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	<title>Perugia Online &#187; istituzioni</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Dislessia, l&#8217;appello dei genitori alle Istituzioni: risposte rapide per i bisogni delle famiglie</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 10:17:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Il Comitato dei genitori con figli affetti da Dsa &#8211; ovvero Disturbi specifici dell&#8217;apprendimento, quali, ad esempio, la dislessia &#8211; lancia un appello alle Istituzioni regionali per chiedere una risposta concreta al bisogno di valutazioni diagnostiche e presa in carico per il trattamento logopedico in tempi brevi. L&#8217;appello &#8211; &#8220;In Italia &#8211; spiega Stefano Aquinardi, presidente del Comitato &#8211; abbiamo la Legge 170/2010 che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Comitato dei genitori con figli affetti da Dsa &#8211; ovvero Disturbi specifici dell&#8217;apprendimento, quali, ad esempio, la dislessia &#8211; lancia un appello alle Istituzioni regionali per chiedere <span style="color: #000000;"><span><span>una </span></span><span><span>risposta concreta al bisogno di valutazioni diagnostiche<strong> </strong></span></span><span><span>e presa in carico per il trattamento logopedico in tempi brevi.</span></span></span></p>
<p><strong>L&#8217;appello</strong> &#8211; &#8220;In Italia &#8211; <span><span><span>spiega </span></span><span><span><span>Stefano Aquinardi</span></span></span><span><span><span>, presidente del Comitato &#8211; </span></span></span><span><span><span>abbiamo la Legge 170/2010 che riconosce dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia come Disturbi specifici di apprendimento e indica l’individuazione precoce come mezzo per un intervento immediato di supporto al bambino in difficoltà e, in caso di persistenza del disturbo, una diagnosi precoce&#8221;. &#8220;Per questo &#8211; continua Aquinardi -, chiediamo una risposta efficace da parte delle Istituzioni per garantire questi servizi in tempi idonei e permettere a questi bimbi il percorso di vita e scolastico che si meritano. Crediamo altresì nel principio di &#8216;sussidiarietà&#8217;, nella partecipazione dei cittadini, nelle forme più varie, sia come associazioni che imprese, che affiancando l’ente pubblico, contribuiscano alla soluzione del problema</span></span></span><span><span><span>”.</span></span></span></span></p>
<p><strong><span><span><span>Il comitato &#8211;</span></span></span></strong><strong> </strong>Il Comitato dei genitori con figli con Dsa è nato a Perugia, su <span><span><span>iniziativa di alcune famiglie</span></span></span><span><span><span>, un gruppo informale che riunisce i genitori di ragazze e ragazzi con dislessia. Si tratta di un gruppo aperto che vuole fare da punto di riferimento sul tema a Perugia. Per questo, è impegnato in attività di informazione, confronto, scambio di esperienze, ma anche aggregazione e sensibilizzazione nei confronti della politica regionale.</span></span></span></p>
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		<title>Anche questa è Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 14:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. Gli arresti di oggi (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><em>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. <a href="http://http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-umbria-21-arresti-12908/">Gli arresti di oggi</a> (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione del Centro Italia soltanto validissimi medici, professionisti, politici, imprenditori, ma anche – purtroppo – qualcos’altro di cui si farebbe volentieri a meno. Gli inquirenti sostengono che l’Umbria “non è più quell’isola felice di cui si poteva parlare fino a dieci anni fa”, ma in realtà ignorano, o dimenticano, che dieci anni fa l’Umbria aveva già cessato da tempo di essere “isola felice”. L’omicidio Provenzano, il centro storico di Perugia in mano alle gang dello spaccio, il cartello degli affitti e della movida notturna con i giri che contano: no, l’Umbria – e il capoluogo in particolare – da tempo ha smesso di essere un’isola, men che meno felice.</em></p>
