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	<title>Perugia Online &#187; federcaccia</title>
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		<title>Simone Petturiti nuovo presidente di Federcaccia Umbra</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 12:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[federcaccia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> E&#8217; Simone Petturiti il nuovo presidente di Federcaccia Umbra. A distanza di quattro mesi dalla perdita del compianto presidente Giovanni Selvi, e pur nelle difficoltà legate alla pandemia tuttora in atto, sabato 6 marzo Federcaccia Umbra ha potuto finalmente eleggere il suo nuovo presidente regionale, tornando così a pieno organico come previsto dallo statuto. Classe &#8217;70, ingegnere di Città di Castello, Petturiti vanta una lunga esperienza da dirigente venatorio sempre in Federcaccia Umbra. Eletto con voto plebiscitario a fronte di un&#8217;affluenza prossima all&#8217;80% degli aventi diritto, a lui ora il compito di rappresentare, con impegno, studio e competenza, le istanze del mondo venatorio interpretando, al contempo, il suo necessario ricambio generazionale.</p>
<p>&#8220;Sono onorato di ricevere l&#8217;onere della guida di Federcaccia Umbra &#8211; le prime parole del neopresidente &#8211; raccogliendo il testimone di illustri miei predecessori. La nostra associazione, per storia e per numeri, rappresenta le istanze dell&#8217;intero mondo venatorio, tanto sotto l&#8217;aspetto tecnico quanto sotto il profilo scientifico, ormai inscindibile da quello amministrativo. Il mio impegno è quello di continuare a porre l&#8217;associazione al servizio delle istituzioni per un migliore svolgimento dell&#8217;attività venatoria, a beneficio della biodiversità e nell&#8217;interesse di tutti gli attori dell&#8217;ambiente e del territorio agro-silvo-pastorale, in particolar modo il mondo agricolo. Pur non potendo operare a pieno organico &#8211; prosegue Petturiti &#8211; sia a causa del covid sia per la prematura scomparsa del nostro compianto presidente Selvi, durante gli ultimi mesi la Federazione si è prodotta in uno sforzo propositivo non indifferente, grazie al lavoro dell&#8217;ufficio di presidenza regionale che ha elaborato una serie di documenti e istanze, proposti all&#8217;assessore regionale competente. Tra questi ricordo le questioni relative ai fondi per i danni da fauna selvatica, la richiesta di proroga della scadenza triennale degli appostamenti fissi, la richiesta di impegno forte riguardo la gestione delle zone di ripopolamento e cattura, l&#8217;imprescindibile piano di gestione della specie cinghiale, la cortese richiesta di un incontro per parlare di vari problemi inerenti il nostro mondo e, infine, la richiesta del superamento dei vincoli comunali per l&#8217;esercizio venatorio e delle attività di gestione. Eccezion fatta per quest&#8217;ultima vicenda, che ha trovato pronto accoglimento con relativa ordinanza regionale, riguardo tutto il resto abbiamo ricevuto silenzio e assistito ad alcune iniziative a dir poco avventate, prese proprio da parte di chi ha il compito istituzionale di gestire la nostra materia. Ricordo a me stesso &#8211; conclude il nuovo presidente regionale &#8211; e a chi intende comprendere, che l&#8217;amministrazione pubblica, oggi più che mai, necessita di competenza, umiltà e capacità di ascolto e dialogo: in mancanza di tali requisiti, le conseguenze possono assumere contorni anche molto gravi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Federcaccia Umbria sul ricorso al Tar contro l&#8217;Atc Pg1: &#8220;Facciamo chiarezza&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2020 13:24:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Riceviamo e pubblichiamo la nota di Federcaccia Umbria: &#8220;Alcune settimane fa il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria ha emesso sentenza in merito al ricorso presentato contro l’Atc Perugia 1 con il quale si chiedeva l’annullamento del Piano di gestione cinghiale per la stagione venatoria 2018/19. Forse non tutti ricorderanno la vicenda: numerosi cacciatori e squadre di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> <strong><em>Riceviamo e pubblichiamo la nota di Federcaccia Umbria:</em></strong></p>
<p>&#8220;Alcune settimane fa il Tribunale amministrativo regionale per l’Umbria ha emesso sentenza in merito al ricorso presentato contro l’Atc Perugia 1 con il quale si chiedeva l’annullamento del Piano di gestione cinghiale per la stagione venatoria 2018/19. Forse non tutti ricorderanno la vicenda: numerosi cacciatori e squadre di cacciatori, con l’intervento ad adiuvandum di Federcaccia Umbria e quello formale della Liberacaccia, avevano impugnato il Piano di Gestione e relativo Piano di abbattimento della specie cinghiale della stagione venatoria 2018/2019 proposto dall’Atc Pg1 e approvato in Regione Umbria perché, sostengono i numerosi ricorrenti e l’esperto che ha redatto la perizia portata in tribunale, in sostanza nel piano sarebbero stati assegnati obiettivi di abbattimenti di fatto impossibili (anche tre volte tanto il numero degli anni precedenti) al punto da rendere sostanzialmente sicuro il mancato raggiungimento e dunque certo l’obbligo per gli appassionati di dover pagare di tasca loro i danni all’agricoltura che l’Atc non sarebbe riuscito a coprire con i fondi regionali.</p>
<p>In più, ad aggravare la cosa, sempre a parere dei ricorrenti e della perizia, il non raggiungimento degli obbiettivi previsti sarebbe frutto anche di mancata o inadeguata attuazione di idonee politiche venatorie da parte dell’Atc stesso.</p>
<p>Il ricorso venne fatto subito dopo l’approvazione del Piano del 2018/2019 e a chiusura della stagione i numeri realizzati confermano quanto previsto nei ricorsi: percentuali altissime di inadempimento rispetto agli obiettivi di abbattimento, al punto che nella stagione successiva non solo vengono ammesse squadre che non potevano essere ammesse, perché non avevano raggiunto neanche il limite minimo di un terzo, ma vengono puntualmente emesse le richieste di pagamento danni extra budget a tutti i cacciatori che diligentemente, sentendosi obbligati, altrettanto puntualmente rispondono versando.</p>
<p>L’udienza di merito in tribunale però si tiene come molto spesso accade in Italia molto tempo dopo, solo a fine 2020, e la sentenza di pochi giorni fa cosa dice? Attenzione. Non dice che ha ragione l’Atc PG1. Dice che il tribunale ritiene di non poter giudicare il problema sollevato dai cacciatori, dalle associazioni venatorie e dal perito.</p>
<p>E i motivi per cui lo afferma sono tanto chiari quanto non condivisibili ma, soprattutto, sono estranei alla vicenda di merito sulla gestione della politica venatoria.</p>
<p>Uno di questi motivi è che ormai la stagione 2018/2019 è conclusa e per il tribunale per questo il piano di abbattimento del 2018 avrebbe esaurito i suoi effetti nel passato e dunque cessata la materia del contendere e i ricorrenti non avrebbero più nessun interesse ad avere una pronuncia.</p>
