lunedì, 18 ottobre 2021 Ultimo aggiornamento il 4 ottobre 2021 alle ore 16:18

I numeri del settore Giochi in Umbria: Regione emblema di un fenomeno tutto italiano

Redazione Perugia Online

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Perugia Online nasce nel gennaio 2014. Racconta fatti e notizie inerenti la vita del capoluogo e del suo territorio, cercando di orientare il lettore da una prospettiva "dietro" la notizia, per trovare un senso a ci? che a volte, senso, sembra non averlo.

Il gioco d’azzardo in Italia è diventato progressivamente una macchina da soldi (per lo Stato), un appuntamento quotidiano per milioni di giocatori, ma anche una calamità sociale per molti giocatori caduti nella rete della dipendenza patologica.

 
I numeri del settore Giochi in Umbria: Regione emblema di un fenomeno tutto italiano
Regione Umbria. Alcuni potrebbero considerarlo come uno schiaffo alla crisi, o meglio, la massima espressione della disperazione di chi cerca di uscire dai problemi economici, cercando la vincita che potrebbe cambiargli la vita. Altri come uno dei fenomeni economici del momento. In realtà, il mercato dei Giochi è molto di più dei luoghi comuni che si ascoltano sui media e sui social network.
Come si legge nell’articolo, gli italiani hanno speso la cifra faraonica di 84 miliardi di euro nel gioco d’azzardo, ovvero il 10% totale dei consumi e il 4% del Pil. Nello stesso periodo, l’Erario ha incassato 7.9 miliardi di euro. Il dato forse più significativo a riguardo è che il volume di affari del Gambling in Italia è il 20% di quello mondiale.

I numeri in Umbria – Per capire quanto il gioco d’azzardo si stia espandendo, basta fare un giro in Umbria.
Secondo i dati raccolti dall’AAMS, nella nostra Regione si spendono mediamente 717 mila euro l’anno tra slot machine e vlt, il che implica una spesa pro-capite di 140 euro annue.
Terni è nella top ten delle province italiane dove si gioca di più, precisamente al settimo posto. Mediamente la spesa annua di un ternano è di 1.319 euro, il 5.75% del Pil. Quella complessiva arriva a 297.510.543 euro.
La città umbra conta 170 locali che ospitano slot machine, 12 strutture dedicate interamente alle videolottery, nove sale giochi, sei agenzie di scommesse e una sala bingo. Gli apparecchi di intrattenimento dislocati in tutta la provincia sono 1.500.

Ludopatia, giovani e legislazione – C’è anche un fatto ancora più allarmante che riguarda la cittadina umbra. Secondo Maurizio Valentini, responsabile regionale dell’Age, Associazione Italiana genitori di Terni , le persone che hanno problemi di gioco “sono tutti minorenni: prima i ragazzi con problemi col gioco avevano 16, 17 anni, adesso purtroppo l’età si è abbassata di molto”.
Nonostante il fenomeno della ludopatia sia in costante aumento le persone che si rivolgono al Centro di riferimento regionale per il trattamento del gioco d’azzardo problematico (già attivato in via sperimentale presso la sede di Foligno del Dipartimento dipendenze dell’Azienda Usl Umbria 2) è ancora esiguo.

Per combattere questo fenomeno, nel novembre 2014 è arrivata una legge regionale, frutto di tre diverse proposte denominata “Norme per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”.

Oltre ad istituire un Fondo regionale per realizzare gli interventi di contrasto al gioco d’azzardo sono state pensate norme per favorire i commercianti che rifiutano di installare o tolgono le “macchinette” nei loro esercizi. Tra queste la più importante è la riduzione dell’aliquota Irap dello 0,92%.
Viene, inoltre, riconosciuto un ruolo attivo nella lotta al fenomeno ai Comuni, alle Aziende sanitarie e alle associazioni di promozione sociale, alle cooperative sociali, alle associazioni di rappresentanza delle imprese e degli operatori di settore e alle istituzioni scolastiche.
Su ogni apparecchio da gioco e nei locali che ne dispongono, infine, sarà affisso un numero verde regionale e la distanza dei suddetti dovrà essere di almeno 500 metri dai luoghi sensibili.

Queste misure (insieme alle norme introdotte dalla Legge di Stabilità) hanno determinato una calo notevole del gioco offline, la cui spesa è scesa dell’8% rispetto al 2014.
Per una spesa che scende, però, un’altra sale: è quella relativa al gioco online. La spesa media pro-capite all’anno in questo settore supera gli 800 euro, più di moltissime altre zone d’Italia particolarmente interessate al fenomeno.
Per la densità del territorio (appena 8.456 km²), l’Umbria è una delle regioni che maggiormente contribuisce ad alimentare uno dei mercati più ricchi dell’economia italiana. La legislazione regionale avrà il compito di calmierare la spesa media dei giocatori e di combattere con strumenti di prevenzione effetti secondari devastanti come la ludopatia. Il 2016 ci offrirà a breve le prime risposte.

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