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	<title>Perugia Online &#187; Inps</title>
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		<title>Presentato il Bilancio sociale 2016 dell&#8217;Inps: Umbria tra tante ombre e poche luci</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Oct 2017 11:14:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La presentazione del Bilancio sociale dell’Inps per l’anno 2016 tenutasi questa mattina nella sala consiliare della Provincia di Perugia può essere considerata una sorta di “stati generali” dell’Umbria tanta è stata la partecipazione corale di autorità civili, militari, del mondo del sindacato, della scuola e delle associazioni. L’Istituto, rappresentato dal Direttore, dottoressa Sonia Lucignani e dal Presidente del Comitato regionale Inps Umbria, dottor Gianni Scalamonti, ha presentato un documento di particolare interesse in quanto “fotografa” la situazione della nostra Regione su temi di grande interesse quali occupazione, demografia, pensioni. “Ci restituisce il quadro dell’Umbria nel 2016 alle prese con la crisi – ha dichiarato la Presidente Donatella Porzi portando i saluti del Consiglio regionale -. Un anno culminato con il terremoto i cui effetti concreti potremo conoscerli dal bilancio Inps del prossimo anno”.</p>
<p>L’intervento dell’assessore regionale Luca Barberini ha messo in luce quattro punti salienti del documento presentato dall’Inps dal quale emergono luci e ombre sull’andamento economico e sociale dell’Umbria, sottolineando come l’Istituto non sia più soltanto da considerare un riscossore di contributi previdenziali, ma uno strumento di portatore di attività innovative come la lotta alla povertà. “Da questo bilancio emerge che la nostra regione perde abitanti ogni anno – ha sottolineato Barberini – quattromila negli ultimi tre anni, il doppio della media italiana. Il dato sull’invecchiamento della popolazione obbliga a riflettere: il 26% degli abitanti è over 65 e, secondi solo alla Liguria, abbiamo il maggior numero di over 75 che si assestano al 12% della popolazione. Per contro i giovani sono costretti ad abbandonare l’Umbria. Ed è qui che si apre la sfida. Siamo obbligati a creare un modello alternativo a quelli del passato non più proponibili che tenga conto di nuovi bisogni e nuove realtà. C’è poi il tema del post terremoto in una regione che mentre festeggia la positiva ricostruzione dal sisma del 1997 è già alle prese con la distruzione di un’ampia fetta del suo territorio”.</p>
<p>Il Presidente della Provincia Nando Mismetti nel fare gli onori di casa ha evidenziato come il nostro Paese così come il mondo intero stiano cercando di rispondere alla crisi economica, sociale e morale della quale ancora è difficile vedere l’uscita. “Le riforme come quella sulle Province – ha dichiarato – se pure interessanti come tentativo di novità, se non si accompagnano con l’attenzione e l’ascolto necessari rischiano di non risolvere i problemi, anzi di acutizzarli”. Mismetti ha ringraziato l’Inps per aver scelto la sede della Provincia di Perugia per presentare il proprio Bilancio sociale, strumento interessantissimo che, attraverso un approfondito esame e studio, può essere di supporto per progettare quel nuovo modello di sviluppo ormai irrinunciabile.</p>
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		<title>Irpef sospesa per i residenti nelle zone terremotate</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 14:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Con l’entrata in vigore del decreto legge n.8 del 09.02.2017 anche i pensionati e i percettori di ammortizzatori sociali (Naspi, maternità ecc.) residenti nei Comuni inseriti nel cratere e soggetti a tassazione, indipendentemente dal domicilio fiscale del sostituto d’imposta, potranno richiedere dietro presentazione di apposita istanza la sospensione dell’Irpef dalla prima rata utile successiva alla ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Con l’entrata in vigore del decreto legge n.8 del 09.02.2017 anche i pensionati e i percettori di ammortizzatori sociali (Naspi, maternità ecc.) residenti nei Comuni inseriti nel cratere e soggetti a tassazione, indipendentemente dal domicilio fiscale del sostituto d’imposta, potranno richiedere dietro presentazione di apposita istanza la sospensione dell’Irpef dalla prima rata utile successiva alla data di presentazione della domanda e fino al 30.11.2017. Salvo ulteriori modifiche legislative in sede di conversione, il decreto dispone che la ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto delle sospensioni avviene entro il 16.12.2017. Non potrà essere comunque effettuato il rimborso di quanto già versato.</p>
