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	<title>Perugia Online &#187; consigliere Liberati</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Il Ministero della Salute ‘bacchetta’ la Regione per la mancata assegnazione di 39 nuove sedi farmaceutiche</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 09:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> Sono stati i consiglieri regionali del M5S, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, a rendere noto il contenuto della lettera del Ministero della Salute che chiede conto alla Regione Umbria del “grave ritardo nella definizione della procedura concorsuale” relativa all&#8217;assegnazione di 39 nuove sedi farmaceutiche. La nota del Ministero è conseguente all&#8217;invio di un atto di “significazione e diffida”, inoltrato il 14 giugno dai consiglieri ‘pentastellati’ tramite un proprio legale di fiducia. L&#8217;atto era indirizzato oltre che al Ministero della Salute al presidente della Giunta regionale, al dirigente regionale della Programmazione dell’assistenza ospedaliera, all&#8217;Autorità nazionale anticorruzione e alla Procura generale della Corte dei Conti.  Liberati e Carbonari hanno, successivamente, spiegato che la loro iniziativa formale è finalizzata a vedere definita la procedura concorsuale regionale straordinaria di assegnazione delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione e quindi procedere alla loro assegnazione, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 11 del Decreto Legge 24 gennaio. “Dopo oltre quattro anni di inerzia – sottolineano i consiglieri &#8211;  giustificata presumibilmente dall’opportunità di lasciare in Umbria tutto com’è, pur di non dare spazio alla libera concorrenza nel settore farmaceutico, il Ministero della Salute ha riscontrato la diffida del nostro legale e, con una nota del 22 giugno, bacchetta la Regione e la &#8216;invita e diffida&#8217; a concludere il sopracitato procedimento concorsuale”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Umbria, infatti sta ancora annunciando l’avvio della fase di valutazione dei titoli dei candidati assegnatari delle sedi farmaceutiche. “In questo modo- aggiungono- con evidente danno per l’intera popolazione, si ritarda l’avvio di essenziali servizi sanitari per il cittadino, nonché la creazione di un nuovo indotto lavorativo, conseguente all’apertura di ben 39 farmacie, costituito da farmacisti, commessi, rappresentanti farmaceutici, corrieri etc”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Movimento Cinque Stelle, annuncia che continuerà a monitorare la situazione e terrà alta l‘attenzione fino a quando l’assegnazione non sarà avvenuta, riservandosi la possibilità di un’altra diffida, se necessaria.</p>
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		<title>Occupazione, l&#8217;allarme del Movimento 5 Stelle: &#8220;Umbria ai primi posti per il numero di morti sul lavoro in rapporto agli occupati&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2016 11:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Poco o nulla cambierà in assenza di un deciso scatto culturale, necessario per arginare l’avanzata di quella deriva iperliberista e antiumana che porta lavoratori giovani e meno giovani a pagare, ancor oggi, uno scandaloso prezzo alla modernità: dalla morte civile e morale dei sottopagati a quella fisica dei caduti dentro e fuori la fabbrica, vittime di un modello politico-economico che ha svenduto alti ideali di progresso al feticismo della merce, al consumismo patologico di massa, da tempo fine a se stesso”. Lo dichiara, facendo riferimento alla sentenza sui sette operai morti sul lavoro nello stabilimento ThyssenKrupp di Torino, il capogruppo del Movimento 5 Stelle all&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Andrea Liberati.</p>
<p>“Affinché quella vicenda non si cristallizzi esclusivamente negli scritti di un giudice, le parti datoriali e sindacali sono chiamate una volta di più a riflettere sul valore della sicurezza sul lavoro. A riflettere su quanto si stia concretamente facendo per evitare anche un solo nuovo infortunio, un danno permanente, un’altra famiglia distrutta. A riflettere su quale affidabilità abbiano poi certi burocratici controlli sulla sicurezza esercitati sui grandi gruppi economici da autorità moralmente responsabili pro quota. Da molti anni la stessa Umbria – sottolinea il consigliere di opposizione &#8211; occupa il primo o il secondo posto per morti sul lavoro in rapporto agli occupati. Come mai?”.</p>
<p>Andrea Liberati rileva infine che “i numeri di questa strage silenziosa sono certamente ben più ampi, ma non rientrano nelle statistiche ufficiali: pensiamo anche alle tipiche morti da inquinamento sul luogo di lavoro. A quelle per amianto. Pensiamo a quelle vite isolate e dunque spesso dimenticate, prematuramente perdute, sfinite su un lettino di ospedale, dove si era giunti con un filo di tosse che non andava via. Ognuno di noi porta dentro una qualche forma di responsabilità, perché alcune dinamiche sono note da tempo”.</p>
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		<title>Treni &#8220;Pinturicchio&#8221; fermi e vandalizzati ad Umbertide, il M5S tuona: &#8220;Uno spreco di risorse pubbliche&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2016 09:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Come è possibile che a fronte delle considerevoli spese sopportate dalla Regione ormai quasi un decennio fa per acquistare i nuovi treni a trazione elettrica denominati Pinturicchio, almeno due (e forse tre) motrici tuttora stazionino in permanenza a Umbertide, vandalizzate e cannibalizzate per i pezzi di ricambio?”. A parlare sono i consiglieri regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, che nelle scorse ore hanno inviato una lettera aperta al presidente di Umbria Mobilità Lucio Caporizzi e, per conoscenza, all&#8217;assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella e al coordinatore dell&#8217;area Infrastrutture Diego Zurli per avere chiarimenti sulla vicenda.</p>
