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	<title>Perugia Online &#187; Legambiente</title>
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		<title>In Umbria crescono i reati ambientali, dato in controtendenza rispetto a quello nazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 10:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[reati ambientali]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> In Umbria nel 2016 i reati ambientali sono aumentati, è questo il dato rilevante che emerge dal Rapporto Ecomafie di Legambiente presentato questa mattina a Roma alla Camera dei Deputati. In Umbria nel 2016 i reati ambientali accertati delle forze dell’ordine e dalla Capitaneria di porto sono passati da 154 del 2015 a 392 del ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> In Umbria nel 2016 i reati ambientali sono aumentati, è questo il dato rilevante che emerge dal Rapporto Ecomafie di Legambiente presentato questa mattina a Roma alla Camera dei Deputati. In Umbria nel 2016 i reati ambientali accertati delle forze dell’ordine e dalla Capitaneria di porto sono passati da 154 del 2015 a 392 del 2016. Cresce, anche il numero di denunce 346 (a fronte delle 90 della precedente edizione di Ecomafia), diminuiscono invece leggermente i sequestri, si passa dai 18 del 2015 ai 15 del 2016. Nel 1016 si registra anche un arresto, legato alla ben nota vicenda Gesenu. Dati che testimoniano anche in Umbria una sempre maggiore efficacia dell’azione investigativa e repressiva.</p>
<p>Un dato in controtendenza quello umbro rispetto a quello nazionale, che registra invece a soli due anni dall’entrata in vigore della legge sugli ecoreati, una lenta diminuzione degli illeciti ambientali e del fatturato delle attività criminali contro l’ambiente. Infatti nel 2016 i reati ambientali accertati delle forze dell’ordine e dalla Capitaneria di porto sono passati da 27.745 del 2015 a 25.889 nel 2016, con una flessione del 7%. Cresce, invece a livello nazionale il numero degli arresti 225 (contro i 188 del 2015), di denunce 28.818 (a fronte delle 24.623 della precedente edizione di Ecomafia) e di sequestri 7.277 (nel 2015 erano stati 7.055). Inoltre nel 2016 il fatturato delle ecomafie scende a 13 miliardi registrando un &#8211; 32% rispetto allo scorso anno, dovuto soprattutto alla riduzione della spesa pubblica per opere infrastrutturali nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso e al lento ridimensionamento del mercato illegale. Nel 2016 grazie alla legge 68/2015 che ha inserito nel codice penale i delitti ambientali le forze di polizia hanno contestato in Umbria ben 66 ecoreati, facendo così registrare alla nostra regione un terzo posto a livello nazionale dopo la Campania, che è la regione con il numero più alto di ecoreati contestati (70) e la Sardegna con 67 ecoreati . L’Umbria è anche la regione con il numero più alto di reati contravvenzionali contestati (64), seguita dalla Campania (60) e dalla Sardegna (53). Il maggior numero di persone denunciate per reati contravvenzionali è stato raggiunto in Liguria (83), seguita dalla Sardegna (80) e dall’Umbria (67).</p>
<p>Il 2016 è stato l’anno dell’inchiesta denominata Spazzatura d’oro della Dda di Perugia che ha coinvolto i vertici dell’azienda umbra Gesenu Spa, che dovranno rispondere dell’accusa di disastro ambientale, oltre che di inquinamento ambientale e di altri reati ambientali. Altra importante inchiesta è quella che ha riguardato la Valnestore e le indagini sulla presenza di discariche abusive di ceneri di combustione prodotte da centrali termoelettriche nella zona di Pietrafitta, interrate unitamente a Rsu e altre tipologie di rifiuti di non meglio definita composizione. “Quest’anno il Rapporto Ecomafia &#8211; dichiara Legambiente Umbria – ci restituisce una fotografia dell’Umbria sicuramente preoccupante, ma anche la conferma che, grazie all’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale, chi inquina non la fa più franca”.</p>
<p>“Non bisogna abbassare la guardia – continua Legambiente Umbria &#8211; occorre proseguire nel lavoro fatto in questo ultimo anno dalle forze dell’ordine e da Arpa Umbria, bisogna investire maggiori risorse nei controlli e impegnarsi per promuovere diffusamente la cultura della legalità nei vari livelli della società. Ciò che muove principalmente l’illegalità ambientale è prima di tutto la corruzione, un fenomeno sempre più dilagante, che facilita ed esaspera il malaffare in campo ambientale in maniera formidabile e coinvolge con disinvoltura il mondo economico, sociale e politico. Sappiamo bene che la corruzione è l’altra faccia delle ecomafie e che la criminalità organizzata anche in Umbria si muove su interessi sia legali che illegali non solo nel ciclo del cemento e dei rifiuti, ma anche nel turismo e nel commercio”</p>
<p><strong>L&#8217;illegalità nel ciclo del cemento in Umbria 2016</strong></p>
<p>I dati delle forze dell’ordine</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="104">&nbsp;</td>
<td width="104"><strong>Cta-Cc</strong></td>
<td width="104">
<h2>Gdf</h2>
</td>
<td width="104"><strong>Cdp</strong></td>
<td width="104"><strong>Cfs</strong></td>
<td width="104"><strong>Totale</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="104"><strong>Infrazioni accertate</strong></td>
<td width="104">6</td>
<td width="104">1</td>
<td width="104">0</td>
<td width="104">104</td>
<td width="104"><strong>111</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="104"><strong>Denunce</strong></td>
<td width="104">9</td>
<td width="104">3</td>
<td width="104">0</td>
<td width="104">107</td>
<td width="104"><strong>119</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="104"><strong>Arresti</strong></td>
<td width="104">0</td>
<td width="104">0</td>
<td width="104">0</td>
<td width="104">0</td>
<td width="104"><strong>0</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="104"><strong>Sequestri</strong></td>
<td width="104">1</td>
<td width="104">1</td>
<td width="104">0</td>
<td width="104">6</td>
<td width="104"><strong>8</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2016)</p>
<p><strong> </strong></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="104">