<p>Quanti vorranno beneficiare di questa sospensione dovranno presentare apposita istanza alle sedi Inps competenti per residenza utilizzando il nuovo modello di domanda scaricabile dal sito dell’Inps, anche a disposizione dei patronati. Si richiama l’attenzione sulla necessità di presentare la specifica documentazione prevista per le diverse casistiche territoriali. Le domande fino ad oggi presentate alle sedi Inps non potranno essere prese in considerazione ma dovranno essere ripresentate, alla luce della nuova normativa, utilizzando il nuovo modello.</p>
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		<title>Inps: &#8220;Per contrastare maxi truffe servono indagini e controlli mirati, non tagli indiscriminati&#8221;, Carbonari M5S</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 10:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Soltanto con il lavoro serio delle autorità, che dovrebbe essere sostenuto e facilitato in primis dalla politica, anche regionale, si possono liberare enormi risorse da destinare a chi veramente ha bisogno, come nel caso del reddito di cittadinanza”. Così il consigliere regionale commentando “la notizia di ieri, circa la scoperta di una maxi truffa ai danni dell’INPS perpetrata da ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Soltanto con il lavoro serio delle autorità, che dovrebbe essere sostenuto e facilitato in primis<br />
dalla politica, anche regionale, si possono liberare enormi risorse da destinare a chi veramente ha bisogno, come nel caso del reddito di cittadinanza”. Così il consigliere regionale commentando “la notizia di ieri, circa la scoperta di<br />
una maxi truffa ai danni dell’INPS perpetrata da una organizzazione criminale che creava contratti di lavoro fittizi per far riscuotere indennità di disoccupazione o far ottenere ricongiungimenti familiari. Si tratta di fatti di attualità che riguardano anche l&#8217;Umbria e per prevenire e contrastare questo tipo di truffe diventano fondamentali i controlli e le<br />
indagini mirate. Si stima che il danno erariale, solo in questo caso, superi un milione di euro, all’incirca l’intera somma che il PD umbro ha voluto mettere a disposizione per il reddito di cittadinanza. E il caso di Foligno è solo l’ultimo di una lunghissima serie in tutta Italia. Basti pensare che ogni anno l’Inps stanzia 327 milioni di euro, soltanto in pensioni<br />
sociali per 56mila stranieri”. “Proprio qualche mese fa – scrive in una nota Carbonari -, prima di essere eletta portavoce del Movimento, avevo scritto alla agenzia Inps di<br />
Foligno, chiedendo se venivano effettuati controlli incrociati atti a verificare la legittimità delle richieste di assegno sociale per il ricongiungimento familiare di immigrati residenti in Italia. Anche per effetto della normativa europea, che impone parità di trattamento a tutti i cittadini dell’Unione, sono infatti frequentissime queste truffe per riscuotere pensioni, prestazioni sanitarie ed altre indennità, soprattutto<br />
ad opera di cittadini provenienti da Paesi comunitari ed extracomunitari, molto più poveri del nostro. Spesso tutto ciò avviene con la complicità di italiani, che chiedono vere e proprie tangenti per poter garantire a dei disperati condizioni di vita migliori per sé ed i propri familiari, a danno dell’intera collettività e delle generazioni future che vedono erodere sempre di più le prestazioni sociali”. Secondo Carbonari, “si tratta perciò di una realtà complessa, che può e deve essere affrontata soltanto con impegno e tanto lavoro, non con proclami<br />
vuoti. Non si può certo risolvere semplicisticamente con la xenofobia (più o meno velata) di certe forze politiche, sicuramente di facile presa sui cittadini, ma che non fornisce un reale quadro del problema. Innanzitutto<br />
