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	<title>Perugia Online &#187; edilizia</title>
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		<title>Edilizia scolastica: in Umbria oltre il 60% degli edifici scolastici risale al prima del 1974 e il 26,4% delle scuole necessita di manutenzione urgente</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Oct 2017 09:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Secondo una recentissima indagine di Legambiente (con la quale la Fillea Cgil collabora anche nell’Osservatorio di Muccia sulla ricostruzione), oltre il 60% degli edifici scolastici nelle due città capoluogo dell&#8217;Umbria, Perugia e Terni (163 in tutto, con 26.879 studenti), è stato costruito prima del 1974 e il 26,4% necessita ancora di “manutenzione urgente”. “I dati sulle scuole umbre delle città capoluogo – scrive ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Secondo una recentissima indagine di Legambiente (con la quale la Fillea Cgil collabora anche nell’Osservatorio di Muccia sulla ricostruzione), oltre il 60% degli edifici scolastici nelle due città capoluogo dell&#8217;Umbria, Perugia e Terni (163 in tutto, con 26.879 studenti), è stato costruito prima del 1974 e il 26,4% necessita ancora di “manutenzione urgente”.<br />
“I dati sulle scuole umbre delle città capoluogo – scrive Legambiente nel suo studio “Ecosistema Scuola&#8221; &#8211; raccontano di edifici che per il 60,8% risultano edificati antecedentemente all&#8217;entrata in vigore della normativa antisismica del 1974, di solo un 18,4% costruito secondo criteri antisismici e dove solo sul 54,2% è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica. Percentuale di 25 punti sopra la media nazionale, ma in un territorio dove tutti gli edifici sono in zona sismica e in una regione rimasta gravemente ferita dal terremoto che nel 2016 ha colpito le regioni del centro Italia”.<br />
“Gli edifici che necessitano di interventi urgenti – afferma ancora l’associazione ambientalista &#8211; sono tuttavia sotto la media, 26,4% contro il 43,6% della media nazionale, e il 54% ha goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni, con stanziamenti tuttavia di molto sotto la media nazionale, sia per quanto riguarda la manutenzione straordinaria che per l&#8217; ordinaria”.</p>
<p>E’ interessante poi il dato relativo al periodo di costruzione degli edifici scolastici di Perugia e Terni, come evidenziato anche dall&#8217;Ires Cgil Umbria commentando lo studio di Legambiente. Prima del 1900: Umbria 1,2%, Italia 8,4%; tra il 1900 e il 1940: Umbria 13,6%, Italia 15,1%; tra il 1941 e il 1974: Umbria 46%, Italia 40,1%; tra il 1975 e il 1990: Umbria 28,8%, Italia 26,5%; tra il 1991 e il 2000: Umbria 5,5%, Italia 5%; dopo il 2001: Umbria 4,9%, Italia 4,9%.</p>
<div>Questa indagine incentrata sui comuni capoluogo, nella consapevolezza che negli altri comuni la situazione non è sicuramente migliore, ci deve far riflettere sull’esigenza di investimenti che mettano in sicurezza tutti gli edifici scolastici.<br />
Si tratta evidentemente di una priorità che guarda al futuro e che consentirebbe, tra l’altro, di rilanciare un settore anticiclico come l’edilizia.<br />
La Fillea dell’Umbria è convinta che attraverso la messa in sicurezza degli edifici scolastici si possono cogliere insieme 4 obiettivi virtuosi: dare sicurezza vera ai ragazzi e alle ragazze che costituiscono il futuro del nostro paese, rilanciare un settore anticiclico come l’edilizia, non aumentare e non incentivare la cementificazione del territorio, creare lavoro di qualità.</div>
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		<title>Castiglione del Lago, pubblicato il bando per richiedere l&#8217;assegnazione degli alloggi Ers</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 15:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Il Comune di Castiglione del Lago ha aperto un bando di concorso per la formazione della graduatoria degli aspiranti all&#8217;assegnazione in locazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica (Ers). Si tratta degli alloggi che si renderanno liberi nel periodo di vigenza della graduatoria e cioè due anni a decorrere dalla data della sua approvazione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il Comune di Castiglione del Lago ha aperto un bando di concorso per la formazione della graduatoria