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	<title>Perugia Online &#187; Football Fest</title>
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		<title>A settembre la terza edizione di &#8220;Football Fest&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 09:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Anche quest’anno la città di Perugia è pronta ad ospitare il Festival del calcio e dello sport (Football Fest), giunto alla sua terza edizione. L’evento è in programma dal 14 al 17 settembre e verrà anticipato dall’amichevole di calcio “Memorial Pazzagli”, di scena il 17 giugno presso lo stadio Santa Giuliana. Ad illustrare la pratica in giunta è stato l’assessore Michele Fioroni, il quale ha ricordato come il festival preveda quattro giorni di incontri, interviste, spettacoli; protagonisti a teatro ed in piazza giornalisti, esperti, professionisti. All’interno del festival spazio per il gioco, dalla playstation al subbuteo, dal bubble soccer al biliardino. Non solo calcio al Football fest, visto che, grazie alla collaborazione con Coni e Comitato paralimpico ci saranno attività dedicate a tanti altri sport.</p>
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		<title>Moggi su “Calciopoli”: “Eravamo i più forti, su di noi solo bugie”</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 08:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Non ho mai chiesto un arbitro”. A parlare è Luciano Moggi che, ospite sabato sera a Perugia in occasione di “Football Fest, ha ripercorso le fasi del processo “Calciopoli” (dal quale uscì prescritto ma non assolto) smontandole pezzo per pezzo. “Noi della Juventus non facevamo i Facchetti, non avevamo bisogno di raccomandazioni: eravamo i più forti. Con i nostri giocatori l’Italia nel 2006 ha vinto i Mondiali di Germania senza considerare poi quelli che militavano nella Francia”.</p>
<p><strong>GUERRA INTERNA</strong> Secondo Moggi, però, non tutti gli attacchi sono arrivati dall’esterno. “Con la morte di Gianni Agnelli &#8211; ha ricordato &#8211; ci siamo ritrovati senza difese e così i discendenti dell’avvocato, guidati da Grande Stevens e Gabetti, ci hanno voluto fare fuori. Purtroppo per loro eravamo una dirigenza di successo e così hanno dovuto muoversi in maniera diversa. Eppure noi ci siamo battuti sempre per fare grande la Juventus: non tutti sanno, per esempio, che lo stadio è stato disegnato da noi e sempre noi abbiamo pagato il terreno tirando fuori 29 milioni di euro. Quando siamo arrivati, poi, abbiamo trovato 55 miliardi di debiti a causa della gestione di Boniperti ma siamo stati in grado di riportare in equilibrio il bilancio senza chiedere mai un aumento di capitale. Ci aspettavamo un ringraziamento ma non è mai arrivato. In ogni caso io ritengo di essere stato un bravo dirigente”.</p>
<p><strong>IL CASO PAPARESTA </strong>Moggi ha poi parlato di quando discusse con l’arbitro Paparesta al termine della partita Reggina &#8211; Juventus, conclusasi 2 a 1 per i calabresi. “Ero arrabbiato con lui perché ci aveva fatto perdere non assegnandoci un gol regolare e un rigore. Sono quindi sceso negli spogliatoi per parlare ma non lo chiusi dentro. Mai. Anche lui, in seguito, lo ha confermato”. Eppure non è bastato per evitare il processo. “Palazzi ha fatto quello che gli dicevano di fare. Carraro volevo fare del Milan l’anti-Juve e s’inventarono che chiamai Racalbuto per far ammonire quanti più giocatori possibili dei rossoneri. Lo stesso Racalbuto che poi in un Juve &#8211; Roma ammonì 5 dei nostri. Solo bugie, le intercettazioni sono state manipolate e se il processo è finito con la prescrizione è perché i giudici non hanno trovato prove per punirmi”.</p>
<p><strong>CALCIO MALATO &#8211; </strong>Chi dopo “Calciopoli” si aspettava uno sport più pulito si è però sbagliato di grosso. “Dal 2006 &#8211; ha commentato &#8211; se ne sono viste di tutti i colori, non ci sono più regole. Un esempio è ora il Catania ma prima c’era Oriali che faceva il passaporto falso a Recoba. Masiello ha ammesso di aver truccato una gara con un autogol e gioca in A con l’Atalanta, Macalli che si dimette, ma di cosa stiamo parlando? La Juve è andata in Serie B per mancanza di difesa. Non correvamo alcun rischio, al contrario di altre squadre, eppure siamo retrocessi solo noi. La verità sta venendo a galla: prima per strada mi insultavano ma non me la sono mai presa mentre adesso tante persone la pensano come me”.</p>
