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	<title>Perugia Online &#187; guardia di finanza</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Pubblicato in Gazzetta il concorso per il reclutamento di 30 allievi finanzieri del continente ordinario &#8211; specializzazione &#8220;tecnico di soccorso alpino&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Nov 2017 10:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[concorso]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 83 del 31/10/2017 &#8211; 4^ Serie Speciale – è stato pubblicato il concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 30 allievi finanzieri del contingente ordinario – specializzazione “Tecnico di Soccorso Alpino (S.A.G.F.)” – anno 2017. Possono partecipare al concorso i cittadini italiani i quali, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda: siano in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per il conseguimento del titolo di studio universitario; abbiano compiuto il 18° anno e non abbiano superato il giorno di compimento del 26° anno di età. Per coloro che alla data del 6 luglio 2017 svolgono o hanno svolto servizio militare volontario, di leva o di leva prolungato, il predetto limite anagrafico massimo è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio militare prestato che non deve superare, in ogni caso, i tre anni.</p>
<p>Il concorso costituisce, per la prima volta, una valida opportunità di inserimento, nello scenario lavorativo, per i giovani che nutrono una spiccata passione per la montagna e che sono desiderosi di lavorare al fianco di persone competenti, con mezzi tecnologicamente avanzati, per prestare aiuto a persone in difficoltà.</p>
<p>La domanda di partecipazione dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura informatica disponibile sul sito www.gdf.gov.it – area “Concorsi On line” &#8211; seguendo le istruzioni del sistema automatizzato, con la possibilità di scegliere una delle seguenti modalità:</p>
<p>a) “SPID”, sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale;</p>
<p>b) “PEC”, posta elettronica certificata.</p>
<p>Il termine ultimo per la presentazione della domanda è il 15 dicembre 2017.</p>
<p>I vincitori saranno avviati a un corso di formazione in qualità di allievi finanzieri presso la Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo (TN) , la più antica scuola militare alpina del mondo, dove avranno la possibilità di prepararsi adeguatamente da un punto di vista tecnico-professionale, ampliando le propria sfera di conoscenze, tramite l’apprendimento di tecniche, regole e procedure che si riveleranno utili per il successivo impiego, quali finanzieri neo-specializzati ”S.A.G.F.”, presso una delle 26 Stazioni dislocate sull’intero arco alpino, sul Gran Sasso, in Aspromonte e sull’Etna.</p>
<p>Il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza si pone l’obiettivo di assolvere prioritariamente alle attività di salvaguardia della vita umana e di pronto intervento operativo, in zone di media e alta montagna, caratterizzate da terreni innevati, ripidi, rocciosi o ghiacciati, e di concorrere, attraverso una diuturna azione di controllo del territorio &#8211; svolta anche per eventuali fini di difesa politico militare delle frontiere &#8211; all’espletamento dei compiti di polizia economico-finanziaria demandati al Corpo.</p>
<p>Rientrano tra gli incarichi del personale impiegato nel Soccorso Alpino anche quelle attività finalizzate a interventi di soccorso in contesti emergenziali derivanti da calamità naturali.<br />
In occasione dei recenti eventi sismici e di maltempo che hanno colpito il Centro – Italia, decisive sono risultate, difatti, la prontezza d’intervento del S.A.G.F. e la capacità di far pervenire in loco, in tempi assolutamente ristretti, uomini e mezzi provenienti da Stazioni dislocate sull’intero arco alpino. Sul sito internet www.gdf.gov.it – area “Concorsi On line” è possibile prendere visione del bando e acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sui concorsi e sul Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.</p>
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		<title>Perugia, portavano al fallimento alcune imprese e le svuotavano di risorse: nei guai due imprenditori</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 11:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Gestivano alcune imprese nel perugino operanti nel settore alberghiero e della ristorazione, che sono state spogliate di risorse e portate al fallimento con rilevante danno ai creditori e all’Erario: con questa accusa, formulata dal Gip presso il Tribunale di Perugia, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza del capoluogo umbro hanno eseguito nei giorni ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Gestivano alcune imprese nel perugino operanti nel settore alberghiero e della ristorazione, che sono state spogliate di risorse e portate al fallimento con rilevante danno ai creditori e all’Erario: con questa accusa, formulata dal Gip presso il Tribunale di Perugia, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza del capoluogo umbro hanno eseguito nei giorni scorsi un arresto ai domiciliari ed un obbligo di dimora nei confronti di due imprenditori. Contestualmente, sono state effettuate perquisizioni in Umbria ed in Toscana.</p>