<p><em>Gli inquirenti si affrettano ad aggiungere, come da copione, che politica e istituzioni sono assolutamente aliene da qualsiasi tipo di correlazione con gli indagati e i filoni di indagine: menomale. Fino a prova contraria. Di certo il tessuto sociale perugino, ma per esteso quello umbro, si presta a permeazioni di vario genere molto più di quanto si possa supporre dall’esterno. Perugia, nella sua storia più recente, conta diverse tessere pidduiste e, pur tralasciando volutamente le numerose organizzazioni che si prestano mutuo soccorso correndo sul filo della legge italiana, non si possono comunque ignorare le varie infiltrazioni camorriste, mafiose e ‘ndranghetane che hanno interessato la nostra regione a partire dalla ricostruzione post sismica del 1997. Si parte dagli appalti per finire con i compro-oro, passando per negozi di frutta e verdura e persino boutique di calzature. Racket, minacce, violenze.</em></p>
<p><em>“I tempi della giustizia italiana sono lenti”, si sente dire spesso, e a ragione. Ma se la politica, se le istituzioni umbre davvero con tutto ciò non c’entrano, allora ancora a maggior ragione dovrebbero, anzi devono, cominciare a metterci le mani seriamente, onde evitare l’ulteriore dilatarsi di tempi spesso biblici. E soprattutto per offrire ai cittadini, a tutti i cittadini, parità di trattamento, libera concorrenza e percorsi certi per il rispetto dei propri diritti.</em></p>
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		<title>Dislessia: nel territorio assisano nasce un doposcuola specifico</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 16:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Zurla]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[disturbi]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Strade per Apprendere]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Recentemente si sente molto parlare di Dislessia e di Disturbi Specifici dell’Apprendimento nel mondo della scuola, ma non solo. Un ruolo importante nel portare all’attenzione della società civile queste problematiche, lo ha ricoperto sicuramente la legge 170 del 2010, in cui sono sanciti i diritti degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). I DSA altrimenti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> Recentemente si sente molto parlare di Dislessia e di Disturbi Specifici dell’Apprendimento nel mondo della scuola, ma non solo. Un ruolo importante nel portare all’attenzione della società civile queste problematiche, lo ha ricoperto sicuramente la legge 170 del 2010, in cui sono sanciti i diritti degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).</p>
<p>I DSA altrimenti definiti Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche (definizione dell’International Classification of Disease ICD – 10) comprendono la Dislessia o disturbo specifico di lettura; la discalculia che interessa le abilità matematiche; la disortografia e la disgrafia che riguardano la scrittura rispettivamente a livello ortografico e grafo-motorio.</p>
<p>I ragazzi convivono con il disturbo durante tutto l’arco della scolarità (Stella, Cerruti, 2002) e fino all’età adulta (Swanson, 2012). Questi disturbi, infatti, non sono condizioni transitorie, ma derivano da una diversa modalità del cervello di elaborare alcune informazioni specifiche che, pur evolvendosi e trasformandosi, persiste nel tempo.<br />
Una delle maggiori difficoltà rilevate dalle famiglie, dopo aver riconosciuto e certificato il disturbo, e aver affrontato, in molti casi, una fase di riabilitazione, è quella di trovare figure qualificate in grado di sostenere e accompagnare i ragazzi nel loro percorso di studi, attraverso metodi, strategie e strumenti adeguati alle loro esigenze.<br />
Inoltre proprio perché la problematica coinvolge più piani, da quello diagnostico-clinico a quello educativo-scolastico e familiare, risulta necessario che i diversi contesti comunichino e collaborino, comunicazione e collaborazione non sempre facili da costruire.</p>
