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	<title>Perugia Online &#187; Capanne</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Picchiava e costringeva la moglie a prostituirsi: arrestato un cittadino ecuadoregno</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2016 16:07:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un 38enne ecuadoregno dimorante nel capoluogo umbro, nullafacente, irregolare, gravato da numerosi precedenti di polizia, allo stato già sottoposto alla detenzione domiciliare, è stato tratto in arresto in esecuzione all’ordinanza emessa dall’ufficio di sorveglianza di Perugia: l&#8217;uomo è accusato d’induzione alla prostituzione ai danni della moglie e di maltrattamenti in famiglia. I fatti contestati risalgono al mese di settembre 2013 accaduti nel capoluogo umbro, quando lo straniero dopo aver minacciato e picchiato la moglie, una connazionale di 46 anni, la aveva costretta a prostituirsi su strada, in un’area limitrofa al percorso verde di Pian di Massiano. Quando la donna, accompagnata dal marito si è rifiutata di prostituirsi l’uomo si era accanito su di lei, minacciandola e usandole violenza.</p>
<p>La rabbia del marito non si è arrestata nemmeno una volta giunti a casa dove, più volte, la donna a terra in ginocchio e in lacrime aveva più volte scongiurato il compagno nel tentativo di farlo ragionare, il tutto sotto gli occhi del figlio minore. Per diversi giorni la vittima, soggetta alle vessazioni e alle violenze, non solo psicologiche ma anche fisiche, che il marito, spesso anche sotto l’influenza dell’alcol, le aveva provocato, era stata costretta a prostituirsi, anche per evitare possibili ritorsioni da parte di questi. Finché la sera del 13 settembre 2013, la donna in lacrime sul marciapiede era riuscita a trovare il modo e il coraggio di chiamare il 112 denunciando ai carabinieri quanto le stava accadendo. Immediatamente allertato il comandante e i militari della stazione di Perugia, hanno predisposto un servizio in abiti borghesi che ha consentito, dopo alcune ore di osservazione e pedinamento, di trarre in arresto il consorte sfruttatore che si era nascosto nelle vicinanze della moglie per poterla controllare.</p>
<p>A seguito dell’arresto in flagranza si sviluppavano le successive indagini, condotte dai militari della stazione di Perugia, che hanno dimostrato che il 37enne, lamentandosi con la moglie delle difficoltà economiche familiari, attraverso le continue minacce e i maltrattamenti, la avrebbe costretta a prostituirsi, convincendola che quanto da lei guadagnato sul marciapiede era necessario per superare le esigue condizioni finanziarie. Grazie anche ai numerosi elementi di prova raccolti dai militari a suffragio del racconto della donna, l&#8217;autorità giudiziaria aveva emesso il provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari nei confronti del marito sfruttatore. Nelle ultime ore i carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia dei carabinieri di Perugia hanno dato esecuzione all&#8217;ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di sorveglianza di Perugia, con cui l’uomo è stato tradotto alla locale casa circondariale di Capanne, dove dovrà espiare la pena definitiva di un anno e sette mesi di reclusione.</p>
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		<title>Ponte San Giovanni, smantellata dai carabinieri cellula di spaccio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 13:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Avevano trasformato la propria abitazione in un covo dove confezionare lo stupefacente, in particolare cocaina, da immettere sulla “piazza perugina”: droga, materiale per il confezionamento, contanti e bilancino di precisione, questi gli “strumenti del lavoro”. Ma il blitz dei carabinieri dei carabinieri della stazione di Ponte San Giovanni e di quelli dell’aliquota operativa della compagnia di Città di Castello ha rovinato i loro piani e per loro si sono aperte le porte del carcere.</p>
<p>È la vicenda che ha coinvolto 4 soggetti (un italiano, un serbo e due peruviani) arrestati in flagranza di reato per traffico e detenzione di sostanze stupefacenti a seguito di un’operazione antidroga dei carabinieri avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsa. L’arresto è avvenuto dopo che i militari, a seguito ad un’attività info-investigativa, hanno eseguito una perquisizione in un appartamento condominiale di via Catanelli a Ponte San Giovanni, sorprendendo  al suo interno i quattro uomini intenti al confezionamento dello stupefacente: 150 grammi di cocaina, 500 euro in banconote e materiale per il confezionamento, tutto posto sotto sequestro. I due soggetti peruviani sono risultati irregolari sul territorio nazionale, a differenza del serbo residente a Umbertide e dell’italiano residente a Giano dell’Umbria. I quattro spacciatori, con precedenti di polizia, sono stati tradotti presso il carcere di Capanne e il loro arresto è stato convalidato dal giudice delle indagini preliminari.</p>