<h2>Provincia</h2>
</td>
<td width="104"><strong>Infrazioni</strong></p>
<p><strong>accertate</strong></td>
<td width="104"><strong>% su totale nazionale</strong></td>
<td width="104"><strong>Denunce</strong></td>
<td width="104"><strong>Arresti</strong></td>
<td width="104"><strong>Sequestri</strong></p>
<p><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="104">Perugia</td>
<td width="104">59</td>
<td width="104">1,4%</td>
<td width="104">73</td>
<td width="104">0</td>
<td width="104">5</td>
</tr>
<tr>
<td width="104">Terni</td>
<td width="104">46</td>
<td width="104">1,1%</td>
<td width="104">37</td>
<td width="104">0</td>
<td width="104">2</td>
</tr>
<tr>
<td width="104"><strong>Totale</strong></td>
<td width="104"><strong>105</strong></td>
<td width="104"><strong>2,4</strong></td>
<td width="104"><strong>110</strong></td>
<td width="104"><strong>0</strong></td>
<td width="104"><strong>7</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2016)  *esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>l’illegalità nel ciclo dei rifiuti in Umbria 2016</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I dati delle forze dell’ordine</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="90">&nbsp;</td>
<td width="90"><strong>Cta-Cc</strong></td>
<td width="90">
<h2>Gdf</h2>
</td>
<td width="90"><strong>Cdp</strong></td>
<td width="90"><strong>Cfs</strong></td>
<td width="90"><strong>Ps</strong></td>
<td width="90"><strong>Totale</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="90"><strong>Infrazioni accertate</strong></td>
<td width="90">42</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">63</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90"><strong>105</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="90"><strong>Denunce</strong></td>
<td width="90">74</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">60</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90"><strong>134</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="90"><strong>Arresti</strong></td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">1</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90"><strong>1</strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="90"><strong>Sequestri</strong></td>
<td width="90">37</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90">8</td>
<td width="90">0</td>
<td width="90"><strong>45</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2016)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td width="103">
<h2>Provincia</h2>
</td>
<td width="103"><strong>Infrazioni</strong></p>
<p><strong>accertate</strong></td>
<td width="103"><strong>% su totale nazionale*</strong></td>
<td width="103"><strong>Denunce</strong></td>
<td width="103"><strong>Arresti</strong></td>
<td width="103"><strong>Sequestri</strong></p>
<p><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Perugia</td>
<td width="103">42</td>
<td width="103">1%</td>
<td width="103">42</td>
<td width="103">1</td>
<td width="103">5</td>
</tr>
<tr>
<td width="103">Terni</td>
<td width="103">21</td>
<td width="103">0,5%</td>
<td width="103">18</td>
<td width="103">0</td>
<td width="103">3</td>
</tr>
<tr>
<td width="103"><strong>Totale*</strong></td>
<td width="103"><strong>63</strong></td>
<td width="103"><strong>1,5%</strong></td>
<td width="103"><strong>60</strong></td>
<td width="103"><strong>1</strong></td>
<td width="103"><strong>8</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Fonte: elaborazione Legambiente su dati forze dell’ordine e Capitanerie di porto (2016) *esclusi i dati dei Carabinieri Tutela Ambiente</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/in-umbria-crescono-i-reati-ambientali-dato-in-controtendenza-rispetto-a-quello-nazionale/">In Umbria crescono i reati ambientali, dato in controtendenza rispetto a quello nazionale</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il sindaco Romizi ritiri il bando di gara per l&#8217;affidamento dei servizi di mensa scolastica&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/il-sindaco-romizi-ritiri-il-bando-di-gara-per-laffidamento-dei-servizi-di-mensa-scolastica/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/il-sindaco-romizi-ritiri-il-bando-di-gara-per-laffidamento-dei-servizi-di-mensa-scolastica/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2015 10:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scuola e Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanzattiva]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mense scolastiche]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco romizi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> “Nessun accenno alla filiera corta, al biologico, ai prodotti olio di palma free, nessun risparmio e una montagna di stoviglie di plastica” denunciano le associazioni Acu, Aiab, Cittadinanzattiva, Legambiente, Movimento consumatori  Slow Food alla lettura del capitolato del Comune di Perugia per l&#8217;affidamento del servizio di mensa scolastica per scolastico 2015-2016. “Non possiamo non esprimere un giudizio negativo sull&#8217;annullamento dell&#8217;esperienza dei comitati mensa ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-sindaco-romizi-ritiri-il-bando-di-gara-per-laffidamento-dei-servizi-di-mensa-scolastica/">&#8220;Il sindaco Romizi ritiri il bando di gara per l&#8217;affidamento dei servizi di mensa scolastica&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Nessun accenno alla filiera corta, al biologico, ai prodotti olio di palma free, nessun risparmio e una montagna di stoviglie di plastica” denunciano le associazioni Acu, Aiab, Cittadinanzattiva, Legambiente, Movimento consumatori  Slow Food alla lettura del capitolato del Comune di Perugia per l&#8217;affidamento del servizio di mensa scolastica per scolastico 2015-2016.</p>