<p>Ma in realtà gli effetti non sono cessati perché i ricorrenti vorrebbero ancora vedere restituite le somme pagate, a loro dire ingiustamente, per i danni non coperti dai fondi regionali.</p>
<p>La sentenza afferma inoltre che comunque il tribunale non avrebbe potuto pronunciarsi nel merito perché i tanti cacciatori ricorrenti dovrebbero pagare non in modo uguale, ma in base al famoso mancato raggiungimento di obiettivi. In realtà anche questo non corrisponde a verità, perché tutti i cacciatori hanno chiesto di vedere annullato il piano impugnato e restituite tutte le somme che sono stati costretti a pagare senza fare differenza alcuna tra di loro.</p>
<p>Peraltro queste semplici precisazioni ai motivi indicati dal tribunale erano state indicate nelle ultimissime difese dei cacciatori e di Federcaccia, che il tribunale ha ritenuto di non considerare perché depositate circa alle ore 16.00 invece delle ore 12.00 dell&#8217;ultimo giorno, non tenendo conto che per nota giurisprudenza il termine dell’orario non è così rilevante da far togliere un atto da un procedimento oltre al fatto soprattutto che essendo principi generali e già individuabili negli atti di due anni di procedimento non c’era bisogno di ritrovarli necessariamente anche nell’ultima delle repliche dei numerosi ricorrenti per poterle affermare o semplicemente valutare.</p>
<p>Questa la cronaca, ma adesso entrano in gioco aspetti politici rilevanti. All’esito della sentenza, il presidente dell’Atc PG1 si è affrettato a rilasciare una dichiarazione al giornale on line “Perugia Today” che “questa sentenza conferma come l’ATC Perugia 1 abbia sempre agito nel rispetto delle normative vigenti in materia applicando correttamente sia quanto previsto dal regolamento regionale che disciplina il prelievo venatorio della specie cinghiale (Rr numero 34 del 1999 e s.m.i)., sia quanto dettato dalla Legge regionale dell’Umbria numero 17 del 2009 ‘Norme per l’attuazione del fondo regionale per la prevenzione e l’indennizzo dei danni arrecati alla produzione agricola dalla fauna selvatica ed inselvatichita e dall’attività venatoria e dal conseguente Regolamento regionale di attuazione numero 5 del 2010”</p>
<p>In realtà, come abbiamo spiegato, la sentenza non entra nel merito e non conferma la bontà dell’operato dell’Atc. La sentenza spiega solo perché ritiene di non dovere affrontare il tema. Che è una cosa ben diversa da quella sostenuta dal Presidente Cruciani.</p>
<p>Per questo motivo i ricorrenti stanno valutando di ricorrere al Consiglio di Stato per ottenere una pronuncia sul merito.</p>
<p>Ma la storia non è ancora terminata: ciliegina sulla torta, venerdì 4 dicembre sera l’AtcPG1 per il tramite del proprio difensore ha diffidato tutti i cacciatori e Federcaccia a pagare le spese giudiziali entro 15 giorni, cioè nel ponte dell’Immacolata ed a Natale, minacciando il ricorso alle vie giudiziali per il recupero delle somme con ulteriore aggravio di spese.</p>
<p>Il problema della gestione della politica venatoria e del trattamento e della considerazione riservati ai cacciatori si commenta da solo. Anche senza dover scomodare l’inopportunità delle iniziative per le ragioni di difficoltà economica e sociale che il territorio sta vivendo anche in questi giorni prenatalizi per le misure restrittive legate al contenimento della pandemia, che pure ci sono,i cacciatori rappresentano in realtà un autentico e prezioso strumento di attuazione della politica venatoria del territorio che non può esaurirsi solo nel vederli come prestatori d’opera gratuiti o fonte di introiti, a seconda dei casi.</p>
<p>È ora di fare chiarezza, dunque, ma è anche ora di vedere una svolta non solo giudiziale ma anche politica. Una svolta politica sul territorio in cui anche la Regione, la nuova Regione, può e deve prendere una posizione per una tutela effettiva dell’ambiente, dell’agricoltura, della caccia, dei cacciatori, dei cittadini anche sui nostri territori&#8221;.</p>
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		<title>Regione Umbria e mondo venatorio: il confronto non è più rimandabile</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2020 08:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Un confronto tra il mondo venatorio e la Regione Umbria non è più rimandabile: ne siamo convinti. L&#8217;attuale stato delle cose e i ritardi su tutti gli adempimenti, necessari per l&#8217;avvio della stagione venatoria, ci preoccupano e ci obbligano ad alcune considerazioni&#8221;. A parlare è Federcaccia Umbra. &#8220;Partiamo dalla gestione della fornitura dei tesserini venatori: ad oggi non risultano ancora disponibili e ciò crea notevole disorientamento tra i cacciatori, visto che ingenera dubbi sulla effettiva regolarità di svolgere l’attività venatoria. Chiediamo alla Regione l&#8217;immediata<span class="Apple-converted-space">  </span>fornitura e l&#8217;assoluta trasparenza su tutta la vicenda, che non trova precedenti in Umbria&#8221;.</p>
<p>A seguire è &#8220;d&#8217;obbligo parlare degli accordi con le altre Regioni: le trattative con le Regioni limitrofe si devono avviare con tempistiche congrue, che consentano a tutti i cacciatori di decidere se usufruire di queste possibilità con largo margine di tempo. Lo abbiamo detto più e più volte, ma siamo rimasti inascoltati&#8221;.</p>
<p>Capitolo a parte meritano gli Ambiti territoriali di Caccia (Atc). &#8220;Non sfugge più a nessuno che occorra un tagliando alle strutture e alle modalità operative dei tre Atc umbri, che stanno operando in modo disomogeneo nell’applicare corrette attività di gestione faunistica all’interno della nostra Regione. E’ ora che si affermi un modo nuovo di gestione, che prenda spunto dal dettato del nuovo Piano Faunistico Regionale e applichi tutte le sue potenzialità. Rimane sempre più urgente un&#8217;uniformità di comportamenti, che preveda l’adozione di misure generali (Statuti, convenzioni ZRC, impostazioni bilanci) comuni ai tre istituti, che ne permettano un reale rilancio.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L&#8217;associazione ha poi voluto ribadire, ancora una volta, &#8220;che per una serena, corretta e proficua programmazione venatoria servono solidi rapporti tra Associazioni Venatorie e Regione Umbria, nel rispetto delle proprie autonomie; la Federcaccia non accetta di trovarsi alla partecipazione alla Consulta regionale con argomenti e temi, le cui decisioni sono già prese o almeno tali sembrano, di fronte al prendere o lasciare. Per Federcaccia Umbra<span class="Apple-converted-space">  </span>così non va bene, il confronto non può essere ridotto a un semplice SI o NO. Federcaccia promuove da sempre il diritto-dovere di ragionare e confrontarsi su strategie più ampie per un futuro certo della caccia, nel rispetto delle attività agricole<span class="Apple-converted-space">  </span>e dell&#8217;ambiente&#8221;.