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	<title>Perugia Online &#187; Danza</title>
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		<title>Il tema del cambiamento, della mutazione e del percorso in scena con &#8216;Superstite&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2022 08:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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<p>Il tema del cambiamento, del viaggio e della mutazione sul palco dello Spazio ZUT di Foligno, grazie a una sontuosa interpretazione della danzatrice e autrice Lucia Guarino. Stile classico che si mescola con il jazz, con movenze contemporanee che contaminano la plasticità della tradizione, cambiamenti di ritmo che rendono ancor più spirituale il messaggio che la Guarino, semplicemente superlativa, ha portato in scena domenica scorsa, 15 maggio.</p>
<p>“Superstite è una riflessione su ciò che rimane dopo una mutazione, un cambiamento e si fa carico di una storia che a tratti appare sbiadita o mutilata. Un corpo solo, da solo, esplora le infinite declinazioni del vuoto che resta”. E’ la stessa autrice a definire così la sua opera, nella quale c’è lei e lei soltanto, dall’inizio alla fine, con alle spalle delle immagini psico-emotive dal significato fortemente evocativo e la musica, incalzante nel suo echeggiare, di Stefano Pilia che per 45 minuti accompagna il corpo della Guarino nella sua esplorazione del vuoto.</p>
<p>Grande prova di maturità artistica per la danzatrice folignate, da tempo apprezzata in numerose realtà e ormai avvezza a festival di livello nazionale e internazionale. L’appuntamento di domenica rientra nell’ambito delle serate “preview” organizzate dall’associazione Young Jazz per anticipare l’omonimo Festival che si terrà a Foligno dal 9 al 13 novembre 2022. Quella della Guarino è stata senza dubbio una scelta raffinata e molto apprezzata dal pubblico presente, che tuttavia si è rivelato sparuto nonostante di scena ci fosse proprio un’eccellenza di Foligno. Peccato. Forse il tema non è dei più semplici neanche per gli appassionati, a dimostrazione ulteriore di quanto ancora la società non sia pronta ad un successivo passaggio evolutivo.</p>

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		<title>Quando l’arte scende in strada</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2021 21:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> ‘Non v’è arte là dove non v’è stile’. Oscar Wilde ne era un convinto assertore. E lo stile può esservi anche in strada. Quando l’arte scende in strada, infatti, si esprime con le tecniche più disparate nel cuore di diversi luoghi pubblici. E allora le strade, i vicoli, le piazze divengono il <em>locus amoenus</em> per eccellenza. Il luogo in cui si manifesta un itinerario non canonico dell’arte, ma non per questo marginale.</p>
<p>Sulle tracce di questo modo di intendere l’arte si colloca ‘Perugia Art Festival’, la prima edizione della kermesse che animerà scalette, terrazze, vicoli e piazze del centro storico di Perugia dal 7 al 10 agosto prossimi. Con un fitto cartellone che comprende un ventaglio di modalità espressive artistiche, tra arte in strada, pittura, teatro, musica, street art, mostre d’arte, poesia, scultura ed esibizioni di Madonnari. Degne di nota, tra gli altri eventi che saranno proposti, la mostra ‘Ramadori. Suggestioni visive’, inaugurata lo scorso 29 luglio e aperta al pubblico sino al prossimo 13 agosto nella suggestiva cornice della chiesa della Misericordia, in via Oberdan; e la personale di Lorenzo Fonda all’interno del chiostro di San Lorenzo.</p>
<p>‘Il nostro intento – afferma Alessandro Granieri, priore della Confraternita del Sopramuro, che ha promosso l’evento in collaborazione con altre associazioni del centro storico perugino e con il patrocinio delle istituzioni locali – è di portare l’arte in strada: un concetto, questo, ben diverso dall’accezione comune di ‘arte di strada’. L’arte penetra, così, nei vicoli, nelle strade, nelle vie, nelle piazze del centro storico di Perugia, e si arrampica su balconi e scalette, per essere poi diffusa e toccare le corde della sensibilità dei passanti. Una manifestazione unica nel suo genere, che si nutre della partecipazione attiva di molti artisti provenienti sia dall’Umbria che dal resto d’Italia, artisti che hanno scelto, per esibirsi, il nostro meraviglioso centro storico. Un aspetto significativo, questo – prosegue Granieri -, in quanto testimonia il cambiamento già in atto in città: fattiva è stata, infatti, la collaborazione tra tutte le associazioni del centro storico (commercianti, artigiani, borghi, residenti), volta alla valorizzazione del paesaggio del capoluogo umbro e all’oggettivazione del concetto di ‘fare rete’. Il centro, d’altronde, è come un paese, un paese in cui si può assistere a spettacoli itineranti, magari sulle scalinate della sala della Vaccara o ammirando gli scorci di via della Viola, o ancora prendendo parte alla serata conviviale della notte di San Lorenzo, senza che la città venga in alcun modo ‘deturpata’ con l’allestimento di strutture. Tutto questo – conclude Granieri – renderà Perugia una città ancor più appetibile per i residenti e per i turisti, valorizzando ancora di più la sua vocazione di città d’arte’.</p>
<p>Durante la conferenza stampa di presentazione del progetto, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e gli assessori Pastorelli, Varasano, Giottoli e Merli, insieme all’assessore regionale allo Sviluppo economico Fioroni, hanno espresso apprezzamenti circa lo spirito di collaborazione di cui si nutre il Perugia Art Festival.</p>
<p>Tra gli eventi in programma, si segnalano esibizioni di Street Art e Madonnari, il 7 agosto in piazza IV novembre, la seconda edizione dell’estemporanea di pittura ‘Città di Perugia’, quest’anno dedicata a Giuseppe Fioroni, amico della Confraternita del Sopramuro (7-8 agosto), l’anteprima dei Vinarelli (il 9 agosto alle 17.30), la Piazza delle ceramiche in piazza Matteotti, I grani antichi di Bettona in piazza Italia e, tutti i giorni alle 16.00, in via Volte della Pace, gli eventi di ‘La via del Medioevo’.</p>
<p>Spazio alla pittura, nella cornice del centro storico perugino, con mostre personali di artisti del calibro di Lorenzo Fonda (Chiostro di San Lorenzo, dal 7 al 30 agosto), Fausto Minestrini, Paolo Ballerani (ex Borsa Merci, via Mazzini 4/11 agosto), Virina (Chiesa del Collandone, Corso Vannucci, 4-14 agosto), Mauro Versiglioni (Corso Vannucci, 1/15 agosto), Ferruccio Ramadori (Chiesa della Misericordia, 29 luglio-13 agosto), Pablo Ramirez Arnol (Loggia dei Lanari, 7/10 agosto), Massimo Riccò e la mostra in ricordo di un altro amico della Confraternita, Raffaele Tarpani.</p>
<p>Ma la pittura non è l’unica arte portata ‘in strada’: il cartellone di Perugia Art Festival prevede, infatti, anche Percorsi di poesia, nell’alveo della collaborazione con il gruppo letterario “WOMEN @ WORK”, oltre a spettacoli musicali ‘irradiati’ dai balconi, dai vicoletti e dalle scalinate del centro storico.</p>
<p>Come dimenticare, poi, Dante? Il 10 agosto alle 19.30 Mariangela D’Abbraccio sarà protagonista di ‘Dante, Borges e il Tango di Piazzolla’; mentre il 9 agosto alle 20.00 Maria Anna Stella sarà interprete, nel chiostro di S. Lorenzo, di ‘Terrae motus/motus animae’. Sempre il 9 agosto, a partire dalle 22.00, piazza IV novembre si animerà con i ‘Disegni sulla sabbia’ di Gabriella Compagnone, accompagnati dalle note di Antonio Ballarano Live Band. Si segnalano anche i numerosi spettacoli itineranti curati e promossi dal Teatro Stabile dell’Umbria.</p>
<p>Il tradizionale Rally dell’Umbria 2021, inoltre, nella giornata inaugurale del 7 agosto, a partire dalle 8.00, in piazza Matteotti, partecipa al Perugia Art Festival, in collaborazione con il Moto Club dell’Umbria.</p>
<p>E, poi, ancora percorsi guidati in città in collaborazione con le Guide Umbre e con altre associazioni perugine, iniziative promosse dall’associazione Avanti Tutta, eventi musicali e danza, nonché la cena in piazza di martedì 10 agosto, organizzata dai promotori della kermesse in collaborazione con i ristoratori del centro storico, cena che si terrà la notte di S. Lorenzo ai giardini Carducci. In pieno centro storico. Perché se ‘non v’è arte là dove non v’è stile’, l’una e l’altro possono essere cercati (e trovati, per giunta assaporati) nel cuore del centro storico del capoluogo umbro.</p>
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		<title>Milord, e i 33 passi di Murakami</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2017 16:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> ‘Allez venez Milord. Vous asseoir à ma table. Il fait si froid dehors. Ici, c’est confortable. Laissez-vous faire, Milord. Et prenez bien vos aises. Vos peines sur mon coeur. Et vos pieds sur une chaise. Je vous connais, Milord. Vous ne m’avez jamais vue. Je ne suis qu’une fille du port. Une ombre de la rue’. Che ne sarebbe del celeberrimo brano di Édith Piaf privato della sua notazione musicale, per poi essere trasposto nuovamente al ritmo di danza, e di una notazione altra, di stampo coreografico? Che ne sarebbe del testo del romanzo di Haruki Murakami, Dance, dance, dance (1988), se a intesserne il tessuto fossero quattordici danzatori-danzautori di una compagnia, vestiti di colori terragni, e con 33 sassolini nelle tasche? Che ne sarebbe dei 33 imperativi dell’uomo-pecora descritto da Murakami (capitolo XI), se quei 33 sassolini – macigni insostenibili delle nostre paure, delle nostre insicurezze fiere – non venissero riposti a terra, per poter tornare a danzare leggiadramente? E, ancora, che ne sarebbe della citazione di luoghi-non luoghi – Copenaghen, Kenia, New York, Oslo, Sicilia, Nizza, etc. –, se a proferirla non fossero voci fuori-campo, scandite prima, sovrapposte poi, in una strenua tendenza a cercare, e toccare, nuovi spazi cognitivi ancor prima che fisici?</p>
<p>Milord, e i 33 passi di Murakami. I ‘lieti calici’ della <em>Traviata</em> di Giuseppe Verdi – scena II –, e i luoghi della mente, le stanze della memoria. I sassi riposti, e i piedi che, sbloccatisi, tornano a danzare in un modo che giunge sempre gradito. I disegni infantili, stereotipati, e una lavagna con gessetti colorati, che tratteggiano profili (anche) umani. Un ammasso di corpi, linee intersecate, ronde-jambe, pliés, arabesques, e abbracci che non si toccano. Una solitudine, quella dei ballerini, e la solitudine del testo. E un tentativo di trascrizione, e di notazione, coreografico.</p>