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		<title>Perugia, consiglieri comunali e detenuti in campo per un amichevole all&#8217;insegna della solidarietà</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 15:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Questa mattina, nel campo di calcio del carcere di Capanne, si è svolta una partita di solidarietà tra una selezione di detenuti, ognuno dei quali ha indossato una  maglietta propria non potendo contare invece su una divisa della squadra, e una rappresentativa composta da consiglieri comunali (Varasano, Miccioni, Mignini), personale di segreteria dei gruppi consiliari ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Questa mattina, nel campo di calcio del carcere di Capanne, si è svolta una partita di solidarietà tra una selezione di detenuti, ognuno dei quali ha indossato una  maglietta propria non potendo contare invece su una divisa della squadra, e una rappresentativa composta da consiglieri comunali (Varasano, Miccioni, Mignini), personale di segreteria dei gruppi consiliari ed esponenti dell&#8217;associazione Green Heart, guidata dall&#8217;ex consigliere comunale Antonio Chifari. Per la cronaca la partita è finita 3-2 per la selezione di detenuti.</p>
<p>&#8220;È stata un&#8217;esperienza forte e significativa. L&#8217;intento di questo Consiglio comunale &#8211; spiega Varasano &#8211; è quello di fare uscire il più possibile la politica dal palazzo. Lo si è fatto con i consigli aperti e grandi, lo si è fatto con la donazione del sangue dello scorso ottobre, lo si è fatto oggi con questa partita di solidarietà che vuole andare nel senso suggerito da Papa Francesco: arginare la cultura dello scarto, tendere la mano a chi è nella prova e nella difficoltà. Sono solo piccoli gesti, ma dimostrano come anche la politica, al di là di banalizzazioni e luoghi comuni, possa dare un proprio contributo di solidarietà teso ad alleviare le tanti e gravi necessità sociali. Un sentito ringraziamento per la collaborazione fattiva e partecipe &#8211; aggiunge Varasano &#8211; va alla direttrice del carcere Bernardina Di Mario, e al personale di polizia penitenziaria&#8221;. A quello di Capanne seguiranno altri eventi che Consiglio comunale e Green Heart dedicheranno al tema del sociale e della solidarietà.</p>
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		<title>Furti e spaccio in Umbria, espulsi due pericolosi stranieri</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/furti-e-spaccio-in-umbria-espulsi-due-pericolosi-stranieri/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 14:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Nel pomeriggio di ieri, scortati da personale dell’ufficio immigrazione e della compagnia dell’Arma dei carabinieri di Assisi, sono stati espulsi e accompagnati alla frontiera aerea di Fiumicino un cittadino marocchino, M. Y., residente a Castiglion del Lago e un albanese, G.A, individuato ad Assisi. Il marocchino durante il soggiorno in Italia aveva commesso numerosi reati contro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nel pomeriggio di ieri, scortati da personale dell’ufficio immigrazione e della compagnia dell’Arma dei carabinieri di Assisi, sono stati espulsi e accompagnati alla frontiera aerea di Fiumicino un cittadino marocchino, M. Y., residente a Castiglion del Lago e un albanese, G.A, individuato ad Assisi. Il marocchino durante il soggiorno in Italia aveva commesso numerosi reati contro il patrimonio e la persona, rendendosi responsabile di furti e rapine nei territori di Perugia, Città della Pieve e Castiglion del Lago. Allo stesso era stato notificato un divieto di ritorno di anni 3 nel Comune di Tuoro sul Trasimeno. Lo straniero era stato rintracciato da militari dell’Arma dei Carabinieri di Castiglion del Lago.</p>
<p>L’albanese si è reso responsabile di numerosi reati quali furti, rapine, ricettazione ed altro, commessi nei territori di Perugia, Assisi e Bastia Umbra. Lo stesso era stato sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale della polizia dal Tribunale di Perugia e alla ulteriore misura del divieto di ritorno, per anni tre, nel comune di Bastia Umbra. Lo straniero era stato rintracciato nella mattinata da militari.</p>
<p>Ad entrambi, soggetti pericolosi per la sicurezza e l&#8217;ordine pubblico, riconducibili alla categoria di soggetti indicati nell&#8217;art.1 del decreto legislativo nr.159/11, nulla facenti, dediti a delinquere, è stato revocato il titolo di soggiorno ed il Prefetto di Perugia, su proposta del Questore Gugliotta, ne ha disposto l’espulsione dal territorio nazionale.</p>
<p>Dopo la convalida davanti al Giudice di Pace, gli stranieri sono stati accompagnati alla frontiera aerea di Fiumicino ed imbarcati uno sul volo per Casablanca e l’altro sul volo diretto a Tirana, seguiti in aereo da personale dell’Ufficio Immigrazione specializzato nelle scorte internazionali.</p>