<p>“Non possiamo non esprimere un giudizio negativo sull&#8217;annullamento dell&#8217;esperienza dei comitati mensa di Perugia, per il quale ci stiamo attivando a livello nazionale, anche con un confronto con Anac” continuano le associazioni Acu, Aiab, Cittadinanzattiva, Legambiente, Movimento consumatori  Slow Food. “Ci chiediamo anche se trasparenza, partecipazione, valorizzazione dei comitati e delle associazioni in quanto interlocutori privilegiati per le attività socio culturali, promozione delle iniziative migliori della società civile, rigore e rispetto delle norme ambientali e perseguimento della strategia rifiuti zero erano soltanto proclami preelettorali del sindaco e degli assessori Dramane Waguè e Urbano Barelli per accaparrarsi qualche voto o sono realmente i punti programmatici di questa amministrazione?”.</p>
<p>“Il sindaco Romizi ritiri immediatamente la gara, indegna di un comune che vuole fare della sostenibilità ambientale e sociale il proprio riferimento &#8211; concludono le associazioni &#8211; e apra un percorso realmente trasparente e condiviso che mantenga e legittimi il ruolo di sussidiarietà dei comitati dei genitori, che garantisca regolarità nell&#8217;acquisizione dei fornitori e una sana e corretta alimentazione, oltre alla sostenibilità ambientale e sociale”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-sindaco-romizi-ritiri-il-bando-di-gara-per-laffidamento-dei-servizi-di-mensa-scolastica/">&#8220;Il sindaco Romizi ritiri il bando di gara per l&#8217;affidamento dei servizi di mensa scolastica&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Amianto, Legambiente: in Umbria ancora troppi edifici contenenti la &#8220;fibra killer&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/amianto-legambiente-in-umbria-ancora-troppi-edifici-contenenti-la-fibra-killer/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/amianto-legambiente-in-umbria-ancora-troppi-edifici-contenenti-la-fibra-killer/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 09:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La battaglia contro l&#8217;amianto è ancora in gran parte da combattere. Lo denuncia Legambiente che, in occasione della Giornata mondiale delle vittime dell&#8217;amianto (che si celebra il 28 aprile per ricordare le tante persone che hanno perso la vita a causa della &#8221;fibra killer&#8221;), rilancia la questione con un rapporto ad hoc. &#8220;A 23 anni dalla sua messa al ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/amianto-legambiente-in-umbria-ancora-troppi-edifici-contenenti-la-fibra-killer/">Amianto, Legambiente: in Umbria ancora troppi edifici contenenti la &#8220;fibra killer&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La battaglia contro l&#8217;amianto è ancora in gran parte da combattere. Lo denuncia Legambiente che, in occasione della Giornata mondiale delle vittime dell&#8217;amianto (che si celebra il 28 aprile per ricordare le tante<br />
persone che hanno perso la vita a causa della &#8221;fibra killer&#8221;), rilancia la questione con un rapporto ad hoc. &#8220;A 23 anni dalla sua messa al bando &#8211; spiegano da Legambiente -, l&#8217;amianto causa 4 mila morti ogni anno in Italia. Enormi sono i ritardi per il censimento, la mappatura e gli interventi delle bonifiche con 32 milioni le tonnellate ancora presenti sul territorio&#8221;. Occorre, quindi, con &#8220;urgenza un impegno concreto nazionale e locale per fermare questa drammatica emergenza&#8221; e, in particolare, &#8220;gli incentivi per la sostituzione dell&#8217;eternit con i tetti fotovoltaici&#8221;, oltre che l&#8217;inserimento degli &#8221;ecoreati nel codice penale&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;Umbria</strong> &#8211; La nostra regione non è estranea al problema dell&#8217;amianto. Secondo il censimento realizzato da Legambiente, infatti, solo in 10 Regioni, tra cui l&#8217;Umbria (insieme ad Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d&#8217;Aosta) ci sono oltre 230 mila strutture: gli edifici pubblici e privati contenenti amianto sarebbero più di 188.000 cui vanno aggiunti i 6.913 siti industriali e altre strutture contenenti&#8221;. L&#8217;Umbria fa parte di quelle regioni &#8211; la metà del nostro Paese (Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Toscana, <u>Umbria</u> e Valle d&#8217;Aosta) &#8211; che hanno concluso la mappatura dell&#8217;amianto presente sul territorio. &#8220;La mappatura &#8211; aggiungono da Legambiente &#8211; è in fase di ultimazione nelle province autonome di Bolzano e Trento&#8221;, mentre mancano ancora i piani regionali anti-amianto in &#8221;Abruzzo, Calabria, Lazio, Molise, Puglia e Sardegna&#8221;. La Banca dati amianto, coordinata dal ministero dell&#8217;Ambiente, &#8221;riporta almeno 38.000 siti su tutto il territorio nazionale, con oltre 300 siti a maggior rischio&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/amianto-legambiente-in-umbria-ancora-troppi-edifici-contenenti-la-fibra-killer/">Amianto, Legambiente: in Umbria ancora troppi edifici contenenti la &#8220;fibra killer&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>22 aprile, anche Perugia celebra la giornata mondiale della Terra</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/22-aprile-anche-perugia-celebra-la-giornata-mondiale-della-terra/</link>
		<comments>http://www.perugiaonline.net/22-aprile-anche-perugia-celebra-la-giornata-mondiale-della-terra/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 16:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Earth Day]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Onu]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Il Comune di Perugia celebra domani la Giornata Mondiale della terra, edizione 2015, concludendo un percorso che era stato avviato già l’11 aprile. Tantissime le iniziative (convegni, conferenze, incontri, ed iniziative) che si sono susseguite nei giorni scorsi. Trasporti pubblici &#8211; Tuttavia domani ci sarà il clou degli eventi, con Perugia che si trasformerà, sostanzialmente,in una sorta di ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Comune di Perugia celebra domani la Giornata Mondiale della terra, edizione 2015, concludendo un percorso che era stato avviato già l’11 aprile. Tantissime le iniziative (convegni, conferenze, incontri, ed iniziative) che si sono susseguite nei giorni scorsi.</p>