<p>La compagnia di Manuela Giulietti, Undercover Dance Company, nell’alveo della stagione ‘Indizi’, si è esibita il 28, 29 e 30 aprile, in ‘Exit 33’, nella residenza artistica – Sala Cutu – dell’Associazione Culturale Teatro di Sacco, a Perugia: un’uscita, raggiunta al ritmo di 33 passaggi che i danzatori sono stati chiamati ad effettuare, annotando coreograficamente i 33 punti di sospensione del romanzo di Murakami, da cui lo spettacolo trae origine; un’uscita, che coincide, infine, con un’entrata, nella direzione della consapevolezza del sé. Una fine che sancisce un nuovo inizio.</p>
<p>Por de bras, gran pliés, giri-testa, rotazioni laterali, fuori-asse, attitudes: per tornare a danzare, i piedi si sbloccano, e i sassi, sineddochi dei fardelli umani, vengono appoggiati a terra, riproducendo il suono sincopato di tante nacchere. Sassi come strumenti musicali, dunque. Voci come note, movimenti ampi e circolari come tratti costitutivi di una forma di notazione non glottica, in cui il piano del contenuto – ‘1. Danzare, rispose. 2. – Continuare a danzare, finché ci sarà musica. 3. Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare. 4. Danzare senza mai fermarti. 5. Non devi chiederti perché. 6. Non devi pensare a cosa significa. 7. Il significato non importa, non c’entra. 8. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. 9. E una volta che si saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. 10. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. 11. Finiranno per sempre. 12. E tu potrai vivere solo in questo mondo. 13. Ne sarai progressivamente risucchiato. 14. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. 15. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. 16. Un passo dopo l’altro, continua a danzare. 17. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. 18. Per certe cose non è ancora troppo tardi. 19. I mezzi che hai, usali tutti. 20. Fai del tuo meglio. 21. Non devi avere paura di nulla. 22. Adesso sei stanco. 23. Stanco e spaventato. 24. Capita a tutti. 25. Ti sembra tutto sbagliato. 26. Per questo i tuoi piedi si bloccano. 27. Alzai gli occhi e guardai la sua ombra sul muro. 28. – Danzare è la tua unica possibilità, continuò. 29. – Devi danzare, e danzare bene. 30. Tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. 31. Se lo fai, forse anch’io potrò darti una mano. 32. Finché c’è musica, devi danzare! 33. Finché c’è musica, devi danzare! Fece eco la mia mente’ – si riverbera su quello dell’espressione, accordando repertoriazioni coreografico-musicali, mimiche facciali, linee fluide, sinuose, che ripercorrono, energicamente ed euritmicamente, i punti di sospensione del testo. Un testo, trascritto nuovamente in una notazione coreografica, in cui un’idea, un concetto sono tradotti – tradurre è tradire? – in empiricità, movimento, ductus, gesto manuale e antropologico di piedi che scrivono per terra, di braccia che eseguono tratti nell’aria.</p>
<p>È davvero possibile ‘ascoltare un gesto’? Forse sì, se si procede per <em>elementa</em>, per tratti costitutivi di singole lettere che divengono moto, passi, passaggi continui verso un’uscita-entrata, verso una fine-inizio. Forse sì, se financo la voce può diventare esperienza visiva, oltre che sonora, se anche la scrittura <em>in fieri</em> può essere tradotta in danza. E in 33 punti di sospensione.</p>
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		<title>Trentatré ‘Indizi’ disseminati in una notazione coreografica</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2017 13:02:25 +0000</pubDate>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/trentatre-indizi-disseminati-in-una-notazione-coreografica/">Trentatré ‘Indizi’ disseminati in una notazione coreografica</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Perugia. &#8216;1. Danzare, rispose. 2. – Continuare a danzare, finché ci sarà musica. 3. Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare. 4. Danzare senza mai fermarti. 5. Non devi chiederti perché. 6. Non devi pensare a cosa significa. 7. Il significato non importa, non c’entra. 8. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. 9. E una volta che si saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. 10. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. 11. Finiranno per sempre. 12. E tu potrai vivere solo in questo mondo. 13. Ne sarai progressivamente risucchiato. 14. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. 15. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. 16. Un passo dopo l’altro, continua a danzare. 17. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. 18. Per certe cose non è ancora troppo tardi. 19. I mezzi che hai, usali tutti. 20. Fai del tuo meglio. 21. Non devi avere paura di nulla. 22. Adesso sei stanco. 23. Stanco e spaventato. 24. Capita a tutti. 25. Ti sembra tutto sbagliato. 26. Per questo i tuoi piedi si bloccano. 27. Alzai gli occhi e guardai la sua ombra sul muro. 28. – Danzare è la tua unica possibilità, continuò. 29. – Devi danzare, e danzare bene. 30. Tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. 31. Se lo fai, forse anch’io potrò darti una mano. 32. Finché c’è musica, devi danzare! 33. Finché c’è musica, devi danzare! Fece eco la mia mente’.</p>
<p>Trentatré ‘indizi’, trentatré sassolini, trentatré pesi che accatastiamo nella vita, e che, se restano a lungo nelle tasche, divengono macigni insostenibili. Ma è insostenibile ‘la leggerezza dell’essere’, e quei trentatré sassolini devono essere riposti a terra, con gentilezza, per tornare a danzare leggiadramente, in un modo che giunge sempre gradito. A noi, prima che agli altri. Trentatré, i segni di interpunzione ammassati, come sassi, e disseminati, come indizi, nel <em>tessuto</em> di un brano tratto dal romanzo di Haruki Murakami <em>Dance, dance, dance</em> (1988): il capitolo XI, dedicato all’uomo-pecora, che, con ritmo sincopato e singhiozzante, invita i danzatori/danzautori a muoversi con leggerezza, verso un’uscita, che più che una fine pare un inizio, e nella direzione di una nuova vita. ‘Sono l’uomo-pecora – disse (&#8230;) – Come puoi vedere, vivo coperto da una pelle di pecora, in un mondo che gli uomini non possono vedere. Mi inseguivano. E mi rifugiai nella foresta. Fu tanto tempo fa (&#8230;). In ogni caso, da allora nessuno mi ha più visto. Se si vuole davvero, ma davvero sfuggire agli sguardi degli uomini, ci si riesce in modo molto naturale’. Fuggire. E tornare. Tornare a danzare. Finché c’è musica. Quando i piedi, sineddoche impaurita del corpo, si sbloccheranno.</p>
<p>Nell’ambito della stagione ‘Indizi’, la compagnia di Manuela Giulietti, Undercover Dance Company, ospitata dalla scuola di danza Apollon di Ponte Valleceppi, si esibirà, il 28, 29 e 30 aprile, nella residenza artistica (Sala Cutu) dell’Associazione Culturale Teatro di Sacco, in ‘Exit 33’: ‘un’uscita – spiega la coreografa – nella direzione della consapevolezza del sé; trentatré, i punti di sospensione nella punteggiatura del testo di Murakami, cui corrispondono trentatré passaggi che i ballerini sono chiamati ad effettuare, per tornare a danzare con una leggerezza calvinianamente intesa’. La stessa coreografa, che ci ha aperto le porte del suo laboratorio, consentendoci di osservare attentamente, da una prospettiva <em>altra</em> – un po’ come dai tetti di Palomar –, come nasce una notazione coreografica, intesa da Roy Harris come una forma di scrittura non glottica che presenta un interesse speciale in quanto illustra diversi aspetti complementari fra segni scritturali, e non. Funzione diagrammatica dei piedi – non bloccati, ma in movimento costante –, tracciata nei manuali di danza, a ripercorrere compassi, sezioni di cerchio, linee rette, tutti aspetti, questi, che hanno la capacità di scandire, frazionare, solcare lo spazio adibito al tempo musicale, in termini di euritmia, armonia, coesione e coerenza nello scrivere, e nell’annotare, di ballo. La danza come scrittura, dunque. Non nell’accezione di prodotto finito, di sistema di segni grafici compiuto. Ma con riferimento al concetto dello scrivere nel suo <em>farsi</em>, come se i passi fossero segni di interpunzione, commi, tratti costitutivi delle singole lettere, e, poi, segni alfabetici componenti singole parole. E un imperativo: ‘Dance, dance, dance’.</p>
<p>Come scrivere di danza? Il piano del contenuto – i danzatori sono chiamati a leggere dei capitoli tratti dal romanzo di Murakami, per comprendere appieno il <em>di-venire</em> e l’<em>av-venire </em>della coreografia – si riverbera su quello dell’espressione, e dell’espressività, oggettivate, ad un livello materico, fisico, nei tratti costitutivi di quella forma di notazione non glottica: fuori-asse, rotazioni laterali, giri-testa, giri che recuperano in asse, ronde jambe, por de bras, grand plies, movimenti ampi, aerosi di mani in avanti, e braccia tese, attitudes. Trentatré imperativi, per i quattordici danzatori: dinamismo dei movimenti che associano fluidità e velocità di esecuzione, controllo eccellente delle pirouettes, vettorialità delle linee sinuose, mai spezzate, sequenza di passaggi, lungo il tracciato dei diversi punti e segni di interpunzione. Il movimento è ductus, tratteggio. Il passo è, come il tratto, sinonimo di ritmo. E il ronde jambe è, come il solco di un aratro, una penna che scrive. Il corpo segue il ballerino, il suo movimento ne asseconda la corporeità, in un dialogo fitto, estrinsecato nelle diagonali, in 1, 2, 3 ottavi, in cui la traiettoria può essere sinistrorsa, destrorsa, bustrofedica, tanto che le linee si dipanano in base alle contrazioni. La voce che scandisce la sequenza numerica dei passi è la musica; la sincope dei movimenti è dettata dalla metrica classica. I piedi scrivono per terra, le braccia nell’aria: si eseguono dapprima movimenti singoli, per poi tracciare i legamenti, in una spazialità, una superficie grafica oggettivata in lastre chiare di parquet, specchi, sbarre. Tradurre un’idea, un concetto in esperienza: pare essere questo, l’assioma di una coreografia che passa (anche) per la matericità dei sassolini dei danzatori, come metafore dei macigni che siamo invitati a riporre, e per il correlativo oggettivo delle parole. Perché la danza è emotiva, corporea, e le nostre fobie passano, spesso, per mere associazioni di idee. I movimenti dei ballerini sono armonici, consequenziali, fluidi, compensatori della massa del corpo, rispetto alla quale incedono: è loro l’attaccamento alla terra, le legature, il ductus quale gesto manuale e corporeo; rendono la scrittura coreografica col corpo, come fosse una pratica infinita, manichea, per dirla con Roland Barthes. Il corpo è anche rumore, scia, è uno strisciare, è espressività, è fiducia verso una sensazione provata, ed esperita. Si uniscono, a due a due, i ballerini, rimarcando i propri spostamenti con i movimenti delle braccia, tracciando linee nell’aria: afferrano un concetto, e lo allontanano. L’altro da loro svolge, nel ritmo narrativo del balletto, sulla base dello schema canonico elaborato da Greimas, la funzione di aiutante: aiuta ad assecondare un movimento, un abbraccio che non si tocca, al fine di allontanare un concetto pesante, greve come il sasso riposto per terra, a seguire la direzione della sbarra. È speculare, il movimento dell’aiutante, a tratti sorregge, a tratti si sovrappone: è davvero possibile ‘ascoltare un gesto’? Sì, se in quel momento non c’è un ‘io’, ma solo la persona che si ascolta, e di cui si assecondano le linee, come fossero (trentatré) punti di sospensione.</p>
