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	<title>Perugia Online &#187; comitato</title>
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		<title>Le città umbre fanno squadra: al via un progetto per la salvaguardia e la valorizzazione degli oliveti</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 12:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Con la firma dei comuni di Assisi, Spello, Foligno, Trevi, Campello sul Clitunno e Spoleto, si è costituito il comitato per la salvaguardia e la valorizzazione della fascia olivata pedemontana compresa tra la città di San Francesco e l’antica capitale del Ducato longobardo. Riconosciuto il ruolo del comune di Trevi quale capofila, le istituzioni hanno così intrapreso un percorso finalizzato alla tutela dell’area, unica nelle sue caratteristiche. La presenza secolare della coltivazione dell’olivo in queste zone ha assunto una connotazione peculiare, grazie al rapporto con il contesto naturalistico e con insediamenti e attività antropiche; in virtù della compresenza di eccellenze paesaggistiche, spirituali, storiche, culturali, artistiche, produttive ed enogastronomiche, è possibile riconoscere il carattere di unicità del territorio.</p>
<p>La zona interessata dalla coltivazione dell’olivo, arricchita da siti di conclamato valore storico-artistico, necessita di essere riconosciuta nella sua eccezionalità e di essere adeguatamente valorizzata in contesti nazionali e internazionali; in questa direzione è stato istituito il comitato, che intende accogliere progressivamente le istanze delle realtà presenti e attive sul territorio, come associazioni, fondazioni, piccoli produttori, popolazione, al fine di includere tutti in un processo di allargamento graduale. Riconoscendo e promuovendo l’eccezionalità della fascia olivata quale area di straordinaria rilevanza paesaggistica e storico-artistica, l’intero contesto umbro balzerebbe in primo piano con il suo ruolo di tradizionale “culla” dell’olivicoltura.</p>
<div>Il primo passo del percorso intrapreso dal comitato è stata la richiesta, recentemente inoltrata al Ministero delle Politiche Agricole, Forestali e Alimentari, di adesione al Registro Nazionale del Paesaggio Rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali; l’iscrizione nel Registro può dare impulso all’intento del comitato di mettere a sistema le energie e le risorse del territorio, confermando inoltre il valore identitario dell’olivo per la cultura e le tradizioni dell’Umbria. Il processo di adesione mira anche a potenziare le attività produttive connesse alla coltivazione dell’ulivo, allo scopo di diffondere una cultura alimentare consapevole e, soprattutto, di preservare la centralità dell’olio d’oliva in quanto prodotto d’eccellenza; il prodotto principale della coltivazione dell’ulivo, l’olio extra-vergine, rappresenta un bene unico e fondamentale, emblema della cultura alimentare mediterranea e dell’attenzione al benessere e alla salute che da sempre la contraddistingue.</div>
<div></div>
<div>Ponendo le basi per la creazione di una rete operativa, impegnata in un’attività di salvaguardia e promozione integrata, il comitato confida di poter gettare le basi per una futura candidatura del territorio quale bene Unesco; grazie alla presenza di beni già riconosciuti, come Assisi con i luoghi francescani e l’Italia Langobardorum tra Campello sul Clitunno e Spoleto, l’inserimento della fascia olivata nel Patrimonio Mondiale collegherebbe le presenze storiche e artistiche del territorio in un unico, straordinario contesto, che trova nella Via di Francesco fra gli oliveti e nella presenza immateriale del Santo un ideale tracciato di spiritualità.</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Coordinamento regionale Umbria, Rifiuti Zero: politiche gestione rifiuti sbagliate</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 12:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[piano rifiuti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> In  Umbria  la  raccolta  differenziata  (RD)  aumenta  ma  nelle  discariche  si  portano  sempre più  rifiuti,  nel  compost  ci  finisce  di  tutto,  le  discariche  sono  causa  di  inquinamento  e  multe della  Comunità  Europea.  Se  ne  deduce  che  la  gestione  dei  rifiuti  in  Umbria  è completamente  sbagliata,  infatti,  mentre  in  tutta  Italia  con  l’aumentare  della  RD  le  tariffe diminuiscono  da  noi  accade  il  contrario,  allora,  forse,  i  dati  della  RD  non  rispondono  al vero. Questo,  e  tanto  altro,  è  quanto  i  comitati  umbri  sostengono  da  decenni  ed  è  anche  il motivo  per  cui  il  Coordinamento  Regionale  Umbria  Rifiuti  Zero  non  è  stupito  per  le  recenti notizie  relative  all’indagine  su  Gesenu  e  Tsa.   Tanto  per  fare  un  esempio  nel  2013  nell’Ati  2  (Perugia,  comuni  del  Lago,  assisano, tuderte)  la  RD  dell’umido  rappresentava  il  42%  della  RD  totale.  A  Pietramelina  il  56%  di questo  umido  veniva  scartato  e  tornava  in  discarica.  Quindi  il  comune  di  Perugia  riesce  a riciclare  solo  il  37%  del  59%  di  RD.  