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Nasce l’Adi Perugia

Costituita ufficialmente la sede locale dell’Associazione dei Dottorandi e dei Dottori di Ricerca Italiani, con l’istituzione delle cariche di Segretario (Giovanni Cinti), Tesoriere (Uliano Conti) e Responsabile dell’Organizzazione (Serena Santagata)

 
Nasce l’Adi Perugia
Firenze 11 07 2013 - Palazzo Vecchio -Salone de Cinquecento Università degli studi di Firenze -Cerimonia di conferimento del titolo di dottore di ricerca alla presenza del Rettore A.Tesi ©Foto:Bedessi S.
Perugia. “Immaginate un cerchio che contenga tutta la conoscenza umana. Quando finite le scuole elementari, possedete un po’ di questa conoscenza. Alla fine del liceo, ne sapete un po’ di più. Con una laurea triennale, acquisite una specializzazione. La laurea specialistica approfondisce la vostra specializzazione. La lettura degli articoli di ricerca vi porta al limite della conoscenza umana. Una volta che siete giunti a questo limite, focalizzate meglio: spingete su questo limite per qualche anno, finché, un giorno, il limite viene superato. Ecco, questa escrescenza che avete creato viene chiamata ‘Dottorato di Ricerca’. Di certo, ora il mondo appare diverso ai vostri occhi. Ma non dimenticate il quadro completo: continuate a spingere sul limite”. Varcando i limiti (appunto) definitori istituzionali, che collocano il Dottorato di Ricerca sul più alto livello dell’Istruzione Universitaria Italiana, Matthew Might, docente di Informatica dell’Università dello Utah, si discosta dal terreno delle querelles nominalistiche – mai troppo utili, seppur nominare significhi (anche) conoscere –, per addentrarsi in un ambito altro, quello della conoscenza e del valore aggiunto che questa apporta nella visione sistematica di un mondo che “appare diverso” ad occhi scientifici. Instancabili scrutatori che gettano uno sguardo al di là del limite imposto dalle convenzioni sociali, dalle esigenze definitorie, dal kafkiano iter burocratico, che spesso irretisce il bagaglio valoriale della conoscenza stessa, dei progetti, delle idee.
E sulla conoscenza che diventa valore, un valore pregno, specie in questa particolare fase storica, su una specifica visione politica del sociale, in cui la ricerca svolge un ruolo attivo, sulla valorizzazione del titolo di “Dottore di Ricerca”, anche ad un livello locale e non solo nazionale, e su di un capillare, e collaterale, servizio di informazione, è incentrata la mission di ADI Perugia, la sede umbra – per ora soltanto virtuale ed internettistica – dell’ADI nazionale, l’Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca Italiani costituita nel 1998, che, mediante organi di indirizzo e rappresentanza preposti – il Consiglio Nazionale, eletto dal Congresso ed esercitante prerogative quali l’applicazione delle decisioni congressuali, la discussione e l’approvazione del programma annuale delle attività dell’Associazione e dei tesserati, la convocazione del Congresso ordinario e straordinario, l’elezione del Segretario e l’istituzione di nuove sedi locali; e la Segreteria, che si pone come obiettivo primario quello della massima espressione dell’unità dell’Associazione e del coordinamento politico ed organizzativo della stessa, grazie all’operato dei propri membri e dei detentori delle cariche tecniche: il Segretario, eletto dal Consiglio Nazionale a maggioranza qualificata, il Responsabile dell’Organizzazione, il Responsabile alla Comunicazione, il Tesoriere, i rappresentanti eletti nell’ambito degli organi consultivi del Ministero) –, svolge la sua attività di promozione, tutela e informazione preventiva mediante gruppi di discussione telematici, che hanno lo scopo di elaborare e definire le linee programmatiche sulle quali l’ADI stessa intende esprimere un proprio giudizio critico e far sentire la propria voce in campo istituzionale, accademico, di politica universitaria.