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Infine &#8220;cogliamo l&#8217;occasione per formulare ancora una volta le nostre raccomandazioni per un&#8217;etica venatoria che rispetti la sicurezza e le misure necessarie per l&#8217;emergenza Covid-19, che possano farci trascorrere una buona giornata in compagnia. In bocca al lupo a tutti questa apertura 2020-21&#8243;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Grande successo per la prima edizione del Trofeo Nazionale Federcaccia di tiro a volo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2020 11:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Una grande festa di sport e di sano agonismo, quella andata in scena al campo di tiro a volo &#8220;Umbriaverde&#8221; di Massa Martana, scenario per il primo Trofeo Nazionale Federcaccia, fortemente voluto dal coordinatore della commissione sportiva Aldo Pompetti e affidato alla puntuale organizzazione della vicina Umbria. Certamente la paura del Covid ha frenato gli ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Una grande festa di sport e di sano agonismo, quella andata in scena al campo di tiro a volo &#8220;Umbriaverde&#8221; di Massa Martana, scenario per il primo Trofeo Nazionale Federcaccia, fortemente voluto dal coordinatore della commissione sportiva Aldo Pompetti e affidato alla puntuale organizzazione della vicina Umbria.</p>
<p>Certamente la paura del Covid ha frenato gli entusiasmi e, di conseguenza, la partecipazione, che ha registrato alcune defezioni annunciate: tuttavia i risultati sono stati di valore, con il laziale Franco Fiorucci &#8211; seconda categoria &#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>che ha spaccato ben 72 piattelli su 75 per aggiudicarsi l&#8217;ambito trofeo come primo assoluto, staccando di un solo punto il duo composto da Gianluca Casamassima e Federico Sabatini.</p>
<p>&#8220;Non capita spesso l&#8217;occasione di organizzare una manifestazione nazionale &#8211; le parole del responsabile regionale della commissione sportiva Giulio Piccioni, presidente provinciale di Federcaccia Terni &#8211; e, in questo senso, essere stati scelti come Umbria in un periodo così particolare è stato per noi motivo di vanto, orgoglio e ulteriore responsabilità. Il coordinamento nazionale ci ha riconosciuto non soltanto le nostre tradizioni tiravolistiche ma, anche e soprattutto, la serietà e la capacità organizzativa necessarie a realizzare un evento all&#8217;altezza della situazione, che, in questo percorso di ripresa dopo la fase acuta del Covid-19, sta cercando faticosamente di tornare alla normalità. La Federazione sta facendo la propria parte, tanto dal punto di vista nazionale quanto sotto l&#8217;aspetto delle sue propaggini regionali e locali&#8221;.</p>
<p>A prevalere, alla fine, è stata la volontà di stimolare l&#8217;interesse verso la nuova stagione venatoria, pienamente soddisfatta grazie alla partecipazione di una nutrita pattuglia di tiratori corretti e molto validi sotto l&#8217;aspetto tecnico e sportivo.</p>
<p>&#8220;Non saremo stati centinaia e centinaia di partecipanti &#8211; ha dichiarato soddisfatto, con una battuta, il coordinatore nazionale Aldo Pompetti &#8211; ma di sicuro siamo quelli più appassionati! Ringrazio tutti i giudici, gli organizzatori e soprattutto i concorrenti, augurando a ognuno di voi un grosso &#8216;in bocca al lupo&#8217; per la stagione venatoria alle porte&#8221;.</p>
<p>Tornando ai risultati, in eccellenza e prima si impone Marco Leonardi al termine di un barrage a tre con Massimiliano Galli e Moreno Cosimetti. Fabio Piacentini ha vinto nella terza categoria, davanti a Emanuele Bernardini e Giorgio Fiaoni. Tra i veterani vittoria con 70 piattelli per Danilo Palazzoni, davanti a Massimo Laureti ed Eugenio Ghilardi. Infine, successo per Stefano Bocci con 68 piattelli tra i master, seguito da Vito Malafoglia e Spartaco Baldini.</p>
<p>Una bella giornata, quella di domenica 16 agosto, arricchita dalla presenza e dalla partecipazione del massimo dirigente della Federazione Italiana Tiro a Volo, il presidente Luciano Rossi, iscritto come tiratore a questo Trofeo Nazionale Federcaccia che è anche suo. &#8220;Non partecipo a nessuna gara di tiro a volo &#8211; ha scherzato con i presenti, fra i quali il presidente nazionale Federcaccia Massimo Buconi &#8211; ma aquesta gara non potevo proprio dire di no&#8221;.</p>
<p>Insomma, Federcaccia c&#8217;è e si è ritrovata, come sempre, a difesa della caccia utile e sostenibile insieme a tutte le attività sportive che rivestono carattere economico e sociale ad essa collegate. E sempre con il sorriso sulle labbra, nel clima amichevole e sportivo che contraddistingue le manifestazioni competitive della Federazione.</p>
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		<title>Calendario venatorio 2020-21, &#8216;Cara Regione, ancora non ci siamo&#8217;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2020 07:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Riceviamo e pubblichiamo la nota di Federcaccia Umbria riguardante il calendario venatoio 2021/21: &#8220;Prendiamo atto dell&#8217;attenzione riservata dalla Regione Umbria nei confronti della nostra passione, strumento fondamentale per la gestione del territorio, della salvaguardia delle coltivazioni e dell&#8217;equilibrio faunistico. Il prossimo 30 aprile l&#8217;assessore regionale Morroni presenterà in giunta, per la preadozione, il calendario venatorio ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/calendario-venatorio-2020-21-cara-regione-ancora-non-ci-siamo/">Calendario venatorio 2020-21, &#8216;Cara Regione, ancora non ci siamo&#8217;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> <em><strong>Riceviamo e pubblichiamo la nota di Federcaccia Umbria riguardante il calendario venatoio 2021/21:</strong></em></p>
<p>&#8220;Prendiamo atto dell&#8217;attenzione riservata dalla Regione Umbria nei confronti della nostra passione, strumento fondamentale per la gestione del territorio, della salvaguardia delle coltivazioni e dell&#8217;equilibrio faunistico. Il prossimo 30 aprile l&#8217;assessore regionale Morroni presenterà in giunta, per la preadozione, il calendario venatorio per la stagione 2020/21.</p>
<p>Tuttavia Federcaccia Umbra giudica in maniera negativa la sostanziale modifica proposta per la caccia al cinghiale, con l&#8217;introduzione della sola forma singola a partire da ottobre mentre le battute collettive cominceranno soltanto il primo novembre. Le criticità sono fondamentalmente tre, e riguardano la tutela delle coltivazioni, della biodiversità e la congruità con la legge quadro nazionale 157/92. Cominciando dalla tutela delle colture, sono molte quelle di pregio ancora in piedi a ottobre. Posticipare di un mese la caccia in battuta  significa abbandonarle ai selvatici, tra l&#8217;altro in un periodo di emergenza sanitaria che impedisce il contenimento primaverile della specie. A tal proposito sarebbe interessante conoscere la voce delle associazioni agricole, che finora non abbiamo sentito. Come testimoniano i dati delle scorse stagioni, inoltre, proprio ottobre è il mese più efficace per la caccia in battuta. Allo stesso modo, senza la caccia al cinghiale durante il mese di ottobre tutti i cacciatori si concentreranno sulle altre specie, con grave danno per la biodiversità (selvaggina nobile stanziale e piccola migratoria).</p>
