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	<title>Perugia Online &#187; carceri</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Diritto allo studio per i detenuti, firmato il protocollo d&#8217;intesa</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2015 16:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato firmato oggi 28 maggio, a palazzo Murena, sede del rettorato dell&#8217; Università degli studi di Perugia, un protocollo d&#8217;intesa per l&#8217;istituzione del Polo universitario penitenziario dell&#8217;Umbria. L&#8217;accordo, che ha una durata triennale, con contenuti e finalità innovative, intende favorire il diritto allo studio e, in particolare, l&#8217;accesso agli studi universitari dei detenuti ospitati negli istituti penitenziari dell&#8217;Umbria, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>E&#8217; stato firmato oggi 28 maggio, a palazzo Murena, sede del rettorato dell&#8217; Università degli studi di Perugia, un protocollo d&#8217;intesa per l&#8217;istituzione del Polo universitario penitenziario dell&#8217;Umbria. L&#8217;accordo, che ha una durata triennale, con contenuti e finalità innovative, intende favorire il diritto allo studio e, in particolare, l&#8217;accesso agli studi universitari dei detenuti ospitati negli istituti penitenziari dell&#8217;Umbria, garantendo la qualita&#8217; dell&#8217;apprendimento, la coerenza con il programma individualizzato di trattamento redatto per i condannati e<br />
contribuendo al mantenimento di condizioni di detenzione dignitose.</p>
<p><strong>L&#8217;intesa</strong> &#8211; Come si legge in una nota dell&#8217;ateneo, l&#8217;intesa coinvolge l&#8217;Universita&#8217;, il provveditorato regionale dell&#8217;amministrazione penitenziaria per l&#8217;Umbria, l&#8217;Agenzia per il diritto allo studio universitario dell&#8217; Umbria e il Garante delle persone sottoposte alle misure restrittive o limitative della liberta&#8217; personale della Regione.&#8221;E&#8217; frutto di dieci mesi di lavoro &#8211; ha spiegato il prof. Carlo Fiorio &#8211; e, per diventare operativo, dovra&#8217; essere regolato da accordi esecutivi. La situazione dell&#8217;istruzione universitaria negli istituti penitenziari italiani e&#8217; di 413 detenuti iscritti all&#8217;Universita&#8217; e, nell&#8217;anno 2013-2014, di 72 laureati. L&#8217;intesa odierna potra&#8217; contribuire a migliorare l&#8217;istruzione universitaria e la formazione dei detenuti, grazie alla disponibilita&#8217; dell&#8217;Ateneo di Perugia e dell&#8217;Adisu, con l&#8217;obiettivo di avvicinare la loro condizione a quella degli studenti liberi&#8221;.</p>
<p><strong>Gli obiettivi</strong> &#8211; Il protocollo &#8211; prosegue la nota &#8211; è propedeutico ad alcuni obiettivi come il reperimento di spazi adeguati negli istituti penitenziari per attivita&#8217; didattica; con lezioni frontali, ma anche mediante e-learning, creando un sistema di Intranet che, coinvolgendo penitenziari e universita&#8217;, abbia  caratteristiche di sicurezza e di erogazione di strumenti didattici di cui i detenuti-studenti possano effettivamente beneficiare. &#8220;Sono grato al professor Fiorio e a quanti hanno collaborato con lui per arrivare alla stesura dell&#8217;intersa firmata oggi &#8211; ha detto il rettore Franco Moriconi &#8211; Il nostro ateneo e&#8217; interessato a dare il suo apporto per migliorare il livello di formazione di tutti. Questo protocollo, che segna un importante punto di partenza, si affianca al lavoro dei dipartimenti di Agraria e Veterinaria, entrambi impegnati in attivita&#8217; di collaborazione con detenuti&#8221;.&#8221;Il protocollo da&#8217; attuazione a una previsione dell&#8217;ordinamento penitenziario che pone l&#8217;istruzione, e quindi la formazione e la cultura, come uno dei principali elementi del trattamento penitenziario &#8211; ha sottolineato Ilse Runsteni, provveditore regionale dell&#8217;Amministrazione penitenziaria per l&#8217;Umbria &#8211; La convenzione con l&#8217;Universita&#8217; di Perugia da&#8217; opportunita&#8217;, a tutti i detenuti dei quattro istituti della regione, di usufruire e beneficiare dei percorsi formativi proposti dall&#8217;Universita&#8217; di Perugia&#8221;.</p>
