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	<title>Perugia Online &#187; Filippo Timi</title>
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		<title>Nora, Torvald, e la loro “Casa di bambola”</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Mar 2017 14:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA["Una casa di bambola"]]></category>
		<category><![CDATA[Andr?e Ruth Shammah]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Timi]]></category>
		<category><![CDATA[Ibsen]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Quando fu placata la tua angoscia non per ciò che minacciava me, ma per ciò che avrebbe potuto colpire te, quando ogni pericolo fu passato&#8230; Facesti come se non fosse successo niente&#8230; Come sempre ridiventai la tua lodoletta, la tua bambola, che intendevi portare in palma di mano con raddoppiata cautela, perché era tanto debole ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Quando fu placata la tua angoscia non per ciò che minacciava me, ma per ciò che avrebbe potuto colpire te, quando ogni pericolo fu passato&#8230; Facesti come se non fosse successo niente&#8230; Come sempre ridiventai la tua lodoletta, la tua bambola, che intendevi portare in palma di mano con raddoppiata cautela, perché era tanto debole e fragile. Torvald, in quel momento ho avuto l’intuizione di aver abitato qui otto anni con un estraneo e di avere avuto con lui tre figliuoli. Oh, non ci devo pensare! Mi farei a brani”.</p>
<p>Ci sono l’ipocrisia di un salotto borghese, arredato con gusto, ma senza lusso – perché il lusso non può permetterselo ancora l’avvocato Torvald Helmer, che attende, trepidante, “la meraviglia” della sua promozione a direttore di banca –, i sobri addobbi natalizi collocati, con cura e premura, accorgimento delicato, in un soggiorno che è un ring, dove agiscono umanità stanche, indolenti, fittiziamente allegre, ma non felici, irretite nelle asfissianti convezioni sociali, il matrimonio fra Torvald e Nora, che si rivelerà, dopo otto anni di unione altrettanto allegra, ma non felice, una mera sovrastruttura&#8230; C’è tutto questo nel teatro borghese di Ibsen di fine Ottocento, rivisitato in chiave tragicomica, da una audace Andrée Shammah, “che con i classici – come ha acutamente osservato Magda Poli in un articolo apparso sul Corriere della Sera – ha un rapporto di lievità giocosa”: si pone alla costante ricerca del maschile, Shammah, e alla crisi di identità innescata in quest’ultimo – o, per meglio dire, in questi ultimi: i ruoli del marito Torvald, del dottor Rank, del procuratore Krogstad sono tutti affidati all’estro espressivo di Filippo Timi – da Nora, magistralmente interpretata da Marina Rocco, protagonista indiscussa del dramma, inscenato, fino ad oggi, domenica 19 marzo, al teatro Morlacchi di Perugia (“Una casa di bambola” con Filippo Timi, Marina Rocco, e con la partecipazione di Mariella Valentini, Andrea Soffiantini, Marco De Bella, Angelica Gavinelli e Paola Senatore: traduzione, adattamento e regia, Andrée Ruth Shammah; una produzione Teatro Franco Parenti, Fondazione Teatro della Toscana).</p>
<p>Uno “scoiattolino”, Nora, che saltella in un salotto in cui giocare con le bambole – i tre figli avuti da Torvald –, in cui inventare ogni giorno “il romanzo” della sua vita di bambina capricciosa e innocente, totalmente dedita al marito, ma in grado di arrivare a compromettersi (anche legalmente) e di sedurre altri uomini per rispondere, furbescamente e in modo tutt’altro che ingenuo, alla logica del “dio danaro”: Nora truffatrice per procacciarsi i soldi necessari per portare il marito, malato, in Italia, Nora affabulatrice e seduttrice, Nora sensibile al fascino delle moine, Nora attrice, che svela il gioco del teatro nel teatro, e che si avvicenda, inerme e al contempo consapevole, al suo stesso destino di teatrante, Nora leggera, eppure tragicamente greve, fragile, bambinesca, ma non bambolesca. Perché Nora gioca soltanto, in otto anni di recita, a fare la bambola, imprigionando tutti i personaggi maschili del testo in una solitudine soffocante, disarmante: non una proto-femminista, come nelle letture classiche del dramma di Ibsen, ma una donna, alla fine, risoluta e ribelle che manda all’aria il perbenismo di una vita che non sente come sua, asfittica, per volgersi alla ricerca di sé, e di un’analisi lucida e spietata di rapporti sociali non convenzionali, la cui essenza non sia più la finzione, la menzogna.</p>