<p>“Si tratta di fatti molto gravi non soltanto perché hanno il sapore dello sperpero certo di risorse pubbliche, ma anche in virtù dell’inquinamento cagionato dai vecchi treni diesel, tanto più esecrabile giacché avviene in territori estesamente sofferenti quanto a concentrazioni di Pm10 in atmosfera. Ammorbamento non inevitabile, se è vero come è vero che la mancata elettrificazione della tratta Ponte S. Giovanni &#8211; S. Anna comunque non osterebbe al pieno utilizzo dei nuovi convogli”. I consiglieri, inoltre, hanno segnalato di aver ricevuto “vibrate proteste da cittadini di Perugia e di Terni proprio a causa delle insostenibili emissioni dei vecchi treni diesel. In particolare su Perugia i cittadini della zona della stazione S. Anna lamentano non solo quanto fin qui esposto, ma anche un forte disagio acustico, mentre i residenti sottostanti la stazione ferroviaria denunciano pure l’intensa ricaduta di particolato. Su Terni gli abitanti di vocabolo Fiori – aggiungono &#8211; deplorano l’analoga ricaduta di black carbon sul quartiere sottostante, fenomeno che si registra quando i treni (sia per Perugia che per L’Aquila si va solo a gasolio!) hanno rifornito e devono rientrare in stazione, con attese lunghe e inquinanti”.</p>
<p>Liberati e Carbonari chiedono quindi come intendano “agire al riguardo, il presidente di Umbria Mobilità e i consiglieri di amministrazione. Non si può proseguire nell’immobilismo totale – concludono -, visto che da almeno un lustro sono note le vicende dei treni Pinturicchio, mai del tutto chiarite sul piano tecnico; da molto più tempo, intanto, non pochi nostri concittadini subiscono le citate emissioni inquinanti e sonore oltre ogni limite”.</p>
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		<title>Vicenda Dal Maso, Liberati: &#8220;La Marini sapeva ed ha nascosto verità determinanti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 12:26:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Uno dei dirigenti apicali sanitari nominati dalla presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini è effettivamente oggetto di indagini per presunti reati contro la Pubblica amministrazione”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati che, annunciando una mozione “sul caso Dal Maso”, dice che così “riesplode la questione morale in Umbria”.</p>
<p>“Capiamo che la Marini – prosegue Liberati &#8211; sia adusa a nascondere certe scomode verità, ma quel che è accaduto in Aula ha superato ogni limite di decenza. La Giunta regionale ha, infatti, coperto un&#8217;informazione cruciale, tenendola riservata per l&#8217;intera seduta di un&#8217;assemblea legislativa, spesso turbolenta proprio a motivo del contegno cinicamente omissivo della Giunta. Una verità tanto imbarazzante che solo alle 19, dopo otto ore e mezzo di parole, in un&#8217;aula semideserta, è stata diffusa dall&#8217;assessore Bartolini, rispondendo a una puntuale interrogazione M5S, come noi avevamo segnalato per primi, nell&#8217;incredulità generale”.</p>
<p>“Ora – continua il capogruppo pentastellato &#8211; delle due l&#8217;una: o Catiuscia Marini davvero non sapeva alcunché, ma allora avremmo un presidente di Regione sprovveduto; oppure sapeva e ha scientemente mentito esclusivamente per tentare di strappare una fiducia immeritata e falsata. Una condotta puerile che avrà ulteriori conseguenze da parte del M5S, con nuove e più larghe azioni ispettive sull&#8217;argomento. Il dato relativo allo status giudiziario di Dal Maso, neo direttore dell&#8217;Azienda ospedaliera di Terni, sarebbe infatti stato decisivo anche alla luce della sfiducia di fatto che l&#8217;assemblea legislativa aveva già espresso alla Giunta sulla recente nomina del numero uno della sanità umbra, Walter Orlandi, da decenni a capo di un servizio pubblico ormai in crisi strutturale, come attestato da tutte le statistiche anche di rango governativo. Orlandi, dirigente regionale e anomalo finanziatore elettorale della Marini, è stato delegittimato dall&#8217;Aula e dovrebbe trarne le conseguenze al più presto. Allo stesso modo dovrebbe comportarsi il numero uno dell&#8217;Azienda Ospedaliera di Terni, Maurizio Dal Maso, evitando all&#8217;Aula nuovi stucchevoli teatrini”</p>
<p>Per Liberati “la Marini non ha comunque perso occasione per mostrare ancora una volta totale mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri eletti, trattati come minus habentes: a fronte di un problema doverosamente rappresentato dal M5S, questi ha risposto con glaciale indifferenza, assordanti silenzi, bugie, omissioni oppure rivelazioni assolutamente intempestive. Ecco dunque riesplodere la questione morale in Umbria. Il M5S ora chiederà non soltanto ampi monitoraggi sullo status giudiziario degli apicali della Pubblica amministrazione e della politica regionale, ma presenterà anche una mozione sul caso Dal Maso, fondata su assunti tardivamente emersi. Non finisce qui: così prosegue il nostro cammino per restituire verità e trasparenza ai cittadini”.</p>
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		<title>Sanità, l&#8217;assessore Bartolini: &#8220;Le nomine dei direttori regionali sono regolari&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 10:13:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> Sono regolari le nomine di Walter Orlandi (neo direttore regionale della Sanità) e di Maurizio Dal Maso (numero uno dell’azienda ospedaliera di Terni). A riferirlo è stato ieri in aula l’assessore Antonio Bartolini, rispondendo all’interrogazione presentata dal capogruppo regionale del M5S Andrea Liberati. “Ci risulta che il dottor Orlandi &#8211; ha affermato il grillino &#8211; ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sono regolari le nomine di Walter Orlandi (neo direttore regionale della Sanità) e di Maurizio Dal Maso (numero uno dell’azienda ospedaliera di Terni). A riferirlo è stato ieri in aula l’assessore Antonio Bartolini, rispondendo all’interrogazione presentata dal capogruppo regionale del M5S Andrea Liberati. “Ci risulta che il dottor Orlandi &#8211; ha affermato il grillino &#8211; finanziò la campagna elettorale di Catiuscia Marini con 50 euro manifestando una continuità politica e partitica preoccupante e dando anche un pessimo esempio a tutto il personale dell’ente e degli enti pubblici”. Dal Maso, invece, “sarebbe stato coinvolto nel 2014 in indagini per presunti reati contro la Pubblica Amministrazione. Salvo altro, noi &#8211; ha detto Liberati &#8211; vorremmo capire se la presidente Marini aveva conoscenza di questi episodi e di queste vicende, ovviamente con tutto il garantismo dovuto, ma con tutte le garanzie anche che dobbiamo tributare e mantenere nei confronti della comunità regionale, in termini di assenza di qualsivoglia ombra. Al di là dei paletti dell’inconferibilità degli incarichi che sicuramente saranno stati rispettati, ci sono questioni di opportunità e norme non scritte che stanno alla base del nostro consorzio civile e che vanno rispettate sempre”.</p>