<p><strong>Trasporti pubblici</strong> &#8211; Tuttavia domani ci sarà il clou degli eventi, con Perugia che si trasformerà, sostanzialmente,in una sorta di “Capitale dell’Ambiente”. Peraltro, nell’intera giornata di domani, mercoledì 22, il Comune di Perugia, con il sostegno economico della Regione Umbria, renderà gratuito il trasporto pubblico della città per sensibilizzare i cittadini sul tema della mobilità pubblica e sostenibile e sulla qualità dell’aria.</p>
<p><strong>La giornata dell&#8217;Onu</strong> &#8211; Nel dettaglio, dal 1970 l’ONU celebra, il 22 aprile di ogni anno, la Giornata della Terra (o Earth Day) che rappresenta la più grande manifestazione ambientale a livello mondiale ed è finalizzata a promuovere la salvaguardia della Terra. Inizialmente promossa dal presidente John Fitzgerald Kennedy, l’iniziativa coinvolge circa un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo, compresa Seattle (USA) città gemellata con Perugia. Il tema scelto per l’edizione 2015 è quello delle “Green Cities”. Si tratta di un importante momento di riflessione sui temi dell’ambiente con l’obiettivo di sviluppare politiche pubbliche per una crescita sostenibile, con ricadute positive per le imprese e per l’occupazione.</p>
<p><strong>I temi</strong> &#8211; Con il titolo “Far Pace con la Terra”, dall’11 al 22 aprile a Perugia ed Assisi si è sviluppata una riflessione sull’identità del nostro territorio che, a partire da San Francesco d&#8217;Assisi per arrivare ad Aldo Capitini, ha saputo analizzare il tema del corretto rapporto tra uomo e natura, che è poi sintetizzato nel noto slogan “Cuore Verde d’Italia”. Green city e smart city sono i temi di questa edizione della Giornata della Terra, per la prima volta organizzata anche dal Comune di Perugia. Si tratta di argomenti incentrati sulla necessità di far diventare “intelligenti”, quindi innovative e sostenibili, le nostre città. In tale prospettiva le politiche ambientali sono decisive per potere definire “intelligente” il futuro delle città e per accedere ai relativi fondi europei. In particolare, l’Unione Europea, con l’iniziativa Eu Smart City, ha stanziato 11 miliardi di euro in 10 anni per finanziare progetti per introdurre elementi “smart” nelle città del Vecchio Continente. L’obiettivo, come ricorda il Corriere della Sera che il 17 aprile ha inaugurato una nuova rubrica sulle smart cities, è di “migliorare la vita dei cittadini per renderli più felici, ponendo al centro ambiente, salute ed efficienza”.</p>
<p><strong>Le associazioni</strong> &#8211; Con questa iniziativa di riflessione e di esperienze che il Comune organizza insieme a tanti partners tra i quali l’Università, il Comune di Assisi e le numerose associazioni cittadine (il programma completo è sul sito ufficiale all’indirizzo: www.comune.perugia.it), Perugia vuole contribuire al dibattito e ai cambiamenti in atto, ospitando, ad esempio, domani (presso la Sala dei Notari, alle ore 16,00) i rappresentanti delle più importanti associazioni ambientaliste italiane che, per la prima volta, si troveranno insieme per discutere del futuro delle nostre città.</p>
<p><strong>Il programma completo della giornata</strong> &#8211; Si comincia alle 8.30 (chiusura fissata per le 13), presso l’aula magna del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Perugia-Complesso monumentale di San Pietro, con il ciclo di seminari in memoria del Prof. Paolo Abbozzo. Il tema è “la terra: conquista o riconquista?”. Alle 11 ci sarà la consegna del premio di Laurea intitolato al Prof. Abbozzo. Al termine presentazione delle Targhe in Memoria dei Proff. Paolo Abbozzo, Mario Bandini, Giacomo Giorgi, Giuseppe Guerrieri, Vito Saccomandi, presso l’Unità di ricerca di Economia applicata del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali. Sempre domani, alle 9.30, presso la Sala dei Notari, l’Amministrazione Comunale presenta l’incontro pubblico sul tema: “Perugia smart city, città verde d’Europa”. Dopo i saluti iniziali, la Giunta comunale illustrerà il progetto: “Perugia smart city, Perugia cresce verde”. Nel corso della mattina vi sarà la formale consegna delle aree verdi alle associazioni che hanno aderito al progetto “adotta il verde”, e la premiazione del concorso scolastico: “Green city. Perugia ed Assisi, terre della sostenibilità”. Infine focus su Gesenu: 30 anni di educazione ambientale nelle scuole. Il programma della giornata prosegue alle 12 con la cerimonia di piantumazione di un albero di noce nel parco della Canapina. Partecipa il Vescovo Ausiliario di Perugia e città della Pieve Mons. Paolo Giulietti, il rappresentante della Giunta Comunale e Roberto Leoni, Presidente della fondazione sorella natura. Infine dalle 16.30, nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori, convegno nazionale sul tema: “Smart city e città verdi per uscire dalla crisi”. Dopo i saluti e l’introduzione a cura dei rappresentanti della Giunta comunale di Perugia, la relazione introduttiva sul tema “Adattamento e resilienza per custodire il futuro (Walter Ganapini, Direttore Generale ARPA Umbria). Poi tavola ritonda con: Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale Legambiente; Rosa Filippini, Presidente nazionale Amici della Terra; Giuseppe Onufrio, Direttore esecutivo Greenpeace Italia; Adriano Paolella, Cittadinanzattiva &#8211; Responsabile scientifico “Campagna disponibile”; Marco Parini, Presidente nazionale Italia Nostra; Fulco Pratesi, Presidente onorario WWF Italia. Coordina il giornalista ambientale Gabriele Salari.</p>
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		<title>Puliamo il mondo, torna l&#8217;iniziativa di Legambiente</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 13:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Quest’anno l’appuntamento con Puliamo il mondo sarà per il 26, 27 e 28 settembre: tre giorni duranti i quali molti volontari, tra cittadini, scuole e amministrazioni, saranno impegnati nel ripulire le aree degradate del Paese e fare un gesto concreto a favore dell’ambiente. Numerose le iniziative in Umbria per diventare protagonisti della bellezza del Paese, combattere il degrado e liberare strade e aree verdi dai rifiuti.</p>
