giovedì, 14 dicembre 2017 Ultimo aggiornamento il 13 dicembre 2017 alle ore 14:55

Esclusiva, Civoli: “Bello tornare a Perugia, qui si respira un bel clima”

Il celebre giornalista, per anni voce della Nazionale di Calcio, ha parlato con Perugiaonline ospite di "Football Fest". "Il ricordo più bello? La semifinale mondiale con la Germania nel 2006. La Juventus è ancora superiore in campionato".

 
Esclusiva, Civoli: “Bello tornare a Perugia, qui si respira un bel clima”
Perugia.  Per anni è stata la voce ufficiale della Nazionale di calcio, trasmettendo a tutti gli spettatori  anche le emozioni del Mondiale di Germania vinto nel 2006. Ieri Marco Civoli, attualmente vice direttore di Rai Sport e autentico “totem” del giornalismo sportivo, è stato ospite di “Football Fest” per un incontro sul tema dei nuovi format televisivi. Perugiaonline lo ha intervistato in esclusiva toccando vari temi, dall’attuale momento degli azzurri al prossimo campionato di Serie A, ricordando anche gli inizi della sua carriera.

Signor Civoli, intanto grazie per aver accettato il nostro invito. Prima volta a Perugia?

Ci sono venuto anche altre volte per lavoro: l’ultima, forse, per seguire l’Under 21. La squadra del Perugia però, almeno in casa, non l’ho mai seguita. Sono stato contattato dagli organizzatori e sono molto felice di poter passeggiare di nuovo a Corso Vannucci, è davvero qualcosa di fantastico. Fortunatamente abbiamo trovato il sole e c’è un bel clima.

La sua è una carriera molto lunga, quale è il ricordo a cui tiene di più?

Ho fatto per sei anni il telecronista, commentando i Mondiali e un Europeo. Certo, la finale di Berlino non si può dimenticare ma l’emozione più forte l’ho vissuta in semifinale con la Germania vedendo un grande campione come Sandro Mazzola commuoversi. Probabilmente gli ha ricordato la partita del 1970 che vincemmo per 4 a 3 in cui giocò soltanto il primo tempo.

Come è stato il suo rapporto con i calciatori?

Ne ho conosciuti tanti mentre ora è complicato avere rapporti più esclusivi. Ho iniziato a praticare il mestiere di giornalista alla fine degli anni Settanta ed ho avuto la fortuna di parlare con tanti campioni che in precedenza vedevo soltanto in televisione o allo stadio “San Siro”, in cui andavo insieme a mio padre per vedere l’Inter o il Milan. Il migliore in assoluto, secondo me, è stato proprio Sandro Mazzola poi Roberto Boninsegna, un grande attaccante.

Quanto è cambiato il calcio in questi anni?

Tantissimo, in tutti gli aspetti ma ora si sta pagando dazio sulla tecnica individuale. Oggi ogni giocatore ha un ruolo, come all’interno di un’azienda, e c’è poco spazio per la giocata singola. Abbiamo Messi, a tratti Cristiano Ronaldo, poi? Non ne vedo molti altri con questo dono. Pirlo ha una grande intelligenza ed è stato sempre un numero 10 ma poi ha arretrato la propria posizione conservando comunque una classe superiore.

Secondo Lei basterà un attaccato formato da Zaza e Immobile per riportare la Nazionale in una finale mondiale? O dovremo aspettare la prossima generazione?

Non basteranno, anche perché la Nazionale è un club molto particolare e chi la va ad allenare poi se ne accorge. Al momento le altre selezioni sono superiori: la Germania, per esempio, al momento giusto ha saputo estrarre dal cilindro i giovani che le hanno permesso di vincere. Avevo molta fiducia nella nostra Under 21 ma, al di là del biscotto tra Portogallo e Svezia, la formazione azzurra ha buttato via la prima partita proprio contro gli scandinavi. Sul piano individuale siamo indietro, anche gli ultimi Mondiali in Brasile lo dimostrano.

Il prossimo che Campionato sarà? Vede sempre la Juventus davanti a tutti?

Sì, anche se ha perso pedine molto importanti come Tevez e Pirlo. La società bianconera è intervenuta sul mercato prendendo tra gli altri Dybala, che mi sembra un gran giocatore. Le milanesi proveranno sicuramente a riavvicinarsi mentre il mercato della Roma mi sta lasciando abbastanza perplesso. Sono invece molto curioso di vedere il Napoli con Sarri che sarà atteso da una prova durissima ma se dovessi proprio indicare qualcuno direi l’Inter e il Milan.

Un’ultima domanda: che consigli vuole dare ai giovani che si affacciano o che si vorrebbero affacciare per la prima volta nel mondo del giornalismo?

Rispetto a quando ho iniziato, ora ci sono molti più mezzi per recuperare le varie informazioni e l’approccio alla professione è sicuramente diverso. Questo è un settore in forte difficoltà ma in ogni caso non morirà mai quindi consiglio di avere tanta pazienza, di impegnarsi in fondo e sviluppare il proprio talento in attesa dell’occasione giusta.

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