degli aspiranti all&#8217;assegnazione in locazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica (Ers). Si tratta degli alloggi che si renderanno liberi nel periodo di vigenza della graduatoria e cioè due anni a decorrere dalla data della sua approvazione definitiva. Il bando è rivolto alle famiglie che risiedono o lavorano in Umbria da almeno 24 mesi consecutivi e nel territorio comunale da almeno 18 mesi consecutivi. Tra i principali requisiti previsti c&#8217;è l&#8217;assenza di precedenti assegnazioni di alloggi realizzati con contributo pubblico in proprietà immediata o futura e assenza di precedenti finanziamenti agevolati in qualunque forma concessi da soggetti pubblici; la non titolarità del diritto di proprietà, comproprietà, usufrutto, uso e abitazione su un alloggio o quota parte di esso, ovunque ubicato sul territorio nazionale, adeguato alle esigenze del nucleo familiare; la capacità economica del nucleo familiare, valutata sulla base dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee), non superiore ad euro 12.000.</p>
<p>La domanda per partecipare al bando di concorso deve essere presentata compilando il modello appositamente predisposto, in distribuzione gratuita presso gli uffici del Comune. Il richiedente deve dichiarare il possesso dei requisiti previsti, nonché l’eventuale sussistenza delle condizioni che danno diritto a punteggio. La domanda, debitamente compilata e sottoscritta dal richiedente, deve essere spedita mediante raccomandata con avviso di ricevimento, con allegata copia fotostatica del documento d’identità in corso di validità, ovvero presentata direttamente a questo Comune presso l’ufficio Urp sito in Piazza Gramsci, 1 e sottoscritta alla presenza dell’incaricato al ricevimento della stessa. Il modello di domanda è corredato da apposito allegato con tutte le informazioni e le istruzioni per una corretta compilazione. La domanda dovrà pervenire a questo Comune entro il 29 novembre 2016. Per le domande spedite a mezzo raccomandata A.R. farà fede il timbro postale di invio.</p>
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		<title>Edilizia, professionisti a confronto su compravendita di immobili</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/edilizia-professionisti-a-confronto-su-compravendita-di-immobili/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 May 2016 08:01:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Centinaia di professionisti tra architetti, ingegneri, geometri e notai, oltre che proprietari immobiliari e rappresentanti delle istituzioni, si sono ritrovati al teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli, ad Assisinel convegno dal titolo ‘Compravendita degli immobili. Norme che regolano la stipula degli atti. La regolarità di un immobile’. Il convegno, a cui ha partecipato anche ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Centinaia di professionisti tra architetti, ingegneri, geometri e notai, oltre che proprietari immobiliari e rappresentanti delle istituzioni, si sono ritrovati al teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli, ad Assisinel convegno dal titolo ‘Compravendita degli immobili. Norme che regolano la stipula degli atti. La regolarità di un immobile’.</p>
<p style="text-align: justify;">Il convegno, a cui ha partecipato anche il Presidente Marini, è stato organizzato dai Collegi dei geometri e geometri laureati e dagli Ordini degli ingegneri delle province di Perugia e Terni, al fine di fornire un quadro completo della normativa e illustrare le motivazioni della necessità di accompagnare agli atti una relazione tecnica.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una tema alquanto sensibile nel settore, come dimostra la numerosa platea che non ha voluto mancare l’appuntamento. L’acquisto di un immobile è un investimento importante sia per il cittadino che per l’impresa perciò devono esserci le massime garanzie dal punto di vista tecnico e giuridico.</p>
