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	<title>Perugia Online &#187; adi</title>
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		<title>Il PhDay a Perugia: una tavola rotonda sulla scienza</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 18:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Dalla stampa alla rete. Dalla rete alla stampa. La scienza è, in entrambi i casi, ‘aperta’. Perché i PhDays, organizzati in tutta Italia, da Pisa a Bari a Bologna, si basano sull’intento di unire tutti i dottorandi e i giovani ricercatori che operano nelle diverse Università dello stesso territorio, al fine di rendere, appunto, la scienza fruibile e la conoscenza immediatamente comunicabile, divulgabile.</p>
<p>A Perugia, il 15 febbraio, a partire dalle 15.30, presso il 100dieci Cafè, in via Alessandro Pascoli 23/C, approda il primo PhDay. Il giorno del Dottorato, patrocinato dall’Università degli Studi di Perugia e dall’Università per Stranieri di Perugia, in collaborazione con Arpa (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) Umbria e Radiophonica, è promosso dalla sede perugina dell’ADI (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani), fondata nel capoluogo umbro nel 2016, con lo scopo di creare spazi di incontro e di confronto tra i giovani ricercatori che lavorano in Umbria e nei due Atenei della città.</p>
<p>Il programma della giornata è strutturato in tre parti principali. A seguito di una breve introduzione da parte dei membri del Coordinamento di ADI Perugia, si terrà un dibattito sulla comunicazione della conoscenza, che, come un prisma, verrà presentata da tre punti di vista differenti (‘Come si fa il Dottore di ricerca’: ‘Workshop sulla comunicazione della conoscenza’): l’ambito accademico relativo alle pubblicazioni e alle comunicazioni ai convegni, curato dal professor Renato Tomei, ricercatore nel settore scientifico-disciplinare Lingua inglese, Linguistica e Traduzione dell’Università per Stranieri di Perugia; la modalità di condivisione e di accesso aperto ai risultati della ricerca, curato dalla professoressa Stefania Spina, docente di Glottologia e Linguistica dello stesso Ateneo; e l’ambito della divulgazione scientifica, curato dalla redazione di «micron», la rivista scientifica di Arpa Umbria (Quando la scienza arriva sui media).</p>
<p>La seconda parte della giornata ruoterà, invece, attorno alla tavola rotonda ‘La via del Dottorato in Italia’, con il dottor Giuseppe Montalbano, segretario nazionale ADI, che illustrerà i dati della VII indagine annuale ADI, già presentata presso la Sala Stampa del Senato della Repubblica lo scorso dicembre, e che fotografa lo stato del Dottorato e della carriera dei giovani ricercatori in Italia, sulla base di dati derivanti dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), integrati con dati provenienti dalle Università italiane. I dati presentati saranno ampiamente commentati nel corso della tavola rotonda (moderata da Giovanni Cinti, Coordinatore ADI Perugia), cui parteciperanno la professoressa Giovanna Zaganelli (Direttrice del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia e Coordinatrice del Dottorato di ricerca in Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale dello stesso Ateneo) e il professor David Ranucci dell’Università degli Studi di Perugia, Delegato del Rettore per l’Alta formazione.</p>
<p>Il PhDay si concluderà con gli interventi della professoressa Maria Paola Martelli del Dipartimento di Medicina dell’Università degli Studi di Perugia e del professor Diego Perugini del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia: ‘Mamma, ho vinto un ERC!’ è il titolo pensato per questa nota conclusiva della giornata dedicata al Dottorato, in cui si discuterà delle esperienze che ruotano attorno alla preparazione di un progetto e dell’eventuale vincita di un finanziamento ERC (European Research Council), rispettivamente, negli ambiti della medicina e della geologia.</p>
<p>Rendere accessibile a un pubblico vasto nozioni scientifiche, tecniche e tecnicistiche. Divulgare ciò che sta all’interno di un laboratorio di ricerca, con le sue teorie, le sue idee, le sue scoperte. Questo, l’obiettivo precipuo di questa ‘prima giornata del Dottorato’ a Perugia.</p>