perché queste truffe sono spesso perpetrate da cittadini italiani (soprattutto per quanto riguarda i falsi invalidi), sia perché l’Italia è oggi sottoposta alla normativa europea che impone parità di trattamento ai cittadini europei”. Ma per Carbonari, “non si può risolvere il problema neppure con i bellissimi e condivisibili proclami renziani, che<br />
promettono di cambiare verso l’Europa (rigorosamente sotto elezioni o in vista di approvazione di leggi), salvo poi non cambiare nulla nei fatti, come ormai vari commentatori hanno rilevato. Spesso poi, per il governo Renzi, è<br />
più facile (e ingiusto) ottenere risparmi consistenti e immediati con tagli indiscriminati e lineari, come, ad esempio, la proposta di tagliare le pensioni di reversibilità, continuamente confermata o smentita. In questo<br />
modo infatti si vanno a colpire solo coloro che hanno redditi e proprietà alla luce del sole, senza toccare minimamente i disonesti e finendo per indebolire sempre più il sistema economico e il tessuto sociale”. “L’esempio dell’inchiesta di Foligno – continua l&#8217;esponente pentastellato -, frutto di una difficile e brillante indagine di polizia e carabinieri, dimostra che l’unico meccanismo per fronteggiare queste spregevoli truffe è verificare caso per caso, con tanto lavoro e la<br />
necessità di risorse che vengono sempre più razionate da quegli stessi tagli lineari del governo. Solo con il lavoro serio delle autorità – conclude Carbonari -, che dovrebbe essere sostenuto e facilitato in primis dalla politica, anche regionale, si possono liberare enormi risorse da destinare a chi veramente ha bisogno, come nel caso del reddito di<br />
cittadinanza, bloccato da mesi in Consiglio regionale: Catiuscia Marini, smentendo il suo stesso segretario regionale PD, non ha finora stanziato un<br />
solo euro per sostenere i più deboli, per gli anziani con pensioni da fame, per gli inabili al lavoro cui lo Stato assegna la miseria di 290 euro al mese, per le famiglie senza reddito e senza lavoro. Ma se non ora, quando?&#8221;.</p>
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		<title>Falsi permessi di soggiorno e contratti di lavoro a cittadini extracomunitari. Maxi arresto</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 09:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[cittadini extracomunitari]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Scattata nella prima mattina di oggi, mercoledì 2 marzo, l&#8217;operazione &#8220;Open doors&#8221;, condotta dalla polizia del settore anticrimine di Foligno e dai carabinieri dell&#8217;ispettorato del lavoro di Perugia, per la quale sono state eseguite 31 misure restrittive tra custodie cautelari in carcere, arresti domiciliari e obblighi di dimora. Si ipotizza una truffa all&#8217;Inps per oltre ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Foligno. </span> Scattata nella prima mattina di oggi, mercoledì 2 marzo, l&#8217;operazione &#8220;Open doors&#8221;, condotta dalla polizia del settore anticrimine di Foligno e dai carabinieri dell&#8217;ispettorato del lavoro di Perugia, per la quale sono state eseguite 31 misure restrittive tra custodie cautelari in carcere, arresti domiciliari e obblighi di dimora. Si ipotizza una truffa all&#8217;Inps per oltre 1 milione di euro a seguito dei rapporti di lavoro inesistenti instaurati a favore di un elevato numero di cittadini extracomunitari, i cui benefici conseguiti venivano &#8220;ripagati&#8221; con il versamento di somme comprese tra 800 e 1500 euro, di cui circa 150/200 erano destinati ai finti datori di lavoro. L&#8217;attività investigativa, durata circa un anno, ha permesso così di risalire a un&#8217;organizzazione criminale la cui attività permetteva così di acquisire diversi permessi di soggiorno agli extracomunitari coinvolti. Cinque persone dovranno ora rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dell&#8217;Inps, contraffazione di documenti di lavoro e favoreggiamento dell&#8217;immigrazione clandestina; gli altri del reato di concorso per i reati sopra citati. Eseguite perquisizioni e sequestri anche fuori regione.</p>
