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	<title>Perugia Online &#187; didattica</title>
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		<title>&#8216;Tetragono&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 13:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities APS]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> ‘Avvegna ch’io mi senta / ben tetragono ai colpi di ventura’. Lo scriveva, Dante, nel canto XVII del Paradiso, ai versi 23-24. Dal latino tardo tetrágōnu(m), a sua volta derivato dal greco tetrágōnos, il termine significa letteralmente ‘che ha quattro (tetra-) angoli (gōníai)’. Ad un livello più profondo, connotativo, la parola assume il significato di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> ‘Avvegna ch’io mi senta / ben tetragono ai colpi di ventura’. Lo scriveva, Dante, nel canto XVII del <em>Paradiso</em>, ai versi 23-24. Dal latino tardo <em>tetrágōnu(m)</em>, a sua volta derivato dal greco <em>tetrágōnos</em>, il termine significa letteralmente ‘che ha quattro (tetra-) angoli (<em>gōníai</em>)’. Ad un livello più profondo, connotativo, la parola assume il significato di ‘fermo, forte, resistente, difficile da rimuovere da un proposito e da una convinzione’.</p>
<p>E ‘Tetragono’ è proprio il nome scelto dall’Associazione di promozione sociale Spazio Humanities, presieduta da Maria Borio, per un ciclo di seminari integrativi alle attività didattiche e rivolti alle scuole. L’iniziativa, indirizzata a tutti quei docenti di discipline umanistiche che vogliano integrare la didattica per gli studenti del triennio con un’esperienza formativa all’avanguardia, è giunta alla II edizione, dopo il successo riscontrato lo scorso anno, con il quale si pone su una linea di continuità formativa.</p>
<p>La novità di quest’anno risiede nel fatto che il ciclo di quattro incontri ha ottenuto il prestigioso accreditamento e riconoscimento del MIUR in qualità di progetto didattico che prevede anche corsi di aggiornamento per docenti. In sostanza Spazio Humanities APS è, ora, un ente accreditato sulla piattaforma S.O.F.I.A. del MIUR, ovvero la piattaforma del Sistema Operativo per la Formazione e le Iniziative di Aggiornamento per docenti.</p>
<p>Il ciclo propone <strong>quattro incontri</strong> che, a partire dai programmi ministeriali, sono pensati come supporto alla didattica attraverso un’attività seminariale <em>ad hoc </em>da parte di relatori d’eccellenza. Particolare rilievo verrà dato alla presentazione di innovativi metodi per l’<strong>analisi testuale</strong> delle opere letterarie, nonché alla trattazione di autori del canone novecentesco che altrimenti non troverebbero spazio adeguato nei piani formativi. Ciascun incontro avrà la forma di una conferenza-reading della durata di 2 ore e sarà condotto <strong>a distanza</strong> tramite la piattaforma per videoconferenze <strong>Zoom</strong>.</p>
<p>Di seguito, il PROGRAMMA della II edizione di Tetragono:</p>
<p><strong>22 febbraio 2022, dalle 11.00 alle 13.00</strong> – Un’idea della Vita Nova di Dante – con Stefano Carrai.</p>
<p><strong>2 marzo 2022, dalle 11.00 alle 13.00</strong> – Rileggere la Prima Guerra Mondiale attraverso Andrea Zanzotto: commento di una poesia da <em>Il Galateo in Bosco</em> – con Andrea Cortellessa.</p>
<p><strong>28 marzo 2022, dalle 11.00 alle 13.00</strong> – Edmund Husserl: un capitolo di filosofia del Novecento – con Rino Genovese.<u> </u></p>
<p><strong>4 aprile 2022, dalle 11.00 alle 13.00</strong> – <em>Documento</em> di Amelia Rosselli e gli Anni Settanta fra letteratura e storia – con Stefano Giovannuzzi.</p>