<p><strong>Elenco ufficiale</strong> Su Orlandi, Bartolini ha risposto “di non ritenere che questa sia una questione problematica in quanto l’elenco è ufficiale, è depositato in Corte d’Appello ed il nome del dottor Orlandi è insieme ad altri nomi di dipendenti pubblici, e mi sembra che altrimenti ci sarebbe una prerogativa della libertà di espressione del proprio pensiero, del proprio credo politico visto che la cosa è pubblica”.</p>
<p><strong>Nomina Dal Maso regolare</strong> Per quanto riguarda l’altro punto posto dall’interrogante circa lo stato giudiziario di uno dei direttori generali nominati, Bartolini ha detto che “il dottor Dal Maso ci ha comunicato che risulta solo indagato, non c’è stato un rinvio a giudizio, per fatti del 23 maggio 2007, 24 aprile 2008, e maggio 2011. Ora, dal punto di vista della questione della legittimità esiste il decreto normativa anticorruzione che addirittura richiede delle verifiche nella fase di nomina da parte della struttura regionale e della Regione su eventuali condanne riportate, perché questo è elemento ostativo rispetto al quale c’è anche la sanzione della sospensione di chi fa la nomina, cosa che è già avvenuta. Noi, in base all’istruttoria esperita dagli uffici, abbiamo avuto tre certificazioni, una quando c’è stata l’iscrizione all’albo, e poi prima e dopo con cui appunto è stato accertato che non esistono condanne. Stante la presunzione di innocenza, dal punto di vista politico riteniamo che la nomina sia pienamente legittima”.</p>
<p>Nella replica Liberati ha detto che si è appreso “solo in chiusura di giornata che uno dei nominati è formalmente indagato per presunti reati contro la Pubblica Amministrazione, non ci è stato detto, ma di questo si tratta, mentre l’altro se l’è cavata con cinquanta euro per assicurarsi altri anni da dirigente apicale, stavolta della sanità umbra. Io credo che siamo alla frutta nel senso che se queste cose fossero state rese note prima, all’intera comunità regionale, lo stesso Presidente di Regione avrebbe potuto evitarci questa assurda giornata di polemiche, come pure questa<br />
crisi”.</p>
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		<title>M5S e Lega Nord all&#8217;attacco: &#8220;Aeroporto in sfacelo&#8221;. Possibile chiusura in futuro?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 10:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “È necessario convocare quanto prima una audizione della Seconda commissione chiamando i protagonisti dello sfacelo dell&#8217;aeroporto regionale, con l’avvio di un&#8217;indagine conoscitiva e l’immediata rimozione degli apicali che hanno cagionato un evidente impoverimento del patrimonio pubblico”. Lo chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle all&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Andrea Liberati, intervenendo nuovamente in merito allo scalo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “È necessario convocare quanto prima una audizione della Seconda commissione chiamando i protagonisti dello sfacelo dell&#8217;aeroporto regionale, con l’avvio di un&#8217;indagine conoscitiva e l’immediata rimozione degli apicali che hanno cagionato un evidente impoverimento del patrimonio pubblico”. Lo chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle all&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Andrea Liberati, intervenendo nuovamente in merito allo scalo “S.Francesco di Assisi” di Perugia.</p>
<p><strong>Pochi spiccioli</strong> Liberati spiega che “la Regione Umbria, tramite Sviluppumbria, socio Sase, ha sempre promesso il rilancio dell&#8217;aerostazione, invece ha solo elemosinato spiccioli per il suo mantenimento, senza un piano di marketing efficace, volto a portar qui turismo e sviluppo”. A questo proposito il consigliere di opposizione avanza alcune domande: “perché Sviluppumbria non ha mai presentato un piano marketing? I dirigenti della Regione hanno mai relazionato pubblicamente sulla Tac2? E perché nel 2016 si prosegue, senza far conoscere quanto sin qui prodotto? Uno stato di crisi così importante anticipa l&#8217;ingresso dei privati nell’aeroporto? E quale valore hanno le quote Sase spa? Possono essere citati per mala gestio i dirigenti responsabili dello status quo?”</p>
<p><strong>Il fallimento del Tac 2 </strong>Andrea Liberati spiega poi “l&#8217;infelice tentativo del Tac2 (Turismo Ambiente e Cultura), con milioni di euro buttati a pioggia a consorzi farlocchi, presieduti da varie associazioni di categoria, utili a riempire tasche profonde, senza riscontro alcuno. Assegnati milioni ai consorzi delle associazioni di categoria con il progetto Tac2, i risultati restano ignoti, tanto più che i rapporti annuali dell&#8217;Osservatorio regionale sul turismo sono fermi al 2011. E i due dirigenti regionali addetti al Tac2 hanno rispettivamente una retribuzione annua pari a 126mila euro, oltre a premi, e di 94mila euro: ecco, dopo aver speso i fondi a disposizione, costoro quali verifiche hanno esercitato sui risultati prodotti? Un piano marketing operativo richiederebbe infatti anche la misurazione periodica e stringente degli esiti”.</p>
<p><strong>Nessun piano di marketing</strong> A proposito di Sviluppumbria, Liberati rileva inoltre che “nonostante gli 81 dipendenti di Sviluppumbria, con costi superiori a 4 milioni di euro, nonostante la cinquantina di collaborazioni attivate nel solo 2015, nonostante professionalità espressamente dedicate al marketing turistico, nonostante gli annunci sbandierati a ogni convegno, lo stesso Mauro Agostini, per circa un ventennio parlamentare Pds-Ds-Pd e addirittura da circa 30 anni direttore generale Sviluppumbria (compenso annuo pari a 162mila euro), socio Sase, negli ultimi anni non ha mai presentato un pubblico piano marketing per l&#8217;aeroporto: non avrà avuto tempo oppure ricopre troppi incarichi? Ad Agostini consiglio di godersi il vitalizio, lasciando spazio a giovani competenti e motivati. Così come lo ebbe lui, quando assurse a direttore generale Sviluppumbria poco più che trentenne”.</p>