<p style="text-align: justify;">“L’incontro di oggi – ha dichiarato il presidente del consiglio nazionale ingegneri, Zambrano – è importante perché mette a confronto le professioni tecniche e il notariato che sono coloro i quali devono garantire che la compravendita degli immobili sia perfettamente regolare. In Italia abbiamo una buona tradizione, il notariato è un soggetto attento e di grande esperienza, i professionisti hanno conoscenze e formazione per poter redigere perizie e attestati conformi a legge ma spesso la logica della concorrenza sul mercato coinvolge professionalità non sempre abbastanza esperte o a conoscenza di tutti i sistemi e soprattutto non rispettosi di quelle regole deontologiche di tutela del committente che sono alla base delle professioni ordinistiche”.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine Marini ha concluso dicendo: “Questa iniziativa ripercorre le esperienze di alcune regioni italiane che mettono insieme la rete delle professioni del settore, ingegneri, architetti, geometri e notariato, ed è volta anche ad agevolare un rapporto di facilitazione con la pubblica amministrazione sulle normative edilizie e urbanistiche che possano garantire nel trasferimento immobiliare tutta la sicurezza degli atti. Una forma di collaborazione tra gli ordini e con questi ordini, può servire a una valorizzazione economica di questo settore”.</p>
<p>Alla luce di questa iniziativa la regione è alquanto fiduciosa sulla buona riuscita di un progetto che prevede trasparenza su immobili e gare d’appalti.</p>
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		<title>Cna, nell&#8217;artigianato cresce l&#8217;occupazione ma cala il numero delle imprese attive</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/cna-nellartigianato-cresce-loccupazione-ma-cala-il-numero-delle-imprese-attive/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 15:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Dopo un&#8217;attenta analisi della complessa situazione che si trovano ad affrontare le piccole imprese che operano nella nostra regione possiamo dire che l&#8217;occupazione complessivamente è tornata a crescere anche nel mondo dell&#8217;artigianato. Ad affermarlo è Giuliano Ceneri  responsabile legislazione del lavoro di CNA Umbria. Scendendo nel particolare dall&#8217;inizio dell&#8217;anno gli addetti nelle imprese artigiane con ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Dopo un&#8217;attenta analisi della complessa situazione che si trovano ad affrontare le piccole imprese che operano nella nostra regione possiamo dire che l&#8217;occupazione complessivamente è tornata a crescere anche nel mondo dell&#8217;artigianato. Ad affermarlo è Giuliano Ceneri  responsabile legislazione del lavoro di CNA Umbria. Scendendo nel particolare dall&#8217;inizio dell&#8217;anno gli addetti nelle imprese artigiane con dipendenti, ad esclusione di quelle operanti nelledilizia, sono aumentati di 565 unità, passando da 19.199 del dicembre 2014 a 19.764 di giugno 2015 con un incremento percentuale pari al 2,85%. I settori in cui il numero degli addetti dell&#8217;artigianato cresce sono principalmente: meccanica di produzione, impiantistica, tessile, legno, alimentare e servizi alla persona. Altro dato positivo è rappresentato dal drastico calo del numero delle imprese artigiane che, nel corso del primo semestre 2015, ha fatto ricorso alla cassa integrazione per i propri dipendenti rispetto a quelle che vi erano ricorse nello stesso periodo del 2014. Per la precisione le imprese che hanno usufruito della cassa integrazione in deroga ad oggi sono 422 rispetto alle 708 del giugno 2014. Purtroppo nel nostro mondo &#8211; continua Giuliano Ceneri  accanto ai dati positivi appena illustrati dobbiamo registrare anche la caduta verticale dell&#8217;occupazione nelle imprese artigiane edili dove gli addetti passano da 3.396 a 3.157 con un calo complessivo di 239 unità dallinizio dellanno ad oggi. Un altro dato negativo è rappresentato dalla diminuzione del numero delle imprese artigiane attive che sono passate da 22.163 del dicembre 2014 a 21.956 di marzo 2015 con un calo complessivo di 207 unità. In questo quadro il saldo occupazionale complessivo è positivo. L&#8217;artigianato nei primi sei mesi dell&#8217;anno ha recuperato almeno 100 posti di lavoro all&#8217;interno di un forte processo di riorganizzazione del settore che mette in evidenza soprattutto la crescita del manifatturiero umbro. Al contrario continua la sofferenza per le imprese edili che in questi anni hanno dovuto affrontare una forte contrazione del mercato privato e una drastica riduzione degli appalti pubblici. Sicuramente &#8211; continua Ceneri &#8211; sull&#8217;andamento dell&#8217;occupazione nell&#8217;artigianato hanno