A  questo  potremmo  aggiungere  che  nell’impianto  di Ponte  Rio  il  39%  della  RD  multi  materiale  (plastica,  vetro  e  metalli)  diventa  scarto  il  che praticamente  dimezza  la  percentuale  della  RD  dichiarata. Ulteriori  conferme  di  quanto  diciamo  siamo  sicuri  che  verranno  dalle  indagini  dalla magistratura.  Quello  che  è  incredibile  è  vedere  gli  Amministratori  umbri  commentare questi  fatti  come  se  solo  ora  cominciassero  a  capire  quanto  stava  accadendo  sotto  i  loro occhi. C’è  però  una  cosa  che  non  sembra  abbiano  ancora  capito:  questa  non  è  solo  un’indagine sulle  presunte  malefatte  di  Gesenu  e  Tsa  ma  è  il  verdetto  che  condanna  la  politica  umbra sulla  gestione  dei  rifiuti.  Una  politica  troppo  spesso  più  vicina  al  gestore    che  ai  cittadini, una  politica  che  troppo  spesso  ha  preferito  le  scorciatoie  che  nella  gestione  dei  rifiuti, come  stiamo  vedendo,  non  portano  lontano.  Cosa  dire,  poi,  degli  impianti  di  trattamento per  l’umido  che  stanno  sorgendo  in  Umbria?  Sono  dimensionati  per  370.000  tonnellate circa  di  potenzialità  contro  una  produzione  regionale  di  circa  100.000  tonnellate.  Sarà  un ulteriore  regalo  ai  soliti  noti  che  faranno  arrivare  rifiuti  da  fuori  regione  con  altissimi guadagni  e  con  tanti  disagi  per  i  cittadini? Invece  è  proprio  adesso  il  momento  di  un  vero  cambio  di  passo.  Quando  all’inizio  di quest’anno  contestavamo  l’adeguamento  del  Piano  Regionale  dei  Rifiuti  la  regione,  con una  certa  dose  di  arroganza,  non  l’ha  nemmeno  portato  in  partecipazione.  La  verità  è  che in  Umbria  non  serve  un  adeguamento  di  piano  ma  un  nuovo  Piano  che  partendo  dalla strategia  Rifiuti  Zero  punti  all’azzeramento  dei  rifiuti  da  smaltire,  non  porti  inquinamento  e crei  nuovi  posti  di  lavoro.   Un  sogno?  No.  Ormai  ci  sono  realtà  molto  vicine  a  questo  obiettivo  e  l’Umbria  potrebbe seguirle,  magari  partendo  dalla  bozza  di  Piano  che  il  nostro  Coordinamento  aveva  lasciato all’allora  Assessore  Rometti,  più  di  tre  anni  fa,  e  che  è  rimasto  in  un  cassetto  (o  è  finito nella  raccolta  differenziata  della  carta)  senza  che  ci  sia  mai  stata  una  risposta.</p>
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		<title>Mense, botta e risposta tra Cgil e comitati: &#8220;Non diamo la colpa alle cuoche ma al Comune&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 18:42:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Anzi siamo assolutamente a conoscenza delle dure condizioni in cui queste persone si trovano a lavorare, condizioni legate anche alla prima esternalizzazione che ha portato un ridimensionamento sia dei punti cottura, sia del numero di unità presenti in cucina, a fronte dello stesso numero di bambini e riconfermiamo la  stima ed il  rispetto che abbiamo sempre avuto per le persone che cucinano per i nostri figli. Le uniche responsabilità individuate dai genitori sono quelle del Comune che ha fatto partire il nuovo servizio senza organizzare in maniera adeguata le procedure e che ha voluto escludere del tutto i genitori, almeno in questa prima fase, tergiversando fino alla fine di Ottobre per l&#8217;istituzione del Tavolo Paritetico. Quanto a ciò che la CGIL auspica: noi abbiamo sempre portato in Comune e nelle discussioni pubbliche contributi costruttivi e siamo sempre rifuggiti dalle speculazioni politiche. Dietro ai Comitati, lo ribadiamo ancora una volta, ci sono solo i genitori e proprio per questo, nonostante le foto di ossicini e le giustificate preoccupazioni per le grandi quantità di cibo che tornano indietro, mai è stata messa in discussione la professionalità di chi cucina, ma sono sempre state poste domande ( senza risposta) e sollecitazioni al Comune e alla ASL che quest&#8217;anno ha provveduto non solo a cambiare menù, ma anche a diminuire le grammature. Invitiamo dunque la CGIL a confrontarsi costruttivamente con i Comitati dei Genitori e invitiamo il sindacato del personale di refezione scolastica anche, se vorrà, a una riunione in cui chiarire gli equivoci creati. A testimonianza di quanto detto pubblichiamo la lettera che una Presidente ha inviato al Dirigente Zampolini e che va in direzione opposta a quanto detto da CGIL e che tutti sottoscriviamo non solo per le cuoche del Comune, ma anche per le cuoche e il personale delle cucine che lavora per le varie ditte della ATI: Cirfood, Elior, B+. Il comunicato della CGIL sia dunque l&#8217;occasione di un chiarimento e soprattutto serva a ribadire che la questione della refezione scolastica non è in alcun modo una battaglia tra cucine e genitori, ma una questione di amministrazione cittadina e di scelte politico amministrative di cui solo il Comune è responsabile. Non riteniamo responsabili le cuoche neppure delle lische o degli ossicini di pollo, sono cose che potevano accadere anche in passato, seppure meno di fequente, ma mentre prima i genitori potevano intervenire e risolvere immediatamente cambiando fornitore, oggi il Comune non comunica chi sono i fornitori e quali prodotti vengono utilizzati e neppure prevede una procedura per l’agevole sostituzione di alimenti che, si guardi il pesce, evidentemente non sono di prima scelta. Le accuse dunque, anche in questo caso, non sono rivolte alle cuoche, ma a chi acquista il cibo per i bambini, forse risparmiando un po&#8217; troppo e al Comune che non ha previsto controlli e procedure adeguate per la sostituzione di forniture, che variano da ascuola a scuola. Così come non dipende dalle cuoche la grammatura, tanto che abbiamo inviato note a Comune e ASL per quanto di competenza. Il che dimostra, ancora una volta, che i genitori andavano convocati prima dell’inizio della scuola per l&#8217;istituzione del Tavolo Paritetico, invocato da maggio da parte dei genitori, senza tergiversare fino alla fine di Ottobre.</p>