Alle già costituite sedi locali di Ancona, Lecce, Padova, Foggia, Pavia, Roma, Verona, Cagliari, Milano, Napoli, Bari, Pisa, Catanzaro, Sassari, Reggio Calabria, Salerno, si aggiunge, ora, quella di Perugia, la cui proposta è stata approvata dagli organi associazionistici nazionali, e di cui è stato ufficializzato l’evento di insediamento in Umbria.
Dalla militanza nell’ambito dell’associazionismo studentesco di tre giovani Ricercatori italiani – Giovanni Cinti, Ricercatore ad Ingegneria, presso l’Università degli Studi di Perugia; Uliano Conti, Ricercatore di Sociologia, presso lo stesso Ateneo; e Serena Santagata, Dottoranda in Formazione personale e mercato e diritto del lavoro, presso l’Università di Bergamo – è stata costituita ufficialmente, su iniziativa personale degli stessi, con un evento pre-fondativo, nel marzo scorso, di richiesta di inserimento nell’ambito delle attività di ADI nazionale e di tesseramento di nuovi membri, la nuova sede locale umbra, ancora soltanto telematica, quale efficiente strumento di carattere sociale, prima ancora che sindacale. Sono state, infatti, comunicate e condivise ieri, 22 luglio 2016, le cariche dei rappresentanti di ADI Perugia, con Giovanni Cinti come Segretario, Uliano Conti in qualità di Tesoriere, e Serena Sant’Agata in veste di Responsabile dell’Organizzazione. “Intendiamo attuare proposte mirate e strutturate, sulla base di una concezione più ampia della “ricerca” e della costruzione di una prospettiva specifica del Dottorato di Ricerca – è lo stesso Neo-Segretario, a sottolinearlo –: l’obiettivo che ci siamo prefissi è quello di promuovere l’attività di ricerca, non solo in termini di politica universitaria, ma, soprattutto, in termini sociali, informativi, mediante l’espressione di un messaggio condiviso – la conoscenza che diventa valore all’interno della struttura e della sovra-struttura sociale –, declinabile in tutti i livelli della società, di matrice nazionale e locale, ed in tre prospettive differenti, ma complementari, ovvero culturale, sociale, sindacale. Volgiamo – ha proseguito Cinti – alla valorizzazione del titolo di Dottore di Ricerca, spendibile nell’ambito dei Concorsi Pubblici ed in quello accademico, ed alla integrazione, con la promozione di progetti di interazione e di lavoro comune, fra i due Atenei perugini, l’Università degli Studi e l’Università per Stranieri”.
Tre, i punti all’ordine del giorno per ADI Perugia, nella giornata di giovedì 21 luglio 2016: costituzione ufficiale della sede locale di Perugia, condivisione e comunicazione all’Associazione Nazionale delle cariche dei membri effettivi; definizione delle tematiche da proporre ad ADI nazionale, per l’installazione di gruppi di discussione circa questioni come quella dell’abolizione della proroga a partire dal XXIX ciclo di Dottorato, della richiesta di abilitazione all’insegnamento per i Dottori di Ricerca, e dell’abilitazione nazionale; pianificazione delle iniziative da svolgere in settembre, fra le quali si annovera l’incontro con i Neo-Senatori dei Ricercatori.
È stato il secondo, il punto maggiormente dibattuto giovedì 21 luglio, nel corso della riunione estiva indetta dai membri di ADI Perugia: secondo la Circolare interpretativa normativa del Ministero dell’Istruzione datata al 18 maggio scorso, i Dottorandi iscritti al XXIX ciclo, e, “a cascata” quelli appartenenti ai cicli successivi, si vedono negata la possibilità di richiesta della proroga per la consegna della tesi dottorale. La Sapienza di Roma e l’Università di Bari, si legge in una nota dell’ADI nazionale, sono riuscite ad ottenere una proroga per la consegna delle tesi dottorali, per il XXIX ciclo: il XXIX ciclo è, infatti, iniziato con due mesi di ritardo rispetto agli standard precedenti, motivo per il quale i dottorandi avranno due mesi in più per la consegna della propria elaborazione finale, che verrà sottoposta al vaglio di due esperti della materia, i quali esprimeranno un giudizio positivo o negativo circa lo stato di avanzamento dei lavori.