<p>L’attività investigativa trae origine da una procedura fallimentare nei confronti di una società, nell’ambito della quale erano stati rilevati ingenti compensi agli amministratori nonostante l’azienda versasse in uno stato di crisi finanziaria ormai irreversibile, con perdite rilevanti di oltre un milione di euro, maturate negli ultimi anni di attività. I successivi accertamenti svolti dalla Sezione di Polizia Giudiziaria – aliquota Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica di Perugia e dal locale Nucleo di Polizia Tributaria hanno quindi fatto luce su un vero e proprio depredamento dei beni aziendali, a scapito dei creditori e dell’Erario, verso il quale si erano accumulati debiti per oltre 1.700.000 euro.</p>
<p>Ruolo centrale era rivestito dai due soggetti destinatari delle misure cautelari che ricoprivano le qualità di amministratore di fatto e di diritto delle società coinvolte nel sistema criminoso. Le indagini hanno consentito di appurare, inoltre, che i beni della società fallita venivano concessi in affitto ad una <i>new company</i>, per poi essere utilizzati da un’ulteriore società, sempre riferibile ai due imprenditori, senza che venissero pagati i canoni dovuti, causando un danno patrimoniale per oltre 260.000 euro.</p>
<p>Applicando il medesimo schema delittuoso, anche quest’ultima società veniva poi depauperata del patrimonio dagli indagati, che distraevano i proventi per oltre 90.000 euro, accreditandoli sui conti correnti personali o utilizzandoli per pagare lavori eseguiti presso un’abitazione privata. L’operazione portata a termine suggella il profondo impegno profuso dalla Procura della Repubblica di Perugia, in collaborazione con il locale Comando Provinciale della Guardia di Finanza, nel contrasto ai reati fallimentari, che ha portato, nel mese di settembre 2015, alla costituzione di un pool di magistrati con il compito di occuparsi dei procedimenti penali nella specifica materia, coadiuvato da personale del Corpo specializzato nel settore.</p>
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		<title>Perugia, altro colpo all&#8217;evasione fiscale: scoperto ristorante che si fingeva associazione sportiva</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 08:35:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Un altro fenomeno di evasione totale nel settore della ristorazione è stato accertato dai finanzieri del Comando Provinciale di Perugia dopo quelli recentemente venuti alla luce a Foligno ed a Bastia Umbra. Mentre in quei casi, però, si trattava di attività commerciali che omettevano sistematicamente le dichiarazioni degli incassi percepiti, pur rilasciando regolari ricevute fiscali, le ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un altro fenomeno di evasione totale nel settore della ristorazione è stato accertato dai finanzieri del Comando Provinciale di Perugia dopo quelli recentemente venuti alla luce a Foligno ed a Bastia Umbra. Mentre in quei casi, però, si trattava di attività commerciali che omettevano sistematicamente le dichiarazioni degli incassi percepiti, pur rilasciando regolari ricevute fiscali, le Fiamme Gialle della Compagnia di Foligno hanno individuato, questa volta, una finta “associazione sportiva” senza fini di lucro.</p>
<p>Un approfondito controllo fiscale, preceduto da una mirata attività di controllo economico del territorio, ha consentito, invece, di accertare che l’associazione sportiva altro non era che un ristorante a tutti gli effetti, pur beneficiando di tutte le particolari agevolazioni fiscali riconosciute agli operatori del settore “no profit”. In questo locale, infatti, si poteva entrare in maniera assolutamente indiscriminata, senza osservare particolari formalità e senza che i clienti potessero conoscere il regolamento od il funzionamento dell’associazione, il cui scopo sociale, senza fine di lucro, era quello di organizzare tornei di dama, scacchi e freccette. Molti degli avventori, sentiti dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Foligno, non solo non erano soci ma sconoscevano perfino che si trattasse di un’associazione sportiva.</p>
<p>La finta associazione era, tra l’altro, pubblicizzata su internet attraverso siti specializzati come un vero e proprio ristorante, con recensioni lusinghiere da parte dei numerosi clienti provenienti anche da fuori Regione. I Finanzieri, sulla base di tutti gli elementi acquisiti, hanno quindi riqualificato le attività alla stregua di un’impresa commerciale a tutti gli effetti, ricostruendo il volume d’affari da sottoporre a tassazione, rilevando e segnalando all’Agenzia delle Entrate maggiori ricavi per circa 150 mila euro. L’attività svolta ha portato anche alla scoperta di un lavoratore in nero. Un altro risultato realizzato dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Perugia, pertanto, a tutela degli imprenditori onesti che, rispettando le regole, subiscono la sleale concorrenza di coloro che, dissimulando la propria natura, utilizzano indebitamente un regime fiscale agevolato.</p>
