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	<title>Perugia Online &#187; Federalberghi</title>
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		<title>Federalberghi Umbria, Vincenzo Bianconi è il nuovo presidente della associazione</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 10:57:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Passaggio del testimone a Federalberghi Umbria, la maggiore associazione di rappresentanza del settore ricettivo nella regione: l’Assemblea degli albergatori delegati umbri, riunita nella sede di Confcommercio a Perugia, ha infatti eletto alla presidenza Vincenzo Bianconi, giovane imprenditore di Norcia che sarà in carica per i prossimi 5 anni e che succede a Giorgio Mencaroni, a cui l’Assemblea ha rivolto un sentito ringraziamento per l’impegno finora profuso per lo sviluppo della categoria e del turismo umbro.  Alla vicepresidenza c’è Simone Fittuccia, di Assisi, eletto nei giorni scorsi presidente della Federalberghi della provincia di Perugia, che presto sarà affiancato nel ruolo dal presidente della Federalberghi della provincia di Terni, che sarà aletto la prossima settimana.</p>
<p>“Il 2017 è un anno di difficile transizione per il turismo umbro – commenta a caldo Vincenzo Bianconi – e le sfide che ci attendono sono davvero molto impegnative.  Il 2018, infatti, dovrà essere un anno di grande ripartenza, nel corso del quale l’Umbria, finora pesantemente frenata, si dovrà allineare al passo del resto dell’Italia, che sta andando molto bene dal punto di vista turistico.  E’ ora di pensare positivo – aggiunge Bianconi – di prendere il coraggio per estremizzare le nostre scelte, essere più selettivi, puntare su alcuni segmenti delle tante anime della nostra regione.  Credo che per l’Umbria sia finito il tempo del turismo cosiddetto generalista, e che sia invece il momento di esaltare le specialità di questa regione: intese come luoghi, prodotti turistici, le stesse imprese. Questa sarà la vera sfida del mio mandato, per una scelta qualitativa, ma anche culturale, che dovremmo fare tutti insieme: gli imprenditori assieme alle istituzioni, che intendiamo contaminare anche con il nostro fare propositivo. Il turismo umbro, nei prossimi anni, sarà sotto i riflettori per la sua capacità di trainare gli altri comparti dell’economia, anche in termini di conoscenze e di apertura ai nuovi mercati internazionali”.</p>
<p>Oltre al presidente Bianconi, al vicepresidente Fittuccia e a Claudio Mencaroni, presidente Federalberghi Giovani Umbria, compongono il nuovo Consiglio Federalberghi Umbria: Elena Angeletti (Assisi), Laura Barberi (Perugia), Roberto Castrichini (Todi), Elisa Cesarini (Foligno), Carla Contenti (Spoleto), Giacomo Giorgi (Alta Valle del Tevere), Damocle Magrelli (Cascia), Ettore Mencaroni, Giorgio Mencaroni e Catia Mugnani (Perugia), Roberto Pammelati (Lago Trasimeno), Cinzia Rosati (Gubbio), Giuseppe Tiradossi (Assisi). Per il settore extralberghiero: Monica Brunori e Carlo Filippi. Dalla provincia di Terni: Paola Achilli (Orvieto), Rita Giovannini (Narni), Alessandra Guagliozzi (Piediluco), Stefano Martucci (Orvieto), Elisabetta Ruozi (Terni), Giuseppe Santi (Orvieto).</p>
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		<title>Terremoto, turismo a picco in Umbria: Federalberghi lancia l&#8217;allarme</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 15:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Da domenica 30 ottobre, l’Umbria turistica è di nuovo in emergenza: tutta la regione, e non solo le aree colpite direttamente dal terremoto.  Federalberghi Umbria Confcommercio sta effettuando una ricognizione tra tutte le strutture ricettive associate per valutare l’andamento delle prenotazioni nei mesi di novembre e dicembre, e i primi dati che emergono sono piuttosto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Da domenica 30 ottobre, l’Umbria turistica è di nuovo in emergenza: tutta la regione, e non solo le aree colpite direttamente dal terremoto.  