<p>Una ulteriore novità risiede nel fatto che sia i docenti che gli studenti sono chiamati a partecipare a un contest per progetti legati ai seguenti temi &#8211; a) ambiente/spazio da abitare; b) politiche linguistiche; c) letteratura e scienza – nel corso della terza edizione di Poesiæuropa, manifestazione internazionale che si terrà a settembre 2022 e che è dedicata alla cultura umanistica europea e ai suoi rapporti con politica e scienza.</p>
<p>I progetti che risulteranno vincitori verranno presentati e discussi, in italiano e in inglese, in un forum insieme ai relatori del programma della manifestazione.</p>
<p>L’intero ciclo, a cui prenderanno parte sia il Liceo Pieralli di Perugia che il Liceo Properzio di Assisi, sarà coordinato da Arci Spazio Humanities APS. Tra gli altri, l’Associazione di promozione sociale organizza, dal 2019, <em>Poesiæuropa </em>(<a href="https://www.umbrocultura.com/poesiaeuropa">https://www.umbrocultura.com/poesiaeuropa</a>), iniziativa dedicata alla cultura umanistica europea che ha ricevuto, per tre anni consecutivi, l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo.</p>
<p><strong>Riferimenti bibliografici essenziali: </strong></p>
<p>&#8211; Stefano Carrai, <em>Il primo libro di Dante. Un’idea della Vita Nova</em>, Roma, Edizioni della Normale, 2020;</p>
<p>&#8211; Amelia Rosselli, <em>L’opera poetica</em>, a cura di Stefano Giovannuzzi, con introduzione di Emmanuela Tandello, Milano, Mondadori, 2012; Stefano Giovannuzzi, <em>Nello splendore della confusione. Anni Settanta</em>, Pesaro, Metauro, 2021;</p>
<p>&#8211; Andrea Zanzotto, <em>Tutte le poesie</em>, a cura di Stefano Dal Bianco, Milano, Mondadori, 2013; Andrea Cortellessa, <em>Il canto della terra</em>, Bari, Laterza, 2021;</p>
<p>&#8211; Edmund Husserl, <em>L’idea della fenomenologia. Per le scuole</em>, Bruno Mondadori, 1995.</p>
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		<title>‘Il più e il meglio’ che mancavano allo studente Pinocchio</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 17:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Aguaplano]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Contu]]></category>
		<category><![CDATA[scuola e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Spazio Humanities A.P.S.]]></category>
		<category><![CDATA[Umbr?]]></category>
		<category><![CDATA[Umbrò Cultura]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Quella figura, intellettuale, che sta accanto. Che sa leggere i cambiamenti, sa ascoltare e capire chi ha di fronte. E chi ha di fronte, spesso, è portatore di cultura. Anche se di una cultura diversa, digitale, ed è figlio di una società fluida, <em>in fieri</em>. Anche se ha una camera di <em>mirabilia</em>, alla stregua di un collezionista, e non sa, di primo acchito, ricavarne un ordine. In quell’immenso repertorio prova ‘la vertigine della mescolanza’, ma è in grado anche di mostrare ‘le cattedrali più belle’, ‘il più e il meglio’.</p>
<p>Di chi stiamo parlando? Dei ‘maestri’ – se ‘magister’ deriva da ‘magis’ – e dei loro allievi. Perché è stato questo il <em>topic</em>attorno al quale ha ruotato il prisma di voci – quelle di Roberto Contu, insegnante del liceo S. Properzio di Assisi e docente a contratto che collabora con il Dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugia, e dei colleghi-docenti Jacopo Manna, Sonia Viscione (liceo A. Mariotti), Sergio Pasquandrea (liceo A. Pieralli), Patrizia Tabacchini (ITTS A. Volta) e Davide Pairone, della casa editrice Aguaplano, moderatore dell’incontro – della tavola rotonda ‘Insegnanti, il più e il meglio? Le domande, la scuola, il nostro tempo’ promossa dalla neonata associazione di promozione sociale ‘Spazio Humanities’, all’interno del cui cartellone di attività è confluito il progetto culturale Umbrò Cultura.</p>