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		<title>Erogavano prestiti a tassi usurai ad imprenditori in difficoltà e non esitavano a ricorrere a minacce e violenze in caso di ritardo nei pagamenti: arrestata una coppia di coniugi</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Sep 2017 09:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Città di Castello]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[usura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Erogavano prestiti a tassi usurai ad imprenditori in difficoltà economiche e non esitavano a ricorrere a minacce e violenze in caso di ritardo nei pagamenti: con queste accuse i finanzieri del , nei giorni scorsi, hanno tratto in arresto, su ordine del GIP del capoluogo umbro, una coppia di coniugi residenti nell’Alta Valle del Tevere. ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/erogavano-prestiti-a-tassi-usurai-ad-imprenditori-in-difficolta-e-non-esitavano-a-ricorrere-a-minacce-e-violenze-in-caso-di-ritardo-nei-pagamenti-arrestata-una-coppia-di-coniugi/">Erogavano prestiti a tassi usurai ad imprenditori in difficoltà e non esitavano a ricorrere a minacce e violenze in caso di ritardo nei pagamenti: arrestata una coppia di coniugi</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span> Erogavano prestiti a tassi usurai ad imprenditori in difficoltà economiche e non esitavano a ricorrere a minacce e violenze in caso di ritardo nei pagamenti: con queste accuse i finanzieri del , nei giorni scorsi, hanno tratto in arresto, su ordine del GIP del capoluogo umbro, una coppia di coniugi residenti nell’Alta Valle del Tevere. La vicenda trae origine da una verifica fiscale eseguita dalla Tenenza di Città di Castello nei confronti del titolare di un’azienda che, seppure attiva nel commercio all’ingrosso di alimentari,  era totalmente sconosciuta al fisco.</p>
<p>Nel corso dell’attività ispettiva, che faceva emergere un vorticoso giro di affari completamente “in nero”, venivano rinvenuti contratti di finanziamento intestati a terzi, chiaramente estranei alla gestione aziendale,  e numerosi assegni di rilevante importo, sui quali si concentrava l’attenzione delle Fiamme Gialle tifernate. Da quel momento prendevano avvio complesse investigazioni, dirette dalla Procura della Repubblica di Perugia, grazie alle quali era possibile ricostruire il modus operandi adottato dal titolare dell’attività economica in verifica, con il determinante concorso della coniuge. I due, a fronte di elargizioni di prestiti per importi anche rilevanti, in favore di imprenditori in difficoltà finanziarie, imponevano  interessi che i riscontri investigativi acquisiti hanno consentito di qualificare come “usurari”, in ragione della palese sproporzione tra gli importi erogati e quelli effettivamente pretesi in restituzione. In un caso, un imprenditore edile, che si era rivolto agli indagati per ottenere un prestito di € 80.000,00, aveva  visto lievitare il proprio debito, in pochi anni, sino al raggiungimento della cifra di € 230.000,00.</p>
<p>La tecnica adottata era quella tipica dei rinnovi: ad ogni periodica ricontrattazione del debito assunto, veniva fatta sottoscrivere all’usurato una nuova dichiarazione nella quale confermava di aver ricevuto il denaro a titolo gratuito, di volta in volta in realtà ricalcolato in ragione dell’aumento mensile degli interessi. In un altro caso, i Finanzieri hanno scoperto che gli indagati, a fronte di  un prestito di € 100.000,00 erogato ad un commerciante, hanno ottenuto la restituzione, dopo appena un mese, di oltre € 134.000,00,  applicando, pertanto,  un tasso di interesse mensile pari a ben il  408%.</p>
<p>Le indagini delle Fiamme Gialle di Città di Castello hanno documentato come la coppia, assidua frequentatrice dei più noti Casinò Italiani, per ottenere soddisfazione delle loro pretese, non desistesse dall’insultare e minacciare, anche di morte, le proprie vittime, paventandogli  addirittura l’intervento della criminalità organizzata. In alcuni casi, i comportamenti intimidatori sono sfociati in episodi di violenza: i Finanzieri, infatti, hanno filmato l’aggressione fisica subìta da un usurato, nelle immediate adiacenze di un bar, al culmine di un animata discussione, ad opera di uno dei due pregiudicati che per l’occasione  accompagnavano T.A..</p>
<p>In un’altra circostanza, sempre al fine di incutere paura e stato di soggezione, l’arrestato ha tentato di investire il debitore ed il proprio fratello, finiti al pronto soccorso con varie lesioni. Visto il grave quadro indiziario e valutata la pericolosità dei soggetti coinvolti, il GIP presso il Tribunale di Perugia, accogliendo la richiesta del P.M. che ha diretto le indagini, ha quindi disposto l’applicazione della  misura cautelare in carcere per il marito ed ai  domiciliari per la coniuge. Indagati, infine, per i reati di minacce e percosse, i due pregiudicati protagonisti dell’episodio di intimidazione avvenuto dinanzi all’esterno di un bar della cittadina tifernate.</p>
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		<title>Blitz di polizia e guardia di finanza a Fontivegge: cinque stranieri espulsi e due denunciati per spaccio</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 11:35:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[clandestini]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[spaccio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Nel tardo pomeriggio di ieri controlli straordinari della Polizia e della Guardia di Finanza, a Fontivegge. Obiettivo del blitz il parco dietro via del Macello ove di recente si era stanziato un gruppo di stranieri dedito a traffici illeciti. Gli agenti della Volanti, con la collaborazione dei Finanzieri del Gruppo di Perugia, hanno dapprima chiuso le ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/blitz-di-polizia-e-guardia-di-finanza-a-fontivegge-cinque-stranieri-espulsi-e-due-denunciati-per-spaccio/">Blitz di polizia e guardia di finanza a Fontivegge: cinque stranieri espulsi e due denunciati per spaccio</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Nel tardo pomeriggio di ieri controlli straordinari della Polizia e della Guardia di Finanza, a Fontivegge.<br />
