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	<title>Perugia Online &#187; Brunello Cucinelli</title>
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		<title>Quei bei solchi dritti</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2018 16:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Brunello Cucinelli]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> ‘Sono più belli’. Risponde in tal guisa, un contadino, alla domanda ‘perché i solchi tracciati da un aratro devono essere dritti?’. Può, poi, forse, alzare gli occhi al cielo ed esortare il Creatore a mandargli il giusto vento, il giusto sole. Come se quel dono, o quei doni, coincidessero, nell’atto di lavorare la terra con gli animali, appunto, col ‘giusto’. E se il giusto si sovrapponesse al buono? E il buono, a sua volta, al bello, come nel greco antico <em>καλός</em> ? Allora, si potrebbe insinuare l’idea di crescere aspettando che il creato ci dia il giusto. Il buono. Il bello. Nel <em>Dizionario di estetica</em> di Carchia e D’Angelo (Laterza, 2005), <em>sub voce</em> ‘bellezza’ si legge ‘tutto ciò che vediamo, sentiamo, immaginiamo con piacere ed approvazione (…). Viceversa, il bello <em>strictiori sensu</em> è, accanto alla grazia, alla sottigliezza, al sublime e simili, una categoria del bello <em>sensu largo</em>. Solo il bello in senso stretto è una categoria specificamente estetica (…), ovvero una categoria che si differenzia da altre consimili (l’adeguatezza, l’ornamento, l’avvenenza, la grazia, la sottigliezza, il sublime) o opposte (il brutto e le sue suddivisioni)’. Come può un’azienda educare i propri dipendenti alla <em>bellezza</em> in senso stretto?</p>
<p>Un’azienda che si è confermata quale marchio globale. Un brand, il cui fatturato ha subìto, nel corso del primo trimestre del 2018, un incremento di quasi il 12%. Un’azienda, quotata alla Borsa di Milano, che ha esportato il <em>Made in Italy</em>, il gusto italiano e il <em>know how</em> artigianale nella produzione di cachemire in tutto il mondo. Ma, soprattutto, che ha saputo divulgare un nuovo modello di imprenditorialità, di ‘capitalismo umano’ veicolato dal canale gentile di un Umanesimo contemporaneo e sostenibile, e di una rinascita legata al nome di Brunello Cucinelli da 40 anni. Una rinascenza, questa, legata a filo doppio a un sogno, quello portato avanti dall’imprenditore umbro, dalla sua famiglia e dall’omonima Fondazione sin dal 1978: dare dignità al lavoro umano, rispettare le persone, avere cura dell’ambiente e del paesaggio circostanti e del patrimonio culturale, ristrutturare Solomeo, costruirvi un teatro e una scuola per artigiani, migliorarne gli ambienti di lavoro. E non edificare il piccolo borgo a un passo da Perugia (la fondazione dell’insediamento <em>Villa Solomei</em> risale alla fine del XII secolo). Ma custodirlo.</p>
<p>E, proprio il 4 settembre, davanti a una platea composta da 500 giornalisti provenienti da tutto il mondo, il garbato mecenate umbro ha disquisito di ‘custodia’ e di ‘bellezza’, illustrando un progetto quarantennale teso a celebrare la dignità del lavoro dei suoi oltre 1.700 dipendenti e la spiritualità del borgo da lui interamente ristrutturato, unitamente ai ‘primi cinque monumenti del progetto’: il Bosco della spiritualità, la chiesa di San Bartolomeo, la cantina, il teatro e un emiciclo di travertino che si risolve in un ‘Tributo alla dignità dell’uomo’, in un omaggio ai cinque continenti, e in un amabile connubio fra centro e periferia. Custodia, dunque. E non demolizione e nuova edificazione. Il riferimento, in quest’ultimo caso, è ai capannoni industriali dismessi e poi riconvertiti, nel 2014, in luoghi testimoni dello sviluppo economico passato e sorti su terreni oggi coltivati a girasole e ospitanti vigneti.</p>