<p>La tavola rotonda, che ha registrato, l’11 febbraio in una gremita sala Muro di Umbrò, a Perugia, la partecipazione di docenti e studenti, ha avuto per oggetto l’ultimo libro di Roberto Contu, ‘Insegnanti (il più e il meglio)’, edito da Aguaplano, ed è stato dedicato alla scuola e alla didattica, a quei ‘più’ e ‘meglio’ che mancavano al burattino di legno uscito dalla penna di Collodi quando andava a scuola, con, sotto braccio, il suo <em>Abbecedario</em>e con la bramosia di conoscere un bravo maestro, di quelli che sanno far stupire, appassionare, accendere le coscienze.</p>
<p>A fare gli onori di casa, Maria Borio, presidente dell’associazione di promozione sociale ‘Spazio Humanities’, che ora gestisce il progetto ‘Umbrò Cultura’. ‘Occorre pensare – è stato il commento di Maria Borio – ad una serie di appuntamenti che coinvolgano sempre di più le scuole e gli insegnanti per attuare un programma di politica culturale con ricadute sul territorio. Per questo, oggi, siamo partiti da questa raccolta di articoli di Roberto Contu’. ‘Questo libro – ha affermato Davide Pairone, della casa editrice Aguaplano – rappresenta un seme, l’occasione per creare una eco e un dibattito attorno al mondo della scuola a partire da qualcuno che la scuola la vive. Si tratta di un testo ibrido, che raccoglie esperienze dirette, le quali sono, poi, il contrappunto di una riflessione più ampia sul ruolo dell’insegnante e sul suo rapporto con la società.</p>
<p>Si è parlato di ‘paura’, durante l’incontro, della paura dell’insegnante in quanto essere umano, ancor prima che una figura professionale, muovendo direttamente da un aneddoto contenuto nel libro, incentrato sull’impatto con la prima supplenza e con una classe ‘fuori dalla grazia di Dio’. E tra classi tutte al maschile, ritorni nelle scuole in cui si è stati studenti, incarichi educativi, rapporti frustranti con la scuola da parte di alcuni studenti, prime ore di lezione in scuole di periferia rivolte a minori che hanno commesso reati prima dei 14 anni, abilitazione senza passare per le supplenze, le voci degli ospiti di Umbrò hanno dichiarato all’unisono che la prima esperienza, sì, è straniante, ma anche la ‘la scuola è uno spazio che insegna a tutti’. Per questo, alla fine, sono rimasti là.</p>
<p>Altro giro di voci, durante questo ‘collegio docenti informale’, attorno ad altri argomenti, perché, si sa, tutti, oggi, parlano di scuola, ma spesso lo fanno attraverso stereotipi. Si sono costruite, nel tempo, tante narrazioni attorno alla figura dell’insegnante, che ‘si vuole’ psicotico, sfortunato… Gli insegnanti, invece, devono riappropriarsi della loro funzione, partendo proprio dal dato reale della loro vita in classe e accogliendo la provocazione di Romano Luperini: ‘l’insegnante è un intellettuale?’. Molteplici sono state le risposte a questo quesito: c’è chi sostiene che ‘l’insegnante debba essere un intellettuale che si approccia al lavoro che fa e alla scuola con un atteggiamento di ricerca, sapendo leggere la realtà, riuscendo a modificarla e tenendo conto che, se lui si invecchia, i suoi studenti sono sempre più giovani’; c’è chi pensa che un peso notevole sia svolto dal rapporto diretto con gli allievi e che l’insegnante sia un intellettuale nel momento in cui fa parte del suo lavoro anche una parte di crescita delle persone cui si rivolge, e chi afferma che al docente siano richieste sostanzialmente tre cose: onestà, responsabilità e non-neutralità rispetto al suo lavoro.</p>