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		<title>Nasce l&#8217;Adi Perugia</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2016 10:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>“Immaginate un cerchio che contenga tutta la conoscenza umana. Quando finite le scuole elementari, possedete un po’ di questa conoscenza. Alla fine del liceo, ne sapete un po’ di più. Con una laurea triennale, acquisite una specializzazione. La laurea specialistica approfondisce la vostra specializzazione. La lettura degli articoli di ricerca vi porta al limite della conoscenza umana. Una volta che siete giunti a questo limite, focalizzate meglio: spingete su questo limite per qualche anno, finché, un giorno, il limite viene superato. Ecco, questa escrescenza che avete creato viene chiamata ‘Dottorato di Ricerca’. Di certo, ora il mondo appare diverso ai vostri occhi. Ma non dimenticate il quadro completo: continuate a spingere sul limite”. Varcando i limiti (appunto) definitori istituzionali, che collocano il Dottorato di Ricerca sul più alto livello dell’Istruzione Universitaria Italiana, Matthew Might, docente di Informatica dell’Università dello Utah, si discosta dal terreno delle querelles nominalistiche – mai troppo utili, seppur nominare significhi (anche) conoscere –, per addentrarsi in un ambito altro, quello della conoscenza e del valore aggiunto che questa apporta nella visione sistematica di un mondo che “appare diverso” ad occhi scientifici. Instancabili scrutatori che gettano uno sguardo al di là del limite imposto dalle convenzioni sociali, dalle esigenze definitorie, dal kafkiano iter burocratico, che spesso irretisce il bagaglio valoriale della conoscenza stessa, dei progetti, delle idee.<br />
E sulla conoscenza che diventa valore, un valore pregno, specie in questa particolare fase storica, su una specifica visione politica del sociale, in cui la ricerca svolge un ruolo attivo, sulla valorizzazione del titolo di “Dottore di Ricerca”, anche ad un livello locale e non solo nazionale, e su di un capillare, e collaterale, servizio di informazione, è incentrata la mission di ADI Perugia, la sede umbra – per ora soltanto virtuale ed internettistica – dell’ADI nazionale, l’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani costituita nel 1998, che, mediante organi di indirizzo e rappresentanza preposti – il Consiglio Nazionale, eletto dal Congresso ed esercitante prerogative quali l’applicazione delle decisioni congressuali, la discussione e l’approvazione del programma annuale delle attività dell’Associazione e dei tesserati, la convocazione del Congresso ordinario e straordinario, l’elezione del Segretario e l’istituzione di nuove sedi locali; e la Segreteria, che si pone come obiettivo primario quello della massima espressione dell’unità dell’Associazione e del coordinamento politico ed organizzativo della stessa, grazie all’operato dei propri membri e dei detentori delle cariche tecniche: il Segretario, eletto dal Consiglio Nazionale a maggioranza qualificata, il Responsabile dell’Organizzazione, il Responsabile alla Comunicazione, il Tesoriere, i rappresentanti eletti nell’ambito degli organi consultivi del Ministero) –, svolge la sua attività di promozione, tutela e informazione preventiva mediante gruppi di discussione telematici, che hanno lo scopo di elaborare e definire le linee programmatiche sulle quali l’ADI stessa intende esprimere un proprio giudizio critico e far sentire la propria voce in campo istituzionale, accademico, di politica universitaria.<br />
Alle già costituite sedi locali di Ancona, Lecce, Padova, Foggia, Pavia, Roma, Verona, Cagliari, Milano, Napoli, Bari, Pisa, Catanzaro, Sassari, Reggio Calabria, Salerno, si aggiunge, ora, quella di Perugia, la cui proposta è stata approvata dagli organi associazionistici nazionali, e di cui è stato ufficializzato l’evento di insediamento in Umbria.<br />
Dalla militanza nell’ambito dell’associazionismo studentesco di tre giovani Ricercatori italiani – Giovanni Cinti, Ricercatore ad Ingegneria, presso l’Università degli Studi di Perugia; Uliano Conti, Ricercatore di Sociologia, presso lo stesso Ateneo; e Serena Santagata, Dottoranda in Formazione personale e mercato e diritto del lavoro, presso l’Università di Bergamo – è stata costituita ufficialmente, su iniziativa personale degli stessi, con un evento pre-fondativo, nel marzo scorso, di richiesta di inserimento nell’ambito delle attività di ADI nazionale e di tesseramento di nuovi membri, la nuova sede locale umbra, ancora soltanto telematica, quale efficiente strumento di carattere sociale, prima ancora che sindacale. Sono state, infatti, comunicate e condivise ieri, 22 luglio 2016, le cariche dei rappresentanti di ADI Perugia, con Giovanni Cinti come Segretario, Uliano Conti in qualità di Tesoriere, e Serena Sant’Agata in veste di Responsabile dell’Organizzazione. “Intendiamo attuare proposte mirate e strutturate, sulla base di una concezione più ampia della “ricerca” e della costruzione di una prospettiva specifica del Dottorato di Ricerca – è lo stesso Neo-Segretario, a sottolinearlo –: l’obiettivo che ci siamo prefissi è quello di promuovere l’attività di ricerca, non solo in termini di politica universitaria, ma, soprattutto, in termini sociali, informativi, mediante l’espressione di un messaggio condiviso – la conoscenza che diventa valore all’interno della struttura e della sovra-struttura sociale –, declinabile in tutti i livelli della società, di matrice nazionale e locale, ed in tre prospettive differenti, ma complementari, ovvero culturale, sociale, sindacale. Volgiamo – ha proseguito Cinti – alla valorizzazione del titolo di Dottore di Ricerca, spendibile nell’ambito dei Concorsi Pubblici ed in quello accademico, ed alla integrazione, con la promozione di progetti di interazione e di lavoro comune, fra i due Atenei perugini, l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri”.