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		<title>Perugia 1416, accordo tra il Comune e il carcere di Capanne per coinvolgere le detenute</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 10:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Con l’obiettivo di fare di Perugia 1416 un’opportunità di coesione sociale per l’intero territorio, il Comune, secondo quanto ha deliberato ieri pomeriggio la Giunta, si avvia a firmare un protocollo d’intesa con l’istituto penitenziario di Capanne finalizzato al coinvolgimento nell’organizzazione della manifestazione dell’11 e 12 giugno di alcune detenute dello stesso carcere. Le detenute saranno coinvolte, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Con l’obiettivo di fare di Perugia 1416 un’opportunità di coesione sociale per l’intero territorio, il Comune, secondo quanto ha deliberato ieri pomeriggio la Giunta, si avvia a firmare un protocollo d’intesa con l’istituto penitenziario di Capanne finalizzato al coinvolgimento nell’organizzazione della manifestazione dell’11 e 12 giugno di alcune detenute dello stesso carcere. Le detenute saranno coinvolte, in particolare, nella realizzazione di alcuni prodotti del merchandising di Perugia 1416 e in attività di sartoria per i costumi d’epoca, al fine di fornire loro un’esperienza e una competenza professionale spendibili una volta terminata la pena.</p>
<p>Il Comune, in particolare, realizzerà all’interno del carcere anche alcune iniziative ricreativo-culturali, in collaborazione con l’istituto stesso, nell’ambito di una sinergia tra le istituzioni, finalizzata al reinserimento dei detenuti nella società. Come sottolinea l&#8217;assessore alla Cultura, Teresa Severini “si tratta di un&#8217;iniziativa che andrà al di là della mera pratica sartoriale e, quindi, di lavoro meccanico. L&#8217;obiettivo primario è quello di creare anche un&#8217;occasione di creatività, di partecipazione sociale, di inclusione, di momenti emotivamente coinvolgenti. L&#8217;idea è di mettere in piedi una serie di incontri formativi, di laboratori che potranno essere realizzati anche dopo le date clou dell&#8217;11-12 giugno. Un percorso di iniziative costruttive, una interessante fucina che possa dare un contributo concreto alla manifestazione che, non dimentichiamo, oltre che momento di riflessione storica, vuole porsi come ponte di coesione sociale, di coinvolgimento effettivo del territorio”.</p>
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		<title>Operazione antidroga a Ponte Felcino: in manette un algerino</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 11:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Controlli straordinari della polizia a Ponte Felcino, dove alcuni residenti avevano segnalato spacciatori in azione a tarda serata. Le volanti ieri sera nel pattugliare la zona individuano una auto sospetta e impongono l’alt. A bordo due maghrebini, entrambi della zona e con specifici trascorsi per stupefacenti. Dopo i controlli di routine alla banca dati emerge ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Controlli straordinari della polizia a Ponte Felcino, dove alcuni residenti avevano segnalato spacciatori in azione a tarda serata. Le volanti ieri sera nel pattugliare la zona individuano una auto sospetta e impongono l’alt. A bordo due maghrebini, entrambi della zona e con specifici trascorsi per stupefacenti. Dopo i controlli di routine alla banca dati emerge che uno dei due è un irregolare, sprovvisto di permesso di soggiorno e dalla nazionalità incerta. Viene condotto in Questura ove trascorre alcune ore per gli accertamenti di rito.</p>
<p>Permangono i dubbi sulla sua identità: la sua nazionalità dichiarata, quella algerina, non è confermata dal suo consolato. Una cosa è certa: deve essere arrestato e condotto in carcere. Difatti su di lui pende un ordine di carcerazione della Procura della repubblica di Perugia per un residuo pena, di un anno ed otto mesi, per l’ultima condanna per spaccio di stupefacenti. Alle prime luci dell’alba era già a Capanne.</p>
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		<title>Perugia, arrestato un pericoloso latitante</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 10:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Ieri sera gli uomini del posto di polizia “Centro Storico”, diretti dal commissario capo Adriano Felici, hanno effettuato dei controlli mirati nella zona della Pallotta, con lo specifico obiettivo di contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Così, proprio mentre pattugliavano via della Pallotta, si sono imbattuti in un tunisino, del tutto sprovvisto di documenti. Alla richiesta ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ieri sera gli uomini del posto di polizia “Centro Storico”, diretti dal commissario capo Adriano Felici, hanno effettuato dei controlli mirati nella zona della Pallotta, con lo specifico obiettivo di contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Così, proprio mentre pattugliavano via della Pallotta, si sono imbattuti in un tunisino, del tutto sprovvisto di documenti.</p>
