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	<title>Perugia Online &#187; ikea</title>
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		<title>Ikea a Perugia, Confcommercio chiede un confronto</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jun 2017 15:04:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ulteriore capitolo, nella lunga storia del futuro insediamento Ikea a Perugia: si parla di metrature e di investimenti che riguardano, stavolta, non solo il colosso svedese, ma anche una ulteriore area commerciale a Collestrada.  Su questo tema, Confcommercio Umbria scende ancora una volta in campo, chiedendo un rapido confronto con l’amministrazione comunale e i soggetti che realizzeranno l’intervento, per capire come questo progetto possa essere concretamente tradotto, in modo che sia coerente con l’interesse della collettività. Il tema Ikea è inoltre sempre al centro dell’attenzione degli imprenditori del settore mobile aderenti a Confcommercio.  “Torniamo a sollecitare una riflessione sull’impatto economico e ambientale di Ikea sul nostro territorio”, commenta Marco Pittola, responsabile Federmobili Confcommercio Umbria.</p>
<p>“Dopo tanti anni di crisi, l’economia umbra ancora arranca e il nostro settore è quasi in ginocchio: dal 2008, il comparto mobili e arredamento ha perso in Umbria il 41% del fatturato. Si tratta di centinaia di aziende e migliaia di occupati, di cui nessuno parla e le cui sorti sembra non interessino a nessuno.  La nostra posizione rispetto al futuro possibile insediamento del colosso svedese nella nostra piccola realtà è nota.  Porta la data del 2011 un nostro documento condiviso con l’amministrazione comunale di Perugia in sede di Conferenza di Servizi, con il quale ponevamo dubbi e perplessità sul fatto che il favorire una sola mega attività &#8211; che assorbe peraltro una piccolissima percentuale di produzione italiana in termini di fornitura &#8211; potesse danneggiare un intero comparto. La situazione, dal 2011, è solo peggiorata per le nostre imprese. Il documento del 2011 &#8211; aggiunge Marco Pittola &#8211; si concludeva con la proposta di favorire una sinergia tra gli imprenditori umbri, perché potessero valorizzare i loro prodotti nell’immediato raggio d’influenza dell’insediamento Ikea. Su questo progetto, che torneremo a ufficializzare, siamo pronti a fare la nostra parte”.</p>
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		<title>Ikea a Perugia, Ricci: &#8220;Basta perdere tempo, occorre una decisione&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 10:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Sulla realizzazione del nuovo stabilimento Ikea occorre prendere una decisione, altrimenti si rischia di perdere questa opportunità per l&#8217;Umbria ed anche i posti di lavoro”. Così il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) che annuncia in proposito una mozione da discutere in Assemblea legislativa con la quale impegnare l&#8217;Esecutivo di Palazzo Donini a “predisporre un urgente &#8216;atto tecnico ricognitivo&#8217; sullo stato del progetto del nuovo insediamento Ikea, da inoltrare alla specifica Commissione consiliare, acquisendo informazioni conclusive dai dirigenti Ikea, dalle Amministrazioni comunali, a partire dal Comune di Perugia e dagli uffici tecnici della Regione”.</p>
<p>Secondo Ricci, “la realizzazione del nuovo stabilimento Ikea andrebbe a creare un polo di sviluppo regionale, diretto e indiretto, con ampio indotto per l&#8217;Umbria in termini di promozione e marketing. Da troppo tempo – rileva l&#8217;esponente dell&#8217;opposizione &#8211; sono in atto riflessioni strategico politiche, urbanistiche ed economiche che rischiano, ormai in modo concreto, di far perdere questa importante occasione di sviluppo, anche in termini di posti di lavoro potenzialmente generati. Era stata prevista la localizzazione in San Martino in Campo (Perugia) – aggiunge -, ma su questo luogo si sono determinate molteplici riflessioni tecnico-politiche anche con ipotesi, sembrerebbe, di spostamento in altri siti dell&#8217;Umbria”.</p>