<p>Infine, ma non certo meno importante, aprendo il primo ottobre in forma singola e chiudendo il 31 gennaio in battuta, il cinghiale verrebbe cacciato per quattro mesi al posto dei tre previsti dalla 157/92. I cacciatori umbri sono persone responsabili: lo testimonia la chiusura, ormai consueta, della caccia alla femmina di fagiano al 30 novembre anziché al 31 dicembre, oppure della lepre alla seconda domenica di dicembre anziché al 31, anche se l&#8217;assessore &#8211; inspiegabilmente &#8211; ne ha proposto la chiusura al 6, nonostante la specie goda di ottima salute. Anche su questo punto Federcaccia chiede di spostare la chiusura al 13 dicembre. Allo stesso tempo, chiediamo che il periodo di addestramento dei cani da caccia sia prolungato fino al 17 settembre, escludendo le giornate di preapertura.</p>
<p>Ci sorprende, poi, l&#8217;atteggiamento dell&#8217;assessore Morroni, pronto alla discussione ma senza un sufficiente spazio per il confronto. Gli incontri si sono finora limitati all&#8217;informazione degli interlocutori di quanto da egli già deciso, il tutto accompagnato dalla sua stessa ammissione di non conoscere molto bene la materia. Viene da chiedersi chi sia a consigliarlo nelle sue decisioni: non certo gli uffici regionali, la cui competenza ben conosciamo e apprezziamo.</p>
<p>Tornando al cinghiale, l&#8217;assessore giustifica la sua scelta sostenendo che nelle regioni limitrofe lo si cacci fino a fine gennaio, e che pertanto &#8211; se in Umbria si chiudesse prima &#8211; il suide troverebbe nella nostra regione zone di rifugio, incrementando i danni alle colture. Tuttavia, la situazione nelle regioni confinanti è molto eterogenea, con alcune realtà in evoluzione verso l&#8217;apertura in ottobre (nelle Marche, in una parte della Toscana e una parte del Lazio). Oltretutto, le zone montuose di confine tutelano in maniera naturale gran parte del territorio, visto che in quota &#8211; in gennaio &#8211; non vi è presenza di colture in atto. Infine, a proposito di montagna, invitiamo l&#8217;assessore a considerare il fatto che, sopratutto a gennaio inoltrato, le squadre delle zone montuose potrebbero trovarsi impossibilitate a cacciare a causa della neve. Il tutto a danno soprattutto degli agricoltori e dell&#8217;equilibrio della fauna, ma anche degli stessi cacciatori che si vedrebbero ridotte le giornate di caccia, a fronte dei già elevati costi sostenuti per la licenza.</p>
<p>In forza di tutte le precedenti considerazioni, Federcaccia Umbra auspica l’apertura della specie ai primi di ottobre come già anticipato, e la chiusura a fine di dicembre rispettando l&#8217;arco temporale. Nel mese di gennaio, qualora non si dovessero raggiungere le quote stabilite, sarebbe possibile prevedere delle battute specifiche a completamento dei piani.</p>
<p>Nella speranza di aver specificato al meglio, quelle che, secondo noi, sono le più evidenti criticità del futuro calendario venatorio, auspichiamo un dialogo serio e costruttivo per la loro pronta risoluzione&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/calendario-venatorio-2020-21-cara-regione-ancora-non-ci-siamo/">Calendario venatorio 2020-21, &#8216;Cara Regione, ancora non ci siamo&#8217;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Calendario venatorio 2020-21, le proposte di Federcaccia Umbra ed Enalcaccia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 19:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[calendario venatorio]]></category>
		<category><![CDATA[enalcaccia]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/calendario-venatorio-2020-21-le-proposte-di-federcaccia-umbra-ed-enalcaccia/">Calendario venatorio 2020-21, le proposte di Federcaccia Umbra ed Enalcaccia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Migliorare il calendario venatorio rendendo più agevole la stagione a tutti i cacciatori, con regole chiare a tutela sia degli appassionati sia della biodiversità. Federcaccia ed Enalcaccia, che insieme rappresentano circa il 70% dei cacciatori umbri, con una lettera a firma dei due presidenti regionali Giovanni Selvi (Fidc) e Francesco Ragni (Enal) hanno fatto presenti le proprie istanze all&#8217;assessore regionale competente, Roberto Morroni, sulla base della proposta di calendario venatorio da questi presentata nel corso dell&#8217;ultima consulta faunistico-venatoria. Partendo da alcune considerazioni e alcuni principi fondamentali, quali il clima e la morfologia del territorio Umbro, la salvaguardia delle colture agricole dai danni da fauna selvatica e gli archi temporali consentiti per tutte le specie cacciabili, le due associazioni hanno proposto le seguenti modifiche al calendario venatorio regionale per la stagione 2020-21.</p>
<p>Preapertura: due mezze giornate &#8211; fino alle ore 13 &#8211; nei giorni di mercoledì 2 e domenica 6 settembre, esclusivamente da appostamento temporaneo, fisso con richiami vivi e appostamento per gli acquatici alle specie tortora, marzaiola, alzavola e ghiandaia. Un&#8217;ulteriore mezza giornata il giorno 13 settembre &#8211; fino alle ore 13 &#8211; esclusivamente con l&#8217;ausilio del cane di proprietà, da ferma o da cerca, alla specie quaglia (nei prati, stoppie e sfalciati). Il cacciatore che esercita il prelievo venatorio della quaglia deve indossare obbligatoriamente un capo di abbigliamento ad alta visibilità.</p>
<p>Colombaccio: considerando ricorsi e giurisprudenza pregressa, ipotizziamo due periodi cacciabili: a) dal 20 settembre al 31 gennaio 2021; b) dal 1 ottobre al 10 febbraio 2021.</p>
<p>Specie cacciabili e periodi: a) dal 20 settembre al 13 dicembre 2020 alla specie lepre; b) dall&#8217;11 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 alla specie cinghiale nelle forme consentite, con la possibilità, ai sensi della legge regionale 14/94, di disporre interventi sulla specie dal 20 settembre al 10 ottobre 2020, e durante gennaio 2021, onde proteggere le colture agricole in atto e completare i piani di abbattimento. Considerata l&#8217;attuale situazione, dovuta al Coronavirus, che di fatto impedisce l&#8217;attuazione del piano di contenimento previsto da codesta Amministrazione, riteniamo che per limitare i danni alle colture agricole è necessario prevedere l&#8217;apertura della caccia alla specie il più presto possibile. Valutati i dati di prelievo delle precedenti stagioni venatorie è evidente che il mese di ottobre è il periodo più efficace dal punto di vista degli abbattimenti; c) dal 1 ottobre al 10 febbraio 2021 alle specie cornacchia grigia, gazza e volpe, quest&#8217;ultima secondo le stesse modalità previste per gennaio; d) è autorizzata con apposito atto dirigenziale, con le modalità previste dal regolamento regionale 27 luglio 1999, n. 23, la caccia di selezione alle specie daino, capriolo, cervo e muflone, nelle zone in cui si riscontri sufficiente consistenza, dal 14 giugno al 12 luglio e dal 16 agosto al 10 ottobre 2020 e dal 2 gennaio al 15 marzo 2021, in modo articolato per ciascuna classe di sesso e di età delle specie considerate; il prelievo è consentito per cinque giorni alla settimana, fermo restando il silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì. Per il prelievo di queste specie si raccomanda l&#8217;utilizzo di munizioni atossiche.</p>