Federalberghi Umbria Confcommercio sta effettuando una ricognizione tra tutte le strutture ricettive associate per valutare l’andamento delle prenotazioni nei mesi di novembre e dicembre, e i primi dati che emergono sono piuttosto allarmanti. “Se questi primi dati fossero confermati nei prossimi giorni – commenta Giorgio Mencaroni, presidente Federalberghi Umbria e Confcommercio – si aprirebbero scenari davvero allarmanti, che dobbiamo assolutamente scongiurare. Rivolgiamo perciò un appello agli “amici dell’Umbria”, alla stampa, agli opinion leader, perché tutti insieme si faccia un racconto della nostra regione per quella che realmente è. Nell’immaginario collettivo sembra che tutta l’Umbria sia terremotata, ma questo non è vero. E’ vero, invece, che tutta l’Umbria ora sta soffrendo enormemente, e ci sono imprese che potrebbero non resistere a lungo, se questa situazione dovesse persistere. Queste imprese, tra l’altro, hanno bisogno che sia alleggerito il costo dei collaboratori, in modo di poter continuare a lavorare e tentare di recuperare le fette di mercato perdute. Tutti, non c’è dubbio, vogliono ripartire al più presto, per sostenere anche la ricostruzione e la ripresa della nostra Valnerina”.</p>
<p>Federalberghi, assieme a Confcommercio Umbria, ha già inviato una serie di richieste alla Regione, per soccorrere le imprese: la creazione di una “No tax area” per le zone più colpite dal terremoto, almeno per i prossimi tre anni. Il taglio del 50% su imposte, tasse, tributi e contributi &#8211; sia nazionali che regionali e comunali &#8211; per le imprese del commercio e del turismo di tutta l’Umbria, almeno fino al 31 dicembre del prossimo anno, assieme ad altre misure speciali: sospensione dei pagamenti e dei mutui; cassa integrazione in deroga per tutti, compresi gli stessi imprenditori e i collaboratori familiari; riconoscimento del “danno indiretto” da terremoto, così come avvenuto per il sisma del 1997 in tutta la regione.</p>
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		<title>Turismo, Federalberghi Perugia: &#8220;Bene le decisioni del Comune sull&#8217;imposta di soggiorno&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 11:08:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Le decisioni adottate di recente dal Comune di Perugia in merito all’imposta di soggiorno vanno nella giusta direzione. Questo sarà uno dei temi all’ordine del giorno in un incontro con gli assessori Severini e Casaioli, che ci sarà al più presto”.  Federalberghi Perugia – Confcommercio interviene sulle misure adottate dalla Giunta comunale di Perugia, in occasione dell’approvazione del bilancio dell’ente, per sottolineare come l’intervento che ha per oggetto l’imposta di soggiorno sia “un primo significativo passo nella direzione sollecitata da tempo dalla organizzazione. La cosa più importante &#8211; afferma Federalberghi &#8211; è che dal Comune giunge ora un segnale concreto di voler invertire un trend. Un segnale che auspichiamo arrivi presto anche dalle altre amministrazioni comunali umbre che hanno introdotto l’imposta. Gli albergatori umbri hanno sempre condannato l’imposta di soggiorno, considerandola l’ennesimo balzello che grava sulle spalle della gente, un elemento dissuasivo nella scelta delle destinazioni turistiche specie nel caso dei gruppi organizzati che limano i costi all’osso, un peso ulteriore per gli operatori del settore ricettivo, che devono svolgere anche le funzioni di sostituto d’imposta per conto dell’ente pubblico&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non possiamo non salutare con favore la scelta del Comune di Perugia di intervenire finalmente su questo fronte, anche se siamo convinti che si possa fare di più. Parleremo anche di questo con gli assessori del Comune di Perugia Maria Teresa Severini e Cristiana Casaioli, che incontreremo il prossimo 14 aprile, per discutere più ampiamente i temi del turismo &#8211; comprese le preoccupazioni per il futuro dell’aeroporto regionale &#8211; come risorsa per la città di Perugia e del territorio. Un comparto che, secondo le ultime analisi previsionali di Federalberghi, comincia a vedere segnali di ripresa, soprattutto riguardo il movimento turistico degli italiani verso le destinazioni domestiche”.</p>