Obiettivo del blitz il parco dietro via del Macello ove di recente si era stanziato un gruppo di stranieri dedito a traffici illeciti. Gli agenti della Volanti, con la collaborazione dei Finanzieri del Gruppo di Perugia, hanno dapprima chiuso le uscite del parco. Poi hanno effettuato delle ispezioni con lunità cinofila della Guardia di Finanza che ha chiaramente segnalato la presenza di stupefacenti. Gli operatori ha quindi deciso di accompagnare in Questura tutti e otto gli stranieri presenti, ove sono stati perquisiti e identificati con la comparazione delle impronte digitali. Un marocchino 17enne è stato indagato per spaccio di stupefacenti: dentro una scarpa deteneva due dosi di eroina e due di hashish.<br />
Un tunisino 35enne è stato denunciato perché possedeva una dose di eroina. Al termine dei controlli cinque stranieri, un palestinese, un siriano, un marocchino e due tunisini sono stati espulsi.</p>
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		<title>Blitz della Finanza a palazzo Cesaroni: nel mirino le spese dei gruppi consiliari</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 11:25:53 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> È in corso da ieri un&#8217;indagine di polizia giudiziaria condotta dalla Guardia di Finanza, su incarico della Procura della Repubblica di Perugia, riguardante le spese dei gruppi consiliari dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria negli anni 2011 e 2012. Sull’operazione c’è il massimo riserbo ma a quanto pare l’ipotesi di reato è il peculato. “La Segreteria generale dell&#8217;Ente – ha fatto sapere in una nota il presidente del consiglio regionale Donatella Porzi &#8211; ha messo a disposizione tutta la documentazione richiesta, che è stata acquisita dagli inquirenti nella giornata di ieri. Esprimiamo piena fiducia nell&#8217;azione della Magistratura e delle forze dell&#8217;ordine e ribadiamo la più ampia disponibilità, in nome di quel principio di collaborazione tra istituzioni che ha sempre animato l&#8217;azione pubblica dell&#8217;Assemblea legislativa. È opportuno ricordare che le risorse pubbliche a disposizione dei gruppi consiliari di Palazzo Cesaroni sono state sempre fra le più basse tra le Regioni italiane, e già nella passata legislatura furono ulteriormente diminuite, in continuità con quel principio di sobrietà e rigore che è sempre stato la cifra distintiva dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria nella gestione delle risorse pubbliche</p>
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		<title>Indagini in Regione, Liberati (M5S): &#8220;Potenziare le Procure e la Guardia di Finanza per stanare il marciume annidato nei palazzi del potere&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 12:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Dopo 46 anni di consolidato potere, in Umbria è venuto finalmente il tempo di rimpolpare gli organici di Procure e Guardia di finanza: in queste condizioni, coi pochi funzionari attuali, si potrà infatti stanare solo la minima parte del marciume annidato fin nei sottoscala di non pochi palazzi del potere, dalla Regione agli Enti locali, alle partecipate fallite”. Lo afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle all&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, Andrea Liberati, facendo riferimento all&#8217;indagine in corso sulle spese dei gruppi consiliari della precedente legislatura.</p>
<p>Secondo l&#8217;esponente dell&#8217;opposizione “adesso occorre finalmente proteggere al meglio i whistleblower, ma anche spingere palazzo Cesaroni a costituirsi in futuro parte civile, reclamando i danni da chi venisse trovato colpevole di ‘condotte appropriative’. Sarebbe assai inopportuno anticipare sentenze, ma quello di ieri a Perugia non appare propriamente come un blitz qualunque. La china è invece molto chiara. Anzi, per noi lo è stata sin dagli esordi: bastava osservare come solo Umbria e Toscana fossero rimaste fuori dallo scandalo spese pazze, per intuire qualcosa di assai peculiare. Solo noi abbiamo denunciato reiteratamente questa singolarità, sia in campagna elettorale che in Aula, sin dal 9 luglio, primo giorno della nuova legislatura regionale”.</p>
<p>Liberati auspica che “appena tecnicamente possibile, si passi alla Giunta, dove, tra una coop e un finanziamento europeo, tra un conflitto di interessi e l’altro, sarà possibile rinvenire anomalie e sprechi milionari di lunga data, al cui confronto, quelli ipotizzabili dei gruppi consiliari, appariranno quale antipasto. Soprattutto – conclude &#8211; nessuno provi più a manovrare per ricollocare altrove magistrati e finanzieri impegnati nella ricerca della verità, a esclusivo servizio dello Stato, delle sue leggi e dei cittadini”.</p>
