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	<title>Perugia Online &#187; detenuti</title>
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		<title>Decoro urbano, i detenuti eseguiranno piccoli lavori di manutenzione</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 20:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> E stato approvato all&#8217;unanimità, con 26 voti a favore, lodg, proposto dal consigliere Bori (PD), sul tema dei lavori socialmente utili e politiche di recupero dei detenuti. Nelle premesse dell&#8217;atto, partendo da quanto previsto nella legge 193/2000 contenente &#8220;Norme per favorire l&#8217;attività lavorativa dei detenuti, si precisa che fa parte delle politiche di recupero e di reinserimento nella società, oltre che di rieducazione ed impiego attivo del tempo di reclusione, la possibilità di svolgere lavori socialmente utili sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno della struttura carceraria, come già sperimentato, con buoni risultati, nel Comune di Perugia per le politiche di decoro urbano. Per tali ragioni, l&#8217;istante ha chiesto nel dispositivo all&#8217;Amministrazione di collaborare con le istituzioni carcerarie per impegnare i detenuti ritenuti idonei e non pericolosi in lavori socialmente utili sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno della struttura carceraria, ad esempio per le attività di contrasto al degrado, piccole manutenzioni, decoro urbano e cura delle aree verdi. Il consigliere di Progetto Perugia Otello Numerini, nel condividere lodg, ha ricordato all&#8217;assemblea che si tratta di azioni che il Comune ha già avviato in passato con una collaborazione proficua tra i detenuti e il Cantiere Comunale. Esperienza ricordata anche dal consigliere dei Socialisti Riformisti Nilo Arcudi, che ha ricordato come in passato i detenuti si siano occupati principalmente di decoro urbano, aree verdi del centro storico e altri interventi di piccola manutenzione sempre in centro storico. Un&#8217;esperienza positiva, peraltro, anche per i detenuti stessi, il cui costo era assolutamente ridotto, perché a carico dellente era solo il rimborso del trasporto. Nel concludere il suo intervento, quindi, Arcudi ha invitato a proseguire, concentrando l&#8217;impegno dei detenuti sul decoro urbano. Infine, ha preso la parola il Pd Diego Mencaroni che ha aggiunto come Perugia sia stata in più occasioni esempio e modello per attività a favore dei detenuti. Per il largo senso civico che la città ha dimostrato in più occasioni sarebbe auspicabile ha concluso Mencaroni- che il consiglio accolga un&#8217;iniziativa come questa che non ha colore politico ma un alto contenuto sociale. A conclusione il Presidente del consiglio Leonardo Varasano ha colto l&#8217;invito del consigliere Bori ad andare in visita al carcere di Capanne, sollecitando anche i singoli consiglieri in tal senso.</p>
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		<title>Carcere di Terni, con l&#8217;arrivo di detenuti soggetti al 41bis c&#8217;è pericolo d&#8217;infiltrazioni mafiose</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2015 07:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> “Se non si prevedono interventi concreti e costruttivi che contemplino il potenziamento degli organi di polizia penitenziaria, ridotti all’osso, se non si prevedono misure a tutela dei cittadini ternani, vi è rischio che la situazione diventi esplosiva e sia sempre più difficile garantire un livello adeguato di sicurezza”: lo afferma il capogruppo della Lega Nord, Emanuele Fiorini, a proposito del <span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">carcere di Terni, ove si registra “sovraffollamento di detenuti, carenze di </span>organico della polizia penitenziaria e, con l&#8217;arrivo di detenuti soggetti al 41/bis, pericolo di infiltrazioni mafiose”. “Se a livello nazionale – spiega Fiorini &#8211; la carenza di organico nel corpo della Polizia penitenziaria è pari circa al 10 per cento, in Umbria tale percentuale raddoppia raggiungendo la soglia del 20 per cento, con la conseguenza che il personale è bistrattato e stressato, in quanto da esso si pretende più di quanto si possa ragionevolmente esigere”. “Per comprendere meglio la situazione – continua &#8211; è opportuno fare una breve digressione su cosa è accaduto, nel