<p>Giorni di caccia: Durante il periodo precedente l&#8217;apertura al cinghiale, l&#8217;attività venatoria è consentita durante le giornate fisse di mercoledì, sabato e domenica. Nel periodo compreso tra giovedì 1 ottobre e lunedì 30 novembre, la caccia d&#8217;appostamento alla migratoria è consentita per 2 ulteriori giornate alla settimana con esclusione del martedì e del venerdì; in questo periodo il cacciatore deve annotare sul tesserino le due ulteriori giornate barrando solamente l&#8217;apposita casella, indicata dalla dicitura: &#8220;Migratoria gg aggiuntive (ott. &#8211; nov.)&#8221; ferma restando, per la caccia vagante, la limitazione a tre giornate settimanali;</p>
<p>Orari di caccia: dal 16 dicembre al 31 dicembre dalle ore 6,45 alle ore 17,00;</p>
<p>Tesserino per l&#8217;esercizio venatorio: il formato cartaceo sia completo di impaginazione e ben più visibile;</p>
<p>Addestramento e allenamento cani: è consentito dal 15 agosto al 17 settembre 2020 ad esclusione dei giorni mercoledì 2/9, domenica 6/9 e domenica 13/9;</p>
<p>Deroghe: prevedere dalla preapertura il prelievo in deroga delle specie storno, cormorano, piccione comune (Columbia Livia) e tortora dal collare, in considerazione dei danni provocati da tali specie all&#8217;agricoltura e alla fauna ittica e in considerazione dei possibili rischi di trasmissione di malattie infettive oltre ai danni ai monumenti ed edifici vari. Prevedere anche la possibilità di caccia in deroga al fringuello con il supporto dei dati raccolti dall&#8217;osservatorio faunistico regionale;</p>
<p>Carniere: per la specie allodola si propone di riportare il numero massimo di capi prelevabili giornalmente a 20 e a 100 quelli per l&#8217;intera stagione venatoria. In alternativa, per i cacciatori generici mantenere il carniere massimo giornaliero consentito a 10 capi e quello stagionale a 40 capi, innalzando tali limiti a 20 e a 100 solo per i praticanti la forma di caccia da appostamento con l&#8217;uso di richiami vivi (allodola). Inserire il carniere della specie pernice rossa.</p>
<p>Divieti: al punto B) n° 4) per la caccia alla beccaccia nel mese di gennaio, aggiungere la possibilità di effettuarla anche in prossimità dei corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>Infine, Federcaccia ed Enalcaccia raccomandano alla Regione che all&#8217;inizio della prossima stagione venatoria siano ben chiare e definite, oltre al calendario venatorio, le deroghe e gli accordi di interscambio con le altre Regioni, al fine di fugare dubbi e dare certezze ai cacciatori.</p>
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		<title>Rinnovo degli Atc: precisazioni del presidente provinciale di Federcaccia</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2019 15:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Come presidente provinciale di Federcaccia Perugia, preciso che allo stato attuale si è svolta solo una riunione del regionale, presieduta dal vice presidente vicario Mauro Bacaro, che ringrazio per l’operato. Nel corso della riunione si è solo provveduto ad indire le elezioni per il rinnovo per il giorno 10 maggio. Nel nuovo clima di ritrovata unità, sono certo che anche in quell&#8217;occasione &#8211; così come per le elezioni del rinnovo provinciale &#8211; sarà possibile presentare una lista unitaria, consentendo così un&#8217;elezione condivisa del presidente e degli altri organismi, il che è fondamentale per consentire alle migliori energie di cui si dispone di poter lavorare all’interno, ed all’esterno con tutti i soggetti interessati, per porre al centro gli interessi di tutti i cacciatori e per la salvaguardia di tutte le forme di caccia, per un&#8217;attività venatoria programmata, sostenibile e rispettosa del lavoro degli agricoltori.</p>
<p>E&#8217; mia intenzione far si che Federcaccia collabori al meglio con le istituzioni e con gli Atc, volendo con  i prossimi rinnovi degli Ambiti territoriali rimarcare una giusta valorizzazione del lavoro laddove positivamente svolto, individuando anche i necessari correttivi per superare le difficoltà dove insorte. Ritengo che sarebbe utile e necessaria  una preliminare fase di confronto per discutere e concordare le linee di indirizzo gestionale che vorrà proporre il candidato presidente dell’Atc Perugia 1, considerate le criticità emerse negli ultimi anni, volendo assolutamente evitare l’insorgere di incomprensioni durante la gestione, e per meglio mettere a disposizione tutte le nostre risorse affinché l’Atc possa operare al meglio.</p>
<p>Claudio Sabini &#8211; Presidente provinciale Fidc Perugia</p>
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		<title>Rinnovi degli Atc, Federcaccia Perugia conferma Cruciani e Calabresi</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2019 20:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>&#8220;Proseguiamo il percorso avviato, specialmente in materia di selvaggina nobile stanziale&#8221;. E&#8217; la parola d&#8217;ordine di Federcaccia provinciale di Perugia che, in vista delle elezioni dei comitati di gestione degli Ambiti territoriali di Caccia Pg1 e Pg2, tira la volata ai due presidenti uscenti Igor Cruciani e Luciano Calabresi in maniera convinta e coesa. Forte della ritrovata unità, in attesa di eleggere con lista unica il nuovo consiglio regionale &#8211; elezioni fissate per il prossimo 10 maggio &#8211; Federcaccia Perugia del neopresidente Claudio Sabini propone una scelta di continuità con il precedente quinquennio, che ha visto alla guida i due presidenti uscenti. Un percorso, quello avviato da Cruciani e Calabresi, che pone al centro la gestione del territorio e della selvaggina stanziale, in piena sintonia con i principi di Federcaccia e che pertanto la federazione intende sostenere anche per il prossimo mandato, le cui votazioni sono in programma lunedì 29 aprile p.v.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Scegliamo di essere padroni del nostro destino&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2016 10:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/scegliamo-di-essere-padroni-del-nostro-destino/">&#8220;Scegliamo di essere padroni del nostro destino&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Padroni del nostro destino”. Con questo auspicio di crescita per il mondo venatorio italiano, il presidente nazionale della Federazione Italiana della Caccia Gian Luca Dall’Olio ha chiuso un estremamente partecipato incontro di metà mandato di Federcaccia Umbra, organizzato per fare il punto sul percorso compiuto e ciò che ancora c’è da fare, ma anche per incontrare i presidenti dei territori in prossimità delle feste natalizie e informare, informandosi, sui recenti studi riguardanti la gestione di alcune specie di avifauna migratoria e stanziale. L’evento, che ha incontrato una massiccia partecipazione da parte dei presidenti comunali della regione, si è svolto lo scorso 9 dicembre a Deruta, presso l’hotel Asso di Coppe. All’evento hanno preso parte le massime autorità nazionali e regionali della Federazione, ricercatori e rappresentanti istituzionali.</p>