<p><strong>CAMPIONATO &#8211; </strong>L’ex dirigente bianconero ha analizzato anche le big del nostro campionato. “A Firenze non sanno scegliere i giocatori: Rossi è stato comprato rotto mentre Gomez è uno spettatore non pagante. Montella con quello che aveva a disposizione ha fatto un gran lavoro e deve ringraziare Salah. Il Milan invece ha tutte mezzepunte che non fanno una squadra e dei difensori che lasciamo perdere. Su Thohir ho dei dubbi e se compra Kondogbia per 40 milioni significa che Pogba, preso a 0, ne vale 200”. Moggi ha infine voluto tirare una stoccata a chi nella scorsa stagione, come il Napoli, ha messo in relazione i successi sul campo con il fatturato. “Chi dice queste cose solitamente poi arriva quinto in campionato. La Juve ha i soldi perché vince gli scudetti e arriva in finale di Champions League. È stata simpatica per alcuni anni ma quando ha ripreso a vincere è tornata antipatica. Ma ha i giocatori più forti, nessun debito e una programmazione a lungo termine”.</p>
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		<title>Football Fest, le perle di Mario Sconcerti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 07:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Festival del calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Football Fest]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Dispensa saggezza il &#8220;grande vecchio&#8221; Mario Sconcerti al Blitz Cafè, durante l&#8217;ultima giornata del Festival del Calcio. Intervistato da Daniele Sborzacchi, il noto giornalista fiorentino, penna del Corriere della Sera sezione sportiva, presenta il suo nuovo libro (l&#8217;ottavo), intitolato &#8220;Storia del gol. Epoche, uomini e numeri dello sport più bello del mondo&#8221;. Incipit &#8211; Si ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Dispensa saggezza il &#8220;grande vecchio&#8221; Mario Sconcerti al Blitz Cafè, durante l&#8217;ultima giornata del Festival del Calcio. Intervistato da Daniele Sborzacchi, il noto giornalista fiorentino, penna del Corriere della Sera sezione sportiva, presenta il suo nuovo libro (l&#8217;ottavo), intitolato &#8220;Storia del gol. Epoche, uomini e numeri dello sport più bello del mondo&#8221;.</p>
<p><strong>Incipit</strong> &#8211; Si parte con lo scambio di saluti e i complimenti agli autori del fumetto &#8220;Un uomo diventato campione&#8221;, dedicato a Fabrizio Ravanelli (che aveva terminato appena prima), dopodiché uno Sconcerti impaziente di cominciare si accende una sigaretta e inizia a rispondere alle domande dell&#8217;intervistatore, confermando la sua cultura sportiva enciclopedica e il suo carattere del tutto particolare. La prima perla è di carattere antropologico: alla domanda se si augura di vedere un calcio più pulito risponde così: &#8220;Io non mi aspetto niente di più né dal calcio, né dal futuro. L&#8217;uomo è questo: da quando esiste la storia ha sempre rubato, ammazzato, corrotto e continuerà a farlo. L&#8217;onestà, quando c&#8217;è, è una pura convenienza&#8221;.</p>
<p><strong>Le origini del gol</strong> &#8211; Dopodiché si passa agli argomenti tecnici. Perché fare un libro sul gol? Risposta illuminante: il gol (o meglio &#8220;goal&#8221;, dall&#8217;inglese: meta, obiettivo) è ciò che fa nascere il gioco del calcio moderno, attorno al 1860, appunto in Inghilterra (perché genericamente a pallone si giocava già nella Firenze rinascimentale, come nella Cina imperiale o nel Messico azteco). Il termine è usato anche nel rugby, ma nel football va a indicare, anziché una porzione di terreno (indice di uno sport territoriale), un bersaglio ben preciso, la porta (anche se inizialmente, nei college inglesi veniva utilizzato &#8220;uno studente a gambe larghe, munito di apposite protezioni per le parti basse&#8221;). Si comincia quindi a passare ai raggi X una serie di squadre e campioni che hanno scritto la storia. E qui facciamo spazio alle citazioni augurandoci che siano rese il più fedelmente possibile.</p>
<p><strong>Le citazioni</strong> &#8211; &#8220;Giuseppe Meazza &#8211; inizia Sconcerti &#8211; è stato il più grande calciatore italiano, uno probabilmente ai livelli di Maradona, ma era un&#8217;altra epoca, si parla dell&#8217;anteguerra, non c&#8217;era la televisione, solo pochi filmati d&#8217;epoca, quindi non sarà mai apprezzato come merita&#8221;. &#8220;Il Grande Torino &#8211; continua &#8211; è stato una squadra meravigliosa, fatto curioso nessuno si ricorda il nome dell&#8217;allenatore perché ne ha avuti ben 3 nell&#8217;arco di 4 anni, questo significa che se la squadra è forte e affiatata il tecnico non fa la differenza, diversamente da ciò che si pensa oggi&#8221;. &#8220;Poi arrivarono i giganti &#8211; prosegue il giornalista -: i danesi, gli svedesi. Erano grandi e forti perché erano gli unici in Europa che erano stati risparmiati dalla guerra, facevano valere il fisico e colpivano di testa. Fu allora che nacque il gioco all&#8217;italiana, la filosofia del &#8220;prima non prenderle&#8221;, della grande organizzazione difensiva. E il primo ad applicarla fu Alfredo Foni, allora tecnico dell&#8217;Inter&#8221;.</p>