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		<title>In sciopero della sete, domani Marco Pannella incontra il Sindaco Romizi</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 12:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Romizi]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[incontro]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Pannella]]></category>
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		<category><![CDATA[sciopero della sete]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Domani, martedì 2 dicembre alle 15,00 a palazzo dei Priori si svolgerà un incontro tra il sindaco Andrea Romizi e una delegazione radicale capeggiata da Marco Pannella, in sciopero della sete. Sciopero della sete &#8211; Marco Pannella, a partire dalla mezzanotte di lunedì 30 giugno 2014, ha iniziato un Satyagraha nella forma dello sciopero della fame ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Domani, martedì 2 dicembre alle 15,00 a palazzo dei Priori si svolgerà un incontro tra il sindaco Andrea Romizi e una delegazione radicale capeggiata da Marco Pannella, in sciopero della sete.</p>
<p><strong>Sciopero della sete</strong> &#8211; Marco Pannella, a partire dalla mezzanotte di lunedì 30 giugno 2014, ha iniziato un <em>Satyagraha</em> nella forma dello sciopero della fame per richiedere a Governo e Parlamento che si faccia chiarezza e si intervenga immediatamente per scongiurare le morti in carcere; sulle cure negate ai detenuti, molti dei quali incompatibili con lo stato di carcerazione; sulla tortura del 41-bis inflitta perfino a detenuti, come Bernardo Provenzano, per i quali le Procure della Repubblica di Palermo, Caltanissetta e Firenze hanno dato parere favorevole alla revoca del 41 bis.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro</strong> &#8211; A partire dalle 16 Marco Pannella e la delegazione radicale incontreranno i giornalisti nell&#8217;atrio di Palazzo dei Priori di Perugia sull&#8217;esito dell&#8217;incontro con il Sindaco di Perugia Andrea Romizi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sovraffollamento delle carceri, in Umbria situazione quasi accettabile</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 18:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione Leone Moressa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tre su quattro sono sovraffollate. Ci sono in tutta Italia oltre 13mila detenuti in eccesso. A fotografare la situazioni delle carceri italiane è stata la Fondazione Leone Moressa, che ha analizzato i dati del Ministero della Giustizia sulla situazione dei singoli istituti penitenziari, così da riuscire ad evidenziare le contraddizioni anche all’interno delle stesse regioni italiane. Di 205 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Tre su quattro sono sovraffollate. Ci sono in tutta Italia oltre 13mila detenuti in eccesso. A fotografare la situazioni delle carceri italiane è stata la Fondazione Leone Moressa, che ha analizzato i dati del Ministero della Giustizia sulla situazione dei singoli istituti penitenziari, così da riuscire ad evidenziare le contraddizioni anche all’interno delle stesse regioni italiane. Di 205 carceri passate al setaccio il 76%, la stragrande maggioranza, ospita più detenuti di quanto potrebbe. In molti casi il numero dei detenuti è il doppio di quanto potrebbe ospitarne un carcere. Nell’impietosa classifica stilata dalla fondazione, al 31 gennaio del 2014 in Italia sono detenute 13mila e 738 persone in più rispetto alla portata degli istituti penitenziari, pari ad un eccesso del 28,8%. Le regioni più sovraffollate sono la Puglia, con 3mila e 713 detenuti contro una capienza di 2mila e 444, e la Liguria con mille e 666 detenuto contro i mille e 108 posti disponibili.</p>
<p>L’Umbria, con i suoi quattro istituti, con una percentuale di sovraffollamento pari all’8,8% è l’ultima regione italiana dove ci sono più detenuti che posti liberi. Infatti immediatamente dopo la nostra regione ci sono le uniche regioni che non soffrono di sovraffollamento e sono Basilicata, Valle d’Aosta e Sardegna, con un indice rispettivamente pari a -1,2%, -8,3% e -22,5%. L’Umbria, quindi, è la meno affollata tra le sovraffollate carceri italiane. Al 31 gennaio 2014, infatti, sono stati censiti mille e 460 detenuti (di cui il 38,8% stranieri) totali, per mille e 342 posti liberi. Sono “solo” 118 i detenuti in più negli istituti penitenziari umbri.</p>