<p><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> </span></p>
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		<title>Ponte Felcino, spuntano cartelli per denunciare i posti di spaccio e degrado</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 17:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Azione messa in atto dal &#8220;Comitato Ponte Felcino&#8221; nato da poco per dar voce ai cittadini abbandonati che si trovano di fronte ad una situazione disastrosa causata dalla criminalità e dallo spaccio dovute all&#8217;immigrazione incontrollata che ha trasformato &#8211; dichiara il comitato &#8211; questa zona di periferia un tempo tranquilla,in un paese infernale ed invivibile,dove ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Azione messa in atto dal &#8220;Comitato Ponte Felcino&#8221; nato da poco per dar voce ai cittadini abbandonati che si trovano di fronte ad una situazione disastrosa causata dalla criminalità e dallo spaccio dovute all&#8217;immigrazione incontrollata che ha trasformato &#8211; dichiara il comitato &#8211; questa zona di periferia un tempo tranquilla,in un paese infernale ed invivibile,dove la sera diventa difficile poter passeggiare liberamente in strada. Dal parco giochi adiacente a Piazza Bolli &#8211; continua il comitato &#8211; fino all&#8217;altra parte del ponte assistiamo ogni giorno a spaccio di stupefacenti messo in atto dai soliti individui che tutto il paese conosce e nonostante questo le istituzioni non intervengono severamente,per non parlare dei rifiuti sotto il ponte o vicino il Tevere,oppure del degrado in via della Trota,intorno alle scuole,dove ogni giorno bivaccano gli ospiti del centro d&#8217;accoglienza li vicino per poter recepire gratuitamente la wii-fi dall&#8217;istituto scolastico che fanno tranquillamente i loro bisogni nel posto in cui si trovano. Con questa azione &#8211; termina il comitato Ponte Felcino &#8211; vogliamo metter luce in un modo differente i vari problemi per far vedere a chi continua a coprirsi gli occhi che questo nostro paese è l&#8217;esempio più negativo di mala amministrazione e mera sottovalutazione dell&#8217;alta concentrazione di immigrati in una piccola zona,ora peggiorata con il centro di accoglienza che vede il passaggio negli ultimi periodi di centinaia di clandestini o presunti profughi.</p>
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		<title>Mense scolastiche, Wagué: &#8220;Rispettate tutte le norme di legge, ora è il momento di abbassare i toni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 15:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[assessore wagu]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;L’Amministrazione Comunale ha agito nel pieno rispetto delle leggi europee, nazionali e regionali, nonché del parere dell’Anac, avendo a cuore come ha sempre dichiarato il sindaco la vita e la qualità dell’alimentazione dei nostri cittadini preferiti, ossia i bambini&#8221;. L’assessore Wagué interviene sulla vicenda delle mense scolastiche e attraverso una nota ricostruisce i motivi che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;L’Amministrazione Comunale ha agito nel pieno rispetto delle leggi europee, nazionali e regionali, nonché del parere dell’Anac, avendo a cuore come ha sempre dichiarato il sindaco la vita e la qualità dell’alimentazione dei nostri cittadini preferiti, ossia i bambini&#8221;. L’assessore Wagué interviene sulla vicenda delle mense scolastiche e attraverso una nota ricostruisce i motivi che hanno spinto l’amministrazione ad intraprendere la scelta di affidarle a &#8220;All Foods&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il codice dei contratti pubblici, lavori, servizi e forniture (legge 163 del 2006, cosiddetto codice degli appalti) e le successive normative approvate &#8211; ha detto &#8211; obbligano gli Enti pubblici a bandire una gara d’appalto. Incaricare i genitori di procedere al solo acquisto dei cibi non viene più permesso. Tanto è vero che nessun Comune in Umbria ed in Italia procede in questo senso, salvo rarissime eccezioni presenti, peraltro, in realtà piccolissime. Nel sistema precedentemente in vigore si creava una evidente disparità territoriale tra le realtà di Perugia, es. tra San Sisto e Ponte San Giovanni. Pertanto abbiamo ristabilito una situazione di equità. Il nostro obiettivo di questi mesi è stato solo quello di lavorare per garantire ai bambini (i nostri cittadini preferiti) la massima qualità dell’alimentazione&#8221;.</p>