<p><strong>I grandi del passato</strong> &#8211; Sconcerti poi passa in rassegna alcuni grandi calciatori del passato. Come &#8220;Josef Masopust, un giocatore meraviglioso, recentemente scomparso e per questo lo voglio ricordare, cecoslovacco, pallone d&#8217;oro nel 1962, non era ancora un trequartista perché quel ruolo lo abbiamo inventato noi italiani, ma un mediano di estrema classe che rubava palla agli avversari e ripartiva&#8221;. E ancora &#8220;Gigi Riva, che impressionava il suo compagno di nazionale Tarcisio Burgnich (&#8216;Quando arriva lui sembra assistere alla migrazione di un popolo&#8217; diceva per via della sua corsa dinoccolata e asimmetrica, a testa bassa), in realtà non aveva un tiro molto potente, ma estremamente preciso, dato che prima e dopo gli allenamenti continuava a esercitarsi sulle conclusioni, con il portiere di riserva. Unico limite: aveva bisogno della palla in movimento, infatti non fu mai un grande rigorista&#8221;. Sconcerti non dimentica, ovviamente, &#8220;Platini, che è ricordato tra l&#8217;altro per aver segnato il più bel gol annullato nella storia del calcio (nella finale di Coppa Intercontinentale del 1985), disse con un pizzico d&#8217;ironia che Baggio era un 9 e 1/2, intendendo che era un ibrido tra una prima e una seconda punta: vero, ma il primo con queste caratteristiche fu proprio lui&#8221;. Non può mancare un commento su Maradona: &#8220;La mano de Dios è una truffa &#8211; sottolinea il giornalista -, parlando della storia del gol non può che essere un fatto negativo. Poi Maradona pochi minuti dopo ti scarta 6 giocatori inglesi e segna e allora gli perdoni tutto. Lui dice di aver segnato un gol più bello con la maglia dell&#8217;Argentinos Juniors da giovane, ma dopo essermelo andato a cercare posso dire di non essere d&#8217;accordo&#8221;. Infine, &#8220;Vialli non è stato un fuoriclasse, ma un ottimo giocatore (narciso, come tutti gli ottimi giocatori). Tra gli italiani ha avuto il merito di essere il primo dei giocatori &#8220;contemporanei&#8221;, così come Paolo Rossi è stato l&#8217;ultimo dei &#8220;vecchi&#8221;. Gianluca segnava i gol che tutti, da casa, volevamo vedere&#8221;.</p>
<p><strong>Il calcio italiano oggi</strong> &#8211; Ma secondo Sconcerti, i calciatori italiani del presente nulla possono contro questi grandi nomi del passato. &#8220;Come calcio italiano &#8211; spiega, infatti -, spiace dirlo, abbiamo una generazione attuale davvero scarsa, una tendenza che si è delineata dopo il 2006, l&#8217;ultimo grande campione in ordine di tempo è Pirlo. Si dice: ci sono gli stranieri nel nostro campionato. Sì, ma quelli c&#8217;erano anche prima, io penso che ci sia qualcosa di più, si è persa da parte dei genitori l&#8217;attitudine educativa. Una volta c&#8217;erano la strada, l&#8217;oratorio per giocare a pallone. Ora si gioca alla PlayStation, e nelle scuole calcio devono giocare per forza tutti, sennò mamma e papà brontolano. Un&#8217;aberrazione&#8221;.</p>
<p><strong>Un ragazzo fortunato</strong> &#8211; E infine alla domanda: &#8220;Qual è il gol più bello per Mario Sconcerti?&#8221;, la risposta che non ti aspetti: &#8220;Sai che ne ho visti talmente tanti che tendo a scordarmeli? Comunque dico il terzo di Pepito Rossi in Fiorentina-Juve 4-2 del 2013, se non altro per spirito di parte. Comunque ora che ci penso ho avuto una vita fortunata&#8221;. Quest&#8217;ultima cosa a dire la verità non gliel&#8217;aveva chiesta nessuno, ma se è così non possiamo che esserne felici.</p>
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		<title>Rosella Sensi: &#8220;Aumentare visibilità al calcio femminile per portarlo a grandi livelli&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 15:59:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Palmieri]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Un blitz Cafè quasi pieno quello che ieri ha accolto Rosella Sensi e Diana Stefani, due grandi donne che stanno facendo molto per far crescere il calcio femminile. Una disciplina meno seguita rispetto al calcio maschile in Italia, ma invece molto praticata in altri Stati come Giappone, Germania e soprattutto Stati Uniti dove si contano 18 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un blitz Cafè quasi pieno quello che ieri ha accolto Rosella Sensi e Diana Stefani, due grandi donne che stanno facendo molto per far crescere il calcio femminile. Una disciplina meno seguita rispetto al calcio maschile in Italia, ma invece molto praticata in altri Stati come Giappone, Germania e soprattutto Stati Uniti dove si contano 18 milioni di tesserati.</p>
<p><strong>Le dichiarazioni &#8211;</strong> &#8220;Il calcio femminile appassiona in modo diverso, dobbiamo invogliare le persone a seguire di più questo sport perché è solo questione di abitudine e non un fatto culturale&#8221; così ha specificato l ‘ex presidente della A.S. Roma aggiungendo che questa pratica ha bisogno di maggiore visibilità da parte dei media. &#8220;In Italia &#8211; ha osservato &#8211; non siamo abituati a guardare le partite giocate dalle ragazze, quando questo accadrà ci accorgeremo che si tratta di uno spettacolo diverso rispetto al calcio maschile. Il tennis femminile è diverso rispetto a quello giocato dagli uomini. Ma ci si può appassionare davanti alle imprese di Roger Federer e anche a quelle di Serena Williams. Del resto &#8211; ha aggiunto &#8211; anche a causa della non visibilità nei giornali sportivi e nelle televisioni si fatica a trovare sponsor&#8221; sottolineando che si sta svolgendo un gran lavoro per cercare di ampliare la visibilità dato che spesso i media snobbano il calcio femminile.</p>