<p><strong>L&#8217;intervento della Lega Nord</strong> Anche la Lega Nord è intervenuta sulla vicenda: dopo la proposta di risoluzione presentata dalla Lega Nord in prima commissione il 17 Febbraio riguardante la valorizzazione dell&#8217;aeroporto San Francesco di Assisi, i consiglieri Lega Nord Valerio Mancini e Emanuele Fiorini annunciano la presentazione di un’interrogazione urgente su questo tema: “Non ci accontenteremo di una semplice risposta – spiegano &#8211; ma cercheremo di mettere in fila tutte le risorse affinché questa Regione possa ripartire nonostante nel Pd regionale siano alla guerra civile per le poltrone”.</p>
<p><strong>Poltrona appetibile</strong> Dopo la battaglia sulle nomine dei direttori sanitari, dopo l’assegnazione della carica di Segretario Generale dell&#8217;Assemblea Legislativa ad un membro esterno al Consiglio, che costerà ai contribuenti circa 120 mila euro in più, ecco che un&#8217;altra poltrona ambita torna d&#8217;attualità: quella del presidente della Sase, divenuta appetibile dopo le dimissioni di Mario Fagotti. “Questa Regione – spiegano i due esponenti del Carroccio – è succube della politica arcaica adottata dalla Presidente Marini che non valorizza le risorse economiche ed intellettuali esistenti, ma come una cappa, le imprigiona impedendone il libero sviluppo.</p>
<p><strong>Le criticità dei trasporti umbri</strong> A confermare ciò anche le dichiarazioni post-dimissioni fatte dall’ingegner Fagotti che afferma come la Regione lo abbia completamente lasciato solo. “Che la questione trasporti in Umbria non sia delle migliori, già lo sappiamo &#8211; spiegano ancora Mancini e Fiorini &#8211; abbiamo un Piano Regionale dei Trasporti approvato con due anni di ritardo e che in aula abbiamo definito &#8216;un vero e proprio libro dei sogni&#8217;, l’Fcu chiusa nella parte nord dell’Umbria e nel ternano, la E45 un’eterna groviera, l’Alta velocità che non passerà mai in questa Regione ed ora si aggiunge un’altra emergenza, quella dell’aeroporto San Francesco di Assisi, che ha perso quattro voli Ryanair, uno dei quali fondamentale per molti studenti universitari del meridione che scelgono la nostra regione per studiare e ancor più importante quelli sull&#8217;Hub di Monaco”.</p>
<p><strong>Rischio chiusura</strong> Recentemente il Ministro Delrio in un incontro pubblico a Terni ha fatto chiaramente intendere che gli aeroporti nazionali sotto un milione di passeggeri dovranno essere chiusi. “La notizia è passata ‘in sordina’ ma a tal proposito a noi viene un dubbio: non è che vogliono valorizzare altri aeroporti regionali in competizione con il nostro, come ad esempio quello di Firenze oggetto di importanti interventi di ampliamento? Perché se fosse così, cosa stanno facendo per la nostra Regione i Parlamentari umbri del Partito Democratico? Di certo non daranno un dispiacere a Renzi e il risultato sarà il depotenziamento del nostro aeroporto. Reagiamo con forza per il rilancio del nostro aeroporto &#8211; concludono Mancini e Fiorini – ricercando professionalità, relazioni e contatti in ambito internazionale e diciamo un “no” definitivo alle clientele”.</p>
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		<title>Sanità, Liberati (M5S): &#8220;Orlandi tra i finanziatori della campagna elettorale della Marini&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 10:12:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Viviamo nella Repubblica autonoma dell’Umbria ove transitoriamente vige la lex mariniana, ultima partitocratica distorsione dello Stato di diritto. La situazione è seria”. Così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati che aggiunge: “qualche settimana fa ricordavamo che Catiuscia Marini, presidente della Regione, in occasione delle elezioni 2015 firmò la Carta di Avviso Pubblico, codice etico per il buon amministratore, redatto da un gruppo di lavoro nazionale di alto livello. Sul delicatissimo punto dei finanziamenti, la Carta recita: &#8216;L’amministratore deve astenersi dal richiedere o dal ricevere finanziamenti e altre forme di sostegno alla propria attività politica da parte di concessionari o gestori di pubblici servizi, ovvero da privati che hanno rapporti di natura contrattuale con l’amministrazione, o che hanno domandato od ottenuto provvedimenti da essa nei 5 anni precedenti, nell’ambito di procedimenti nei quali l’amministratore abbia svolto una funzione decisionale o istruttoria&#8217;. Come è noto, il M5S sta doverosamente facendo le pulci ai finanziatori di questa presidenza di Regione”.</p>
<p>“Ebbene – sottolinea Liberati -, in vista di altre rivelazioni, i nostri &#8216;mastini&#8217; segnalano che uno dei contributori ha un nome particolare: ‘Orlandi Walter’, presumibilmente il già direttore generale dell’Ospedale di Perugia, apicale di quella Sanità per la quale la Regione, ergo la Marini, ha la prima e l’ultima parola e, dunque, sicuramente &#8216;ha una funzione decisionale o istruttoria&#8217;. Orlandi ha devoluto al presidente di Regione 50 euro, somma regolarmente registrata il 5 maggio 2015, cifra modesta e persino destinata a suscitare diffusa ilarità alla luce dei lucrosi incarichi ricoperti dai protagonisti. Solo una domanda – va avanti Liberati -: l’ormai impresentabile Catiuscia Marini ha indicato Walter Orlandi nel nuovo ruolo apicale perché questi è organico al suo potere o, al contrario, per incerti meriti sul campo? Quei 50 euro, offerti oppure richiesti, per noi rappresentano un concreto gesto di appartenenza, di plateale contiguità politica. Altro che Carta di Avviso Pubblico. Il M5S – conclude &#8211; lancia pertanto un appello. Torni il decoro istituzionale: andatevene tutti a casa”.</p>
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		<title>Nuovo inceneritore in Umbria, il M5S: &#8220;Martedì 12 la Giunta dovrà rispondere&#8221;. La replica: &#8220;Siamo contrari, non si farà&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 10:18:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Martedì 12 gennaio, dopo anni di assordanti silenzi, la Regione Umbria sarà finalmente chiamata a rispondere politicamente in tema di inceneritori nel quadro dell&#8217;opaca vicenda dello &#8216;Sblocca Italia&#8217;. Il Movimento 5 Stelle, col consigliere regionale Maria Grazia Carbonari, presenterà infatti durante la seduta dell&#8217;Assemblea legislativa una interrogazione a risposta immediata con cui si chiede conto delle determinazioni assunte al riguardo da parte della Giunta Marini, anche alla luce della gravissima situazione ambientale esistente”. Lo annuncia il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati.</p>
