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	<title>Perugia Online &#187; estorsione</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Estorsione: definiamola</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Mar 2017 10:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Avvocato Marica Gasparrini - marica023@hotmail.com]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo del legale]]></category>
		<category><![CDATA[estorsione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Collocata sistematicamente nei delitti contro il patrimonio, commessi mediante violenza alle cose o alle persone, l&#8217;estorsione rientra nel novero dei reati che animano maggiormente l&#8217;opinione pubblica. Sotto un profilo squisitamente definitorio, a norma dell&#8217;articolo 629 del codice penale si tratta del delitto commesso da chi, con violenza o minaccia, costringa uno o più soggetti a ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Collocata sistematicamente nei delitti contro il patrimonio, commessi mediante violenza alle cose o alle persone, l&#8217;estorsione rientra nel novero dei reati che animano maggiormente l&#8217;opinione pubblica. Sotto un profilo squisitamente definitorio, a norma dell&#8217;articolo 629 del codice penale si tratta del delitto commesso da chi, con violenza o minaccia, costringa uno o più soggetti a fare o a non fare qualche atto al fine di trarne un ingiusto profitto con altrui danno. La pena prevista è quella della reclusione da 5 a 10 anni e della multa da mille a 4 mila euro. Nella sua forma aggravata, invece, la pena è quella della reclusione da 6 a 20 anni e della multa da 5 a 15 mila euro. Per i non addetti ai lavori, si tratta di un tipico reato commesso con la cooperazione della vittima, carpita con la forza. La disposizione di legge sanziona un comportamento plurioffensivo poiché, ad essere lesi, risultano sia il patrimonio, sia la libertà di autodeterminazione della vittima del reato. Quest&#8217;ultima coincide con il titolare del potere giuridico di disporre dei beni o dei diritti.</p>
<p>L&#8217;estorsione presuppone, poi, un comportamento violento, tale da porre il soggetto passivo nella condizione di dover accettare la richiesta estorsiva per non subire un male maggiore, quello per cui è stato minacciato. Tuttavia, la coercizione della vittima è relativa perché in essa residua comunque un minimo di capacità di autodeterminazione, coartata dall&#8217;agente, al fine di far compiere un atto dispositivo (dare, fare, non fare). Detto altrimenti: il potere di autodeterminazione della vittima non è del tutto annullato ma limitato in maniera considerevole. Il soggetto passivo si trova quindi di fronte ad una spiacevole alternativa: far conseguire all&#8217;autore del reato il vantaggio ingiusto o subire il danno di cui è stato minacciato. Per fare degli esempi: Alberto Gilardino, Adriano Leite Ribeiro, Barbara Berlusconi, Francesco Coco sono solo alcuni dei nomi che la Giustizia ha associato al reato di estorsione nonché al noto, quanto controverso, personaggio Fabrizio Corona. Fra questi, un posto di primo ordine va riservato all&#8217;ex della Juventus David Trezeguet. Come molti di voi ricorderanno, in quel caso, il fotografo Fabrizio Corona venne condannato per aver preteso dal calciatore francese 25 mila euro per non pubblicare delle foto che lo ritraevano in dolce compagnia di una donna che non era la moglie.</p>
<p>L&#8217;estorsione viene poi utilizzata dalle organizzazioni criminali per controllare il territorio ed acquisire ingenti capitali. La pretesa da parte di Cosa Nostra del versamento di una percentuale o di una parte dell&#8217;incasso, dei guadagni o di una quota fissa dei proventi, da parte di esercenti di attività commerciali ed imprenditoriali, in cambio di una supposta &#8220;protezione&#8221; dell&#8217;attività, altro non è che una forma di estorsione. Nel linguaggio comune viene definita “pizzo”. Si pensi, infine, agli innumerevoli casi di concussione di cui si sente discutere. Anche la concussione, allorché ricorra l&#8217;abuso della pubblica qualità, altro non è che una forma di estorsione qualificata dall&#8217;essere commessa da un pubblico ufficiale o incaricato di un pubblico servizio. E&#8217; bene ricordare che, fuori di questi casi, è possibile che ciascuno di noi divenga vittima di una condotta estorsiva. Infatti, anche il comportamento intimidatorio del datore di lavoro, che stabilisca con i propri dipendenti retribuzioni non adeguate alle ore di lavoro prestate, può integrare gli elementi dell&#8217;estorsione. Per questo è molto importante ricordare alle vittime la possibilità di sporgere personalmente denuncia alla competente Autorità, nonché di costituirsi parte civile nel processo penale contro gli autori del reato. Inoltre, il nostro Paese sostiene ed incoraggia chi decide di opporsi al racket. Sono state infatti adottate normativamente delle disposizioni basate sul principio del risarcimento per chi abbia subito danni a causa di attività estorsive, per aver scelto di collaborare al fine di annientare il racket o non pagare più il “pizzo”.</p>