<p><strong>Gli obiettivi </strong>prefissati da lei sono intervenire nelle scuole, nei settori giovanili e negli oratori per aumentare i tesserati cercando di ascoltare tutti i protagonisti ed arrivare a grandi livelli ricordando che a Reggio Emilia si terrà la finale della Uefa Champions League femminile 2016. Al termine dell’incontro la presidente ha concesso in esclusiva una breve intervista ai nostri microfoni, dove ha affermato che gli anni migliori nella A.S. Roma sono stati gli anni dello scudetto e gli allenatori che maggiormente si ricorda sono Carlo Mazzone e Luciano Spalletti.</p>
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		<title>Pierluigi Pardo in esclusiva: &#8220;La mia carriera è iniziata qui a Perugia&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 12:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[David Luiz]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “I miei inizi da telecronista? Me li ricordo bene: ho iniziato proprio con il Perugia”. Pierluigi Pardo, autentica icona del giornalismo sportivo italiano, telecronista “urlante” (“ne sono fiero, le partite bisogna viverle”) e conduttore di talk show innovativi e sopra le righe, ieri è stato ospite di “Football Fest” per partecipare all’incontro “Riflessioni semiserie sul ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pierluigi-pardo-in-esclusiva-la-mia-carriera-e-iniziata-qui-a-perugia/">Pierluigi Pardo in esclusiva: &#8220;La mia carriera è iniziata qui a Perugia&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “I miei inizi da telecronista? Me li ricordo bene: ho iniziato proprio con il Perugia”. Pierluigi Pardo, autentica icona del giornalismo sportivo italiano, telecronista “urlante” (“ne sono fiero, le partite bisogna viverle”) e conduttore di talk show innovativi e sopra le righe, ieri è stato ospite di “Football Fest” per partecipare all’incontro “Riflessioni semiserie sul gioco del calcio” con Carlo Freccero, Massimo Zampini e Roberto Renga. Perugiaonline lo ha intervistato in esclusiva per conoscerlo meglio e analizzare il mondo del pallone a 360 gradi.</p>
<p><strong>Ti piace la città di Perugia?</strong></p>
<p>Tantissimo, è veramente bella ed poi vengo qui spesso per il Festival del Giornalismo. Ecco, toglietemi tutto ma non il Festival del Giornalismo, ci sono troppo affezionato. A Perugia poi è iniziata la mia carriera: nel 1997 partivo da Roma per seguire la squadra come inviato di Telepiù che all’epoca era composta da Materazzi, Olive, Tangorra e tutti gli altri. Sono quindi felice di essere tornato e questo Festival del calcio mi sembra molto ben organizzato.</p>
<p><strong>Il prossimo anno ti rivedremo sempre in onda su Mediaset con “Tiki Taka”?</strong></p>
<p>Certo, poi sarò impegnato anche con la trasmissione radiofonica “Tutti convocati” su Radio 24 e mi sentirete ancora, in compagnia di Stefano Nava, su “Fifa 16”: le registrazioni delle telecronache le abbiamo terminate un mese fa, tra alcune settimane torneremo in studio per verificare che sia andato tutto bene. Abbiamo preparato delle nuove frasi e rispetto allo scorso anno, quando partivamo da zero, abbiamo fatto meno fatica. “Tiki Taka” in questi due anni ha funzionato bene perché è il frutto di una contaminazione tra gli elementi tradizionali del calcio ed altri fattori legati alla società odierna, con la presenza per esempio di personalità del mondo della politica e dello spettacolo. Le trasmissioni serie mi annoiano, per come la vedo io il calcio deve essere trattato in maniera allegra.</p>
<p><strong>Come vedi il prossimo Campionato? Juventus sempre favorita?</strong></p>
<p>I bianconeri sono ancora davanti ma le milanesi si sono avvicinate molto. Probabilmente ancora non sono da scudetto ma ora alle spalle della Juventus non c’è più il vuoto. Credo che per il secondo posto quest’anno ci sarà una bella lotta. Tra i nuovi acquisti mi piacciono Miranda dell’Inter e Bacca del Milan, ma ancora è presto per dare giudizi, siamo appena all’inizio.</p>
<p><strong>Perché il calcio italiano fatica a costruire giovani di qualità di livello internazionale?</strong></p>
<p>Perché si preferisce lo schema tattico al talento. I settori giovanili, anziché formare i giovani e metterli nelle condizioni per farli esprimere al meglio, guardano prima al risultato. La nostra Nazionale non è fortissima ma nemmeno scarsa. Di certo non siamo al livello della selezione che ha giocato il Mondiale del 1990. La nostra è una squadra di outsider, i giocatori interessanti in prospettiva ci sono.</p>
