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	<title>Perugia Online &#187; mafia</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Continua la lotta contro le mafie in Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2016 11:10:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Commissione di inchiesta su infiltrazioni mafiose in Umbria si è riunita questa mattina a Palazzo Cesaroni per organizzare i propri lavori. I commissari hanno deciso, su proposta del presidente Leonelli, di istituire l&#8217;Osservatorio sulla legalità, che si occupi di tutti gli ambiti di competenza della Commissione. Verrà inoltre posta attenzione al tema delle dipendenza, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La Commissione di inchiesta su infiltrazioni mafiose in Umbria si è riunita questa mattina a Palazzo Cesaroni per organizzare i propri lavori. I commissari hanno deciso, su proposta del presidente Leonelli, di istituire l&#8217;Osservatorio sulla legalità, che si occupi di tutti gli ambiti di competenza della Commissione. Verrà inoltre posta attenzione al tema delle dipendenza, per evitare che resti un ambito marginale nel lavoro dell&#8217;organismo. È prevista una audizione con i sindaci dell&#8217;Umbria e il presidente dell&#8217;Anci, per lunedì 29 agosto, per ascoltare quali sono le priorità avvertite dai Primi cittadini e affrontare il tema della verifica delle autorizzazioni commerciali, un ambito che potrebbe essere a rischio infiltrazione. Sono queste le decisioni assunte oggi dalla Commissione di inchiesta su infiltrazioni mafiose in Umbria, presieduta da Giacomo Leonelli, che si è riunita questa mattina a Palazzo Cesaroni per organizzare i propri lavori. La Commissione ha quindi stabilito, all&#8217;unanimità di istituire il nuovo Osservatorio sulla legalità, aprendo un bando per le manifestazioni di interesse delle associazioni che vorranno farne parte, mentre in una seconda fase verrà definita l’eventuale struttura di supporto al lavorodell’osservatorio stesso. Dopo l&#8217;illustrazione delle priorità di azione nei lavori della Commissione da parte del presidente Leonelli, i consiglieri hanno illustrato quelli che ritengono ambiti sensibili a cui dedicare attenzione: “consumo di sostanze illegali, evasione fiscale, autorizzazioni commerciali” (Ricci – Rp), “verifica dei fornitori di rottami metallici alla Thyssen” (Liberati, M5S), “impatto ed entità del fenomeno dei furti delle case” (Rometti, SeR), “capire le relazioni che esistono tra la difficoltà di accesso al credito e le infiltrazioni criminali nell’economia”.</p>
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		<title>Pietralunga e i beni confiscati alla &#8216;ndrangheta</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2016 08:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Continua l’impegno dello Spi e della Cgil, al fianco di Libera, nei campi di volontariato sul bene confiscato alla ‘ndrangheta a Pietralunga. Mercoledì 27 luglio, dalle ore 17.30, nella piazza del Comune, lo Spi Cgil dell’Umbria promuove un’iniziativa, in collaborazione con la Cgil regionale, con Libera Umbria e con il Comune di Pietralunga, che consisterà nella ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>Continua l’impegno dello Spi e della Cgil, al fianco di Libera, nei campi di volontariato sul bene confiscato alla ‘ndrangheta a Pietralunga. Mercoledì 27 luglio, dalle ore 17.30, nella piazza del Comune, lo Spi Cgil dell’Umbria promuove un’iniziativa, in collaborazione con la Cgil regionale, con Libera Umbria e con il Comune di Pietralunga, che consisterà nella proiezione (all’interno della sala consiliare del Comune) del documentario “Terre Rosse”, realizzato da David Fratini, che descrive tre esperienze su beni confiscati in Italia, una al Nord, una al Centro (Pietralunga) e una al Sud. Seguirà un dibattito che sarà coordinato da Raffaella Chiaranti (Cgil) e aperto dai saluti del sindaco di Pietralunga Mirko Ceci. Parteciperanno alla discussione Maria Rita Paggio (segretaria generale dello Spi Cgil dell’Umbria), Danilo Toccane (Spi Cgil Veneto), Vincenzo Sgalla (segretario generale Cgil Umbria), Paolo Borrometi (giornalista), Walter Cardinali (coordinatore di Libera Umbria) e Lucia Rossi (segretaria nazionale dello Spi Cgil). Il tutto si concluderà con una cena in piazza preparata dai volontari e dalle volontarie dello Spi Cgil.</p>