<p><strong>“Siamo tutti genitori”</strong> Al di là dei ruoli professionali o istituzionali, ha ricordato l’assessore, &#8220;siamo tutti genitori e ben sappiamo che i figli di oggi saranno i genitori di domani. Nella diversità delle idee e dei punti di vista, proviamo insieme, nel rispetto dei vincoli normativi imposti dalla legge, ad assumere ciascuno il proprio ruolo: il fornitore degli alimenti ha il compito di mettere a disposizione cibo di qualità, naturale, biologico, fresco, ed a chilometri zero scelto dai produttori locali, rispettando con puntualità i parametri imposti dalla legge, i genitori ed il Comune hanno il compito di esercitare i dovuti controlli anche senza preavviso almeno una volta alla settimana, l’asl 1, secondo quanto stabilito dalla delibera di Giunta regionale n. 59 del 3 febbraio 2014 su “linee guida sulla ristorazione scolastica” (redatto da esperti dell’azienda sanitaria, dall’Associazione nazionale dietisti e dall’Università di Perugia), stabilisce il menù e controlla che ne vengano rispettate le caratteristiche&#8221;.</p>
<p><strong>La scelta del cibo</strong> Sotto questo punto di vista, &#8220;è doveroso ricordare che il menù e le grammature dei singoli alimenti, che vengono utilizzati nelle mense scolastiche, non sono di competenza del Comune, ma rispettano la normativa regionale sopracitata. Pertanto il Comune &#8211; ha detto Wagué &#8211; non può ridurre alcuna grammatura, perché ciò non rientra nelle sue competenze decisionali.  Per ciò che concerne la quantità residua di cibo dell’anno passato, la stessa verrà destinata alle associazioni che si occupano dei bisogni alimentari degli indigenti&#8221;.</p>
<p><strong>L’incontro con il comitato </strong>L’amministrazione comunale ha già fissato per il prossimo 23 settembre un incontro, come previsto nel capitolato, cui parteciperanno il fornitore degli alimenti, l’Asl 1, i presidenti dei comitati/mensa dei genitori ed il Comune. &#8220;In tale occasione &#8211; ha riferito &#8211; si andrà a costituire il tavolo paritetico e ad organizzare le forme ed i tempi per i controlli congiunti; nel contempo l’Asl 1 fornirà tutte le delucidazioni necessarie per ciò che concerne menù e grammature. Durante l’incontro, verranno rettificate, onde ristabilire la piena verità dei fatti, tutte le inesattezze emerse in questi giorni; a tal proposito va precisato fin da ora che non sono stati fatti cambi di menù, che le brocche vengono sanificate giornalmente, che non viene utilizzata carne surgelata, che il pesce viene, ovviamente, utilizzato surgelato ma con le connotazioni di qualità MSC- Fao 27, che le verdure surgelate sono ammesse dalle linee guida sulla ristorazione scolastica; in relazione a quest’ultima voce, va precisato che la ditta fornitrice ha proposto un prodotto biologico che consente di evitare il gap che detti prodotti normalmente comportano&#8221;.</p>
<p><strong>“Lavorare insieme”</strong> &#8220;L’Amministrazione comunale ha affrontato il tema dell’infanzia ed, in particolare, il tema dell’alimentazione per i bambini con estrema prudenza, senza lasciarsi trascinare da facili entusiasmi e senza farsi condizionare dalle critiche e/o dalle polemiche, perché ne va della vita dei bambini di oggi che saranno anche gli uomini di domani. Oggi, pertanto, ci sentiamo di chiedere a tutti di lavorare insieme, ciascuno mettendo le proprie potenzialità, per una crescita sana della comunità e dei nostri figli. Il Comune di Perugia è aperto e disponibile al dialogo ed al confronto con l’obiettivo di migliorare e crescere insieme: dal 19 novembre 2014 fino a luglio 2015 tra incontri pubblici, confronti con sindaco, assessori, dirigenti e dibattiti in commissione consiliare e consiglio comunale, tutti abbiamo dimostrato di avere a cuore l’alimentazione dei bambini. In questo momento, dunque, faccio un appello, affinché si metta fine alle ostilità e si lavori solamente per il bene dei nostri figli&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/mense-scolastiche-wague-rispettate-tutte-le-norme-di-legge-ora-e-il-momento-di-abbassare-i-toni/">Mense scolastiche, Wagué: &#8220;Rispettate tutte le norme di legge, ora è il momento di abbassare i toni&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Mense scolastiche aggiudicate all&#8217;Rti guidata da All Foods, i genitori: &#8220;Cronaca di una morte annunciata&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2015 08:58:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> È stato il raggruppamento temporaneo di imprese formato da All Foods Srl, Elior ristorazione Spa, Consorzio Abn e Cir Food ad aggiudicarsi il bando relativo alla gestione delle mense scolastiche. Le buste contenenti l’offerta economica sono state aperte ieri a palazzo dei Priori in seduta pubblica: battuta quindi la concorrenza dell’altro concorrente, il gruppo Serenissima. Rispetto al passato, però, cambia poco anzi il Comune dovrà sostenere spese anche maggiori. L’esborso nel 2014-2015 era di circa 3 milioni 760 mila euro mentre ora ammonta a 3 milioni 830 mila euro. L’appalto ha la durata di un anno (dal primo settembre 2015 al 31 agosto 2016) con possibilità di rinnovo per altri 12 mesi.</p>