<p><strong>Un’ultima domanda: ma con David Luiz sei sempre in contatto?</strong></p>
<p>L’ho incontrato tempo fa in un ristorante in Brasile e con me è sempre molto gentile. La gag del 2012, quando lo intervistai dopo che vinse la Champions League con il Chelsea, è nata in maniera del tutto naturale e lui la ricorda con affetto, gli è piaciuta molto.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pierluigi-pardo-in-esclusiva-la-mia-carriera-e-iniziata-qui-a-perugia/">Pierluigi Pardo in esclusiva: &#8220;La mia carriera è iniziata qui a Perugia&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Football Fest, un Perugia Calcio promosso con 110 (anni) e lode!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2015 09:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lana]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Era il 1905 quando ebbe inizio la storia dell&#8217;AC Perugia Calcio. A distanza di 110 anni quella storia continua più ambiziosa che mai con una nuova stagione in serie B ed un nuovo allenatore, Pierpaolo Bisoli, presentato ai tifosi proprio in queste ore. Giovedì sera gli appassionati del Grifo si sono riuniti alla sala dei ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/football-fest-un-perugia-calcio-promosso-con-110-anni-e-lode/">Football Fest, un Perugia Calcio promosso con 110 (anni) e lode!</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Era il 1905 quando ebbe inizio la storia dell&#8217;AC Perugia Calcio. A distanza di 110 anni quella storia continua più ambiziosa che mai con una nuova stagione in serie B ed un nuovo allenatore, <a href="http://www.perugiaonline.net/sport/bisoli-un-combattente-per-la-panchina-del-perugia-23971/">Pierpaolo Bisoli</a>, presentato ai tifosi proprio in queste ore. Giovedì sera gli appassionati del Grifo si sono riuniti alla sala dei Notari per una serata dedicata a ripercorrere questi 110 anni del &#8220;Perugia dei miracoli&#8221;, organizzata all&#8217;interno del <a href="http://www.perugiaonline.net/eventi-perugiaonline/perugia-per-4-giorni-capitale-del-calcio-italiano-grazie-a-football-fest-23662/">Football Fest</a> di Perugia (dal 2 al 5 luglio in centro storico).</p>
<p><strong>L&#8217;evento</strong> &#8211; Dal presente al passato, le glorie del Perugia Calcio si sono avvicendate sul palco: dirigenti, allenatori, giocatori. Come Ilario Castagner, Franco D&#8217;Attoma, Francesco Vannini, Mario Scarpa, Nello Malizia, Mario Mariano, etc&#8230; Con i loro volti e le loro voci, con le immagini storiche che scorrevano sullo sfondo, è stata ripercorsa tutta la parabola del Grifo: dal campo sterrato di Piazza d’Armi fino alla serie B conquistata con “Sor” Guido Mazzetti, per arrivare poi alla prima serie A e all’imbattibilità dei Grifoni di Ilario Castagner. Ad intervistarli Daniele Sborzacchi e Roberto Renga.</p>
<p><strong>Il presidente Santopadre</strong> &#8211; Alle parole dell&#8217;attuale presidente Massimiliano Santopadre è spettato, invece, il compito di delineare il futuro della squadra, che ripartirà tra qualche settimana per una nuova stagione in serie B. Le prime parole sono per Bisoli, &#8220;un allenatore che vince, dalla grande carica e voglia di fare&#8221;. &#8220;Questa è un società sana, forte e per bene &#8211; ha sottolineato Santopadre -, che dà un valore aggiunto alla squadra. Nessun gruppo raggiunge dei successi senza avere al suo vertice dei buoni capi&#8221;. Per il prossimo anno c&#8217;è la voglia di ripartire alla grande e dimenticare l&#8217;eliminazione dai play-off. &#8220;Il più grande errore che la squadra può fare ora &#8211; ha spiegato il presidente &#8211; è quello di rimanere legati alla passata stagione. Nel bene e nel male quello è ormai un campionato concluso. Occorre, quindi, guardare avanti determinati , con grinta, umiltà e ferocia, perché non sarà facile ottenere di nuovo certi risultati. La serie B è un terreno lungo, tecnicamente valido e competitivo, nonché fisicamente e psicologicamente duro da sostenere&#8221;. Il simbolo della passata stagione? &#8220;Roberto Goretti, un ragazzo che nella sua sofferenza ha subito un eccessivo linciaggio mediatico dai quotidiani nazionali&#8221;, chiosa Santopadre.</p>
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		<title>&#8220;Football Fest&#8221;, il passato e il futuro del calcio in tv a confronto</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2015 11:52:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Tre “mostri sacri” del giornalismo sportivo a confronto sul passato, presente e futuro dei programmi televisivi calcistici. Massimo Caputi, Marco Civoli e Roberto Bernabai sono stati gli ospiti dell’incontro “Tutti i format del pallone. Dalla ‘Domenica Sportiva’ a ‘Quelli che il Calcio’”, tenutosi ieri pomeriggio al Blitz Bar di Perugia nell’ambito del “Football Fest”. Caputi, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Tre “mostri sacri” del giornalismo sportivo a confronto sul passato, presente e futuro dei programmi televisivi calcistici. Massimo Caputi, Marco Civoli e Roberto Bernabai sono stati gli ospiti dell’incontro “Tutti i format del pallone. Dalla ‘Domenica Sportiva’ a ‘Quelli che il Calcio’”, tenutosi ieri pomeriggio al Blitz Bar di Perugia nell’ambito del “Football Fest”. Caputi, noto anche per le sue storiche telecronache insieme a Giacomo Bulgarelli, ha analizzato le trasmissioni del passato e di come hanno rivoluzionato il modo di presentare il mondo del calcio in Tv.</p>