<p>Dopo l&#8217;apertura dei lavori, a cura del presidente di Federcaccia Umbra Franco Di Marco, e  i saluti del  vicepresidente nazionale FIdC Massimo Buconi, l’assessore regionale alla Caccia Fernanda Cecchini ha fatto gli onori di casa rimarcando l’importanza del mondo venatorio per la gestione del territorio e, soprattutto, quanto il connubio caccia-scienza sia d’aiuto alle istituzioni per la stesura dei calendari venatori. E’ stata poi la volta degli interventi scientifici: il dottor Roberto Mazzoni della Stella ha trattato il tema delle criticità e possibili alternative dei sistemi attuali di gestione della selvaggina nobile stanziale; Alessandro Tedeschi  (Ufficio Avifauna Migratoria FIdC) ha illustrato il progetto Scolopax Overland; al dottor Daniel Tramontana (Ufficio Avifauna Migratoria FIdC) è spettato parlare del Piano di Gestione Nazionale dell&#8217;Allodola e, infine, il dottor Simone Alemanno ha parlato del Progetto Coturnice in Umbria.</p>
<p>Al termine delle relazioni il presidente nazionale di Federcaccia Gian Luca Dall&#8217;Olio ha chiuso il convegno con un intervento toccante, che ha messo a confronto alcune realtà limitrofe a quella italiana e le scelte operate dal mondo venatorio nostrano nel recente passato, rivendicando, appunto, la necessità di essere padroni del proprio destino anche per i cacciatori italiani, al pari dei loro colleghi europei. Un percorso che passa necessariamente attraverso una maturazione collettiva e scelte che porteranno risultati a medio termine, privilegiando la qualità alla quantità sotto ogni aspetto. La giornata si è conclusa con una splendida cena a base di pesce, specialità della casa, al termine della quale si è svolta l’estrazione della prima lotteria del federcacciatore. Di seguito l’elenco dei biglietti fortunati e dei relativi dieci premi abbinati loro:</p>
<p>Primo premio – fucile da caccia Rizzini: B2842</p>
<p>Secondo premio – ottica da battuta “Konuspro M-30” 1-4&#215;24, diametro 30mm: B2800</p>
<p>Terzo premio – gift card del valore di 200 euro per acquisti su prodotti SHOT HUNT: B2297</p>
<p>Quarto premio – auricolare elettronico Mino Cens “4 Ears”: A0696</p>
<p>Quinto premio – beeper Canibeep Pro Num’axes: D7363</p>
<p>Sesto premio – prosciutto: A1583</p>
<p>Settimo premio – cena per due persone al ristorante La Locanda dei Golosi – Perugia: A0967</p>
<p>Ottavo premio – buono acquisto da 50 euro offerto dall’armeria La Balistica snc – Castel Del Piano (Perugia): A0501</p>
<p>Nono premio – collana di perle Miluna: E8110</p>
<p>Decimo premio – binocolo Nikon Sportstars Ex 8 x 25 Dcf: A0512.</p>
<p>Federcaccia Umbra ringrazia lo staff di Caccia Village per il fucile, la Shot Hunt, la Munarato, l’Armeria La Balistica, il Ristorante La Locanda dei Golosi per aver offerto i premi e, infine, la gioielleria Bartoccini per la collaborazione.</p>
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		<title>Del terremoto e dello sciacallaggio: ogni scusa è buona per gli anticaccia</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/del-terremoto-e-dello-sciacallaggio-ogni-scusa-e-buona-per-gli-anticaccia/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 09:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[enpa]]></category>
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		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Il confronto, anche aspro, di opinioni diverse espresse in buonafede, costituisce la base di ogni crescita culturale. Tuttavia, quando alle opinioni si sostituisce odio e preconcetto nei confronti di una categoria di cittadini, nella fattispecie cittadini onesti e incensurati, allora viene meno ogni possibilità di contraddittorio e si giunge a dover ribattere a delle farneticazioni&#8221;. ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/del-terremoto-e-dello-sciacallaggio-ogni-scusa-e-buona-per-gli-anticaccia/">Del terremoto e dello sciacallaggio: ogni scusa è buona per gli anticaccia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Il confronto, anche aspro, di opinioni diverse espresse in buonafede, costituisce la base di ogni crescita culturale. Tuttavia, quando alle opinioni si sostituisce odio e preconcetto nei confronti di una categoria di cittadini, nella fattispecie cittadini onesti e incensurati, allora viene meno ogni possibilità di contraddittorio e si giunge a dover ribattere a delle farneticazioni&#8221;. A parlare sono le sezioni di Umbria e Lazio di Federcaccia, intervenute per rispondere &#8220;a quelle esternate proprio ieri (2 novembre) dall’Ente nazionale per la protezione animali (Enpa) che, a proposito del nuovo, terribile terremoto che ha colpito il Centro Italia, ha dato sfoggio di sciacallaggio anticaccia chiedendo al ministro degli Interni Angelino Alfano di bloccare l’esercizio venatorio nelle quattro regioni interessate dal sisma, vale a dire Umbria, Marche, Lazio e già che c’erano anche l’Abruzzo, che per fortuna non risulta danneggiato da questo sisma&#8221;.</p>
<p>Secondo l’Enpa, fa notare l&#8217;associazione, &#8220;la caccia andrebbe chiusa sull’intera superficie delle quattro regioni italiane, malgrado il sisma abbia interessato – per fortuna – solamente pochi comuni confinanti fra loro. Le ragioni? Nell’ordine: la presenza di persone armate nei boschi rappresenterebbe un ulteriore fattore di rischio per l’incolumità delle persone e degli animali selvatici, i quali secondo l’Enpa sarebbero “gravemente provati dal terremoto”; lo spostamento dei mezzi dei cacciatori interferirebbe con il corretto funzionamento della macchina dei soccorritori; addirittura potrebbe accadere che qualcuno dei soccorritori stessi diventi bersaglio delle doppiette; a proposito di doppiette, gli spari dei cacciatori, sempre secondo l’Enpa, potrebbero minare ulteriormente la già difficile situazione psicologica delle popolazioni colpite&#8221;.</p>
<p>Insomma, &#8220;ogni scusa  è buona per chiedere la chiusura di un’attività legale, sana, all’aria aperta e che consente di tenere sotto controllo il territorio, specialmente in una situazione di forte rischio sciacallaggio come è appunto quella attuale. Ebbene, tanto per conoscenza dell’Enpa, la maggior parte dei territori interessati dal sisma ricade all’interno di aree protette, come il Parco Nazionale di Monti Sibillini o quello dei Monti della Laga, zone già da oltre venti anni interamente precluse all’attività venatoria. Riguardo le popolazioni colpite dal terremoto, queste risiedono in aree immediatamente adiacenti i centri abitati, di scarso o nullo interesse venatorio. Inoltre, in quelle comunità pressoché ogni famiglia conta almeno un cacciatore, che tra l’altro ha già pagato i circa 500 euro di licenza prima che si verificasse il sisma. Vietare la caccia sarebbe soltanto un’ulteriore beffa da aggiungere al danno immane già subito da queste persone&#8221;.</p>