<p>Liberati spiega che l&#8217;atto ispettivo mira a chiarire “in che modo ed entro quale termine la Regione Umbria intende revocare le concessioni all’incenerimento dei poli Acea e Tozzi Holding di Terni, evitando altresì l’insediamento in Umbria di un altro impianto inutile e altamente inquinante, così come previsto dal Governo Renzi”.</p>
<p>Il consigliere regionale di opposizione denuncia che sul tema “si fa il gioco delle tre carte. Proprio in queste ore si profila infatti il contrario di quello che appare ragionevole: Terni quale megapolo di incenerimento dei rifiuti urbani, con l&#8217;ennesimo favore alla multinazionale di turno. Diversi spifferi indicherebbero pure altri territori a rischio. Una demenziale politica di gestione dell&#8217;immondizia, lontanissima dalle &#8216;buone pratiche&#8217; e dal ciclo virtuoso della Rifiuti Zero. Una politica non di rado sotto la lente della magistratura, con una programmazione del ciclo rifiuti che sembra scritta da influenti operatori privati, anziché rispondere agli interessi delle comunità locali. La Giunta Marini smentisca dunque le notizie che stanno emergendo o il Movimento 5 Stelle, tra portavoce a ogni livello e attivisti, intraprenderà ben altre iniziative in concreta difesa della salute pubblica&#8221;.</p>
<p><strong>Aggiornamento delle 16</strong> Non si è fatta attendere la risposta dell&#8217;assessore regionale Cecchini. “La Regione non ha autorizzato nè indicato alcunchè sulla localizzazione del nuovo inceneritore in Umbria, anzi ha sempre affermato la sua contrarietà a tale impianto. L’ultima occasione per ribadire questa posizione è stata proprio la riunione che si svolta a Roma tra il Ministro dell’Ambiente, le Regioni e gli Enti locali, sul tema dell’inquinamento atmosferico”. Fernanda Cecchini, assessore regionale all’ambiente, replica così alle notizia diffuse nei giorni scorsi dal Comitato No inceneritore.</p>
<p>“La posizione della Regione su questo tema è stata sempre molto chiara e netta – prosegue l’assessore. Al ministro Galletti tra l’altro abbiamo anche detto che il Governo non può chiedere da una parte interventi per migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente e dall’altra ipotizzare la realizzazione di impianti che vanno a peggiorare la situazione. L’Umbria, per il suo contesto ambientale, certamente non è un luogo idoneo per ospitare un nuovo inceneritore che non sarebbe nemmeno giustificabile visti i quantitativi di rifiuti che vengono prodotti nella nostra regione”.</p>
<p>“Nella prossima riunione della Giunta regionale – ha proseguito Cecchini – porteremo in approvazione un provvedimento per accellerare il raggiungimento degli obiettivi sulla raccolta differenziata e supporteremo ancora di più gli Ambiti, con adeguate risorse, per continuare nell’opera di ammodernamento degli impianti per una gestione dei rifiuti sempre più moderna ed efficace. E dunque ferma restando la nostra contrarietà al nuovo inceneritore, ci piacerebbe che il confronto avvenisse su fatti concreti, obiettivi da raggiungere e soprattutto non strumentalizzando notizie, così come ci sembra stia facendo il Comitato No inceneritore di Terni.  La Regione non ha mai indicato al Ministero che si possono bruciare rifiuti a Terni. Nel carteggio intercorso abbiamo semplicemente e doverosamente dato conto delle richieste che erano pervenute, non potendo e non volendo nascondere nulla. Riteniamo che con il Governo la trattativa vada fatta in assoluta trasparenza e a carte scoperte”.</p>
<p>“Sulla richiesta di Acea è attualmente in corso l’istruttoria prevista dalla Legge e certamente questo non è un elemento che si può tenere segreto. Ma il tema di una corretta gestione dei rifiuti deve essere legato indiscutibilmente al quello della qualità della vita e dell’ambiente. E dunque va affrontato non in maniera strumentale ma attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. Ambiti territoriali, Gestori e Comuni – ha concluso l’assessore Cecchini &#8211; devono fare per intero la propria parte, così come anche i cittadini debbono collaborare per raggiungere gli obiettivi indicati nella raccolta differenziata dei rifiuti”.</p>
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		<title>Liberati (M5S) all&#8217;attacco: &#8220;I treni che transitano in Umbria sono vecchi, sporchi e affollati&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 10:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “È un giudizio lusinghiero comparare ai carri bestiame certi treni che transitano in Umbria. La presidente Catiuscia Marini, tra i primi impegni del 2016, ponga finalmente attenzione ai pendolari: scenda dunque dalla sua comoda berlina tedesca e faccia un bel giro assieme a loro, su quelle carrozze sporche, vetuste e affollate cui lavoratori, studenti, turisti sono obbligati a viaggiare quotidianamente”. Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati fa sapere che “tra le sane letture di fine anno, noi del M5S ci siamo digeriti tutto il Contratto di Servizio che la Regione stipulò con Trenitalia nel 2009: ora vogliamo capire se, a fronte dei mille disagi denunciati dai pendolari, in questi anni la Regione abbia riscosso, o compensato, le penali previste e se il servizio sia mai stato oggetto di verifiche da parte di funzionari regionali, così come prevede il Contratto”.</p>
<p>“Solo così – spiega il capogruppo pentastellato &#8211; sapremo quanto la Regione abbia finora tenuto al rispetto non solo dei propri cittadini, ma anche dei denari pubblici che gestisce e munificamente eroga a Trenitalia: infatti la violazione da parte del vettore degli obblighi di servizio comporterebbe significative economie proprio per le casse regionali, con ingenti decurtazioni delle somme dovute a Trenitalia. Oppure – si chiede &#8211; è stato più importante coltivare la contiguità ideale con i Governi di turno e coi dirigenti apicali di Trenitalia, Ferrovie dello Stato, Rfi, Italferr, etc., etc., tanto da non disturbare mai l&#8217;amico manovratore?”.</p>