<p>Alla richiesta di specificare chi fosse, egli ha indicato il proprio nome e cognome, ma naturalmente gli agenti hanno voluto verificare la correttezza di tali affermazioni, sicché hanno condotto il maghrebino in Questura. E qui, ben presto, è venuta fuori la sorpresa. E’ infatti risultato non solo che le autentiche generalità del nordafricano erano ben diverse da quelle da lui dichiarate, ma soprattutto che il soggetto era ricercato dal 2014.</p>
<p>In particolare, pendeva sul suo capo un ordine di carcerazione, relativo ad una pena di quasi tre anni che gli era stata inflitta per reati concernenti gli stupefacenti, nonché per un grave episodio di danneggiamento. Non solo: a carico del 35enne tunisino vi era inoltre un provvedimento di custodia cautelare in carcere relativo ad un distinto procedimento penale, che attendeva solo di essere eseguito.</p>
<p>Ed in effetti il nordafricano è persona di elevato spessore criminale, che durante la sua permanenza a Perugia ha collezionato precedenti non solo per reati di droga ed in materia di immigrazione clandestina, ma anche per vari reati contro la persona e persino per tentato omicidio. Pertanto gli agenti, ultimati gli accertamenti di rito, hanno condotto il tunisino a Capanne, dove l’uomo è destinato ad un lungo soggiorno.</p>
<p>Inoltre, visto che il 35enne aveva tentato di fare di fare il furbo indicando un nome e un cognome falsi, la polizia lo ha anche indagato per il reato di falsa dichiarazione delle proprie generalità a pubblico ufficiale.</p>
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		<title>Perugia, allontanati dalla polizia altri due spacciatori</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 13:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Effettuato  ieri  dal personale dell’ufficio immigrazione un altro rimpatrio e dal carcere  di Perugia un detenuto ha raggiunto direttamente l’Albania. Lo straniero, K.O. albanese di 30anni, era detenuto nel carcere di Capanne perché condannato alla pena di 2 anni, 11 mesi e 10 giorni per reati inerenti alla violazione della legge sugli stupefacenti, non in ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Effettuato  ieri  dal personale dell’ufficio immigrazione un altro rimpatrio e dal carcere  di Perugia un detenuto ha raggiunto direttamente l’Albania. Lo straniero, K.O. albanese di 30anni, era detenuto nel carcere di Capanne perché condannato alla pena di 2 anni, 11 mesi e 10 giorni per reati inerenti alla violazione della legge sugli stupefacenti, non in regola con le norme che regolano il soggiorno sul territorio nazionale.</p>
<p>Ieri pomeriggio in esecuzione al provvedimento emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Perugia con il quale ha disposto l’espulsione in alternativa alla detenzione, il detenuto è stato prelevato direttamente dal carcere, accompagnato alla frontiera dello scalo aereo di San Francesco di Assisi ed imbarcato sul volo diretto per Tirana. Lo stesso non potrà rientrare in Italia per 10 anni.</p>
<p>Sempre ieri pomeriggio il personale dell’ufficio immigrazione ha prelevato dal carcere di Spoleto il cittadino tunisino A. C., di 40 anni, scarcerato per fine pena. Era in carcere  dal 19 marzo scorso  per reati contro il patrimonio e sprovvisto di regolare permesso di soggiorno. Nei suoi confronti è stato quindi emesso dal Prefetto di Perugia  un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. Ad attenderlo fuori dal carcere c’erano gli agenti di Polizia che lo hanno accompagnato presso il Cie di Roma Ponte Galeria, in attesa di rimpatrio.</p>
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		<title>Pericoloso kosovaro rimpatriato a Pristina: finora era detenuto a Capanne</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2015 12:16:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Nella sua carriera criminale, compiuta in Emilia Romagna nella zona di Ravenna sino al 2010, ha collezionato 12 condanne per più di sette anni di reclusione. I reati che il kosovaro ha compiuto sono particolarmente efferati:  rapine, furti in abitazione, scippi, possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso, omicidio colposo, lesioni , lesioni a pubblico ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Nella sua carriera criminale, compiuta in Emilia Romagna nella zona di Ravenna sino al 2010, ha collezionato 12 condanne per più di sette anni di reclusione. I reati che il kosovaro ha compiuto sono particolarmente efferati:  rapine, furti in abitazione, scippi, possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso, omicidio colposo, lesioni , lesioni a pubblico ufficiale, e falso materiale.</p>