<p><strong>Bellezza e partecipazione &#8211; </strong>Questo il binomio vincente di Puliamo il mondo, la più grande iniziativa di volontariato ambientale organizzata in Italia da Legambiente in collaborazione con la Rai. Da una parte la bellezza dell’Italia, uno dei Paesi più amati e visitati al mondo spesso sfregiato dall’incuria e dai rifiuti; dall’altra l’impegno attivo di tanti cittadini che vogliono rendere più belle e vivibili le città della Penisola. L’azione dei volontari sarà condivisa in tutto il mondo dato che Puliamo il mondo è la versione italiana di Clean Up the World, la più importante campagna internazionale di volontariato ambientale nata a Sidney nel 1989 e portata poi in Italia nel 1993 da Legambiente.</p>
<p><strong>I volontari &#8211;</strong> Quest’anno in Umbria le protagoniste saranno le scuole: giovedì 25 anticipa la campagna la Scuola media Bernardino di Betto di Perugia che sarà impegnata nel migliorare la zona circostante l’edificio scolastico, ripulendola dai rifiuti e piantando fiori ed erbe aromatiche. Si prosegue poi venerdì 26 con la Scuola dell’infanzia di Badia Petroia a Città di Castello e sabato 27 al Campo del Sole di Tuoro sul Trasimeno con i ragazzi dell’Istituto Comprensivo Dalmazio Birago. Altri appuntamenti sono previsti ad Amelia, Arrone, Montone, Piegaro, San Venanzo, Spoleto, Sellano, Stroncone. I programmi specifici degli eventi attivati in Umbria e i referenti locali sono consultabili sul sito http://www.puliamoilmondo.it.</p>
<p><strong>Parla Legambiente Umbria &#8211;</strong> “In Umbria c’è ancora molto da lavorare sul fronte della raccolta differenziata – dichiara Legambiente Umbria – infatti sono solo quattro, Giano dell&#8217;Umbria, Torgiano, Monte Castello di Vibio ed Umbertide, i comuni entrati nella classifica dei 1328 comuni “ricicloni” italiani che hanno superato il 65% di rifiuti destinati alla raccolta differenziata, come previsto dalla legge. Occorre un maggiore impegno da parte della Regione e dei comuni umbri per ridurre i rifiuti prodotti, passare al porta a porta spinto su tutto il territorio regionale a cominciare dalla frazione organica, che non può più essere stradale, costruire e rendere più efficienti gli impianti di riciclaggio e diffondere tutte quelle politiche organizzative articolate e flessibili che danno al settore capacità di sviluppo e di adeguamento rapido e indolore alle nuove tecniche e a nuovi stili di vita&#8221;. “Iniziative come Puliamo il Mondo  –  conclude Legambiente Umbria  –  sono utili per coinvolgere i cittadini e renderli partecipi della gestione dei rifiuti, ma sono anche un’occasione per promuovere tutti insieme azioni per salvaguardare gli spazi della città e l’ambiente in cui viviamo”.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.puliamoilmondo.it/">www.puliamoilmondo.it</a>, <a href="www.legambiente.it">www.legambiente.it</a><a href="http://www.legambiente.it/">/</a>, http://umbria.legambiente.it/</p>
<p>Per vedere lo spot Rai, clicca <a href="https://www.youtube.com/watch?v=vMekvPFGaTI&amp;feature=youtu.be">qui</a></p>
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		<title>Il 13 e il 14 settembre torna Festambiente Umbria</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 15:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ambiente, sostenibilità, lavoro e solidarietà. Il 13 e il 14 settembre torna Festambiente Umbria con numerose attività in programma tra cui laboratori per grandi e piccoli, incontri, mostre, mercatino biologico e dei produttori del territorio e quello degli artigiani locali, musica, performance teatrali e una vasta area espositiva, dove le associazioni potranno presentare le proprie attività. Per Legambiente Umbria, la festa si propone di indicare una possibile via d&#8217;uscita alternativa in un contesto di profonda crisi sociale ed economica, per  mettere in comune idee e pratiche virtuose, adoperarsi per poter incidere davvero sulle questioni che toccano tutti, a cominciare dalla difesa dell’ambiente e del territorio.</p>
<p><strong>&#8220;Rigenerazione&#8221; &#8211;</strong> Il tema filo conduttore di quest&#8217;anno sarà la rigenerazione urbana e sociale in città, che si realizza grazie all&#8217;iniziativa di cittadini e associazioni; la rigenerazione della terra, che oltre a promuovere un modello agricolo sostenibile e attento alle risorse naturali, può offrire nuove opportunità di lavoro e dignità a giovani, a disoccupati e a persone con svantaggi fisici e sociali; la rigenerazione delle cose e degli stili di vita, che ci consente di dare una risposta creativa, ingegnosa e concreta ad un modello di sviluppo basato sul consumismo, l&#8217;usa e getta, la produzione di merci e l&#8217;induzione di bisogni. Tutte storie di ordinaria e straordinaria rigenerazione che saranno raccontate in tre Spazi aperti di discussione, dove i protagonisti e il pubblico si potranno incontrare e confrontarsi.</p>
<p><strong>Nuova location &#8211;</strong> Quest&#8217;anno la Festa si sposta in Via della Viola, nel quartiere simbolo a Perugia della rigenerazione e dove anche Legambiente ha la sua storica sede nel palazzo delle associazioni, ed è organizzata in collaborazione coni Fiorivano le Viole e Arci Perugia e il patrocinio del Comune di Perugia.<br />
“Siamo soltanto alla seconda edizione in Umbria di Festambiente &#8211; dichiarano Giacomo, Lucia, Eleonora, Eden, Nicoletta, Giovanni, Maurizio, il gruppo dei giovani attivisti di Legambiente Umbria, che quest&#8217;anno si sono occupati dell&#8217;organizzazione dell&#8217;evento – vogliamo rispondere al diffuso bisogno, avvertito sempre di più tra i cittadini, di un confronto costante sui temi ambientali, ma vogliamo anche offrire un&#8217;occasione di divertimento, di gioco, di musica. Il nostro vuole essere un invito a partecipare, a prendersi cura dell&#8217;ambiente partendo dalle piccole cose, dalla vita quotidiana e dalla socialità tra le persone”.</p>
<p>Per tutte le info sul programma <a href="http://www.legambienteumbria.it">www.legambienteumbria.it</a>, <a href="http://www.facebook.com/LegambienteUmbria">www.facebook.com/LegambienteUmbria</a></p>