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		<title>Regione Umbria, oltre 15 milioni di euro dal Ministero per la cig in deroga</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2016 16:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione in deroga]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Paparelli]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[ministero del lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ammontano a 15.226.444 euro le risorse assegnate alla Regione Umbria per fronteggiare le esigenze legate al pagamento della cassa integrazione in deroga per il 2015 in esito alla sottoscrizione, lo scorso 7 gennaio, del decreto di riparto delle risorse tra le regioni da parte del Ministero del Lavoro. Risorse relative allo scorso anno &#8211; &#8220;Le risorse assegnate ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Ammontano a 15.226.444 euro le risorse assegnate alla Regione Umbria per fronteggiare le esigenze legate al pagamento della cassa integrazione in deroga per il 2015 in esito alla sottoscrizione, lo scorso 7 gennaio, del decreto di riparto delle risorse tra le regioni da parte del Ministero del Lavoro.</p>
<p><b>Risorse relative allo scorso anno &#8211; </b>&#8220;Le risorse assegnate all’Umbria – comunica l’assessore Fabio Paparelli – consentono il completamento delle autorizzazioni per l’intero 2015 sulla base delle rendicontazioni delle imprese. Tali procedure potevano essere attivate solo in presenza dell’assegnazione delle risorse nazionali intervenuta lo scorso 7 gennaio e comunicata ufficialmente nei giorni scorsi&#8221;. Le istituzioni coinvolte sono il Ministero del Lavoro che mette a disposizione le risorse, la Regione che procede alle autorizzazioni sulla base delle risorse assegnate e l’Inps che eroga materialmente le indennità.</p>
<p><strong>Più di 6.000 lavoratori coinvolti &#8211;</strong> &#8220;Nel corso del 2015 la cassa integrazione in deroga – ricorda Paparelli – ha interessato in Umbria oltre 6.000 lavoratori e 1.405 aziende. Il riparto delle risorse a favore della Regione Umbria, parte di un più ampio provvedimento che ha stanziato 433 milioni di euro per la cig in deroga, era fortemente atteso dai lavoratori interessati, dalle imprese e dalla parti sociali&#8221;. &#8220;Già da lunedì – conclude l&#8217;assessore &#8211; le domande autorizzate verranno trasmesse per via telematica all&#8217;Inps ai fini del pagamento&#8221;.</p>
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		<title>Crisi delle aziende umbre, Paparelli: &#8220;Impegnati oltre 10 milioni di euro finora per pagare la cassa integrazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 11:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[assessore paparelli]]></category>
		<category><![CDATA[cassa integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[consigliere Mancini]]></category>
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		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> “La Giunta faccia chiarezza sul ritardo nei pagamenti per la cassa integrazione in deroga per il 2015”. È questa la richiesta contenuta nell&#8217;interrogazione (question time) dei consiglieri della Lega nord Valerio Mancini e Emanuele Fiorini. Mancini, illustrando in Aula l&#8217;atto, ha sottolineato che la Lega “è attenta ai temi del lavoro. Malgrado i proclami fatti ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/crisi-delle-aziende-umbre-paparelli-impegnati-oltre-10-milioni-di-euro-finora-per-pagare-la-cassa-integrazione/">Crisi delle aziende umbre, Paparelli: &#8220;Impegnati oltre 10 milioni di euro finora per pagare la cassa integrazione&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “La Giunta faccia chiarezza sul ritardo nei pagamenti per la cassa integrazione in deroga per il 2015”. È questa la richiesta contenuta nell&#8217;interrogazione (question time) dei consiglieri della Lega nord Valerio Mancini e Emanuele Fiorini. Mancini, illustrando in Aula l&#8217;atto, ha sottolineato che la Lega “è attenta ai temi del lavoro. Malgrado i proclami fatti dal Governo Renzi dopo l&#8217;approvazione del Jobs Act, circa un mese fa la cassa integrazione del 2015 fino a giugno non era ancora stata corrisposta. Di recente è stata effettuata una prima tranche di pagamenti, ma le criticità persistono. Sollecitiamo la Giunta affinché chiarisca dove sono le difficoltà, le criticità e le manchevolezze per lavorare al loro superamento. Riconosciamo l&#8217;impegno dei dipendenti degli uffici amministrativi della Regione per accorciare i tempi delle pratiche. Va però fatta chiarezza sul lavoro svolto da altri enti, a partire dall&#8217;Inps. Riceviamo continue sollecitazioni dai lavoratori, la cui situazione sta diventando insostenibile. Si tratta di famiglie in difficoltà per la perdita del reddito, e l&#8217;aggravante del ritardo risulta inaccettabile e lesiva della loro stessa dignità.</p>