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		<title>&#8220;Scoperti 186 evasori fiscali in Umbria nel 2015&#8243;, il bilancio della Guardia di Finanza</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 12:09:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sono 186 le persone completamente sconosciute al Fisco scoperte in Umbria dalla Guardia di Finanza nel 2015. A rivelarlo è il comandante regionale Vito Augelli, oggi nel corso della conferenza di presentazione del bilancio operativo annuale. La strategia messa in campo, è stato spiegato, ha agito su 3 leve principali: l’attività investigativa, ossia lo sviluppo in tutto il territorio regionale delle oltre 1400 deleghe d’indagine pervenute dalla magistratura ordinaria e dalla Corte dei Conti; l’esecuzione di 40 piani operativi, per l’aggressione sistematica e organizzata ai più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria nelle diverse aree della Regione; l’azione di contrasto ai traffici illeciti e il concorso al dispositivo di ordine e sicurezza pubblica.</p>
<p><strong>Le truffe sui fondi pubblici </strong>L’operato ha permesso di fare luce su diversi casi di illegittima percezione o richiesta di finanziamenti pubblici (comunitari e nazionali) per circa 3,5 milioni di euro, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 58 soggetti. Sono state individuate truffe nel settore previdenziale per circa 700.000 euro. Nell’ambito di 95 accertamenti svolti, segnalati sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici che hanno cagionato danni patrimoniali allo Stato per più di 6 milioni di euro. A seguito delle 42 indagini e dei 13 interventi conclusi nel 2015 per reati ed altri illeciti contro la Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 19 persone (36% per abuso d’ufficio, 5% per peculato e 32% per turbata libertà degli incanti, 27% violenza/resistenza a pubblico ufficiale). Nel settore degli appalti pubblici sono state riscontrate irregolarità per circa 10 milioni e 600mila euro, con la denuncia di 11 soggetti.</p>
<p><strong> </strong><strong>Le frodi fiscali </strong>Contro l’evasione e le frodi fiscali, anche di tipo organizzato, sono state concluse 357 indagini di polizia giudiziaria, a cui si aggiungono 1.461 fra verifiche, controlli ed altri interventi. Questi servizi si sono basati su un’attenta selezione preventiva e mirata degli obiettivi, che ha portato alla segnalazione di 199 soggetti responsabili di 265 reati fiscali, di cui il 55% riguarda gli illeciti più gravi di emissione di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile e indebita compensazione d’imposte. In tale ambito, sono stati individuati 12 casi di evasione internazionale (fittizia residenza all’estero, stabili organizzazioni non dichiarate in Italia di società estere e transfer pricing) e 111 datori di lavoro che hanno impiegato 154 lavoratori in “nero” e 67 lavoratori irregolari. Sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per il recupero delle imposte evase nei riguardi dei responsabili di frodi fiscali per circa 26 milioni di euro ed avanzate proposte di sequestro per oltre 185 milioni di euro.</p>
<p><strong>La criminalità organizzata </strong>La Guardia di finanza nel 2015 ha poi eseguito 35 accertamenti economico-patrimoniali a carico di condannati e indiziati di gravi reati, che hanno riguardato complessivamente 138 persone fisiche ed aziende. In merito, sono state avanzate proposte di sequestro per un valore complessivo di oltre 35 milioni di euro. In materia di riciclaggio sono stati eseguiti 31 interventi (indagini di polizia giudiziaria, ispezioni e controlli antiriciclaggio) che hanno portato alla denuncia di 11 soggetti. Particolarmente intensa è stata l’attività di approfondimento di 171 segnalazioni per operazioni sospette, che ha permesso di contestare 11 violazioni amministrative e 8 penali. I valori intercettati nell’ambito delle complessive attività antiriciclaggio sono stati circa 1,5 milioni di euro. Nell’ambito delle indagini svolte nei settori dei reati societari, fallimentari, bancari, finanziari e di borsa sono stati denunciati 90 soggetti, con l’accertamento di distrazioni patrimoniali per oltre 12 milioni di euro.</p>
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		<title>Isee: aumentano i controlli per le prestazioni agevolate</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2015 13:42:25 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Magione. </span> &#8220;Offrire opportunità a chi ha realmente bisogno, garantire equità per tutti i cittadini, evitare casi di false dichiarazioni&#8221;. Queste  afferma l&#8217;assessore alla politiche sociali del comune, Eleonora Maghini &#8211; le principali finalità del regolamento approvato nellultimo consiglio comunale riguardante i controlli attivati dall&#8217;amministrazione comunale sulle prestazioni sociali agevolate, le riduzioni e le agevolazioni tariffarie per asilo nido, trasporto e mensa, sui contributi di competenza di altri enti la cui procedura è demandata al comune di Magione&#8221;. &#8220;Tutti i cittadini  spiega l&#8217;assessore Maghini -, in base alla condizione economica, possono usufruire di agevolazioni per: priorità di accesso, tariffe inferiori a quelle massime, concessioni contributi a parziale o totale copertura delle rette, esenzione dalla contribuzione al costo dei servizi, riduzioni e/o agevolazioni sui tributi locali.  