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		<title>Riciclaggio: circa 5.000 conti sospetti presso la Banca Vaticana. La &#8220;Santa Sede&#8221; sarebbe stata utilizzata per decenni dalle mafie per riciclaggio di denaro sporco</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2016 08:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Abbiamo adottato una linea molto severa nei confronti di qualsiasi account che non rispetta la legislazione vaticana”, dichiara il direttore dell&#8217;autorità di rendicontazione finanziaria (AIF) della Santa Sede Tommaso Di Ruzza, nel presentare il report del 2015 dell&#8217;organizzazione. Ad oggi, a procedura terminata, sono stati chiusi quasi 5000 conti, un numero elevatissimo, in crescita esponenziale ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[
<p><span style="color: #222222; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 11pt;">&#8220;Abbiamo adottato una linea molto severa nei confronti di qualsiasi account che non rispetta la legislazione vaticana”, dichiara il direttore dell&#8217;autorità di rendicontazione finanziaria (AIF) della Santa Sede Tommaso Di Ruzza, nel presentare il report del 2015 dell&#8217;organizzazione. </span></p>
<p><span style="color: #222222; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 11pt;">Ad oggi, a procedura terminata, sono stati chiusi quasi 5000 conti, un numero elevatissimo, in crescita esponenziale rispetto alle 147 relazioni del 2014.</span></p>
<p><span style="color: #222222; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 11pt;">In passato, l&#8217;IOR (Istituto per le opere di religione) aveva tra i suoi clienti alcuni personaggi mafiosi, che hanno scatenato nel 1980 numerosi scandali di rilevanza internazionale. Tuttavia, a distanza di trent’anni, il Vaticano non conosceva ancora l&#8217;identità di migliaia di titolari di un conto e molti non avevano alcun legame apparente con la Chiesa e le sue attività caritative.</span></p>
<p><span style="color: #222222; font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 11pt;">Giovanni D&#8217;Agata, fondatore dello </span><span style="font-family: 'Arial',sans-serif; font-size: 11pt;"><span style="color: #000000;">“sportelo dei diritti</span>”, si augura che questo sia un primo tassello per il recupero di tutti i capitali che sarebbero stati illecitamente esportati all&#8217;estero da parte di italiani e che possano essere utilizzati integralmente per fini di utilità sociale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giornata in memoria vittime mafia, presidente Porzi: &#8220;Perseguire sempre il bene comune con onestà e legalità&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2016 13:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“In occasione della 21esima Giornata della memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie, di cui la Regione Umbria ha voluto sottolineare l&#8217;importanza approvando nel 2010 un&#8217;apposita legge regionale, è giusto sottolineare che il modo migliore per ricordare tutti quegli uomini e quelle donne è perseguire sempre il bene comune, con onestà e legalità, in maniera libera ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/giornata-in-memoria-vittime-mafia-presidente-porzi-perseguire-sempre-il-bene-comune-con-onesta-e-legalita/">Giornata in memoria vittime mafia, presidente Porzi: &#8220;Perseguire sempre il bene comune con onestà e legalità&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>“In occasione della 21esima Giornata della<br />
memoria e dell&#8217;impegno in ricordo delle vittime delle mafie, di cui la Regione Umbria ha voluto sottolineare l&#8217;importanza approvando nel 2010 un&#8217;apposita legge regionale, è giusto sottolineare che il modo migliore per<br />
ricordare tutti quegli uomini e quelle donne è perseguire sempre il bene comune, con onestà e legalità, in maniera libera ed indipendente”. È quanto dichiara Donatella Porzi, presidente dell&#8217;Assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, che ha partecipato alla manifestazione di Libera che si è<br />
tenuta questa mattina nella Piazza IV Novembre di Perugia. “Siamo al fianco di Libera – spiega Porzi – che ogni 21 Marzo, primo giorno di primavera, celebra questa Giornata perché nel risveglio della natura si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale.<br />
Partecipare a questa iniziativa è doveroso, ma è importante soprattutto far proprio quel messaggio che il giovane magistrato Rosario Livatino condensò in poche parole: &#8220;Quando moriremo non ci verrà chiesto se siamo stati<br />