<p>Il circuito carcerario lo ha trasferito a Capanne e alla sua uscita dal carcere non si poteva consentire che il pericoloso criminale fosse libero di tornare a girare per le strade. Per questo gli agenti dell’Ufficio immigrazione, diretti dal vice questore aggiunto Rosaria De Luca, ieri hanno provveduto alla espulsione dello straniero dal  territorio nazionale e alla sua scorta fino in Patria.</p>
<p>Particolarmente complicato il trasferimento aereo fino alla sua destinazione, Pristina, ove lo straniero di nazionalità serba ma di etnia kosovara doveva essere affidato alla polizia locale. L’unica possibilità uno scalo internazionale a Vienna. Lo straniero non si è opposto alla sua espulsione ed in cambio ha ottenuto uno sconto di pena che però verrebbe ripristinata se dovesse far ritorno in Italia prima di 10 anni.</p>
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		<title>Carcere di Capanne, la sfida per il cambiamento</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2015 14:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un carcere che &#8220;ha raccolto le sfide del cambiamento per superare un modello di detenzione sostanzialmente caratterizzata da passivita&#8217; e segregazione, in favore di nuovi percorsi di rieducazione e reinserimento sociale&#8221;. Lo ha sottolineato il direttore della struttura di Capanne, Bernardina Di Mario, in occasione delle celebrazioni per la fondazione della polizia penitenziaria. Le trasformazioni ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un carcere che &#8220;ha raccolto le sfide del cambiamento per superare un modello di detenzione sostanzialmente caratterizzata da passivita&#8217; e segregazione, in favore di nuovi percorsi di rieducazione e reinserimento sociale&#8221;. Lo ha sottolineato il direttore della struttura di Capanne, Bernardina Di Mario, in occasione delle celebrazioni per la fondazione della polizia penitenziaria.</p>
<p><strong>Le trasformazioni</strong> &#8211; Nel corso della cerimonia e&#8217; stato spiegato che e&#8217; diminuito,rispetto agli anni precedenti, il numero di detenuti, ora 315 mentre nel 2013 erano 560 (439 nel 2014). &#8220;La popolazione detenuta in questo istituto &#8211; ha detto la Di Mario &#8211; e&#8217; progressivamente diminuita per effetto degli interventi normativi. Gli stessi hanno determinato anche una radicale trasformazione: su 315 detenuti 211 sono condannati con sentenza definitiva&#8221;.Parlando dei cambiamenti del modello di detenzione, il direttore di Capanne ha spiegato che la cella e&#8217; il &#8220;luogo del pernottamento&#8221; in quanto le giornate sono impegnate da progetti ed attivita&#8217; sociali. &#8220;La recente cena Golose evasioni – ha aggiunto &#8211; e&#8217; la prova di integrazione e coesione nel tessuto cittadino&#8221;.</p>
<p><strong>Il cambiamento</strong> &#8211; &#8220;Determinante &#8211; ha sottolineato la Di Mario – l&#8217;intervento ella magistratura di sorveglianza che ha sempre ampiamente condiviso e sostenuto i tanti progetti che hanno portato ad una diminuzione nelle richieste di farmaci ansiolitici da parte di detenuti, riduzione dei fenomeni di autolesionismo, aggressioni e scioperi della fame&#8221;.&#8221;Il personale di questo istituto &#8211; ha sottolineato infine Bernardina Di Mario &#8211; ha dimostrato concretamente di essere consapevole che il cambiamento poteva passare solo attraverso le loro azioni, comportamenti, professionalita&#8217; e umanita&#8217;, ancor prima dell&#8217;intervenuta sentenza della Corte europea&#8221;.</p>
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		<title>Assisi, sorvegliati speciali rapinano un&#8217;azienda agricola: 4 arresti</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 08:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> E’ iniziata alle prime luci dell’alba di ieri la brillante operazione di servizio che ha visto impegnati gli uomini del nucleo operativo assisano eugubino diretti rispettivamente dal Maggiore Marco Sivori e dal Capitano Piergiuseppe Zago.</p>
<p>Secondo le prime dichiarazioni rilasciate dai vertici della Benemerita, i quattro rom finiti in manette con l’accusa di furto e delle violazioni agli obblighi della sorveglia speciale appartenenti a famiglie di zingari dislocate nel comprensorio assisano. Sono stati arrestati nell’ambito di una operazione coordinata dalle due compagnie dei carabinieri all’insegna di una proficua collaborazione tra i due reparti dell’Arma nel quadro più generale di lotta alla microcriminalità intrapreso dal comando provinciale di Perugia.</p>
<p>Immortalati da un impianto di videosorveglianza mentre commettevano il furto in danno di una azienda agricola, i quattro sono stati identificati grazie ad un lavoro certosino effettuato dai militari dell’Arma di Assisi e Gubbio che non hanno faticato molto a capire che i quattro soggetti, tutti con numerosissimi precedenti penali alle spalle per reati contro il patrimonio, dopo avere ottemperato agli obblighi di firma cui erano sottoposti, si sono recati a Gubbio la mattina del 24 aprile per consumare almeno il furto. Stando alle riprese video acquisite è emerso che i quattro, tutti travisati, in poco meno di cinque minuti  hanno trafugato all’azienda oltre duecento litri gasolio e attrezzi di vario genere.</p>
