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	<title>Perugia Online &#187; Giornale dell&#8217;Umbria</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Giornale dell&#8217;Umbria, per la Cgil &#8220;c&#8217;è un limite anche all&#8217;indecenza, ora basta&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2016 14:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[Giornale dell'Umbria]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Dal canto suo, ci aveva provato (in maniera maldestra) a respingere ogni responsabilità su come si è conclusa, male, la vicenda del Giornale dell’Umbria. Il liquidatore del Gruppo Editoriale Umbria 1819 Luigi Camilloni, circa la mancata attivazione degli ammortizzatori sociali per i dipendenti, in una nota apparsa sul sito Agenparl.com nei giorni scorsi ha spiegato che non sono previsti &#8220;dalla vigente normativa, a meno di deroghe specifiche di cui dispone l’Ente regionale e di cui codesto organo di liquidazione non è a conoscenza. Infatti, la cassa integrazione guadagni straordinaria è esplicitamente esclusa a quanto risulta alla scrivente liquidazione per quelle società che hanno cessato l’attività come nel caso in questione”.</p>
<p>Peccato (per la società) però che la realtà sia un&#8217;altra, come già evidenziato dalla Regione che aveva stigmatizzato la decisione dell&#8217;azienda di rifiutare il ritiro dei licenziamenti &#8211; intimati individualmente e quindi in modo illegittimo &#8211; e di negare la possibilità di utilizzare la Cigs che compete ai lavoratori poligrafici e giornalisti, non soddisfacendo così le richieste delle organizzazioni sindacali.</p>
<p>&#8220;La nota &#8211; ha detto la Cgil dell’Umbria, intervenendo oggi sulla vicenda &#8211; fa il paio con l&#8217;atteggiamento irresponsabile tenuto dall&#8217;azienda Geu 1819 durante l&#8217;incontro in Regione del 12 febbraio scorso, quando si è palesato in modo inequivocabile che l&#8217;unico fine della proprietà era di ottenere una piena assunzione di responsabilità da parte dei lavoratori, ai quali imputa di essersi opposti al piano industriale, mai ufficialmente presentato, e di avere causato il blocco delle attività editoriali ed il fallimento dell&#8217;azienda, ovvero le stesse accuse riportate nel verbale dell&#8217;assemblea dei soci che ha deciso la messa in liquidazione della società&#8221;.</p>
<p>La storia poi presenta numerosi coni d’ombra. &#8220;Un’azienda rilevata a prezzo d&#8217;occasione &#8211; ha affermato &#8211; viene di fatto chiusa solamente quattro mesi dopo, al termine di un periodo gestionale caratterizzato da improvvisazione e scelte discutibili, come quella di rimodulare il profilo della testata da quotidiano locale a giornale focalizzato sul livello nazionale, decisione che ha pesantemente contribuito a depauperarne ulteriormente il valore e con modalità tali da suscitare più di qualche perplessità anche sul modus operandi con cui si è realizzato il passaggio di proprietà, tenuto anche conto che in prima battuta la testata era stata offerta ai dipendenti per un corrispettivo di 800.000,00 euro ed è stata poi ceduta alla attuale proprietà per soli 50.000,00 euro&#8221;.</p>
<p>Dopo l&#8217;incontro in Regione, finito in un nulla di fatto a causa delle &#8220;inaccettabili condizioni poste dalla Geu 1819&#8243;, le organizzazioni sindacali hanno richiesto la convocazione d&#8217;urgenza dell&#8217;azienda da parte della Fieg, la Federazione degli Editori, affinché si possa chiarire alla proprietà che &#8220;esiste un limite anche all&#8217;indecenza e che esistono delle procedure di legge e delle normative specifiche per il settore dell&#8217;editoria che non possono essere eluse a piacimento. In ogni caso, è ferma intenzione dei sindacati a dare corso a tutte le azioni sindacali e legali possibili ed utili a conseguire l&#8217;obiettivo della più ampia tutela degli interessi dei lavoratori coinvolti nella vertenza&#8221;.</p>
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		<title>Editoria: in Umbria crisi senza precedenti, serve una legislazione regionale di sostegno</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 13:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[Giornale dell'Umbria]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La recente intimazione del licenziamento ai 27 lavoratori giornalisti e poligrafici del Giornale dell&#8217;Umbria, null&#8217;altro rappresenta se non il semplice ed ennesimo atto che la proprietà del Gruppo Editoriale Umbria 1819 Srl, ora in liquidazione, compie in spregio alle più elementari norme di comportamento alle quali un datore di lavoro è tenuto in base alle leggi ed ai contratti. Come se nulla fosse, infatti, la Società GEU 1819 Srl ha inviato ad ognuno dei lavoratori una comunicazione individuale via e-mail, mentre avrebbe avuto l&#8217;obbligo di attivare la procedura di licenziamento collettivo prevista dagli artt. 4 e 24 della Legge n.223/1991, dandone comunicazione alle Rappresentanze Sindacali aziendali ed alle Organizzazioni Sindacali territoriali. Il fatto, rappresenta la conferma, semmai ve ne fosse il bisogno, della gestione approssimativa (dolosamente approssimativa?