influito positivamente alcuni provvedimenti recentemente adottati dal governo nazionale, come ad esempio la decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato e l&#8217;introduzione del contratto a tutele crescenti, così come alcune condizioni createsi a livello internazionale tra cui il deprezzamento dell&#8217;euro rispetto al dollaro. Determinante però è stato limpegno degli artigiani e dei loro dipendenti che nonostante le difficoltà hanno continuato ad avere fiducia nelle proprie capacità. I dati positivi sull&#8217;occupazione  conclude Ceneri &#8211; rappresentano un piccolo segnale per ridare fiducia a tutto il sistema economico ma è ancora molto lungo il percorso da fare per recuperare quanto è stato perso dal 2007 ad oggi sia  a livello nazionale che regionale. Noi auspichiamo che il percorso delle riforme economiche a livello nazionale e locale sia fatto velocemente, tenendo presente che il mondo dell&#8217;artigianato rappresenta ancora un asset strategico del sistema produttivo locale in quanto a tuttoggi garantisce all&#8217;Umbria oltre 50.000 posti di lavoro.</p>
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		<title>Semplificazione in edilizia, l&#8217;Umbria tra le tre regioni d&#8217;Italia ad essersi adeguata alle nuove leggi</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 08:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;Umbria è tra le tre sole regioni d&#8217;Italia (insieme a Liguria e Toscana) che hanno centrato l&#8217;obiettivo imposto dal decreto Sblocca Italia di adeguare le proprie leggi sui cambi d&#8217;uso ai nuovi dettami in materia di semplificazione. Le nuove norme &#8211; Secondo quanto stabilito dall&#8217;articolo 23-ter del Testo unico dell&#8217;edilizia (Dpr 380/2001), le Regioni dovevano obbligatoriamente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;Umbria è tra le tre sole regioni d&#8217;Italia (insieme a Liguria e Toscana) che hanno centrato l&#8217;obiettivo imposto dal decreto Sblocca Italia di adeguare le proprie leggi sui cambi d&#8217;uso ai nuovi dettami in materia di semplificazione.</p>
<div>
<div><strong>Le nuove norme</strong> &#8211; Secondo quanto stabilito dall&#8217;articolo 23-ter del Testo unico dell&#8217;edilizia (Dpr 380/2001), le Regioni dovevano obbligatoriamente adeguare la propria legislazione alle nuove norme entro 90 giorni dalla loro entrata in vigore (il termine è già decorso). Le norme prevedevano quanto segue: costituisce mutamento &#8220;rilevante&#8221; della destinazione d&#8217;uso di un immobile di un&#8217;unità immobiliare solo l&#8217;utilizzo che comporti il passaggio da una ad altra delle categorie funzionali &#8220;residenziale&#8221;, &#8220;turistico-ricettiva&#8221;, &#8220;produttiva e direzionale&#8221;, &#8220;commerciale&#8221; e &#8220;rurale&#8221;; il mutamento della destinazione d&#8217;uso all&#8217;interno della stessa categoria funzionale è sempre consentito. La norma ha altresì disposto che, scaduti i 90 giorni, questi principi avrebbero avuto diretta applicazione.</div>
</div>
<div></div>
<div><strong>Le Regioni</strong> &#8211; Le autonomie che hanno tempestivamente risposto a questi nuovi principi nazionali sono state, come detto, soltanto tre. La Liguria è intervenuta con la legge4i/20i4, la Toscana ha ottemperato con la legge sul governo del territorio (Lr 65/2014) e la Regione Umbria recentemente ha approvato la legge 1/2015. Altre autonomie, come ad esempio, l&#8217;Emilia Romagna, in risposta alle richieste di chiarimenti avanzate in relazione agli effetti della disciplina nazionale, sono invece intervenute con semplici note interpretative.</div>
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		<title>Controlli in edilizia, 18mila euro di multa ad un cantiere per lavoro nero e mancata sicurezza</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2015 15:27:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Nel quadro dei controlli presso i cantieri edili, pianificati dal Comando Provinciale Carabinieri di Perugia e dalla Direzione Territoriale del Lavoro  Umbria sede di Perugia, nei giorni scorsi, sono continuate nel marscianese le attività ispettive finalizzate a contrastare il fenomeno del lavoro “nero” e verificare, nel contempo, il rispetto delle prescrizioni di sicurezza e di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Todi. </span> Nel quadro dei controlli presso i cantieri edili, pianificati dal Comando Provinciale Carabinieri di Perugia e dalla Direzione Territoriale del Lavoro  Umbria sede di Perugia, nei giorni scorsi, sono continuate nel marscianese le attività ispettive finalizzate a contrastare il fenomeno del lavoro “nero” e verificare, nel contempo, il rispetto delle prescrizioni di sicurezza e di salute da attuare suoi luoghi di lavoro.</p>