<p>Proprio dalla consapevolezza e dalla condivisione di questi bisogni, il 7 giugno del 2013 è nata l’Associazione DSA Assisi su iniziativa di un gruppo di genitori di bambini e ragazzi con DSA del territorio di Assisi che si sono attivati per stimolare le istituzioni a mettere in campo maggiori e nuove risorse in favore dei loro ragazzi.<br />
Questa unione di intenti e la forte motivazione dei genitori hanno incontrato e valorizzato la professionalità di un un gruppo di giovani operatori formati a diverso titolo nell’ambito dei DSA, insieme ai quali l’associazione ha potuto dare forma a un progetto e intraprendere un ambizioso percorso che il 13 Gennaio 2014 ha portato all’apertura di un doposcuola specifico per ragazzi con DSA, servizio del tutto nuovo sul territorio dell’assisano.<br />
Fondamentale è stato il sostegno del Comune di Assisi e del Centro Pastorale di Santa Maria degli Angeli che hanno messo a disposizione risorse economiche e spazi grazie ai quali circa una ventina di studenti hanno potuto usufruire di questo supporto.</p>
<p>Il doposcuola si è rivelato un’esperienza molto positiva sia per le famiglie, alleggerite dall’”incubo dei compiti a casa” sia per i ragazzi, i quali hanno avuto l’opportunità di <strong>sperimentare la quotidiana attività del “fare i compiti” attraverso nuovi strumenti e modalità</strong>.<br />
Il laboratorio doposcolastico è stato pensato e progettato non solo per <strong>aiutare i ragazzi ad assolvere ai “doveri scolastici”</strong> attraverso l’uso delle nuove tecnologie, ma per offrire loro anche uno <strong>spazio di confronto</strong> e condivisione delle proprie esperienze. Un luogo in cui sentirsi a proprio agio nel nominare le proprie difficoltà, incoraggiare e sentirsi incoraggiati dalle altrui sensibilità, sperimentare come significati e conoscenze si costruiscono anche nel rapporto con gli altri.<br />
Nell’ottica della promozione di un lavoro di rete tra i diversi soggetti coinvolti dalla problematica, oltre all’attività del doposcuola, l’associazione ha sostenuto molte altre iniziative. In collaborazione con la cooperativa Anastasis di Bologna, e in sinergia con Strade per Apprendere, il gruppo di professioniste coordinatrici del progetto di doposcuola, sono stati organizzati corsi di formazione rivolti ai genitori e agli insegnanti dei diversi ordini di scuola, anche grazie alla sensibilità di alcuni dirigenti scolastici che hanno aperto le porte delle loro scuole.</p>
<p>L’associazione ha avuto anche il merito di credere in giovani operatori che hanno lavorato spinti da un autentico desiderio di costruire una nuova realtà, accogliendo la proposta come una sfida e al tempo stesso un’occasione per ampliare le proprie competenze.<br />
Per il prossimo anno nuovi progetti sono in cantiere sia sul versante del supporto allo studio pomeridiano che della formazione a docenti e studenti. L’obiettivo è quello di coinvolgere sempre di più le istituzioni e le scuole del territorio per diffondere e favorire la costruzione di una cultura di base su questi temi che consenta ai ragazzi di incontrare contesti in cui siano comprese le loro esigenze e valorizzate le loro potenzialità.</p>
<p>(Hanno collaborato Alessandra Riccardi e Maria Antonietta Prota)</p>
<p><code>Per informazioni:<br />
<a href="http://www.dislessiaassisi.org">www.dislessiaassisi.org</a><br />
<a href="mailto:info@dislessiaassisi.org">info@dislessiaassisi.org</a><br />
<a href="mailto:stradeperapprendere@gmail.com">stradeperapprendere@gmail.com</a><br />
Contatto facebook: <a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100006419657396&amp;ref=ts&amp;fref=ts">Strade per Apprendere</a></code></p>
<p>Bibliografia:</p>
<p><em>Stella G., Cerruti E, 2002, La dislessia evolutiva lungo l&#8217;arco della scolarità obbligatoria, In S. Vicari, M. C. Caselli (a cura di) </em><br />
<em>I disturbi dello sviluppo, Bologna, Il Mulino, pp 139-142 </em><br />