<p>Un insegnamento, quello di Manuela Giulietti, che procede per <em>elementa</em>, come quello dei maestri calligrafi. Il fulcro, il fuoco della prospettiva di questo ambizioso progetto si oggettiva nella porta della Sala Cutu dell’Associazione Culturale Teatro di Sacco, verso la quale i corpi dei danzatori si ammassano, intersecando le loro linee. Un’uscita? O un’entrata? Una fine? O un inizio? &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230; Trentatré puntini di sospensione.</p>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/trentatre-indizi-disseminati-in-una-notazione-coreografica/">Trentatré ‘Indizi’ disseminati in una notazione coreografica</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Perugia, tre giorni dedicati alla danza con &#8220;Passages &#8211; Movimenti contemporanei&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2016 12:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-tre-giorni-dedicati-alla-danza-con-passages-movimenti-contemporanei/">Perugia, tre giorni dedicati alla danza con &#8220;Passages &#8211; Movimenti contemporanei&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si terrà a Perugia presso la Sala Cutu dal 2 al 4 dicembre 2016, il progetto “Passages – Movimenti Contemporanei 2016”, organizzato e diretto dalla compagnia “Déja Donné” in collaborazione con Pandanz e Teatro Di Sacco, nell&#8217;ambito della XXII edizione della stagione “Indizi<em>”</em> di Teatro di Sacco. “Passage” è una tre giorni intensa e ricca di appuntamenti dedicati alla danza contemporanea con dieci performance in tutto: quasi un piccolo festival, che vuole rappresentare un’opportunità di incontro tra un pubblico attento e gli artisti coinvolti. Intrecci di un lavoro artistico che ambisce a diventare uno spazio concreto e atteso, capace di promuovere un dialogo aperto tra differenti progettualità, di ricerca e riflessione nell’ambito dello scambio culturale, alimentando e sostenendo l’interesse e il coinvolgimento degli spettatori verso la danza contemporanea e il teatro; un confronto quindi, uno scambio diretto, attivo e dinamico tra pubblico e artisti coinvolti.</p>
<p><strong>Le iniziative</strong> Le tre giornate vedranno sul palco le creazioni artistiche delle sei realtà coinvolte nel progetto: cinque produzioni di Déjà Donné “Sounding | Décalage &#8211; cadute di stile”, “Sounding | Wannabe”, “I always wanted to be”, “Ho|Me” e il debutto della nuovo lavoro “Tre | 14” realizzato in collaborazione con Centro Danza Studio di Daniela Pascolini; l’Associazione Sosta Palmizi presenta “Soggetto senza titolo”, Adarte “Non è cosa da tutti”, Excursus | Cadavre Exquis in scena con “Stupor”, Točnadanza con “Body-satt-va <em>colui che porta equilibrio”</em> e Gruppo e-Motion presenta “Garbage Girls”. L’occasione di “Passages 2016<em>”</em> rappresenta, inoltre, il ritorno della collaborazione tra Déjà Donné e Teatro di Sacco che sottolinea l’importanza di una presenza culturale viva e attiva sul territorio della città di Perugia e della Regione Umbria a sostegno di una progettualità concreta di promozione dei nuovi linguaggi e di contaminazioni per una scena contemporanea.</p>
<p><strong>IL PROGRAMMA </strong></p>
<p><strong>Venerdì 2 dicembre dalle ore 20.30</strong></p>
<p><strong>Déjà Donné </strong>presenta <strong>“Sounding | Décalage &#8211; cadute di stile”</strong></p>
<p><em>Un progetto di Fabritia D&#8217;Intino e Lucia Guarino. </em>Con Lucia Guarino &#8211; musiche di Marco Momi, Michele Sanna, Andrea Agostini. Produzione danza Déjà Donné &#8211; produzione musica Ass. Young Jazz. <strong>Décalage</strong> è una riflessione sulla nudità, intesa come privazione e svuotamento. Privazione come quell’attimo dello scoprirsi spogli e inermi, fatto di perfetta intimità e crudo disagio. Svuotamento, come l’uscire da sé in un’informe caduta data da continue micro rotture e sfasamenti. Un dialogo tra corpo sonoro e corpo umano, che avviene in quei territori di confine dove il linguaggio è composto da cadute, lievi spostamenti, separazioni, scatti e abbandoni.</p>
<p><strong>Sosta Palmizi </strong>presenta<strong> “Soggetto senza titolo” </strong></p>
<p><em>Di e con Olimpia Fortuni. Spettacolo selezionato alla Vetrina della giovane danza d’autore 2016 – anticorpi XL. </em><strong>Produzione Sosta Palmizi con il sostegno di Teatro la Cavallerizza di Torino</strong>, assistenza artistica Cinzia Sità, montaggio audio Pieradolfo Maria Ciulli.</p>
<p>“Soggetto Senza Titolo” è un percorso: da una parte si apre profonda ricerca individuale e dall’altra ci si immerge in un mondo intimo e solitario, con il fine di rivelare una sensazione, uno stato d’animo, un colore, il BLU che, in senso figurato, nell’idioma inglese, assume il significato di malinconia.</p>
<p>L&#8217;immagine che ne viene fuori è quella di un omino stilizzato, quasi un fantoccio, informe, liquido, caratterizzato dai colori del rosso e del blu, colori primari che inducono a pensare a un&#8217;origine, o embrione di un&#8217;identità. Espongo la mia materia corporale ad una metamorfosi continua che si evolve e si trasforma. Non mi do una forma, né un nome, che possa limitarmi.</p>
<p><strong>Déjà Donné </strong>presenta<strong> “Sounding | Wannabe”</strong></p>
<p><em>Un progetto di Fabritia D&#8217;Intino e Lucia Guarino. </em>Con Fabritia D’Intino &#8211; musiche originali Federico Scettri. Produzione danza Ass. Déjà Donné &#8211; produzione musica Ass. Young Jazz.</p>
<p><strong>Wannabe</strong> è il motore per andare oltre i propri limiti. Una quotidianità fatta di ripetizioni e semplicità ci seduce, ci attrae e ci influenza. Costantemente esposti a modelli irreali, forzati, esagerati, eccessivi e artificiali veniamo spinti verso la riproduzione e l’esaltazione della finzione. La scelta artistica è quella di accogliere tale spinta e trasformarla in un collage di codici che ci appartengono e ci rappresentano tutti. Wannabe è una celebrazione del mainstream che ci nutre e ci muove, malgrado noi. Musica e danza si uniscono insieme, in una performance che ricerca la strada verso un essere diverso.</p>
<p><strong>Sabato 3 dicembre dalle ore 20.30</strong></p>
<p><strong>Déjà Donné </strong>presenta<strong> “I always wanted to be”</strong></p>
<p><em>Di e con Martina La Ragione</em>, produzione Déjà Donné.</p>
<p>Un urgente desiderio di ascolto, dove dialoghi senza risposta appaiono come monologhi silenziosi. L’esterno si confonde con l’interno. Confusione precisa e rigorosa di un suono assorbito dal corpo che rimane silente creando distanza tra ciò che è interno e ciò che non lo è. Modi di essere. Non essere. Fare. Non fare. Dire. Mai dire. “I always wanted to be” è un progetto che intende mettere in relazione onde sonore con le onde generate da movimento e ascolto. I numerosi frammenti prodotti sono stati assemblati, spingendo il lavoro  verso un senso e a una sintesi di dirompente impatto suggestivo ed emotivo.</p>
<p><strong>Excursus &#8211; Cadavre Exquis </strong>presenta<strong> “Stupor” </strong></p>
<p><em>Di e con Lorenzo Giansante, Giovanni Impellizzieri, Giordano Novielli</em>, <strong>produzione Excursus / Cadavre Exquis</strong>.</p>
<p>Giocare con l’iconografia e l’immaginario della musica Pop, proponendo al pubblico dei corpi brutalmente fragili e “fuori luogo” che vogliono porsi con forza come questioni per una nuova consapevolezza e condivisione collettiva. Per questo saranno utilizzati oggetti che “ostacoleranno” e trasformeranno la danze… La scena sarà una trappola e contemporaneamente una “possibilità” di emersione effettiva attraverso un corpo diverso (mutato, distorto, spalmato, appoggiato e incuneato nello spazio) di uno stato di “impossibilità”, indispensabile per proporre una condizione di <em>stupor. </em>S<em>tupor </em>in lingua latina significa &#8220;insensibile&#8221;.</p>
<p><strong>Točnadanza </strong>presenta<strong> “Body-satt-va <em>colui che porta equilibrio”</em></strong></p>
<p><em>Coreografia, danza e video Ambrose Laudani, produzione Točnadanza</em>.</p>
<p>L’assolo, attraverso un linguaggio con­temporaneo, cerca di spiegare il forte desiderio di raggiungere un equilibrio fisico fino alla speranza di giungere alla sospensione… La visione del Gange (la grande Mamma Gangha per gli indiani) e di realtà estreme, vissute nella sua avventura in India, ha spinto l’autore a intraprendere questo “viaggio” coreografico in maniera concreta: raccontare dell’inevitabile capacità dell’uomo di perdersi come un naufrago… “L’uomo del mio solo parla anche del mio sangue or­mai italiano: bolle, si mescola e diviene acqua, acqua della grande Mamma Gangha (Gange)… Mamma italiana… mamma indiana, la mia espe­rienza adottiva, sviscerata senza violenza, con amo­re… come un dolce ricordo… le mie due mamme: l’Italia, l’India colui che porta equilibrio”.</p>
<p><strong>Adarte </strong>presenta<strong> “Santissima dei naufragati” </strong>e <strong>“Non è cosa da tutti” </strong></p>
<p><em>Di e con Paola Vezzosi</em>, produzione Adarte e Fondazione Teatro della Pergola.</p>