<p><strong>Le irregolarità</strong> &#8211; L’attività di verifica, posta in essere dai carabinieri delle nucleo ispettorato del Lavoro, in perfetta sinergia con quelli della stazione carabinieri di Spina e funzionari della citata direzione territoriale del Lavoro,  ha portato a riscontrare diverse irregolarità presso un cantiere allestito per la costruzione di civile palazzina. In particolare, sono stati sorpresi due lavoratori in “nero”, uno dei quali alla vista dei militari si è allontanato velocemente dal cantiere, alla cui identità gli investigatori sono comunque pervenuti grazie ai successivi accertamenti,  ed è stata riscontrata l’inosservanza di numerose prescrizioni minime di sicurezza sui luoghi di lavoro, quali il non adeguato ancoraggio del ponteggio, elevato in assenza del prescritto progetto e da parte di personale non professionalmente idoneo,  non sono state adottate le cautele per evitare la caduta di materiali e non sono stati adottate le prescritte misure per evitare – nei lavori in quota – la caduta dei lavoratori ed altro.</p>
<p><strong>La denuncia</strong> &#8211; Per tali ragioni, il titolare dell’impresa edile è stato deferito all’Autorità Giudiziaria e si è proceduto al sequestro preventivo del cantiere edile sottoposto a controllo ispettivo per evitare che stesso, privo come già detto delle minime misure di sicurezza, possa creare pericolo per la sicurezza dei lavoratori.  Nello stesso ambito è stato altresì deferito il tecnico di cantiere, coordinatore per la sicurezza, per non aver effettuato le prescritte verifiche delle condizioni di sicurezza e irrogate complessivamente sanzioni per circa 18.000 Euro.</p>
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		<title>Edilizia, i sindacati: settore &#8220;massacrato&#8221;, il rinnovo del contratto integrativo un&#8217;occasione di rilancio</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 15:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Nella crisi profonda dell’edilizia in Umbria, il rinnovo del contratto integrativo può rappresentare un’occasione di rilancio per un settore che, nonostante il crollo degli ultimi anni, resta strategico per il territorio. È questo il messaggio che hanno lanciato giovedì mattina Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil dell’Umbria in una conferenza stampa nella quale hanno presentato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nella crisi profonda dell’edilizia in Umbria, il rinnovo del contratto integrativo può rappresentare un’occasione di rilancio per un settore che, nonostante il crollo degli ultimi anni, resta strategico per il territorio. È questo il messaggio che hanno lanciato giovedì mattina Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil dell’Umbria in una conferenza stampa nella quale hanno presentato la piattaforma elaborata dai tre sindacati per il contratto integrativo regionale unico dell’edilizia dell’Umbria.</p>
<p><strong>La situazione del settore</strong> &#8211; “Il settore – hanno spiegato Gianni Fiorucci, Tino Tosti e Stefano Paloni per Fillea, Filca e Feneal – è stato sottoposto negli ultimi 7 anni ad un vero e proprio terremoto. Nel 2009 contava oltre 22mila addetti, scesi nel 2014 a meno di 13mila. Anche il numero delle imprese si è praticamente dimezzato, al pari delle ore lavorate, mentre è crollata la massa salari: dai 189 milioni di euro del 2009 agli attuali 110”. “Da questi dati – si legge nella piattaforma sindacale – non solo risulta una forte perdita di volumi, che vede la nostra regione tra le più colpite dalla crisi, ma anche una profonda trasformazione del sistema delle imprese, più debole, più frammentato, vista la ulteriore riduzione della dimensione di impresa, oltre che la diffusione di fenomeni di elusione e di irregolarità che il solo strumento del ‘Durc congruità’ non riesce più a combattere efficacemente”.</p>