<br />
Tre, i punti all’ordine del giorno per ADI Perugia, nella giornata di giovedì 21 luglio 2016: costituzione ufficiale della sede locale di Perugia, condivisione e comunicazione all’Associazione Nazionale delle cariche dei membri effettivi; definizione delle tematiche da proporre ad ADI nazionale, per l’installazione di gruppi di discussione circa questioni come quella dell’abolizione della proroga a partire dal XXIX ciclo di Dottorato, della richiesta di abilitazione all’insegnamento per i Dottori di Ricerca, e dell’abilitazione nazionale; pianificazione delle iniziative da svolgere in settembre, fra le quali si annovera l’incontro con i Neo-Senatori dei Ricercatori.<br />
È stato il secondo, il punto maggiormente dibattuto giovedì 21 luglio, nel corso della riunione estiva indetta dai membri di ADI Perugia: secondo la Circolare interpretativa normativa del Ministero dell’Istruzione datata al 18 maggio scorso, i Dottorandi iscritti al XXIX ciclo, e, “a cascata” quelli appartenenti ai cicli successivi, si vedono negata la possibilità di richiesta della proroga per la consegna della tesi dottorale. La Sapienza di Roma e l’Università di Bari, si legge in una nota dell’ADI nazionale, sono riuscite ad ottenere una proroga per la consegna delle tesi dottorali, per il XXIX ciclo: il XXIX ciclo è, infatti, iniziato con due mesi di ritardo rispetto agli standard precedenti, motivo per il quale i dottorandi avranno due mesi in più per la consegna della propria elaborazione finale, che verrà sottoposta al vaglio di due esperti della materia, i quali esprimeranno un giudizio positivo o negativo circa lo stato di avanzamento dei lavori.<br />
Il titolo di “Dottore di Ricerca” può essere riconosciuto come abilitante? L’ADI nazionale, da questo punto di vista, fanno sapere i membri della sede locale di Perugia, ha assunto una posizione cauta, istituendo tavoli tecnici di lavoro e dimostrandosi non favorevole ad una eventuale equiparazione fra la docenza universitaria e quella scolastica tout-court. Quella che ADI Perugia intende perseguire è una campagna di informazione circa la didattica universitaria, nella direzione di un riconoscimento delle ore prestate all’insegnamento e di una stabilizzazione degli RTD (Ricercatori a Tempo Determinato). Il Dottorato di Ricerca permette di conseguire 12 punti nelle graduatorie di III fascia: “Si potrebbe forse proporre un incremento del punteggio?”, si chiedono i tesserati di ADI Perugia – a breve, ci si potrà iscrivere all’associazione locale, mediante una apposita piattaforma online, in costruzione. Il reclutamento ed il tesseramento di nuovi iscritti non può, comunque, prescindere da un obbligato accreditamento più istituzionale, che potrebbe, fanno sapere sempre i referenti, far leva su un eventuale coinvolgimento del Rettorato e dell’ADISU (Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario per l’Umbria) –.<br />
Un po’ diversa, la questione relativa all’abilitazione nazionale, che si muove su un terreno ancora, per certi versi, farraginoso, e che richiede, quindi, l’adozione e l’applicazione di parametri oggettivi e di criteri uniformi di valutazione: decreti ministeriali che ufficializzano le modalità di calcolo della scientificità dei lavori proposti, valori-soglia tracciati dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) in relazione alle pubblicazioni, e all’operato dei ricercatori e dei docenti universitari, a volte circoscrivono un ambito poco perspicuo anche per gli “addetti ai lavori”. Per questo, ADI Perugia propone di invitare gli esperti della VQR, al fine di dare ragguagli sulla Valutazione della Qualità della Ricerca (da qui, l’acronimo), sulla trasparenza dei parametri bibliometrici, sui criteri valutativi, e sugli H-indices (impatto del lavoro degli scienziati, sulla base e sulla qualità delle pubblicazioni, sul numero di citazioni, etc.). ADI Perugia propone, inoltre, di redigere un piccolo opuscolo che spieghi e riassuma questi parametri valutativi.<br />