<p>&#8220;La commissione che ha seguito l’iter dell’appalto per le mense scolastiche e che ha effettuato le necessarie valutazioni &#8211; ha affermato il Comune con una nota diramata alcuni minuti fa &#8211; sta da ieri completando i lavori di verifica degli atti, prima di rendere definitiva l’aggiudicazione del bando stesso già a partire dalla settimana prossima. Nell’attesa, dunque, dell’ufficializzazione dei risultati e dei numeri l’amministrazione intende sottolineare come tutto sia stato fatto nel rispetto delle leggi statali, regionali e del parere espresso dall’Anac; nonché con la ferma convinzione sia dell’importanza della qualità dell’alimentazione per i bambini &#8211; per la quale si ha il supporto costante della Asl e degli esperti di nutrizione- sia del ruolo di controllo da parte dei genitori stessi, che avranno la possibilità di accertare ogni fase dell’alimentazione scolastica. Preme, comunque, sottolineare che le cifre riportate sui social subito dopo l’apertura delle buste non corrispondono alla realtà, in quanto da settembre il Comune non pagherà più il costo del pasto a bambino iscritto alla mensa, bensì il solo costo del pasto consumato. In ogni caso, l’Amministrazione fornirà tutti i dati al riguardo solo una volta esperite le suddette, necessarie verifiche&#8221;.</p>
<p><strong>La reazione dei genitori </strong>Duro è il commento delle associazioni dei genitori e dei comitati mensa delle scuole servite dal Comune che hanno definito come “una morte annunciata” l’intera vicenda. “Si tratta della la fine di un’esperienza virtuosa contraddistinta della partecipazione attiva e reale di una parte della cittadinanza alla vita politica di Perugia. su cui questa giunta ha voluto pervicacemente mettere una pietra tombale. Nessuno stupore deriva altresì &#8211; hanno affermato &#8211; dal risultato provvisorio dell’aggiudicazione, anche se sarebbe di certo interessante conoscere i criteri che sono stati seguiti per premiare un raggruppamento temporaneo d’imprese rispetto all’unica altra impresa contendente. Un dato di certo significativo è quello relativo al ribasso sulla base d’asta di gara del solo 0,41%, circa € 15.000, che consente di fugare definitivamente qualunque dubbio sul fatto che quel presunto risparmio a cui l’amministrazione si è per lungo tempo appellata, e nel nome del quale è stata portata avanti una vera e propria crociata “anti-genitori”, era in definitiva solo fumo negli occhi”.</p>
<p>Per l’appalto del 2014-15, infatti, “la spesa a carico del Comune era di 3.683.797,07. Con il nuovo bando la ditta che ha vinto ha presentato un&#8217;offerta economica comprensiva dell&#8217;acquisto delle derrate di 3.682.970,72 euro + Iva 4% per un totale di 3.830.289,55. A fronte di soli 15.000 euro di ribasso sulla base d’asta di gara &#8211; hanno fatto notare i genitori &#8211; l’esborso previsto per il Comune per il prossimo anno scolastico rispetto all&#8217;anno scorso risulta quindi maggiorato di 146.492,48 euro circa. Altro che risparmio. Chissà se al dirigente competente verrà elargito un premio in proporzione al risultato ottenuto. Ovviamente facciamo queste considerazioni a caldo e sulla base di quanto emerso dall’apertura delle buste per l’aggiudicazione provvisoria della gara di appalto, con vivissimo rammarico, continuando a ritenere che il nuovo corso &#8211; hanno concluso &#8211; determinerà un sensibile peggioramento qualitativo e di gradimento del servizio riservato ai bambini, a fronte persino di maggiori uscite dalle casse pubbliche”.</p>
<p><strong>L’intervento dei radicali </strong>Critico anche il segretario dei Radicali di Perugia Michele Guaitini. “Con l’aggiudicazione della gara per il servizio delle mense scolastiche è possibile trarre un primo bilancio di questa operazione che ha visto il Comune di Perugia impegnato in un lungo tira e molla con i Comitati dei Genitori e terminato nel peggiore dei modi. Da un lato le presunte questioni giuridiche ancora irrisolte, dall’altro il presunto risparmio economico che nelle intenzioni della Giunta doveva essere di 200-250 mila euro. Bene, facendo i semplici “conti della serva”, il servizio delle mense scolastiche per l’anno scolastico 2015-2016 costerà al Comune di Perugia circa 70 mila euro in più. Infatti l’appalto per l’anno scolastico 2014-2015 prevedeva un importo (stimato) di 2.363.684,83 euro + Iva 4% per un totale di euro 2.458.232,22. A questi vanno aggiunti 1,3 milioni di euro (stimati) per i rimborsi spese ai comitati dei genitori per l’acquisto delle derrate alimentari per un totale a carico del comune di 3.758.200 euro circa. Con il nuovo appalto per l’anno scolastico 2015-2016 la ditta vincitrice ha presentato un&#8217;offerta economica (comprensiva dell&#8217;acquisto delle derrate) di 3.683.971 euro + Iva 4% per un totale a carico del comune di euro 3.830.289,55 (anche in questo caso si tratta di un importo stimato sul numero presunto di pasti) Quindi un aggravio di 70 mila e passa euro anziché un risparmio preventivato di 200-250 mila euro. C’è da sperare che gli altri risparmi previsti dalla commissione sulla spending review siano fondati su basi più solide. In attesa di capire il livello di qualità del servizio per il quale un bando di gara troppo vago e incentrato su valutazioni soggettive non offre alcun tipo di garanzia, appare chiaro da subito che il “movente” economico viene a cadere. Viene dunque da chiedersi se è convenuto al Comune questo braccio di ferro con i Comitati dei genitori. Il risultato per ora non può che essere considerato negativo su tutta la linea. E’ stato abbandonato un procedimento virtuoso che era stato preso come modello di riferimento da tante altre realtà, si è cercato e ottenuto un duro scontro con i Comitati che vivrà presumibilmente ulteriori strascichi, si è perso l’ultimo anno per inseguire una soluzione pasticciata che non sta portando nessun reale vantaggio ignorando qualunque controproposta o suggerimento quando si sarebbe potuto impiegare per cercare una soluzione realmente condivisa. Per fortuna però questo appalto dura solo un anno, per cui se c’è la volontà, il Comune potrà ritornare sui suoi passi e riallacciare un dialogo reale con i Comitati dei Genitori per ripensare tutto il sistema in vista del prossimo anno scolastico”.</p>