<p><strong>Il rinnovo del contratto</strong> &#8211; Ecco allora che i sindacati umbri dell’edilizia vedono nel rinnovo del contratto integrativo di settore l’occasione per ribadire, alle istituzioni pubbliche e alle imprese, la necessità di un ripensamento complessivo del settore. “Serve una nuova edilizia – hanno spiegato i sindacalisti &#8211;  che guardi alla valorizzazione del paesaggio e dei centri storici. Dunque non più basata sul consumo del territorio, come nel passato, ma al contrario rivolta al recupero e alla valorizzazione dell’esistente e quindi alla tutela della qualità della vita dei cittadini”.</p>
<p><strong>Le proposte dei sindacati</strong> &#8211; Tra le criticità più forti sottolineate dalle organizzazioni sindacali di settore, ci sono il fenomeno del massimo ribasso, “dilagante in Umbria”, quello dell’illegalità, del lavoro grigio e nero, del proliferare delle partite Iva fasulle, delle infiltrazioni criminali e degli infortuni sul lavoro, che colpiscono sempre di più le fasce più anziane di lavoratori, anche in conseguenza della riforma Fornero che ha notevolmente innalzato l’età pensionabile. Accanto ad una richiesta economica di un incremento del 6% dei minimi in vigore, sono numerose le proposte contenute nella piattaforma sindacale. Tra queste, centrale è quella di una riforma degli enti bilaterali di settore impostata su un livello regionale, che favorisca una selezione delle imprese virtuose, contribuendo all’innalzamento del livello di regolarità del settore. L’ente regionalizzato (con un’unica Cassa Edile regionale ed un Ente Formazione e sicurezza regionale) dovrà contribuire – nelle intenzioni dei sindacati &#8211; alla formazione delle white list di imprese virtuose.</p>
<p><strong>L&#8217;appello alle Istituzioni</strong> &#8211; Forte, infine, il messaggio indirizzato al sistema istituzionale dell’Umbria, che, più che in passato, è oggi chiamato a svolgere un ruolo di direzione ed indirizzo. “Le istituzioni devono decidere cosa e come costruire – hanno spiegato Fiorucci, Tosti e Paloni – privilegiando la qualità, la legalità e la sicurezza rispetto al solo contenimento dei costi e colmando quei ritardi infrastrutturali che penalizzano la nostra regione e il nostro settore. Per questo – hanno concluso – chiediamo che il confronto con la Regione sia continuo e non solo legato alle questioni legislative”.</p>
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		<title>Edilizia scolastica: crolla il 90% degli investimenti, i tagli bloccano i progetti della Provincia</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 10:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Niente fondi, niente investimenti. La Provincia di Perugia lancia l&#8217;allarme in merito alla possibilità di avviare progetti sul comparto dell&#8217;edilizia scolastica a seguito del patto di stabilità e degli ultimi provvedimenti legislativi. Dal 2009 al 2014, infatti, si è registrato un crollo del 90% dei fondi: si è passati dai quasi 7 milioni di euro del 2009 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Niente fondi, niente investimenti. La Provincia di Perugia lancia l&#8217;allarme in merito alla possibilità di avviare progetti sul comparto dell&#8217;edilizia scolastica a seguito del patto di stabilità e degli ultimi provvedimenti legislativi. Dal 2009 al 2014, infatti, si è registrato un crollo del 90% dei fondi: si è passati dai quasi 7 milioni di euro del 2009 a 723 mila euro nel 2014. Questo dato si intreccia con l&#8217;impossibilità per l’ente di accendere mutui con la Cassa Depositi e Prestiti e ad un calo vertiginoso, dal 2009 al 2010, dei contributi Stato e Regione, passando dai poco più di 4 milioni di euro nel 2009 a zero nel 2014.</p>
<p><strong>Lo spiraglio</strong> &#8211; Si intravede tuttavia uno spiraglio di luce grazie alla Legge Carrozza già approvata dal Parlamento, ma di cui si attendono i decreti attuativi. La legge, infatti, consentirebbe l&#8217;accensione di mutui per una durata di 30 anni da parte dello Stato di un importo complessivo in tutta Italia di 850 milioni di euro, di cui alla Provincia spetterebbero all&#8217;incirca 40 milioni di euro.</p>