più completo silenzio, nella casa circondariale di Terni, dove oggi sono presenti elementi che, per i loro precedenti penali e per i loro percorsi criminali (quali associazione mafiosa, ‘ndrangheta, camorra) possono essere considerati detenuti speciali e come tali soggetti al regime detentivo 41/bis. Inizialmente il carcere ternano era un normale istituto penitenziario ove i detenuti erano per lo più soggetti che, per i loro precedenti penali, avevano percorsi legislativi leggeri e pene brevi. Da circa 13 anni l’istituto ha cambiato radicalmente pelle. I detenuti sono quasi raddoppiati (ad oggi sono tra le 500-550 unità e sono in costante aumento) e la sezione detentiva femminile, prima soppressa, è stata in seguito ristrutturata per poter accogliere detenuti sottoposti al regime detentivo speciale 41/bis”. “Come se non bastasse – prosegue &#8211; si è deciso di rendere operativo a Terni un nuovo padiglione all’interno della casa circondariale (destinato in prospettiva ad accogliere detenuti ad alta sorveglianza, circostanza che Si è verificata di recente), aumentando la popolazione carceraria di altre 260 unità con inevitabili conseguenze anche sull’ordine e sulla sicurezza in città. Per non parlare del problema logistico per la polizia penitenziaria, visto che non si è provveduto ad un ampliamento della caserma facendo fronte al relativo aumento di organico. Gli agenti sono costretti a lavorare costipati ed in condizioni pessime nella inadeguata struttura di ricezione del personale. Considerato che nei vari istituti penitenziari delle province (Viterbo, l’Aquila, Roma, Ascoli Piceno) e dei comuni limitrofi (Spoleto) sono già presenti padiglioni utilizzati per i detenuti di alta sicurezza e 41/bis, ci chiediamo qual è stata la necessità e l’utilità di questo repentino cambiamento di destinazione della casa circondariale di Terni. Perché nessuno si è interessato o si è posto il problema di quanto stava accadendo nell&#8217;istituto penitenziario ternano? Quali vantaggi porta alla città e al suo territorio? E poi, quali iniziative concrete sono state prese dalle autorità locali per dare una risposta ai cittadini che chiedono maggiore sicurezza?”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Diritto allo studio per i detenuti, firmato il protocollo d&#8217;intesa</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2015 16:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; stato firmato oggi 28 maggio, a palazzo Murena, sede del rettorato dell&#8217; Università degli studi di Perugia, un protocollo d&#8217;intesa per l&#8217;istituzione del Polo universitario penitenziario dell&#8217;Umbria. L&#8217;accordo, che ha una durata triennale, con contenuti e finalità innovative, intende favorire il diritto allo studio e, in particolare, l&#8217;accesso agli studi universitari dei detenuti ospitati negli istituti penitenziari dell&#8217;Umbria, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>E&#8217; stato firmato oggi 28 maggio, a palazzo Murena, sede del rettorato dell&#8217; Università degli studi di Perugia, un protocollo d&#8217;intesa per l&#8217;istituzione del Polo universitario penitenziario dell&#8217;Umbria. L&#8217;accordo, che ha una durata triennale, con contenuti e finalità innovative, intende favorire il diritto allo studio e, in particolare, l&#8217;accesso agli studi universitari dei detenuti ospitati negli istituti penitenziari dell&#8217;Umbria, garantendo la qualita&#8217; dell&#8217;apprendimento, la coerenza con il programma individualizzato di trattamento redatto per i condannati e<br />
contribuendo al mantenimento di condizioni di detenzione dignitose.</p>
<p><strong>L&#8217;intesa</strong> &#8211; Come si legge in una nota dell&#8217;ateneo, l&#8217;intesa coinvolge l&#8217;Universita&#8217;, il provveditorato regionale dell&#8217;amministrazione penitenziaria per l&#8217;Umbria, l&#8217;Agenzia per il diritto allo studio universitario dell&#8217; Umbria e il Garante delle persone sottoposte alle misure restrittive o limitative della liberta&#8217; personale della Regione.&#8221;E&#8217; frutto di dieci mesi di lavoro &#8211; ha spiegato il prof. Carlo Fiorio &#8211; e, per diventare operativo, dovra&#8217; essere regolato da accordi esecutivi. La situazione dell&#8217;istruzione universitaria negli istituti penitenziari italiani e&#8217; di 413 detenuti iscritti all&#8217;Universita&#8217; e, nell&#8217;anno 2013-2014, di 72 laureati. L&#8217;intesa odierna potra&#8217; contribuire a migliorare l&#8217;istruzione universitaria e la formazione dei detenuti, grazie alla disponibilita&#8217; dell&#8217;Ateneo di Perugia e dell&#8217;Adisu, con l&#8217;obiettivo di avvicinare la loro condizione a quella degli studenti liberi&#8221;.</p>