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		<title>Legambiente presenta #sbloccafuturo. Ecco le opere incompiute in Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 21:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il dossier si chiama #sbloccafuturo. All’interno sono state raccolte 101 opere incompiute in tutta Italia. È la risposta di Legambiente alla sfida lanciata Matteo Renzi ai sindaci d’Italia, in vista del decreto Sblocca Italia, per censire i procedimenti fermi da anni, a causa di ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica Amministrazione. Sotto il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il dossier si chiama #sbloccafuturo. All’interno sono state raccolte 101 opere incompiute in tutta Italia. È la risposta di Legambiente alla sfida lanciata Matteo Renzi ai sindaci d’Italia, in vista del decreto Sblocca Italia, per censire i procedimenti fermi da anni, a causa di ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica Amministrazione.</p>
<p><strong>Sotto il titolo di “inadempienze”</strong> della pubblica amministrazione si nascondono molteplici tipologie di blocco. Spesso, secondo Legambiente, è proprio l’inerzia<strong> </strong>degli enti locali che dovrebbero progettare, coordinarsi, impegnare i fondi, la causa del ritardo nella costruzione di queste opere.</p>
<p><strong>Tra le opere in compiute</strong>, tante a dire il vero, la voce più consistente nel rapporto presentato da Legambiente riguarda i trasporti, intesi come ferrovie, trasporti urbani, mobilità dolce. A seguire ci sono bonifiche, depurazione, riqualificazione urbana, sicurezza sismica, abbattimento di manufatti abusivi, impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti.</p>
<p><strong>Ed ecco che da Nord a Sud comincia il viaggio nell’Italia bloccata</strong>, attraverso piccole e grandi opere incompiute che sarebbero di grande aiuto al territorio e ai cittadini. Opere che andrebbero terminate, sottolinea Legambiente “se vogliamo un Paese sicuro, dinamico, moderno le opere da sbloccare devono essere coerenti con questa idea di Paese, non basta fare ‘tana libera tutti’ contro i lacci e lacciuoli, che imbriglierebbero il sistema. Perché alcuni di quei lacci hanno salvato l’Italia da ulteriori e più gravi disastri. Si deve semplificare ma serve un sistema di controlli efficace, consolidato e di pari prestazioni su tutto il territorio. Bisogna assumersi allora la responsabilità di selezionare e scegliere quali siano i vincoli necessari e le semplificazioni utili a rilanciare il Paese”.</p>
<p><strong>Anche l’Umbria,</strong> purtroppo, non è immune al censimento delle opere incompiute. Ed ecco che Legambiente chiede la conclusione dei lavori per il raddoppio della ferrovia Orte-Falconara con il completamento dei tratti Foligno-Falconara e Spoleto–Terni.</p>
<p>​<strong>L&#8217;opera è considerata strategica</strong> per il sistema ferroviario del paese e per i collegamenti tra la dorsale Milano Roma e la direttrice adriatica, sicuramente lo è ancora di più per i centinaia di pendolari che ogni giorno si spostano dall&#8217;Umbria verso Roma o Ancona. I lavori, iniziati nel 2001 sono proseguiti a singhiozzo nel corso degli anni. Attualmente sono ripresi soltanto nel tratto Campello sul Clitunno Spoleto e pare che del completamento dell’opera nessuno si preoccupi più.</p>
<p>“<strong>L&#8217;Umbria non ha bisogno di  più strade e autostrade</strong> – è il commento, invece, di Legambiente Umbria – ​occorre puntare sulla ​riqualificazione della rete ferroviaria cominciando appunto dal completamento dei lavori per il raddoppio della ferrovia Orte ​Falconara. I Sindaci e la Regione poi non dovrebbero dimenticare  gli interventi necessari per la riqualificazione funzionale della FCU, ​un’opera fondamentale per la mobilità locale una volta riqualificati i servizi (tecnologicamente e come orari), migliorato il raccordo alla rete Trenitalia e la penetrazione nelle aree urbane di Terni e Perugia”.</p>
<p><strong>Ecco nello specifico, per l’Umbria, gli interventi che Legambiente ha inserito nel proprio dossier.</strong></p>
<p><strong>Per il raddoppio Foligno – Fabriano</strong> l’intervento consiste in una tratta dello stesso, già in parte attuato, della intera linea Orte-Falconara, il cui progetto complessivo si articola in 5 interventi. La tratta Foligno-Fabriano è prevista prevalentemente in variante di tracciato e in galleria, per una estesa complessiva di 54 km, di cui solo circa 6 km nel territorio della Regione Marche, dal confine con l’Umbria, situato nella galleria di Fossato di Vico, fino alla stazione di Fabriano. Sono previsti 10 viadotti, per circa 6 km, 9 gallerie naturali per uno sviluppo complessivo di circa 30 km e 2 gallerie artificiali per 4 m. Il costo stimato è di 1.9 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Invece per il raddoppio della tratta ferroviaria Spoleto-Terni</strong> l’intervento consiste nella realizzazione di una nuova linea ferroviaria a semplice binario con tracciato diverso da quello della linea attuale, che costituisce un collegamento “diretto”, quasi interamente in galleria, tra le stazioni di Terni e Spoleto, di lunghezza pari a circa 22 km. La galleria principale, di 19 km circa, è dotata di un “posto di servizio” intermedio ed è affiancata da una galleria di soccorso. Sono previste inoltre 2 gallerie lato Spoleto, di cui una artificiale, un viadotto di 65 m e “opere d’arte” per la risoluzione di interferenze con la rete di viabilità e la rete idrografica. Il costo stimato è di 514 milioni di euro.</p>
<p><strong>Di strada, è il caso di dirlo, c’è ne tanta da fare.</strong> Ma la programmazione delle risorse europee per il 2014-2020 è una grande occasione, e sarà la cartina di tornasole per misurare la volontà di cambiare il paese facendolo entrare nella modernità.</p>