<p><strong>La sinistra per Perugia</strong> “Alla fine della giostra la giunta comunale del sindaco Romizi riesce a fare il ‘colpaccio’ portando a casa meno democrazia e un costo di 72mila euro annuali in più per il servizio delle mense scolastiche”. Questo il commento che arriva dai vertici del Coordinamento de ‘<u></u>La Sinistra<u></u> per Perugia’ che proseguono: “Sulle mense scolastiche la giunta Romizi, è riuscita a ottenere due risultati. Il primo, togliersi dai piedi quei rompiscatole dei genitori che volevano continuare a occuparsi dei pasti dei loro figli all’asilo, partecipare, assumersi responsabilità, riqualificare la spesa, risparmiare e puntare sulla qualità. Purtroppo è finito il tempo di queste cose con la destra al potere. Il secondo, con l’apertura delle buste della gara d’appalto per l’affidamento del servizio di refezione scolastica, invece che lo sbandierato risparmio di 200-250mila euro, il Comune rischia di pagare 72mila euro in più”.</p>
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		<title>San Vetturino e Montebello assediate dai ladri, i residenti scrivono a sindaco e questore: siamo disperati</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2015 09:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Comitato direttivo della &#8220;Associazione per la vigilanza dell&#8217; area S. Vetturino&#8221;, che estende la propria attività anche alla contigua zona della frazione di Montebello, ha scritto al sindaco di Perugia, Andrea Romizi, ed al questore, Carmelo Gugliotta, chiedendo di intensificare i servizi di controllo in questo territorio, dove dall&#8217;inizio di giugno, si sono avuti 23 assalti ladreschi, dei quali 16 in soli 20 giorni a luglio. In particolare nella notte del 29 luglio ci sono stati ben 4 casi. Tendenza che sembra continuare anche ad agosto, con un altro tentativo di furto avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsa. I ladri, dopo avere forzato una finestra, sono fuggiti all&#8217; arrivo di una pattuglia del servizio di vigilanza privato svolto per conto dell&#8217;associazione.</p>
<p><strong>L&#8217;associazione &#8211;</strong> Un&#8217;associazione che è un esempio di quella &#8220;sicurezza partecipata&#8221; da più parti auspicata, ma che ha bisogno del sostegno delle forze di polizia preposte al controllo del territorio ed alla tutela dei cittadini. L&#8217;associazione giuridicamente è stata costituita nel 2010, ma di fatto è operativa dal 2000. Attualmente ne fanno parte 130 famiglie che pagano un contributo mensile per un servizio di vigilanza privata, per il quale spendono 50.000 euro all&#8217;anno. L&#8217; associazione inoltre, attraverso l&#8217; attività dei suoi soci e dei volontari che fanno parte del Comitato direttivo, si occupa anche dei problemi del territorio connessi alla sicurezza con le relative segnalazioni alle competenti autorità.</p>
<p><strong>La situazione &#8211;</strong> Come detto la situazione è diventata molto grave negli ultimi tempi, tanto che &#8211; si afferma nella lettera inviata al sindaco ed al questore &#8211; &#8220;la cittadinanza è veramente alla disperazione, non tanto per i danni economici, ma perché teme per la propria incolumità&#8221;. Dal 2000 al 2014 nella zona sottoposta al servizio di vigilanza privata c&#8217;erano stati soltanto 15 tra furti e tentativi di furto, mentre &#8211; come detto &#8211; a luglio sono stati 16 in soli 20 giorni. Senza contare poi i casi avvenuti nell&#8217; area circostante (reti di recinzione tagliate, furti e tentivi di furto nelle abitazioni) non sottoposta al servizio di vigilanza privata pagato dalla Associazione.</p>
<p><strong>La lettera &#8211;</strong> &#8220;<span lang="IT">Le Forze dell’ordine &#8211; è detto nella lettera &#8211; sono sempre tempestivamente intervenute ad ogni richiesta, ma ovviamente a reato avvenuto; invece, da parte nostra, viene chiesta una maggiore prevenzione con un presidio del territorio in modo continuo, permanente ed efficace&#8221;. Per questo l&#8217;associazione chiede a sindaco e questore</span><span lang=""> &#8220;un </span><span lang="IT">urgente ed immediato incontro pubblico per un esame congiunto della situazione attuale e delle possibili soluzioni finora inapplicate e/o non sperimentate&#8221;.</span></p>