<p><strong>Gli obiettivi</strong> &#8211; Il protocollo &#8211; prosegue la nota &#8211; è propedeutico ad alcuni obiettivi come il reperimento di spazi adeguati negli istituti penitenziari per attivita&#8217; didattica; con lezioni frontali, ma anche mediante e-learning, creando un sistema di Intranet che, coinvolgendo penitenziari e universita&#8217;, abbia  caratteristiche di sicurezza e di erogazione di strumenti didattici di cui i detenuti-studenti possano effettivamente beneficiare. &#8220;Sono grato al professor Fiorio e a quanti hanno collaborato con lui per arrivare alla stesura dell&#8217;intersa firmata oggi &#8211; ha detto il rettore Franco Moriconi &#8211; Il nostro ateneo e&#8217; interessato a dare il suo apporto per migliorare il livello di formazione di tutti. Questo protocollo, che segna un importante punto di partenza, si affianca al lavoro dei dipartimenti di Agraria e Veterinaria, entrambi impegnati in attivita&#8217; di collaborazione con detenuti&#8221;.&#8221;Il protocollo da&#8217; attuazione a una previsione dell&#8217;ordinamento penitenziario che pone l&#8217;istruzione, e quindi la formazione e la cultura, come uno dei principali elementi del trattamento penitenziario &#8211; ha sottolineato Ilse Runsteni, provveditore regionale dell&#8217;Amministrazione penitenziaria per l&#8217;Umbria &#8211; La convenzione con l&#8217;Universita&#8217; di Perugia da&#8217; opportunita&#8217;, a tutti i detenuti dei quattro istituti della regione, di usufruire e beneficiare dei percorsi formativi proposti dall&#8217;Universita&#8217; di Perugia&#8221;.</p>
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		<title>Carcere di Capanne, la sfida per il cambiamento</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2015 14:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un carcere che &#8220;ha raccolto le sfide del cambiamento per superare un modello di detenzione sostanzialmente caratterizzata da passivita&#8217; e segregazione, in favore di nuovi percorsi di rieducazione e reinserimento sociale&#8221;. Lo ha sottolineato il direttore della struttura di Capanne, Bernardina Di Mario, in occasione delle celebrazioni per la fondazione della polizia penitenziaria.</p>
<p><strong>Le trasformazioni</strong> &#8211; Nel corso della cerimonia e&#8217; stato spiegato che e&#8217; diminuito,rispetto agli anni precedenti, il numero di detenuti, ora 315 mentre nel 2013 erano 560 (439 nel 2014). &#8220;La popolazione detenuta in questo istituto &#8211; ha detto la Di Mario &#8211; e&#8217; progressivamente diminuita per effetto degli interventi normativi. Gli stessi hanno determinato anche una radicale trasformazione: su 315 detenuti 211 sono condannati con sentenza definitiva&#8221;.Parlando dei cambiamenti del modello di detenzione, il direttore di Capanne ha spiegato che la cella e&#8217; il &#8220;luogo del pernottamento&#8221; in quanto le giornate sono impegnate da progetti ed attivita&#8217; sociali. &#8220;La recente cena Golose evasioni – ha aggiunto &#8211; e&#8217; la prova di integrazione e coesione nel tessuto cittadino&#8221;.</p>
<p><strong>Il cambiamento</strong> &#8211; &#8220;Determinante &#8211; ha sottolineato la Di Mario – l&#8217;intervento ella magistratura di sorveglianza che ha sempre ampiamente condiviso e sostenuto i tanti progetti che hanno portato ad una diminuzione nelle richieste di farmaci ansiolitici da parte di detenuti, riduzione dei fenomeni di autolesionismo, aggressioni e scioperi della fame&#8221;.&#8221;Il personale di questo istituto &#8211; ha sottolineato infine Bernardina Di Mario &#8211; ha dimostrato concretamente di essere consapevole che il cambiamento poteva passare solo attraverso le loro azioni, comportamenti, professionalita&#8217; e umanita&#8217;, ancor prima dell&#8217;intervenuta sentenza della Corte europea&#8221;.</p>