Il titolo di “Dottore di Ricerca” può essere riconosciuto come abilitante? L’ADI nazionale, da questo punto di vista, fanno sapere i membri della sede locale di Perugia, ha assunto una posizione cauta, istituendo tavoli tecnici di lavoro e dimostrandosi non favorevole ad una eventuale equiparazione fra la docenza universitaria e quella scolastica tout-court. Quella che ADI Perugia intende perseguire è una campagna di informazione circa la didattica universitaria, nella direzione di un riconoscimento delle ore prestate all’insegnamento e di una stabilizzazione degli RTD (Ricercatori a Tempo Determinato). Il Dottorato di Ricerca permette di conseguire 12 punti nelle graduatorie di III fascia: “Si potrebbe forse proporre un incremento del punteggio?”, si chiedono i tesserati di ADI Perugia – a breve, ci si potrà iscrivere all’associazione locale, mediante una apposita piattaforma online, in costruzione. Il reclutamento ed il tesseramento di nuovi iscritti non può, comunque, prescindere da un obbligato accreditamento più istituzionale, che potrebbe, fanno sapere sempre i referenti, far leva su un eventuale coinvolgimento del Rettorato e dell’ADISU (Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario per l’Umbria) –.
Un po’ diversa, la questione relativa all’abilitazione nazionale, che si muove su un terreno ancora, per certi versi, farraginoso, e che richiede, quindi, l’adozione e l’applicazione di parametri oggettivi e di criteri uniformi di valutazione: decreti ministeriali che ufficializzano le modalità di calcolo della scientificità dei lavori proposti, valori-soglia tracciati dall’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) in relazione alle pubblicazioni, e all’operato dei ricercatori e dei docenti universitari, a volte circoscrivono un ambito poco perspicuo anche per gli “addetti ai lavori”. Per questo, ADI Perugia propone di invitare gli esperti della VQR, al fine di dare ragguagli sulla Valutazione della Qualità della Ricerca (da qui, l’acronimo), sulla trasparenza dei parametri bibliometrici, sui criteri valutativi, e sugli H-indices (impatto del lavoro degli scienziati, sulla base e sulla qualità delle pubblicazioni, sul numero di citazioni, etc.). ADI Perugia propone, inoltre, di redigere un piccolo opuscolo che spieghi e riassuma questi parametri valutativi.
Spazio alle iniziative ed agli eventi settembrini, nel terzo punto: a seguito del rinnovo del Senato Accademico, fissato per ottobre, ADI Perugia propone un incontro con i rappresentanti dei Ricercatori, sia di quelli dell’Università degli Studi, che di quelli della Stranieri – i rappresentanti dei Dottorandi, infatti, possono prendere parte solo al Collegio Docenti e non alle riunioni indette dal Senato Accademico. Un’altra iniziativa che ADI Perugia vorrebbe portare a compimento, con finalità di promozione e di divulgazione della propria attività in ambito locale, è data dalla proposta di partecipazione di Dottorandi, Dottori di Ricerca, Assegnisti e Ricercatori alla Notte dei Ricercatori, in programma per il 30 settembre prossimo. Altro spunto di riflessione, la valorizzazione del Dottorato nelle aziende, e la promozione di un filone di Dottorato industriale e di apprendistati di ricerca: “si renderebbe, in questo caso, necessario – affermano i membri di ADI Perugia – istituire una convenzione con AIDP (Associazione Italiana Direzione Personale), e farsi capo-fila di iniziative volte a sviluppare concretamente le offerte formative e di placement per i giovani, anche prendendo in considerazione un evento collaterale che coinvolga la Confederazione Generale dell’Industria Italiana”.
La neonata ADI Perugia continuerà a spingere sul limite, come voleva Matthew Might, almeno fino alla fine di quest’anno. E oltre.

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