<p><strong>Le iniziative &#8211;</strong> Il comitato direttivo della Associazione ha inoltre avviato iniziative, anche con la distribuzione di volantini, per aumentare il numero degli associati. Nella zona controllata dalla vigilanza privata abitano infatti altre 120 famiglie che non contribuiscono al servizio. Nel volantino si sottolinea che proprio questo servizio di vigilanza &#8220;ha consentito di limitare i danni&#8221;, tanto che nelle abitazioni dei 130 iscritti in questo periodo così difficile soltanto in un caso i ladri sono riusciti a portare a termine il colpo, mentre in tutti gli altri episodi sono dovuti fuggire senza bottino. Se però non ci saranno nuovi soci, e quindi altri contributi &#8211; è detto nel volantino &#8211; un servizio così fondamentale per la sicurezza di tutti (anche di coloro che non contribuiscono economicamente alla vigilanza) non solo non potrà essere potenziato, ma, vista la situazione contabile della Associazione, rischia invece di essere ridotto o addirittura interrotto.</p>
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		<title>Frana di Sant&#8217;Antonio, la risposta di Romizi: &#8220;Lavori al via una volta approvato il bilancio preventivo &#8220;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2015 12:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[frana]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> In merito alla vicenda della frana di sant&#8217;Antonio immediata e tempestiva è stata la risposta al comitato promotore della petizione da parte del sindaco Andrea Romizi all&#8217;istanza depositata ieri e venerdì scorso in Comune. Dopo poco più di 24 ore è arrivata la risposta: &#8220;apprezziamo la tempestività che conferma un dato di rispetto verso i cittadini &#8211; ha affermato l&#8217;associazione dei residenti &#8211; ma dobbiamo purtroppo constatare che i tempi per l’esecuzione dei lavori si allungano: infatti dalla risposta affidata al dirigente U.O. Mobilità e Infrastrutture ing. Leonardo Naldini, che conferma i dati depositati nell&#8217;istanza, si deduce che almeno fino ad agosto i lavoro non partiranno e che, comunque, i lavori non dovrebbero durare più di 4 mesi&#8221;.</p>
<p>Qui di seguito il testo completo della risposta</p>
<p>&#8220;<strong>Oggetto: frana di viale S. Antonio</strong></p>
<p>In riferimento alla comunicazione di deposito di istanza al Sindaco, presentata da Andrea Maori riguardo alla frana di S. Antonio si relaziona quanto segue: il fenomeno franoso di cui all’oggetto, verificatosi all’inizio del 2014, fin da subito ha mostrato caratteri di eccezionalità e potenziale pericolosità andando a riguardare un versante storicamente instabile, estremamente penduto  e che, fin dalla Perugia antica, la popolazione ha  utilizzato come “discarica fuori le mura”; tale caratteristica poteva far presumere una tipologia dello strato superficiale del versante particolarmente poco resistente, incoerente ed incline a fenomeni di scivolamento.</p>
<p>Nel 2014, viste le perduranti condizioni di difficoltà finanziaria dell’ente, si sono potute avviare, a cura della U.O. Ambiente e Protezione Civile, le necessarie indagini geognostiche al fine di verificare le reali condizioni della stratigrafia del terreno e ricostruire la probabile dinamica del movimento franoso, dopo che la Regione ha stanziato € 120.000 per indagini e studi; solo a seguito dei risultati di tali indagini, giunte a questi uffici nel gennaio 2015, si è avviata immediatamente la progettazione preliminare dell’opera, che prevede palificate a quinconce come elemento di irrigidimento strutturale definitivo a supporto della strada sovrastante, per un importo complessivo di € 580.000.</p>
<p>La Giunta Comunale ha approvato tale progetto con atto G.C. n. 28 dell’11.2.2015, provvedendo, in sede di adozione del Piano Triennale di Opere Pubbliche, ad inserire tale intervento all’annualità 2015 in sostituzione del ripristino definitivo della frana della strada Perugia – Ponte Valleceppi, di importo similare. In relazione alla strategicità dei collegamenti viari garantiti da Viale Sant’Antonio si è optato per affidare a soggetti di comprovata esperienza nel settore il completamento della progettazione, che è stata affidata all’esterno. Il contratto impone l’esecuzione delle attività di progettazione entro il corrente mese, tuttavia non sarà possibile approvare il progetto fino all’approvazione del bilancio preventivo 2015, visto che l’opera viene finanziata su stanziamenti propri di questa annualità; in ogni caso a bilancio approvato sarà possibile approvare immediatamente il progetto esecutivo ed avviare le procedure di appalto, considerato che € 280.000 dovranno essere reperite dal bilancio comunale ad integrazione degli € 300.000 finanziati dalla Regione Umbria per l’intervento di ripristino con D.G.R. n.  170 del 18.02.2015.</p>
<p>Si prevede che i lavori avranno una durata dall’affidamento di mesi 4.</p>
<p>Il Dirigente</p>
<p>U.O. Mobilità e Infrastrutture</p>
<p>Ing. Leonardo Naldini&#8221;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/frana-di-santantonio-la-risposta-di-romizi-lavori-al-via-una-volta-approvato-il-bilancio-preventivo/">Frana di Sant&#8217;Antonio, la risposta di Romizi: &#8220;Lavori al via una volta approvato il bilancio preventivo &#8220;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Lago di Montepulciano, cittadini al lavoro contro incuria e abbandono</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 09:04:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[Incuria]]></category>