<p>L&#8217;auspicio di Ricci, quindi, è che la Giunta regionale intervenga per sollecitare ed arrivare &#8220;velocemente, a definire il progetto Ikea in modo da creare sviluppo socio economico in linea con l&#8217;esigenza di attrarre in Umbria opportunità e investimenti attraverso una maggiore incisività e cercando di implementare il sistema dei trasporti, le infrastrutture, l&#8217;innovazione tecnologica. Ma anche – conclude Ricci -, agendo sulle leve della &#8216;fiscalità locale&#8217;, costo del lavoro e semplificazione delle procedure, riducendo i tempi per le decisioni e le autorizzazioni”.</p>
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		<title>Ikea, unica opzione quella di San Martino</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 13:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Si è tenuta questa mattina, presso la Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, la conferenza del consigliere Alvaro Mirabassi (PD) sul tema: “Caso Ikea a Perugia, cronistoria di un complesso iter procedurale che chiede oggi coesa volontà politica e unità di intenti. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle 12 associazioni del territorio di San ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si è tenuta questa mattina, presso la Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, la conferenza del consigliere Alvaro Mirabassi (PD) sul tema: “Caso Ikea a Perugia, cronistoria di un complesso iter procedurale che chiede oggi coesa volontà politica e unità di intenti. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti delle 12 associazioni del territorio di San Martino. Aprendo la conferenza, Mirabassi ha ripercorso la storia della vicenda, avviatasi nel 2006, anno del primo incontro tra Ikea e l’allora Sindaco Locchi, ma poi arenatasi definitivamente nel settembre 2011 dopo la seconda conferenza dei servizi. San Martino in Campo, dopo una lunga ricerca da parte di Ikea del sito ideale per l’insediamento (fin dal 2000), fu presentato all’azienda insieme ad un’analisi dei fattori localizzativi di supporto. Il gruppo fu colpito dalle potenzialità dell’area e, soprattutto, dall’assenza di vincoli. Per questo furono attivate le verifiche del caso, compreso il gradimento degli Enti locali e la ricerca di un partner sviluppatore. Le verifiche con le Amministrazioni hanno avuto esito positivo, portando Ikea a stipulare nel 2008 un contratto con la società Sea per lo sviluppo del programma. Le indagini successive (geologiche, archeologiche, ecc.) ebbero esito positivo. Nel frattempo il partner sviluppatore aveva proceduto all’acquisto dei terreni e convenuto l’accordo per il trasferimento ad Ikea. Sempre nel 2008 l’incontro col Comune, in cui si conveniva il percorso tecnico-amministrativo del caso (procedura Suap, sportello unico attività produttive). La procedura comportava la costituzione della conferenza di servizi nella quale confluivano le procedure Vas (Provincia), Via e d’autorizzazione commerciale (Regione). La conferenza Suap si concludeva con adozione del piano attuativo, approvazione da parte del Consiglio Comunale della variante, il rilascio del permesso a costruire. Nel 2010 altra accelerazione con nuovi incontri col Comune (riunione preliminare della conferenza dei servizi), concertazione con le organizzazioni imprenditoriali e dei lavoratori (esito positivo), assunzione della DCC 45/2011 con parere favorevole all’avvio della variante a Prg. Nel 2011 si concludono positivamente le procedure Vas e Via. Nel corso di questo complesso iter, segnatamente nel 2008, viene avviata dalla Magistratura una