<p>Attraverso queste componenti l’insegnante deve riacquisire la propria dignità, mentre si trova alle prese con una forma di scissione tra dimensione etica e dimensione della ricerca pura, e con un modello di conoscenza, quello contemporaneo, che è posto sotto il segno della parcellizzazione e della divisione dei ruoli. I docenti hanno a che fare con generazioni sempre più diverse dal punto di vista cognitivo, culturale e comportamentale: generazioni digitali, 0, con delle criticità pedagogiche. D’altronde, il Novecento è uscito da scuola e i maestri devono ingaggiare questa sfida. Un problema, questo generazionale, che ha suscitato numerosi spunti di riflessione tra i docenti presenti, i quali hanno cercato di ricostruire una tassonomia dei problemi relativi alle generazioni attuali di allievi: diverse forme di comunicazione, ma stessa incidenza delle dinamiche relative all’adolescenza, calo di natalità (per cui gli studenti attuali sono cresciuti, nella maggior parte dei casi, senza fratelli e sorelle), assenza di gerarchia e ‘orizzontalizzazione’ delle conoscenze, e tendenze a ‘inventare un modo di concepire il concetto di libreria che sia più appettibile rispetto ad Internet’.</p>
<p>E ancora: dove collocare l’insegnante all’interno della classe? Che ruolo dare agli insegnanti nel processo educativo? L’insegnante deve stare accanto, secondo Patrizia Tabacchini, mentre per Sergio Pasquandrea il docente è inserito all’interno di un circolo ermeneutico, in quanto non è l’unico depositario della conoscenza. Se Sonia Viscione ha affermato che il docente, in quanto interprete, debba stare ‘in mezzo ai ragazzi e alla disciplina che insegna’, Jacopo Manna ha posto l’accento sull’oggetto cattedra, che originariamente indicava la seggiola con braccioli. ‘Questo oggetto è significativo – ha dichiarato Jacopo Manna –, ha una valenza simbolica: alle scuole elementari non c’è bisogno di alcuna cattedra, mentre dalle medie gli allievi si trovano catapultati in un ambiente in cui la direzione è una’.</p>
<p>Spazio, poi, dietro sollecitazione di Davide Pairone e Roberto Contu, alle cose a cui gli insegnanti, almeno i quattro presenti, non rinuncerebbero mai. Dal lavoro sul lessico specifico della disciplina – perché, si sa, gli studenti perdono le parole a causa della rapidità – al confronto diretto con ciò che gli allievi studiano, senza mediazioni, dal senso di cittadinanza e dall’esercizio democratico dati dal conoscere più lingue all’importanza della verifica orale – perché, anche questo è vero, nella vita capiterà molto più spesso di dover convincere qualcuno con le parole che si pronunciano –, le risposte sono state molte. Forse anche questo sono ‘il più e il meglio’ che mancavano al burattino di legno uscito dalla penna di Collodi quando andava a scuola, con, sotto braccio, il suo <em>Abbecedario</em>e con la bramosia di conoscere un bravo maestro, di quelli che sanno far stupire, appassionare, accendere le coscienze.</p>
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		<title>‘Il dolce loco’ della didattica e della ricerca</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Oct 2017 23:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Anno Accademico 2017/2018]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Ministra Valeria Fedeli]]></category>
		<category><![CDATA[Miur]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Universit? per Stranieri di Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La Valchiusa petrarchesca, presente in tutti i segmenti iconografici dell’incunabolo del Canzoniere e dei Trionfi glossato e magistralmente illustrato da Antonio Grifo negli anni Settanta del Quattrocento. E se quel ‘dolce loco’ fosse un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale? Quel loco assumerebbe, allora, i contorni netti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Valchiusa petrarchesca, presente in tutti i segmenti iconografici dell’incunabolo del <em>Canzoniere</em> e dei <em>Trionfi </em>glossato e magistralmente illustrato da Antonio Grifo negli anni Settanta del Quattrocento. E se quel ‘dolce <em>loco</em>’ fosse un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale? Quel <em>loco</em> assumerebbe, allora, i contorni netti dell’aula magna di una Università, in cui campeggia un affresco del pittore futurista