<p><strong>I numeri in Umbria</strong> L&#8217;assessore Fabio Paparelli ha evidenziato che “la Regione ha il compito di provvedere all’istruttoria e all&#8217;autorizzazione delle domande della cassa integrazione in deroga, perché il resto spetta all’Inps. La Regione provvede a emanare i provvedimenti di autorizzazione solo in presenza di copertura finanziaria rappresentata dalle risorse messe a disposizione dal Ministero Lavoro. Da un monitoraggio alla data odierna, le domande di Cig pervenute alla Regione Umbria dall’inizio 2015 sono 3 mila 739, e interessano 1.349 imprese e 5 mila 835 lavoratori”.</p>
<p><strong>I fondi stanziati</strong> La Regione Umbria sulla base dei fondi assegnati dal Ministero del Lavoro, ha provveduto a autorizzare 2 mila 517 domande di cassa integrazione per un totale impegnato di 10 milioni 196 euro e un totale rendicontato di 8 milioni 108mila euro, con 1.069 imprese coinvolte e più di quattromila lavoratori. Sono in attesa di autorizzazione altre 1.228 domande che saranno autorizzate non appena sarà approvato il decreto ministeriale di assegnazione delle risorse finanziarie perché la Regione esamina e emana i provvedimenti di autorizzazione solo in presenza di copertura finanziaria. Per tutte queste domande noi peraltro abbiamo anche completato l’istruttoria.</p>
<p><strong>Il fabbisogno per il 2015</strong> Per il 2015 si stima un fabbisogno di circa 20 milioni. Al 29 ottobre sono stati trasmessi all’Inps 2 mila 486 modelli trasmessi dalle aziende per il pagamento, di cui 2mila 333 pagate, e 153 modelli relativi a 335 lavoratori risultano ancora in giacenza a causa di ritardata trasmissione. L&#8217;Inps ha respinto solo 4 domande di cassa in deroga autorizzate dalla Regione in quanto per “due aziende &#8211; ha detto Paparelli &#8211; risulta che non sono stati utilizzati tutti gli strumenti ordinari prima di accedere alla cassa in deroga, mentre le altre due aziende risultano in liquidazione. Sono 41 le domande presentate da imprese per un ammortizzatore sociale ordinario che hanno ricevuto dall&#8217;Inps o dal Ministero un rigetto per varie motivazioni”. Per evitare che i lavoratori interessati si vengano a trovare sprovvisti di ammortizzatori sociali, ha continuato l’assessore, “noi siamo già pronti con le autorizzazioni correlate. Proprio in questi giorni c’è stata un’interpretazione da parte dell’Inps contraria alla prassi seguita da tutte le regioni, insieme ad altre regioni abbiamo fatto un interpello al Ministero del Lavoro per chiedere un’interpretazione definitiva che sia coerente con l’impianto normativo”.</p>
<p><strong>Il commento di Mancini</strong> Il consigliere Mancini nella replica si è dichiarato “non soddisfatto” della risposta dell&#8217;assessore che a suo dire ha fatto una disamina “meramente tecnica. Rimane il problema dei sei mesi per il pagamento della cassa. Esprimo una forte condanna politica della procedura seguita: il presidente Renzi e il ministro Poletti non si sono preoccupati della situazione e all&#8217;Umbria mancano 20milioni di euro. Inps e Regione parlano due lingue diverse mentre i lavoratori rimangono a bocca asciutta. La Regione dovrebbe anticipare la cassa integrazione ai lavoratori”.</p>
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		<title>Inps: &#8220;Aumentano le assunzioni a tempo indeterminato in Umbria&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 08:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[2015]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[precariato]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Nei primi otto mesi del 2015 aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+299.375). A rivelarlo è l&#8217;osservatorio sul precariato dell&#8217;Inps: crescono anche i contratti a termine (+29.377), mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.744). In aumento anche le cessazioni (+46.537). ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nei <strong>primi otto mesi del 2015</strong> aumenta, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore privato (+299.375). A rivelarlo è l&#8217;osservatorio sul precariato dell&#8217;Inps: crescono anche i contratti a termine (+29.377), mentre si riducono le assunzioni in apprendistato (-11.744). In aumento anche le cessazioni (+46.537).<br />