&#8230;) che ha caratterizzato la vita della testata negli ultimi quattro mesi, dopo il passaggio di proprietà (per soli 50.000 euro&#8230;) dalla precedente gestione legata all&#8217;imprenditore eugubino Carlo Colaiacovo (azionisti le Società Financo, Bifin, Scai e Coop. TMM) e l&#8217;attuale proprietario, la Società GIFER Srl di cui è socio unico Giuseppe Incarnato. Un passaggio di proprietà che potremmo definire avvenuto, quanto meno, in modo poco accorto, se oggi, dopo solo quattro mesi, un manager già al centro di inchieste giudiziarie della Procura di Roma, porta l&#8217;azienda alla chiusura. La mancata attivazione della procedura suddetta, rende di fatto illegittimi i licenziamenti intimati: al riconoscimento di tale illegittimità sarà orientata l&#8217;azione sindacale immediata della scrivente Organizzazione Sindacale, di concerto con quella dei giornalisti. La proprietà della Società GEU 1819 Srl, che finora ha scientemente evitato qualsiasi confronto con i lavoratori e le loro Rappresentanze Sindacali, ha ora l&#8217;occasione per chiarire quali sono i suoi intendimenti susseguenti alla decisione della messa in liquidazione, partecipando all&#8217;incontro convocato dalla Regione Umbria per il prossimo 9 Febbraio, quando verrà attivato il tavolo di crisi richiesto dal sindacato. Questa vicenda del Giornale dell&#8217;Umbria, solo l&#8217;ultima di una serie, rende ulteriormente evidente come il settore editoriale, non solo per il comparto della carta stampata ma anche per quello della emittenza radiotelevisiva privata, anche nella nostra Regione stia attraversando una crisi senza precedenti, con il ricorso agli ammortizzatori sociali in molte situazioni (Corriere dell&#8217;Umbria, TRG, TEF, Umbria TV). Per tale motivo, riteniamo urgente che in Umbria si realizzi una legislazione regionale di sostegno al sistema editoriale e informativo, in grado di supportarne le attività e garantirgli concrete possibilità di sopravvivenza e di sviluppo. Al mondo istituzionale e imprenditoriale dell&#8217;Umbria, rivolgiamo un appello affinché sia possibile trovare le soluzioni utili ad impedire la scomparsa di una testata giornalistica importante come il Giornale dell&#8217;Umbria, salvaguardando l&#8217;occupazione ed il pluralismo informativo in questa Regione.</p>
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		<title>Giornale dell’Umbria: cronaca di un omicidio annunciato</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 07:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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		<category><![CDATA[Giornale dell'Umbria]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>“C’era la volontà di farlo chiudere, forse anche prima”. Con queste parole il presidente dell’ordine dei giornalisti dell’Umbria, Roberto Conticelli, ha fotografato in estrema sintesi la vergognosa vicenda del Giornale dell’Umbria, testata venuta alla luce oltre dieci anni fa con l’ambizioso proposito di contendere al Corriere dell’Umbria il mercato dell’informazione regionale. Il foglio, fresco e dinamico rispetto ai canoni dell’allora quotidiano dei Barbetti, faceva dell’economia e della politica “con vista sulle opposizioni” i propri punti di forza e, in breve tempo, conquistò una discreta fetta di mercato, salvo poi arenarsi mantenendo le quote acquisite, senza più crescere. Scelta precisa o limiti editoriali? Probabilmente resterà un mistero, così come un mistero rimane il fatto che a guidarla siano stati, praticamente da sempre e per sempre, il direttore responsabile Giuseppe Castellini e quello editoriale Luigi Palazzoni, senza mai un ricambio di idee e prospettive. Ma queste sono questioni più anglosassoni che umbre. Dettagli. Sottigliezze.</p>
<p>Quel che invece è grasso, e lordo, è il modo in cui la testata è stata smantellata con un atto di assassinio mediatico, nel silenzio più assoluto di politica e istituzioni. Alla famiglia Colaiacovo (a proposito: Colaiacovo, Barbetti e Caltagirone per Giornale, Corriere e Messaggero. Carta e cemento è un binomio inscindibile in Umbria) è stato consentito, in maniera del tutto arbitraria, di porre fine ad un’impresa che registrava perdite risibili rispetto alle potenzialità di cui disponeva, a cominciare dal reparto commerciale mai sviluppato e dal sito internet, perfetto nella forma ma mai curato con la dovuta tempestività. Un quotidiano che, ancora nel 2015, godeva di quasi un milione di euro di finanziamenti pubblici annuali, è stato svenduto per appena 50 mila euro – cifra pari al capitale sociale, il che è ridicolo sotto ogni punto di vista – con il preciso, ormai palese incarico di smantellarlo. In pratica, il nuovo proprietario è stato il sicario dei Colaiacovo, che hanno continuato a pagare lo stipendio della redazione fino a dicembre scorso “grazie” ad un accordo pubblicitario civetta, pari all’importo del costo totale della forza lavoro. A gennaio hanno semplicemente staccato la spina, ed ecco che il Giornale dell’Umbria è stato posto in liquidazione. In mezzo c’è stata la farsa della ricapitalizzazione pubblica, con l’invito a potenziali investitori andato deserto, e lo smembramento del quotidiano ridotto a poco più di un “copia e incolla”, con la nascita di una serie di supplementi alcuni dei quali anche interessanti e ben fatti, ma mai decollati poiché mai supportati davvero dalla nuova proprietà.<br />
Proprio ieri (26 gennaio) i dipendenti attendevano il liquidatore che, ironia della sorte, è lo stesso direttore Luigi Camilloni, ufficialmente incaricato del rilancio della testata dai nuovi proprietari. Nessuno si è presentato. Da oggi, dopo uno sciopero iniziato il 9 gennaio scorso, la redazione riprende il lavoro, ma senza alcuna prospettiva.</p>
<p>Adesso i vecchi editori diranno che non ne sapevano niente. Copione già scritto, ovvio e ridicolo. Ma i vecchi editori chi sono, se non i mandanti dell’assassinio? Perché, durante le operazioni di vendita, ad una cordata umbra è stato risposto che la proprietà intendeva trattare solamente con interlocutori di fuori regione? Forse perché il giornale era divenuto un peso, quasi un’onta all’interno di una famiglia spesso divisa sulle decisioni da prendere? Forse perché nessun altro umbro avrebbe dovuto riuscire dove i Colaiacovo avevano miseramente fallito? Forse perché il giocattolo di uno andava distrutto dagli altri familiari? Nessuno conoscerà mai le risposte provate, inutile illudersi. Anche se molti dei dipendenti hanno dato mandato ai rispettivi legali di verificare eventuali responsabilità civili e penali degli ultimi e dei precedenti amministratori e proprietari.</p>