credenti, ma credibili&#8221;. Il nostro impegno a favore della legalità – conclude &#8211; non può che partire dai giovani e dalle scuole, cercando di aiutare le nuove generazioni a formarsi nel rispetto di qui valori e quegli ideali che possono costruire un mondo migliore. E la legalità è sicuramente uno dei cardini attorno a cui edificare il nostro futuro”.</p>
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		<title>Vertice delle commissioni antimafia, per l&#8217;Umbria interverrà Brutti</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/vertice-delle-commissioni-antimafia-per-lumbria-interverra-brutti/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 18:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[commissione regionale antimafia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Domani 25 marzo si terrà a Roma la prima assemblea delle Commissioni regionali antimafia. Un&#8217;idea nata in Umbria e fatta propria dalla presidente della Commissione nazionale Rosy Bindi che ha voluto conferire all&#8217;appuntamento il massimo del prestigio. Davanti al capo dello Stato, Mattarella, prenderanno la parola i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, i governatori di Campania e ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Domani 25 marzo si terrà a Roma la prima assemblea delle Commissioni regionali antimafia. Un&#8217;idea nata in Umbria e fatta propria dalla presidente della Commissione nazionale Rosy Bindi che ha voluto conferire all&#8217;appuntamento il massimo del prestigio. Davanti al capo dello Stato, Mattarella, prenderanno la parola i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, i governatori di Campania e Sicilia, Caldoro e Crocetta, i sindaci di Reggio Calabria e Milano, Falcomatà e Pisapia e don Luigi Ciotti in rappresentanza delle associazioni.</p>
<p><strong>I relatori</strong> &#8211; Cinque i relatori territoriali, tra i quali il presidente della Commissione antimafia e antidroga dell&#8217;Umbria, Paolo Brutti, accompagnato in questa spedizione dai consiglieri Cirignoni, Monacelli e Rosi. Al vertice prenderanno dunque la parola le tre regioni tradizionalmente più coinvolte, Sicilia, Calabra e Campania, la Lombardia e l&#8217;Umbria.</p>
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		<title>Brutti non ci gira intorno: le infiltrazioni sono una realtà</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 14:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Francesco Calabrese]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Brutti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>​Chiamato in causa, anche Paolo Brutti, presidente della commissione regionale ​“Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze” invia una nota sulla questione Calabrese. &#8220;L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Perugia, Francesco Calabrese, ha fatto riferimento al lavoro della Commissione regionale antimafia, che presiedo, nel suo ragionamento sulla recrudescenza della criminalità a Perugia, a ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/brutti-non-ci-gira-intorno-le-infiltrazioni-sono-una-realta/">Brutti non ci gira intorno: le infiltrazioni sono una realtà</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[​Chiamato in causa, anche Paolo Brutti, presidente della commissione regionale ​“Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze” invia una nota sulla questione Calabrese.</p>
<p>&#8220;L’assessore ai lavori pubblici del Comune di Perugia, Francesco Calabrese, ha fatto riferimento al lavoro della Commissione regionale antimafia, che presiedo, nel suo ragionamento sulla recrudescenza della criminalità a Perugia, a cominciare dalle ripetute “spaccate” nel centro storico. Non nego che il connotato di questi atti, ad alto rischio e scarsi risultati diretti, può somigliare ad azioni di vera e propria intimidazione. Le indagini ci diranno di più. Ma se così fosse bisognerebbe concludere che i colpi delle forze dell&#8217;ordine, Questura in testa, che settimanalmente smantellano e arrestano intere bande di malfattori, sono andati a segno e hanno spezzato antichi equilibri. L&#8217;iniziativa di contrasto ha reso meno sicuri i cartelli del narcotraffico e le organizzazioni malavitose presenti nel nostro territorio, dando vita a reazioni violente e incontrollate.<br />