perugino Gerardo Dottori, sul cui sfondo, oltre al Colosseo e a San Pietro, si scorge un acquedotto romano, frutto e al contempo simbolo della ‘tecnologia’. In senso figurato, ancora, quel <em>loco</em> diverrebbe motivo di dibattito e discussione, di dialogo prolifico, di integrazione e di inclusione, di cooperazione internazionale. E la sua ‘costruzione’ avrebbe un inizio preciso. È stato inaugurato lunedì 30 ottobre, alle 10.30, in una gremita aula magna di palazzo Gallenga, l’anno accademico 2017/2018 dell’Università per Stranieri di Perugia, il 92esimo dalla fondazione. L’inaugurazione, alla presenza della Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, delle autorità civili, militari e religiose, delle rappresentanze diplomatiche accreditate a Roma, e dei Rettori di 5 Università italiane (Università per Stranieri di Siena, Università degli Studi di Perugia, Link Campus University di Roma, Università di Bari, Università di Sassari), è stata preceduta, alle 9.30, nella chieda di San Fortunato in piazza Fortebraccio, dalla Santa Messa celebrata dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve e presidente della Confederazione Episcopale Italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 92esimo anno dell’Università per Stranieri di Perugia è stato ufficialmente aperto dal Magnifico Rettore Giovanni Paciullo, che ha riflettuto sulla missione «di una Università originale nell’impianto e speciale nella vocazione, un luogo di attività didattiche e di ricerca, ordinate sulla prospettiva della internazionalizzazione e dell’integrazione», soffermandosi, poi, sul tema della cittadinanza, che «non può essere un’arma identitaria da impugnare per imporre distanze e segnare esclusioni». «La legalità costituzionale – ha aggiunto – ci porta a considerare la persona come centro unitario di protezione di un nucleo di diritti dal quale non può essere separata, dovendo coerenza ad un personalismo che i nostri padri costituenti mutuarono dal Codice di Camaldoli». Anticipando la missione propria degli Istituti di cultura italiana nel mondo, l’Università per Stranieri ha ospitato nelle proprie aule migliaia di studenti che hanno avuto modo di implementare competenze culturali che si sono rivelate utili a sostenere i potenziali di sviluppo dei loro Paesi di origine, sulla base di una didattica e di un apprendimento attivi, aperti alla città di Perugia. Come dire che ‘le domande e le risposte che non producono parole nuove – e quindi nuovi saperi – non sanno parlare’.</p>
<p>Ha poi fatto seguito una serie di interventi: quello della rappresentante del personale tecnico-amministrativo, la dottoressa Beatrice Codini, che ha sottolineato la partecipazione attiva realizzata in questi anni, appunto, dal personale tecnico-amministrativo nelle sue rappresentanze, in linea con lo spirito di collaborazione, di accoglienza, di interculturalità, di diffusione della cultura italiana promosso dall’Università per Stranieri di Perugia; e quelli dei rappresentanti degli studenti. Nello specifico, la studentessa giapponese Miyuki Nishida, rappresentante degli studenti dei corsi di laurea, che si trova in Italia per perfezionare la conoscenza della lingua italiana ed è iscritta ad un corso di lingua italiana all’Università per Stranieri di Perugia per il conseguimento del livello C1, ha affermato di aver scelto Perugia per avere la possibilità di studiare in un ambiente internazionale che le potesse consentirle di formarsi al fine di diventare, in futuro, ella stessa un’ambasciatrice della cultura italiana nel proprio Paese di origine. Emanuele Romolini, alludendo a <em>Il barone rampante</em> di Italo Calvino, ha asserito che la ricerca scientifica permette di demolire ogni muro, intensificando lo scambio fra culture diverse, e promuovendo la diffusione della cultura. ‘Studenti italiani, stranieri per scelta’ è stato, non a caso, lo slogan che lo ha eletto a rappresentante degli studenti dei corsi di laurea del prestigioso Ateneo perugino.</p>
