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	<title>Perugia Online &#187; bisogni</title>
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		<title>Uomo e denaro</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2017 08:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dottor Raffaele Garinella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Punto.Salute - Psichiatra]]></category>
		<category><![CDATA[bisogni]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Per alcuni il denaro è tutto, per altri non conta nulla. Dov&#8217;è la verità? È nel mezzo, come sempre. Il rapporto con il denaro deve viaggiare sui binari dell&#8217;equilibrio ed evitare che deragli verso la patologia. Deve essere di &#8220;rispetto&#8221; e non &#8220;confidenziale&#8221;. Il passo verso la patologia è breve. Si vuole tanto, troppo, più ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Per alcuni il denaro è tutto, per altri non conta nulla. Dov&#8217;è la verità? È nel mezzo, come sempre. Il rapporto con il denaro deve viaggiare sui binari dell&#8217;equilibrio ed evitare che deragli verso la patologia. Deve essere di &#8220;rispetto&#8221; e non &#8220;confidenziale&#8221;. Il passo verso la patologia è breve. Si vuole tanto, troppo, più del necessario e questo porta ad un vuoto difficile da colmare. Il rapporto patologico con il denaro potrebbe spingere l&#8217;uomo a provare sentimenti di rabbia, di invidia, di gelosia verso il prossimo. Spesso l&#8217;avere una adeguata situazione economica non basta. Si vuole sempre di più, la macchina più bella di quella del collega, la casa più grande di quella dell&#8217;amico, etc. Si perde di vista la semplicità delle cose che è il fulcro dell&#8217;esistenza. E quando si perde la semplicità, si genera il caos. Il gioco d&#8217;azzardo patologico, per esempio, si sposa bene con il concetto di caos. In pochissimo tempo si passa dal tutto al nulla, da una felicità che c&#8217;era ma che non si apprezzava, alla infelicità che si manifesta attraverso disagio, angoscia, riduzione del tono dell&#8217;umore ed ansia. Il denaro può indirettamente provocare la felicità perché consente una vita più agiata e ricca di scelte. Le difficoltà economiche provocano stress psicofisico e professionale e difficilmente si è felici. Concludendo, il rapporto col denaro deve essere rispettoso ed equilibrato.</p>
<p>Il Dottor Raffaele Garinella riceve presso Punto Salute Foligno</p>
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		<title>Sistema sanitario, i bisogni sono in aumento ma calano le  risorse</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 15:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  Il Sistema sanitario nazionale ha dimostrato negli ultimi tre anni di riuscire a tenere in equilibrio i suoi conti e, quindi, anche a sviluppare un controllo vero sulla dinamica di spesa. Il problema che osserviamo è che tutto ciò ha avuto dei riflessi sulla qualità e quantità dei servizi sanitari erogati. Nelle parole di Federico Lega, docente dell&#8217;Università Bocconi, è questo ciò che emerge dal Rapporto dell&#8217;Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario Italiano (Oasi) per il 2014 presentato venerdì 18 settembre a Villa Umbra, a Perugia, da Cergas e Sda Bocconi nell&#8217;ambito del Corso di formazione manageriale per direttori di struttura complessa organizzato dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica. Rispetto a tale situazione  ha evidenziato Lega  l&#8217;Umbria si colloca molto bene relativamente alle performance di salute, alla garanzia dei livelli essenziali di assistenza e al controllo dei costi. Grazie agli sforzi fatti in questi anni per tenere in equilibrio economico il sistema, l&#8217;Umbria risulta essere una delle regioni più virtuose. Il grosso lavoro da fare adesso sarà innovare l&#8217;organizzazione dei servizi sanitari per renderli compatibili e sostenibili rispetto alle sfide attuali, dettate essenzialmente da un&#8217;agenda di natura economica. A illustrare le misure messe in campo e quelle che dovranno essere ancora attuate e sviluppate per far fronte agli scenari delineati sono stati Luca Barberini ed Emilio Duca, rispettivamente assessore alla coesione sociale e al welfare e direttore Salute e coesione sociale della Regione Umbria. Negli anni  ha ricordato Barberini , i bisogni delle persone sono aumentati mentre le risorse sono andate diminuendo. Dobbiamo, perciò, lavorare in primis sulla riorganizzazione della rete ospedaliera puntando sulla specializzazione delle singole strutture che diventeranno, quindi, punto di riferimento non solo per un piccolo territorio ma per lintera regione. Il concetto che deve passare è che non tutti gli ospedali possono garantire tutti i servizi. In questo riordino  ha specificato Duca ,  è comunque prevista la massima qualità e celerità dei servizi di emergenza e urgenza. Si dovrà, inoltre, puntare con decisione alla prevenzione e promozione di stili di vita salutari, screening e interventi che devono portare a una diagnosi precoce delle malattie. Altro aspetto su cui agire è quello legato alla sempre maggiore diffusione di patologie croniche da cui emerge la necessità di un forte sviluppo delle politiche di medicina del territorio. Queste malattie, infatti, non si trattano in ospedale ma vengono curate nel proprio domicilio, nelle strutture protette e nei poliambulatori. Un ruolo centrale lo dovrà avere il medico di medicina generale. Rispetto alle liste dattesa  ha aggiunto, infine, Barberini  stiamo lavorando in termini di efficientamento dell&#8217;offerta e sul versante dellappropriatezza. Possiamo ancora migliorare, per esempio, nel potenziamento dei servizi da erogare nei pomeriggi, i sabati o le domeniche e cerchiamo anche di vigilare sulla corretta richiesta di prestazioni. Simili appuntamenti  ha commentato Naticchioni  sono importanti non solo per gli addetti ai lavori ma per tutta la comunità umbra. Da queste riflessioni nascono, infatti, quelle che saranno le nuove strategie per la sanità regionale. A novembre partirà poi il laboratorio sulla spesa sanitaria dove faremo un esame di quelli che sono i costi della sanità.</p>
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