L’Umbria &#8211; e Perugia non fa certo eccezione &#8211; è un territorio fortemente contaminato dalla criminalità organizzata. E&#8217; ozioso e inutile perdersi in graduatorie, in atteggiamenti rassicuranti, in opinabili rivendicazioni sulla rettitudine del popolo umbro. Mentre si discute di queste cose la camorra ricicla a tutto vapore, la ‘ndrangheta rileva attività commerciali con metodi sempre più intimidatori, la mafia si infiltra nel tessuto sociale e istituzionale, le cosche nigeriane, albanesi, magrebine e cinesi si spartiscono qualsiasi attività dove si incassino quattrini velocemente. E se il gioco d’azzardo viene “statalizzato” meglio ancora: non è l’illegalità a richiamare le mafie, sono semplicemente i milioni di euro.<br />
E’ innegabile che per anni, e ancora oggi, si è cercato di non allarmare i cittadini. Appelli più che altro di circostanza, alzate di spalle nei confronti di chi metteva in guardia sul lento e inesorabile degrado del nostro territorio, con riflessi evidenti sugli indici di sviluppo di una Regione lentamente regredita rispetto ad altre realtà analoghe, sottovalutazione del fenomeno. Mai un segnale forte di ribellione civile, mai una chiamata alla mobilitazione generale. Parlare di contiguità, allo stato delle cose, appare sinceramente fuori luogo. Ciò che però rilevano gli esperti e le massime autorità giunte da altre parte d’Italia, è che in Umbria non si percepisce quella soglia di attenzione commisurata al problema. Nella recente operazione anti-‘ndrangheta, che ha visto numerosi imprenditori taglieggiati collaborare con magistratura e carabinieri, la collaborazione è giunta all’arrivo dell’Arma: prima che i carabinieri bussassero alla porta, gli stessi commercianti, nella solitudine e nel silenzio, erano stati pestati a sangue, ricattati, defraudati. Questa è la verità, altro che anticorpi naturali presenti nel nostro tessuto sociale. E non è sbagliato dire che l’attuale Giunta comunale perugina si ponga in termini nuovi rispetto al fenomeno. C’è ancora tantissimo da fare, ultimamente la nostra commissione ha stretto un accordo con l’Università degli Studi per monitorare le stesse spaccate, gli incendi, i passaggi di licenza commerciale per vedere se c’è un’intelligenza unica dietro a questi fenomeni, bisogna denunciare con quanto fiato si ha in gola l’impatto devastante del gioco d’azzardo (tra pochi anni piangeremo sul ritardo imperdonabile con il quale si è affrontato questo capitolo), bisogna che Stato, Regioni e Comuni siano infinitamente più veloci e aggressivi nel contrastare mafia e crimine organizzato. E bisogna che i pruriti elettorali si mettano in secondo piano: quando i cani da guardia si azzuffano tra loro per i ladri è sempre festa&#8221;.</p>
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		<title>A Ponte San Giovanni una fiaccolata contro tutte le mafie</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2015 20:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un luogo simbolo, Ponte San Giovanni, per dire no a tutte le mafie. E&#8217; in corso in questi momenti la fiaccolata organizzata dall&#8217;Italia dei Valori dopo gli arresti per ‘ndrangheta a Perugia e i risultati emersi dai vari dossier della Commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose in Umbria. La partecipazione &#8211; Al grido &#8220;via la mafia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un luogo simbolo, Ponte San Giovanni, per dire no a tutte le mafie. E&#8217; in corso in questi momenti la fiaccolata organizzata dall&#8217;Italia dei Valori dopo gli arresti per ‘ndrangheta a Perugia e i risultati emersi dai vari dossier della Commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose in Umbria.</p>
<p><strong>La partecipazione</strong> &#8211; Al grido &#8220;via la mafia da Ponte San giovanni&#8221;, stanno sfilando in questi istanti per le vie della frazione perugina cittadini, giovani e meno giovani, nonche&#8217; uomini delle istituzioni e politici. Tra loro anche Remo Granocchia, Lorena Pesaresi e Paolo Brutti, uno degli organizzatori. Tra loro anche Ignazio Messina, segretario nazionale Idv. &#8220;E&#8217; giunto il momento &#8211; ha spiegato Brutti &#8211; anche di una risposta dal basso, dai cittadini, per respingere gli assalti mafiosi che, come emerso dalle inchieste, non si limitano più al riciclaggio di denaro. Per questo abbiamo scelto di partire da Ponte San Giovanni, la “capitale” dei Ponti, dato che è al centro dei maggiori traffici e presenze di presunti appartenenti a clan mafiosi&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>