<p><em>Non è cosa da tutti</em> è l&#8217;ultima tappa di una ricerca creativa che include e rielabora le tappe precedenti liberandone il potenziale. La prima parte del percorso, l&#8217;assolo <em>Santissima dei Naufragati</em>, ballata senza gioia, recita di un Mea culpa ossessivo per un peccato senza movente, per un fallimento scelto e cercato, trova approdo fecondo e risonanza in alcune pagine de <em>L&#8217;altra verità</em>. <em>Diario di una diversa</em> di Alda Merini. Il diario intimo di una donna che ha pagato la sua diversità col ricovero in manicomio e ne ha vinto l&#8217;abominio strappando per sé una sopravvivenza che sapeva di meritare, si offre come valida incarnazione di quell&#8217;inno alla fragilità. L&#8217;azione, mossa dal tentativo ripetuto e vano, lontano da ogni successo, lo sforzo senza esito e ostinato, trovano una continuità, quasi una logica, nella follia.</p>
<p><strong>Gruppo e-Motion </strong>presenta<strong> “Garbage girls”</strong></p>
<p><em>Regia e coreografia Francesca La </em>Cava, musica originale Lorenzo e Federico Fiume dell’Associazione Culturale Resiliens collaborazione artistica Corinna Anastasio, interpreti Corinna Anastasio, Francesca La Cava e Angela Valeria Russo, costumi Francesca la Cava, scene e disegno luci Stefano Pirandello.</p>
<p>Lo spettacolo è un viaggio poetico tra i rifiuti, tra immanente e trascendente, tra coloro che sono costretti a vivere “nella desolazione, testimoni della crudeltà della vita e dei suoi mille misteri&#8221;. La storia poetica di donne che si “muovono” come se la strada fosse “il teatro della vita” fatto di scenografie e suoni che riproducono il vero attraverso il falso, il reale attraverso il sogno, la crudezza attraverso la poesia. Disagio, marginalità e devianza caratterizzano il conflitto di queste donne alla ricerca della loro identità, superando le barriere sociali imposte dalla collettività.</p>
<p><strong>Déjà Donné </strong>presenta<strong> “Ho | Me”<br />
</strong><em>Di e con Virginia Spallarossa</em>, <strong>produzione Déjà Donné</strong>.</p>
<p>Ho (solo) me. La casa, un doppio di sé in cui è possibile vivere compiutamente sé. Una seconda pelle di sé. Il doppione fisico e mentale del corpo, essere vivente e prolungamento di chi la abita. Lo spazio natio, la matrice di ogni spazio esistente. Il corpo che abita lo spazio e il tempo.<br />
Protesi di un ego in eterna ricerca di provvisoria e mutante incarnazione.</p>
<p><strong>Domenica 4 dicembre &#8211;  ore 17.30</strong></p>
<p><strong>Déjà Donné </strong>presenta<strong> “Tre | 14” (debutto) </strong></p>
<p><em>Coreografia di Virginia Spallarossa</em>, regia di Gilles Toutevoix, con Chiara Burla, Nicholas Guido, Andrea Rampazzo e gli allievi del Centro Studio Danza di Perugia di Daniela Pascolini, intervento di analisi sul processo creativo attraverso la prospettiva coreologica Claudia Monticone, disegno luci Cesare Lavezzoli, musiche Aquaserge, produzione Déjà Donné. Un numero infinito nel quale ogni combinazione di numeri è possibile. Infinite coincidenze che generano infinite combinazioni di lettere e ogni messaggio mai scritto. La data della nostra nascita, il modo in cui moriremo, il nome di tutte le persone che conosciamo e di tutte quelle mai esistite; il codice genetico di ogni organismo mai vissuto sul nostro pianeta e in tutto l&#8217;Universo, la risposta a ogni domanda che ci siamo mai posti e quella che non ci porremmo mai, ogni libro pubblicato, ogni libro mai scritto: è tutto lì, in una infinita stringa di numeri. Ogni momento esistito, che sta esistendo, che esisterà, che non è mai esistito e che mai esisterà è qui, contenuto nel rapporto di una circonferenza e del suo diametro.</p>
<p><em>La produzione è stata realizzata grazie al sostegno di Claps Spettacolo dal Vivo nell’ambito di NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo – Edizione 2016-17.</em></p>
<p><strong>Info </strong></p>
<p>Sala Cutu P.zza Giordano Bruno, 9 – Perugia / Inizio spettacoli ore 20,30 – domenica ore 17,30 / Ingresso intero € 8 – ridotto giovani € 6</p>
<p><strong>Info e prenotazioni</strong>: Teatro di Sacco tel. 320.6236109 – <a href="mailto:info@teatrodisacco.it">info@teatrodisacco.it</a> / Pandanz tel. 333 8568841 – <a href="mailto:info@pandanz.it">info@pandanz.it</a> // ufficio stampa: <a href="mailto:federicacesarini56@gmail.com">federicacesarini56@gmail.com</a> &#8211; tel. 339 3369594</p>
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		<title>I balli caraibici in Umbria: una realtà in continua evoluzione</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Sep 2015 09:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Andrea Petrini]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Dopo un&#8217;intensa stagione invernale che si è conclusa con i saggi delle varie scuole, l&#8217;Umbria continua a ballare caraibico con appuntamenti fissi nei locali adibiti e serate a tema. E&#8217; una realtà in continua evoluzione: sono già diverse migliaia di persone coinvolte nella nostra regione e ogni anno se ne aggiungono delle nuove, aderendo alle iniziative delle varie scuole presenti del territorio. Il clima che si respira è di completo divertimento e allegria evocato da ritmi musicali, movimentati e festosi. Non mancano quindi spunti per socializzare, naturale conseguenza del contesto proposto da queste attività.</p>
<p><strong>I principali balli.</strong> Ci sono oltre venti generi musicali che appartengono alla musica caraibica, ma quelli che più vengono praticati in Umbria sono la <strong>Salsa</strong> (nelle sue varie forme) e la <strong>Bachata</strong>. Spesso le serate caraibiche si concludono con un po&#8217; di <strong>Reggaeton</strong>. La Salsa non ha certo bisogno di presentazioni, ma per chi fosse allo scuro, si tratta di un ballo di coppia con movimenti e regole codificate. Esistono varie scuole, stili e tecniche diverse, tuttavia in Umbria la cubana e la salsa portoricana sono le più diffuse. La bachata è invece un ballo originario della Repubblica Dominicana con una musica dolce e melodica. In questo caso, i testi delle canzoni, trattano sempre il tema dell&#8217;amore in tutte le sue sfumature. Il reggaeton, spesso pronunciato con accento spagnolo reggaetón, è una forma di musica reggae nata a Porto Rico ed a Panamá verso la fine degli anni ottanta. Esso miscela musica giamaicana con influenze del reggae e del dancehall, con ritmi dell&#8217;America Latina come la bomba e la plena. Include anche sonorità tipiche della musica hip hop. La musica è combinata inoltre con il rapping in lingua spagnola. Un altro ballo, attualmente molto in voga, è la <strong>Kizomba</strong>.<strong> </strong>Di origine africana, deriva dalla tradizionale &#8220;semba&#8221; angolana e la sua presenza è ormai consolidata nella maggior parte delle serate caraibiche, è dotata di sensualità mista al ritmo africano e fraseggi musicali moderni, dov&#8217;è possibile scorgere l&#8217;influenza della musica elettronica.</p>
<p><strong>Le scuole presenti nel territorio umbro.</strong> Le principali scuole di danza caraibica sono: <a href="https://www.facebook.com/groups/63246090616/?fref=ts">Asso di Cuori</a>, <a href="https://www.facebook.com/pages/ASD-Accademia-Danza-Studios/257911480908032?fref=ts">Accademia Danza Studios</a>, <a href="https://www.facebook.com/BailaCommigoAcademia?fref=ts">Baila Commigo Academia</a>, <a href="https://www.facebook.com/comborha?fref=ts">Comborha Officina di Danze</a>, <a href="https://www.facebook.com/groups/230426663663278/?fref=ts">Energy Dance Accademy</a>, <a href="https://www.facebook.com/pages/La-Calle-Accademia-di-Danze/1409778672601144?pnref=story">La Calle &#8211; Accademia di Danze,</a> <a href="https://www.facebook.com/SalsamundoScuoladiBallo?fref=ts">Salsamundo</a> e <a href="https://www.facebook.com/salsa.stardanceacademy?fref=nf&amp;pnref=story">Star Dance Accademy.</a> Tutte sono dotate di istruttori più o meno bravi ma ogni scuola ha le sue peculiarità (ad esempio alcune prediligono lo stile cubano, altre la salsa portoricana o altri stili &#8220;en linea&#8221;).</p>
<p><strong>I locali caraibici in Umbria.</strong> In questa calda estate, le principali serate si svolgono il giovedì al Rossopomodoro (Collestrada) e il venerdì al Trilogy (Ramazzano). Da segnalare anche il sabato al Country Café (Bastia Umbria) e al Quasar (Ellera di Corciano). Manca comunque poco alla nuova stagione autunnale/invernale nella quale continueranno i giovedì del Rossopomodoro seguiti dalle memorabili serate del venerdì sera al Movida (Santa Maria degli Angeli), sabato al Country e domenica al locale Zerosettecinque (Perugia).</p>
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		<title>Narnia Festival, dal 15 luglio riparte il viaggio tra musica, poesia e danza</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 08:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Narni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Dal 15 luglio al 2 agosto la città di Narni tornerà ad ospitare uno degli appuntamenti musicali più importanti dell’anno in Umbria, il Narnia Festival. Protagonista non sarà solamente la musica, alla quale ogni giorno saranno dedicati spettacoli ed eventi, ma anche altre discipline culturali e sociali come danza, teatro, poesia, arte, degustazione e, sorprendentemente, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Conca Ternana. </span> Dal 15 luglio al 2 agosto la città di Narni tornerà ad ospitare uno degli appuntamenti musicali più importanti dell’anno in Umbria, il Narnia Festival. Protagonista non sarà solamente la musica, alla quale ogni giorno saranno dedicati spettacoli ed eventi, ma anche altre discipline culturali e sociali come danza, teatro, poesia, arte, degustazione e, sorprendentemente, sport.</p>
<p><strong>Il festival</strong> &#8211; Il Narnia Festival sarà anche un momento di incontro e dibattito eclettico, ma soprattutto multiculturale, dal momento che ospiterà musicisti ed artisti di altissimo livello provenienti da tutto il mondo. I vari generi musicali accompagneranno questo aspetto multiforme e variegato del Festival: spazieranno infatti dal classico all’operistico e al liturgico, passando per il tango, il flamenco, fino al teatro, con la volontà di incontrare tutti i gusti di un pubblico sempre più vasto. Tantissime le novità di quest’anno tra cui, come ha sottolineato la direttrice artistica Cristiana Pegoraro il fatto che “sarà un festival non solo da ascoltare, ma anche da vedere”. Molti spettacoli avranno infatti una scenografia proiettata che conferirà alle esibizioni una maggiore spettacolarità. Le immagini delle proiezioni sono a cura dal maestro Mino La Franca, fotografo di fama internazionale noto per le curatele pubblicitarie per Valentino, Dior, Levi’s e per le campagne fotografiche per Vogue ed Elle.</p>