<p>«Oggi celebriamo la bellezza – è stato il commento del cardinale Gualtiero Bassetti –: una piccola porzione di bellezza italiana, quella di Solomeo. Risultante della simbiosi fra la mano dell’uomo e la mano del Creatore. Un borgo, che è luogo dell’anima. Una casa comune che va custodita, anche attraverso un processo di civilizzazione dell’economia, che deve ambire allo sviluppo della persona umana. Brunello Cucinelli guarda al futuro con gli occhi della speranza, ‘una bambina irriducibile’: ha saputo portare a compimento il proposito di identificare un’impresa col bene della collettività, la bellezza del creato con la non impattanza ambientale dell’azienda».</p>
<p>«Il sogno della mia vita – ha dichiarato Brunello Cucinelli – è quello di rendere il lavoro più umano. Di lavorare per la dignità umana. Ho vissuto i miei primi quindici anni di vita in campagna, senza luce in casa. Allora, era consuetudine guardare il cielo ed esortare Dio affinché mandasse il giusto vento, il giusto sole. Quando dissi a mio padre che avevo intenzione di mettermi a fare pullover di cachemire, lui mi rispose: ‘Che Dio ti aiuti’. Avevo già in mente, allora, di ridare alla terra la sua dignità, di lavorare in un borgo, in sintonia con il suo <em>genius loci</em>. D’altronde, Rousseau invitava a tornare nei borghi, a riprogettare l’umanità. Allora, iniziai a lavorare nel borgo di Solomeo e a restaurarlo. Siamo dei custodi, non dei proprietari. Agiamo diversamente rispetto a questi ultimi. La custodia è onerosa. Invita a rendere il profitto a chi lavora, e al creato. Siamo custodi, dunque. Custodi <em>pro-tempore</em>. Che devono pensare che il lusso elevi l’anima verso la bellezza, che la cultura del lavoro non debba recare danni all’umanità e che si debbano risolvere i propri problemi con il cielo, come sosteneva Confucio».</p>
<p>«Trent’anni fa ho conosciuto Brunello Cucinelli – ha esordito l’architetto Massimo De Vico Fallani, che nel 2008 ha progettato il teatro Cucinelli a Solomeo, e che è stato definito dall’amico imprenditore umbro ‘mio maestro e mio Aristotele’ –. Ha saputo mettere insieme profitto e dono. In favore del concetto di ‘custodia’. Proprio tenendo ben a mente questa astrazione, abbiamo optato per un restauro di tipo conservativo, volto ad adattare fabbricati che già c’erano, senza apportare ulteriori modifiche al paesaggio. Certo, è costato molto di più che se avessimo demolito e ricostruito ex novo, ma la periferia, in questo modo e con tali presupposti, risulta rinata, più bella».</p>
<p>Un sogno. Di custodia e di bellezza. Di restituzione di nobiltà alla periferia. Di tracciare solchi dritti. Perché sono ‘più belli’. Di capitalismo umanistico, e di ‘lavoro giusto’. ‘I valori eterni di bellezza, di umanità e di verità sono ideale e guida di ogni nostra azione’, scrive Cucinelli nel suo libro, a cura di Massimo De Vico Fallani, <em>Il sogno di Solomeo</em>, edito, quest’anno, da Feltrinelli.</p>
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		<title>Raccogliamo l&#8217;idea di Cucinelli per una periferia più bella, la vera sfida per le istituzioni è la rigenerazione urbana</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2015 09:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brunello Cucinelli]]></category>
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		<category><![CDATA[rigenerazione]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La vera sfida del nostro tempo in campo culturale, sociale ed urbanistico per chi è chiamato ad amministrare le città è quella della rigenerazione urbana delle periferie e della valorizzazione della città del ‘900. Il mutare del contesto economico, l’avanzare di nuovi concetti di proprietà e produzione con l’affermarsi della sharing economy, stanno cambiato le necessità delle persone e i bisogni delle realtà produttive, offrendoci l’opportunità di ripensare il volto della cosiddetta città densa e gli spazi che hanno caratterizzato i quartieri, anche nella nostra città. Proprio