La variazione netta tra i nuovi rapporti di lavoro e le cessazioni, pari rispettivamente a 3.598.708 e 2.997.850, è di 600.858; nello stesso periodo dell’anno precedente è invece stata di 330.387.</p>
<p>Le <strong>nuove assunzioni a tempo indeterminato</strong> nel settore privato stipulate in Italia, rilevate da Inps, sono state 1.164.866, il 34,6% in più rispetto all&#8217;analogo periodo del 2014. Le <strong>trasformazioni a tempo indeterminato</strong> di rapporti di lavoro a termine, comprese le “trasformazioni” degli apprendisti, sono state 276.658 (l’incremento rispetto al 2014 è del 17,4%). Pertanto, la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati è passata dal 32,3% dei primi otto mesi del 2014 all’38,1% dello stesso periodo del 2015.</p>
<p><strong>L&#8217;incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 su 2014</strong> risulta superiore alla media nazionale (+34,6%) in Friuli-Venezia Giulia (+84,5%), <strong>in Umbria (+61,6%),</strong> nelle Marche (+53,1%), in Piemonte (+52,7%), in Trentino-Alto-Adige (+50,5%), in Emilia-Romagna (+49,4%), in Liguria (+47,7%), in Veneto (+46,3%), in Basilicata (+40,9%), nel Lazio (+40,8%), in Lombardia (+39,3%), in Toscana (+36,4%) e in Sardegna (+36,2%). I risultati peggiori si registrano nelle regioni del Sud: Calabria (+17,3%), Puglia (+16,3%) e Sicilia (+11,0%).</p>
<p>Guardando al numero di nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato attivati <strong>per età</strong> si nota un incremento al di sopra della media nelle fasce d’età fino a 24 anni (+45,6% di contratti di lavoro stabili attivati rispetto allo stesso periodo del 2014) e fra i 25 e i 29 anni (+44%).</p>
<p>I più importanti <strong>settori di attività economica</strong> che hanno registrato una maggiore crescita di assunzioni a tempo indeterminato risultano essere l’attività estrattiva; attività manifatturiere; fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (+45,1% rispetto allo stesso periodo del 2014), il commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli; trasporto e magazzinaggio; servizi di alloggio e di ristorazione (+41,8%).</p>
<p>La distribuzione dei nuovi rapporti di lavoro <strong>per qualifica</strong> presenta, nel periodo 2015 in esame rispetto al 2014, un aumento della quota di operai, che passano dai 2.363.223 del 2014 a 2.585.421 nel 2015, come pure della quota di impiegati, da 741.051 nel 2014 a 845.632 nel 2015. In aumento anche il lavoro <strong>full time rispetto al part time</strong>: i nuovi rapporti di lavoro a tempo pieno sono passati dai 2.037.229 dei primi otto mesi del 2014 a 2.272.113 nel 2015.</p>
<p>Rispetto al 2014, il peso dei nuovi rapporti di lavoro con <strong>retribuzioni mensili</strong> inferiori a 1.000 euro diminuisce di quasi un punto percentuale, passando dal 6,4% al 5,5%; una diminuzione si riscontra anche nella fascia retributiva immediatamente superiore (1.001-1.250 euro), la cui incidenza passa dall’8,8% del 2014 all’8,0% del 2015. Risulta pressoché stabile (da 22,6 a 22,5%) il peso dei nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni comprese nella fascia tra 1.251 e 1.500 euro, mentre aumenta dello 0,8% il numero dei rapporti che si collocano nella fascia retributiva da 1.501 a 1.750 euro; in aumento anche la fascia da 1.751 a 2.000 euro (dal 12,6% al 13,3%); per le fasce superiori gli aumenti oscillano tra +0,3% e +0,2%, mentre si registra una lieve diminuzione soltanto per le fasce da 3.001 euro in su.</p>
<p>Le assunzioni a tempo indeterminato instaurate con la <strong>fruizione dell’esonero contributivo</strong> risultano maggiormente concentrate nel sud Italia, dove hanno usufruito della decontribuzione 160.112 contratti di lavoro attivati. Per quanto riguarda i <strong>buoni lavoro</strong>, nei primi otto mesi del 2015 risultano venduti 71.116.039 voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (41.517.090), pari al 71,3%, con punte del 98,7% in Sicilia e dell’89,0% in Liguria.</p>