<p>“‘Galagol’ che condussi negli anni Novanta  insieme ad Alba Parietti e ‘Pressing’ con Raimondo Vianello &#8211; ha fatto notare &#8211; furono programmi innovativi rispetto alla ‘Domenica Sportiva’, dove regnava invece una maggiore sacralità. La novità, infatti, fu quella di introdurre le donne e la componente dello spettacolo. Un’altra grande novità fu ‘Goleada’ nel 1998, quando Cecchi Gori comprò i diritti delle partite. Erano trasmissioni tecniche ma anche di intrattenimento. Poi però in questi anni non ci sono stati nuovi format, tranne forse i racconti di Federico Buffa. Questo significa quindi che o abbiamo finito le idee oppure abbiamo già fatto tutto quello che si poteva fare ma non credo che sia così”.</p>
<p>Civoli ha poi sottolineato l’importanza dei social network per i programmi televisivi. “Ormai è fondamentale confrontarsi con questo mondo, è un rapporto che si è fatto sempre più stretto ed è una sfida che bisogna affrontare. Ora inoltre, con la frammentazione delle partite, è molto più complesso approfondire gli argomenti tecnici”. Bernabei, infine, ha voluto fare un paragone con l’Inghilterra. “Da tempo ha deciso di fare  marcia indietro per quanto riguarda le riprese negli spogliatoi nel prepartita mentre qui in Italia si continua a farle. Non tutte le partite di Premier League, poi, vengono mandate in onda quindi è necessario ripensare bene tutto il sistema, facendo magari un passo indietro sul piano dell’offerta. Il calcio è uno sport che ti fa rimanere sempre giovane anche a 100 anni e non bisogna rovinarlo”.</p>
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		<title>Esclusiva, Civoli: &#8220;Bello tornare a Perugia, qui si respira un bel clima&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 19:52:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Per anni è stata la voce ufficiale della Nazionale di calcio, trasmettendo a tutti gli spettatori  anche le emozioni del Mondiale di Germania vinto nel 2006. Ieri Marco Civoli, attualmente vice direttore di Rai Sport e autentico “totem” del giornalismo sportivo, è stato ospite di “Football Fest” per un incontro sul tema dei nuovi format ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Per anni è stata la voce ufficiale della Nazionale di calcio, trasmettendo a tutti gli spettatori  anche le emozioni del Mondiale di Germania vinto nel 2006. Ieri Marco Civoli, attualmente vice direttore di Rai Sport e autentico “totem” del giornalismo sportivo, è stato ospite di “Football Fest” per un incontro sul tema dei nuovi format televisivi. Perugiaonline lo ha intervistato in esclusiva toccando vari temi, dall’attuale momento degli azzurri al prossimo campionato di Serie A, ricordando anche gli inizi della sua carriera.</p>
<p><strong>Signor Civoli, intanto grazie per aver accettato il nostro invito. Prima volta a Perugia?</strong></p>
<p>Ci sono venuto anche altre volte per lavoro: l’ultima, forse, per seguire l’Under 21. La squadra del Perugia però, almeno in casa, non l’ho mai seguita. Sono stato contattato dagli organizzatori e sono molto felice di poter passeggiare di nuovo a Corso Vannucci, è davvero qualcosa di fantastico. Fortunatamente abbiamo trovato il sole e c’è un bel clima.</p>
<p><strong>La sua è una carriera molto lunga, quale è il ricordo a cui tiene di più?</strong></p>
<p>Ho fatto per sei anni il telecronista, commentando i Mondiali e un Europeo. Certo, la finale di Berlino non si può dimenticare ma l’emozione più forte l’ho vissuta in semifinale con la Germania vedendo un grande campione come Sandro Mazzola commuoversi. Probabilmente gli ha ricordato la partita del 1970 che vincemmo per 4 a 3 in cui giocò soltanto il primo tempo.</p>
<p><strong>Come è stato il suo rapporto con i calciatori?</strong></p>
<p>Ne ho conosciuti tanti mentre ora è complicato avere rapporti più esclusivi. Ho iniziato a praticare il mestiere di giornalista alla fine degli anni Settanta ed ho avuto la fortuna di parlare con tanti campioni che in precedenza vedevo soltanto in televisione o allo stadio “San Siro”, in cui andavo insieme a mio padre per vedere l’Inter o il Milan. Il migliore in assoluto, secondo me, è stato proprio Sandro Mazzola poi Roberto Boninsegna, un grande attaccante.</p>
<p><strong>Quanto è cambiato il calcio in questi anni?</strong></p>