<p>Liberati fa dunque sapere che “nelle prime ore del 2016 è partita una severa richiesta del M5S per l&#8217;accesso a documenti tuttora ignoti, ma inerenti la &#8216;polpa&#8217; dei rapporti aperti tra Regione e Trenitalia, nell&#8217;attesa di leggere il testo del nuovo Contratto di servizio, altro mistero umbro. La presidente della Regione, infatti lo dava per &#8216;pronto&#8217; già nel maggio scorso: ma quando mai? Chi l&#8217;ha visto? Siamo in ritardo di ben due anni, senza che Catiuscia Marini fornisca ragionevoli spiegazioni, senza che si conoscano costi, qualità assicurata, livello delle sanzioni irrogabili in caso di disservizi”.</p>
<p>In conclusione, per il M5S si tratta della “consueta dozzinalità con cui le Giunte regionali da tempo (non) affrontano il tema dei trasporti, un vero e proprio disimpegno politico: la controprova è rappresentata dallo stato comatoso delle strade ferrate e asfaltate dell&#8217;Umbria, condizione ormai diffusamente nota, salita ai &#8216;disonori&#8217; delle cronache nazionali”.</p>
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		<title>Tracce di radioattività nella zona artiginale di Fabro, il M5S: &#8220;Grave caso di inquinamento ambientale&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 12:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “Nella zona artigianale di Fabro le analisi dell&#8217;Agenzia regionale per l&#8217;ambiente hanno rilevato significative tracce di radioattività proprio dove sono state interrate 1,5 tonnellate di ceneri. Chiederemo ulteriori verifiche, anche sull&#8217;acqua, carotaggi del terreno ed indagini epidemiologiche per delineare con esattezza i contorni di questo grave caso di inquinamento ambientale”. Lo hanno detto, durante la ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Nella zona artigianale di Fabro le analisi dell&#8217;Agenzia regionale per l&#8217;ambiente hanno rilevato significative tracce di radioattività proprio dove sono state interrate 1,5 tonnellate di ceneri. Chiederemo ulteriori verifiche, anche sull&#8217;acqua, carotaggi del terreno ed indagini epidemiologiche per delineare con esattezza i contorni di questo grave caso di inquinamento ambientale”. Lo hanno detto, durante la conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo Cesaroni, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari.</p>
<p>Intervenendo sull&#8217;argomento dell&#8217;inquinamento da ceneri a Fabro, insieme all&#8217;eurodeputata Laura Agea e al consigliere al Comune di Orvieto Lucia Vergaglia, Liberati e Carbonari hanno annunciato che, “dopo l&#8217;interrogazione presentata dalla Agea alla Commissione europea, saranno imposti approfondimenti in ogni sede dal Commissario europeo all&#8217;ambiente per verificare quanto avvenuto e quali materiali inquinanti siano presenti nel sottosuolo dell&#8217;area artigianale: sono serviti 20 anni per avere delle risposte ed ora, con l&#8217;iniziativa M5S, esse arriveranno. È ormai evidente – hanno detto – che l&#8217;Umbria non è più il cuore verde d&#8217;Italia. E dopo le discariche di Belladanza e Le Crete, ora c&#8217;è Fabro a dimostrarlo. Temiamo che le &#8216;terre dei fuochi&#8217; umbre riguardino anche Piegaro e Tavernelle, dove sarebbero state sepolte altre ceneri. Faremo in modo che emergano con chiarezza eventuali contaminazioni avvenute anche in quelle zone. E chiameremo l&#8217;assessore Fernanda Cecchini a chiarire quanto di competenza della Regione Umbria”.</p>
<p>I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno ricostruito le vicende del sito di Fabro, “dove parte delle ceneri prodotte dalla centrale a carbone dell’Enel di La Spezia vennero utilizzate per livellare i terreni su cui realizzare l&#8217;area artigianale”, spiegando che “secondo le rilevazione Arpa iniziate a settembre 2015 la radioattività misurata è tra 0,1 e 0,4 microsievert/ora, valore tale da aver suggerito ulteriori approfondimenti. Numeri preoccupanti, se si pensa che una radiografia sviluppa 1 microsievert/ora, che a Roma si registrano 0,04 microsv/h e che a Tokyo, dopo Fukushima, il livello medio era 0,25 microsv/h”.</p>
<p>“Continueremo ad approfondire le segnalazioni che ci arrivano dai cittadini – hanno concluso Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari &#8211; raccogliendo le denunce che in questi anni sono rimaste inascoltate anche a causa di partiti politici troppo vicini tra loro e senza una reale opposizione che vigilasse”.</p>
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		<title>Vitalizi consiglieri regionali, il M5S: “Fondo in rosso. Via privilegi e doppioni”.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 09:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “In vista della prima riunione del cosiddetto ‘fondo di previdenza e solidarietà dei consiglieri regionali’, fissata per oggi, il M5S dell’Umbria annuncia che presenterà una proposta volta al ricalcolo dei vecchi e lucrosi vitalizi col sistema contributivo, così come la politica freddamente volle sin dal 1992 per ogni cittadino italiano lavoratore”. Per Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle): “basta giochini di facciata, basta riflessi da casta a detrimento della comunità: poiché il vitalizio non è un diritto acquisito, ma sembra impossibile toglierlo ai fruitori, il M5S proverà almeno a mitigarne i danni”.</p>
<p>I due consiglieri regionali pentastellati annunciano che richiederanno anche: “la cancellazione del trattamento vitalizio per i consiglieri condannati in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione o per altri gravi crimini;  la soglia dei 70 anni come età anagrafica per ottenerlo, senza anticipi di sorta, giacché oggi, in certe condizioni, si scende fino ai 60 anni con erogazioni fino a 7.500 al mese; la rinuncia obbligatoria al vitalizio, qualora si percepisca un altro stipendio pubblico o si abbia già il godimento di altri vitalizi di derivazione pubblica. Report (trasmissione di Rai Tre) ha segnalato che qualcuno in Italia oggi fruisce di ben quattro vitalizi, tra cui quello umbro. Molti sono comunque gli ex senatori, ex deputati, ex eurodeputati che godono di un molteplice trattamento previdenzial/vitalistico”.</p>
<p>Liberati e Carbonari precisano che “il vitalizio, eliminato nel corso della nona legislatura per i futuri consiglieri, sarà tuttavia garantito a quegli stessi eletti 2010-2015, con rilevanti e aggiuntivi oneri a carico di palazzo Cesaroni: il fondo è infatti già oggi gravemente in rosso. Considerando che pare comunque una missione impossibile cassare d’emblée tale medievale privilegio – concludono i due consiglieri regionali di opposizione -, il M5S proverà lo stesso a fare la sua parte con tali misure, visto che gli effetti di simili trattamenti si dispiegheranno ancora a carico dell&#8217;erario per almeno un quarantennio, reversibilità e altre eccezioni escluse”.</p>