<p>Infine, in Italia le carceri sovraffollate sono 156 su 205 (76%). Guida la classifica Modena (con 556 detenuti su 221 posti disponibili), seguita da Busto Arsizio (397 su 167) e dal carcere femminile di Pozzuoli (209 detenute su 89 posti). Di contro, però, molti istituti italiani ospitano un numero di detenuti molto inferiore rispetto alla propria capienza: la più alta percentuale di “posti liberi” si registra a Gorizia (73%), Arezzo (82%) e Crotone (93%).</p>
<p>L’ultima considerazione della Fondazione Leone Moressa, proprio mentre in Parlamento veniva convertito in legge il decreto “svuotacarceri”, lascia con qualche domanda ancora aperta: secondo i ricercatori, infatti, “i dati del Ministero della Giustizia evidenziano le contraddizioni del nostro sistema carcerario. Tre carceri su quattro sono sovraffollate, mentre in alcuni casi il 90% del penitenziario è libero. Lo ‘svuotacarceri’, insomma, può essere una soluzione temporanea, ma il problema richiede soluzioni organiche e a lungo termine”.</p>
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		<title>Carceri, 500 mila euro dalla Regione Umbria per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 11:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carla Casciari]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>500 mila euro per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone sottoposte ad esecuzione penale, compresa l’area minorile. A tanto ammontano le risorse messe a disposizione dalla Regione Umbria per la nuova programmazione, che ha come obiettivo quello di recuperare le persone soggette a regime detentivo. La vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>500 mila euro per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone sottoposte ad esecuzione penale, compresa l’area minorile. A tanto ammontano le risorse messe a disposizione dalla Regione Umbria per la nuova programmazione, che ha come obiettivo quello di recuperare le persone soggette a regime detentivo. La vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare e all’Istruzione, Carla Casciari, ha convocato il tavolo interistituzionale regionale che rappresenta una task force tra le diverse amministrazioni impegnate nel percorso di inclusione socio-lavorativa dei detenuti. Erano presenti, oltre all’assessore Casciari, rappresentanti degli Assessorati regionali allo Sviluppo economico e alla Sicurezza e Polizia locale, del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per l’Umbria, del Dipartimento per la Giustizia minorile-Ufficio di Servizio sociale per i minorenni di Perugia, della Province di Perugia, dell’Anci, dell’Ufficio della Consigliera regionale di parità.</p>
<p>La vicepresidente ha ricordato che “la detenzione ha un senso se finalizzata al reinserimento sociale e lavorativo delle persone recluse. Di conseguenza è fondamentale che, durante il periodo di detenzione, venga acquisito un bagaglio di esperienze da spendere in seguito, nel mondo del lavoro”.</p>
<p>Nella precedente programmazione, con i 580 mila euro messi a disposizione, la Provincia di Perugia ha realizzato 4 progetti che hanno coinvolto 185 detenuti, di cui 75 reclusi nella Casa circondariale di Capanne (31 donne e 44 uomini), 100 della Casa di reclusione di Spoleto, 10 soggetti in capo all’Ufficio per l’esecuzione penale esterna. Un’esperienza positiva che è stata oggetto di un focus specifico in occasione del Comitato di Sorveglianza del “Por Fse” Umbria, tenutosi la scorsa estate su richiesta della Commissione europea, la quale ha segnalato le iniziative tra le “buone prassi” sperimentate.</p>
<p>“Nel 2013 – ha concluso la Casciari – l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni dell’Umbria ha preso in carico 499 giovani denunciati a piede libero, di cui il 36 per cento ultradiciottenni mentre il 30 per cento prossimi a compiere la maggiore età”.</p>
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