<p>La prolusione della direttrice del Dipartimento di <em>Scienze Umane e Sociali</em> dell’Università per Stranieri di Perugia e coordinatrice del Dottorato di ricerca in <em>Scienze letterarie, librarie, linguistiche e della comunicazione internazionale</em>, professoressa Giovanna Zaganelli si è incentrata sulle ‘Forme retoriche e narrative del Petrarca illustrato’, percorrendo un itinerario che ha condotto i presenti sin all’interno dell’officina tipografica veneziana, quella di Vindelino da Spira, che negli anni Settanta del Quattrocento, dava alle stampe la prima opera a stampa della letteratura italiana: il <em>Canzoniere</em> e i <em>Trionfi</em> di Petrarca. L’incunabolo, glossato e illustrato da Antonio Grifo, poeta cortigiano, rimatore e appassionato lettore di Petrarca, restituisce una puntuale esegesi verbale e visiva dell’opera volgare del poeta laureato: le glosse manoscritte del Grifo impreziosiscono la copia a stampa, impressa in una splendida umanistica corsiva, e sono strettamente legate all’apparato iconografico che interessa ciascun componimento petrarchesco, costituendosi come un prezioso testimone documentario tanto per la storia del libro quanto per quella della stampa. «Il discorso iconico – ha affermato la professoressa Zaganelli – si organizza sostanzialmente attorno a due aree semantico-simboliche: da un lato, il libro rosso, con la freccia d’amore e un lussurioso serpentello, che hanno la funzione di simboleggiare il desiderio d’amore del poeta e le sue sofferenze (come dire che la simbologia del libro risulta intensificata dalla freccia e dal serpente, ma anche dagli occhi e dal cuore: il senso e l’intelletto costituiscono un ossimoro iconico che si sostituisce al libro, libro che possiede una profondità simbolico-letteraria e che acquista una consistenza narrativa); dall’altro lato, l’alloro, che rimanda a Laura, e che gode di una ricchissima presenza all’interno del libro, sia come pianta che come ‘attore’ protagonista». Così come Valchiusa, presente in tutti i segmenti illustrativi del Grifo, quale piccolo scorcio del dolce <em>loco</em>, in un’ottica di testualità cortigiana, con motivi bucolici, che hanno la funzione di restituire al pubblico colto cui il letterato veneziano si rivolgeva, il sapore avventuroso della favola cortese e del romanzo petrarchesco, del progetto autobiografico del <em>Canzoniere</em>, intriso di simboli, ‘pittogrammi e geroglifici’ e di scene teatrali in cui la donna amata esce dai confini metaforici per divenire una creatura vera. Ne ‘Vergine bella, che di sol vestita / coronata di stelle al sommo sole (&#8230;)’, ad esempio, «le postille del Grifo – ha spiegato la professoressa Zaganelli – risultano intimamente legate ai componimenti, e si richiamano all’apparato iconografico con cui stringono una fedele alleanza. L’occhio che scorre sulla pagina si sofferma sulle postille, e sugli argomenti selezionati ed estratti dal testo, immediatamente esplicati dall’apparato iconografico».</p>
<p>È poi intervenuta la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Valeria Fedeli, che ha focalizzato la propria attenzione sull’importanza della conoscenza in una società in continuo e fluido cambiamento culturale e sociale. «Bisogna costruire cittadinanza e uguaglianza – ha asserito la ministra Fedeli – attraverso cultura e saperi. Il nostro è un Paese con un’importante tradizione e uno straordinario patrimonio culturale. Dobbiamo continuare ad essere un Paese che produce cultura, consapevoli della nostra identità, ma sempre aperti allo scambio che deriva dall’essere calati in una dimensione internazionale. Il