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		<title>Assisi, estorsioni e danneggiamenti ad alcune aziende agricole: individuati i responsabili</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2016 10:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Assisi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Scoperto ad Assisi un giro di estorsioni ai danni di alcune aziende del territorio. La compagnia dei carabinieri in queste ore hanno dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Perugia, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 6 soggetti (3 misure in carcere, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> Scoperto ad Assisi un giro di estorsioni ai danni di alcune aziende del territorio. La compagnia dei carabinieri in queste ore hanno dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Perugia, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 6 soggetti (3 misure in carcere, 2 agli arresti domiciliari ed una misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese), residenti nel comune di Assisi e indagati a vario titolo di estorsione e tentata estorsione in concorso commessa in distinti e numerosi episodi nei confronti di imprenditori agricoli.</p>
<p>L’attività di indagine, avviata dai nucleo operativo della compagnia di Assisi nel maggio del 2014 a seguito degli incendi appiccati ad alcune aziende agricole locali, ha consentito di accertare la sussistenza di richieste estorsive formulate da due distinte famiglie di zingari stanziali nel territorio nei confronti di piccoli e medi imprenditori agricoli del comprensorio assisano da circa 15 anni a questa parte.</p>
<p>In cambio di una asserita protezione da “qualunque tipo di inconveniente” le vittime erano costrette a consegnare loro fieno, paglia, gasolio, denaro e animali da cortile. I primi contatti con le persone offese le avevano i vertici dell’organizzazione, i quali contattavano in prima persona gli imprenditori per poi delegare le giovani leve di famiglia alla riscossione di quanto concordato: e ciò si verificava puntualmente, senza ritardi o dilazioni di sorta. Il “balzello” imposto veniva incassato almeno una volta a settimana. Ogni qualvolta gli imprenditori non hanno ottemperato a tali richieste estorsive,  sono seguiti, per ritorsione, vari incendi e danneggiamenti dei capannoni.</p>
<p>Inoltre, l’attività investigativa è stata svolta secondo metodi tradizionali, basandosi sulle testimonianze dei soggetti danneggiati che, dopo i timori iniziali, hanno fornito preziose indicazioni ai carabinieri per il prosieguo delle indagini, nonché attraverso l’acquisizione di immagini estrapolate da impianti di videosorveglianza installati ad hoc nei pressi di una delle aziende maggiormente colpite dai raid estorsivi che hanno immortalato, in più circostanze, la dazione di gasolio in favore di alcuni esponenti delle famiglie rom della zona.</p>
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		<title>Licenzia un dipendente e gli estorce del denaro, nei guai un commerciante</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/licenzia-un-dipendente-e-gli-estorce-del-denaro-nei-guai-un-commerciante/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2015 22:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Perugia e quelli della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia hanno proceduto all’arresto in flagranza di estorsione di B.M. 55enne commerciante, con residenza e attività nella zona industriale di Corciano, ai danni del proprio dipendente M.A. 22 enne di Perugia. L’arresto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> I carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro di Perugia <span style="color: #111111;">e quelli della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia hanno proceduto all’arresto in flagranza di estorsione di B.M. 55enne commerciante, con residenza e attività nella zona industriale di Corciano, ai danni del proprio dipendente M.A. 22 enne di Perugia. </span><span style="color: #111111;">L’arresto è avvenuto all’interno di un istituto di credito della periferia perugina, dove il commerciante si era recato insieme al giovane lavoratore per negoziare l’assegno costituente il saldo delle retribuzioni comprensive del trattamento di fine rapporto.</span></p>