<p>Federcaccia fa inoltre presente che &#8220;il mondo venatorio, sebbene non organizzato come gruppo di protezione civile in maniera autonoma, conta moltissimi effettivi fra i volontari. Quindi sono davvero numerosi i cacciatori che, in questo periodo, non vanno a caccia per scelta propria, perché stanno prestando soccorso alle popolazioni colpite dal sisma. Anche a livello economico, poi, chiudere la caccia significherebbe penalizzare ulteriormente le poche attività rimaste ancora in piedi. La caccia porta con sé un indotto, sia pur modesto, per i bar, i ristoranti, i distributori di carburante delle zone frequentate dagli appassionati. Riguardo il presunto stress subito dagli animali in occasione del terremoto, sappia l’Enpa che la selvaggina oggetto di caccia da ottobre sino a fine gennaio è prevalentemente migratoria, dunque di passo, pertanto impossibile da stressare con un terremoto. L’unica specie di fauna stanziale di interesse venatorio, a parte la lepre, è il cinghiale, che interessa oltre il 50% dei cacciatori. Tuttavia questo animale non soltanto non risulta stressato dal terremoto, ma proprio dal terremoto sta traendo giovamento e insolito, macabro nutrimento. E’ di qualche giorno fa, ad esempio, la richiesta da parte del sindaco di Visso di recinzioni elettrificate per proteggere i cimiteri civici dalle incursioni dei cinghiali. Non ci sentiamo di aggiungere altro&#8221;.</p>
<p>Infine, &#8220;insinuare che i soccorritori potrebbero diventare bersaglio dei cacciatori è ridicolo e diffamante. Al riguardo stiamo già valutando una class-action nei confronti dell’Enpa, in rappresentanza dei circa 500 mila cacciatori italiani. In conclusione, chiediamo al ministro Alfano di non ascoltare le farneticazioni dell’Enpa, intrise di acredine pretestuosa e di ideologia anticaccia, e di continuare ad occuparsi di questioni ben più importanti come il concreto sostegno alle popolazioni colpite dal sisma, l’azione di polizia tuttora in atto per proteggere i centri ormai disabitati da possibili attività criminali e garantire la sicurezza dei cittadini&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;Umbria trionfa al 48mo campionato italiano Sant&#8217;Uberto a squadre</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 14:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Lavoro, fatica, programmazione, cura dei dettagli: sono gli ingredienti indispensabili per raggiungere grandi traguardi agonistici. In qualsiasi disciplina. E la cinofilia non è certo da meno, a giudicare dalla prestazione impressionante offerta dai tre componenti la squadra umbra al 48mo campionato italiano Sant’Uberto a squadre, disputatosi sabato e domenica scorsi (8 e 9 ottobre) nella ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Lavoro, fatica, programmazione, cura dei dettagli: sono gli ingredienti indispensabili per raggiungere grandi traguardi agonistici. In qualsiasi disciplina. E la cinofilia non è certo da meno, a giudicare dalla prestazione impressionante offerta dai tre componenti la squadra umbra al 48mo campionato italiano Sant’Uberto a squadre, disputatosi sabato e domenica scorsi (8 e 9 ottobre) nella magnifica tenuta di Poggiovalle, a Ponticelli, nel comune di Città della Pieve (Pg). Ben 15 le regioni presenti all’appuntamento, con 29 squadre a rappresentarle, per un totale di 87 concorrenti. A spuntarla, con 190 punti, è stata la squadra Umbria 1, davanti al Lazio (179) e alla Toscana (176). Gianni Stafissi Buricca, Fabrizio Mengoni e Paolo Fussi (nella foto) hanno dato prova, insieme ai rispettivi ausiliari, di grande determinazione, abilità venatoria, correttezza, destrezza e rispetto per l’ambiente, facendo segnare punteggi da record che vanno ben oltre la soglia dell’eccellenza.</p>
<p>I presidenti di giuria Ezio Bordoni,  Ivo Pulcinelli,  Walter Viozzi e i giudici federali Alessandro  Franceschini, Claudio Mazzoli e Federico Martinelli, coordinati dal responsabile di Segreteria Roberto Malfagia e sotto l’occhio vigile e severo del delegato nazionale Luigi Chiappetta, hanno potuto visionare lotti di ausiliari e concorrenti di ottimo livello, specialmente per ciò che concerne l’addestramento e le correttezze. Ma a dirla tutta a Poggiovalle, grazie alla macchina organizzativa e alla disponibilità della struttura, ogni aspetto della manifestazione è andato per il verso giusto. L’evento, che anche quest’anno è stato sostenuto dallo sponsor nazionale Bighunter, ha raggiunto livelli organizzativi degni delle migliori competizioni europee. Al punto che proprio il severo Chiappetta, nel suo discorso durante le premiazioni, ha usato la parola “perfezione” per definire la due giorni. “Ringrazio tutti – le parole del delegato –, a cominciare dalla Federcaccia Umbra e le Sezioni Provinciali di Perugia e Terni insieme al loro staff, che ha curato ogni dettaglio in maniera egregia”. Presenti alle premiazioni, a raccogliere a nome di tutti le congratulazioni del livello nazionale, il vicepresidente regionale Mauro Bacaro e i due presidenti provinciali di Federcaccia Perugia e Terni, Alessandro Barbino e Giulio Piccioni, che tanto si sono adoperati per la perfetta riuscita della manifestazione. Chiappetta ha poi chiesto un grande applauso per Ivo Angeli, figura storica della cinofilia di Federcaccia a qualsiasi livello, recentemente scomparso dopo una lotta impari con un brutto male. Fino a due anni fa In Umbria – e non solo in Umbria – era proprio Ivo, nativo di Città della Pieve, ad occuparsi di ogni dettaglio relativo a qualsiasi manifestazione cinofila.</p>
<p>“Per noi questa era la prova di maturità”, ha detto il presidente provinciale di Perugia Alessandro Barbino. “Fino a ‘ieri’ Ivo ci ha viziato, ci aveva abituati troppo bene. Questa volta abbiamo fatto tutto da soli, abbiamo raccolto la sfida e ci abbiamo messo tanto impegno, cercando di mettere tutti i concorrenti nelle condizioni di esprimersi nel migliore dei modi. Speriamo di aver offerto una buona prova”.“Il pensiero di Ivo Angeli fa tremare la voce a molti di noi – l’intervento del presidente provinciale di Terni Giulio Piccioni –, personalmente lo consideravo il motorino della Federcaccia. Voglio ringraziare tutti per aver preso parte a questo evento, soprattutto i concorrenti ma in maniera speciale chi, fra di loro, pur sapendo di non avere i mezzi per competere ai vertici ha deciso ugualmente di affrontare la trasferta e portare il proprio contributo di sportività e passione”.</p>
<p>Infine il vicepresidente nazionale Antonio D’Angelo, nel complimentarsi a sua volta con Federcaccia Umbra, ha ribadito tra gli applausi che  “il nostro scopo è e sarà sempre quello di valorizzare il grande cane da caccia e la passione di tutti voi. Dobbiamo migliorare ancora, ma voi continuate a coltivare la vostra passione e ad allenarvi assieme ai vostri cani da ferma: i risultati prima o poi arriveranno”. Si ringraziano per il fattivo contributo anche gli sponsor regionali Mister Mix e New Segugio Europa.</p>