<p>Ma ad ogni modo un’idea di verità, amici editori eugubini che per anni avete percepito milioni di euro statali per il vostro giornale, un’idea di verità ce la siamo fatta tutti. Quel che è certo è il fatto che 27 colleghi sono senza lavoro e, per il momento, senza tfr, dato che di licenziarli ancora non se ne parla, meglio tenerli ancora “a mollo”. Il legale del liquidatore ha comunque annunciato le lettere di licenziamento entro gennaio. Per non parlare poi dei tanti collaboratori, pubblicisti e non, gettati via come carta straccia e che neanche avranno gli ammortizzatori sociali, grazie ad un ordine dei giornalisti nazionale che dei freelance si ricorda soltanto al momento di chiedergli i soldi per il rinnovo della tessera. A proposito, la mia ancora non l’ho rinnovata: ci sto pensando sopra.</p>
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		<title>Crisi editoria umbra, audizione in prima commissione: &#8220;Serve una legge di sistema&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 10:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[audizione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Il presidente Smacchi ha sottolineato come quella di ieri sia stata “la prima di una serie di audizioni per capire problematiche e prospettive connesse al mondo dell&#8217;informazione e dell&#8217;editoria in Umbria, al termine delle quali metteremo mano ad una risoluzione da portare in Assemblea legislativa per arrivare ad una proposta di legge, che è già nelle intenzioni della Giunta”. Marta ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/crisi-editoria-umbra-audizione-in-prima-commissione-serve-una-legge-di-sistema/">Crisi editoria umbra, audizione in prima commissione: &#8220;Serve una legge di sistema&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il presidente Smacchi ha sottolineato come quella di ieri sia stata “la prima di una serie di audizioni per capire problematiche e prospettive connesse al mondo dell&#8217;informazione e dell&#8217;editoria in Umbria, al termine<br />
delle quali metteremo mano ad una risoluzione da portare in Assemblea legislativa per arrivare ad una proposta di legge, che è già nelle intenzioni della Giunta”. Marta Cicci (ASU): “La vicenda del Giornale dell&#8217;Umbria è solo la punta<br />
emergente di un comparto in crisi. Una crisi che esiste a livello nazionale ma che in Umbria ha colpito in maniera particolarmente forte: rischiamo di essere relegati a funzioni di passaggio di gruppi editoriali più ampi, con<br />
il pericolo di vedere spazzata via tutta l&#8217;informazione regionale. Il Giornale dell&#8217;Umbria cesserà le pubblicazioni a fine mese, con l&#8217;invio delle lettere di licenziamento. Si conclude così una brutta vicenda editoriale, che lascia un vulnus all&#8217;interno del panorama informativo regionale. Come sindacato chiederemo l&#8217;attivazione della cassa integrazione. Il 9 febbraio è previsto un tavolo di crisi aziendale presso l&#8217;assessorato regionale per lo<br />
Sviluppo economico. Il Corriere dell&#8217;Umbria ha da poco rinnovato il contratto di solidarietà, che è presente in tutte le tv locali. Recentemente sono state chiuse due collaborazioni dell&#8217;Agi. Dai giornali alle agenzie fino alle<br />
tv, il panorama dell&#8217;informazione in Umbria è devastante. La crisi è trasversale e in tutti i media. L&#8217;Umbria è stata una delle prime regioni ad emanare una legge sull&#8217;informazione, che nel 2000 era molto innovativa ma che<br />
oramai è stata superata dai fatti. Molte regioni hanno deliberato recentemente in materia: Veneto, Molise, Toscana, lo sta facendo l&#8217;Emilia Romagna. L&#8217;Umbria, con una nuova norma, dovrebbe mantenere la prima genitura<br />
in capacità di anticipare i tempi e valorizzare il ruolo dei giornalisti, magari puntando sull&#8217;innovazione tecnologica ed evitando che la regione diventi terra di conquista di persone poco chiare che vengono da fuori. C&#8217;è la volontà politica di farlo: recentemente abbiamo avuto un incontro in<br />
Giunta per aprire un tavolo tecnico per valutare quali strumenti mettere in campo. Come sindacato abbiamo avuto problemi per i giornalisti nel processo di riordino delle Province, visto il tentativo di ricondurre queste professionalità sotto l&#8217;ufficio comunicazione”.<br />
Roberto Conticelli (ODG): “Vorremmo dalle istituzioni un sostegno, un provvedimento di legge che tenga conto della crisi specifica umbra. Questa è una crisi che non si vede perché i giornali continuano ad uscire ma la forza<br />
lavoro si è dimezzata tra i professionisti e azzerata per i pubblicisti, visto che ne lavora meno di un decimo. Tra i mille e 600 iscritti all&#8217;ordine ci sono un migliaio di giovani pubblicisti in cerca di occupazione che non<br />
hanno alcuna prospettiva. Alcuni editori se ne approfittano come dimostra la vicenda del Giornale dell&#8217;Umbria. Ma anche il fatto che in Umbria c&#8217;è chi paga 2,5 euro per un pezzo, e c&#8217;è chi cerca di assumere giornalisti con<br />
altri tipi di contratto. Da una statistica dell&#8217;Ordine nazionale soltanto in Basilicata si legge meno che da noi, e siamo tra le ultime tre regioni ad aver sviluppato il web negli ultimi due anni. Nel panorama della comunicazione regionale c&#8217;è scarsa attenzione anche per una crisi endemica dei giornali. Ci sono colpe e responsabilità anche da parte nostra, ma vorremmo poter fare la nostra parte. Auspichiamo perciò un tavolo tecnico per approfondire non solo il problema del Giornale dell&#8217;Umbria ma quello dell&#8217;editoria in generale. L&#8217;obiettivo è quello di arrivare ad approvare un provvedimento legislativo che affronti le questioni dell&#8217;informazione in maniera complessiva. Da sottolineare che in Umbria abbiamo, nel settore dell&#8217;informazione, abiamo due eccellenze come il Festival del giornalismo e la Scuola di giornalismo radiotelevisivo che la più formativa d&#8217;Europa”. Gli interventi. Claudio Ricci (Ricci presidente): “Massima disponibilità ad una nuova legge perché la comunicazione è una materia prima per un territorio. Serve un atto ricognitivo sul quadro normativo nazionale e delle altre regioni, cogliere tutti elementi utili e propedeutici alla norma, formularla dal basso. Il dodicesimo rapporto