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<p style="margin: 0px 0px 1.2em; padding: 0px; color: #666666; font-family: 'Trebuchet MS', Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 18px; line-height: 27px;">
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		<title>Sequestri per mafia, anche a Spoleto confiscati terreni e fabbricati</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 09:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sono finiti anche immobili e terreni di Spoleto nella maxi confisca da 54 milioni di euro operata dalla Direzione investigativa antimafia di Agrigento ai danni dei fratelli Diego e Ignazio Agrò, rispettivamente di 68 e 76 anni, originari di Racalmuto (Agrigento) ma da anni residenti ad Agrigento, che producono e commercializzano olio alimentare. La confisca &#8211; I decreti di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Sono finiti anche immobili e terreni di Spoleto nella maxi confisca da 54 milioni di euro operata dalla Direzione investigativa antimafia di Agrigento ai danni dei fratelli Diego e Ignazio Agrò, rispettivamente di 68 e 76 anni, originari di Racalmuto (Agrigento) ma da anni residenti ad Agrigento, che producono e commercializzano olio alimentare.</p>
<p><strong>La confisca</strong> &#8211; I decreti di confisca, emessi dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Agrigento, presieduta da Luisa Turco, nascono dalla proposta avanzata dal procuratore di Palermo Bernardo Petralia. Oltre ai beni di Spoleto, i due provvedimenti comprendono 58 immobili, tra fabbricati e terreni, in provincia di Agrigento e a Giardini Naxos (Messina); 12 imprese con sede ad Agrigento e provincia, a Fasano (Brindisi) e Petilia Policastro (Crotone); 56 tra rapporti bancari, postali e polizze assicurative. In Spagna sono poi stati confiscati sei fabbricati e tre imprese dedite a produzione e compravendita di olio.</p>
<p><strong>I due fratelli</strong> &#8211; I fratelli Agrò erano già noti alle forze dell&#8217;Ordine. Erano, infatti, stati arrestati nel luglio 2007, nell&#8217;ambito dell&#8217;indagine &#8220;Domino 2&#8243; relativa ad una serie di omicidi avvenuti all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 in provincia di Agrigento, a seguito delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Maurizio Di Gati, già capo di Cosa nostra agrigentina. Erano stati condannati all&#8217;ergastolo (e poi assolti dalla Corte d&#8217;Appello, dopo il rinvio della Cassazione) per concorso nell&#8217;omicidio dell&#8217;imprenditore Mariano Mancuso, dopo che Salvatore Fragapane, all&#8217;epoca capo del mandamento mafioso, ne aveva deliberato l&#8217;uccisione. I due fratelli, seppur non organici, sono ritenuti contigui a Cosa nostra agrigentina.</p>
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		<title>Anche questa è Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 14:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. Gli arresti di oggi (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><em>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. <a href="http://http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-umbria-21-arresti-12908/">Gli arresti di oggi</a> (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione del Centro Italia soltanto validissimi medici, professionisti, politici, imprenditori, ma anche – purtroppo – qualcos’altro di cui si farebbe volentieri a meno. Gli inquirenti sostengono che l’Umbria “non è più quell’isola felice di cui si poteva parlare fino a dieci anni fa”, ma in realtà ignorano, o dimenticano, che dieci anni fa l’Umbria aveva già cessato da tempo di essere “isola felice”. L’omicidio Provenzano, il centro storico di Perugia in mano alle gang dello spaccio, il cartello degli affitti e della movida notturna con i giri che contano: no, l’Umbria – e il capoluogo in particolare – da tempo ha smesso di essere un’isola, men che meno felice.</em></p>
<p><em>Gli inquirenti si affrettano ad aggiungere, come da copione, che politica e istituzioni sono assolutamente aliene da qualsiasi tipo di correlazione con gli indagati e i filoni di indagine: menomale. Fino a prova contraria. Di certo il tessuto sociale perugino, ma per esteso quello umbro, si presta a permeazioni di vario genere molto più di quanto si possa supporre dall’esterno. Perugia, nella sua storia più recente, conta diverse tessere pidduiste e, pur tralasciando volutamente le numerose organizzazioni che si prestano mutuo soccorso correndo sul filo della legge italiana, non si possono comunque ignorare le varie infiltrazioni camorriste, mafiose e ‘ndranghetane che hanno interessato la nostra regione a partire dalla ricostruzione post sismica del 1997. Si parte dagli appalti per finire con i compro-oro, passando per negozi di frutta e verdura e persino boutique di calzature. Racket, minacce, violenze.</em></p>