<p>Tantissimo, in tutti gli aspetti ma ora si sta pagando dazio sulla tecnica individuale. Oggi ogni giocatore ha un ruolo, come all’interno di un’azienda, e c’è poco spazio per la giocata singola. Abbiamo Messi, a tratti Cristiano Ronaldo, poi? Non ne vedo molti altri con questo dono. Pirlo ha una grande intelligenza ed è stato sempre un numero 10 ma poi ha arretrato la propria posizione conservando comunque una classe superiore.</p>
<p><strong>Secondo Lei basterà un attaccato formato da Zaza e Immobile per riportare la Nazionale in una finale mondiale? O dovremo aspettare la prossima generazione?</strong></p>
<p>Non basteranno, anche perché la Nazionale è un club molto particolare e chi la va ad allenare poi se ne accorge. Al momento le altre selezioni sono superiori: la Germania, per esempio, al momento giusto ha saputo estrarre dal cilindro i giovani che le hanno permesso di vincere. Avevo molta fiducia nella nostra Under 21 ma, al di là del biscotto tra Portogallo e Svezia, la formazione azzurra ha buttato via la prima partita proprio contro gli scandinavi. Sul piano individuale siamo indietro, anche gli ultimi Mondiali in Brasile lo dimostrano.</p>
<p><strong>Il prossimo che Campionato sarà? Vede sempre la Juventus davanti a tutti?</strong></p>
<p>Sì, anche se ha perso pedine molto importanti come Tevez e Pirlo. La società bianconera è intervenuta sul mercato prendendo tra gli altri Dybala, che mi sembra un gran giocatore. Le milanesi proveranno sicuramente a riavvicinarsi mentre il mercato della Roma mi sta lasciando abbastanza perplesso. Sono invece molto curioso di vedere il Napoli con Sarri che sarà atteso da una prova durissima ma se dovessi proprio indicare qualcuno direi l’Inter e il Milan.</p>
<p><strong>Un’ultima domanda: che consigli vuole dare ai giovani che si affacciano o che si vorrebbero affacciare per la prima volta nel mondo del giornalismo?</strong></p>
<p>Rispetto a quando ho iniziato, ora ci sono molti più mezzi per recuperare le varie informazioni e l’approccio alla professione è sicuramente diverso. Questo è un settore in forte difficoltà ma in ogni caso non morirà mai quindi consiglio di avere tanta pazienza, di impegnarsi in fondo e sviluppare il proprio talento in attesa dell’occasione giusta.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/esclusiva-civoli-bello-tornare-a-perugia-qui-si-respira-un-bel-clima/">Esclusiva, Civoli: &#8220;Bello tornare a Perugia, qui si respira un bel clima&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>&#8220;Football Fest&#8221;, in arrivo a Perugia il gotha del calcio italiano</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 10:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>  Sta per cominciare a Perugia il &#8220;Football Fest&#8221;, che da giovedì a domenica prossima mette in scena lo spettacolo del calcio in tutti i suoi risvolti: fatto di costume, oggetto di passioni forti, fenomeno sociale. Per parlare di pallone e dintorni sono stati chiamati giornalisti, giocatori e tecnici di ieri ed in attività, manager ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>  Sta per cominciare a Perugia il &#8220;Football Fest&#8221;, che da giovedì a domenica prossima mette in scena<br />
lo spettacolo del calcio in tutti i suoi risvolti: fatto di costume, oggetto di passioni forti, fenomeno sociale. Per parlare di pallone e dintorni sono stati chiamati giornalisti, giocatori e tecnici di ieri ed in attività, manager e addetti ai lavori di vario genere.</p>
<p>Tra le chicche si segnala, sabato sera (ore 22, Sala dei Notari) un’intervista pubblica di Oliviero Beha e Ignazio Scardina a Luciano Moggi. Il festival, come spiegano gli organizzatori, “è dedicato alle storie, alle persone che hanno creato l’epica del calcio, al calcio come passione e mai come economia”, con la convinzione che se si capisce questo sport si capisce anche la società italiana. Si parlerà, nei talk show previsti, di calcio a 360 gradi, tra drammi (la partita dell&#8217;Heysel) e malaffare, ma concedendosi anche momenti di leggerezza, come l&#8217;omaggio all’Oronzo Canà di Lino Banfi, quello che aveva inventato il modulo 5-5-5. Ci saranno poi un incrocio tra calcio e buona cucina (con Licia Granello), una improbabile intrusione della scienza (“Che palle&#8230;la matematica”), un fumetto su Fabrizio Ravanelli, le “riflessioni semiserie” su un gioco che gli italiani prendono tremendamente sul serio.</p>
<p>Non mancheranno i ritmi sudamericani in piazza, come omaggio al “futebol bailado” di matrice verde oro. Tra gli invitati, Totò Schillaci, Ilario Castagner, Aldo Biscardi, Roberto Pruzzo, Rosella Sensi, Massimo Marianella, Fabrizio Ravanelli, Marco Civoli, Massimo Caputi, Valerio Mastandrea, Carlo Freccero e tanti altri. Un festival in sostanza che vuole partire da una frase di Pier Paolo Pasolini: “Il capocannoniere di un campionato e&#8217; sempre il miglior poeta dell&#8217;anno”.</p>
