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	<title>Perugia Online &#187; ludopatia</title>
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		<title>Al via le iniziative a contrasto della ludopatia: online il concorso di idee per dire &#8220;no&#8221; al gioco d&#8217;azzardo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Mar 2017 11:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Umbria No Slot” è il concorso di idee, promosso dall’assessorato regionale alla Salute che ha preso il via da oggi 6 marzo e sarà aperto ai partecipanti fino al 30 aprile: lo rende noto l’assessore Luca Barberini informando che “la Regione Umbria ha lanciato un contest creativo per dire no al gioco d’azzardo e selezionare le proposte migliori per realizzare una campagna regionale per la prevenzione e il contrasto della ludopatia”. Il contest è aperto a creativi, agenzie e professionisti della comunicazione con un forte know how in grafica, fotografia, brand e design oppure con talento ed esperienza per realizzazione di video e spot radiofonici. Due le categorie in gara (Layout e Video), per un montepremi complessivo di 7mila euro.</p>
<p><strong>Il contest</strong> “L’obiettivo – spiega Barberini – è dare vita a una campagna di comunicazione mirata ed efficace per la sensibilizzazione dei cittadini sui rischi legati al gioco d’azzardo e la prevenzione della ludopatia, un fenomeno sempre più diffuso in Umbria, tanto che sono circa 10mila le persone con profilo di gioco problematico: il 5,6 per cento della popolazione fra i 15 e i 74 anni. Un dato in linea con la media nazionale, che nel 2015 ha visto gli umbri spendere circa 1.029 milioni di euro nei giochi autorizzati dai Monopoli”. La promozione di una campagna di comunicazione contro il gioco d’azzardo rientra tra le numerose azioni programmate attraverso la legge regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura di un fenomeno considerato trasversale, ma che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione. Il contest creativo punta a mettere in circolo più idee possibile per selezionare quelle in grado di parlare meglio ai cittadini e al tempo stesso mira a sensibilizzare, sin da subito, un pubblico quanto più ampio e trasversale verso i rischi legati al gioco.</p>
<p><strong>I destinatari</strong> Due i target di riferimento a cui si rivolgerà la campagna risultato del contest: adolescenti-giovani dai 18 ai 35 anni e adulti-anziani dai 36 ai 99 anni. Per raggiungerli sono previsti sistemi di comunicazione e i canali mediatici diversi: web e social network per i giovani, media tradizionali per il pubblico adulto. Per partecipare al concorso occorre iscriversi sull’apposito sito  www.umbrianoslot.it, dove è possibile scaricare il bando, ricevere il briefing con le linee guida e trovare alcune pillole informative sul gioco d&#8217;azzardo. Due le categorie in gara: Layout (premio 3mila euro) e Video (premio 4mila euro). I candidati potranno scegliere, in base alle proprie competenze, se partecipare a una soltanto o a entrambe. Il termine ultimo per inviare le proposte creative è il 30 aprile 2017, alle ore 12. Una giuria di qualità valuterà i materiali pervenuti, secondo quattro criteri di valutazione: creatività; coerenza con le finalità enunciate nel briefing; riconoscibilità ed efficacia comunicativa; applicabilità e gestione. La proclamazione dei vincitori è prevista entro il mese di maggio 2017.</p>
<p><strong>Per le scuole</strong> Il contest creativo prevede anche una sezione speciale riferita alle scuole umbre per far conoscere anche i più giovani i rischi legati al gioco d&#8217;azzardo. Sul sito www.umbrianoslot.it/scuole studenti singoli, classi e istituti scolastici dell’Umbria potranno iscriversi e partecipare al concorso “Umbria No Slot”, con una sezione studiata su misura per loro. In questo caso, l’obiettivo è realizzare una proposta grafica, fotografica o un’idea per una campagna di sensibilizzazione e prevenzione rivolta ai propri coetanei. Le tre proposte valutate come migliori dalla giuria riceveranno un&#8217;attestazione di merito da parte della Regione Umbria, nel corso di cerimonia pubblica.</p>