<p><strong>Il campus</strong> &#8211; L’ideatrice, curatrice e direttrice del Festival, Cristiana Pegoraro, come nelle precedenti edizioni, ha individuato due momenti fondamentali, quello formativo e quello concertistico, entrambi pensati e costruiti con un profilo qualitativo molto elevato, e volto a coinvolgere studenti di tutti i livelli, dai professionisti ai principianti. A partire dal 15 luglio prenderà il via il Campus Internazionale di Alto Perfezionamento Artistico, corsi riservati a giovani musicisti provenienti da tutto il mondo, volto a dare i mezzi concreti per diventare professionisti dello spettacolo. I corsi sono patrocinati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Regione Umbria, dalla Provincia di Terni, dal Comune di Narni, dalla Diocesi di Terni, Narni e Amelia e dalla Camera di Commercio di Terni, con il patrocinio e sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni. Il percorso formativo prevedrà, oltre alle lezioni, anche workshop, masterclass, conferenze, mostre e visite guidate. I docenti del Campus saranno professionisti altamente qualificati provenienti dalle più importanti scuole internazionali (tra cui The Juilliard School di New York, Mozarteum di Salisburgo, Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, Universität für Musik und darstellende Kunst di Vienna, University of Miami, Accademia del Teatro alla Scala, Accademia Nazionale di Santa Cecilia). Come parte integrante del Campus, quest’anno debutta il programma Junior Masterclass, pensato per i più piccoli. A partire dal 19 luglio, i giovani aspiranti musicisti, dai sei anni d’età, sotto la guida di qualificati docenti della Juilliard di New York e dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma avranno un’opportunità formativa unica, che si concluderà con la partecipazione al concerto finale del Festival con l’esecuzione de ‘Lo Schiaccianoci’ di Tchaikovsky.</p>
<p><strong>Il canto</strong> &#8211; Per quanto concerne il canto, il Narnia Festival propone l’International Vocal Arts Program. Dal 15 luglio il programma offre agli studenti corsi intensivi tenuti da professionisti della disciplina e l’opportunità di debuttare con la Filarmonica di Roma in due allestimenti completi di ‘Suor Angelica’ di Puccini e ‘Così fan tutte’ di Mozart. Fra i docenti, un nome d’eccezione: il tenore di fama mondiale Marcello Giordani, direttamente dal Metropolitan di New York. Gli organizzatori del Festival hanno anche pensato agli accompagnatori dei partecipanti al Campus con il programma ‘Narnia Culture &amp; Leisure’. Lezioni di arte e storia medievale, visite guidate, corsi di cucina e degustazioni allieteranno il soggiorno degli ospiti, contribuendo a far conoscere le bellezze artistiche ed enogastronomiche della nostra zona.</p>
<p><strong>Gli eventi</strong> &#8211; La sezione educativa si andrà a compenetrare con quella legata alle esibizioni sul palco, tutte ad ingresso libero, che avranno inizio il 21 luglio alle 21,30 presso l’Auditorium San Domenico con ‘Viaggio Romantico nel Cuore d’Europa’. L’evento di apertura vedrà come protagonista Cristiana Pegoraro, i Narnia Chamber Soloists diretti da Lorenzo Porzio, con la partecipazione straordinaria di Marcello Giordani. Lo spettacolo sarà arricchito dalle immagini di Mino La Franca. Il secondo appuntamento sarà il 23 luglio, sempre all’Auditorium San Domenico,  con ‘Parole Note, dialoghi d’amore fra musica, prosa e poesia, con Maria Rosaria Omaggio e Enzo Decaro, la chitarra di Tali Roth, la viola di Luca Sanzò e il pianoforte di Cristiana Pegoraro. Video di Mino La Franca. Special guest: Samanta Togni.</p>
<p>Il 25 luglio i trentacinque ottoni della Italian Brass Band animeranno la serata narnese. La Band è reduce dal grande successo ottenuto con la vittoria del Primo Premio al ‘2015 European Brass Band Championship’ di Friburgo. Doppio appuntamento domenica 26 luglio: il primo alle ore 11 con la ‘Messa Concerto’ presso la Cattedrale di Narni. I protagonisti saranno i cantanti Catherine Swindle, Elizabeth Reeves, George Lemmon, Gordon Tweedie, i due cori St. Paul’s Choir di Roma e Narnia Festival Choir diretti da Stefano Vasselli e Boram Ahn, e l’Orchestra L’Armonica Temperanza diretta da Lorenzo Porzio. Alle ore 16 la location si sposterà al Duomo di Orvieto per un concerto sinfonico corale con Cristiana Pegoraro al pianoforte, il St. Paul Choir di Roma e la Filarmonica di Roma diretti da Lorenzo Porzio.</p>
<p>Un doppio appuntamento sarà anche quello del 27 luglio presso la Chiesa di San Francesco a Narni, alle 19. 30 e alle 21.30 per ‘Suor Angelica’ di Puccini, con solisti internazionali, i Narnia Chamber Soloists diretti da Timothy Leon e la regia di Fabrizio Pompei. Un’intera serata sarà invece dedicata allo sport, che, come la musica, è frutto di fatica, impegno e dedizione. Martedì 28 luglio all’Auditorium San Domenico Antoni Gaspari presenterà il suo nuovo libro ‘Campioni di vita’. La serata sarà un’occasione per incontrare i grandi sportivi di ieri e di oggi. Interverranno Abdon Pamich, Vincenzo Cantatore e Lorenzo Porzio, oggi direttore d’orchestra, ma un tempo campione olimpico di canottaggio. Moderatore: Giampiero Galeazzi. Il 29 luglio, il Teatro Comunale di Narni ospiterà ‘Cristiana &amp; Friends’ con la partecipazione di musicisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e i ballerini di tango argentino Samantha Di Paolo e Daniel Montaño.</p>
<p>Giovedì 30 luglio il Narnia Festival dedicherà anche una giornata alla valorizzazione delle bellezze del territorio con ‘Note a lume di candela’. A tutti i partecipanti sarà data l’opportunità di visitare Narni sotterranea e a seguire un concerto a lume di candela nella chiesa romanica di Santa Maria Impensole. Questo sarà l’unico evento a pagamento, per il quale inoltre è gradita la prenotazione, dato che la visita guidata può ospitare massimo quaranta persone. Un nuovo doppio appuntamento sarà presentato il 31 luglio e il 1 agosto con la versione completa di ‘Così fan tutte’ del grande Wolfgang Amadeus Mozart, presso il Teatro Comunale.  Il direttore sarà il rinomato Lorenzo Porzio a capo della Filarmonica di Roma. La regia sarà a cura di Cesare Scarton, che affianca Renata Scotto nell’Opera Studio dell’Accademia di Santa Cecilia. Entrambe le serate saranno anticipate da una introduzione all’opera a cura del regista e del direttore d’orchestra.</p>
<p><strong>Il gran finale</strong> &#8211; Gran finale il 2 agosto, al Teatro Comunale, con il concerto tenuto dai 50 elementi della Narnia Festival Orchestra, i quali eseguiranno ‘Lo Schiaccianoci’ di Tchaikovsky. Il concerto sarà valorizzato dalla voce recitante di Eraldo Bordoni e dalle proiezioni di Mino La Franca, le quali daranno vita ad un’esibizione suggestiva e coinvolgente. Da non dimenticare: dal 23 luglio al 1 agosto, tutti i pomeriggi alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria Impensole gli allievi del Campus Internazionale terranno dei concerti gratuiti. Durante queste serate verranno consegnati i premi Leoni d’argento alla carriera &#8211; Narnia Festival 2015. Il 21 luglio verrà assegnato a Marcello Giordani, 23 luglio alla ballerina Samanta Togni, mentre il 28 a Abdon Pamich, Vincenzo Cantatore, Lorenzo Porzio e Giampiero Galeazzi.</p>
<p><strong>La danza</strong> &#8211; Infine il Narnia Festival ha dedicato alla danza una sezione di formazione ed eventi. ‘Narnia Flamenco’ sarà un corso sulla tipica danza iberica, che si svilupperà in cinque sessioni, dal 20 al 25 luglio. Al Tango Argentino saranno invece dedicate due milonghe nelle serate del 25 e 29 luglio alle ore 22 nel Salone delle feste del Teatro Comunale di Narni, con la partecipazione di Tali Roth alla chitarra e dei ballerini Samatha Di Paolo e Daniel Montaño, esclusivamente per la serata del 29.</p>
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		<title>Festa Europea della Musica, al Frontone un evento unico e spettacolare</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2015 16:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Tre giorni di musica, street food, artigianato e performance digitali a cura di Rework Culture. Tutto questo ai Giardini del Frontone dal 19 al 21 giugno 2015. Ad aprire la serata inaugurale Dj Ralf, Giovanni Guidi, Gianluca Petrella e Leonardo Ramadori ripropongono la magia di R.Ha.R.F. &#8211; Rhythm, Harmony, Repetition of Forms.​ Un evento unico e spettacolare ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Tre giorni di musica, street food, artigianato e performance digitali a cura di Rework Culture. Tutto questo ai <span style="line-height: 1.5;">Giardini del Frontone dal 19 al 21 giugno 2015. Ad aprire la serata inaugurale </span><a href="http://www.perugiaonline.net/arte-cultura-spettacolo/la-festa-europea-della-musica-parte-con-dj-ralf-23177/">Dj Ralf</a>, Giovanni Guidi, Gianluca Petrella e Leonardo Ramadori ripropongono la magia di R.Ha.R.F. &#8211; Rhythm, Harmony, Repetition of Forms.​ Un evento unico e spettacolare che, partito da Perugia l&#8217;anno scorso, ha riempito le piazze di tutta Italia.</p>
<div class="page" title="Page 1"></div>
<p><strong>Ritmo e danza.</strong> Un binomio inscindibile &#8211; s&#8217;è detto in conferenza stampa giovedì mattina nei nuovissimi locali che a breve ospiteranno Umbrò &#8211; quello che si crea tra il ritmo e la danza. Il primo ha la capacità di trasmettere e comunicare sensazioni abbattendo così i limiti della lingua e delle differenze etniche. L’aspetto ritmico della musica, è strettamente collegato alla danza ed è molto antico non a caso gli strumenti a percussione sono i primi strumenti musicali conosciuti.</p>
<p><strong>Un percorso lungo un anno.</strong> Sembra ovvio e doveroso  &#8211; sottolineano gli organizzatori &#8211; procedere il cammino culturale intrapreso l’anno scorso dedicando questa nuova edizione alle forme espressive ed al linguaggio corporeo che grazie alla musica ogni uomo esprime quando si lascia trasportare nella danza. La danza è un arte che si esprime nel movimento del corpo umano.</p>