sulla comunicazione in Italia, appena uscito, conferma i dati che ci sono stati illustrati. Venti milioni di italiani utilizzano 9 modalità diverse di acquisire informazioni. I poli informativi che resistono sono quelli che mettono insieme carta, radio, tv e multimedia. Questa è già un&#8217;indicazione da percorrere, insieme alla produzione di contenuti”. Raffaele Nevi (Forza Italia): “La vicenda del Giornale dell&#8217;Umbria dimostra che serve maggiore prudenza nell&#8217;affrontare queste situazioni. Per la nuova legge chiediamo la vostra collaborazione nel segnalare buone pratiche messe in atto in altre regioni, e nel suggerire come rispondere alle rilevanti problematiche del settore. A volte c&#8217;è troppa vicinanza negativa tra istituzioni e un certo tipo di giornalismo, che mostra qualche limite rispetto alla necessità di avere un&#8217;informazione corretta: quando si toccano alcuni argomenti c&#8217;è qualcuno che smette di scrivere. Ma è un mondo spinoso e ne rispetto l&#8217;autonomia”. Andrea Liberati (M5S): “Aspettiamo vostre idee per potervi dare una mano al meglio. Da giornalista dico che c&#8217;è un problema di asservimento da parte di troppi di noi, anche per mancanza di reti sindacali nazionali che non hanno affrontato il problema quando si doveva. Ora è tardi. C&#8217;è un problema di contenuti: serve un giornalismo che vada sulle notizie vere. Ci sono troppe commistioni tra editori e politica. Nel frattempo va avanti il giornalismo di strada e l&#8217;unica che resiste in questo disastro è la Rai che però, come altre grandi testate nazionali in Umbria, ha alti stipendi per pochi. Ci si chiede fino a quanto potrà andare avanti”. Giacomo Leonelli (Pd): “La vicenda del Giornale dell&#8217;Umbria ha fatto emergere tutte le contraddizioni di una legislazione che consente una condotta piratesca. Quando collassa una testata non ci sono solo danni economici a famiglie e persone come per un&#8217;azienda comune, ma viene meno un importante polmone di democrazia e libertà. La facilità con la quale è possibile distruggere in pochi mesi una testata non ha come contrappeso una norma che non lo consenta. Condivido l&#8217;obiettivo della Commissione di elaborare un percorso di medio lungo periodo che possa aiutare un settore così importante con una proposta di legge. Valutiamo anche una mozione sul Giornale dell&#8217;Umbria perché le istituzioni umbre non possono rimanere silenti”. Gianfranco Chiacchieroni (Pd): “Dobbiamo entrare dentro i nuovi processi dell&#8217;informazione per vedere che tipo di sostegno possiamo dare al settore regionale. I social network a volte hanno sostituto l&#8217;informazione locale, anche con la trasformazione di operatori del settore che prima avevano un&#8217;impostazione tradizionale. Per questo dobbiamo interessarci anche delle testate on line per entrare dentro questi processi e capire appieno la materia”. Il presidente Andrea Smacchi ha sottolineato come “già queste prime audizioni tracciano un quadro preciso del settore. Giovedì prossimo proseguiremo ascoltando altre sigle per arrivare ad una risoluzione da portare in Aula, così da aiutare un settore molto importante. È opportuno che la Regione metta mano ad una norma sull&#8217;editoria che risale al 2000. Bisognerebbe fare un passo in avanti come è stato fatto in altre regioni, anche con la collaborazione dell&#8217;Ordine e dell&#8217;Asu per arrivare ad una normativa capace di sostenere organicamente l&#8217;editoria”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/crisi-editoria-umbra-audizione-in-prima-commissione-serve-una-legge-di-sistema/">Crisi editoria umbra, audizione in prima commissione: &#8220;Serve una legge di sistema&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Giornale dell’Umbria: Cajarelli (Cgil),  gravi responsabilità della precedente proprietà</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 15:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Non è accettabile che un’azienda importante come il Giornale dell’Umbria, ad appena quattro mesi dal passaggio societario, sia stata messa in liquidazione, con conseguenze drammatiche per i dipendenti e con un’evidente ferita al pluralismo dell’informazione per l’Umbria. Questa vicenda è l’ennesimo segnale allarmante di un declino economico e culturale della regione&#8221;. Ad affermarlo è Vasco Cajarelli, segretario regionale Cgil, che sta seguendo in prima persona la vertenza. &#8220;Oltre alle colpe palesi della nuova gestione, rappresentata da Giuseppe Incarnato &#8211; prosegue Cajarelli &#8211; non si può tacere la responsabilità della precedente proprietà, costituita da imprenditori umbri, tra i quali il gruppo Colaiacovo e il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti, che si è liberata, apparentemente senza alcuna garanzia industriale e occupazionale, di una così importante realtà dell’informazione locale. È la prima volta nella mia attività sindacale – sottolinea Cajarelli – che un’azienda viene venduta e liquidata appena quattro mesi più tardi. Allora, mi rivolgo alla vecchia proprietà: è possibile che chi ha creato e costruito questa importante realtà possa assistere in silenzio e a un epilogo così drammatico? E all’insieme dell’imprenditoria locale umbra chiedo: ci sono soggetti che, anche nell’ottica di un interesse comune, sono interessati a rilevare la testata? Perché oggi ci sono le condizioni giuridiche per una discontinuità aziendale e quindi la possibilità di riavviare un progetto industriale credibile e salvare una voce importante del pluralismo dell’informazione per l’Umbria&#8221;.</p>