L&#8217;accesso alle condizioni agevolate avviene attraverso la valutazione dell&#8217;indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)&#8221;. Con il regolamento approvato l&#8217;amministrazione, avvalendosi degli archivi in proprio possesso, ed anche di quelli ai quali ha possibilità di accesso (INPS, Agenzia Entrate, ecc.), ha avviato procedure di accertamento sulla veridicità delle dichiarazioni per ciascuna agevolazione. Ulteriori controlli vengono effettuati in collaborazione con lufficio di cittadinanza e la guardia di finanza. L&#8217;ufficio del comune effettua singolarmente controlli su tutte le dichiarazioni per verificare il rispetto della presentazione; controlli a campione per la verifica di regolarità della dichiarazione nella misura minima del 15% delle domande presentate; congiuntamente allufficio di cittadinanza su tutte le dichiarazioni il cui indicatore della situazione economica equivalente (Isee) è pari a zero: in collaborazione don la guardia di finanza qualora sussistano ragionevoli dubbi sulla veridicità del contenuto delle dichiarazioni. Il controllo con la guardia di finanza si effettua quando le dichiarazioni sono palesemente inattendibili e contraddittorie rispetto al tenore di vita mantenuto dal nucleo familiare desumibile da informazioni diverse da quelle dichiarate ed in possesso dellamministrazione comunale. &#8220;Nel 2015  &#8211; conclude l&#8217;assessore &#8211; abbiamo avuto una diminuzione delle richieste di esonero e agevolazioni del 50% ma non possiamo imputare questi dati unicamente al nuovo sistema di controllo. È certo, comunque, che l&#8217;impegno dell&#8217;ufficio per garantire che i casi di false dichiarazioni vengano scoperti  è notevole. Riteniamo questo un dovere sociale di grande importanza soprattutto in questo momento di grave difficoltà economica per molte famiglie  in cui è necessario che gli aiuti vadano effettivamente  a chi ne ha necessità&#8221;.</p>
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		<title>Operazione &#8220;Iron Men&#8221;: scoperto vorticoso giro di fatture false. Sequestrati immobili nei confronti di un imprenditore</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 10:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Attraverso complesse alchimie contabili, diverse imprese del Tifernate operanti nel settore della metalmeccanica avevano realizzato un vorticoso giro di fatture false per aumentare fittiziamente i costi sostenuti e comprimere, di conseguenza, le imposte da versare all’erario. Dopo tre anni di indagini e 13 interventi ispettivi, i finanzieri della tenenza di Città di Castello hanno portato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span> Attraverso complesse alchimie contabili, diverse imprese del Tifernate operanti nel settore della metalmeccanica avevano realizzato un vorticoso giro di fatture false per aumentare fittiziamente i costi sostenuti e comprimere, di conseguenza, le imposte da versare all’erario.</p>
<p>Dopo tre anni di indagini e 13 interventi ispettivi, i finanzieri della tenenza di Città di Castello hanno portato alla luce oltre 6 milioni di euro di redditi sottratti a tassazione e circa 2 milioni di euro di Iva indebitamente detratta, individuando anche ben cinque evasori totali.  Complessivamente, sono 24 i soggetti denunciati a vario titolo per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti nonché di dichiarazione fraudolenta.</p>
<p>A seconda della convenienza fiscale, interponendo dei soggetti di comodo, le aziende si “scambiavano” fatture relative ad operazioni inesistenti: tra le false prestazioni individuate erano ricomprese anche lavorazioni “fantasma” svolte presso cantieri navali. In un caso, erano riusciti addirittura a simulare la vendita di un carro ponte da 5 tonnellate per un valore di quasi mezzo milione di euro.</p>
<p>Sono risultati implicati anche soggetti aventi sede al di fuori dell’Umbria, tra cui una società di Ancona ed una di Firenze, totalmente sconosciute al fisco, che hanno fatturato milioni di euro per false prestazioni di mano d’opera rivolte ad alcune delle aziende finite sotto la lente delle Fiamme Gialle di Città di Castello. Al fine di garantire il debito verso l’erario, nei confronti di uno degli imprenditori maggiormente coinvolti nella frode fiscale è stato già eseguito un sequestro preventivo di un capannone industriale e della propria abitazione, su disposizione della locale Autorità Giudiziaria.</p>
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		<title>Raccoglievano soldi spacciandosi per volontari, denunciate a Perugia due persone per truffa</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 09:44:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Si aggiravano senza sosta nel parcheggio dell’ospedale di Perugia, muniti di tesserino identificativo e di materiale divulgativo, richiedendo offerte a favore di una sedicente associazione di beneficienza e volontariato. Avrebbe dovuto avere sede in Calabria e perseguire nobili finalità, quali l’assistenza alle ragazze madri ed il sostegno alle persone emarginate: in realtà l’onlus era assolutamente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si aggiravano senza sosta nel parcheggio dell’ospedale di Perugia, muniti di tesserino identificativo e di materiale divulgativo, richiedendo offerte a favore di una sedicente associazione di beneficienza e volontariato. Avrebbe dovuto avere sede in Calabria e perseguire nobili finalità, quali l’assistenza alle ragazze madri ed il sostegno alle persone emarginate: in realtà l’onlus era assolutamente inesistente. Tale circostanza è stata successivamente avvalorata da ulteriori approfondimenti effettuati interpellando gli Enti deputati a censire tali tipi di organizzazioni che, disconoscendone l’iscrizione, confermavano i sospetti dei Finanzieri.</p>