<em>Swanson H.L., 2012, Adult with Reading Disabilities: Converting a Meta-Analysis to Practice, in Journal of Learning Disabilities, 45, 17-30.</em></p>
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		<title>L’avvento della Garanzia Giovani in Umbria</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 22:42:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>In Umbria la percentuale dei NEET tra i 15 e i 29 anni (coloro che non studiano, non hanno un impiego né lo cercano, e non sono impegnati in altre attività assimilabili, quali ad esempio tirocini o lavori domestici) si attesta attorno al 19%. Un dato di immobilismo e stagnazione allarmante, che va combattuto, perché i giovani oltre che una risorsa, sono il futuro. E non si tratta della solita frase fatta e un po’ inflazionata. Il futuro di una nazione – per uscire dalla dimensione regionale – si basa sulla qualità e quantità di opportunità offerte alle giovani generazioni. Appare evidente come oggi di opportunità e possibilità ve ne siano ben poche.</p>
<p>La garanzia Giovani – attiva da appena un mese in Umbria &#8211; è però una buona e bella occasione. Si pensi che le risorse europee destinate alla Regione per l’implementazione della Garanzia Giovani ammontano a 22,8 milioni di euro. Più di un terzo dei fondi a disposizione (8,5 milioni) sarà speso nella formazione, con la finalità specifica di allineare i profili professionali degli under 30 ai fabbisogni dei datori di lavoro. Quasi 4 milioni saranno invece destinati ai bonus occupazionali. Inoltre, un altro strumento sul quale l&#8217;Umbria punterà, mettendo sul piatto ben 4 milioni di euro, è il <strong>tirocinio</strong>. Ulteriore obiettivo è stimolare nei ragazzi la capacità di mettersi in proprio, con 2 milioni per il sostegno all&#8217;<strong>autoimpiego</strong> e all&#8217;<strong>autoimprenditorialità</strong>. Ottimo, se si pensa che il bacino potenziale di persone interessate dalle misure oscilla tra i 15.000 e i 20.000 giovani. Giovani che vogliono mettersi in gioco a quanto pare, visto che il numero di adesioni registrate nei primi 30 gg da quanto il portale dedicato è attivo è di ben 1528 utenti.</p>
<p>Da un punto di vista operativo, per poter usufruire dei servizi è necessario iscriversi all’apposito portale presente sul sito della Regione. Dopo di che, il Centro per l’impiego procede a fissare un appuntamento entro due mesi dall’adesione e il colloquio tra il giovane e l’operatore termina con la firma del Patto di servizio.</p>
<p>Entro 4 mesi dal primo incontro, l’utente può incontrare altri operatori per un colloquio più specializzato, per costruire un progetto personale specifico: il Piano d&#8217;azione individuale, che può essere aggiornato nel tempo e che, a seconda dei casi, prevederà il reinserimento scolastico, l&#8217;inserimento in attività formative formali e non o un inserimento lavorativo o l’autoimpiego.</p>
<p>In dettaglio, se il soggetto rientra nella fascia dai 15 ai 18 anni e non ha ancora terminato gli studi, verrà indirizzato verso il completamento del ciclo scolastico. Se invece ha terminato gli studi e se verrà evidenziata la necessità di acquisire ulteriori competenze, potrà usufruire di un corso di formazione, finanziato attraverso i voucher &#8211; fino a 4.000 euro – previsti per frequentare gratuitamente corsi da 100 a 200 ore fra quelli disponibili nel catalogo unico regionale, erogati da enti accreditati.</p>
<p>Altre possibilità sono l’avvio di tirocini collegati ad incentivi all&#8217;assunzione o il servizio civile. Qualora tali vie non siano percorribili, il giovane potrà beneficiare di contributi per intraprendere la via dell’imprenditorialità o effettuare un colloquio per accedere direttamente al mondo del lavoro.</p>
<p>Si tratta di un programma ambizioso e importante, visto che anche le aziende potranno godere di bonus occupazionali per poter incrementare il proprio organico.</p>
<p>Auguriamoci allora che non si verifichi alcuno spreco di tutte le ingenti risorse messe a disposizione e che le istituzioni tutte sappiano cogliere questo eccezionale progetto per far ripartire il mondo del lavoro e rimettere in piedi un’intera generazione.</p>