<p>Bambola del padre, prima, bambola del marito, poi, e, nella finzione, madre delle sue bambole – i suoi stessi figli – Nora – “che femmina, questa Nora!” esclama Camilla Tagliabue in un articolo pubblicato su Il Fatto Quotidiano – si alza – recitano le note di regia – e risponde a Torvald, marito dolce e affabile, nella versione di Shammah, che la esorta a ravvedersi, a non andarsene, a credergli quando le dice che avrebbe trovato la forza di “diventare diverso”: “Sì, forse, se ti si toglie la bambola”. Vola fuori dalla gabbia delle ipocrisie e degli “artigli assassini dello sparviero”, “lo spaventato uccellino canoro”. Per non continuare “a fare la commedia”. Dietro le quinte di un teatro leggero ed epifanico, costantemente mutevole e piegato ai colpi di scena, concettuale, tutto giocato sulla forma dialogica e monologica. Un teatro che si disvela. Come le coperte, rosa, verdi, arancioni, gettate, e poi tolte, sulle e dalle poltrone del salotto. A coprirlo, e poi disvelarlo, quel salotto borghese arredato con gusto, ma senza lusso.</p>
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		<title>Filippo Timi in scena al teatro Morlacchi con lo spettacolo &#8220;Una casa di bambole&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Mar 2017 11:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Timi]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro Morlacchi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La prossima settimana, da martedì 14 a domenica 19 marzo, arriva al teatro Morlacchi di Perugia uno degli spettacoli più attesi della Stagione, &#8220;Una casa di bambola&#8221;, con Filippo Timi, Marina Rocco e Mariella Valentini, Andrea Soffiantini, Marco De Bella, Angelica Gavinelli, Paola Senatore. Scritta da Ibsen nel 1879, l’opera è sempre stata identificata come il manifesto dei diritti delle donne e del loro ruolo nella società e il motivo per il quale viene continuamente presentata in tutto il mondo (perfino in Cina), è il suo tema centrale, sempre attuale perché universale: il confronto tra l’identità maschile e quella femminile.</p>
<p>L’innovativa regia di Andrée Ruth Shammah penetra negli strati dell’affascinante universo dei personaggi, per esplorare la profonda crisi di identità del “maschile” distanziandosi dalle facili interpretazioni che hanno spesso accompagnato il testo e il personaggio di Nora, la sua protagonista, qui interpretata da una sorprendente Marina Rocco. Nora gioca a fare la bambola per imprigionare il marito nel suo ruolo di maschio, fino a quando si stufa e cambia radicalmente, facendolo precipitare in una profonda crisi. È proprio questo il momento in cui si condensa l’attenzione della regista, che da donna, posa il suo sguardo non sulla donna che si ribella, bensì sulla solitudine dei personaggi maschili del testo, tutti interpretati dall’estro espressivo di Filippo Timi.</p>
<p>Il complesso intreccio, avvincente come un thriller e intrigante come un giallo, fatto di sentimenti e passioni, truffe e calcoli, inganni, utopie e rese dei conti, è solo un pretesto che Andrée Ruth Shammah usa per coinvolgerci in un appassionante viaggio nei rapporti tra i diversi e sofisticati ruoli maschili e femminili che popolano il testo ibseniano. Giovedì 16 marzo, alle 17,30, al Teatro Morlacchi, Filippo Timi e Marina Rocco con tutta la compagnia partecipano all’incontro con il pubblico tenuto dal Prof. Alessandro Tinterri, docente di Storia del Teatro e dello Spettacolo e di Storia e Critica del Cinema dell’Università degli Studi di Perugia. Al termine presso il Caffè del Teatro, l’Azienda agraria Terre de la Custodia offrirà al pubblico una degustazione dei propri vini.</p>