inchiesta su presunti illeciti compiuti nell’acquisizione delle aree di San Martino, ma con un nulla di fatto finale. Questo l’iter politico-amministrativo fino al 2011, definito da Mirabassi all’insegna della trasparenza e della tutela degli interessi del territorio; poi il progetto si arena. “Da qui in avanti il progetto Ikea assume contorni caotici. L’inversione di tendenza– continua Mirabassi – sembra coincidere con l’emersione di forze silenti, di veri e propri centri di potere che agirono con l’intento di far fallire le attività intraprese a San Martino. Forze ostili che hanno avuto un potere tale da bloccare un piano di lavoro già delineato”. Per questo, secondo il consigliere PD, occorre fornire risposte ai quesiti sul perché ciò sia accaduto. “Di certo la sensazione è che ancora una volta centri di potere, per lo più caratterizzati da interessi immobiliari speculativi, vogliano mettere le mani su scelte urbanistiche affidate alla comunità politica e maturate entro un corretto dibattito democratico. Su questa vicenda c’è bisogno della massima chiarezza e trasparenza, ma anche di un largo sforzo di unità e coerenza tra tutte le forze politiche sane della città. Abbiamo il diritto di conoscere quali interessi stanno muovendo le scelte per capire se i fini speculativi sono in grado di superare l’interesse generale della comunità”. La richiesta finale di Mirabassi, rivolta a Sindaco e Giunta, dunque, è di attivarsi in modo celere e coeso affinchè si persegua non solo l’obiettivo di addivenire all’insediamento dell’Ikea, ma di farlo con la necessità di unire e preservare le forze sane della città, operando uno “scatto” di buona politica. Nel contempo – ha denunciato Mirabassi – in questi anni sono emerse soluzioni alterative, tutte da scartare. E’ l’esempio del sito di Corciano, su cui contrasta l’impatto su una viabilità già oggi critica. Fuori luogo anche Bastia, perché lì si è in presenza di aree agricole e di vincoli aeroportuali per le altezze degli edifici. Da scartare anche Collestrada perché gli spazi dedicati sarebbero angusti e perché i vincoli imposti da Ferrovia, Tevere, E45 e tanto altro sarebbero insuperabili. Non adatto anche Lidarno, perché lì permane una separazione fisica del parco a causa della presenza della E45 e della Ferrovia e perché l’impatto in termini ambientali sarebbe significativo. “L’unica opzione valida resta San Martino in Campo, dunque. Il sito, come dimostra l’iter già compiuto, non ha impatti sull’ambiente, sul paesaggio, sulla viabilità primaria e secondaria. I modesti impatti locali sarebbero facilmente mitigati con appositi provvedimenti. Inoltre il progetto interessa un’area agricola compromessa e degradata e non di pregio come è stato detto da alcuni. Inoltre lì sarebbe possibile realizzare un vero insediamento commerciale innovativo con ampie possibilità di sviluppo e facilmente accessibile”. Sugli aspetti tecnici, Mirabassi ha lanciato la sua proposta al Comune. Quest’ultimo, agendo come regista dell’operazione, dovrebbe promuovere incontri preliminari con tutti i possibili partners per verificare la possibilità di comporre gli obiettivi in gioco e la loro partecipazione attraverso la realizzazione di un masterplan, ossia un documento di indirizzo strategico che sviluppa un’ipotesi complessiva sulla programmazione di un’area. Sotto il profilo urbanistico, sfruttando quanto consentito dalla normativa sulla delocalizzazione delle volumetrie, il Comune potrebbe trasferire nell’area di San Martino in Campo le capacità insediative di Lidarno (che diventerebbe per l’effetto area agricola), evitando il consumo del suolo agricolo. I rappresentanti delle 12 associazioni di San Martino in Campo, nel condividere le argomentazioni di Mirabassi, hanno ribadito che Ikea non ha mai manifestato interesse se non per l’area di San Martino, sviluppando un progetto ormai pronto per il 75-80%. Questo insediamento, che peraltro frutterebbe ingenti risorse al Comune di Perugia (si parla di 7-8 milioni di euro), deve dunque ripartire, onde rispondere alle legittime aspettative della popolazione in termini di aumento dei livelli occupazionali, di sviluppo economico e commerciale. Chiedendo all’Amministrazione di fornire risposte sul punto, le Associazioni hanno annunciato che domani, alle 21, nel Cva di San Martino in Campo si terrà un’assemblea pubblicare per discutere del tema.</p>