<p>Il blitz dell’Arma è scattato alle prime ore dell’alba: una ventina di uomini, quelli impiegati nelle perquisizioni domiciliari e negli arresti dei quattro sorvegliati speciali. Cinque invece sono le persone denunciate per furto aggravato che hanno concorso nella commissione del reato il giorno 24 aprile in Gubbio. Le perquisizioni effettuate presso gli autoveicoli e le abitazioni in uso ai componenti della banda consentono di rinvenire e sequestrare telefoni cellulari, guanti e l’abbigliamento usato dai malviventi per commettere il furto, corrispondente a quello immortalato dalle videocamere di sorveglianza la mattina del 24 aprile 2015. La risposta data dai militari dell’Arma al preoccupante fenomeno dei furti  e dei reati contro il patrimonio è stata caratterizzata da schiaccianti indizi a carico di tutti gli arrestati, che, posti di fronte alla realtà non hanno potuto fare altro che ammettere l’evidenza dei fatti.</p>
<p>Sempre nella giornata di ieri i militari della compagnia di Assisi hanno eseguito con l’ausilio di personale della divisione anticrimine della Questura di Perugia anche il sequestro di due autovetture usate da alcuni esponenti di una famiglia rom del comprensorio per consumare altri furti. Il provvedimento emesso dal Tribunale  di Perugia costituisce un esempio di misura di prevenzione che consente alle Forze dell’Ordine di aggredire il patrimonio di soggetti  sospettati di vivere grazie ai proventi degli illeciti commessi. E’ un passo importante e molto significativo per chi giornalmente è impegnato nella lotta e nel contrasto alla criminalità del luogo.</p>
<p>I quattro, tutti associati presso la casa circondariale di Perugia “Capanne” forniranno al Magistrato la loro versione dei fatti nei prossimi giorni. Gli interrogatori dell’Autorità Giudiziaria perugina sono previsti infatti per le giornate di domani e dopo domani.</p>
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		<title>Carcere, la nuova stagione di Capanne</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 13:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Solo nell’ultimo anno 13 detenuti del carcere di Capanne sono stati inseriti nel mondo del lavoro. Merito del Progetto “Intra” che, gestito dalla Cooperativa sociale “Frontiera Lavoro”, ha coinvolto una novantina di detenuti in quattro diversi corsi di riqualificazione professionale (per addetti alla cucina, alla piccola manutenzione, alla conduzione di imprese agricole e all’abbigliamento). Fattoria ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Solo nell’ultimo anno 13 detenuti del carcere di Capanne sono stati inseriti nel mondo del lavoro. Merito del Progetto “Intra” che, gestito dalla Cooperativa sociale “Frontiera Lavoro”, ha coinvolto una novantina di detenuti in quattro diversi corsi di riqualificazione professionale (per addetti alla cucina, alla piccola manutenzione, alla conduzione di imprese agricole e all’abbigliamento).</p>
<p><strong>Fattoria Capanne</strong> &#8211; Da questo tipo di esperienze è stato possibile anche implementare le attività produttive dell’azienda, la “Fattoria Capanne”, i cui prodotti agricoli possono essere acquistati ogni settimana al Mercato Coperto o a quello di Pian di Massiano. I percorsi di crescita personale e professionale sono solo uno degli aspetti più significativi della nuova, positiva stagione che stanno vivendo i carceri italiani, tra cui quello perugino.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro a scuola</strong> &#8211; Una fotografia della realtà detentiva nazionale e locale è stata fornita questa mattina a Castiglione del Lago, in un incontro che gli studenti dell’Istituto superiore “Rosselli” hanno avuto con il direttore della Casa circondariale di Capanne, Bernardina Di Mario, con il commissario di Polizia penitenziaria Andrea Tosoni e tre detenuti. Hanno partecipato anche Clara Salvi dell’Associazione perugina Volontariato e Luca Verdolini e Paola Bonelli di “Frontiera Lavoro”. Trattamenti personalizzati, esperienze formative ed istruttive, percorsi di reinserimento lavorativo: le carceri italiane, secondo le informazioni fornite dai diretti interessati, si stanno sempre più orientando verso nuove modalità di detenzione. Dopo un periodo critico, conosciuto tra il 2009 e il 2012, che ha creato un inarginabile afflusso di soggetti (69.000 detenuti sul territorio nazionale, a fronte di una capienza di 45.000 unità), tanto da procurare al nostro paese nel 2013 la condanna della Corte Europea dei diritti umani, l’Italia ha iniziato a ripensare la funzione della pena, in termini di reinserimento e rispetto della dignità umana.</p>