<p><strong>Il marchio “Umbria No slot”</strong> Contestualmente al lancio del contest creativo, è stato realizzato il marchio “Umbria No slot”, elemento chiave della campagna di comunicazione che verrà utilizzato anche nei materiali informativi sul tema del gioco d’azzardo patologico predisposti dalla Regione Umbria, dal Centro di riferimento regionale per il trattamento della dipendenza da gioco d&#8217;azzardo e dalle varie Usl umbre, nonché per rendere visibili gli esercizi commerciali che non utilizzano apparecchi per il gioco.</p>
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		<title>I dati della ludopatia in Umbria: circa 10 mila le persone colpite dalla malattia del gioco</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 13:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Definire un piano regionale di intervento sociosanitario per  la cura e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico: con questo obiettivo la Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore regionale alla coesione sociale e al Welfare Luca Barberini, ha approvato due distinti atti volti da una parte a definire le linee di indirizzo per la realizzazione del Sistema regionale di servizi sociosanitari per l’accoglienza e la presa in carico dei giocatori d’azzardo patologici e delle loro famiglie, e dall’altra a stabilire le modalità di formazione dei gestori e del personale delle da gioco e dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito. “L’obiettivo &#8211; ha spiegato l’assessore Barberini &#8211; è quello di dare risposte organiche ed efficaci a una problematica sempre più diffusa in Umbria, che comporta gravi ripercussioni non solo nei soggetti direttamente coinvolti, ma anche nelle loro famiglie”.</p>
<p><strong>Il fenomeno in Umbria</strong> Per dare un’idea della portata del fenomeno l’assessore ricorda i dati riportati dall’Osservatorio regionale sulle dipendenze: “Si stima che in Umbria siano circa 10 mila le persone con profilo di gioco problematica, in pratica il 5,6 per cento della popolazione fra i 15 e i 74 anni, un dato in linea con la media nazionale. A giocare sono più uomini (37 per cento) che donne (18 per cento), mentre i giochi preferiti sono il gratta e vinci e il lotto istantaneo, seguiti dalle scommesse sportive e dalle carte”. L’assessore ha quindi precisato che “gli umbri dipendenti da gioco d’azzardo presi in carico dai servizi attivati nelle Usl nel 2015 sono stati 357. Gli utenti maggiormente coinvolti nei percorsi di recupero hanno tra i 45 e i 54 anni e sono soprattutto uomini (81 per cento). Negli ultimi anni, c’è stato un ricorso crescente ai servizi infatti, dal 2013 al 2015 l’utenza è quasi raddoppiata (+89per cento), passando da 199 a 357 unità”. Barberini ha inoltre evidenziato che “nel 2015, gli umbri hanno investito 1.029 milioni di euro nei giochi autorizzati dai Monopoli e il 59 per cento della raccolta è legata ad apparecchi elettronici e slot machine. Togliendo da questa somma le vincite, risulta che in Umbria una spesa di 235milioni di euro, mentre la cifra spesa pro-capite è di 263 euro, dato che colloca la nostra regione al decimo posto  in Italia. Al maggio 2016, risultavano 1.397 (1.054 nella provincia di Perugia e 343 in quella di Terni) gli esercizi commerciali autorizzati a tenere varie forme di gioco”.</p>
<p><strong>La collaborazione con il mondo del volontariato</strong> Alla luce di questi dati, ha evidenziato  Barberini, “la Regione vuole creare un modello d’intervento omogeneo, con un sistema di servizi socio-sanitari rivolti alla prevenzione, alla cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico, un punto di riferimento nei territori, per lo sviluppo di azioni e progettualità integrate con le istituzioni locali, il terzo settore e il volontariato. In pratica, si vuole arrivare a definire un programma che comprenda attività di prevenzione, consolidamento degli interventi di trattamento e potenziamento delle attività di inserimento sociale e sostegno della gestione economica. Tra gli obiettivi è inserito anche la definizione di un protocollo di collaborazione regionale con le associazioni interessate al tema delle dipendenze e l’individuazione dei criteri di autorizzazione e accreditamento per le strutture residenziali in cui accogliere i soggetti con grave dipendenza”. Le azioni programmate rispondono quindi in pieno alla legge regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico, approvata nel novembre 2014 e al conseguente piano operativo che prevede una serie di attività mirate al contenimento del fenomeno e alla regolamentazione dell’attività dei locali con apparecchi per il gioco lecito, come ad esempio la definizione della distanza dei locali da luoghi sensibili come scuole, spazi di aggregazione giovanile e strutture sanitarie residenziali</p>