in questi giorni Brunello Cucinelli, citando la costitutio senese del 1309 “è dovere di chi governa curare massimamente la bellezza per cagion di diletto ai forestieri e prosperità alla città e ai cittadini”, ha lanciato l’idea di impegnare le istituzioni comunali accompagnando il protagonismo di migliaia di cittadini ed associazioni di Perugia nella rigenerazione urbana, nel abbellimento delle zone periferiche e nel prendersi cura della città e del suo territorio. La stessa filosofia che ha animato la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli che, con risorse interamente proprie, sta realizzando il “Progetto per la Bellezza” articolato su tre parchi: il Parco dell’Industria, il Parco dell’Oratorio laico, il Parco Agrario che sorgeranno al posto di alcuni capannoni industriali dismessi degli anni settanta e ottanta. Va ascoltata la proposta lanciata da Brunello Cucinelli, che ha già finanziato sia il restauro dell’Arco Etrusco sia il recupero delle mura circostanti, di riunire “mille perugini, tante persone alle quali raccontare perché è importante tenere ordinato, pulito e bello il proprio quartiere”.<br />
Per questo abbiamo raccolto la sfida di Cucinelli per costruire una città più bella e chiesto al Sindaco e alla Giunta di impegnarsi su due obiettivi precisi:attivare un percorso di partecipazione che coinvolga i cittadini e le associazioni sulle azioni da compiere nel più breve periodo possibile per la rigenerazione urbana delle periferie e della valorizzazione della città del ‘900. Programmare un appuntamento cittadino che richiami il maggior numero di persone possibile in un luogo simbolo della nostra città per condividere i progetti e le idee da mettere in atto sul tema.</p>
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		<title>L&#8217;Arco etrusco ritorna al suo antico splendore</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2014 10:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Arco etrusco]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A restauro concluso, ecco a voi l&#8217;Arco etrusco. Andrea Romizi ha inaugurato questa mattina, sabato 20 dicembre, uno dei luoghi simbolo di Perugia. Accanto a lui, Brunello Cucinelli che ha sponsorizzato i lavori necessari per il ritorno allo splendore. Il restauro è durato due anni e l&#8217;imprenditore del cachemire ha finanziato circa 1 milione e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[A restauro concluso, ecco a voi l&#8217;Arco etrusco. Andrea Romizi ha inaugurato questa mattina, sabato 20 dicembre, uno dei luoghi simbolo di Perugia. Accanto a lui, Brunello Cucinelli che ha sponsorizzato i lavori necessari per il ritorno allo splendore. Il restauro è durato due anni e l&#8217;imprenditore del cachemire ha finanziato circa 1 milione e 300mila euro.</p>
<p><strong>La consegna dei sigilli a Cucinelli</strong> &#8211; Subito dopo, in una cerimonia che si è svolta nella Sala dei Notari, il sindaco Romizi ha consegnato i sigilli della città a Brunello Cucinelli che con un finanziamento di 1,3 milioni di euro ha reso possibile l’intervento, e che oggi ha annunciato che finanzierà anche il restauro delle mura laterali.</p>
<p><strong>Sfilata di vip &#8211;</strong> Una inaugurazione che ha visto la partecipazione di molti volti noti, proprio a sottolineare l&#8217;importanza simbolica dell&#8217;Arco etrusco. Tra i partecipanti la presidente della Regione Marini, il prefetto De Miro, i vertici degli organi periferici del MIBACT: il direttore regionale Scoppola ed i soprintendenti  Di Bene e Pagano, l’assessore alla coltura del Comune Severini. Nella Sala, anche membri della giunta e del consiglio comunale, parlamentari, rappresentanti della vita istituzionale e politica di Perugia e dell’ Umbria, esponenti del mondo della cultura e dell’ economia. Ha partecipato anche l’ex sindaco Wladimiro Boccali, durante il cui mandato era partito il progetto di restauro e la cui presenza è stata richiesta dall&#8217;imprenditore del cachemire e del giovane sindaco Romizi.<br />