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		<title>Federalberghi: turismo in Umbria, si può fare di più</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 11:50:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/federalberghi-turismo-in-umbria-si-puo-fare-di-piu/">Federalberghi: turismo in Umbria, si può fare di più</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Bene i primi segnali positivi per il turismo umbro, ma è ancora presto per dire di aver lasciato alle spalle i tempi bui. E, soprattutto, si può fare di più per consolidare il trend e sfruttare a pieno tutte le potenzialità di questo settore strategico in favore dellintera economia. Federalberghi Umbria Confcommercio commenta così gli ultimi dati della Regione che riassumono l&#8217;andamento dell&#8217;Umbria turistica nello scorso anno.  I dati ufficiali sul movimento turistico, resi noti di recente, parlano di un +3,18% negli arrivi e +0,88% nelle presenze (rispetto al 2014); in sostanza, il totale dei turisti che hanno scelto l&#8217;Umbria nel 2015 (2 milioni 395 mila) è cresciuto di circa 74 mila unità rispetto allanno precedente. Secondo Federalberghi molti elementi hanno concorso a determinare questo piccolo successo. Alcuni hanno un carattere esogeno, come il fattore climatico, che ha penalizzato un certo turismo invernale e, soprattutto, il ritorno ad un turismo domestico come reazione al terrorismo internazionale, che ha scoraggiato i viaggiatori verso le mete ritenute a rischio. Parte di questo successo nasce invece dalle azioni orientate all&#8217;obiettivo comune della destagionalizzazione, come nel caso della campagna di Natale di Regione e Federalberghi, o degli spot televisivi della campagna condotta dai GAL, che sicuramente hanno avuto un impatto positivo sul turismo verso l&#8217;Umbria.<br />
E proprio sulla collaborazione virtuosa tra ente pubblico e soggetti privati che, secondo Federalberghi, cè ancora molto da lavorare, a partire dal rapporto con i Comuni che non sempre dimostrano la giusta attenzione verso il settore e le imprese del comparto. Ad esempio sul fronte dell&#8217;imposta di soggiorno. Abbiamo scritto a tutti i Comuni umbri che l&#8217;hanno applicata, chiedendo di farci sapere a quanto ammonta la raccolta e, soprattutto, come si intende utilizzare i fondi che ne derivano. Il Comune di Magione ci ha risposto subito, e presto ci incontreremo per discutere di questo argomento. Spoleto ha scelto di investire nell&#8217;operazione Don Matteo. Gli altri Comuni tacciono. Perfino il capoluogo, dal quale ci attendevamo scelte molto diverse in merito all&#8217;imposta di soggiorno, sembra aver scelto la linea del silenzio. Quella dell&#8217;imposta di soggiorno &#8211; che non può continuare ad essere applicata a macchia di leopardo nella regione, peraltro senza alcuna ricaduta significativa per il settore che se ne fa carico &#8211; resta dunque una questione aperta per Federalberghi, che ricorda anche gli altri temi da affondare in questo 2016, per dare ossigeno al turismo umbro, che comunque attende una ripresa generale dell&#8217;economia per poter guardare con ottimismo al futuro.<br />
L&#8217;eccessivo peso delle imposte locali, ad esempio, che sono arrivate ad un livello non più sostenibile per le imprese.<br />
La necessità di realizzare una programmazione della promozione turistica sempre più condivisa.<br />
Il nodo irrisolto della scarsa funzionalità delle infrastrutture, che in vario modo continua a penalizzare l&#8217;Umbria.<br />
Le minacce per le imprese che danno lavoro a migliaia di persone in Umbria rappresentate, ad esempio, dalle proposte di legge che intendono potenziare l&#8217;accoglienza a basso costo e l&#8217;utilizzo di strutture destinate ad una accoglienza gratuita o a offerta.  Il peso crescente del sommerso nel turismo, che grazie alla rete come ha dimostrato una recente indagine Federalberghi e Incipit Consulting &#8211; ha assunto anche in Umbria dimensioni inquietanti, configurando rischi concreti in termini di sicurezza sociale, evasione fiscale e contributiva, lavoro nero, mancata tutela dei consumatori.<br />
L&#8217;assessore regionale Fabio Paparelli &#8211; conclude Federalberghi &#8211; condivide le nostre preoccupazioni circa i rischi dell&#8217;economia sommersa nel turismo. A lui, e alla seconda Commissione consiliare, abbiamo chiesto un confronto urgente su questi temi, anche per presentare le nostre proposte di modifica al Testo Unico sul Turismo.</p>