<p><strong>Il marchio No Slot</strong> A proposito l’assessore ha anche ricordato la creazione del marchio “No Slot”, l’obbligo dei corsi di formazione per i gestori e il personale  che opera nelle  sale da gioco, nonché gli sgravi fiscali a favore dei locali eticamente corretti.  Secondo Barberini “particolarmente significativa è l’attivazione del numero verde regionale per il gioco d’azzardo patologico (800 410 902), che offre gratuitamente e in forma anonima informazioni, ascolto, consulenza ed orientamento, mentre è in fase di avvio una campagna di comunicazione regionale finalizzata a sostenere gli strumenti e gli obiettivi della legge contro la ludopatia”. Infine concludendo, ha ricordato che “presso il dipartimento dipendenze della Usl Umbria 2 con sede a Foligno è stato attivato il centro di riferimento regionale per il trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo, che sperimenta concretamente un modello d’intervento multidisciplinare e integrato, valutato positivamente e presto applicato anche nel resto della regione. Contestualmente è stato realizzato un corso di formazione rivolto agli operatori sanitari e sociali oltre che ai volontari impegnati in questo settore”.</p>
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		<title>Squarta: &#8220;Combattiamo la ludopatia risolvendo il problema del lavoro&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2016 14:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il consigliere regionale di Fratelli d&#8217;Italia, Marco Squarta, invoca soluzioni immediate al problema del lavoro per combattere la ludopatia. Lavoro vs sorte &#8211; “In Umbria non c&#8217;è lavoro  &#8211; dichiara Squarta &#8211; secondo la Camera di Commercio la ripresa è ancora debole ma nella nostra regione ci troviamo a fare i conti con un dato che, da solo, desta inquietudine: ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Il consigliere regionale di Fratelli d&#8217;Italia, Marco Squarta, invoca soluzioni immediate al problema del lavoro per combattere la ludopatia.</p>
<p><strong>Lavoro vs sorte &#8211; </strong>“In Umbria non c&#8217;è lavoro  &#8211; dichiara Squarta &#8211; secondo la Camera di Commercio la ripresa è ancora debole ma nella nostra regione ci troviamo a fare i conti con un dato che, da solo, desta inquietudine: la febbre del gioco. Nel 2015 gli Umbri hanno investito un miliardo e 29 milioni di euro nella fortuna. Non si riesce a trovare lavoro? Giochiamo e confidiamo nella sorte”.</p>
<p><strong>Dato allarmante &#8211; </strong>Per il consigliere “il dato è allarmante per due ragioni. Innanzitutto un miliardo di euro corrisponde ad un terzo della finanziaria regionale. Inoltre, considerato che lo Stato non perde mai, a cascata aumentano i problemi legati alla microcriminalità, visto che tra i giocatori ci sono molti giovani. Ma anche quelli correlati alle spese non pagate e alle famiglie distrutte per la dipendenza del giocatore. L&#8217;ansia e l&#8217;illusione di svoltare porta a patologie compulsive ed ossessive non lontane dall&#8217;emarginazione del soggetto dalla società. Tempo fa a Perugia è stata perfino intentata una causa civile contro i Monopoli di Stato da parte di un uomo affetto da ludopatia che ha perso tutto giocando ai gratta e vinci”.</p>
<p><strong>Conflitto di interessi &#8211; </strong>“Bisogna capire – prosegue Squarta – quanto lo Stato, che non intende rinunciare ad un gettito così importante, sia disposto a tollerare questo conflitto di interessi che da una parte gli consente di fare cassa e dall&#8217;altra a dover ammettere la propria sconfitta per le inevitabili conseguenze negative che il gioco trascina con sé. A livello regionale &#8211; conclude &#8211; soltanto pochi giorni fa il presidente per il monitoraggio e la vigilanza sull&#8217;amministrazione regionale ha dovuto ammettere in Consiglio che la legge contro la ludopatia è stata completamente inattuata. Bisogna trovare soluzioni immediate al problema del lavoro”.</p>