<p><strong>La line up. </strong>Ad inaugurare l’evento, <strong>venerdì 19 giugno</strong>, Dj Ralf, Giovanni Guidi, Gianluca Petrella e Leonardo Ramadori ripropongono la magia di R.Ha.R.F. &#8211; Rhythm, Harmony, Repetition of Forms.  <strong>Sabato 20 giugno</strong>, la tappa umbra di Tecniche Perfette, la competizione di hip hop freestyle, alla ricerca del miglior MC d’Italia. Primo premio per la finale nazionale, un contratto e la produzione di un album. A seguire, Colle Der Fomento e Villa Ada Posse live band. La connection tra le realtà più rappresentative del clubbing umbro animerà la grande festa popolare e gratuita di <strong>domenica 21 giugno</strong>. In consolle: Ricky L, Nicholas, Stefano Tucci, Franco B, Very Good Plus, Tommy All e Mortus.</p>
<p><strong>Non solo musica</strong>. Protagoniste ai Giardini del Frontone anche le arti digitali: studenti del Liceo Scientifico “G. Galilei” e professionisti di Re-Building Crew lavoreranno con tecnologie digitali per rendere immersivi e spettacolari questi tre giorni di musica nel cuore della città. <span style="line-height: 1.5;">All’interno dei Giardini sarà allestita un’area ristoro con food truck che proporranno cibo di strada di altissima qualità: dal pesce del Lago Trasimeno agli arrosticini abruzzesi. Infine, s</span>tand di hobbisty e artigiani provenienti da tutta Italia coloreranno i Giardini con originali abiti, borse, accessori, prodotti in cuoio, oggetti di piccolo arredamento, dischi, libri e molto, molto altro.</p>

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		<title>Perugia, a giugno si balla in centro storico (e non solo) con la rassegna &#8220;Danzare a teatro&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2015 08:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione laboratorio danzidea]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[danzare a teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Con il 2015  l&#8217;associazione Laboratorio Danzidea presenta la 19° edizione della rassegna “Danzare a Teatro”. Ben diciannove edizioni sono trascorse e rappresentano un bel traguardo per una manifestazione che fonda le sue basi nella passione e nel lavoro volontario di sette associazioni di danza di questa città. La manifestazione gode del patrocinio e di una ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Con il 2015  l&#8217;associazione Laboratorio Danzidea presenta la 19° edizione della rassegna “Danzare a Teatro”. Ben diciannove edizioni sono trascorse e rappresentano un bel traguardo per una manifestazione che fonda le sue basi nella passione e nel lavoro volontario di sette associazioni di danza di questa città. La manifestazione gode del patrocinio e di una convenzione con il Comune di Perugia.</p>
<p><strong>La rassegna</strong> &#8211; Nel mese di giugno il centro storico di Perugia (e non solo) verrà allegramente invaso da circa 1000 ragazze/i che si esibiranno sul palcoscenico dei teatri Morlacchi e Brecht di Perugia e del Teatro Lyrick di Assisi, coinvolgendo in totale un pubblico di oltre seimila persone.</p>
<p><strong>&#8220;Leggere per&#8230; ballare&#8221;</strong> &#8211; Oltre a questa manifestazione, l&#8217;associazione Laboratorio Danzidea da 8 anni propone nella città di Perugia il progetto “leggere per &#8230;ballare”, una modalità di lavoro e di collaborazione che pone la rete delle scuole di danza in contatto con la rete dei luoghi di formazione (scuole di danza, scuole istituzionali, teatri). Un progetto innovativo che gode di un protocollo d&#8217;intesa con il M.I.U.R., Agiscuola, i Ministeri della Gioventù e delle Pari Opportunità e si avvale inoltre della collaborazione con la Fondazione Nazionale della Danza.<u></u><u></u></p>
<p><strong>Il programma</strong> &#8211; Questo il programma degli eventi organizzati all&#8217;interno della rassegna &#8220;Danzare a teatro&#8221;:</p>
<div>
<p>&#8211; martedì 2 giugno, alle 15.30 e alle 20, presso il Teatro Lyrick di Assisi a cura della School of Dancing Spring<u></u><u></u></p>
<p>&#8211; sabato 13 giugno, alle ore 20.30,  presso il Teatro Morlacchi di Perugia, a cura dello Studio Danza Morlacchi<u></u><u></u></p>
<p>&#8211; domenica 14 giugno, alle ore 17, presso il Teatro Morlacchi di Perugia, a cura di Apollon<u></u><u></u></p>
<p>&#8211; giovedì 18 e venerdì 19 giugno, alle ore 20.30, presso il Teatro Brecht di Perugia, a cura di Progetto Danza<u></u><u></u></p>
<p>&#8211;  domenica 21 giugno, alle ore 16, presso il Teatro Morlacchi, a cura di CSDU Centro Studi Danza Umbri<u></u><u></u></p>
<p>-mercoledì 24 giugno, alle ore 21, presso il Teatro Morlacchi di Perugia, a cura del Centro Danza Fedon Yoannou<u></u><u></u></p>
<p>&#8211; sabato 27 giugno, alle ore 20.30, presso il Teatro Morlacchi di Perugia, a cura di Centrodanza<u></u><u></u></p>
<p>Per informazioni, telefonare al <a href="tel:347.3758545" target="_blank">347.3758545</a>. Prevendita presso il botteghino del teatro un’ora prima dello spettacolo. Costo del biglietto di ingresso euro 10.<u></u><u></u></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Le spettacolari coreografie della Parsons Dance sul palco del Morlacchi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 13:28:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Adele Mauro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[dance]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Uno spettacolo coinvolgente, divertente e che fa venire un&#8217;irrefrenabile voglia di salire sul palco ed iniziare a ballare. Lo spettacolo della Parsons Dance, compagnia statunitense fondata alla fine degli anni &#8217;80 da David Parsons, è andato in scena mercoledì sera al Teatro Morlacchi di Perugia. Il fondatore e direttore artistico della compagnia David Parsons è uno dei ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>  Uno spettacolo coinvolgente, divertente e che fa venire un&#8217;irrefrenabile voglia di salire sul palco ed iniziare a ballare.</p>
<div><strong>Lo spettacolo della Parsons Dance</strong>, compagnia statunitense fondata alla fine degli anni &#8217;80 da David Parsons, è andato in scena mercoledì sera al Teatro Morlacchi di Perugia. Il fondatore e direttore artistico della compagnia David Parsons è uno dei massimi esponenti della post-modern dance americana e ha il merito di aver creato uno stile originale e appassionante, un mix di acrobazie, fisicità, allegria e ironia. La Parson&#8217;s Dance è una delle compagnie di danza più amate ed apprezzate sulla scena del balletto internazionale.</div>
<div></div>
<div><strong>Il risultato è un&#8217;ora e dieci minuti</strong> di una performance travolgente e vorticosa, che appassiona, cattura e diverte, con coreografie spettacolari su musiche accattivanti e ritmate. Gli otto ballerini (Sarah Braverman, Christina Ilisije, Ian Spring, Elena D&#8217;Amario, Jason Macdonald, Geena Pacareu, Omar Roman De Jesus e Eoghan Dillon) sono veri professionisti nella tecnica e nell&#8217;anima, nelle linee, nei movimenti e negli sguardi.</div>
<div></div>
<div><strong>Tra gli otto giovani artisti emerge l&#8217;italiana Elena D&#8217;Amario</strong>, unica europea scelta per far parte della compagnia americana, proveniente da una delle passate edizioni della trasmissione televisiva &#8220;Amici&#8221; e ad oggi il fiore all&#8217;occhiello della Parsons Dance, al punto da avere l&#8217;onore di interpretare &#8220;Caught”, pezzo creato da David Parsons per sé stesso e danzato solo da due donne prima di lei.</div>
<div></div>
<div><strong>Il pezzo è fortissimo, atleticamente impegnativo per un fisico femminile</strong>, ma sicuramente entusiasmante e spettacolare: grazie ad un particolare gioco di luci mostra la ballerina sospesa in aria in pose atletiche, come a formare una sequenza di fermo immagini perfette. Elena è sorprendentemente all&#8217;altezza della coreografia, tanto che il New York Times ne ha esaltato la bravura definendola  “the company’s most distinctive, eye-catching dancer”. Una traccia di Italia di cui vantarsi con orgoglio in un bellissimo spettacolo d&#8217;oltreoceano.</div>
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		<title>Dal 22 al 28 Spoleto torna &#8220;Capitale della danza&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 13:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[Spoleto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Gran ritorno a Spoleto della Settimana della Danza dal 22 al 28 Marzo 2015. La venticinquesima edizione che per sette giorni trasformerà la città ducale nella capitale della sesta arte, verrà presentata alla stampa venerdì 20 marzo, alle ore 12, nella &#8220;Sala dello Spagna&#8221; del palazzo comunale.  La Settimana della Danza, ideata da Paolo Boncompagni ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  Gran ritorno a Spoleto della Settimana della Danza dal 22 al 28 Marzo 2015. La venticinquesima edizione che per sette giorni trasformerà la città ducale nella capitale della sesta arte, verrà presentata alla stampa venerdì 20 marzo, alle ore 12, nella &#8220;Sala dello Spagna&#8221; del palazzo comunale.  La Settimana della Danza, ideata da Paolo Boncompagni e Alberto Testa, è ormai la più importante manifestazione del settore che si tiene in Italia e anche l&#8217;unica a livello nazionale accettata nell&#8217;International Federation Ballet Competition, la federazione mondiale che associa i venti più importanti eventi mondiali dedicati alla danza. E’ patrocinata e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, dal ministero dell&#8217;Istruzione, dal Comune di Spoleto e dalla Fondazione Antonini. La direzione artistica è affidata a Irina Kashkova.</p>
<p>I vincitori del prestigioso Concorso Internazionale di danza Città di Spoleto, una sorta di Oscar per i migliori giovani talenti del mondo, verranno proclamati al Teatro Nuovo al termine dello spettacolo di gala che, come da tradizione, nella serata finale di sabato 28 marzo chiuderà l’appuntamento spoletino. Il teatro spoletino tornerà quindi ad ospitare molti dei giovani ballerini che nell’ultima edizione del Festival di Spoleto tanto successo hanno avuto nell’affollatissimo spettacolo “Maratona della Danza”. Le selezioni dei giovani ballerini si terranno invece nella splendida cornice del Chiostro di San Nicolò. Di alto livello la giuria internazionale che valuterà le capacità artistiche dei giovani ballerini. Il presidente è Alberto Testa, il “grande vecchio” della danza italiana, autore di celeberrime scenografie cinematografiche, da “Il Gattopardo” di Visconti fino a “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli, ma anche danzatore, interprete, docente e critico della sesta arte.</p>