<p><strong>Politiche di inclusione</strong> &#8211; Questo anche a Perugia, dove si è passati da una situazione incandescente, che ha avuto il suo apice nel 2012 con 630 detenuti (a fronte di una capienza tra i 450 e i 480 posti), agli attuali 350 ospiti. “Oggi stiamo vivendo una situazione ottimale e di fermento”, ha commentato la direttrice dell’Istituto di Capanne Di Mario. “Frutto di un percorso che ha visto l’Amministrazione penitenziaria mettere al centro dell’attenzione il “reinserimento”, ovvero la rimozione dei fattori che sono stati ostacolo alla crescita della persona spingendola a commettere il reato. E’ cambiato il nostro modo di agire – ha proseguito Di Mario -; abbiamo messo in atto percorsi trattamentali differienziati sulla base di una approfondita conoscenza della persona. Abbiamo aperto gli spazi in maniera proporzionale al grado di affidabilità del detenuto”. Così facendo sono diminuite le tensioni tra gli ospiti e tra loro e il personale, tanto che i rapporti disciplinari sono stati abbattuti dell’80%. In questo percorso, a detta della direttrice Di Mario, si sono rivelati di fondamentale importanza gli interventi delle Istituzioni esterne (Regione, Provincia e Comune di Perugia) “che hanno riempito di contenuti il tempo della detenzione”. Ora la città tutta collabora con il carcere, e questo è diventato parte integrante della stessa. “La strada imboccata è quella giusta – sono ancora le parole della direttrice -: ogni politica di segregazione crea caos, e il caos crea insicurezza. Le politiche di inclusione al contrario creano ordine e l’ordine crea sicurezza”.</p>
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		<title>Cocaina, in manette coppia albanese a Collestrada</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 12:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Prosegue la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio perugino. Nel tardo pomeriggio di ieri, al termine di un&#8217;indagine articolata, i carabinieri del reparto operativo di Perugia hanno tratto in arresto due albanesi sessantenni, marito e moglie, residenti in una altra regione ma domiciliati a Perugia. Come si legge nella nota diramata dai militari, durante un servizio di osservazione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Prosegue la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio perugino. Nel tardo pomeriggio di ieri, al termine di un&#8217;indagine articolata, i carabinieri del reparto operativo di Perugia hanno tratto in arresto due albanesi sessantenni, marito e moglie, residenti in una altra regione ma domiciliati a Perugia. Come si legge nella nota diramata dai militari, durante un servizio di osservazione hanno sorpreso la donna appena dopo che questa aveva venduto, per la somma di 100 euro, alcune dosi di coca purissima ad un incensurato di Perugia. Immediatamente è scattata la perquisizione personale e dell&#8217;abitazione dell&#8217;albanese. In particolare, all&#8217;interno della casa nella quale è domiciliata insieme a suo marito, i carabinieri hanno scoperto in vari nascondigli &#8211; tra i quali un involucro infilato dietro la lavatrice e un&#8217;intercapedine nel muro &#8211; ben 74 confezioni di cocaina, del peso complessivo di circa 80 grammi, pronte per essere immesse nel mercato al dettaglio del capoluogo. Da quanto si apprende dagli inquirenti, pare che la coppia di extracomunitari sia attualmente monopolista del mercato dello spaccio nella zona di Collestrada, piazza della droga molto frequentata da numerosi, assidui clienti. I quali adesso, per rifornirsi dai due albanesi, dovranno andare a trovarli nel carcere di Capanne.</p>
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		<title>In manette il ladro seriale di telefonini</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2014 08:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Capanne]]></category>
		<category><![CDATA[furto]]></category>
		<category><![CDATA[ladro]]></category>
		<category><![CDATA[playstation]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Ponte San Giovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Questura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Entrava con una scusa in un negozio qualunque allo scopo di impossessarsi di un telefono cellulare, operazione che gli riusciva quasi sempre agendo con rapidità e approfittando di un momento di distrazione. Questa la &#8220;tecnica&#8221; utilizzata per mesi dal ladro seriale di telefonini arrestato ieri dalla polizia di Perugia, a seguito dell&#8217;ennesima segnalazione in centrale operativa. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Entrava con una scusa in un negozio qualunque allo scopo di impossessarsi di un telefono cellulare, operazione che gli riusciva quasi sempre agendo con rapidità e approfittando di un momento di distrazione. Questa la &#8220;tecnica&#8221; utilizzata per mesi dal ladro seriale di telefonini arrestato ieri dalla polizia di Perugia, a seguito dell&#8217;ennesima segnalazione in centrale operativa. L&#8217;ultimo &#8220;obiettivo&#8221; preso di mira dal ladro, ieri pomeriggio (20 agosto), è stato un negozio di parrucchiere di Ponte San Giovanni. La titolare dell&#8217;esercizio, nel segnalare l&#8217;avvenuto furto, ha riferito di un giovane che, con la scusa di fissare un appuntamento, era entrato nel locale per dileguarsi subito dopo, portando con sé le due playstation portatili che la parrucchiera mette a disposizione dei figli delle clienti.</p>