<p>I dati completi sono consultabili sulla <strong>home page del sito istituzionale dell&#8217;Inps</strong> (www.inps.it) nella sezione <strong>Banche Dati/Osservatori Statistici,</strong> report dal titolo &#8220;Osservatorio sul precariato&#8221;, dove il giorno 10 di ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie. A partire dall’aggiornamento di giugno 2015 il campo di osservazione è riferito esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato (esclusi i lavoratori domestici e gli operai agricoli) e degli Enti pubblici economici. Pertanto, <strong>dal report di giugno 2015 pubblicato oggi, i dati non sono comparabili con quelli pubblicati nei report dei mesi precedenti.</strong><strong><br />
</strong><br />
A partire dall’aggiornamento di agosto 2015 sono state sviluppate le procedure amministrative di <strong>controllo delle dichiarazioni Uniemens e perfezionate le metodologie di normalizzazione dei dati.</strong> Ciò ha comportato, rispetto ai dati pubblicati con l’aggiornamento di luglio 2015, la variazione in diminuzione delle trasformazioni a tempo indeterminato dei rapporti a termine e delle trasformazioni dei contratti di apprendistato in contratti a tempo indeterminato.</p>
<p>Le tabelle e la guida alla lettura saranno disponibili sul portale <a href="http://www.inps.it">www.inps.it</a>.</p>
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		<title>Percepivano la pensione di una donna morta da 4 anni, denunciati</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2015 14:11:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[pensione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Incassavano la pensione di invalidità erogata dall’Inps, comprensiva dell’ “indennità di accompagnamento” ed ammontante ad oltre 1.500 Euro mensili, nonostante la propria congiunta fosse deceduta da ben 4 anni. La vicenda &#8211; È quanto accertato dai Finanzieri della Tenenza di Città di Castello al termine di mirate indagini: la donna, una cittadina di origini marocchine da anni residente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span>Incassavano la pensione di invalidità erogata dall’Inps, comprensiva dell’ “indennità di accompagnamento” ed ammontante ad oltre 1.500 Euro mensili, nonostante la propria congiunta fosse deceduta da ben 4 anni.</p>
<p><strong>La vicenda</strong> &#8211; È quanto accertato dai Finanzieri della Tenenza di Città di Castello al termine di mirate indagini: la donna, una cittadina di origini marocchine da anni residente nel capoluogo tifernate unitamente ai propri familiari, a causa d’una grave patologia da cui era affetta, era stata dispensata dall’obbligo di presentarsi davanti agli organi di controllo, potendosi limitare ad esibire annualmente delle semplici autocertificazioni.</p>
<p><strong>Le firme false</strong> &#8211; Così, all’indomani dal suo decesso avvenuto in Marocco, i familiari della donna, tuttora residenti a Città di Castello, omettevano di darne formale comunicazione agli Uffici competenti e si adoperavano per falsificarne la firma su vari documenti. Il fratello, delegato ad operare sul conto corrente della defunta, una volta al mese si recava presso la filiale dell’Istituto di Credito ove veniva accreditata la pensione per ritirare istantaneamente il “bottino” in contanti e, quindi, spartirlo con la sorella ed il cognato.</p>
<p><strong>La truffa</strong> &#8211; A porre fine a questa truffa sistematica ai danni dell’INPS è stato l’intervento delle Fiamme Gialle tifernate che, dopo giorni di pedinamenti e appostamenti, hanno colto in flagranza il fratello, intento a prelevare il contante da uno sportello bancomat. Subito è scattata la perquisizione che ha consentito di sequestrare una consistente somma, provento della truffa. I tre cittadini di etnia marocchina sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Perugia per il reato di truffa continuata ed in concorso ai danni dell’INPS, per aver indebitamente percepito, nel corso degli anni, circa 100.000 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
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