<div>Lo affiancheranno cinque prestigiosi nomi della danza mondiale: Saadet Zeynep Sunai, preside e direttore artistico della Turkish State Opera and Ballet; il famoso coreografo russo Irek Mukhamedov,  “principal dancer” nei più importanti teatri del mondo tra cui il Bolshoi di Mosca e il Royal Ballet di Londra; il coreano Jae Keun Park, presidente del  Korea International Ballet Competition e professore della Samgmyung University di Seoul; Michele Pogliani, coreografo e referente per l&#8217;Italia del Codart Rotterdam University of Arts e Stefano Rosato, professore alla London Contemporary Dance.</div>
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		<title>Teatro Stabile, la magia della danza argentina in scena a Spoleto</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/teatro-stabile-la-magia-della-danza-argentina-scena-spoleto/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 09:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[foligno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il calore della danza argentina arriva a Spoleto. Venerdì 6 febbraio, alle 21, al Teatro Nuovo &#8220;G. C. Menotti&#8221; di Spoleto in scena otto artisti, sei danzatori e due musicisti per &#8220;Gauchos&#8221;, il talento della leggendaria coppia formata da Adrian Aragon e Erica Boaglio e della loro compagnia. Il malambo &#8211; Considerata nel mondo la ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Il calore della danza argentina arriva a Spoleto. Venerdì 6 febbraio, alle 21, al Teatro Nuovo &#8220;G. C. Menotti&#8221; di Spoleto in scena otto artisti, sei danzatori e due musicisti per &#8220;Gauchos&#8221;, il talento della leggendaria coppia formata da Adrian Aragon e Erica Boaglio e della loro compagnia. </p>
<p><strong>Il malambo</strong> &#8211; Considerata nel mondo la terra del tango, del gaucho, del mate, l&#8217;Argentina è un paese che ha molte tradizioni, culture, balli. Non solo il tango, ma altre danze tradizionali che conquistano per i loro movimenti e ritmi altrettanto caratteristici. Uno di questi è il malambo, danza dei gauchos inizialmente riservata ai soli uomini, in cui il battito dei piedi è protagonista di un movimento fra ballerini che si sfidano con destrezza e abilità in un vorticoso gioco di gambe, che evoca le infinite sfumature del passo del cavallo. Da quando negli anni &#8217;40 è stato concesso di ballarlo anche alle donne, il malambo si è arricchito e trasformato in una seducente, impetuosa, affascinante danza di corteggiamento.</p>
<p><strong>Lo spettacolo</strong> &#8211; Lo spettacolo è composto da quattro parti, ognuna delle quali accende un faro su un aspetto particolare dell’animo e della cultura argentina: &#8220;Nativo&#8221; è un’affascinante panoramica sull’impronta che il colonialismo ha avuto sui popoli nativi, cambiandone per sempre la cultura delle origini; &#8220;Malambo&#8221; è lasciarsi attraversare dal ritmo antico dei tamburi ancestrali che danno il passo alla meravigliosa danza e ai suoi ingredienti essenziali, cioè virilità e virtuosismo, potenza ed eleganza; &#8220;Canto d’amor in volo&#8221; è cedere al rito della seduzione, una sinfonia di voci ancestrali, il volo poetico di un velo e l’incontenibile allegria delle feste popolari; &#8220;Gauchos&#8221; è l’asfalto delle grandi città che inevitabilmente influenza ritmo e sogni diventati metropolitani. Un crescendo emozionale che esplora i balli di strada e racconta la fusione tra le più radicate tradizioni e l&#8217;Argentina di oggi.</p>
<p><strong>Gli artisti</strong> &#8211; Erica Boaglio e Adrián Aragón sono una coppia nel tango e nella vita; lavorano insieme dal 1994, vantando esperienze di altissimo livello nell’ambito del tango. Costantemente impegnati in tournée e seminari in Europa e in America Latina, protagonisti assoluti di festival e grandi eventi, ammaliano da tempo le platee di tutto il mondo interpretando come pochi tutta la passione di questo intramontabile ballo.</p>
<p><strong>I biglietti</strong> &#8211; Per partecipare allo spettacolo, si può prenotare telefonicamente al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20, fino al giorno precedente lo spettacolo. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima della recita altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.</p>
<p><strong>A Foligno</strong> &#8211; Un altro appuntamento imperdibile del Teatro Stabile si terrà a Foligno, dove in occasione della recita a Foligno di Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman (prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e dalla Fondazione Brunello Cucinelli), Danilo Nigrelli, protagonista dello spettacolo nel ruolo di Viktor, incontrerà il pubblico giovedì 5 febbraio alle 18.30, presso lo Spazio ZUT a Foligno (corso Cavour, 83). L’ingresso è libero; per informazioni tel. 347 0160038. Lo spettacolo andrà in scena la sera alle 21, al Politeama Clarici.<br />
Le repliche di Sinfonia d’autunno proseguiranno al Comunale di Todi sabato 7 febbraio, alle 21, e al Teatro degli Illuminati di Città di Castello lunedì 9 febbraio, alle 21.</p>
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		<title>Danza, Déjà Donné presenta Fabritia D’Intino in “Cosamia 2.0” e “iWonder”</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/danza-con-deja-donne-venerdi-lultimo-appuntamento-del-2019/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Dec 2014 09:35:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[?Cosamia 2.0? e ?iWonder?]]></category>
		<category><![CDATA[#D?j?Donn]]></category>
		<category><![CDATA[Compagnia internazionale di danza contemporanea D?j? Donn]]></category>
		<category><![CDATA[Coreografie]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[Danza contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Danzatrice]]></category>
		<category><![CDATA[Fabritia D?Intino]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Sandroni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Compagnia internazionale di danza contemporanea Déjà Donné  presenta l&#8217;ultimo appuntamento del 2014; in scena la danzatrice e performer Fabritia D’Intino con 2 suoi progetti: “Cosamia 2.0” e “iWonder (online live experiment)”. L&#8217;evento &#8211; La serata si svolgerà venerdì 19 dicembre all ore 21.00, presso la Sala Fontemaggiore, Strada delle Fratte 3a/7 &#8211; (zona ind.le Sant&#8217;Andrea ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Compagnia internazionale di danza contemporanea Déjà Donné  presenta l&#8217;ultimo appuntamento del 2014; in scena la danzatrice e performer Fabritia D’Intino con 2 suoi progetti: “Cosamia 2.0” e “iWonder (online live experiment)”.</p>
<p><strong>L&#8217;evento &#8211;</strong> La serata si svolgerà venerdì 19 dicembre all ore 21.00, presso la Sala Fontemaggiore, Strada delle Fratte 3a/7 &#8211; (zona ind.le Sant&#8217;Andrea delle Fratte), Perugia.</p>
<p><strong>Deja Donne &#8211;</strong> La Compagnia viene fondata a Praga nel 1997 da Simone Sandroni e Lenka Flory. Negli ultimi quindici anni la compagnia ha creato insieme ai suoi collaboratori, alcune fra le più vivaci, divertenti ed efficaci produzioni di danza accessibili ai pubblici Europei e oltre, trattando temi ‘pesanti’ con tocco leggero, carico di sincerità e ironia. &#8220;Ogni produzione di Deja Donne, non importa di quale dimensione, si distingue per una assoluta onestà di intenti. Il loro lavoro possiede una rara profondità di sentimenti e un’indiscutibile intelligenza emotiva. In fondo, Deja Donne si serve del movimento e dei personaggi per svelare questa enorme astrazione che è la condizione umana.&#8221; (Donald Hutera). I lavori di Deja Donne sono stati presentati in 26 Paesi, in Nord e Sud America, in Asia e in Europa.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Cosamia 2.0</strong></span> &#8211; É uno spettacolo incentrato sul dubbio che pervade ogni tentativo di successo. Ogni scelta drammaturgica e coreografica sfocia nell’esternazione di quell’indecisione che accumuna ognuno di noi. L’artista si domanda apertamente se quello che si suppone debba condividere è davvero il suo talento, piuttosto che le sue capacità, il suo gusto o semplicemente la sua persona. Il performer si spoglia della sicurezza a cui aspira e si mostra come un collage di imitazioni di qualcosa che ha già visto fare a qualcun altro o che ha già fatto in prima persona&#8230;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>iWonder (online live experiment)</strong></span> &#8211; É un’investigazione sulle diverse possibilità di coabitare uno spazio. L’idea nasce dall’osservazione della dilagante compressione di diversi aspetti in un solo contesto. Tante culture in una sola città, tante schede aperte in una sola ricerca google, tante personalità in un solo corpo, tante idee in un solo processo creativo. Qual è il momento in cui la pluralità porta alla confusione? Quand’è che sentiamo l’esigenza di svuotare lo spazio in cui ci muoviamo? Il lavoro è un susseguirsi di pratiche sull’intensità, un esercizio di presenza continua e impossibile. Una performance che vuole anche essere un esperimento dal quale ognuno può ricavare la propria versione della realtà.</p>