Romizi ha ringraziato, oltre all’ imprenditore, anche il suo predecessore Boccali e tutti coloro che hanno lavorato al cantiere, ed ha colto l’ occasione per annunciare che il Comune pubblicherà nel suo sito l’ elenco dei beni culturali bisognosi di intervento, invitando a cogliere le opportunità offerte dall’ art bonus. “Il messaggio di Cucinelli – ha detto &#8211; è che ognuno di noi può contribuire a cambiare in meglio il territorio, ovviamente in base alle proprie possibilità. Ognuno dunque si senta coinvolto, non è questo il momento delle lamentele, non possiamo permettercele”.<br />
&#8220;Oggi &#8211; ha commentato Brunello Cucinelli &#8211; , ammirando la sua bellezza antica e nuova al tempo stesso, crediamo che ascoltare la voce del genius loci, sia la premessa fondamentale per realizzare il miglioramento dell’uomo, e coltivare quello spirito di custodia che consente di restituire alle generazioni a venire, un valore antico: “l’Umanità. Sono certo che quel genio del nostro padre ispiratore Augusto Imperatore, se fosse qui oggi dopo 2000 anni, sarebbe ancora meravigliato dello splendore di questo monumento”.</p>
<p><strong>Il restauro &#8211;</strong> Il progetto di restauro e valorizzazione dell’Arco Etrusco, il monumento più imponente e prestigioso pervenuto fino a noi dalla Perugia antica, è stato elaborato  dal Comune di Perugia e dal Ministero dei beni e delle Attività Culturali e del Turismo con i suoi organi periferici: Direzione per i Beni culturali e Paesaggistici dell’Umbria,  Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria,  Soprintendenza per i Beni Architettonici e del Paesaggio dell’Umbria, e si è avvalso della consulenza strutturale dell’Ing. Arch. Massimo Mariani. Brunello Cucinelli S.p.a. ha finanziato il restauro per un importo complessivo di  1,3 milioni.  L’intervento ha quindi notevole rilevanza non solo per la conservazione e valorizzazione del monumento, ma anche come esempio di sponsorizzazione privata su beni pubblici, primo in Umbria e secondo a livello nazionale al solo Colosseo. Il finanziamento ha permesso di realizzare un restauro atteso non solo  dagli addetti ai lavori ma da tutti i perugini, che nell’imponente monumento hanno sempre visto un tratto dell’ identità cittadina.</p>
<p><strong>L’Arco etrusco &#8211;</strong>  Detto anche l&#8217; Arco di Augusto è una delle porte principali che si aprono nella cinta muraria etrusca della città. Rivolta verso settentrione,  è costruita con volta a tutto sesto, con duplice ghiera di conci. Sopra l&#8217;arco corre un fregio a rilievo con pilastrini scanalati,  capitelli del tipo ionico-italico e scudi. Le iscrizioni sull&#8217;arco Augusta Perusia e Colonia Vibia  furono aggiunte in età romana: la prima dopo l’incendio di Perugia del 40 a.C. a seguito della conquista della città da parte dell’imperatore Augusto, di cui rimangono estese tracce sulla superficie di molti blocchi; la seconda dall’Imperatore umbro Vibio Treboniano Gallo (251-253 d.C.). Il restauro ha messo in evidenza tracce di colore rosso nelle lettere di Augusta Perusia a indicare la presenza della rubricatura della scritta, che così era visibile anche da lontano.<br />
La porta, fiancheggiata da due enormi torri di forma trapezoidale,  è costruita in opera quadrata con blocchi di travertino,di provenienza locale, disposti in filari regolari a secco. Tra le sei porte cittadine, è l&#8217;unica a non aver subito forti modifiche, se non per la costruzione, nel torrione di sinistra, di una graziosa loggia rinascimentale, collegata al palazzo contiguo, oggi sede della Soprintendenza dell&#8217;Umbria. Anche la fontana in basso venne aggiunta nel cinquecento.</p>