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		<title>Carceri, il garante dell&#8217;Umbria Fiorio: &#8220;serve mutua giuridica per i detenuti&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2015 11:35:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Il detenuto quando finisce in galera non ha piu&#8217; un legale di riferimento, in qualche modo viene &#8216;abbandonato&#8217; di fronte alla pena definitiva. Ecco perché ai prossimi Stati Generali proporrò una sorta di mutua giuridica per il detenuto, da attuarsi in collaborazione con le Università&#8221;. E&#8217; quando ha detto il Garante dei detenuti dell&#8217;Umbria, Carlo Fiorio, a margine dell&#8217;incontro Interregionale dei Garanti per preparare il terreno degli Stati Generali. Fiorio, titolare della cattedra di diritto processuale penale a Perugia, spiega che &#8221;se un po&#8217; in tutte le carceri italiane il problema del sovraffollamento va diminuendo, resta tuttavia alto il problema della vivibilità all&#8217;interno degli istituti di pena. Il Garante può fare molto ma la sua figura non basta a risolvere i problemi: ecco perché proporrò l&#8217;istituzione di una tutela legale del detenuto come fosse la sanità pubblica, tra enti delegati e certificati: un patrocinio che ha la sua più logica e naturale definizione nelle università. laureandi, specializzandi o titolari di cattedra, al servizio della collettività dentro le carceri: la proposta &#8211; chiarisce il professor Fiorio &#8211; non ha niente a che vedere con l&#8217;avvocato d&#8217;ufficio, è altra cosa. E&#8217; un servizio pubblico sotto controllo, a carico del detenuto e dell&#8217;amministrazione pubblica&#8221;</p>
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		<title>Carceri: Carlo Fiorio eletto garante dei detenuti dell&#8217;Umbria</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2014 14:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>  E&#8217; stato eletto martedì 8 aprile  il &#8216;Garante dei detenuti&#8217;, in applicazione della legge regionale &#8217;13/2006&#8242;. Alla quarta votazione, con il voto dei due terzi dei consiglieri (21 voti), l&#8217;Assemblea legislativa ha designato l&#8217;avvocato Carlo Fiorio. Nato a Torino nel 1965, è professore ordinario di Diritto processuale penale nell&#8217;Universita&#8217; degli Studi di Perugia. Per conto della ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  E&#8217; stato eletto martedì 8 aprile  il &#8216;Garante dei detenuti&#8217;, in applicazione della legge regionale &#8217;13/2006&#8242;. Alla quarta votazione, con il voto dei due terzi dei consiglieri (21 voti), l&#8217;Assemblea legislativa ha designato l&#8217;avvocato Carlo Fiorio. Nato a Torino nel 1965, è professore ordinario di Diritto processuale penale nell&#8217;Universita&#8217; degli Studi di Perugia. Per conto della facolta&#8217; di Giurisprudenza cura da anni lo &#8216;Sportello legale dei diritti&#8217; un servizio che, con la partecipazione dei laureandi, offre assistenza e consulenza ai detenuti, in particolare a quelli in condizioni di grave disagio economico.</p>
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		<title>All&#8217;ex carcere di piazza Partigiani in scena &#8220;Crisalide&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 15:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> C’era la fila per entrare all’ex carcere di Piazza Partigiani. C’era la fila, paradossalmente, per entrare in un luogo dal quale le persone vogliono fuggire. Una fila di curiosi e di appassionati per seguire Crisalide, un percorso di sviluppo post embrionale realizzato da il Teatro di Sacco in collaborazione con Undercover Dance Company e il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> C’era la fila per entrare all’ex carcere di Piazza Partigiani. C’era la fila, paradossalmente, per entrare in un luogo dal quale le persone vogliono fuggire. Una fila di curiosi e di appassionati per seguire Crisalide, un percorso di sviluppo post embrionale realizzato da il Teatro di Sacco in collaborazione con Undercover Dance Company e il Conservatorio di musica Francesco Morlacchi.</p>
<p>Perché la scelta della crisalide? Semplice. La crisalide, come gli uomini, è in continuo mutare. Nasconde il suo aspetto in attesa di trasformarsi in un nuovo essere. Così come le persone che hanno abitato la struttura di Piazza Partigiani. E perché no, la struttura stessa che, oggi in disuso, potrebbe essere ripensata come nuovo contenitore culturale.</p>