<p><span style="color: #111111;">Il commerciante al momento di negoziare l’assegno, dopo aver fatto firmare il giovane per quietanza, si è trattenuto una quota della somma, subito versandola nel conto bancario dell’azienda. </span><span style="color: #111111;">Immediato l’intervento dei militari appostati all’interno della banca, che hanno assistito all’intera azione e che, dopo rapidi accertamenti contabili, hanno tratto in arresto il prevenuto. </span><span style="color: #111111;">Gli stessi operanti hanno inoltre proceduto nell’immediatezza al sequestro dell’assegno, dei documenti comprovanti l’operazione effettuata, nonché del conto corrente dell’azienda, da cui è emerso che dalla retribuzione di oltre 4000 euro spettante al lavoratore, era stata trattenuta indebitamente una buona parte di essa,<a name="_GoBack"></a>ammontante ad oltre 1000 euro. </span></p>
<p><span style="color: #111111;">La triste vicenda ha avuto origine con la denuncia sporta dal lavoratore presso il nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Perugia, dove lo stesso si era rivolto a seguito delle minacce proferite dal proprio datore di lavoro che, dopo le sue rimostranze per la mancata fruizione dei riposi settimanale e delle ore di straordinario mai retribuite, per tutta risposta lo aveva licenziato su due piedi. Ma non contento di questo lo stesso datore di lavoro lo aveva indotto a seguirlo in banca per riscuotere l’assegno delle sue spettanze di fine rapporto e di riconsegnargli 1000 euro in contanti, con la minaccia che altrimenti non gli avrebbe dato alcunché, prospettandogli quindi un lungo contenzioso, insostenibile per il lavoratore.</span></p>
<p><span style="color: #111111;">Il giovane, in precarie condizioni economiche poiché ritrovatosi disoccupato e già con due bambine a carico, aveva finto inizialmente di cedere alle minacce del suo titolare, rivolgendosi invece ai Carabinieri del Nil di Perugia rappresentando i fatti e chiedendo la tutela dei propri diritti. I militari del nucleo, dopo i preliminari accertamenti sulla ditta, risultata peraltro intestata alla madre 90 enne, ma di fatto gestita “in toto” dal prevenuto, si sono affiancati a quelli della speciale sezione di Polizia giudiziaria della Procura perugine per le successive operazioni di pedinamento e cattura del malvivente. </span></p>
<p><span style="color: #111111;">Questo nel corso degli accertamenti è risultato inoltre essere gravato anche da altri precedenti penali. L’arrestato dopo le formalità di rito è stato posto agli arresti domiciliari presso la propria residenza a disposizione dell’Autorità giudiziaria, la quale nei giorni seguenti ha convalidato l’arresto e, in assenza di esigenze cautelari, lo ha rimesso in libertà. </span><span style="color: #111111;">L’operazione ha consentito di contrastare, grazie alla puntuale denuncia e alla coraggiosa collaborazione della vittima, questo odioso meccanismo di sfruttamento ai danni dei lavoratori, costituito appunto dal costringere i dipendenti a sottoscrivere per quietanza i prospetti di paga e gli altri documenti contabili, in maniera tale da precostituire artificiosamente prove di un pagamento mai avvenuto o, come in questo caso, avvenuto solo in parte. </span></p>
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		<title>Rintracciato e arrestato italiano accusato di estorsione</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 16:59:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri i carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Perugia hanno tratto in arresto un cittadino italiano della provincia di Foggia colpito da una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia. L’uomo, 44 enne originario di Vieste, con diversi precedenti di polizia per reati contro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Nella giornata di ieri i carabinieri dell’aliquota operativa della compagnia di Perugia hanno tratto in arresto un cittadino italiano della provincia di Foggia colpito da una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia. L’uomo, 44 enne originario di Vieste, con diversi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio come furto, ricettazione, rapina si è reso responsabile del reato di tentata estorsione continuata nei confronti di un commerciante gestore di tre esercizi commerciali presenti proprio nel territorio di Vieste dal mese di luglio al mese di settembre 2015. Le indagini, nata dalla denuncia della vittima, sono state sviluppate dai carabinieri di Vieste che hanno dimostrato come l’estortore in più occasioni si sarebbe presentato presso i luoghi di lavoro della vittima (un ristorante, un’enoteca e un panificio) minacciando il proprietario di rapinarlo e di incendiargli i locali