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		<title>Giornale dell&#8217;Umbria di nuovo in sciopero, la redazione: &#8220;Grande incertezza sul futuro, siamo preoccupati&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2015 11:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Continua il momento difficile dei dipendenti del Giornale dell&#8217;Umbria. Il comitato di redazione ha lanciato un nuovo allarme attraverso una nota che pubblichiamo integralmente. &#8220;Il comitato di redazione del Giornale dell’Umbria, anche a nome del personale giornalistico e poligrafico ancora costretto allo sciopero nelle giornate di giovedì e venerdì (il personale del Giornale dell’Umbria è in stato di agitazione da oltre due mesi e ha proclamato 11 giorni di sciopero, di cui uno già effettuato il 6 novembre, mentre i restanti saranno programmati nelle prossime settimane), a causa del permanere di una difficilissima situazione economico-finanziaria, gestionale e organizzativa della testata (che sempre più spesso conduce a carichi di lavoro eccessivi a scapito della qualità), esprime nuovamente grande preoccupazione per l’estrema incertezza circa le sorti del giornale e dei suoi dipendenti e ricorda che:</p>
<p>Ad oggi, superando le consuete scadenze, non sono pervenuti né gli stipendi di novembre né le tredicesime maturate, mentre si fa sempre più concreto il rischio di non percepire neppure le retribuzioni di dicembre il prossimo mese di gennaio. Si susseguono fatti e scelte della proprietà, rappresentata dall’editore Giuseppe Incarnato, che non fanno altro che assestare duri colpi alla credibilità di una testata che, anche grazie al duro, responsabile e appassionato lavoro quotidiano del personale si era conquistata nel tempo un ruolo e una immagine assai apprezzati nel panorama informativo regionale. Ringraziamo quei lettori che, nonostante tutto, continuano a seguirci nelle edicole. Tra questi fatti per noi censurabili, l’ultimo è rappresentato da una incredibile intervista che l’editore ha rilasciato ad un sedicente giornalista su un sito internet.</p>
<p>Prosegue, nonostante i ripetuti inviti del Cdr a sospenderne l’uscita, la pubblicazione di periodici venduti separatamente in edicola e che i numeri testimoniano finora essere altamente improduttivi e in perdita. Scelte pedissequamente avallate da una direzione che per questo ed altri motivi legati ad una totale incomunicabilità con la redazione (vedi l’inqualificabile iniziativa della Caccia all’errore), è stata di recente sfiduciata dalla redazione stessa.</p>
<p>Prosegue perciò il depauperamento costante del Giornale dell’Umbria da un punto di vista delle risorse umane impiegate, dei contenuti e dei risultati economici. E anche dell’immagine. La proprietà ha rinunciato formalmente, pur in una situazione difficile, ad introitare i contributi pubblici per il 2015; contributi ai quali è pero’ legata la corresponsione dei nostri stipendi che non arrivano. Scelta paradossale di fronte all’asserita disponibilità dell’editore di essere soggetto gestore di un fondo finanziario plurimilionario.</p>
<p>Si resta in attesa di una iniziativa pubblica di sottoscrizione di capitali a favore dell’azienda (fino a 10 milioni di euro) che l’editore ha convocato per il 18 dicembre in un prestigioso hotel perugino, a fronte della quale, ad oggi, non risultano pervenute alcune sottoscrizioni. Si ricorda che l’editore in una recente, formale riunione ha dichiarato espressamente che, anche in mancanza di sottoscrizioni esterne, lui stesso avrebbe provveduto alla onerosa ricapitalizzazione.</p>
<p>Continua a mancare ufficialmente un piano industriale ed editoriale che non è mai stato presentato.</p>
<p>A fronte di tutto questo (e molto altro si potrebbe aggiungere) che configura una situazione ormai insostenibile e prossima ad un “punto di non ritorno”. Auspichiamo la massima sollecitudine e vigilanza da parte degli organismi preposti in merito all’erogazione del contributo pubblico 2014, vitale per il pagamento degli stipendi.</p>
<p>Chiediamo che, di fronte a tale situazione, l’editore, la presidenza e il management dell’azienda, si assumano in modo chiaro e definitivo le proprie responsabilità. Esprimiamo altresì profondo rammarico e forti perplessità per gli esiti della vendita della testata condotta nell’agosto scorso dalla precedente proprietà, visti gli accadimenti di questi mesi. Chiediamo attenzione e vicinanza da parte delle istituzioni locali, del mondo dell’impresa regionale e delle sue associazioni di rappresentanza, di tutte le forze politiche e sociali e dei cittadini umbri che hanno a cuore la pluralità delle voci informative di questa regione e la sopravvivenza di un giornale che non merita di morire&#8221;.</p>
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		<title>Da profondo rosso la crisi del Giornale dell&#8217;Umbria: &#8220;Grave la situazione economica della nuova società&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 11:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/da-profondo-rosso-la-crisi-del-giornale-dellumbria-grave-la-situazione-economica-della-nuova-societa/">Da profondo rosso la crisi del Giornale dell&#8217;Umbria: &#8220;Grave la situazione economica della nuova società&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Tutelare i posti di lavoro, il pluralismo dell&#8217;informazione e l&#8217;identità de Il Giornale dell&#8217;Umbria, che nel corso degli anni si è ritagliato un ruolo importante nel panorama umbro”. Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Partito democratico) ha chiesto quali iniziative, nel merito, la Giunta regionale intende mettere in atto.<br />
Nello specifico, Smacchi, dopo aver sottolineato che “un sistema di informazione plurale è sinonimo di buona democrazia”, ha spiegato che la crisi economica italiana “sta avendo conseguenze anche sull&#8217;editoria, che mostra un notevole calo dei fatturati e una minor redditività, con conseguenze sia a livello occupazionale che di qualità del servizio offerto. I fatturati dei giornali – ha detto &#8211;  legati alle pubblicità hanno registrato un calo, dal 2014 al 2015, del 5,9 per cento per quotidiani e periodici, -7 per i quotidiani, -3,9 per i settimanali, -4,2 per i mensili. Secondo il rapporto della FIEG che fotografa l&#8217;andamento economico del settore per il triennio 2011-2013 si evidenzia un calo costante dei fatturati: -2,1 per cento del 2011, &#8211; 9,9 del 2012, -11 del 2013&#8243;.</p>