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		<title>Perugia per 4 giorni capitale del calcio italiano grazie a &#8220;Football Fest&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 12:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Per quattro giorni Perugia diventerà la capitale del calcio italiano. Dal 2 al 5 luglio nelle vie del centro storico andrà in scena “Football Fest”, il primo ed unico festival al mondo interamente dedicato alle storie più belle di questo sport raccontate da giornalisti, scrittori, dirigenti ed ex calciatori. La manifestazione, realizzata senza alcun contribuito ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-per-4-giorni-capitale-del-calcio-italiano-grazie-a-football-fest/">Perugia per 4 giorni capitale del calcio italiano grazie a &#8220;Football Fest&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Per quattro giorni Perugia diventerà la capitale del calcio italiano. Dal 2 al 5 luglio nelle vie del centro storico andrà in scena “Football Fest”, il primo ed unico festival al mondo interamente dedicato alle storie più belle di questo sport raccontate da giornalisti, scrittori, dirigenti ed ex calciatori. La manifestazione, realizzata senza alcun contribuito pubblico e reso possibile grazie all’aiuto di importanti sponsor, è stata presentata oggi nei locali di “Umbrò” dall’ideatore Alessandro Riccini Ricci, dall’assessore comunale Michele Fioroni, dai giornalisti Roberto Renga e Daniele Sborzacchi e dall’amministratore delegato del Perugia Calcio Stefano Cruciani.</p>
<p>“Parlare di calcio deve essere divertente &#8211; ha detto Riccini Ricci &#8211; ed è questo il taglio che abbiamo voluto dare all’iniziativa. Il programma è abbastanza articolato, il nostro obiettivo è quello di organizzare una festa aperta a tutti e speriamo di portare nella parte alta della città tante persone aiutando così i commercianti della zona. Si svolgerà non solo al teatro Morlacchi e nella sala dei Notari ma anche lungo le vie del centro storico. Inoltre alcuni incontri si terranno nei bar per riprodurre così i famosi ‘bar dello sport’, in modo tale da coinvolgere anche le persone che si troveranno lì per caso in quel momento”.</p>
<p><strong>Un programma ricco</strong> Le parole chiave di “Football Fest” sono quattro: “Incontra”, “Tifa”, “Gioca” e “Mangia”. Perché oltre a poter chiacchierare con le firme più prestigiose del giornalismo sportivo italiano quali Paolo Condò, Pierluigi Pardo, Enzo Bucchioni, Massimo Marianella e Mario Sconcerti sarà possibile partecipare ai derby dello “Street food” assaggiando gli hot dog di Milano, i panini Gourmet e le verdure in pastella di Roma, le patate e i frittini di Catania, le salsicce e i friarelli di Napoli e la torta al testo di Perugia. E non finisce qui: nel “Game Village” allestito per l’occasione in piazza della Repubblica ci saranno infatti vari biliardini (tra cui uno “maxi” 11 contro 11), postazioni Playstation, lo snookball e uno stand Panini.</p>
<p>“Il calcio &#8211; ha affermato l’assessore Fioroni &#8211; è uno di quei temi che solleticano il nostro lato emozionale e che ci intrattiene sempre durante la nostra vita. Come amministrazione quindi non potevamo non appoggiare questa manifestazione aiutando gli organizzatori nella fase di start up e concedendo gli spazi in modo del tutto gratuito. Crediamo molto in &#8216;Football Fest': Perugia dimostra ancora una volta una grande capacità di promuovere eventi di qualità e di metterli a sistema. È fondamentale favorire questo tessuto imprenditoriale facendo in modo che la città continui su questa strada”.</p>
<p><strong>La giornata inaugurale </strong>Ad aprire ufficialmente la kermesse sarà alle ore 17 l’incontro al bar Vivace Bollicine&amp;Food di corso Vannucci dal titolo “Arte del calcio e arte culinaria” con i giornalisti Licia Granello e Roberto Renga e l’imprenditore locale Marco Caprai mentre alle 18 nel campo Centrale a piazza della Repubblica il tecnico del Perugia &#8220;dei miracoli&#8221; Ilario Castagner e il giornalista Mimmi Mazzetti saranno gli ospiti speciali de “La storia del Perugia dal campo alla penna”. Alle 19 ci si sposterà al Bitz Cafè per “Tutti i format del pallone. Dalla ‘Domenica Sportiva’ a ‘Quelli che il calcio’&#8221; condotto da Marco Civoli, Massimo Caputi e Roberto Barnabai. Il momento “clou” sarà poi alle 21 alla sala dei Notari con la serata dedicata ai 110 anni di storia del Perugia Calcio, alla quale parteciperà anche il presidente Massimiliano Santopadre.</p>
<p>Il programma completo è presente sul sito www.festivaldelcalcio.it.</p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/WP_20150626_005.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-23666" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2015/06/WP_20150626_005-700x582.jpg" alt="WP_20150626_005" width="618" height="514" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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