se non avesse ottemperato al pagamento mensile di diverse quote di denaro fino a raggiungere i mille euro mensili. L’ultimo tentativo estorsivo si è verificato proprio nel mese di settembre inducendo a quel punto l’Autorità giudiziaria ad emettere nei suoi confronti la misure degli arresti domiciliari. Ieri pomeriggio i carabinieri di Perugia sono stati informati dai colleghi pugliesi che l’estortore con molta probabilità potesse essersi spostato nel capoluogo umbro. Alla luce dei suoi trascorsi con la tossicodipendenza i carabinieri si sono appostati nei pressi del centro di tossicodipendenze dell’ospedale di Perugia rintracciando il catturando. Immediato l’accompagnamento presso gli uffici di via Ruggia e la successiva traduzione a Vieste per l’esecuzione degli arresti domiciliari.</p>
<p><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> </span></p>
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		<title>Minacciano i clienti per farsi pagare le dosi di droga vendute, marito e moglie arrestati per estorsione</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 10:04:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Erano stati arrestati alcuni giorni fa per spaccio di sostanze stupefacenti dai militari delle stazioni carabinieri di Gualdo Tadino e Fossato di Vico ma evidentemente, così come i primi riscontri avevano fatto presagire, il giro che avevano messo in piedi aveva anche altre complicazioni. Finiti ai domiciliari dopo l’arresto, un uomo di Gualdo Tadino e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Gualdo Tadino. </span> Erano stati arrestati alcuni giorni fa per spaccio di sostanze stupefacenti dai militari delle stazioni carabinieri di Gualdo Tadino e Fossato di Vico ma evidentemente, così come i primi riscontri avevano fatto presagire, il giro che avevano messo in piedi aveva anche altre complicazioni. Finiti ai domiciliari dopo l’arresto, un uomo di Gualdo Tadino e uno di Nocera Umbra, avevano iniziato a richiedere i soldi che avanzavano dai consumatori ai quali avevano ceduto dello stupefacente. Più precisamente uno dei due, un 36enne di Gualdo, con il concorso della moglie di 34 anni, straniera, ma da tempo residente in Italia, in maniera pressante e minacciosa inizia a chiamare una delle acquirenti che gli doveva diversi soldi per aver acquistato, in più occasioni, diverse dosi di cocaina. La donna, intimorita dalle minacce, decide di rivolgersi ai carabinieri e di denunciare il tentativo di estorsione. I carabinieri delle due stazioni, dopo aver rassicurato la donna, anche mostrandole competenza e collaborazione, predispongono un servizio di osservazione e pedinamento e, proprio poco dopo che la donna, ormai stretta nella morsa delle minacce, aveva consegnato la somma contante di mille euro alla coppia, quale acconto della più consistente somma (circa 8/10 mila euro), i militari sono intervenuti e hanno bloccato i due malfattori recuperando interamente i soldi e, dopo averli  restituiti alla “debitrice”, li hanno arrestati in flagranza di reato per estorsione in concorso.  Entrambi, moglie e marito, così come disposto dall’autorità giudiziaria, sono finiti al carcere di Capanne con l’accusa di estorsione in concorso. La donna, dopo alcuni giorni di permanenza nella casa circondariale, è uscita per poter accudire i due figli minori e si trova in regime di permanenza domiciliare nelle ore notturne e obbligo di dimora nel comune di Gualdo Tadino mentre il marito è tutt’ora in carcere.</p>
<p><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> </span></p>
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		<title>Perugia: pensionato vittima di un ricatto da 4mila euro, arrestato estorsore rumeno</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/perugia-pensionato-vittima-di-un-ricatto-da-4mila-euro-arrestato-estorsore-rumeno/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 08:29:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[estorsione]]></category>
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		<category><![CDATA[ricatto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Erano oramai quattro mesi che era vittima di un’estorsione che lo aveva alleggerito di 4.000 euro e solo la denuncia fatta ai carabinieri di Perugia e l’indagine immediatamente conseguente ha consentito di porre fine a una vicenda che era diventate soffocante. Il ricatto &#8211; E’ la storia di un perugino pensionato che nel mese di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Erano oramai quattro mesi che era vittima di un’estorsione che lo aveva alleggerito di 4.000 euro e solo la denuncia fatta ai carabinieri di Perugia e l’indagine immediatamente conseguente ha consentito di porre fine a una vicenda che era diventate soffocante.</p>