ruolo dell’Università e in particolare quello della Stranieri di Perugia – un centro d’eccellenza in Italia – è quello di aver applicato esattamente una straordinaria buona pratica che va riconosciuta e rispettata (&#8230;). Come Governo siamo convinti del fatto che l’intera filiera dell’educazione debba essere oggetto di interventi. E questo nel nome di un investimento che è rivolto al futuro non solo delle persone ma del nostro Paese nella sua interezza, un investimento che attendiamo ormai da anni. Pena la nostra definitiva sconfitta nei mercati delle due economie del mondo contemporaneo: quella delle merci e quella dei saperi; l’economia finanziaria e l’economia della conoscenza. Due sfide che non possiamo e non dobbiamo perdere in alcun modo». In questo senso, deve essere riconosciuto il valore della cultura, la capacità di riconoscere e valorizzare le diversità. Un aspetto, questo, che la Ministra ha messo in luce, la scorsa settimana, al teatro Eliseo di Roma, dove ha invitato la scuola a rispettare le diversità, attraverso il sapere,sulla base dell’Art. 3 della nostra Costituzione, e a incrementare il dialogo, come strumento di costruzione di una cittadinanza attiva e democratica. In questo – ha precisato la Ministra – c’è una linea di continuità fra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Università per Stranieri di Perugia. «Proprio a proposito di sinergia e di intreccio di funzioni strategiche – ha asserito – sarò in Cina per un forum scientifico Italia-Cina, al fine di allungare ‘il percorso della via della seta fino in Italia. L’insegnamento della lingua italiana, d’altronde, passa per la promozione della cultura del nostro Paese all’estero, anche attraverso l’insegnamento della bellezza qualitativa dei nostri classici, come la professoressa Zaganelli ha messo in luce nel corso della sua prolusione, o mediante il ricorso ad altre forme di linguaggio, come quello del cinema, dell’arte, del teatro, che devono inserirsi in modo strutturale nella didattica (&#8230;). Il 10 novembre si terrà la Conferenza nazionale dell’Università italiana, in cui si ‘alzerà lo sguardo’ per sapere cosa serve al Paese dagli Atenei italiani e dalla ‘filiera del sapere’, per un’Italia competitiva. Credo sia significativo che il Consiglio dei Ministri si sia aperto con il Ministro dell’Economia che ha parlato di una accelerazione, dal punto di vista economico, per le nuove generazioni, con nuove assunzioni per i ricercatori, e con l’intento di aumentare il diritto allo studio, anche in relazione al binomio Università-mondo del lavoro, sulla base di lauree professionalizzanti, di una co-progettazione fra percorso formativo e sbocchi professionali e di un nuovo intreccio con la cultura umanistica».</p>
<p>La cerimonia è volta al termine con la consegna dei sigilli dell’Università per Stranieri alle eccellenze italiane: a Inge Feltrinelli per l’editoria, a Francesco Rutelli per il cinema – che ha affermato: «l’Università per Stranieri è molto simile agli Istituti di cultura per la promozione della cultura italiana: qui si viene da altra nazione per essere meno ‘estranei’» –, ad Andrea Pontremoli per l’alta tecnologia legata all’automobile italiana come espressione dell’Italian style – «il futuro – è stato il suo commento – è basato sulla tecnologia. La persona va formata sull’uso della tecnologia stessa» – e, infine, ad una delegazione di dipendenti della rappresentanza sindacale unitaria della Perugina, che hanno fatto leva sui concetti di democrazia e di valore del lavoro, da cui, solo deve derivare la ricchezza. Un ‘dolce <em>loco</em>’, da rimettere al centro, ripartendo dalla fabbrica. E da un laboratorio attivo di idee e di ricerca, di didattica, di dialogo, di scambio interculturale.</p>
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