<p><em>“I tempi della giustizia italiana sono lenti”, si sente dire spesso, e a ragione. Ma se la politica, se le istituzioni umbre davvero con tutto ciò non c’entrano, allora ancora a maggior ragione dovrebbero, anzi devono, cominciare a metterci le mani seriamente, onde evitare l’ulteriore dilatarsi di tempi spesso biblici. E soprattutto per offrire ai cittadini, a tutti i cittadini, parità di trattamento, libera concorrenza e percorsi certi per il rispetto dei propri diritti.</em></p>
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		<title>I clan della mafia parlano umbro, le intercettazioni</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2014 02:29:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="618" height="464" src="http://www.youtube.com/embed/t-JtXU8nM2M?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<span id="areaSingle">Perugia. </span>Associazione mafiosa, usura, estorsioni, droga, incendi, minacce di morte, prostituzione. Questi i reati contestati nell&#8217;inchiesta &#8220;Quarto passo&#8221; coordinata dalla procura antimafia di Perugia e che ha delineato il tipico scenario della mafia calabrese. La scura macchia della mafia, per un decennio, ha seminato il panico tra gli imprenditori locali, toccando il già delicato spirito dell&#8217;economia umbra. Nei video di alcune intercettazioni fatte durante le indagini, alcuni frasi chiave. Il dialetto umbro mischiato a quello calabrese mette in luce come la mafia non abbia nessun confine e come abbia messo le radici anche in Umbria. In una, la vittima, racconta di aver rievuto chiare minacce di morte, in un&#8217;altra si parla chiaramente di pizzo. Nell&#8217;ultima, infine, si fa riferimento ai conflitti esistenti tra due copisterie rivali.<br />
<iframe width="618" height="464" src="http://www.youtube.com/embed/iRHCZ1n7Rrg?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<iframe width="618" height="464" src="http://www.youtube.com/embed/-YEBcQc-xic?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/clan-della-mafia-parlano-umbro-le-intercettazioni/">I clan della mafia parlano umbro, le intercettazioni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>N&#8217;drangheta, Panfili: &#8220;mentre le Istituzioni &#8216;dormono&#8217; la mafia si impossessa del territorio”</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 11:57:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In riferimento ai recenti fatti di cronaca, che hanno portato all&#8217;arresto di numerosi soggetti legati al mondo della &#8216;ndrangheta stabilmente residenti nel territorio umbro, il presidente del consiglio comunale di Spoleto Giampiero Panfili sottolinea come il fenomeno fosse già stato oggetto di approfondimento politico durante la scorsa legislatura. “Da presidente della commissione provinciale controllo e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> In riferimento ai recenti fatti di cronaca, che hanno portato all&#8217;arresto di numerosi soggetti legati al mondo della &#8216;ndrangheta stabilmente residenti nel territorio umbro, il presidente del consiglio comunale di Spoleto Giampiero Panfili sottolinea come il fenomeno fosse già stato oggetto di approfondimento politico durante la scorsa legislatura. “Da presidente della commissione provinciale controllo e garanzia – ha dichiarato &#8211; chiesi alla presidenza del consiglio un confronto con la Regione dell&#8217;Umbria proprio sul tema della presenza sul territorio di infiltrazioni di carattere mafioso. Un lavoro di approfondimento che terminò con un consiglio provinciale straordinario al quale presero parte numerose autorità. In quella sede venne sostenuto che, pur dovendo mantenere alta l&#8217;attenzione sul tema, la situazione era saldamente sotto controllo e che l&#8217;Umbria era e rimaneva una realtà immune da certi interessi. Oggi, a distanza di appena un anno da quelle dichiarazioni, la Magistratura parla di una sorta di &#8216;mafizzazione&#8217; del territorio. Quello che è ancora più grave e sconcertante, però, è il dato secondo il quale non si tratterebbe di una articolazione periferica dell&#8217;organizzazione calabrese quanto, piuttosto, di un fenomeno umbro retto da soggetti residenti nel territorio da decenni”.</p>