<p>La prevendita dei biglietti viene effettuata, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, presso l’Agenzia n°2 dell’Unicredit, in Via Mario Angeloni 80 e dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13,30 e dalle 17 alle 20, il sabato dalle 17 alle 20, al botteghino del teatro Morlacchi. Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria <a href="http://www.teatrostabile.umbria.it">www.teatrostabile.umbria.it</a> e presso il Piccadilly Box Office di Collestrada.</p>
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		<title>&#8220;Skianto&#8221;, ovvero il tema del &#8220;diverso&#8221; affrontato con l&#8217;ironia di Filippo Timi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 19:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Adele Mauro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA["Skianto"]]></category>
		<category><![CDATA[cerebroleso]]></category>
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		<category><![CDATA[Filippo Timi]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Un monologo ironicamente drammatico. &#8220;Skianto&#8221;, di e con Filippo Timi, è uno spettacolo ironico, ma dietro l&#8217;ironia e le divertentissime battute si cela il dramma delle persone &#8220;diverse&#8221;.Il tema centrale è la disabilità: l&#8217;handicap con tutti i suoi silenzi, le sue incomprensioni, i suoi misteri, visto e raccontato da chi è &#8220;diverso&#8221;, da chi vorrebbe dire tante cose, da chi vorrebbe vivere come tutti, e che prova, ama, sogna, desidera, si arrabbia come tutti, ma che per il mondo è soltanto un diverso.</p>
<div>Nessuno sa cosa pensano gli &#8220;handicappati&#8221;, e tutto quello che non si conosce fa paura. La disuguaglianza porta sempre più disuguaglianza, Timi ha provato a interpretare, ha provato a rendere quei silenzi parole, frasi, racconti, ha provato a dare voce a chi la voce non ce l&#8217;ha, a chi non riesce a comunicare le proprie emozioni, i propri desideri, le proprie paure, che sono le emozioni, i desideri e le paure di tutti.</div>
<div></div>
<div>Filippo è un bambino &#8220;nato con la scatola cranica sigillata&#8221;, non parla, non cammina, ma prova sentimenti ed emozioni come i &#8220;normali&#8221;. L&#8217;attore perugino prova a entrare nel mondo del &#8220;cerebroleso&#8221;, nella sua testa, ma soprattutto nel suo cuore e riesce a farlo con una simpatica dolcezza che commuove e diverte allo stesso tempo. Il tutto con una poesia intima, intensa, con un velo di tristezza e di malinconia, che è accompagnato dagli eccessi alla Timi. Un Timi che conosce il problema della disabilità a fondo, da vicino e che ha vissuto l&#8217;esperienza di sua cugina Daniela con tanta sofferenza ma anche con tanta attenzione, e che ha sempre cercato di leggerla nel profondo e di interpretare il suo cuore.</div>
<div></div>
<div>Il problema reale dei cerebrolesi è la loro incapacità di farsi capire, di far comprendere i loro sogni, i loro sentimenti. Noi non sappiamo quello che provano perché non riescono a dirlo con il linguaggio comune. Il loro comunicare è per noi incomprensibile.</div>
<div>Non è un semplice spettacolo teatrale, &#8220;Skianto&#8221; è un viaggio commuovente  nel mondo della diversità, che è più vicino a noi di quanto possiamo immaginare.</div>
<div></div>
<div>Un testo emotivamente forte, un&#8217;ironia intelligentissima espressa in dialetto popolare, un&#8217;artista dalla sensibilità unica. Timi riesce a mostrare quanti colori e quante sfumature ci sono nel mondo di chi ai nostri occhi passa quasi sempre inosservato.</div>
<div>Solo Filippo Timi sul palco, eccetto il talentuoso ed emozionante cantante Andrea Di Donna che accompagna la seconda parte del monologo dell&#8217;artista perugino, la parte più introspettiva e drammatica dello spettacolo.</div>
<div></div>
<div>Che cos&#8217;è la normalità? Chi stabilisce cos&#8217;è la normalità? E il diverso coincide davvero con lo &#8220;sbagliato&#8221;?</div>
<div>Lo spettacolo non può non concludersi con un richiamo alla regina delle favole: Pinocchio. Perchè la voglia di farsi capire è talmente forte, che Filippo arriva fino alla Fata Turchina chiedendole di farlo diventare un bambino normale. Anche solo per dire ai genitori quel &#8220;ti voglio bene&#8221; di cui sicuramente hanno la consapevolezza, ma che ha comunque bisogno di dire, anzi di urlare.</div>