<p>Ottima intuizione del Teatro di Sacco che ha emozionato ed incuriosito i numerosissimi perugini accorsi all’evento e che sono stati accompagnati dalle note di un violino e di un flauto nel tour in un luogo che per tanti anni ha incuriosito e sconcertato. Fra corridoi fatiscenti e celle a misura d’uomo ha preso il via la performance composta da diverse scene e in diverse zone dell’ex penitenziario.</p>
<p>La prima parte dello spettacolo ha visto protagonisti due attori che hanno inscenato in una cella il ribaltamento di un’ipotetica situazione che vedeva protagonisti l’aguzzino e la sua vittima. Situazione che si è ribaltata, invertendo così le parti e facendo rivivere al medico legato sull’unica sedia presente  nella stanza le stesse paure provate per anni dalla sua paziente, vittima di abusi e violenze.</p>
<p>Da qui si passa alla seconda parte della rappresentazione. La location scelta è la cappella dell’ex carcere. Ambiente surreale, anche questo, alle spalle dell’altare sotto un crocifisso era stata sistemata una bandiera con la scritta “Brigate rosse”, qui due attori ricordano il sequestro Moro e le lettere scritte nel periodo del suo rapimento.</p>
<p>In seguito il pubblico è stato accompagnato nella zona più ampia dell’istituto, il panoptico. In questo luogo ha preso vita la terza performance. Danza e teatralità si sono unite fino a fondersi in un unico gioco di espressioni e gesti. Gestualità amplificata ancor più dalla presenza di un coniglio bianco a mo’ della famosa pellicola cinematografica di Donnie Darko. Simbolo di un marionettista che dall’alto del panoptico impartiva gli ordini e muoveva i fili delle 4 ballerine in sala.</p>
<p>Ultima rappresentazione. Nel cortile del carcere c’è la vera metamorfosi della crisalide, il passaggio dallo stato di bozzolo ad uno stato di “libertà”, libertà rappresentata anche non a caso dalla location scelta per concludere il tour artistico dell’ex istituto penitenziario. Qui un anziano signore dipingeva cartelloni con la scritta “Mandela Free”, a far da cornice alla performance dell’attrice uscita dal panoptico un dj set che accompagnava i sinuosi movimenti della donna e il lento dipingere dell’uomo. Così, si trasforma la crisalide e prende il via una nuova vita.</p>
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		<title>Sovraffollamento delle carceri, in Umbria situazione quasi accettabile</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/sovraffollamento-delle-carceri-umbria-situazione-quasi-accettabile/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2014 18:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Tre su quattro sono sovraffollate. Ci sono in tutta Italia oltre 13mila detenuti in eccesso. A fotografare la situazioni delle carceri italiane è stata la Fondazione Leone Moressa, che ha analizzato i dati del Ministero della Giustizia sulla situazione dei singoli istituti penitenziari, così da riuscire ad evidenziare le contraddizioni anche all’interno delle stesse regioni italiane. Di 205 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Tre su quattro sono sovraffollate. Ci sono in tutta Italia oltre 13mila detenuti in eccesso. A fotografare la situazioni delle carceri italiane è stata la Fondazione Leone Moressa, che ha analizzato i dati del Ministero della Giustizia sulla situazione dei singoli istituti penitenziari, così da riuscire ad evidenziare le contraddizioni anche all’interno delle stesse regioni italiane. Di 205 carceri passate al setaccio il 76%, la stragrande maggioranza, ospita più detenuti di quanto potrebbe. In molti casi il numero dei detenuti è il doppio di quanto potrebbe ospitarne un carcere. Nell’impietosa classifica stilata dalla fondazione, al 31 gennaio del 2014 in Italia sono detenute 13mila e 738 persone in più rispetto alla portata degli istituti penitenziari, pari ad un eccesso del 28,8%. Le regioni più sovraffollate sono la Puglia, con 3mila e 713 detenuti contro una capienza di 2mila e 444, e la Liguria con mille e 666 detenuto contro i mille e 108 posti disponibili.</p>