<p><strong>Il ricatto</strong> &#8211; E’ la storia di un perugino pensionato che nel mese di dicembre scorso, mentre usciva dalla sua abitazione, veniva avvicinato da una donna di etnia rom, con in braccio un bambino, che era solita chiedere l’elemosina nei pressi del supermercato Emi di via della Pallotta; la donna mostrava all’uomo un dito fasciato accusandolo di essere stato lui a provocarle la ferita e qualora non le avesse consegnato 10.000 euro lo avrebbe fatto denunciare dal suo avvocato. Dopo qualche giorno l’uomo veniva fermato per strada da un soggetto, anch’egli di etnia rom, il quale qualificandosi come marito della donna precedentemente incontrata lo minacciava di denunciarlo qualora non gli avesse dato i soldi richiesti già in precedenza. A quel punto la vittima terrorizzata da quanto stava accadendo in quattro occasioni, nei pressi di una fermata dell’autobus in via della Pallotta, consegnava 1000 euro a volta per un totale di 4000 euro in contanti.</p>
<p><strong>La denuncia</strong> &#8211; Nel mese di febbraio l’uomo perugino, proprio per il timore che questa situazione degenerasse, decideva di recarsi a sporgere denuncia presso la stazione carabinieri di Perugia, dove i militari lo rassicuravano in merito alla fine del suo incubo. Infatti l’11 marzo scorso l’estorsore contattava nuovamente l’uomo chiedendogli ulteriori soldi dal momento che  questi sarebbero stati necessari per ritornare in Romania con la sua famiglia. In ragione di ciò veniva fissato un appuntamento per la cessione delle banconote nei pressi della farmacia di via della Pallotta per le 10 del mattino del giorno seguente.</p>
<p><strong>L&#8217;arresto</strong> &#8211; A quell’appuntamento però non c’era solo la povera vittima, ma una squadra di  carabinieri della stazione e dell’aliquota operativa della Compagnia di Perugia che, in abiti civili, monitoravano nei minimi particolari tutta la scena dell’incontro. Una blitz pianificato nei dettagli con personale appostato nei quattro angoli della strada con tanto di riprese fotografiche. Questa volta il pensionato che con sè aveva una busta contente 900 euro sapeva di avere le spalle coperte e, nel momento in cui il suo estorsore si avvicinò per ritirare la busta, in un batter di ciglia quest’ultimo si è trovato ammanettato senza potersi rendere conto per una eventuale fuga. Portato in caserma è stato fotosegnalato e identificato in un cittadino rumeno, con precedenti di polizia, classe 1990 e domiciliato a Perugia, conosciuto anche per essere vestito da figurante sul corso Vannucci. Immediata la traduzione presso il carcere di Capanne dove dovrà rispondere del grave reato di estorsione.</p>
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		<title>Trecento euro per un bancale di pellet. Ma è una truffa</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 17:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo aver versato 300 euro per acquistare on-line un bancale di pellet ad prezzo stracciato, un anziano di Bastia Umbra non ha mai ricevuto la merce: per questo la polizia ha denunciato per truffa un giovane laziale. L&#8217;indagine è scattata in seguito alla denuncia dell&#8217;anziano signore che attratto da un annuncio pubblicato su un sito specializzato di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Bastia Umbra. </span> Dopo aver versato 300 euro per acquistare on-line un bancale di pellet ad prezzo stracciato, un anziano di Bastia Umbra non ha mai ricevuto la merce: per questo la polizia ha denunciato per truffa un giovane laziale. L&#8217;indagine è scattata in seguito alla denuncia dell&#8217;anziano signore che attratto da un annuncio pubblicato su un sito specializzato di compravendita on-line e il prezzo conveniente non ha esitato a procedere all&#8217;acquisto.</p>
<p><strong>Una volta versato il denaro</strong> &#8211; riferisce la Polizia &#8211; l&#8217;anziano signore non ha visto arrivare la merce, mentre le utenze telefoniche fornite non risultavano raggiungibili. Quindi sono partite le indagini del commissariato di Assisi che hanno permesso di risalire ad un titolare di partita iva regolarmente iscritta alla Camera di commercio e intestata ad un giovane laziale risultato già indagato per lesioni, tentato omicidio, appropriazione indebita, ricettazione, associazione a delinquere finalizzata alla truffa, estorsione, falso e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti.</p>