<p>Panfili, confidando nel lavoro della magistratura, ha però lanciato un monito. “Occorre che la politica guardi in faccia il problema &#8211; ha affermato &#8211; prendendo coscienza della sua reale entità. Scoprire con sorpresa infiltrazioni di carattere mafioso, addirittura “autoctone”, significa sostanzialmente aver perso contatto con la realtà del territorio, significa aver reciso quel filo che lega cittadini e Istituzioni. Mentre la mafia occupava fette di territorio attraverso il controllo diretto o indiretto del tessuto produttivo, la politica non si è accorta che il nostro sistema di imprese era in sofferenza e si rendeva terreno fertile per altri tipi di &#8216;assistenza&#8217;. In un sistema a credito bloccato trova facile ingresso l&#8217;usura e questo diventa grimaldello per un controllo diretto delle imprese, con le conseguenze e i rischi del caso. E&#8217; chiaro che non si debba parlare di una responsabilità diretta della politica ma quando questa trascura il territorio abbandonando il proprio sistema produttivo in balia della crisi senza intervenire, lascia spazio di facile manovra ad altri tipi di organizzazione. Oggi non possiamo che ringraziare le Forze di Polizia e la Magistratura per il lavoro di questi giorni, certi che il miglior ringraziamento sia quello di mantenere acceso il riflettore sul fenomeno, riconquistando quelle fette del territorio che evidentemente sono &#8216;sfuggite&#8217; alla politica sana”.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, Cgil: &#8216;contrastare l&#8217;imbarbarimento&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2014 14:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La CGIL dell’Umbria, esprime pieno sostegno all’iniziativa dei Carabinieri del ROS e alla Magistratura perugina, per l’efficace opera di contrasto realizzata con i 61 arresti nell’operazione “Quarto Passo”. Al tempo stesso siamo consapevoli che di fronte a noi si è squadernato in maniera evidente un vero e proprio imbarbarimento di parti importanti dell’economia della nostra ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La CGIL dell’Umbria, esprime pieno sostegno all’iniziativa dei Carabinieri del ROS e alla Magistratura perugina, per l’efficace opera di contrasto realizzata con i 61 arresti nell’operazione “Quarto Passo”. Al tempo stesso siamo consapevoli che di fronte a noi si è squadernato in maniera evidente un vero e proprio imbarbarimento di parti importanti dell’economia della nostra Regione.</p>
<p><strong>La sfida</strong> &#8211; Quella contro il potere criminale della ‘ndrangheta e di tutti i sistemi mafiosi è una sfida che va combattuta con forza e determinazione e un ruolo importante, oltre alle Istituzioni, deve essere svolto dalle forze sociali. E’ altrettanto evidente che la legalità è una priorità, così come ogni giorno di più nella crisi economica e sociale si allargano i fenomeni degenerativi.Per questo, in tempi non sospetti, abbiamo denunciato come CGIL l’allargarsi del lavoro nero, di quello grigio e la proliferazione della logica del massimo ribasso, sulla pelle dei lavoratori. E all’interno di questo, anche i fenomeni di riciclaggio di danaro sporco.</p>
<p><strong>La strada della legalità</strong> &#8211; In questa logica il 17 novembre scorso abbiamo costruito un percorso per realizzare accordi con la Regione, con le Associazioni delle imprese e con la Magistratura perugina per rafforzare la legalità e contrastare i fenomeni degenerativi. In questo contesto abbiamo promosso la raccolta delle firme per una legge di iniziativa popolare che regolamenti il sistema degli appalti basato sulla trasparenza. Ora diciamo che l’Umbria saprà reagire. E l’Umbria del lavoro darà il suo contributo fondamentale per affermare la legalità e contrastare i fenomeni criminosi. La stessa battaglia per i diritti del mondo del lavoro che la CGIL persegue costantemente costituisce un argine fondamentale per aprire un percorso di fuoriuscita dalla crisi basato sulla trasparenza e sulla valorizzazione del lavoro.