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		<title>Caccia e pesca, mancanza di controlli: la proposta di Federcaccia</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2016 08:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> La Federcaccia Provinciale di Perugia ritiene opportuno e quanto mai attuale ritornare sull’argomento della vigilanza ittico-venatoria dopo queste prime giornate di caccia. Anche nelle ultime giornate le richieste avanzate da varie parti del territorio riguardo interventi di verifica e controllo sull’attività venatoria sono rimaste sostanzialmente prive di riscontro, stante la difficoltà dei vari corpi di polizia giudiziaria ad affrontare ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La Federcaccia Provinciale di Perugia ritiene opportuno e quanto mai attuale ritornare sull’argomento della vigilanza ittico-venatoria dopo queste prime giornate di caccia. Anche nelle ultime giornate le richieste avanzate da varie parti del territorio riguardo interventi di verifica e controllo sull’attività venatoria sono rimaste sostanzialmente prive di riscontro, stante la difficoltà dei vari corpi di polizia giudiziaria ad affrontare servizi così particolari e disseminati sul territorio. D’altra parte è impensabile non avere una seria e capace azione di controllo del territorio rurale, adesso venuta meno, finalizzata alla tutela del patrimonio faunistico ed ambientale e di contrasto al fenomeno del bracconaggio.</p>
<p>Contestualmente è forte, tra il mondo venatorio, la richiesta di controlli seri e sistematici, in quanto reputato assolutamente necessario isolare chi non rispetta leggi e regolamenti, arrecando non solo un danno al patrimonio faunistico ma anche all’immagine di migliaia di cacciatori che esercitano correttamente la propria passione. Per quanto sopra, rinnoviamo un pressante invito alle competenti Istituzioni affinché si avvii un serio confronto all’interno del quale le associazioni venatorie possano dare un fattivo contributo, con le proprie organizzazioni, a trovare una soluzione che consenta un tranquillo e sereno svolgimento dell’attività venatoria nel pieno rispetto della fauna cacciabile e non.</p>
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		<title>A Città della Pieve il 48mo campionato italiano Sant&#8217;Uberto a squadre</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2016 13:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La grande cinofilia della Federazione Italiana della Caccia di nuovo ospite dell’Umbria. Federcaccia Umbra è orgogliosa di presentare la finale nazionale del Sant’Uberto a squadre, in programma sabato 8 e domenica 9 ottobre presso la Tenuta di Poggiovalle, a Ponticelli nel comune di Città della Pieve, in provincia di Perugia. I turni partiranno sabato mattina alle 6.30, e vedranno impegnati – per la prima giornata – i concorrenti provenienti da Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Toscana e Umbria. Il giorno seguente, domenica 9, alla stessa ora partiranno i turni per i concorrenti provenienti dalle regioni più lontane: Basilicata, Calabria, Friuli V. G., Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto.</p>
<p>Il controllo e le valutazioni delle prestazioni offerte dai concorrenti sarà affidato ai presidenti di giuria Ezio Bordoni,  Ivo Pulcinelli,  Walter Viozzi, con i giudici federali Alessandro  Franceschini, Claudio Mazzoli e Federico Martinelli. Al delegato nazionale Luigi Chiappetta il compito di supervisionare l’andamento della manifestazione. Responsabile della Segreteria organizzativa è Roberto Malfagia, coadiuvato dal referente umbro Alessandro Barbino, presidente provinciale della Federcaccia Perugia. In palio premi e trofei per le prime tre squadre classificate. Vige il Regolamento Federcaccia Campionato Italiano Sant’Uberto a squadre &#8211; edizione 2016, consultabile sul sito <a href="http://www.federcaccia.org">www.federcaccia.org</a>.</p>
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		<title>Armi nelle Questure, &#8220;Mettiamole all’asta per le popolazioni terremotate&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2016 09:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Con una lettera ai prefetti e ai questori di Perugia e Terni, Federcaccia Umbra ha proposto ufficialmente l’indizione di un’asta di beneficenza per raccogliere fondi utili a sostenere le popolazioni del Centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto scorso.  Sono molte, ad oggi, le armi riconsegnate in Questura da vari ex possessori che, per diversi motivi, non ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Con una lettera ai prefetti e ai questori di Perugia e Terni, Federcaccia Umbra ha proposto ufficialmente l’indizione di un’asta di beneficenza per raccogliere fondi utili a sostenere le popolazioni del Centro Italia colpite dal sisma del 24 agosto scorso.  Sono molte, ad oggi, le armi riconsegnate in Questura da vari ex possessori che, per diversi motivi, non hanno più intenzione di detenerle o che non risultano più idonei alla loro detenzione e possesso. La norma prevede che le armi riconsegnate debbano essere smaltite, il che probabilmente comporterebbe anche rilevanti costi da sostenere. La proposta di Federcaccia Umbra è quella, invece, di provare a venderle a cacciatori, collezionisti e amanti del settore. Il ricavato potrebbe poi essere devoluto a sostegno delle popolazioni colpite dal recente terremoto. “Siamo fiduciosi in un positivo accoglimento della nostra proposta – dichiara il presidente di Federcaccia Umbra Franco Di Marco – e per questo siamo ottimisti nell’attendere le risposte dei questori e dei prefetti contattati”.</p>
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		<title>Migratoria in Toscana, scongiurato l&#8217;aumento esorbitante dei costi</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 09:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Scongiurato l’aumento a 150 euro della tassa per esercitare la caccia in mobilità alla selvaggina migratoria nella Regione Toscana. Come per le precedenti stagioni venatorie, i cacciatori Umbri potranno continuare ad usufruire di un pacchetto di venti giornate di caccia alla selvaggina migratoria in Toscana al costo di 35 euro. Federcaccia Umbra ringrazia l’assessore regionale Fernanda Cecchini e la presidente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Scongiurato l’aumento a 150 euro della tassa per esercitare la caccia in mobilità alla selvaggina migratoria nella Regione Toscana. Come per le precedenti stagioni venatorie, i cacciatori Umbri potranno continuare ad usufruire di un pacchetto di venti giornate di caccia alla selvaggina migratoria in Toscana al costo di 35 euro. Federcaccia Umbra ringrazia l’assessore regionale Fernanda Cecchini e la presidente della giunta regionale Catiuscia Marini, per l’impegno profuso e per l’ottimo risultato ottenuto.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/migratoria-in-toscana-scongiurato-laumento-esorbitante-dei-costi/">Migratoria in Toscana, scongiurato l&#8217;aumento esorbitante dei costi</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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