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		<title>San Martino in Campo vuole salire sul &#8220;treno&#8221; Ikea</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2015 14:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Successo in termini di presenze e partecipazione, per l&#8217;assemblea pubblica che si è tenuta venerdì 6 marzo presso il CVA di San Martino in Campo. Le dodici associazioni paesane, recentemente costituitesi in un comitato, hanno chiamato a raccolta la cittadinanza per discutere del progetto di insediamento sul territorio della multinazionale Ikea. Un incontro che sostanzialmente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Successo in termini di presenze e partecipazione, per l&#8217;assemblea pubblica che si è tenuta venerdì 6 marzo presso il CVA di San Martino in Campo. Le dodici associazioni paesane, recentemente costituitesi in un comitato, hanno chiamato a raccolta la cittadinanza per discutere del progetto di insediamento sul territorio della multinazionale Ikea. Un incontro che sostanzialmente ha confermato la linea già adottata durante la costituzione del già citato comitato &#8220;pro Ikea&#8221;: gli abitanti di San Martino in Campo sono pronti ad accogliere a braccia aperte l&#8217;azienda svedese. Una sorta di &#8220;treno che passa una volta sola&#8221; (così recitava la locandina promozionale della serata) e che può diventare l&#8217;occasione di riscatto per un territorio che più di altri sta sentendo la morsa della crisi economica. &#8220;Non vogliamo perdere questa opportunità di sviluppo &#8211; ci tiene a precisare il Presidente della Pro Loco, Lucio Gallina &#8211; in una realtà, qual è quella di San Martino in Campo, che ha vissuto un certo benessere solo tra gli anni &#8217;60 e &#8217;90, grazie a due grossi insediamenti industriali: la ex Valigi e l&#8217;ex Conservificio. Un periodo di prosperità che purtroppo si è concluso e adesso non possiamo rimanere inermi di fronte alla possibilità di un nuovo rilancio economico. Se Ikea poterà con se, centocinquanta o duecento posti di lavoro, noi li vogliamo a San Martino in Campo&#8221;. Timori e preoccupazioni, rispetto ad un progetto di insediamento che nel 2011 sembrava ben avviato, che nascono sostanzialmente dal rallentamento dell&#8217;iter di approvazione e dalle continue interferenze di carattere ambientale. &#8220;Sappiamo che gli ambientalisti &#8211; continua Gallina &#8211; dopo aver fatto richiesta di indagini alla magistratura, fermando per un anno il progetto, sono tornati alla carica con delle motivazioni che, a nostro avviso, non hanno fondamento. Ritengono che l&#8217;area dove dovrebbe insediarsi Ikea, comprenda i cosiddetti terreni agricoli di pregio e come tali non soggetti a cementificazione. Da una nostra accurata indagine, tali terreni sono individuati nella zona nord del paese e non in quella a ridosso della E45, per altro lasciata all&#8217;incuria del tempo, con capannoni dismessi e depuratori in disuso. Non vogliamo fare dietrologia, ma non possono essere questi i motivi del dietrofront, rispetto ad un progetto già esistente e alla volontà della stessa Ikea, che continua a confermare il suo interesse su San Martino in Campo. Con gli ambientalisti abbiamo fatto diverse battaglie sul territorio, condividendo ogni strategia, ma stavolta