<p><strong>I lavori &#8211;</strong> L’intervento ha interessato la porta e i bastioni, per un totale di circa mq. 1400, esclusi il retro prospetto e il sottarco, già oggetto di un primo stralcio realizzato nel 2012 con fondi pubblici e privati. Sono stati eseguiti i rilievi plano-altimetrici e tematici, le indagini strutturali (endoscopiche, petrografiche, termografiche, etc.), le verifiche statiche, le mappature del degrado e delle fasi cronologiche di costruzione e dei precedenti restauri, propedeutiche all’intervento complessivo. Le indagini strutturali hanno portato alla esclusione di dissesti in atto ed a una diagnosi rassicurante sullo stato di conservazione dell’arco, escludendo qualsiasi intervento di consolidamento statico.<br />
Il restauro, comprendente la rimozione della vegetazione infestante, la pulitura delle superfici con varie tecniche appositamente testate, la rimozione  dei depositi dovuti ad agenti inquinanti, le stuccature e le integrazioni delle lacune, si configura, essenzialmente, come operazione manutentiva straordinaria che ha migliorato sia la conservazione del monumento sia il suo aspetto, senza modificarne sostanzialmente l&#8217;immagine storica consolidata nel tempo.</p>
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		<title>Cucinelli presenta il suo &#8220;progetto per la bellezza&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 11:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Brunello Cucinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Brunello Cucinelli ha presentato a Milano il suo “Progetto per la bellezza”, a completamento del lavoro iniziato anni fa nel borgo di Solomeo. Tre parchi, nel segno della tradizione e della bellezza. Un parco industriale con il recupero di siti dismessi; un parco oratorio-laico; un parco agrario con orti, vigneti e piantagioni di olivo. Il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Corciano. </span>Brunello Cucinelli ha presentato a Milano il suo “Progetto per la bellezza”, a completamento del lavoro iniziato anni fa nel borgo di Solomeo. Tre parchi, nel segno della tradizione e della bellezza. Un parco industriale con il recupero di siti dismessi; un parco oratorio-laico; un parco agrario con orti, vigneti e piantagioni di olivo. Il progetto, cpresentato al Teatro Strehler di Milano (ex Teatro Piccolo) da Brunello Cucinelli, riguarda tre importanti parchi, che completano quanto già realizzato da Cucinelli con il restauro dell&#8217;antico Borgo di Solomeo. Un&#8217;iniziativa che riguarda un luogo diventato simbolo della responsabilità sociale d&#8217;impresa, appunto Solomeo, e che ha un respiro nazionale. Va chiarito, innanzitutto che i fondi del &#8220;Progetto per la bellezza&#8221; vengono dalla famiglia Cucinelli &#8211; utilizzando una parte dei proventi incassati con la privatizzazione &#8211; e non dal gruppo.</p>
<p><em>I lavori &#8211;</em><strong><em> Il primo è il Parco dell&#8217;Industria. Nella valle, tutto intorno all&#8217;edificio sede del gruppo Brunello Cucinelli vi è un insediamento industriale cresciuto negli anni, costituito da sei edifici industriali per 240mila metri cubi (circa 35mila metri quadrati). Tutta l&#8217;area sarà recuperata a giardino, &#8220;custodendo &#8211; afferma Cucinelli &#8211; la dignità del lavoro&#8221;. C&#8217;è anche il Parco dell&#8217;Oratorio laico. Accanto al parco dell&#8217;industria sorgerà il Parco dell&#8217;Oratorio laico, con un piccolo stadio senza barriere immerse in sei ettari di boschetto e prati. A giugno ci sarà un campionato mondiale sportivo dedicati a giovani di tutto il mondo. L&#8217;ultimo è il Parco Agrario. Accanto al Parco dell&#8217;Oratorio laico vi saranno circa 70 ettari di terreno destinati ad orti, vigneti, oliveti e frutteti diffusi come alberata. Coltivazioni come grano, mais, girasole. I prodotti del Parco agrario saranno destinati al consumo locale nelle mense aziendali del gruppo e per le famiglie del borgo.<br />