<p><strong>Le scuole di competenza</strong> &#8211; La Provincia di Perugia si occupa di istituti scolastici dislocati su 20 comuni, per un totale di 108 edifici, di cui 64 di proprietà e 39 trasferiti dai Comuni in uso alla Provincia ai sensi della Legge 23/1996. Il totale di studenti è 28.767 per 1.323 classi formate. “Secondo una rilevazione effettuata dall&#8217;UPI Unione Province Italiane per il 2009 – ha affermato Giampiero Bondi, direttore dell&#8217;area Edilizia Scolastica della Provincia di Perugia -, le Province stesse sostenevano spese di funzionamento per gli edifici scolastici (riscaldamento, energia elettrica, manutenzione ordinaria, ecc.) pari a 346,00 euro per alunno. Le stesse spese sostenute dall&#8217;amministrazione perugina per  il 2013 son risultate pari a 175 euro per alunno, vale a dire circa il 50% del dato rilevato dall&#8217;UPI quattro anni prima. Nonostante i continui e cospicui tagli e limiti finanziari (patto di stabilità) – ha proseguito – posti dal 2009 alla spesa pubblica, si può affermare che la Provincia di Perugia è riuscita comunque a garantire un buon livello di manutenzione e la sicurezza delle strutture scolastiche di competenza”.</p>
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		<title>Diritto alla casa, presentati a Città di Castello i bandi della Regione</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2014 13:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span> <span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Città di Castello è uno dei dodici comuni umbri classificati ad ‘alta tensione abitativa’, non esente dal problema di persone e famiglie che, a causa delle difficoltà economiche, si trovano nell’impossibilità di pagare l’affitto di casa. Ed è proprio nel centro alto tiberino che l’assessore alle politiche abitative della Regione Umbria Stefano Vinti ha tenuto il primo di una serie di incontri con amministratori locali e comunità per far conoscere le opportunità offerte dai due bandi regionali varati, uno, per contrastare il sempre più diffuso problema della &#8220;morosità incolpevole&#8221; e, l’altro, per permettere all’Agenzia territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) Umbria di acquistare alloggi da destinare alla locazione a canone sociale. Due iniziative in scadenza entrambe il 14 novembre illustrate alla presenza di Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello. “Sono misure tra loro complementari &#8211; ha affermato Vinti &#8211; il cui obiettivo è mettere a disposizione dei Comuni, in tempi rapidissimi, il maggior numero possibile di alloggi per l’edilizia sociale, garantire il diritto alla casa alle famiglie che hanno subito uno sfratto per morosità ‘incolpevole’, tutelare i proprietari di case che hanno avviato procedure di sfratto perché non veniva corrisposto loro il pagamento dell’affitto e dare un’opportunità ai proprietari di appartamenti sfitti o invenduti”. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Nel caso di inquilini morosi e sotto sfratto a causa di problemi dovuti, per esempio, a licenziamento, cassa integrazione, mobilità, mancato rinnovo di contratti a termine, malattia grave o decesso dell’unico percettore di reddito, il bando prevede l’erogazione di contributi direttamente al proprietario di casa qualora rinunci allo sfratto e stipuli con lo stesso inquilino un nuovo contratto di locazione a canone concordato. Gli incentivi andranno fino a un massimo di 9.300 euro per proprietario. “Il vantaggio è in questo caso duplice: si impedisce alle persone l’abbandono dell’abitazione nella quale hanno vissuto fino al momento dello sfratto &#8211; ha fatto notare Vinti &#8211; e si sollevano i Comuni dal dover supplire alle esigenze di chi rimane senza casa”. In merito all’altra misura, la Regione Umbria ha affidato all’Ater Umbria 5,5 milioni di euro per acquistare alloggi liberi da destinare alla locazione a canone sociale localizzati esclusivamente nei Comuni ad ‘alta tensione abitativa’. L’Ater acquisterà interi edifici costituiti da non meno di quattro alloggi agibili e non locati e che non necessitano di opere di manutenzione straordinaria e ristrutturazione. Sarà possibile anche l’acquisto parziale di un edificio purché il numero di alloggi venduti non sia inferiore a quattro e sia almeno pari all’80 per cento del totale degli alloggi che compongono l’edificio stesso. La superficie utile abitabile di ogni appartamento non potrà essere superiore a 95 metri quadrati e non potranno essere proposti in vendita edifici realizzati o recuperati con contributi pubblici. Il proprietario dovrà indicare il prezzo di vendita a metro quadrato che non potrà superare 1.300 euro. I dettagli dei bandi si trovano nel sito <a href="http://www.casa.regione.umbria.it/">www.casa.regione.umbria.it</a>. </span></span></span>“<span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Sono sempre più numerose &#8211; ha detto Bacchetta &#8211; le persone che si rivolgono a noi perché non più in grado di far fronte agli impegni presi con i proprietari di casa. Finalmente arrivano misure non più tampone ma che cercano di essere strutturali e di soddisfare le esigenze di tutte le parti in causa”.</span></span></p>