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		<title>Tunisino arrestato per spaccio ed estorsione</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 11:38:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Perugia e della Compagnia del capoluogo, nel primo pomeriggio di giovedì 6 novembre hanno arrestato, in flagranza di reato di estorsione, un tunisino di 30 anni, residente fuori regione ma al momento in pianta stabile a Perugia. I militari dell&#8217;Arma, durante le indagini contro lo spaccio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Perugia e della Compagnia del capoluogo, nel primo pomeriggio di giovedì 6 novembre hanno arrestato, in flagranza di reato di estorsione, un tunisino di 30 anni, residente fuori regione ma al momento in pianta stabile a Perugia. I militari dell&#8217;Arma, durante le indagini contro lo spaccio di stupefacenti, sono venuti a conoscenza dell&#8217;esistenza di un debito che un assuntore perugino aveva nei confronti del tunisino per una serie di cessioni di stupefacente effettuate nel tempo e non pagate. Per garantirsi il pagamento, il tunisino si è impossessato dello scooter dell&#8217;assuntore, minacciandolo di restituirlo solo dopo l’avvenuta corresponsione del debito. I Carabinieri hanno quindi organizzato un servizio di appostamento sul luogo dello scambio. A sorvegliare il luogo, numerosi militari in borghese e alcune auto, per sorvegliare sulla sicurezza dei cittadini di passaggio. Il tunisino è stato bloccato dai Carabinieri proprio nel momento in cui stava contando i soldi ricevuti nello scambio e che sono stati restituiti al perugino allontanatosi con il suo scooter.<br />
Il tunisino, gravato da numerosi precedenti, è stato denunciato per spaccio di sostanze stupefacenti è portato alla Casa Circondariale di Perugia Capanne.</p>
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		<title>Gubbio, carabinieri arrestano badante per tentata estorsione</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 12:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Barricata nella casa di una famiglia a Gubbio dove per due giorni aveva prestato servizio, in prova, come badante, per ottenere i 200 euro che a suo giudizio le spettavano: è andata a finire che i carabinieri l&#8217;hanno arrestata per tentativo di estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Protagonista della vicenda una romena di 49 anni. &#8220;Non esco finché non mi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Barricata nella casa di una famiglia a Gubbio dove per due giorni aveva prestato servizio, in prova, come badante, per ottenere i 200 euro che a suo giudizio le spettavano: è andata a finire che i carabinieri l&#8217;hanno arrestata per tentativo di estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Protagonista della vicenda una romena di 49 anni. &#8220;Non esco finché non mi danno quei soldi&#8221;, avrebbe detto la donna ai militari che cercavano di farla desistere dal proprio intento, e che si sono visti costretti ad arrestarla &#8211; spiega stamani l&#8217;Arma eugubina &#8211; per la resistenza fisica opposta dalla donna quando i carabinieri sono intervenuti per farla uscire dalla casa.</p>
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		<title>Badante-aguzzina denunciata dalla polizia</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2014 12:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[Truffe, ricatti, qualche prestazione sessuale e soprattutto comportamenti persecutori nei confronti delle sue vittime, ovvero anziani dei quali, in teoria, si sarebbe dovuta prendere cura. Ed invece le &#8220;cure&#8221; della donna, un&#8217;algerina di 55 anni &#8211; B. S. le sue iniziali &#8211; erano rivolte più che agli anziani ai loro conti correnti, come ha appurato la Divisione Anticrimine della polizia di Perugia. L&#8217;extracomunitaria da tempo svolge la professione di badante, prestando assistenza ad anziani a domicilio o ad infermi presso le strutture ospedaliere. Da quanto sinora emerso, sono almeno tre i casi di anziani che, affidati alle cure della badante, ne sono ben presto divenuti vittime.</p>
<p><strong>L&#8217;antefatto &#8211;</strong> Il primo caso riguarda un 80enne che, a quel che risulta, ha dato alla donna ben 70 mila euro, una minima parte dei quali in cambio di prestazioni sessuali, mentre la quota di gran lunga maggiore sarebbe stata prestata all&#8217;algerina che aveva manifestato all&#8217;uomo il bisogno di improrogabili &#8211; e naturalmente costose &#8211; cure mediche per i propri familiari, rivelatesi poi del tutto infondate. Nonostante la donna avesse subito &#8220;l&#8217;ammonimento&#8221; a causa delle attenzioni continue rivolte all&#8217;anziano, secondo gli inquirenti avrebbe proseguito nella sua condotta persecutrice continuando a richiedere costantemente denaro all&#8217;80enne, aspettandolo nei luoghi abitualmente frequentati dall&#8217;uomo, compreso il supermercato. Finché, lo scorso febbraio, la Divisione Anticrimine ha denunciato la badante anche per atti persecutori.</p>