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		<title>Consiglio regionale, Liberati: &#8220;Poche sedute, si dibatte più spesso nel minuscolo Molise&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 11:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Pezzi apicali della maggioranza stanno mettendo in atto un nuovo e inammissibile tentativo volto a comprimere il dibattito e i diritti politici dell’opposizione in Regione Umbria”. È quanto dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati. “Era infatti inizio settembre – spiega Liberati &#8211; quando provarono a convocare l&#8217;Assemblea legislativa per due volte al ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Pezzi apicali della maggioranza stanno mettendo in atto un nuovo e inammissibile tentativo volto a comprimere il dibattito e i diritti politici dell’opposizione in Regione Umbria”. È quanto dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati. “Era infatti inizio settembre – spiega Liberati &#8211; quando provarono a convocare l&#8217;Assemblea legislativa per due volte al mese. Manovra che allora fu sventata. Ieri pomeriggio, in conferenza dei capigruppo, il Partito democratico ha riproposto lo stesso piano, fissando la prossima seduta per il 3 novembre, vale a dire ben 19 giorni dopo l’ultima Aula, tenuta a met ottobre. In pratica si dibatte più spesso nel minuscolo Molise che da noi”.</p>
<p>“Fino ad oggi – prosegue Liberati &#8211; è stato indetto un solo Consiglio per le interrogazioni a risposta urgente, quando il regolamento interno, articolo 88, ne prescrive almeno due al mese: siamo così sotto di ben cinque sedute. A tal fine il Movimento 5 Stelle, unitamente alle altre forze di opposizione, ha richiesto di convocare l’Aula appena possibile, ossia martedì prossimo, 27 ottobre. La presidente del Consiglio, Donatella Porzi, ci ha però segnalato che le relative interrogazioni non riceverebbero risposta, perché informata del fatto che gli assessori regionali saranno impegnati altrove. Ma dove, se non a Perugia?. Da qui l’urgenza di spazzare via, con una nostra apposita mozione, l’oscena abitudine della Giunta di effettuare missioni in Italia e all’estero proprio nel giorno in cui il Consiglio è tradizionalmente convocato, il martedì. Una prassi offensiva nei confronti delle istituzioni e dei cittadini. Se il Pd non riesce a garantire la presenza in Aula; se la maggioranza si spacca in mille pezzi e, tra i pochi consiglieri pure presenti, alcuni amabilmente escono dall’Assemblea a fare altro; se non si assicurano il numero legale e la continuità amministrativa; se si è così stanchi, forse un passo indietro diventa imperativo morale”.</p>
<p>Per Liberati “non è tollerabile che siano i cittadini a pagare tanta inefficienza, viste pure le alte remunerazioni dei consiglieri. E non è giusto nemmeno per quegli eletti sempre presenti, tanto di maggioranza che di opposizione, fiduciosi di svolgere il proprio lavoro in un clima dialettico, ma costruttivo, a vantaggio di tutti gli umbri. La maggioranza non può  arrivare a spegnere con metodi capziosi la democrazia anche in Regione, dopo lo svuotamento dell&#8217;Ente cagionato dagli scandali e dall’iperpresidenzialismo all’italiana. Di questo passo – conclude Liberati &#8211; gli atti si accumuleranno, mentre le attività politiche dei gruppi in seno all’Assemblea saranno viceversa fortemente ridotte, quando non sospese. Intanto la Giunta potrà continuare a sbizzarrirsi nelle attività più improbabili, freneticamente sospesa tra Perugia e New York, tra Rio de Janeiro e Pechino, senza limite, ben oltre il buon senso”.</p>
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		<title>Ex Gruppo Superconti, Liberati: &#8220;Mantenere i livelli occupazionali dopo l&#8217;acquisizione di Coop Centro Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 11:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il consigliere regionale Andrea Liberati (Movimento 5 Stelle) ha presentato una interrogazione urgente in Commissione sugli effetti, per i dipendenti, dell&#8217;acquisizione della ex Superconti da parte di Coop Centro Italia. Liberati chiede alla Giunta di sapere “se intenda sollecitare Coop Centro Italia ad attenersi pienamente a tipologie contrattuali e indennità maturate dai dipendenti dell&#8217;ex Gruppo Superconti. Se esistano specifici patti scritti tra i titolari dell&#8217;ex Gruppo Superconti e Coop Centro Italia in merito al mantenimento dei 948 occupati, illustrando eventualmente  l&#8217;efficacia di tali accordi. Se corrisponda al vero che il reinserimento degli addetti del punto vendita &#8216;Le Fontane&#8217; di Terni nel nuovo e vicino centro commerciale marchiato Coop escluderebbe il rientro di alcuni. Infine se ulteriori esuberi riguardino le ditte esterne che hanno storicamente collaborato col gruppo ternano e su cui Coop Centro Italia non si è ancora espressa”.</p>
<p>Liberati spiega che il 27 maggio “le famiglie Conti e Antognoli hanno ceduto a Coop Cnetro Italia le quote di Supermercati Superconti Terni srl, Grandi Magazzini Superconti Terni SpA e Superconti Service srl. La cessione riguarda 36 punti vendita che danno lavoro a 948 dipendenti, oltre a diverse centinaia di operatori dell&#8217;indotto. Gli effetti dell&#8217;acquisizione appaiono particolarmente significativi in Umbria, sia nella provincia di Perugia, dove il gruppo acquirente arriverebbe a detenere il 38 percento del mercato degli iper, che nella provincia di Terni, ove le quote di Coop Centro Italia raggiungerebbero circa il 60 percento”.</p>
<p>Andrea Liberati sottolinea che “secondo dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla famiglia Conti, la cessione si è resa necessaria per tutelare i circa 900 dipendenti, a cui si aggiungono i 250 dell&#8217;indotto”. Ma “Coop Centro Italia è solitamente meno orientata, rispetto al Gruppo Superconti, a fare riferimento a &#8216;ditte terze&#8217; che forniscono collaborazioni varie”. Inoltre alla chiusura del punto vendita &#8216;Le Fontane&#8217; a Terni, a marchio Superconti, seguirebbe “un reinserimento del personale, dopo licenziamento e riassunzione, attraverso una selezione e l&#8217;integrazione con addetti provenienti da altri siti”.</p>