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		<title>I numeri del settore Giochi in Umbria: Regione emblema di un fenomeno tutto italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2016 08:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Alcuni potrebbero considerarlo come uno schiaffo alla crisi, o meglio, la massima espressione della disperazione di chi cerca di uscire dai problemi economici, cercando la vincita che potrebbe cambiargli la vita. Altri come uno dei fenomeni economici del momento. In realtà, il mercato dei Giochi è molto di più dei luoghi comuni che si ascoltano ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Alcuni potrebbero considerarlo come uno schiaffo alla crisi, o meglio, la massima espressione della disperazione di chi cerca di uscire dai problemi economici, cercando la vincita che potrebbe cambiargli la vita. Altri come uno dei fenomeni economici del momento. In realtà, il mercato dei Giochi è molto di più dei luoghi comuni che si ascoltano sui media e sui social network.<br />
Come si legge nell’<a href="http://www.gamingreport.com/#il-gioco-dazzardo-in-italia" target="_blank">articolo</a>, gli italiani hanno speso la cifra faraonica di 84 miliardi di euro nel gioco d&#8217;azzardo, ovvero il 10% totale dei consumi e il 4% del Pil. Nello stesso periodo, l&#8217;Erario ha incassato 7.9 miliardi di euro. Il dato forse più significativo a riguardo è che il volume di affari del Gambling in Italia è il 20% di quello mondiale.</p>
<p>I numeri in Umbria &#8211; Per capire quanto il gioco d&#8217;azzardo si stia espandendo, basta fare un giro in Umbria.<br />
Secondo i dati raccolti dall’AAMS, nella nostra Regione si spendono mediamente 717 mila euro l’anno tra slot machine e vlt, il che implica una spesa pro-capite di 140 euro annue.<br />
Terni è nella top ten delle province italiane dove si gioca di più, precisamente al settimo posto. Mediamente la spesa annua di un ternano è di 1.319 euro, il 5.75% del Pil. Quella complessiva arriva a 297.510.543 euro.<br />
La città umbra conta 170 locali che ospitano slot machine, 12 strutture dedicate interamente alle videolottery, nove sale giochi, sei agenzie di scommesse e una sala bingo. Gli apparecchi di intrattenimento dislocati in tutta la provincia sono 1.500.</p>
<p>Ludopatia, giovani e legislazione &#8211; C&#8217;è anche un fatto ancora più allarmante che riguarda la cittadina umbra. Secondo Maurizio Valentini, responsabile regionale dell’Age, Associazione Italiana genitori di Terni , le persone che hanno problemi di gioco “sono tutti minorenni: prima i ragazzi con problemi col gioco avevano 16, 17 anni, adesso purtroppo l’età si è abbassata di molto”.<br />
Nonostante il fenomeno della ludopatia sia in costante aumento le persone che si rivolgono al Centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco d’azzardo problematico (già attivato in via sperimentale presso la sede di Foligno del Dipartimento dipendenze dell’Azienda Usl Umbria 2) è ancora esiguo.</p>
<p>Per combattere questo fenomeno, nel novembre 2014 è arrivata una legge regionale, frutto di tre diverse proposte denominata “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d&#8217;azzardo patologico”.</p>
<p>Oltre ad istituire un Fondo regionale per realizzare gli interventi di contrasto al gioco d’azzardo sono state pensate norme per favorire i commercianti che rifiutano di installare o tolgono le “macchinette” nei loro esercizi. Tra queste la più importante è la riduzione dell’aliquota Irap dello 0,92%.<br />
Viene, inoltre, riconosciuto un ruolo attivo nella lotta al fenomeno ai Comuni, alle Aziende sanitarie e alle associazioni di promozione sociale, alle cooperative sociali, alle associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori di settore e alle istituzioni scolastiche.<br />
Su ogni apparecchio da gioco e nei locali che ne dispongono, infine, sarà affisso un numero verde regionale e la distanza dei suddetti dovrà essere di almeno 500 metri dai luoghi sensibili.</p>
<p>Queste misure (insieme alle norme introdotte dalla Legge di Stabilità) hanno determinato una calo notevole del gioco offline, la cui spesa è scesa dell&#8217;8% rispetto al 2014.<br />
Per una spesa che scende, però, un&#8217;altra sale: è quella relativa al gioco online. La spesa media pro-capite all’anno in questo settore supera gli 800 euro, più di moltissime altre zone d’Italia particolarmente interessate al fenomeno.<br />