&#8220;I parchi &#8211; afferma Brunello Cucinelli &#8211; verranno realizzati nel giro di tre anni grazie alla Fondazione della famiglia Cucinelli e non dall&#8217;impresa, visto che non vogliamo essere i più ricchi del cimitero. Sono convinto che la bellezza salverà il mondo e per questo vogliamo abbellire il territorio, come abbiamo già fatto con il borgo di Solomeo&#8221;.<br />
&#8220;Tra 15 giorni &#8211; ha detto ancora Cucinelli &#8211; verrà inaugurato l&#8217;Arco etrusco a Perugia. Prima della quotazione in Borsa destinavamo il 20% dei profitti al territorio e al sua abbellimento. Con la quotazione in Borsa non abbiamo pensato che questo fosse giusto, così abbiamo scisso le due cose. La Brunello Cucinelli Spa fa l&#8217;impresa, la Fondazione investe sulla bellezza del territorio&#8221;.<br />
All&#8217;incontro erano presenti: l&#8217;assessore alla Cultura Comune di Milano, Gad Lerner e altri importanti esponenti della cultura e della società milanesi nonché Inge Feltrinelli. Per l&#8217;Umbria: per l&#8217;Università prof Maurizio Oliviero, sindaci di Perugia (Andrea Romizi), Corciano (Christian Betti), Magione (Giacomo Chiodini). C&#8217;è anche il prof Mario Bellucci, in rappresentanza della Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, e vari imprenditori tra cui Giuseppe Colaiacovo. Molti i giornalisti presenti, anche provenienti dall&#8217;Asia. </em></strong></p>
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		<title>Regionali 2015. Da Roma la notizia shock: nel Pd qualcuno vuole Cucinelli alla presidenza</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jun 2014 11:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> E’ sempre più vicina l’assemblea nazionale del Pd. E nel Partito l’analisi dell’esito dei ballottaggi è all’ordine del giorno. Così come è tornata all’ordine del giorno la parola rottamazione. Ma più che di rottamazione qui si parla di “ricostruzione”.</p>
<p><strong>Ricostruzioni che si fanno più insistenti</strong> nei territori interessati dall’ultima tornata elettorale. E siccome il Pd perde lì dove è “il vecchio Pd”, in Umbria, dopo la sonora sconfitta di Perugia, soffia forte un nuovo vento renziano.</p>
<p><strong>E se il segretario regionale, Giacomo Leonelli </strong>sostiene che la ricandidatura della governatrice Catiuscia Marini, in scadenza nel 2015, “non è scontata perché adesso nulla è scontato”, il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi, membro della direzione nazionale del partito si accredita come più renziano di tutti: “Bisogna cambiare veramente verso” scrive su Facebook, “vorrei però ricordare a nuovi e vecchi renziani che il sottoscritto quattro anni fa ha invitato Renzi a Perugia. E molti mi presero per pazzo”.</p>
<p><strong>C’è, invece, che di pazzia non ne vuole proprio sentir parlare</strong> e ci mette il carico. Da Roma, ad alimentare la valanga che si è abbattuta sul partitone i giorni scorsi, arriva la proposta di candidare il re del cashmere Brunello Cucinelli alle prossime regionali.</p>
<p><strong>E non parliamo di voci di corridoio.</strong> La notizia arriverebbe direttamente da Roma, proprio dalla sede del Pd nazionale dove si sta decidendo la futura segreteria dopo che Renzi s’è portato al Governo circa la metà degli esponenti.</p>
<p><strong>E ancora, ricordiamo che il re del cashmere è molto vicino a Renzi</strong>, ha fatto campagna elettorale, all’epoca, per far si che venisse scelto come segretario. Gode di un gradimento senza pari nella nostra regione. Dovesse decidere di candidarsi, chissà, potrebbe strappare anche qualche consenso in più dei concorrenti. Sarebbe un boccone amaro da buttar giù per i due renziani doc, Leonelli e Guasticchi, che forse un pensierino alle prossime regionali ce l’hanno pure fatto. Sarà ancora una volta Renzi a scegliere?</p>
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