<p>È quanto accertato dai finanzieri del gruppo di Perugia che, allertati da una telefonato al “117”, si sono immediatamente recati sul posto sorprendendo due uomini intenti a raccogliere offerte, da ignari utenti del nosocomio ai quali rilasciavano “regolare” quietanza di pagamento. Identificati e condotti in caserma per gli ulteriori accertamenti, i due, F.F., di anni 50 e I.L., di anni 34, sono risultati coinvolti già in passato per analoghe vicende.</p>
<p>È scattata, così, per entrambi, la denuncia alla locale Procura della Repubblica per il reato di truffa, nonché il sequestro del materiale utilizzato per fare leva sui sentimenti di solidarietà degli ignari offerenti. Linea dura della Guardia di Finanza nei confronti della false Onlus che, in nome del bene comune, sfruttano lo spirito di solidarietà che contraddistingue il popolo italiano e godono, non avendone diritto, delle agevolazioni tributarie previste per legge. Purtroppo, anche questo settore, nonostante la sua complessiva positività fa registrare dei casi di illegalità che rendono necessaria, da parte della Guardia di Finanza, una costante azione di monitoraggio, prevenzione e repressione nei confronti di quei soggetti che, invece di rispettare il nobile spirito di solidarietà che dovrebbe essere alla base di queste associazioni, si adoperano per escogitare le più disparate condotte truffaldine.</p>
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		<title>Città della Pieve, firmato un protocollo d&#8217;intesa con la Guardia di Finanza</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2015 12:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[protocollo d'intesa]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nella mattinata odierna, presso il Comune di Città della Pieve, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Perugia, Colonnello Dario Solombrino ed il sindaco Fausto Scricciolo hanno sottoscritto un protocollo d’intesa al fine di attivare un interscambio informativo di dati e notizie finalizzato alla verifica dei requisiti soggettivi e della sussistenza delle condizioni rappresentate al Comune per richiedere la fruizione di prestazioni sociali agevolate variamente denominate, connesse ad un particolare stato economico/ patrimoniale.</p>
<p>L’iniziativa si inserisce in una cornice normativa che negli ultimi anni ha inteso sempre più incentivare la sinergia tra Enti Locali e la Guardia di Finanza, con lo scopo di migliorare i controlli dei requisiti reddituali e patrimoniali dei nuclei familiari richiedenti agevolazioni/contributi nei servizi sociali che gravano sul bilancio dell’Ente e che per legge sono riservati alle classi più disagiate. Per quanto riguarda l&#8217;aspetto operativo, il protocollo prevede che il Comune invii periodicamente al comando provinciale della Guardia di Finanza di Perugia gli elenchi dei soggetti che, attraverso la presentazione della dichiarazione sostitutiva unica attestante la loro posizione reddituale e patrimoniale, hanno richiesto l’erogazione di benefici a carico delle finanze del Comune o di altro Ente pubblico nonché la segnalazione di quei fatti che possano configurare presunte violazioni fiscali.</p>
<p>Al riguardo, le Fiamme Gialle eseguono, nell’ambito dei propri poteri di polizia economica finanziaria, gli approfondimenti delle posizioni attraverso le metodologie di analisi consolidate nel tempo, comunicando allo stesso Ente le eventuali irregolarità accertate ai fini dell’adozione dei successivi provvedimenti, quali la revoca dei benefici erogati, a tutela del bilancio del Comune. Il sindaco Fausto Scricciolo ha spiegato: “La firma del protocollo è un impegno rispettato con i cittadini che con sempre maggiore forza chiedono interventi sulla legalità affinché l’accesso alle agevolazioni sia riconosciuto a chi ne ha effettivo bisogno e diritto”.</p>
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		<title>Teneva per sé i soldi delle bollette, denunciata a Terni un&#8217;amministratrice di condominio</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 10:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[fiamme gialle]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Avrebbe raggirato almeno 200 famiglie, utilizzando per scopi personali circa 600 mila euro versati per il pagamento di acqua, luce e gas: per questo un’amministratrice di condominio di Terni di 47 anni è stata denunciata dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza per appropriazione indebita e falsità in scrittura privata. L’indagine, svolta anche ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Avrebbe raggirato almeno 200 famiglie, utilizzando per scopi personali circa 600 mila euro versati per il pagamento di acqua, luce e gas: per questo un’amministratrice di condominio di Terni di 47 anni è stata denunciata dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza per appropriazione indebita e falsità in scrittura privata.</p>