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		<title>Turismo sommerso, l&#8217;allarme di Federalberghi Umbria</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 17:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Lavoro nero, evasione fiscale e contributiva, mancata tutela dei consumatori: queste le preoccupanti conseguenze del turismo sommerso che anche in Umbria sta raggiungendo alti livelli di guardia. Se ne è discusso nella mattinata del 15 gennaio a Palazzo Donini alla presenza del presidente Federalberghi dell’Umbria Giorgio Mencaroni, il vice presidente Federalberghi della provincia di Perugia ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/turismo-sommerso-lallarme-di-federalberghi-umbria/">Turismo sommerso, l&#8217;allarme di Federalberghi Umbria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Lavoro nero, evasione fiscale e contributiva, mancata tutela dei consumatori: queste le preoccupanti conseguenze del turismo sommerso che anche in Umbria sta raggiungendo alti livelli di guardia. Se ne è discusso nella mattinata del 15 gennaio a Palazzo Donini alla presenza del presidente Federalberghi dell’Umbria Giorgio Mencaroni, il vice presidente Federalberghi della provincia di Perugia Andrea Barberi e Maria Stella Minuti di Incipit Consulting.</p>
<p><strong>Come nasce il turismo sommerso &#8211;</strong> Sull’onda della Sharing Economy, il sommerso nel turismo sta apparendo invece come Shadow Economy, sfuggendo così a qualsiasi registrazione e controllo. Nel corso della conferenza stampa, Federalberghi Umbria ha presentato l’indagine condotta da Incipit Consulting, che per la prima volta fotografa il fenomeno in ambito regionale. “Di fronte a dati così eclatanti &#8211; solo il portale Airbnb offre in Umbria quasi 4.200 alloggi – occorre intervenire subito sia sul fronte normativo che su quello dei controlli, per ristabilire certezza e parità di condizioni”, sostengono i rappresentanti di Federalberghi Confcommercio. “Tocca alla Regione Umbria &#8211; hanno aggiunto &#8211; dare un primo segnale importante, dettando regole ed istituendo controlli volti ad arginare l’illegalità e la concorrenza sleale in uno dei settori tra i più importanti per l’economia nella regione. Ma i soggetti interessati a questo fenomeno sono tanti:  Guardia di Finanza, Questura, Comuni, associazioni dei consumatori.</p>
<p><strong>Cosa dice la legge &#8211;</strong> Dal 2013, il Testo Unico del Turismo, per esigenze di semplificazione amministrativa, ha eliminato la tipologia “case/appartamenti locati ad uso turistico” i cui dati non vengono più rilevati. L’Umbria, al momento, non ha dunque una normativa che inquadri il fenomeno delle locazioni turistiche brevi. Questa carenza determina conseguenze pesanti: crea nuovi soggetti imprenditoriali che sfuggono ad ogni controllo, e gestiscono gli affitti a nome degli host, attraverso le piattaforme peer to peer, e che si occupano di offrire la gamma completa di attività di un host: gestione degli immobili, negoziazione del prezzo, consegna delle chiavi, pulizia, informazioni di carattere locale ed altri servizi; sottrae una parte del sistema di offerta turistica alle politiche dirette ad assicurare qualità, trasparenza delle informazioni, sicurezza e salute del consumatore e a quelle di prodotto e di promozione turistica. Incide negativamente, quindi, anche sulla capacità di governance della destinazione Umbria; impatta negativamente sull’applicazione dell’imposta di soggiorno e, soprattutto, di tutti gli altri obblighi fiscali a cui sono soggette le imprese ricettive, riduce l’efficacia delle rilevazioni statistiche su arrivi e presenze.</p>
<p><strong>Ospitalità alternativa &#8211;</strong> L’ospitalità alternativa, fornita in alloggi non rilevati dalle statistiche ufficiali e, dunque, non registrata e quantificata, è un fenomeno sempre più diffuso anche grazie alla condivisione facile di annunci online. Molte delle offerte attualmente in rete si configurano, spesso, come attività imprenditoriali vere e proprie, quantitativamente rilevanti e capillarmente diffuse, che sfuggono ai controlli delle Regioni, competenti in materia di attività turistiche e di garanzia della trasparenza e qualità dell’offerta, e del Fisco, sottraendo risorse economiche sia alla fiscalità generale che a quella turistica (imposta di soggiorno). Dato il loro ruolo preminente nel processo di diffusione dell’affitto temporaneo a fini turistici, l’indagine analizza l’offerta ricettiva in Umbria presente nelle principali piattaforme di prenotazione online, focalizzandosi in particolare sull’analisi di Airbnb che, detenendo la quota più rilevante del mercato dell’affitto turistico in rete, è il portale che consente di intercettare questo fenomeno in maniera più completa, seppure non esaustiva.</p>