<p><strong>&#8220;Abbiamo subito capito di chi si trattava&#8221; &#8211;</strong> Al momento di ricevere la segnalazione, gli agenti della sala operativa non hanno avuto neanche il minimo dubbio: &#8220;Il caso è risolto: è lui&#8221;. Il sospettato numero uno è stato individuato, si legge nella nota della Questura di Perugia, &#8220;in quel ladruncolo che già nel pomeriggio del 5 agosto era stato rintracciato dalla volante in piazza Fontivegge, poco dopo che si era reso responsabile del furto di un telefono cellulare ai danni della titolare di una tabaccheria&#8221;. Proprio da quel furto erano partite le indagini dell&#8217;ufficio volanti che, ricostruendo a ritroso le dinamiche &#8211; tutte uguali &#8211; di numerosi furti messi a segno nei giorni precedenti in centro e in zona stazione, avevano fatto convergere ogni sospetto sul medesimo giovane, peraltro già noto alle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p><strong>L&#8217;arresto alla stazione &#8211;</strong> Anziché impiegare uomini ed energie alla ricerca del ladro lungo il vasto e popoloso quartiere di Ponte San Giovanni, la polizia ha deciso di attendere il giovane alla stazione ferroviaria. Gli agenti, infatti, erano convinti che il giovane ladro avrebbe preso il treno per raggiungere Fontivegge. Ed infatti, dopo pochi minuti di attesa l&#8217;intuizione si è rivelata felice: il giovane è stato fermato non appena giunto al binario per il treno verso il centro città: addosso portava ancora le due playstation, che non era ancora riuscito a rivendere. Con l&#8217;accusa di furto aggravato, il ladro è stato spedito direttamente nel carcere di Capanne, dove si trova a disposizione del pubblico ministero Petrazzini.</p>
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		<title>Nuovo Pit stop in carcere per il tunisino dall&#8217;arresto facile</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jul 2014 08:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Andrea Petrini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[agenti]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[Capanne]]></category>
		<category><![CDATA[direttissima]]></category>
		<category><![CDATA[nera da record]]></category>
		<category><![CDATA[profumo]]></category>
		<category><![CDATA[rapina]]></category>
		<category><![CDATA[supermercato]]></category>
		<category><![CDATA[vigilante]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>B.F. era già riuscito in un&#8217;impresa non facile: collezionare tre arresti in meno di 24 ore lo scorso 2 luglio. Ma l&#8217;istinto a delinquere lo ha riportato ancora una volta&#8230; a delinquere. Dopo essere tornato in libertà, a seguito del processo per direttissima, il pluripregiudicato e sottoposto al divieto di abitare in Umbria, è stato nuovamente arrestato venerdì. ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pit-stop-in-carcere-per-tunisino-dallarresto-facile/">Nuovo Pit stop in carcere per il tunisino dall&#8217;arresto facile</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> B.F. era già riuscito in un&#8217;impresa non facile: <a title="Record a Perugia: lo stesso ladro arrestato tre volte in meno di 24 ore" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/record-perugia-ladro-arrestato-in-meno-24-ore-3305/">collezionare tre arresti in meno di 24 ore</a> lo scorso 2 luglio. Ma l&#8217;istinto a delinquere lo ha riportato ancora una volta&#8230; a delinquere. Dopo essere tornato in libertà, a seguito del processo per direttissima, il pluripregiudicato e sottoposto al divieto di abitare in Umbria, è stato nuovamente arrestato venerdì.</p>
<p><strong>Il fatto</strong>. Un vigilante di un supermercato lo nota mentre cercava di intascarsi un profumo e una polo. Il sedicente tunisino tira dritto senza pagare e di conseguenza viene fermato. Dopo aver mostrato un atteggiamento apparentemente collaborativo, cambia idea e, invece di restituire la merce rubata, decide di aggredire il vigilante con calci, pugni e minacce. Riesce comunque ad essere bloccato anche con l&#8217;ausilio dei dipendenti, i quali avevano prontamente chiamato la polizia. Arrestato quindi per rapina e dritto verso Capanne per un nuovo Pit stop&#8230; quale sarà la prossima tappa?</p>
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