sappiamo che la gran parte del paese, forse la totalità, non la pensa come loro. Un appello a far chiarezza lo rivolgiamo anche all&#8217;amministrazione comunale: vogliamo l&#8217;Ikea a San Martino in Campo&#8221;. Concetti, sostanzialmente ribaditi anche dagli altri presidenti delle associazioni promotrici del comitato, che hanno trovato consenso tra la gente che ha affollato il CVA. Gli applausi dopo gli interventi sono stati sinceri e calorosi, qualche mugugno invece è arrivato di fronte alle opinioni di chi ha riaperto la questione ambientalista e sollevato problematiche logistiche. Gli abitanti di San Martino in Campo, in sostanza sembrano aver capito: il futuro economico del territorio passa inevitabilmente per l&#8217;avvento del &#8220;treno svedese&#8221;.</p>
<p>Le 12 Associazioni che hanno dato vita al Comitato Pro Ikea:</p>
<p>CENTRO SOCIO CULTURALE “IL GABBIANO” ​<br />
PRO LOCO SAN MARTINO IN CAMPO<br />
CLUB “LA DOLCE ARTE JU JITSU”<br />
ASSOCIAZIONE SPORTIVA VIS NUOVA ALBA<br />
CENTRO SOCIO CULTURALE “LA CASINA”<br />
A.S.D. FESTA DEI RIONI<br />
BOCCIOFILA SAN MARTINO IN CAMPO<br />
GRUPPO CICLISTICO SAN MARTINO IN CAMPO<br />
AQUILON “VIVERE LA DANZA”<br />
GINNASTICA ARTISTICA SAN MARTINO IN CAMPO<br />
PRO LOCO SANTA MARIA ROSSA<br />
CIRCOLO ACLI S.ANDREA D’AGLIANO</p>
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		<title>Le associazioni di San Martino in Campo: &#8220;Vogliamo l’Ikea&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 11:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ikea]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Sabato 21 febbraio si è tenuta a San Martino in Campo un&#8217;importante riunione tra tutte le associazioni del territorio (12)  per concordare una linea comune sulle iniziative da intraprendere a supporto della ormai annosa questione dell’insediamento Ikea. Sull’incondizionato sì all’arrivo del colosso svedese nessuno dei cittadini ha mai nutrito dubbi, ma tanto meno ora, dopo l’affollata ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sabato 21 febbraio si è tenuta a San Martino in Campo un&#8217;importante riunione tra tutte le associazioni del territorio (12)  per concordare una linea comune sulle iniziative da intraprendere a supporto della ormai annosa questione dell’insediamento Ikea. Sull’incondizionato sì all’arrivo del colosso svedese nessuno dei cittadini ha mai nutrito dubbi, ma tanto meno ora, dopo l’affollata assemblea pubblica tenutasi al Cva di San Martino in Campo la settimana scorsa. Promossa da una iniziativa bipartisan dei consiglieri comunali  Mirabassi e Castori,  l’assemblea ha registrato la massiccia presenza  dei cittadini e interventi ufficiali a favore, da parte  delle maggiori associazioni del territorio. Ma non e’ bastato: sabato 21 febbraio le associazioni hanno concordato ufficialmente di costituire il “Comitato associazioni Pro Ikea San Martino in Campo”. E’ stata subito programmata  una nuova assemblea pubblica per i primi giorni di marzo dove si conta di far registrare al Cva un’affluenza record, per illustrare  il progetto che il colosso svedese sin dal 2010 aveva programmato di realizzare. Ricorrenti nella riunione di sabato le critiche ad una ventilata ipotesi apparsa sui quotidiani locali di ubicazioni  alternative per l’insediamento Ikea nello stesso comune di Perugia. Ed è proprio contro questa ipotesi che il Comitato neo costituito ha apertamente lanciato il guanto di sfida, pronto a difendere con ogni mezzo il progetto iniziale di Ikea, giunto ormai, per stessa ammissione dei consiglieri comunali Mirabassi e Castori, ad una fase avanzata dell&#8217;iter di approvazione. Sulle perplessità avanzate da più parti sull’utilizzo di terreni agricoli di pregio, le associazioni ritengono la posizione oltremodo pregiudiziale e strumentale, invitando gli obiettori a fare un