<p><strong>I dati &#8211;</strong> I dati del portale Airbnb per l’Italia evidenziano, più di altri, lo scarto esistente tra il numero di esercizi ricettivi rilevati dall’Istat e quello degli alloggi privati offerti in locazione turistica via web: a fine ottobre 2015 il numero di inserzioni su Airbnb ammontava a circa 178.000.  In Umbria, la maggior parte degli annunci su Airbnb si riferisce ad appartamenti interi che sono, per la quasi totalità (88,9%), disponibili per oltre sei mesi all’anno per l’affitto turistico, andando ben oltre la media italiana (81,5%). Più della metà degli annunci su Airbnb (58%) sono pubblicati da inserzionisti (host) che gestiscono più alloggi: una inserzione su cinque è riconducibile a host con più di 5 alloggi in gestione. La dimensione media degli alloggi Airbnb in Umbria è di 4,9 posti letto. A livello territoriale disaggregato, la distribuzione  degli alloggi posti in locazione su Airbnb si caratterizza per una maggiore concentrazione nei comprensori del Perugino e dell’Assisano, dove i due comuni capoluogo detengono un ruolo di assoluto primo piano. Seguono, sempre in rapporto all’ampiezza territoriale, i comprensori dello Spoletino e del Tuderte, con gli alloggi concentrati, anche in questi casi, nei due comuni capoluogo, e il Trasimeno, dove invece si riscontra una maggiore distribuzione tra i vari comuni.  Vengono poi due comprensori della provincia di Terni, Orvietano e Amerino, con Orvieto e Amelia che ospitano circa il 50% degli alloggi dei loro comprensori.</p>
<p><strong>Misure di tutela &#8211;</strong> Sono dieci le misure proposte da HOTREC per affrontare il fenomeno del turismo sommerso:<br />
1) istituire un registro ufficiale degli alloggi turistici offerti da privati<br />
2) definire procedure per l&#8217;autorizzazione all&#8217;esercizio di tali attività<br />
3) censire il movimento dei turisti nelle private abitazioni<br />
4) garantire requisiti minimi a tutela della salute e della sicurezza dei clienti<br />
5) rispettare la legislazione fiscale<br />
6) identificare i viaggiatori, nel rispetto della convenzione di Schengen<br />
7) tutelare i diritti dei lavoratori<br />
8) proteggere la qualità della vita dei vicini di casa<br />
9) monitorare e controllare il rispetto delle regole e l&#8217;impatto del fenomeno<br />
10) sanzionare la violazione delle regole</p>
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		<title>Tassa di soggiorno, gli albergatori duri: &#8220;Così non si va da nessuna parte&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 10:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Non è vero che non ci sono alternative alla introduzione di nuove tasse per ripianare i bilanci delle amministrazioni comunali. Bisogna solo cercarle! Tentando di superare quella mentalità più che radicata, ma ormai inaccettabile, secondo la quale alle esigenze di cassa si risponde introducendo nuovi balzelli”. Vincenzo Bianconi, presidente Federalberghi Confcommercio della provincia di Perugia, interviene sul tema dell’imposta di soggiorno, che alcuni Comuni umbri stanno pensando di introdurre, e che è stato al centro di un incontro promosso dall’amministrazione comunale di Passignano.</p>
<p>All’incontro ha partecipato un folto gruppo di imprenditori del settore alberghiero ed extralberghiero, assieme a responsabili Federalberghi, per affermare la contrarietà all’ipotesi di introdurre nell’area l’imposta di soggiorno e la piena disponibilità a trovare soluzioni alternative, meno dannose per il turismo e l’economia del territorio.</p>
<p>“Siamo convinti che in moltissime amministrazioni ci siano margini per razionalizzare le spese pubbliche e recuperare inefficienze. Magari – aggiunge il presidente di Federalberghi – anche per rispettare gli impegni che molti sindaci si sono assunti nel corso delle rispettive campagne elettorali, promettendo tagli alle tasse. Su questo fronte, invece, non si fa un passo in avanti: alla richiesta di tagliare tasse e tariffe che pesano come macigni sulle imprese e i cittadini, le amministrazioni rispondono con nuove tasse. Così non si va da nessuna parte. E non ci vengano a raccontare – puntualizza ancora Vincenzo Bianconi – che i soldi che arriverebbero con l’imposta di soggiorno saranno dirottati su iniziative per il turismo. Stiamo vedendo cosa succede a Roma &#8211; città che impone al turista una altissima imposta di soggiorno &#8211; dove gli albergatori hanno denunciato uno stato di degrado addirittura imbarazzante. E non ci risulta che altrove ci siano esempi virtuosi in questo senso. I Comuni incassano e stop.  Lo stesso ministro del turismo Dario Franceschini ha detto che per quanto riguarda la tassa di soggiorno, ‘Parlamento e governo dovranno davvero fare un ragionamento di modifica legislativa insieme’. Noi siamo più che disposti a collaborare con le amministrazioni comunali”, conclude Bianconi.</p>