<p>Le vendite dei quotidiani sono scese del 10 per cento nel 2013 e i ricavi pubblicitari del 19,4 per cento. Al 2014 sono 1.660 le persone rimaste senza lavoro. Anche in Umbria, fa notare Smacchi, &#8220;il settore dell&#8217;informazione è in grave difficoltà e in profondo cambiamento, andando incontro a nuovi assetti societari che potrebbero mettere a rischio il pluralismo dell&#8217;informazione della nostra regione. Si stima che i quattro quotidiani regionali abbiano perso nel giro di cinque anni circa 10mila copie, passando dalle 30mila alle 20mila. La crisi del sistema dell&#8217;informazione in Umbria, che riguarda anche le emittenti locali – ha sottolineato Smacchi -, non può essere soltanto un problema dei lavoratori di questo settore, ma la questione riguarda invece democrazia e partecipazione”.</p>
<p>La risposta è arrivata dall&#8217;assessore regionale allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli che, dopo aver ripercorso alcune tappe che hanno caratterizzato e stanno caratterizzando la vertenza relativa al Giornale dell&#8217;Umbria, ha assicurato la massima attenzione alla vicenda da parte della Giunta regionale”. Paparelli, dopo aver rilevato oggettive difficoltà proprie dell&#8217;intero sistema della comunicazione locale, soffermandosi sul Giornale dell&#8217;Umbria  ha ricordato che dopo il cambio di proprietà, avvenuto lo scorso 27 agosto, “la situazione è radicalmente cambiata, con la cessazione di 11 collaborazioni intervenuta a fine ottobre. Dopo la richiesta del comitato di redazione del Giornale dell’Umbria e della rappresentanza sindacale aziendale, con l’Associazione stampa umbra e  Cgil, lo scorso 10 novembre si è svolto un incontro presso la Presidenza della Giunta regionale relativa alla situazione del quotidiano. È stata rappresentata la grave situazione economica finanziaria della società che ha rilevato la proprietà del Giornale dell’Umbria e la mancanza di un piano industriale e editoriale che potrebbe mettere in discussione la prospettiva di continuità e quindi  posti di lavoro a essa collegati configurandosi in tal modo la possibilità di un ulteriore depauperamento del sistema dell’informazione e dei livelli occupazionali&#8221;.</p>
<p>Inoltre, &#8220;è stata messa a disposizione l’unità di crisi che la Giunta ha costituito per le crisi aziendali all’inizio del mese di settembre e in adempimento degli obiettivi del programma della Presidente della Regione, oltre a rinnovare la solidarietà già espressa nei giorni precedenti ai dipendenti e collaboratori del giornale, abbiamo manifestato la massima disponibilità nei limiti delle competenze regionali, di attivare un confronto con la proprietà per verificare gli intendimenti rispetto allo sviluppo dell’attività editoriale più volte annunciata e alla tutela dei posti di lavoro. Abbiamo anche ribadito l’interesse della Regione nel rispetto del pluralismo a utilizzare ogni supporto di tipo pubblico teso a aiutare il sistema e a valorizzare il ruolo del sistema editoriale radiotelevisivo locale. La Regione intende favorire processi che portino al rafforzamento del sistema regionale della comunicazione, che stiamo attentamente monitorando”.</p>
<p>Nella replica, Smacchi si è detto soddisfatto delle rassicurazioni dell&#8217;assessore circa “l&#8217;impegno pressante e continuativo anche rispetto a questa azienda, di fatto,  in crisi.  Ricordo che il prossimo 18 dicembre inizierà l’aumento di capitale da parte dell&#8217;azienda che si concluderà il 14 gennaio, e il 4 dicembre i giornalisti e i poligrafici hanno sfiduciato il direttore e quindi la linea editoriale. Per questo dovremo prestare particolare attenzione alla vicenda. Annuncio che la Prima Commissione, nei primi giorni di gennaio, terrà un’audizione anche con i rappresentanti della stampa e con l’assessore al fine di dare dei segnali importanti in merito”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/da-profondo-rosso-la-crisi-del-giornale-dellumbria-grave-la-situazione-economica-della-nuova-societa/">Da profondo rosso la crisi del Giornale dell&#8217;Umbria: &#8220;Grave la situazione economica della nuova società&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Giornale dell&#8217;Umbria, presidente Marini convoca per domani, martedì 10, incontro con organizzazioni sindacali</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 17:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornale dell'Umbria]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/giornale-dellumbria-presidente-marini-convoca-per-domani-martedi-10-incontro-con-organizzazioni-sindacali/">Giornale dell&#8217;Umbria, presidente Marini convoca per domani, martedì 10, incontro con organizzazioni sindacali</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Come richiesto dal Comitato di redazione del Giornale dell&#8217;Umbria e dalla rappresentanza sindacale aziendale, congiuntamente ad associazione stampa umbra e Cgil-Slc, si terrà domani pomeriggio a Perugia, a palazzo Donini l&#8217;incontro relativo alla situazione del quotidiano, convocato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, cui parteciperà anche il vice presidente, Fabio Paparelli. Le organizzazioni sindacali e dei lavoratori del Giornale dell&#8217;Umbria, infatti, avevano chiesto un incontro urgente alla presidente della Regione Marini per rappresentare la grave situazione economico-finanziaria della società che ha rilevato la proprietà del Giornale dell&#8217;Umbria, e la mancanza di un piano industriale ed editoriale in grado di delineare una benché minima prospettiva di continuità. Inoltre, le rappresentanze sindacali e dei lavoratori affermano che a causa di ciò c&#8217;è il rischio che venga messa in discussione la stessa sopravvivenza della testata giornalistica e dei circa venti posti di lavoro ad essa collegati, configurandosi in tal modo la possibilità di un ulteriore depauperamento del sistema dell&#8217;informazione e dei livelli occupazionali del nostro territorio regionale.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/giornale-dellumbria-presidente-marini-convoca-per-domani-martedi-10-incontro-con-organizzazioni-sindacali/">Giornale dell&#8217;Umbria, presidente Marini convoca per domani, martedì 10, incontro con organizzazioni sindacali</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Giornale dell’Umbria: Asu e Cgil attivano i propri legali. Si valutano profili di comportamento antisindacale</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2015 17:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[antisindacale]]></category>