Per la densità del territorio (appena 8.456 km²), l&#8217;Umbria è una delle regioni che maggiormente contribuisce ad alimentare uno dei mercati più ricchi dell’economia italiana. La legislazione regionale avrà il compito di calmierare la spesa media dei giocatori e di combattere con strumenti di prevenzione effetti secondari devastanti come la ludopatia. Il 2016 ci offrirà a breve le prime risposte.</p>
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		<title>La Regione dichiara guerra al gioco d&#8217;azzardo: previste agevolazioni per le attività &#8220;No Slot&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/la-regione-dichiara-guerra-al-gioco-dazzardo-previste-agevolazioni-per-le-attivita-no-slot/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 11:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “In Umbria è pronto ed ha già preso avvio concretamente il Piano operativo per la prevenzione, il contrasto e la cura della dipendenza del gioco di azzardo con cui vogliamo garantire punti di riferimento certi per quello che riguarda i servizi sociosanitari in grado di aiutare coloro che cadono nella trappola del gioco d’azzardo, sostenendo ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/la-regione-dichiara-guerra-al-gioco-dazzardo-previste-agevolazioni-per-le-attivita-no-slot/">La Regione dichiara guerra al gioco d&#8217;azzardo: previste agevolazioni per le attività &#8220;No Slot&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ “In Umbria è pronto ed ha già preso avvio concretamente il Piano operativo per la prevenzione, il contrasto e la cura della dipendenza del gioco di azzardo con cui vogliamo garantire punti di riferimento certi per quello che riguarda i servizi sociosanitari in grado di aiutare coloro che cadono nella trappola del gioco d’azzardo, sostenendo allo stesso tempo gli esercenti che decidono di togliere dalle proprie attività ‘slot machine’ o altri apparecchi per il gioco”. È quanto afferma l’assessore regionale alla Coesione sociale e Welfare, Luca Barberini, che illustra strumenti e interventi con cui si dà “piena attuazione alla legge regionale in materia, la n.21 del 21 novembre 2014, che ha posto le premesse per la realizzazione di azioni finalizzate al contrasto e alla riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”. Si va dagli incentivi fiscali per gli esercenti di attività “no slot”, con la Regione “che sta lavorando affinché possano godere di una riduzione dell’Irap”, all’attivazione di un numero verde regionale, una campagna di comunicazione unitaria, la strutturazione di un sistema regionale di intervento sociosanitario, l’adeguata formazione di operatori e gestori dei locali.</p>
<p><strong>La ludopatia come malattia</strong> “La ludopatia – rileva l’assessore &#8211; è ormai una patologia riconosciuta, studiata, con una profonda ricaduta negativa sulla vita di molte persone e delle loro famiglie. Riteniamo necessario operare affinché aumenti la percezione degli effetti devastanti che questa dipendenza strisciante purtroppo determina, a tutela specialmente delle fasce più vulnerabili, giovani e anziani in particolare”. “Prendiamo atto con soddisfazione – aggiunge &#8211; del buon lavoro compiuto dal gruppo di lavoro regionale che si è costituito nel maggio scorso per l’attuazione coordinata degli adempimenti indicati dalla legge regionale in materia di promozione, prevenzione, formazione, cura, contrasto e controllo. Ora si entra nella fase operativa, con strumenti che vanno a sommarsi alle significative limitazioni già contenute nella legge regionale circa la possibilità di insediamento di nuove sale giochi per rafforzare le ‘armi’ contro la ludopatia”. Entrando nel dettaglio delle azioni, l’assessore Barberini ricorda che “la legge regionale 21/2014 ha individuato nell’attivazione di un numero verde regionale uno strumento per favorire l’emersione della domanda di aiuto ed intercettare quindi i bisogni dei giocatori e dei loro familiari”.</p>
<p><strong>Fenomeno in aumento</strong> “A fronte dei dati che indicano un forte incremento del gioco d’azzardo problematico in Umbria come in tutto il territorio nazionale – prosegue -, nonostante aumenti costantemente la quota di persone che si rivolgono ai servizi sociosanitari, si registra infatti ancora una domanda di aiuto fortemente sottodimensionata rispetto all’entità reale del problema”.</p>