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		<title>L&#8217;Italia come una groviera: il rapporto di Legambiente sulle cave</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2014 19:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Seimila ferite aperte in tutta Italia. I dati, sconcertati, forniti dal Rapporto di Legambiente sulle escavazioni del nostro Paese lascia poco spazio all’immaginazione. Da Nord a Sud, l’Italia, è una groviera. Le cave sono quasi seimila, oltre sedicimila quelle dismesse e monitorate dove spesso non sono state effettuate le opere di bonifica e recupero. Ma ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/litalia-come-una-groviera-il-rapporto-di-legambiente-sulle-cave/">L&#8217;Italia come una groviera: il rapporto di Legambiente sulle cave</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Seimila ferite aperte in tutta Italia. I dati, sconcertati, forniti dal Rapporto di Legambiente sulle escavazioni del nostro Paese lascia poco spazio all’immaginazione. Da Nord a Sud, l’Italia, è una groviera. Le cave sono quasi seimila, oltre sedicimila quelle dismesse e monitorate dove spesso non sono state effettuate le opere di bonifica e recupero. Ma non basta, se aggiungessimo anche quelle delle regioni che non hanno un monitoraggio (Calabria e Friuli Venezia Giulia) il dato potrebbe salire a 17 mila.</p>
<p>Nonostante il settore edilizio, come confermato dai dati resi noti dall’inizio dell’anno, sia in crisi e, conseguentemente, abbia ridotto il numero dei materiali estratti dalle cave i numeri forniti da Legambiente restano impressionanti: un miliardo di euro di ricavo, 80milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia, 31,6milioni di metri cubi di calcare e oltre 8,6 milioni di metri cubi di pietre ornamentali estratti nel 2012. Sabbia e ghiaia rappresentano il 62,5% di tutti i materiali cavati in Italia.</p>
<p>Da notare che un settore così importante e delicato per quello che riguarda, uno su tutti, l’impatto ambientale è regolato a livello nazionale da Regio Decreto del 1927, con indicazioni chiaramente improntate a un approccio allo sviluppo dell’attività oggi datato e vecchio di quasi 90 anni.</p>
<p>La situazione, seppur grave, si può giudicare migliore al centro-nord. Qui, ad esempio, il quadro delle regole è in gran parte completo con Piani cava ( e cioè lo strumento che indica le quantità di materiale estraibile e le aree dove è consentita l’attività di cava, ndr) periodicamente aggiornati. Piani cava che però sono del tutto assenti in regioni come Veneto, Abruzzo, Molise, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Sicilia, Calabria e Basilicata.</p>
<p>Per questo gran parte della gestione, a causa di una situazione di stallo ed incertezza, si trova ad essere in mano a chi concede le autorizzazioni, ma considerando il peso che interessi economici e criminalità organizzata, ad esempio al Sud, hanno nel controllo della aree cava, è comprensibile perché è necessario regolamentare il settore.</p>
<p>Tornando ai numeri. Delle 6mila cave presenti in Italia le tre regioni a salire su podio per numero di siti sono la Lombardia, il Veneto e la Sicilia, rispettivamente con 674, 536 e 508 cave in uso. Da evidenziare anche il numero dei siti abbandonati. Le tre regioni con il maggior numero di cave dismesse, invece, sono la Lombardia, la Puglia e il Veneto, rispettivamente con 2.895, 2.579, 2.075 siti abbandonati. Anche l’Umbria entra a far parte della classifica delle regioni che contribuiscono a ferire maggiormente il Paese con 97 cave attive e 77 siti abbandonati.</p>
<p>Prelevare e vendere materie prime del territorio è un’attività altamente redditizia, tant’è che sono impressionanti anche i numeri dei ricavi. Il totale nazionale dei canoni pagati nelle diverse regioni, per sabbia e ghiaia, è arrivato nel 2012 a 34,5 milioni di Euro, mentre il ricavato annuo dei cavatori risulta pari a un miliardo di Euro. In Umbria rispettivamente di 229.867 e 7.662.250 euro. Tutto ciò, ovviamente, a causa della mancanza di una regolamentazione del settore provoca l’arricchimento di pochi e un piccolissimo guadagno per gli enti pubblici.</p>
<p>Solo per fare un esempio, in Puglia nel 2012 sono stati cavati 10,3 milioni di metri cubi di inerti che hanno fruttato 129 milioni di euro di introiti ai cavatori e solamente 827mila euro al territorio. Ma anche dove si pagano canoni leggermente superiori, come nel Lazio ed in Valle d’Aosta, il rapporto tra le entrate regionali e quelle delle aziende è di 1 a 40.</p>
<p>“Quello che emerge dunque, è l’enorme e netta differenza tra ciò che viene richiesto e incassato dagli enti pubblici ed il volume d’affari generato dalle attività estrattive in tutte le regioni, in quelle dove il canone richiesto non arrivano nemmeno ad un decimo del loro prezzo di vendita come in Piemonte, Provincia di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana ed Umbria, ma anche in Campania, Abruzzo e Molise, dove i canoni sono più alti”. Si legge nel rapporto di Legambiente.</p>
<p>Migliorare si può. Infatti secondo Legambiente è possibile raggiungere degli obiettivi più consoni agli standard europei, riducendo drasticamente gli introiti dei privati e per questo l’associazione chiede: “di rafforzare tutela del territorio e legalità (attraverso controlli, individuazione delle aree da escludere e delle modalità di escavazione, obbligo di valutazione di impatto ambientale, ecc.); di aumentare i canoni di concessione per equilibrare i guadagni pubblici e privati e tutelare il paesaggio (gli attuali 34,5 milioni di Euro guadagnati dalle regioni italiane per l’estrazione di sabbia e ghiaia, potrebbero diventare ben 239 milioni”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/litalia-come-una-groviera-il-rapporto-di-legambiente-sulle-cave/">L&#8217;Italia come una groviera: il rapporto di Legambiente sulle cave</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>E45 autostrada, per Legambiente Umbria è un progetto inutile e devastante</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 11:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[autostrada]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “Una visione arretrata e inadeguata, espressione di una classe politica ferma ad un&#8217;idea di sviluppo anacronistica legata all&#8217;idea che cemento, infrastrutture viarie, consumo di suolo portano progresso e benessere – è il commento di Legambiente Umbria dopo l&#8217;ultimo sostegno bipartisan in consiglio regionale alla trasformazione della E45 in autostrada. “L&#8217;unica preoccupazione della maggior parte dei ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1518 alignleft" alt="E45 autostrada" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/01/strada_generica.jpg" width="229" height="143" /><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>  “<span style="font-family: Verdana, sans-serif;">Una visione arretrata e inadeguata, espressione di una classe politica ferma ad un&#8217;idea di sviluppo anacronistica legata all&#8217;idea che cemento, infrastrutture viarie, consumo di suolo portano progresso e benessere – è il commento di Legambiente Umbria dopo l&#8217;ultimo sostegno bipartisan in consiglio regionale alla trasformazione della E45 in autostrada.