<p><strong>Fabritia D’Intino &#8211;</strong>  É una giovane danzatrice, insegnante e coreografa freelance. Nata a Foligno, si avvicina prestissimo alla danza. Prima di tutto, alla classica a cui poi affianca con grande curiosità diversissime tecniche e stili (dal hip-hop al tango argentino) arrivando poi a scegliere la danza contemporanea come prima disciplina di studio. Negli anni di liceo segue le lezioni dei maggiori maestri italiani (Eugenio Buratti, Fabrizio Monteverde, Mauro Astolfi, Mauro Bigonzetti etc). Nel 2004, all&#8217;età di 17 anni, vince il secondo premio nella categoria solisti contemporaneo al Concorso internazionale “DanzaEstate” del Balletto di Toscana con un solo coreografato da lei stessa. Dopo la maturità classica, nel 2005 entra al Triennio Contemporaneo all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e nello stesso anno le viene assegnata una borsa di studio per le lezioni di Mauro Astolfi allo Ials di Roma. Per tre anni seguirà entrambi i corsi contemporaneamente. Presso l’Accademia Nazionale studia le diverse tecniche modern (e annessa metodologia) con Elsa Piperno, Laura Martorana, Ricky Bonavita e Dino Verga, repertorio con Fara Grieco, classico con Clarissa Mucci e Anna Maria Galeotti, teoria della danza con Francesca Falcone e partecipa a progetti coreografici con Sandra Fuciarelli e Oretta Bizzarri. Con quest’ultima danzerà nell’Opera “Sjökor och stekare” presso la Norrlandsoperan di Umea (Svezia). Una volta laureatasi presso l’AND decide di approfondire ulteriormente la sua preparazione dedicandosi alla danza contemporanea specialmente nel settore dell’improvvisazione e della composizione. Ammessa all’Artez Dansacademie di Arnhem (Olanda), studia con maestri di fama europea come Roberto Zappalà, Eva Karzack, Gabriella Maiorino, Ime Essien, Tony Vezich etc, collabora con diversi giovani dancemaker e partecipa a progetti di nomi già affermati come Erik Kaiel e Ann Van Den Broek. Nel settembre 2010 viene invitata a far parte del corpo docenti del Corso di Formazione Professionale Altri Orizzonti di Salerno diretto da Claudio Malangone e Anna Nisivoccia. Nel 2011 è ospite presso la Rassegna Ra.I.D. di Salerno con il solo di cui è coreografa e interprete “Cosa Mia”, solo che viene selezionato anche per l’“Open Podium” di Arnhem (Olanda). Partecipa inoltre come danzatrice al progetto “The Dorsal Chance” di Emilie Gallier ad Arnhem (Olanda). A luglio 2011 si diploma (con un anno di anticipo) presso l’Artez Dansademie e nello stesso mese è uno dei coreografi selezionati per una residenza presso La Caldera di Barcellona (Spagna) presentando il trio “We Agree” . Da Agosto a ottobre fa parte del collettivo artistico multidisciplinare “Los Libros del Ocio” a Città Del Messico (Messico), dove oltre a creare la performance omonima del collettivo si avvicina allo studio delle nuove tecnologie nelle arti sceniche. Nel 2012 lavora come insegnante presso Maktubnoir Compagnia di Danzatori (cor. Pietro Pireddu) di Firenze. Collaborando con la stessa compagnia e il compositore statunitense Robert Boston nasce il progetto “Selected Realities” che andrà in scena in Italia, Stati Uniti e Belgio. Nello stesso anno è una delle danzatrice scelte per il progetto Site Specific della compagnia Dejà Donnè con le coreografie di Simone Sandroni.</p>
<p>Concept e performance: Fabritia D’Intino<br />
Produzione: Déjà Donné</p>

<a href='http://www.perugiaonline.net/danza-con-deja-donne-venerdi-lultimo-appuntamento-del-2019/cosamia/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/12/Cosamia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fabritia D’Intino, Cosamia 2.0" /></a>
<a href='http://www.perugiaonline.net/danza-con-deja-donne-venerdi-lultimo-appuntamento-del-2019/danza/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/12/Danza-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fabritia D’Intino" /></a>
<a href='http://www.perugiaonline.net/danza-con-deja-donne-venerdi-lultimo-appuntamento-del-2019/cosamia_2/'><img width="150" height="150" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/12/Cosamia_2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Fabritia D’Intino, IWonder" /></a>

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		<title>“Relazioni Improvvise”, il nuovo spettacolo di Déjà Donné</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 11:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Foligno. </span>Tre performer si incontrano per una creazione/composizione estemporanea. Due sul palco, il terzo alla regia luce/audio allo scopo di provocare e supportare. Nuovo progetto per la compagnia internazionale di danza contemporanea Déjà Donné: “Relazioni Improvvise”, una serie di incontri dedicati all’improvvisazione, che si svilupperanno tra settembre 2014 e il mese di marzo 2015. L’idea dell’artista Simone Sandroni, nasce dal desiderio di tornare all’origine della creazione contemporanea, mettendo in relazione esperienze e stili diversi tra loro.</p>
<p>Lo spettacolo, infatti, nascerà dalla relazione spontanea tra danzatori, attori, coreografi e personaggi del mondo della cultura, umbra e non, provenienti da diversi ambiti artistici. Il primo incontro vedrà protagonisti sul palco Simone Sandroni, direttore artistico e coreografo della compagnia Déjà Donnè, e Giorgio Rossi, coreografo e direttore artistico dell’Associazione Sosta Palmizi, accompagnati e guidati dall’attore Giorgio Donati -Compagnia Donati&amp;Olesen- che, in veste di tecnico, curerà luci e audio durante la performance.</p>
<p><strong>Note di regia</strong><br />
“L’improvvisazione è una ricerca precisa ma istintiva di una meta impossibile da immaginare prima di raggiungerla. È un viaggio avventuroso e il mezzo di trasporto è il palcoscenico. È lì che si spezzano, ricostruiscono e dissacrano tutte le regole classiche della scena.<br />
Si cerca l’imprevedibile come una sicurezza su cui aggrapparsi, per riuscire a vagare senza farsi risucchiare dalla prevedibilità. Nascono storie che ci appartengono ma che non conoscevamo, ci si affeziona a quelle dei nostri compagni di viaggio e diventiamo noi stessi la loro storia e loro diventano la nostra. Si viaggia alla ricerca dell’“improvviso”, qualsiasi esso sia, per scoprire poi che in questo percorso, la meta finale è il viaggio stesso”.<br />
(Simone Sandroni)</p>
<p><strong>Per info e prenotazioni:</strong><br />
Costo d’ingresso: 5 euro<br />
Spazio Zut: <a href="mailto:%20spaziozut@gmail.com">spaziozut@gmail.com</a> &#8211; 389/0231912 (<a href="http://spaziozut.tumblr.com">http://spaziozut.tumblr.com</a>/)<br />
Déjà Donné: <a href="mailto:%20dejadonne@dejadonne.com">dejadonne@dejadonne.com</a> &#8211; 349/2182180 (<a href="http://dejadonne.com">http://dejadonne.com</a>/</p>
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		<title>La danza per mamme e bebè</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 09:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[balletto]]></category>
		<category><![CDATA[Danza]]></category>
		<category><![CDATA[naturalmente danza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A danza con il bebè. A Perugia è nata l’associazione sportiva dilettantistica Naturalmente Danza, prima realtà del territorio che offre corsi a mamme e bambini con un servizio in più: la baby sitter gratuita per far giocare i bambini durante le lezioni di ballo. Le attività dell’associazione si basano quindi, ed ecco l’originalità del progetto, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> A danza con il bebè.  A Perugia è nata l’associazione sportiva dilettantistica Naturalmente Danza, prima realtà del territorio che offre corsi a mamme e bambini con un servizio in più: la baby sitter gratuita per far giocare i bambini durante le lezioni di ballo. Le attività dell’associazione si basano quindi, ed ecco l’originalità del progetto, non sull’età ma sui livelli dei partecipanti. La possibilità è quella di frequentare delle classi di danza classica studiate apposta per adulti che per la prima volta si avvicinano a quest’arte. Ad avere l&#8217;idea, Nadia Giuliano, giovane mamma e ballerina che ha fondato l&#8217;associazione. Proprio ad ottobre partirà un curioso progetto: il babywearing ballet, ovvero il balletto con la fascia porta bebè. </p>
<p><strong>Le attività &#8211;</strong> Mamma che danza!, è un corso di danza interamente dedicato alle mamme che potranno qui spendere il proprio tempo libere ballando, divertendosi e relazionandosi con altre mamme, mentre il bambino è accudito nella stessa sala. Una corso pensato per i piccoli dai 3 ai 7 anni è invece Bimbinballo, danza, gioco e fantasia e che ha lo scopo di avvicinare i piccoli alla danza in modo naturale e giocoso. Al bando quindi le troppo spesso rigide strutture dell’apprendimento tipiche della danza classica propedeutica. Danza classica per adulti, è un corso di danza classica per chi ha sempre sognato di sentirsi un ballerino ma non ha avuto mai modo di sperimentarlo. Il corso vuole così superare il pregiudizio tutto italiano che per imparare la danza classica bisogna essere giovani e predisposte fisicamente. L’obiettivo è quello di rendere la danza classica agli occhi do tutti un qualcosa di possibile e avvicinabile perché la danza, in realtà, è per tutti e fa bene sia al corpo che alla mente.</p>
<p><strong>Balletto con fascia porta bebè &#8211;</strong> È uno dei modi migliori per tenersi in forma divertendosi con un bambino piccolo piccolo. Mentre le mamma si faranno trasportare dai movimenti di danza, il bambino è beatamente accoccolato nella fascia porta bebè. Ad ottobre, infatti, Nadia e l&#8217;associazione, organizzerà un evento per diffondere questo tipo di attività e coinvolgere tante mamme.</p>
<p><strong>Mamme ballerine ma non solo &#8211;</strong> Tra le allieve di Nadia troviamo una mamma scozzese che, dall’anno scorso, segue il corso di Mamma che danza!. Durante le lezioni, la sua bimba di un anno, non ne voleva sapere di staccarsi dalla mamma e stare con la baby sitter. Con molta pazienza, la mamma cercava di seguire gli esercizi con la bimba accanto. Alla fine dell’anno, finalmente, la mamma è riuscita a danzare mentre la bimba, nella stessa sala, si divertiva giocando.<br />
Ma nelle classi di Nadia c’è anche una insegnante di danza del ventre che si iscrive al corso di danza classica per adulti per la prima volta poiché, prima, non ne aveva mai avuto l’occasione. Inizialmente poteva frequentare i corsi solo una volta a settimana ma poi, organizzandosi meglio con il lavoro, le sue visite sono aumentate. Grazie a questo corso ha ritrovato la passione per l&#8217;insegnamento e per la danza, passione che, in tanti anni, si era un po&#8217; affievolito. A fine anno ha partecipato al saggio come interprete di alcune coreografie tratte dalla Carmen di Bizet con una energia e una passione da far invidia ad una ragazzina. Ed ora frequenta assiduamente anche il corso estivo, con un miglioramento incredibile di postura e di eleganza.</p>
<p>Info: su facebook https://www.facebook.com/NaturalmenteDanza<br />
http://www.eppela.com/ita/projects/774/naturalmente-danza</p>
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