		<category><![CDATA[lago montepulciano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>No all&#8217;incuria e all&#8217;abbandono del lago di Montepulciano e del suo intorno umbro-toscano, &#8220;un patrimonio naturalistico e di tradizioni da curare, con molte e costose strutture pubbliche attualmente in stato di abbandono&#8221;. Questo l&#8217;obiettivo del Comitato per il Lago di Montepulciano, costituitosi nel 2014 ad opera di cittadini della zona, per reclamare la cura e la ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> No all&#8217;incuria e all&#8217;abbandono del lago di Montepulciano e del suo intorno umbro-toscano, &#8220;un patrimonio naturalistico e di tradizioni da curare, con molte e costose strutture pubbliche attualmente in stato di abbandono&#8221;. Questo l&#8217;obiettivo del Comitato per il Lago di Montepulciano, costituitosi nel 2014 ad opera di cittadini della zona, per reclamare la cura e la valorizzazione dell&#8217;area.</p>
<p><strong>Il comitato</strong> &#8211; In questi mesi, il comitato ha realizzato un dettagliato dossier per presentare la situazione di incuria e abbandono di molte zone del lago. Il dossier è stato inviato al sindaco,&#8221;il quale &#8211; spiegano dal comitato &#8211; ha risposto che, sostanzialmente, la gestione è della Provincia. Abbiamo, quindi, inviato il dossier alla Provincia di Siena e alla Regione Toscana e al suo Presidente&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;iniziativa</strong> &#8211; &#8220;Non avendo avuto alcun riscontro &#8211; continuano -, intanto si è indetta per il 18 Aprile la manifestazione “Puliamo il Lago”, per chiedere la doverosa cura del patrimonio pubblico attualmente in triste degrado e potenzialmente importante sia dal punto di vista culturale che naturalistico e turistico&#8221;. L&#8217;iniziativa si svolgerà a partire dalle 14,30 a Mugnanesi di Castiglione del Lago.</p>
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		<title>Via dei Filosofi, nasce il comitato &#8220;Filosofi&#8230; Amo&#8221; contro il degrado del quartiere</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2014 19:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[comitato]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofi... Amo]]></category>
		<category><![CDATA[via dei Filosofi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>È nato tutto dalla segnalazione di una sola commerciante. Il problema erano “quei fastidiosi paletti” sul marciapiede che impediscono il carico/scarico merci o semplicemente il transito in modo agevole. Per non parlare poi della difficoltà che si ha se si prova a passare con una carrozzina. “Erano” un problema non perché sia stato risolto, ma ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>È nato tutto dalla segnalazione di una sola commerciante. Il problema erano “quei fastidiosi paletti” sul marciapiede che impediscono il carico/scarico merci o semplicemente il transito in modo agevole. Per non parlare poi della difficoltà che si ha se si prova a passare con una carrozzina. “Erano” un problema non perché sia stato risolto, ma perché è stato l’input per segnalare abbandono e degrado, chiedendo la manutenzione stradale e quella dei parcheggi. Da tempo, infatti, sono diventati a pagamento grazie alle ormai famose strisce blu. Purtroppo però sono inaccessibili e pieni di buche.</p>
<p>Da allora il tam tam è stato rapido e insistente, e dalle parole si è passati ai fatti. Dapprima con una raccolta firme, che sono arrivate brevi manu sulla scrivania del sindaco Boccali. Successivamente, ieri 9 aprile, con la creazione del comitato con tanto di nome, presidente, vicepresidente e organi di controllo.</p>
<p>Con 199 preferenze il nome scelto per il neo comitato è “Filosofi… Amo”, che sta ad indicare l’amore per quella zona della città, appunto quella di via dei Filosofi, in cui commercianti e residenti vivono e passano gran parte della loro giornata.<br />
Oltre a via dei Filosofi, nella riunione di mercoledì è stato deciso di coinvolgere anche altre sub zone del quartiere. Ne sono state indicate cinque e sono stati scelti altrettanti “responsabili” che dovranno fare da trade union tra le diverse zone, raccogliendo le idee e le proposte dei residenti.</p>
<p>Nasce così un comitato che ha le idee chiare e che non vuole essere contro l’amministrazione, ma combattere insieme le proprie battaglie in modo costruttivo e propositivo. Oltre al nome del comitato è stata scelta anche la sede per le prossime riunioni, lo storico “Circoletto” in via Leonardo Da Vinci.</p>
<p>Approvata anche l’idea di realizzare un giornalino, da distribuire presso le attività commerciali in circa 400 copie bimestrali. “Nel giornale – hanno deciso ieri &#8211; oltre ad elencare le attività del comitato vorremmo creare uno spazio che parli di via dei Filosofi, facendo cenno anche alla storia, ed uno spazio che parli di noi residenti e commercianti, magari con una intervista”.</p>
<p>Il prossimo impegno dell’appena nato comitato di via dei Filosofi è fissato per sabato 25, quando si terrà la riunione prima dell’incontro con il sindaco Wladimiro Boccali, in agenda per martedì 28. Mercoledì 29, infine, alle 21 al Circoletto, il comitato renderà noto l’esito dell’incontro con il sindaco.</p>
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