sopralluogo sull’area, dove  troveranno capannoni industriali dismessi, rurali abbandonati e  fatiscenti da oltre quarant&#8217;anni, ridotti a  dormitorio pericoloso di extra-comunitari. Tutto ciò, senza considerare che l’insediamento è ubicato su uno svincolo, a confine di una  superstrada in procinto di &#8220;diventare autostrada&#8221;,  con il concreto rischio, in caso di scelte diverse da parte della amministrazione pubblica, di vedere gli stessi terreni in un futuro prossimo occupati da insediamenti industriali ed artigianali, che potenzialmente potrebbero essere più inquinanti di un insediamento puramente commerciale e per di più con minori possibilità occupazionali. Il territorio dopo il benessere vissuto tra il 1960 e il 1990,  è ormai da decenni abbandonato da qualsiasi attività produttiva capace di generare un minimo di occupazione, con falde acquifere  inquinate e  con servizi pubblici ridotti al minimo o dismessi. Tutte alte motivazioni per il neo-costituito Comitato  a non mollare la presa.</p>
<p><strong>Le 12 Associazioni che hanno dato vita al Comitato Pro Ikea:</strong></p>
<p>Centro socio culturale “Il Gabbiano”</p>
<p>Pro loco san martino in campo</p>
<p>Club “La dolce arte ju jitsu”</p>
<p>Associazione sportiva Vis nuova alba</p>
<p>Centro socio culturale “La casina”</p>
<p>A.s.d. festa dei rioni</p>
<p>Bocciofila san martino in campo</p>
<p>Gruppo ciclistico san martino in campo</p>
<p>Aquilon “vivere la danza”</p>
<p>Ginnastica artistica san martino in campo</p>
<p>Pro loco santa maria rossa</p>
<p>Circolo acli s.andrea d’agliano</p>
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		<title>Progetto investimento Ikea, Per Monni (Ncd): &#8220;Tutto congelato per l&#8217;incapacità della Giunta Comunale di Perugia”</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Mar 2014 08:38:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[centro destra]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> L&#8217;ingarbugliato iter burocratico perugino che sta &#8216;congelando&#8217; il progetto di investimento del colosso Ikea sul nostro territorio, è frutto di incapacità gestionali di una giunta che non ha il coraggio di aprire le porte a chi intende investire su Perugia”. Così il consigliere regionale Massimo Monni (Nuovo centrodestra) per il quale “questo è quello che emerge da un articolo pubblicato sul giornale Il Sole 24 Ore che prende spunto da un dossier sulla complicata burocrazia italiana”.</p>
<p>Nell&#8217;evidenziare come in tutto ciò “rientra anche Perugia”, Monni punta il dito su una affermazione del sindaco Wladimiro Boccali secondo cui, se Ikea rinuncerà ad investire a Perugia “non si straccerà di certo le vesti”. E questo, per l&#8217;esponente del Nuovo centrodestra è una “affermazione gravissima che fa emergere un pressapochismo nella gestione del nostro Comune, chiuso a riccio di fronte a qualsiasi opportunità di sviluppo”.</p>
<p>Per Monni “l&#8217;investimento di Ikea a Perugia, a livello economico, è tutt&#8217;altro che ininfluente per tutta l&#8217;Umbria, soprattutto in questi tempi di crisi profonda. Non solo &#8211; porterebbe centinaia di nuovi posti lavoro – spiega , ma i 7,5 milioni di euro che sarebbero investiti in scuole, strade e lavori di urbanizzazione a carico della multinazionale svedese, andrebbero a valorizzare tutto il territorio. Si tratterebbe di un investimento che oggi potrebbe dare una grossa mano al tessuto economico perugino e regionale in genere. Ma purtroppo – rileva Monni &#8211; chi ci governa sembra non intendere. A causa di una burocrazia ingarbugliata e contorta – conclude Monni &#8211; tutto potrebbe saltare, nonostante in sede di votazione in Consiglio comunale sia maggioranza che opposizione si siano trovate d&#8217;accordo sullo sviluppo di Perugia”.</p>
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