<p><strong>Il Numero Verde</strong> L’attività del Numero verde regionale viene associata al Centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco d’azzardo problematico, già attivato in via sperimentale presso la sede di Foligno del dipartimento dipendenze dell’Azienda Usl Umbria 2 “poiché tale struttura è in grado di garantire la completezza e adeguatezza delle informazioni da fornire agli utenti del numero verde e di connettere efficacemente la fase di accoglienza della domanda con quella di presa in carico delle situazioni clinicamente significative”. La realizzazione del numero verde è affidata al Centro di riferimento regionale per il gioco d’azzardo patologico, mentre le attività di coordinamento generale, di monitoraggio e di valutazione del progetto sono affidate al Servizio programmazione sociosanitaria dell’assistenza distrettuale e ospedaliera della Direzione salute e coesione sociale della Regione.</p>
<p><strong>Il Marchio “No Slot”</strong> Verrà realizzata una campagna di comunicazione unitaria, rivolta attraverso i canali tradizionali e i social media a tutti i cittadini umbri con particolare attenzione ai “target” più vulnerabili, mirata a sostenere gli obiettivi della legge regionale sia riguardo alle sue finalità generali, riferibili alla prevenzione, al contrasto e alla riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo, sia riguardo ad azioni specifiche quali numero verde, marchio “No slot”, materiale informativo messo a disposizione dei gestori dei locali per l’esposizione obbligatoria prevista dalla legge. Il primo atto sarà la creazione del marchio regionale “No slot”, la cui adozione “rientra – spiega Barberini &#8211; nelle finalità generali di prevenzione della dipendenza da gioco patologico e di promozione della consapevolezza dei rischi potenziali associati al gioco d’azzardo, ed è volta, in maniera specifica, a rendere visibili in modo immediato quegli esercizi che non utilizzano apparecchi per il gioco”. Il marchio ha “valenza etica e testimonia l’adesione alla campagna di sensibilizzazione contro la diffusione del gioco con vincite in denaro, al fine di formare un circolo virtuoso tra i soggetti che vi aderiscono e di consentire ai cittadini di riconoscere e scegliere un esercizio libero da questi apparecchi, contribuendo così ad arginare la diffusione del gioco patologico”. “Ottenere il marchio – sottolinea l’assessore &#8211; rappresenterà inoltre un titolo di preferenza per l’accesso a finanziamenti e benefici economici disposti dalla Regione”.</p>
<p><strong>Corsi specifici per gli operatori sanitari</strong> “Fondamentale” anche la formazione. “La realizzazione di un corso di formazione sul tema del gioco d’azzardo patologico, rivolto agli operatori sanitari e sociali e al volontariato – ricorda l’assessore &#8211; è stata già inserita nel Piano stralcio della formazione affidata alla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, da realizzare nel secondo semestre 2015. Il corso ha l’obiettivo di avviare la costituzione di un sistema regionale di intervento, basato sulla sinergia di servizi sanitari, servizi sociali e volontariato organico e coordinato”. In questa direzione si è già lavorato: “La strutturazione di un sistema di intervento sociosanitario per la dipendenza da gioco d’azzardo – rende noto Barberini &#8211; è stata avviata attraverso l’attivazione, in via sperimentale, del Centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco d’azzardo patologico a Foligno. In tutti i dipartimenti per le dipendenze delle Usl, inoltre, sono attivi programmi per la presa in carico dei giocatori patologici”. Sono previsti innanzitutto un monitoraggio approfondito delle attività ed una valutazione dei risultati del Centro di riferimento regionale, acquisendo informazioni e dati sull’utenza accolta, i trattamenti attivati, il loro esito; si prevede inoltre una ricognizione della domanda che attualmente raggiunge i servizi sanitari, i servizi sociali dei Comuni ed i principali soggetti del volontariato e delle attività da loro svolte.</p>