<p><strong>Le indagini &#8211;</strong> Da questa prima vicenda sono partite le indagini della polizia, che in breve hanno condotto gli inquirenti a scoprire che, appena alcuni mesi prima, la donna aveva truffato un altro anziano, 86enne, sottraendogli oltre 15 mila euro. Anche in questo caso la badante è stata denunciata per truffa aggravata. Ma non è ancora tutto: i parenti di un altro anziano, accudito lo scorso anno dalla stessa algerina, si sono rivolti alla polizia dopo aver scoperto che durante quel periodo dal conto dell&#8217;uomo erano stati prelevati circa 20 mila euro, senza alcuna giustificazione.</p>
<p><strong>Sparita &#8211;</strong> Peraltro, già da alcuni mesi &#8211; vale a dire dopo che gli investigatori si sono messi sulle sue tracce &#8211; la donna ha lasciato il suo domicilio di Perugia, ubicato nel quartiere di Ferro di Cavallo. Il sospetto degli inquirenti è che la badante, vistasi scoperta a Perugia, si sia trasferita in un’altra città per continuare la sua attività delinquenziale.</p>
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		<title>Si finge minorenne e tenta di estorcere denaro a un uomo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2014 10:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Assisi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Si finge minorenne e minaccia di denunciarlo per violenza sessuale e pedofilia. E&#8217; accaduto ad Assisi, dove qualche giorno fa un uomo si è presentato al commissariato per denunciare un&#8217;estorsione commessa da un giovane ragazzo di origine pugliese con il quale aveva avuto dei rapporti sessuali a pagamento. La vicenda &#8211; La vittima ha raccontato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span>Si finge minorenne e minaccia di denunciarlo per violenza sessuale e pedofilia. E&#8217; accaduto ad Assisi, dove qualche giorno fa un uomo si è presentato al commissariato per denunciare un&#8217;estorsione commessa da un giovane ragazzo di origine pugliese con il quale aveva avuto dei rapporti sessuali a pagamento.</p>
<p class="western" align="left"><strong>La vicenda</strong> &#8211; La vittima ha raccontato di aver conosciuto il giovane alcuni giorni prima e, dopo una breve chiacchierata, i due si erano accordati per vedersi e consumare un rapporto sessuale a pagamento. Dopo il primo incontro, i due si sono accordati per un secondo appuntamento ma quando l&#8217;uomo ha rifiutato il giovane, bisognoso di altro denaro, ha deciso di ricattarlo. Ha così ricontattato l&#8217;uomo chiedendogli i soldi anche per il mancato rapporto sessuale e, fingendosi minorenne, ha minacciato di denunciarlo per pedofilia e violenza sessuale a danno di minore.</p>
<p class="western" align="left"><strong>La vittima</strong> &#8211; Spaventato dalla minaccia e preoccupato per le possibili conseguenze, l&#8217;uomo ha deciso di dare al giovane un&#8217;ulteriore somma di denaro. Ma, qualche giorno dopo, non convinto dell&#8217;età del ragazzo e preoccupato dai suoi tentativi di minaccia, ha deciso di rivolgersi alla Polizia di Assisi e di denunciare l&#8217;accaduto.</p>
<p class="western" align="left"><strong>La storia del giovane</strong> &#8211; Gli agenti dell&#8217;ufficio anticrimine rintracciano quindi il ragazzo, un giovane senza fissa dimora e senza una stabile occupazione, con alle spalle svariate denunce per furto, truffa e associazione per delinquere. La polizia capisce che il giovane vive di espedienti ed è solito prostituirsi per guadagnare qualcosa. Portato in Commissariato, il ragazzo ha confermato il racconto della vittima ed ha ammesso di aver minacciato più volte l&#8217;uomo. Agli agenti il giovane racconta una storia di degrado e difficoltà economica, di disagi e violenze familiari, vagabondaggi tra centri di accoglienza e stazioni ferroviarie alla ricerca di vitto e alloggio e infine l’attività di prostituzione  per soddisfare le richieste di uomini insospettabili disposti a pagare qualunque cifra per consumare rapporti sessuali.</p>
<p class="western" align="left"><strong>Fermato</strong> &#8211; Dopo la confessione, è scattato per lui il fermo di indiziato di delitto per estorsione. Il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Perugia, al termine dell’udienza di convalida, ha disposto nei suoi confronti l’obbligo quotidiano di presentazione alla Polizia giudiziaria per il periodo di un anno, salvo rinnovo, quale misura idonea a controllarne i movimenti e ad assicurarne un adeguato controllo sul territorio del circondario.</p>
<p class="western" align="justify">
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