<p>L’indagine, svolta anche con l&#8221;aiuto di accertamenti bancari &#8211; spiega oggi la Gdf &#8211; ha permesso di appurare che, da almeno tre anni, la donna rilasciava ai condomini (la maggior parte dei quali residenti in un grande immobile della città) false copie di bonifici mentre, di fatto, provvedeva al pagamento di una minima parte delle fatture delle spese correnti, cioè delle sole bollette utili ad evitare il distacco delle utenze per morosità.</p>
<p>La maggior parte delle somme di denaro, invece, sarebbero state distratte dalla donna attraverso l&#8221;incasso diretto o il versamento su conti correnti personali. I condomini sono stati costretti così a versare due volte i corrispettivi delle fatture insolute. Sono stati alcuni di loro, dopo i primi sospetti, a presentare denuncia alle fiamme gialle.</p>
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		<title>Percepivano la pensione di una donna morta da 4 anni, denunciati</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2015 14:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Incassavano la pensione di invalidità erogata dall’Inps, comprensiva dell’ “indennità di accompagnamento” ed ammontante ad oltre 1.500 Euro mensili, nonostante la propria congiunta fosse deceduta da ben 4 anni. La vicenda &#8211; È quanto accertato dai Finanzieri della Tenenza di Città di Castello al termine di mirate indagini: la donna, una cittadina di origini marocchine da anni residente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span>Incassavano la pensione di invalidità erogata dall’Inps, comprensiva dell’ “indennità di accompagnamento” ed ammontante ad oltre 1.500 Euro mensili, nonostante la propria congiunta fosse deceduta da ben 4 anni.</p>
<p><strong>La vicenda</strong> &#8211; È quanto accertato dai Finanzieri della Tenenza di Città di Castello al termine di mirate indagini: la donna, una cittadina di origini marocchine da anni residente nel capoluogo tifernate unitamente ai propri familiari, a causa d’una grave patologia da cui era affetta, era stata dispensata dall’obbligo di presentarsi davanti agli organi di controllo, potendosi limitare ad esibire annualmente delle semplici autocertificazioni.</p>
<p><strong>Le firme false</strong> &#8211; Così, all’indomani dal suo decesso avvenuto in Marocco, i familiari della donna, tuttora residenti a Città di Castello, omettevano di darne formale comunicazione agli Uffici competenti e si adoperavano per falsificarne la firma su vari documenti. Il fratello, delegato ad operare sul conto corrente della defunta, una volta al mese si recava presso la filiale dell’Istituto di Credito ove veniva accreditata la pensione per ritirare istantaneamente il “bottino” in contanti e, quindi, spartirlo con la sorella ed il cognato.</p>
<p><strong>La truffa</strong> &#8211; A porre fine a questa truffa sistematica ai danni dell’INPS è stato l’intervento delle Fiamme Gialle tifernate che, dopo giorni di pedinamenti e appostamenti, hanno colto in flagranza il fratello, intento a prelevare il contante da uno sportello bancomat. Subito è scattata la perquisizione che ha consentito di sequestrare una consistente somma, provento della truffa. I tre cittadini di etnia marocchina sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Perugia per il reato di truffa continuata ed in concorso ai danni dell’INPS, per aver indebitamente percepito, nel corso degli anni, circa 100.000 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Città della Pieve, sequestrata villa con piscina di proprietà di una designer russa</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2015 13:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CITTA&#8217; DELLA PIEVE. La guardia di finanza di Firenze ha sequestrato una villa a Citta&#8217; della Pieve di proprieta&#8217; di una designer russa. La donna, 54 anni, che vive e lavora a Firenze, dal 2010 al 2012 avrebbe nascosto al fisco redditi per oltre 2 milioni di euro, presentando dichiarazioni annuali di poche migliaia di euro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CITTA&#8217; DELLA PIEVE</strong>. La guardia di finanza di Firenze ha sequestrato una villa a Citta&#8217; della Pieve di proprieta&#8217; di una designer russa. La donna, 54 anni, che vive e lavora a Firenze, dal 2010 al 2012 avrebbe nascosto al fisco redditi per oltre 2 milioni di euro, presentando dichiarazioni annuali di poche migliaia di euro ed omettendo di pagare tasse per 900 mila euro. Per lei e&#8217; scattata la denuncia per infedele dichiarazione dei redditi.</p>
<p><strong>Villa con piscina</strong> &#8211; Il sequestro è stato disposto dal gip di Firenze David Monti su richiesta del pm Christine Von Borries. Attraverso la ricostruzione dei visti di ingresso e di uscita dall&#8217;Italia, le fiamme gialle hanno accertato che la professionista risiede in Italia dal 2010. &#8220;L&#8217;attivita&#8217; ispettiva &#8211; spiega la gdf in una nota &#8211; si e&#8217; focalizzata sui diversi conti correnti intestati alla designer russa dai quali sono emersi rilevanti ed ingenti operazioni di prelevamento di denaro contante e ricezione di bonifici esteri a proprio favore&#8221;. Dal 2010 al 2012 la designer ha dichiarato redditi molto esigui (1.440 euro nel 2010, 2.400 nel 2011 e 15.600 nel 2012). Nel 2010, ha acquistato la villa oggetto del sequestro, con depandance, parco e piscina.</p>
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