<div>E&#8217; uno spettacolo inaspettatamente forte, coinvolgente, emozionante e orgogliosamente &#8220;perugino&#8221;.</div>
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		<title>PostMod, da domani Perugia ha un nuovo cinema</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 23:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Xavier Dolan]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Prima teatro poi cinema, un tempo Modernissimo oggi PostMod. Mancano meno di 24 ore all&#8217;apertura del nuovo spazio culturale in via del Carmine. Quattro mesi di lavori, notti insonni e calcinacci come raccontano i quattro protagonisti di questa impresa eroica. Un po&#8217; a causa dei lavori, un po&#8217; per destino il battesimo avverrà domani, 16 dicembre ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Prima teatro poi cinema, un tempo Modernissimo oggi PostMod. Mancano meno di 24 ore all&#8217;apertura del nuovo spazio culturale in via del Carmine. Quattro mesi di lavori, notti insonni e calcinacci come raccontano i quattro protagonisti di questa impresa eroica. Un po&#8217; a causa dei lavori, un po&#8217; per destino il battesimo avverrà domani, 16 dicembre 2014, lo stesso giorno in cui 38 anni fa vedeva la luce il cinema Modernissimo guidato dalla famiglia Donati.</p>
<p><strong>La struttura</strong> &#8211; Il nuovo cinema avrà tre sale. La principale, la Sala Donati, è dedicata alla famiglia che più di ogni altra ha creduto in questo progetto e conterà 159 posti- Sono invece 54 e tutte colorate le poltroncine della Sala Visconti. Entrambe attrezzate con proiettori 4K di ultima generazione, per una visione di livello superiore e una programmazione cinematografica dove convivranno le più interessanti novità del panorama mondiale, gli inediti in Italia, i titoli d&#8217;essai e tutto quel che in passato ha faticato a trovare spazio nelle altre sale della regione. Infine la terza sala, piccola ma allo stesso tempo accogliente che,  come la terza pagina di un quotidiano, sarà dedicata alla ricerca, alle retrospettive e agli approfondimenti.</p>
<p><strong>Non solo cinema</strong> &#8211; Oltre alla normale programmazione nelle due sale principali, il PostMod ospiterà spettacoli teatrali, concerti, mostre e rassegne. In programma un primo evento già il 22 dicembre:  la sonorizzazione live del film di Hitchcock Blackmail, organizzata con il British Film Institute in anteprima italiana. Poi, da gennaio, al via anche la programmazione teatrale curata da Francesco Rossini. La stagione sarà inaugurata da David Riondino che, per l&#8217;occasione, ha scritto un piccolo spettacolo di teatro canzone. La sezione musicale sarà invece curata da Michele Bellucci e già a fine gennaio ospiterà concerti di gruppi locali che non trovano spazio nei club della città. La sezione artistica, coordinata da Ivan Frenguelli, prevede invece mostre ed estemporanee. Già da oggi sulle pareti del foyer si possono ammirare le opere di due giovani artisti, Francesco Ciavaglioli e Michele Santi.</p>
<p><strong>CineMà</strong> &#8211; Rassegne, cinema d&#8217;autore, film per più piccoli e terza sala. Ma Post Mod significa anche Cine Mà, un&#8217;iniziativa lanciata da una sostenitrice e subito accolta dalla cooperativa e dedicata ai genitori che non possono godersi i film la sera. Tutti i sabati mattina uno spazio dedicato alle famiglie con bambini, posto per passeggini e carrozzine, fasciatoio in bagno, volumi bassi in sala per non disturbare il sonno dei più piccoli.</p>
<p><strong>Apertura al pubblico</strong> &#8211; In via del Carmine si stanno facendo gli ultimi ritocchi. Domani un piccolo aperitivo di benvenuto per tutti i sostenitori del progetto, da giovedì 18 invece il cinema sarà aperto a tutta la città. Il primo film che i quattro hanno scelto è l&#8217;esclusiva per Perugia di uno dei più giovani e promettenti cineasti del panorama mondiale: Mommy, del canadese Xavier Dolan,  regista che, a soli 25 anni, si è portato a casa il Premio della Giuria all&#8217; ultimo festival di Cannes. Partono subito anche le rassegne come KinderKino,per gli spettatori più giovani, con Un gatto a Parigi di Michel Gondry. In programma da qui alla fine dell&#8217;anno, nella TerzaSala, ci saranno anche i film Is the man who is tall happy? An animated conversation with Noam Chomsky e Frank, oltre ad una retrospettiva su Xavier Dolan.</p>