		<category><![CDATA[blocco uscita giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Giornale dell'Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> L&#8217;Associazione Stampa Umbra, la Cgil regionale e la Slc Cgil regionale stigmatizzano il comportamento inqualificabile dell&#8217;editore del Giornale dell’Umbria, Giuseppe Incarnato, che ha bloccato nella serata di ieri (7 novembre) l&#8217;edizione cartacea del giornale di oggi (8 novembre) con una motivazione pretestuosa ed irricevibile. Alla luce di quanto accaduto e in riferimento alla situazione di grave ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;Associazione Stampa Umbra, la Cgil regionale e la Slc Cgil regionale stigmatizzano il comportamento inqualificabile dell&#8217;editore del Giornale dell’Umbria, Giuseppe Incarnato, che ha bloccato nella serata di ieri (7 novembre) l&#8217;edizione cartacea del giornale di oggi (8 novembre) con una motivazione pretestuosa ed irricevibile. Alla luce di quanto accaduto e in riferimento alla situazione di grave difficoltà occupazionale e professionale dei giornalisti e dei poligrafici del Giornale dell’Umbria, Asu e Cgil valuteranno, insieme ai propri legali, se nella decisione assunta dall&#8217;editore ci siano profili di comportamento antisindacale, oltre a tutte le azioni necessarie alla tutela dei lavoratori ed al mantenimento dei livelli occupazionali. Questa la dura nota del comitato di redazione della testata.  &#8220;I giornalisti del Giornale dell&#8217;Umbria &#8211; si legge nella nota del Cdr &#8211; attraverso il Comitato di redazione della testata stessa, precisa, in primo luogo, che la mancata uscita in edicola del quotidiano dell&#8217;8 novembre non è dovuta ad azioni di sciopero da parte del personale giornalistico e poligrafico, ma chiedono per espressa volontà dell&#8217;Editore. Il Comitato di redazione chiede con urgenza l&#8217;intervento del signor Prefetto di Perugia, della Presidente della Regione Umbria e dei sindaci di Perugia e Terni dopo quanto accaduto nella notte appena passata ad opera dell&#8217;editore-proprietario del Giornale dell&#8217;Umbria, il quale con una e-mail notturna ha improvvisamente deciso di non autorizzare la pubblicazione e stampa dell&#8217;edizione cartacea odierna del quotidiano, già confezionata dal personale giornalistico, fino a nuovo ordine, in quanto non rispecchiava la nuova foliazione prevista nel Piano editoriale; su questo punto il Comitato di redazione ricorda che il direttore responsabile non ha mai presentato tale Piano al suo insediamento e la nuova foliazione non è mai stata comunicata ufficialmente né al Cdr né al personale giornalistico e poligrafico. L&#8217;editore, peraltro, adducendo alcuna motivazione di ciò si è reso così protagonista di un atto che giudichiamo arbitrario (non il primo, per la verità) e gravissimo per il lavoro e la dignità di ciascun lavoratore della testata, nonché, a nostro avviso, compiuto in violazione del Comma 2 dell&#8217;articolo 21 della Costituzione italiana e dell&#8217;articolo 28 della Legge 300. Il Cdr ricorda che il comportamento dell&#8217;Editore si configura come una &#8220;serrata&#8221;, espressamente vietata dalla legge e che sarà oggetto di valutazione da parte della Magistratura, alla quale la questione sarà sottoposta immediatamente. Il Comitato di redazione denuncia il clima di lavoro divenuto insostenibile e che si è venuto a creare nella redazione a causa delle forti, continue e illegittime ingerenze sull&#8217;organizzazione del lavoro stesso e sul controllo del prodotto editoriale da parte dell&#8217;editore. Si ricorda, inoltre, che la giornata lavorativa del 7 novembre è interamente dovuta in quanto il prodotto è stato confezionato e mandato in stampa. Prova ne è anche il fatto che è stata realizzata e messa in vendita la copia digitale. Il Cdr ricorda, infine, che il 19 dicembre del 2014 è stato sottoscritto un contratto di solidarietà che l&#8217;editore e il direttore hanno violato in più punti e a più riprese. Per questo motivo si auspica l&#8217;immediata convocazione di un tavolo di confronto tra le parti davanti al Ministero, alla Fnsi e alla Fieg al fine di ricondurre l&#8217;azienda al rispetto del contratto sottoscritto&#8221;.</p>
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		<title>Giornale dell&#8217;Umbria in sciopero</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 22:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Giornale dell'Umbria]]></category>
		<category><![CDATA[redazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato di redazione del Giornale dell&#8217;Umbria, Associazione stampa umbra, Cgil Umbria e Slc Cgil Umbria. &#8220;A seguito dell&#8217;incontro tenutosi il 5/11/2015 presso la sede del Giornale dell&#8217;Umbria, in via Monteneri 37, a Perugia, tra l&#8217;amministratore delegato e il presidente dell&#8217;azienda Geu, il Cdr, L&#8217;Associazione Stampa Umbra, la Cgil regionale e la Slc-Cgil ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato di redazione del Giornale dell&#8217;Umbria, Associazione stampa umbra, Cgil Umbria e Slc Cgil Umbria.</p>
<p><em>&#8220;A seguito dell&#8217;incontro tenutosi il 5/11/2015 presso la sede del Giornale dell&#8217;Umbria, in via Monteneri 37, a Perugia, tra l&#8217;amministratore delegato e il presidente dell&#8217;azienda Geu, il Cdr, L&#8217;Associazione Stampa Umbra, la Cgil regionale e la Slc-Cgil regionale, i giornalisti e il personale poligrafico, esprimono totale insoddisfazione per l&#8217;esito dell&#8217;incontro stesso.</em></p>