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		<title>Sanità, Liberati (M5S): &#8220;Necessarie garanzie sul futuro del punto nascita di Narni&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 15:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Fare chiarezza sul percorso di riordino delle unità specialistiche ospedaliere avviato nel 2012, fornendo certezze alla cittadinanza, rassicurazioni sul futuro del punto nascita dell&#8217;ospedale di Narni e sull&#8217;operatività del servizio trasporto neonatale, del servizio materno assistito e dell&#8217;area funzionale omogenea interaziendale&#8221;. A chiederlo, attraverso una lettera aperta al direttore generale della Asl n.2, Sandro Fratini, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Conca Ternana. </span> &#8220;Fare chiarezza sul percorso di riordino delle unità specialistiche ospedaliere avviato nel 2012, fornendo certezze alla cittadinanza, rassicurazioni sul futuro del punto nascita dell&#8217;ospedale di Narni e sull&#8217;operatività del servizio trasporto neonatale, del servizio materno assistito e dell&#8217;area funzionale omogenea interaziendale&#8221;.</p>
<p>A chiederlo, attraverso una lettera aperta al direttore generale della Asl n.2, Sandro Fratini, è il capogruppo regionale del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati. Il consigliere regionale di opposizione sottolinea che “comprenderà che né gli operatori ospedalieri, né i cittadini stessi possano seguire, con le dovute attenzioni e soprattutto se privi di una adeguata informazione, l’iter burocratico/amministrativo intrapreso”.</p>
<p>Inoltre, negli ultimi anni, &#8220;si  sono susseguite campagne elettorali, non ultima quella regionale, in cui se da una parte si concretizzava un progressivo depotenziamento del reparto specialistico di Ginecologia ed Ostetricia dell’ospedale di Narni, dall&#8217;altra si suggeriva alla popolazione di &#8216;stare sereni&#8217;. Però – osserva Liberati &#8211; il tempo della serenità appare a questo punto svanito. Servono invece certezze perché gli operatori, le gestanti e i cittadini  hanno diritto a risposte e date precise. Non è infatti facile prestare la propria professionalità o rivolgersi a una struttura in una atmosfera gonfia di dubbi, ancor più in un settore sensibile quale quello sanitario&#8221;.</p>
<p>Andrea Liberati conclude manifestando &#8220;piena disponibilità per la formulazione, l’ottimizzazione e implementazione di una strategia sanitaria che tenga in doverosa considerazione le cruciali esigenze della maternità, le necessità delle donne e delle famiglie&#8221;.</p>
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		<title>Acque minerali, il M5S: &#8220;La Regione le svende. Basta con l&#8217;asservimento alle multinazionali&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 09:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;La Regione svende le acque minerali. Basta con l&#8217;asservimento dell&#8217;Umbria alle multinazionali&#8221;. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e  Maria Grazia Carbonari. &#8220;Questa mattina &#8211;  scrivono Liberati e Carbonari in una nota firmata anche dal consigliere comunale di Gualdo Tadino, Stefania Troiani – ci siamo presentati senza appuntamento, insieme ai rappresentanti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;La Regione svende le acque minerali. Basta con l&#8217;asservimento dell&#8217;Umbria alle multinazionali&#8221;. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e  Maria Grazia Carbonari. &#8220;Questa mattina &#8211;  scrivono Liberati e Carbonari in una nota firmata anche dal consigliere comunale di Gualdo Tadino, Stefania Troiani – ci siamo presentati senza appuntamento, insieme ai rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste, dal dirigente del servizio risorse idriche della Regione Umbria per chiedere l&#8217;esibizione di documenti e per sottoporre direttamente alcune istanze di lunga data, ottenendo informazioni relativamente alle concessioni idriche a favore di Rocchetta SpA&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il quadro emerso durante l’incontro – spiegano i consiglieri del M5S &#8211; conferma l’atteggiamento subordinato e reverenziale della politica della Regione nei confronti della multinazionale che, capace di spendere in marketing e pubblicità cifre non lontane dai 50 milioni di euro ogni anno, ha versato nelle casse regionali la risibile somma di 400mila euro di canone annuo per il 2014. Ovvero un euro al metro cubo di acqua emunta. Di questo importo medio annuale, in oltre 20 anni, è stato poi investito sul territorio di Gualdo Tadino l&#8217;esiguo ammontare di 16mila euro. Nonostante la concessione scada nel 2022, l’istanza di proroga della concessione a favore di Rocchetta SpA è stata presentata da tempo: in realtà si tratta di una richiesta per ulteriori emungimenti, passando dai 16-17 litri al secondo attuali ai 40 litri al secondo, e questo nonostante la situazione delle falde in loco già sia oggettivamente molto grave&#8221;.</p>
<p>&#8220;È necessario – proseguono Carbonari e Liberati &#8211; cambiare completamente paradigma, ristabilendo le corrette priorità, dando rilievo agli aspetti etici ed ambientali rispetto a quelli economico-finanziari, che finora l’hanno fatta da padroni, mercificando la nostra risorsa, privatizzata e sfruttata in modo altamente intensivo. Il M5S non sarà complice di ulteriori saccheggi e metterà in atto tutte le iniziative possibili e previste dalla legge per contrastare l’ennesima devastazione del territorio, fermando questa logica sconsiderata di mercificazione selvaggia del bene comune per eccellenza. L&#8217;acqua – concludono &#8211; è un bene non delocalizzabile: nessuno, specie in Regione, brandisca pertanto il ricatto occupazionale a fronte del necessario e forte aumento dei canoni concessori, specie nei confronti di multinazionali capaci di spendere decine di milioni in pubblicità, senza nulla restituire al territorio, oggetto di una depredazione senza fine&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/acque-minerali-il-m5s-la-regione-le-svende-basta-con-lasservimento-alle-multinazionali/">Acque minerali, il M5S: &#8220;La Regione le svende. Basta con l&#8217;asservimento alle multinazionali&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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