<p><strong>L&#8217;Anonima Impresa Sociale</strong> &#8211; Cuore del progetto è l&#8217;Anonima Impresa Sociale Società Cooperativa, fondata da quattro perugini con esperienze importanti nel settore della cultura, del cinema e dello spettacolo: Giacomo Caldarelli, Ivan Frenguelli, Andrea Mincigrucci e Andrea Frenguelli. Insieme a loro una folta schiera di &#8220;soci sostenitori&#8221; che hanno aderito con entusiasmo alla campagna di azionariato diffuso inaugurata a fine agosto: quasi 100 persone hanno deciso di partecipare attivamente al progetto, sostenendolo con una quota di 100€ e diventando così parte attiva del PostModernissimo. Il crowdfunding, la raccolta fondi, ha coinvolto in poco più di 3 mesi oltre 600 persone, con quasi 1000 biglietti omaggio già assegnati. Una chiara dimostrazione che il primo cinema di comunità italiano è sorto nella città giusta, pronta a sostenere con forza un progetto volto a promuovere una nuova idea di arte e società, di formazione e partecipazione nel cuore del centro storico. C&#8217;è ancora tempo fino al 31 dicembre 2014 per sostenere l&#8217;iniziativa attraverso il crowdfunding mentre il tesseramento continuerà per permettere a tutti di accedere ai vantaggi riservati ai soci.</p>
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		<title>PostModernissimo, su il sipario sul progetto</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 12:37:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Timi]]></category>
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		<category><![CDATA[Postmodernissimo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si comincia domani, alle 18 con un aperitivo tra i soci e chi ha aderito al crowdfunding, poi giovedì si parte con le prime proiezioni. Tre sale, tutte dotate dei più aggiornati sistema audio e con proiettori 4K per guardare al futuro &#8220;visto che abbiamo fatto un investimento importante&#8221;. C&#8217;è anche Filippo Timi a fare ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/postmodernissimo-su-il-sipario-sul-progetto/">PostModernissimo, su il sipario sul progetto</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Si comincia domani, alle 18 con un aperitivo tra i soci e chi ha aderito al crowdfunding, poi giovedì si parte con le prime proiezioni. Tre sale, tutte dotate dei più aggiornati sistema audio e con proiettori 4K per guardare al futuro &#8220;visto che abbiamo fatto un investimento importante&#8221;. C&#8217;è anche Filippo Timi a fare il giro con i giornalisti e ad ascoltare il progetto di quello che sarà il Post Modernissimo. Sala Donati, sala Visconti e terza sala, rispettivamente 159, 54 e 30 posti a sedere.</p>
<p><strong>Il progetto &#8211;</strong> Tutto questo è stato possibile grazie ad una campagna di crowdfunding che ha raccolto oltre 20mila euro. oltre 300 raser mentre i soci che si sono iscritti alla cooperativa sono una cinquantina. oltre mille i biglietti omaggi che il PostModernissimo ha assegnato. &#8220;La città ha fatto un investimento emozionale su di noi &#8211; spiegano alla conferenza con la stampa locale &#8211; ora noi abbiamo investito su Perugia&#8221;. La linea cinematografica che assumeranno? &#8220;Siamo in continuo Work in progress &#8211; spiegano ancora &#8211; , decideremo insieme ai cittadini se raddrizzare le no la nostra scelta cinematografica. Per ora abbiamo un calendario di programmazione, questo è quello che abbiamo pensato di proporvi&#8221;.</p>
<p><strong>Non solo cinema &#8211;</strong> Il PostModernissimo non sarà solo cinema, ma Uno spazio polifunzionale che comprenderà anche una stagione teatrale, mostre di nuovi artisti e prevederà anche una stagione musicale molto intensa.</p>

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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/postmodernissimo-su-il-sipario-sul-progetto/">PostModernissimo, su il sipario sul progetto</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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