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	<title>Perugia Online &#187; disgrafia</title>
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		<title>Parlare di dislessia oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 16:35:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Belinda Mariani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[A scuola si può]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Parlare di dislessia oggi&#8230; un argomento un po&#8217; inflazionato, talmente tanto che sembra quasi sia diventato la moda del momento, forse anche superata. E questo non è un bene, perché il rischio è quello di svilire il problema e ridurlo a &#8220;ma possibile che adesso siano tutti dislessici?&#8221;, oppure &#8220;per me sono solo svogliati e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[Parlare di dislessia oggi&#8230; un argomento un po&#8217; inflazionato, talmente tanto che sembra quasi sia diventato la moda del momento, forse anche superata. E questo non è un bene, perché il rischio è quello di svilire il problema e ridurlo a &#8220;ma possibile che adesso siano tutti dislessici?&#8221;, oppure &#8220;per me sono solo svogliati e pigri&#8221;, mentre la difficoltà esiste, eccome. Sono un insegnante di scuola elementare, ho sposato un meraviglioso architetto che ancora mi chiede se &#8220;scuola&#8221; si scrive con la c o con la q. Non inorridite, cari lettori: &#8220;scuola&#8221; è un&#8217; eccezione, che non segue la regola del qua, que, qui e quo. E per i dislessici, quelli veri, che fanno una gran fatica ad imparare le regole, le eccezioni diventano una tragedia&#8230;</p>
<p>Abbiamo due figli che, sa va sans dire, sono entrambi con Dsa, ma in modo diverso. Uno legge bene ma fa un sacco di errori ortografici e l&#8217;altro invece è sia dislessico che disortografico, e pure disgrafico.<br />
Facciamo un po&#8217; di chiarezza: dislessia significa &#8220;difficoltà di lettura&#8221;, ovvero lentezza nel decodificare le parole e poca correttezza. Che vuol dire? Più la lettura sarà lenta, minore sarà la mia comprensione di quello che sto leggendo. Se a questo aggiungo alcuni errori di lettura (&#8220;carta&#8221; per &#8220;casta&#8221;, ad esempio) la comprensione sarà notevolmente ridotta.</p>
<p>Il termine dislessia viene però spesso usato ben oltre il suo significato specifico e viene esteso ad altri disturbi specifici dell&#8217;apprendimento: la disortografia, la disgrafia e la disclaculia.<br />
Per questo d&#8217;ora in poi, in questa rubrica, useremo il termine DSA che sta per Disturbo Specifico di Apprendimento, comprendendo in esso, oltre alla dislessia vera e propria, anche la disortografia (ovvero la difficoltà di comporre la parola scritta), la disgrafia (la difficoltà di produrre materialmente la scrittura a mano) e la discalculia (ovvero la difficoltà di calcolo automatico).</p>
<p>In comune tra loro i DSA hanno il fatto di essere disturbi emergenti nello sviluppo del bambino e non conseguenti a eventi traumatici e, in particolare, il loro carattere specifico (anche se non si sa ancora in cosa consista questa specificità), cioè settoriale, per questo non necessariamente invasivo nelle aree sensoriali o cognitive.<br />
Il Dsa non è dunque un handicap e non risulta essere una malattia invalidante (!): si tratta di bambini &#8220;belli&#8221; (sani anatomicamente e senza tratti somatici distintivi), intelligenti, con adeguate capacità di linguaggio e normali rapporti sociali.<br />
Sulla questione intelligenza torneremo a parlare nel prossimo articolo.</p>
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