Spazio alle iniziative ed agli eventi settembrini, nel terzo punto: a seguito del rinnovo del Senato Accademico, fissato per ottobre, ADI Perugia propone un incontro con i rappresentanti dei Ricercatori, sia di quelli dell’Università degli Studi, che di quelli della Stranieri – i rappresentanti dei Dottorandi, infatti, possono prendere parte solo al Collegio Docenti e non alle riunioni indette dal Senato Accademico. Un’altra iniziativa che ADI Perugia vorrebbe portare a compimento, con finalità di promozione e di divulgazione della propria attività in ambito locale, è data dalla proposta di partecipazione di Dottorandi, Dottori di Ricerca, Assegnisti e Ricercatori alla Notte dei Ricercatori, in programma per il 30 settembre prossimo. Altro spunto di riflessione, la valorizzazione del Dottorato nelle aziende, e la promozione di un filone di Dottorato industriale e di apprendistati di ricerca: “si renderebbe, in questo caso, necessario – affermano i membri di ADI Perugia – istituire una convenzione con AIDP (Associazione Italiana Direzione Personale), e farsi capo-fila di iniziative volte a sviluppare concretamente le offerte formative e di placement per i giovani, anche prendendo in considerazione un evento collaterale che coinvolga la Confederazione Generale dell’Industria Italiana”.<br />
La neonata ADI Perugia continuerà a spingere sul limite, come voleva Matthew Might, almeno fino alla fine di quest’anno. E oltre.</p>
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		<title>Ceramica made in Umbria 2016, Regione Umbria bandisce premio internazionale &#8220;Il segno del tempo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2016 09:51:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> È rivolto a designer, grafici e illustratori, artisti e ceramisti, italiani e stranieri, il concorso &#8220;Il segno del tempo&#8221; bandito dalla Regione Umbria nell&#8217;ambito del progetto Ceramica Made in Umbria e che invita a reinterpretare la decorazione della maiolica artistica umbra alla luce della sensibilità estetica contemporanea. Ai concorrenti si richiede di sviluppare un personale motivo decorativo, dipinto a mano, declinabile in diverse tipologie di oggetti e forme.<br />
La Regione Umbria, con il progetto Ceramica Made in Umbria e in particolare con il concorso Il Segno del Tempo sottolinea il vice presidente e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli &#8211; promuove il rilancio della ceramica locale anche attraverso un percorso che tenda ad unire innovazione e tradizione e che prende forma attraverso una nuova interpretazione della maiolica, che parte dai canoni figurativi della tradizione, per andare ad intercettare la sensibilità estetica contemporanea, così da offrire alle aziende umbre nuove possibilità di mercato.<br />
L&#8217;idea del concorso &#8211; ricorda &#8211; si è concretizzata grazie alla collaborazione intrapresa durante l&#8217;Expo 2015 con l&#8217;Adi-Associazione per il Disegno industriale che rappresenta il punto di riferimento internazionale per progettisti, imprese, ricercatori, insegnanti, critici, giornalisti intorno ai temi del design inteso come fenomeno culturale ed economico.<br />
A partire dallesperienza ultradecennale dell&#8217;Adi, acquisita nell&#8217;organizzazione e gestione del concorso Il Compasso d&#8217;Oro, il più antico e più autorevole premio mondiale di design, sono state definite le linee guida del concorso umbro che si rivolge a due categorie di soggetti: professionisti e studenti. La prima comprende tutti i progettisti e designer, grafici, illustratori e artisti che già operano nei diversi settori della progettazione. Quella degli studenti coinvolge quanti svolgono, in ambito artistico, un percorso formativo nella scuola superiore (licei, istituti professionali) sia a livello universitario, nei diversi ambiti del design (corsi di laurea, accademie, istituti privati). I partecipanti al premio, sia singoli che in gruppo, potranno partecipare con una sola proposta di progetto e il nuovo decoro dovrà essere declinato su tre tipologie di forme standard: mattonelle, piatto da pompa e vaso. Queste forme tipiche sono utilizzate dalle botteghe artigiane e rievocano alcune delle tipologie più rappresentative della tradizione umbra.<br />
In palio ci sono tre premi per ogni categoria. Per la categoria professionisti: 1° classificato: 5.000 euro; 2° classificato: 3.000 euro; 3° classificato: 2.000 euro. Per la categoria studenti: 1° classificato: 2.500 euro; 2° classificato: 1.500 euro; 3° classificato: 1.000 euro.<br />
I progetti selezionati potranno essere realizzati dai ceramisti umbri ed avranno la possibilità di entrare in produzione per il brand Ceramica Made in Umbria.</p>
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