p>
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		<title>Sull&#8217;Umbria e sul giallo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2019 17:39:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[AboutUmbria]]></category>
		<category><![CDATA[AboutUmbria collection Yellow. Deruta]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Con la sua copertina e ben due articoli dedicati all’arte della ceramica umbra &#8211; in particolare quella derutese &#8211; AboutUmbria Collection Yellow si pone come ambasciatore dell’eccellenza regionale all’interno di Buongiorno Ceramica, la festa diffusa della ceramica italiana promossa dall’AiCC &#8211; l’Associazione Italiana Città della Ceramica. Ad ospitare la presentazione della sarà la Sala Conferenze del Museo regionale della Ceramica di Deruta. Dopo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Con la sua copertina e ben due articoli dedicati all’arte della ceramica umbra &#8211; in particolare quella derutese &#8211; <i>AboutUmbria Collection Yellow</i> si pone come ambasciatore dell’eccellenza regionale all’interno di <i>Buongiorno Ceramica</i>, la festa diffusa della ceramica italiana promossa dall’AiCC &#8211; l’<i>Associazione Italiana Città della Ceramica</i>.</p>
<p class="m_-6322339034168105322ydpe44f5ebyiv2886327857MsoNormal" style="text-align: left;" align="center">Ad ospitare la presentazione della sarà la Sala Conferenze del Museo regionale della Ceramica di Deruta. Dopo i saluti delle autorità, interverranno il presidente dell’associazione <i>AboutUmbria</i> <wbr />Sonia Bagnetti, la storica dell’arte Claudia Bottini, la ceramista e <i>Maestro d’Arte </i>Carla Corna, ilpresidente della <i>Fondazione Archeologia Arborea</i> Isabella Dalla Ragione e Gabriele Lena, geologo del <i>Laboratorio di Scienze della Terra di Spoleto</i>.</p>
<p class="m_-6322339034168105322ydpe44f5ebyiv2886327857MsoNormal" style="text-align: left;" align="center">Come rivista da collezione, <i>AboutUmbria Collection </i>compie un excursus tra gli aspetti noti e meno noti della regione, correndo lungo la linea gialla che collega i pastifici industriali agli antichi mestieri del lago Trasimeno, i mosaici di Orvieto ai grifi miniati dei manoscritti medievali, la frittata al limone torgianese ai frutti dimenticati. Non poteva certo mancare la ceramica che, con i suoi gialli arabeschi, caratterizza da tempo immemore non solo la produzione artigianale della nostra regione, ma anche la trasformazione del gusto nell’arredare casa e tavola.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/sullumbria-e-sul-giallo/">Sull&#8217;Umbria e sul giallo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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