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;">“<span style="font-family: Verdana, sans-serif;">L&#8217;unica preoccupazione della maggior parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza è che gli umbri non paghino il pedaggio e che ci siano sufficienti uscite ed entrate lungo il percorso – continua l&#8217;associazione ambientalista – Nessun allarme e attenzione per le devastazioni ambientali che questa strada procurrà con i 396 km di lunghezza, i 139 km di ponti e viadotti, le 64 km di gallerie, i 20 cavalcavia, i 226 sottovia, i 83 svincoli, le 2 barriere di esazione, le 15 aree di servizio. Senza contare l&#8217;impatto su Perugia del “nodo”, anch&#8217;esso ampiamente caldeggiato dai sostenitori dell&#8217;autostrada”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif;">&#8220;Questa opera è </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif;">inutile e dannosa </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif;">– ribadisce </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif;">Legambiente Umbria </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif;">– economicamente insostenibile, provocherà gravi danni ambientali, consumo inutile di suolo, inquinamento e privilegia, in contrasto con gli indirizzi comunitari in materia di trasporti, il trasporto su gomma a scapito di quelli ferroviario molto più sostenibile. </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">In una regione dove il trasporto ferroviario è insufficiente e dove i pendolari pagano il prezzo maggiore per servizi inadeguati e inefficienti, non si </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">sente proprio la necessità di un&#8217;opera che non porterà nessun beneficio né agli spostamenti interni, né verso altre regioni. </span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">La politica locale farebbe bene a misurarsi con un&#8217;idea di sviluppo e un modello di pianificazione del territorio più moderno e sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico”.</span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">Intanto il coordinamento nazionale Stop Orte-Mestre(1) si ritroverà sabato 8 febbraio a Cesena per coordinarsi e decidere le azioni da intraprendere contro la realizzazione dell&#8217;Autostrada Orte Mestre.</span></span></p>
<p align="LEFT"><em>(1) Alla Rete nazionale Stop Orte Mestre aderiscono</em></p>
<p>Le associazioni nazionali: WWF, Legambiente Nazionale, Italia Nostra Onlus, Movimento Nazionale Stop al Consumo di Territorio, Federazione Nazionale Pro Natura, Forum Ambientalista, Mountain Wilderness Italia, Associazione Nazionale VAS (Verdi Ambiente Società), LIPU Nazionale</p>
<p align="JUSTIFY"><em>Le associazioni regionali e locali: <span style="color: #222222;">Legambiente Veneto, Legambiente Emilia Romagna, Legambiente Umbria, Legambiente provincia di Ravenna, Circolo Legambiente Perugia, Circolo Legambiente di Bologna, Circolo Legambiente Ravenna, Circolo Legambiente Adria, Circolo Legambiente Ferrara, Circolo Legambiente Comacchio, Circolo Legambiente Alta Valle del Tevere, Circolo Legambiente Terni, Circolo Legambiente di Piove di Sacco, Circolo Legambiente Sarmazza (Saonara &#8211; PD), Circolo Legambiente Riviera del Brenta, Circolo Legambiente Venezia, WWF Veneto, WWF Emilia Romagna, WWF Umbria, WWF Toscana, WWF Lazio, WWF Marche, WWF Forlì, LIPU Veneto, Comitato Opzione Zero, Italia Nostra Umbria, Italia Nostra Perugia, Attac Ravenna, ATTAC Perugia, Collettivo Byzanthium Ravenna, Gruppo Regionale Movimento 5 stelle Emilia Romagna, Movimento 5 Stelle Ravenna, Movimento 5 Stelle Rovigo, Movimento 5 Stelle Chioggia, Associazione Naturalisti Ferraresi, Gente di Sinistra Ferrara, Associazione Ravenna Viva, Gruppo Regionale Verdi Emilia Romagna, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Rete dei Comitati del Polesine, ALTROVE (Rete dei Comitati del Veneto), Associazione Zone Onlus Venezia, Associazione Ambiente Venezia, Assemblea Permanente NO Mose, Circolo Legambiente Padova, Movimento Cesena Bene Comune Italia Nostra Veneto, Italia Nostra Venezia, Italia Nostra Riviera del Brenta. Sinistra Critica Perugia, Circolo Culturale Primo Maggio Bastia Umbra, Movimento 5 Stelle Riviera del Brenta, Movimento 5 Stelle Conegliano, Costituente Ecologista Ferrara, VAS Venezia, sezione di Ravenna di Salviamo il paesaggio, meetup cittadini attivi Ravenna, Comitato NO Debito Terni, Eddyburg, Comitato Vitalaccia Dura Ravenna, i Verdi provincia di Forlì-Cesena, Federazione regionale dei Verdi Emilia Romagna.</span></em></p>
<p align="JUSTIFY">Oltre a: Edoardo Salzano (urbanista), Anna Donati (esperta in territorio e mobilità sostenibile), Ivan Cicconi, Massimo Carlotto (scrittore), Paolo Cacciari (esponente movimento Decrescita), Fabrizio Bottini, Ennio Caggiano (medico), Stefania Torre, Lucilla Rebecca, Paolo Berdini, Giuseppe Palermo, Danaro Auro Mandelli, Maria Giacometti, Matteo Bevilacqua, Fernanda Marchiori, Silvia Franchina, Annalisa Armuzzi, Oscar Mancini, Gianni Rizzato, Laura Gabrieli, Paola Porcinai, Giuseppe di Benedetto, Maria Elenea Bonfrisco, Ludovico Meneghetti, Gabriele Bollini (co-Presidente costituente ecologista Emilia Romagna), Sergio Golinelli (Costituente Ecologista Ferrara), Giacomo Casadei, Massimo Casadei, Paola Spano, Rudi Lunardi, Cinzia Filoni, Stefano Rambelli, Giuseppe Mosconi, Oscar Tordi, Andrea Morisi, Sauro Turroni</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/e-45-autostrada-per-legambiente-umbria-e-un-progetto-inutile-e-devastante/">E45 autostrada, per Legambiente Umbria è un progetto inutile e devastante</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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