<p><em>Durante il confronto si sono confermate tutte le preoccupazioni legate alla assai critica situazione economico-finanziaria dell&#8217;azienda e alla mancanza di un piano industriale ed editoriale in grado di delineare, allo stato, una minima prospettiva di continuità delle attività. </em></p>
<p><em>L&#8217;assemblea del personale, riunitasi alla fine dell&#8217;incontro, alla presenza dei rappresentanti sindacali, ha confermato lo stato di agitazione del personale, proclamando una prima giornata di sciopero per domani, venerdì 6 novembre 2015, e riservandosi ulteriori azioni di lotta.</em></p>
<p><em>L&#8217;assemblea del personale ha altresì dato mandato ai sindacati di richiedere il coinvolgimento di tutte le istituzioni locali e regionali per porre con forza il problema della salvaguardia della testata, in edicola da 15 anni, e  punto di riferimento del pluralismo informativo di questa regione e dei posti di lavoro ad essa collegati&#8221;</em>.</p>
<p>Alla redazione del Giornale dell&#8217;Umbria tutta la solidarietà da parte di Perugionline.net e della Ubinet.</p>
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		<title>Giornale dell&#8217;Umbria, i dipendenti in stato d&#8217;agitazione</title>
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		<pubDate>Sun, 24 May 2015 10:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[agitazione]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Il personale giornalistico e poligrafico del Gruppo Editoriale Umbria 1819 che edita Il Giornale dell&#8217;Umbria e giornaledellumbria.it, riunitosi in Assemblea alla presenza dei rappresentanti di Associazione Stampa Umbra e Ordine dei Giornalisti dell&#8217;Umbria, preso atto di una comunicazione scritta dell&#8217;Azienda e di una serie di informazioni verbali dei suoi rappresentanti, inerenti la situazione attuale e ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>&#8220;Il personale giornalistico e poligrafico del Gruppo Editoriale Umbria 1819 che edita Il Giornale dell&#8217;Umbria e giornaledellumbria.it, riunitosi in Assemblea alla presenza dei rappresentanti di Associazione Stampa Umbra e Ordine dei Giornalisti dell&#8217;Umbria, preso atto di una comunicazione scritta dell&#8217;Azienda e di una serie di informazioni verbali dei suoi rappresentanti, inerenti la situazione attuale e le prospettive immediate legate alla sorte della testata, ha deliberato di indire lo stato di agitazione, con mandato al Cdr di attuare le forme di protesta che si riterranno più adeguate&#8221;. E&#8217; questa la nota del comitato di redazione del Giornale dell&#8217;Umbria che rischia di chiudere i battenti a breve, secondo quanto riporta l&#8217;assemblea di redazione che, prosegue la nota, &#8220;esprime preoccupazione per l&#8217;estrema incertezza delle volontà e strategie aziendali più volte rappresentate al Cdr, che potrebbero portare in tempi brevi al venir meno di una significativa voce di informazione nel panorama regionale. L&#8217;Assemblea fa dunque appello alle Istituzioni, alle forze politiche, al mondo economico e sociale, affinché contribuiscano fattivamente alla definizione di un percorso che possa continuare a garantire la presenza di questa voce, nel primario interesse dei Lettori, di tutta la comunità umbra e del pluralismo dell&#8217;informazione&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;associazione stampa umbra</strong> &#8211; Così si è espressa anche l&#8217;Asu, l&#8217;associazione stampa umbra: &#8220;Il Giornale dell’Umbria è un patrimonio importante per l’informazione locale che deve continuare ad esserci. L’Umbria non può permettersi di perdere altri pezzi del suo sistema editoriale e altre decine di posti di lavoro in un settore già letteralmente in ginocchio. L’Associazione stampa umbra, dopo aver partecipato oggi, 23 maggio, all’assemblea del personale del Gruppo Editoriale Umbria 1819 che edita Il Giornale dell&#8217;Umbria e giornaledellumbria.it, esprime forte preoccupazione per le modalità con cui la proprietà ha recentemente prospettato gravi difficoltà per la prosecuzione dell’attività editoriale, mettendo in forte allarme tutti i dipendenti.<br />
Come Asu riteniamo inaccettabile il metodo con il quale l&#8217;azienda, di proprietà &#8211; lo sottolineiamo &#8211; di imprenditori locali, sta gestendo questa fase complessa e delicata. Ricordiamo che la stessa azienda ha sottoscritto con il sindacato, rinnovandolo in sede ministeriale nel dicembre 2014, un accordo, tutt’ora in vigore, per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, finalizzato al superamento delle difficoltà economiche ed al rilancio della testata. Qualsiasi variazione dei programmi e qualsiasi nuova comunicazione dell’azienda va pertanto ricondotta nelle sedi opportune e discussa con gli organismi sindacali. L’Asu sarà al fianco dei colleghi e delle colleghe del Giornale dell’Umbria nella vertenza che inevitabilmente si aprirà in assenza di un chiarimento immediato da parte della proprietà e li sosterrà nelle iniziative di mobilitazione che decideranno di intraprendere. Al contempo, crediamo che le istituzioni locali e tutta la politica, tanto più a ridosso di una scadenza elettorale importante, non possano non farsi immediatamente carico di un problema di queste dimensioni, che rischia non solo di produrre effetti devastanti da un punto di vista occupazionale, ma anche di privare l’Umbria di una voce importante, impoverendo ulteriormente il già sofferente sistema dell’informazione locale&#8221;.</p>
<p>Ai colleghi e agli amici del Giornale dell&#8217;Umbria tutto il sostegno e la solidarietà da parte della redazione di Perugiaonline.net</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/giornale-dellumbria-i-dipendenti-in-stato-dagitazione/">Giornale dell&#8217;Umbria, i dipendenti in stato d&#8217;agitazione</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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