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		<title>Edilizia in Umbria: una crisi che non finisce mai</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2014 00:28:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni Cigl, Cisl e Uil hanno lanciato un ultimatum, paventando lo stato di agitazione e l’organizzazione a breve di una manifestazione unitaria sotto la Regione, qualora il settore edile non ricevesse dalle istituzioni risposte concrete a stretto giro che permettano di uscire dal guado della crisi. I sindacati reclamano l’apertura di un tavolo ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/edilizia-umbria-una-crisi-che-non-finisce-mai/">Edilizia in Umbria: una crisi che non finisce mai</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Negli ultimi giorni Cigl, Cisl e Uil hanno lanciato un ultimatum, paventando lo stato di agitazione e l’organizzazione a breve di una manifestazione unitaria sotto la Regione, qualora il settore edile non ricevesse dalle istituzioni risposte concrete a stretto giro che permettano di uscire dal guado della crisi.</p>
<p>I sindacati reclamano l’apertura di un tavolo istituzionale delle costruzioni, un confronto non più prorogabile considerato che negli ultimi 15 anni l’edilizia in Umbria ha subito la perdita di ben 10.000 posti di lavoro, tornando addirittura alla situazione occupazionale del periodo antecedente al sisma del 1997.</p>
<p>Anni di ricostruzione – e di benessere per l’intero comparto – svaniti nel nulla insomma, cancellati da un regresso impietoso e che non fa onore all’economia di una regione. E non parliamo solo di grandi vertenze, perché a morire lentamente sono le piccolissime aziende, spesso a carattere familiare.</p>
<p>Ad aggravare ulteriormente la situazione ci si mettono poi le partite Iva irregolari che affliggono anche questo ambito, un preoccupante ricorso al lavoro nero e cantieri che vanno avanti risparmiando su ciò su cui non si dovrebbe mai risparmiare, ovvero sui costi della sicurezza.</p>
<p>Ecco allora che i sindacati pongono le istituzioni ad un bivio, recriminando coraggio di azione e azioni concrete portate a termine, per non esasperare ulteriormente un’edilizia già provata da anni di crisi nera e stallo.</p>
<p>A conferma della delicatezza della questione, vi sono anche le dichiarazioni dell’Ance: nei giorni scorsi l’associazione dei costruttori che fa capo a Confindustria, in occasione di un vertice durante il quale sono stati presentati i numeri della crisi, il presidente Calzoni e il direttore Ceccarini hanno chiesto che le risorse degli enti – seppur comprensibilmente esigue &#8211; vengano investite in lavori pubblici così da dare ossigeno al comparto.</p>
<p>Per fare tutto ciò servono innanzitutto nuovi cantieri e per metterli in piedi servono risorse. Peccato che alle risorse nella maggior parte dei casi non si può attingere per via dei vincoli stringenti del Patto di stabilità. Si pensi al bisogno di incrementare l’edilizia popolare, alla necessità di costruire nuove strutture per anziani o ricreative per i giovani.</p>
<p>Tutto bloccato da vincoli europei che in un momento come questo, lasciano il tempo che trovano. In più, si pensi ai benefici che potrebbero apportare interventi di riqualificazione dei centri storici &#8211; anche in termini di turismo &#8211; o delle tante strutture sanitarie che avrebbero bisogno di una messa in sicurezza.<br />
O ancora, immaginiamo come un piano ben strutturato di edilizia scolastica oltre che garantire la sicurezza di studenti e personale scolastico, potrebbe creare molti posti di lavoro.</p>
<p>Occorre allora muoversi, come dicono le parti sociali, guardando anche ai fondi europei 2014 – 2020 per le infrastrutture, importantissimi ora più che mai per le positive ricadute occupazionali ma anche per consentire investimenti da parte di tutte quelle imprese che non si azzardano a farlo.</p>
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