<p><strong>Formazione obbligatoria per i gestori delle sale</strong> Verranno attivati gruppi di “auto mutuo aiuto”, cui fa esplicito riferimento la legge regionale in materia. Un’attenzione particolare viene riservata anche ai gestori e del personale dei locali da gioco “che possono concorrere, quando sensibilizzati in tal senso ed opportunamente formati, a supportare i giocatori nel contenere il rischio di evoluzione dal gioco con fini ricreativi e sociali, al gioco problematico e alla dipendenza”. Con questa finalità, la legge regionale ha stabilito l’obbligatorietà di una specifica formazione per i gestori ed il personale delle sale da gioco.</p>
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		<title>Le Istituzioni unite per una Perugia migliore</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 15:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Andre Romizi]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[ludopatia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Brutti]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Una stretta collaborazione tra le Istituzioni per rendere Perugia una città più vivibile e simbolo di studio e cultura, e cancellando quella immagine di “Perugia capitale dello sballo e della droga”. Di questo si è parlato durante l&#8217;incontro di mercoledì a Palazzo dei Priori tra la Commissione regionale contro la criminalità organizzata e le tossicodipendenze ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Una stretta collaborazione tra le Istituzioni per rendere Perugia una città più vivibile e simbolo di studio e cultura, e cancellando quella immagine di “Perugia capitale dello sballo e della droga”. Di questo si è parlato durante l&#8217;incontro di mercoledì a Palazzo dei Priori tra la Commissione regionale contro la criminalità organizzata e le tossicodipendenze e il sindaco Andrea Romizi. La Commissione d&#8217;inchiesta, presieduta Paolo Brutti (Idv) e composta dal vicepresidente Roberto Carpinelli (Psi) e dai consiglieri Gianluca Cirignoni (Lega Nord), Giancarlo Cintioli (Pd), Sandra Monacelli (Udc), si era già confrontata sugli stessi temi la settimana scorsa con il Rettore dell&#8217;Università di Perugia, Franco Moriconi.</p>
<p><strong>“Non vogliamo criminalizzare nessuno &#8211; ha sottolineato il presidente Brutti</strong> – ma lo spaccio e il consumo di droga sono un fenomeno preoccupante a Perugia. Soprattutto per il consumo siamo difronte ad una situazione vastissima: ci sono studi che ci dicono come la quasi totalità dei giovani perugini ha avuto esperienze di uso di sostanze stupefacenti. Purtroppo il divertimento giovanile è sempre più orientato allo sballo. E aumenta il consumo di alcol nelle giovani generazioni così come la diffusione del fenomeno delle ludopati e, che non conosce confini di fasce sociali e di età, ma che in Umbria vede giocate per tre milioni di euro al giorno e che probabilmente nasconde riciclaggio di denaro sporco”.</p>
<p><strong>“Il Comune, ma soprattutto i cittadini dovranno essere protagonisti in questo percorso i cui punti centrali sono il contrasto e la prevenzione</strong> &#8211; ha sottolineato il sindaco Romizi &#8211; . Dobbiamo avere una visione comune di città, capire quale Perugia vogliamo per il futuro e unire le risorse, soprattutto in un periodo in cui scarseggiano.L&#8217;aspetto della prevenzione è fondamentale: dobbiamo andare nelle scuole a parlare con i ragazzi e capire perché molti giovani, fin da ragazzini entrano in contatto con sostanze stupefacenti. Un processo che comporta tempi più lunghi, ma in questo campo non servono scorciatoie. La politica deve puntare su percorsi più strutturati e più solidi. Togliere gli spacciatori dalle piazze non serve se non eliminiamo il fenomeno dalla base. Dobbiamo dare un&#8217;immagine diversa di Perugia mettendo in evidenza quanto di buono c&#8217;è in città. Ed è tanto. Basta pensare alle tante eccellenze nella cultura o nel nostro tessuto produttivo, ma anche a quelle nel sociale che riescono ad intercettare tante forme di disagio. Concordo sul lavoro da fare per la comunicazione, così da non far più dipingere Perugia come capitale dello sballo e della droga. Il Comune avrà un ruolo da protagonista, soprattutto nelle aree più calde della città. Ma il ruolo centrale lo devono avere i cittadini: dove si sono attivati ci sono stati gli anticorpi. Dobbiamo risentirci comunità e metterci insieme, incentivando questi fenomeni virtuosi. Tutti quanti, nessuno escluso, dobbiamo lavorare sui quartieri per recuperare le criticità”</p>
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