<p>L’Umbria, con i suoi quattro istituti, con una percentuale di sovraffollamento pari all’8,8% è l’ultima regione italiana dove ci sono più detenuti che posti liberi. Infatti immediatamente dopo la nostra regione ci sono le uniche regioni che non soffrono di sovraffollamento e sono Basilicata, Valle d’Aosta e Sardegna, con un indice rispettivamente pari a -1,2%, -8,3% e -22,5%. L’Umbria, quindi, è la meno affollata tra le sovraffollate carceri italiane. Al 31 gennaio 2014, infatti, sono stati censiti mille e 460 detenuti (di cui il 38,8% stranieri) totali, per mille e 342 posti liberi. Sono “solo” 118 i detenuti in più negli istituti penitenziari umbri.</p>
<p>Infine, in Italia le carceri sovraffollate sono 156 su 205 (76%). Guida la classifica Modena (con 556 detenuti su 221 posti disponibili), seguita da Busto Arsizio (397 su 167) e dal carcere femminile di Pozzuoli (209 detenute su 89 posti). Di contro, però, molti istituti italiani ospitano un numero di detenuti molto inferiore rispetto alla propria capienza: la più alta percentuale di “posti liberi” si registra a Gorizia (73%), Arezzo (82%) e Crotone (93%).</p>
<p>L’ultima considerazione della Fondazione Leone Moressa, proprio mentre in Parlamento veniva convertito in legge il decreto “svuotacarceri”, lascia con qualche domanda ancora aperta: secondo i ricercatori, infatti, “i dati del Ministero della Giustizia evidenziano le contraddizioni del nostro sistema carcerario. Tre carceri su quattro sono sovraffollate, mentre in alcuni casi il 90% del penitenziario è libero. Lo ‘svuotacarceri’, insomma, può essere una soluzione temporanea, ma il problema richiede soluzioni organiche e a lungo termine”.</p>
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		<title>Carceri, 500 mila euro dalla Regione Umbria per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2014 11:19:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Carla Casciari]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>500 mila euro per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone sottoposte ad esecuzione penale, compresa l’area minorile. A tanto ammontano le risorse messe a disposizione dalla Regione Umbria per la nuova programmazione, che ha come obiettivo quello di recuperare le persone soggette a regime detentivo. La vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>500 mila euro per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone sottoposte ad esecuzione penale, compresa l’area minorile. A tanto ammontano le risorse messe a disposizione dalla Regione Umbria per la nuova programmazione, che ha come obiettivo quello di recuperare le persone soggette a regime detentivo. La vicepresidente della Regione Umbria con delega al Welfare e all’Istruzione, Carla Casciari, ha convocato il tavolo interistituzionale regionale che rappresenta una task force tra le diverse amministrazioni impegnate nel percorso di inclusione socio-lavorativa dei detenuti. Erano presenti, oltre all’assessore Casciari, rappresentanti degli Assessorati regionali allo Sviluppo economico e alla Sicurezza e Polizia locale, del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria per l’Umbria, del Dipartimento per la Giustizia minorile-Ufficio di Servizio sociale per i minorenni di Perugia, della Province di Perugia, dell’Anci, dell’Ufficio della Consigliera regionale di parità.</p>
<p>La vicepresidente ha ricordato che “la detenzione ha un senso se finalizzata al reinserimento sociale e lavorativo delle persone recluse. Di conseguenza è fondamentale che, durante il periodo di detenzione, venga acquisito un bagaglio di esperienze da spendere in seguito, nel mondo del lavoro”.</p>
<p>Nella precedente programmazione, con i 580 mila euro messi a disposizione, la Provincia di Perugia ha realizzato 4 progetti che hanno coinvolto 185 detenuti, di cui 75 reclusi nella Casa circondariale di Capanne (31 donne e 44 uomini), 100 della Casa di reclusione di Spoleto, 10 soggetti in capo all’Ufficio per l’esecuzione penale esterna. Un’esperienza positiva che è stata oggetto di un focus specifico in occasione del Comitato di Sorveglianza del “Por Fse” Umbria, tenutosi la scorsa estate su richiesta della Commissione europea, la quale ha segnalato le iniziative tra le “buone prassi” sperimentate.</p>
<p>“Nel 2013 – ha concluso la Casciari – l’Ufficio di servizio sociale per i minorenni dell’Umbria ha preso in carico 499 giovani denunciati a piede libero, di cui il 36 per cento ultradiciottenni mentre il 30 per cento prossimi a compiere la maggiore età”.</p>
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