<p>“Ma se intendono affidarci il ruolo di sostituti d’imposta, devono convocarci prima di assumere decisioni suicide per il turismo, e non a cose fatte. L’abbiamo detto più volte: introdurre l’imposta di soggiorno è una scelta sbagliata sotto tutti i punti di vista. Impossibile da spiegare, tra l’altro, ai turisti e tour operator in questo momento dell’anno, quando sono state già presentate offerte commerciali specifiche per il nostro territorio, che non comprendevano l’imposta di soggiorno.  I costi per la destinazione Umbria non possono lievitare da un giorno ad un altro, specie in una fase economica così delicata e specie con una competizione così pressante, per effetto della quale anche 50 centesimi fanno la differenza e spostano i flussi da un territorio ad un altro. I Comuni umbri non possono assumere questo tipo di decisioni senza curarsi dell’impatto negativo che l’incremento della pressione fiscale produce sul settore turismo, uno dei pochi in grado di contribuire allo sviluppo dell’economia e alla creazione di nuovi posti di lavoro”.</p>
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		<title>Federalberghi, &#8220;no all&#8217;imposta di soggiorno&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 15:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “E’ paradossale che i territori in cui purtroppo non si vedono ancora segnali di ripresa turistica, come il Trasimeno, siano proprio quelli più determinati ad introdurre l’imposta di soggiorno, un ulteriore balzello che ha dimostrato ampiamente di danneggiare il turismo verso l’Umbria. Se i Comuni umbri sono troppo occupati, nell’immediato, a far quadrare i bilanci per prendere in considerazione gli effetti di lungo periodo di scelte chiaramente scellerate, ci aspettiamo che almeno la Regione e l’assessore regionale al turismo appoggino la nostra battaglia per un’Umbria libera dall’imposta di soggiorno e dunque maggiormente appetibile sui mercati turistici”.  Così Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi della provincia di Perugia – Confcommercio, lancia un accorato appello alla Regione dell’Umbria e, in particolare, all’assessore regionale al turismo Fabrizio Bracco, perché sostenga la battaglia che in questi giorni stanno portando avanti Federalbergli e le altre organizzazioni del turismo aderenti a Confcommercio.</p>
<p><strong>L&#8217;imposta di soggiorno</strong> &#8211; “Più volte, in un passato anche recente – aggiunge Bianconi &#8211; l’assessore Bracco ha dimostrato concreta attenzione nei confronti delle nostre argomentazioni relative all’introduzione dell’imposta di soggiorno in Umbria. Più volte ha condiviso, anche pubblicamente, le nostre molte e documentate preoccupazioni. Oggi vorremmo che l’assessore Bracco si faccia di nuovo sentire. Se c’è nel 2015 una opportunità per cogliere i segnali della ripresa, non succederà di certo con l’imposta di soggiorno!</p>
<p><strong>Potenziare il turismo</strong> &#8211; A parole tutti convergono sull’obiettivo di valorizzare le potenzialità turistiche del sistema Umbria, ma si rischia che sia l’autolesionismo a prevalere. Eppure – conclude Bianconi – un territorio che stenta a uscire dalla crisi non dovrebbe scoraggiare lo svolgimento di attività che generano valore: più turisti equivalgono a più occupazione e più reddito, e quindi a maggiori entrate.</p>
<p><strong>L&#8217;economia turistica</strong> &#8211; L&#8217;imposta di soggiorno aggrava il differenziale competitivo che il nostro sistema turistico già sconta rispetto ai Paesi concorrenti in materia di dotazione infrastrutturale, pressione fiscale, costo del lavoro, costo del danaro e costo dell’energia. Inoltre, la decisione di individuare l’esercizio ricettivo come punto di prelievo, è profondamente iniqua: non risponde all’esigenza di far pagare ai non residenti il prezzo dei servizi utilizzati (ad esempio, restano esenti tutti coloro che non pernottano all’interno del territorio comunale, così come gli escursionisti e i pendolari); fa gravare l’onere su una sola delle molte attività che traggono beneficio, direttamente o indirettamente, dall’economia turistica”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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