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		<title>Edilizia in Umbria: una crisi che non finisce mai</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2014 00:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni Cigl, Cisl e Uil hanno lanciato un ultimatum, paventando lo stato di agitazione e l’organizzazione a breve di una manifestazione unitaria sotto la Regione, qualora il settore edile non ricevesse dalle istituzioni risposte concrete a stretto giro che permettano di uscire dal guado della crisi. I sindacati reclamano l’apertura di un tavolo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Negli ultimi giorni Cigl, Cisl e Uil hanno lanciato un ultimatum, paventando lo stato di agitazione e l’organizzazione a breve di una manifestazione unitaria sotto la Regione, qualora il settore edile non ricevesse dalle istituzioni risposte concrete a stretto giro che permettano di uscire dal guado della crisi.</p>
<p>I sindacati reclamano l’apertura di un tavolo istituzionale delle costruzioni, un confronto non più prorogabile considerato che negli ultimi 15 anni l’edilizia in Umbria ha subito la perdita di ben 10.000 posti di lavoro, tornando addirittura alla situazione occupazionale del periodo antecedente al sisma del 1997.</p>
<p>Anni di ricostruzione – e di benessere per l’intero comparto – svaniti nel nulla insomma, cancellati da un regresso impietoso e che non fa onore all’economia di una regione. E non parliamo solo di grandi vertenze, perché a morire lentamente sono le piccolissime aziende, spesso a carattere familiare.</p>
<p>Ad aggravare ulteriormente la situazione ci si mettono poi le partite Iva irregolari che affliggono anche questo ambito, un preoccupante ricorso al lavoro nero e cantieri che vanno avanti risparmiando su ciò su cui non si dovrebbe mai risparmiare, ovvero sui costi della sicurezza.</p>
<p>Ecco allora che i sindacati pongono le istituzioni ad un bivio, recriminando coraggio di azione e azioni concrete portate a termine, per non esasperare ulteriormente un’edilizia già provata da anni di crisi nera e stallo.</p>
<p>A conferma della delicatezza della questione, vi sono anche le dichiarazioni dell’Ance: nei giorni scorsi l’associazione dei costruttori che fa capo a Confindustria, in occasione di un vertice durante il quale sono stati presentati i numeri della crisi, il presidente Calzoni e il direttore Ceccarini hanno chiesto che le risorse degli enti – seppur comprensibilmente esigue &#8211; vengano investite in lavori pubblici così da dare ossigeno al comparto.</p>
<p>Per fare tutto ciò servono innanzitutto nuovi cantieri e per metterli in piedi servono risorse. Peccato che alle risorse nella maggior parte dei casi non si può attingere per via dei vincoli stringenti del Patto di stabilità. Si pensi al bisogno di incrementare l’edilizia popolare, alla necessità di costruire nuove strutture per anziani o ricreative per i giovani.</p>
<p>Tutto bloccato da vincoli europei che in un momento come questo, lasciano il tempo che trovano. In più, si pensi ai benefici che potrebbero apportare interventi di riqualificazione dei centri storici &#8211; anche in termini di turismo &#8211; o delle tante strutture sanitarie che avrebbero bisogno di una messa in sicurezza.<br />
O ancora, immaginiamo come un piano ben strutturato di edilizia scolastica oltre che garantire la sicurezza di studenti e personale scolastico, potrebbe creare molti posti di lavoro.</p>
<p>Occorre allora muoversi, come dicono le parti sociali, guardando anche ai fondi europei 2014 – 2020 per le infrastrutture, importantissimi ora più che mai per le positive ricadute occupazionali ma anche per consentire investimenti da parte di tutte quelle imprese che non si azzardano a farlo.</p>
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