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta succursale, ovvero quando il cancro è dentro casa tua</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/ndrangheta-succursale-ovvero-quando-il-cancro-e-dentro-casa-tua/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 15:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[61 arresti]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Brutti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><em>E così, dopo Mafia Capitale, <a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-61-arresti-umbria-e-sequestri-per-30-milioni-11061/">abbiamo ’Ndrangheta succursale</a>. La città e il territorio di Andrea Fortebracci, aree storicamente guelfe e papaline, anche in materia di criminalità organizzata si dimostrano serve fedeli di Roma e dei suoi costumi, andandosi ad accaparrare la ‘Ndrangheta visto che la Mafia era già occupata poco più a sud. Benzinai, mini o supermarket, compro oro, sale-giochi, bar: tutto serve, tutto fa brodo per riciclare denaro sporco, e poi magari utilizzarlo come doping per vincere appalti pubblici proponendo i ribassi migliori. Del resto chi è che ancora oggi, nella piccola Umbria, è in grado di ripetere il tanto decantato ritornello “ma tanto qui da noi non succede”?</em></p>
<p><em><a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/umbria-lavanderia-di-soldi-sporchi-di-ndrangheta-e-camorra-10142/">Lo avevano detto due settimane fa, lo scorso 28 novembre, intervenendo al convegno “Mafia e droga, allarme Umbria” alla Sala dei Notari, Rosy Bindi e Paolo Brutti</a>, rispettivamente presidente della commissione nazionale antimafia e della commissione regionale “Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze”. Non proprio gli ultimi della classe, insomma. Neanche lo avessero saputo… Passano due settimane ed ecco 61 arresti tra Italia e Germania: un terremoto. Ma un terremoto che ha per epicentro, ahinoi, proprio la città degli incappucciati.</em></p>
<p><em>Sia ben chiaro, però: il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha detto e ribadito che questa operazione, denominata “Quarto passo”, nulla ha a che vedere con “Mafia capitale”, e che anzi le due indagini non sono lontanamente paragonabili. “Il tessuto socio-politico umbro è sano – ha detto Roberti –, non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c’era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo”.</em></p>
<p><em>Viene da pensare a quel meraviglioso, innovativo, rivoluzionario e – soprattutto – innocuo brevetto dell’austriaco Ludwig Hatschek, che nel 1901creò un materiale popolarissimo, utilizzato dall’edilizia di tutto il Mondo durante il secolo scorso: il cemento-amianto, meglio conosciuto come eternit. Vallo a spiegare alle decine di migliaia di morti di mesotelioma pleurico. A volte il cancro è dentro casa nostra, ma piuttosto che lottarci contro si preferisce rifiutare di ammetterne l’esistenza.</em></p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, 61 arresti e sequestri per 30 milioni</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 11:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La ‘Ndrangheta ha mani in pasta anche in Umbria: i Carabinieri del Ros, nel corso di una brillante operazione,  hanno arrestato 61 persone e sequestrato beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con cosche calabresi. L&#8217;inchiesta ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La ‘Ndrangheta ha mani in pasta anche in Umbria: i Carabinieri del Ros, nel corso di una brillante operazione,  hanno arrestato 61 persone e sequestrato beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con cosche calabresi.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta &#8211;</strong> Diversi i reati contestati negli arresti, richieste dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia: <strong>associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione</strong>. L’inchiesta, secondo quanto riferito dagli investigatori, “ha documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive”.</p>
<p><strong>Il sequestro &#8211;</strong> Il sequestro riguarda beni mobili e immobili riconducibili alle attivita&#8217; degli indagati e ritenuti provento dei reati. I particolari dell&#8217;operazione, denominata &#8220;Quarto passo&#8221;, saranno illustrati in una conferenza stampa, alla quale parteciperà il procuratore nazionale antimafia, in programma alle 11 a Perugia, nella sede del Comando Legione Carabinieri.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione quarto passo &#8211; </strong><strong>&#8216;Ndrangheta in Umbria collegata a cosca Farao Marincola</strong> &#8211; L&#8217;operazione &#8216;Quarto Passo&#8217; eseguita stamane dai carabinieri del Ros scaturisce da un&#8217;articolata manovra investigativa nei confronti di un&#8217;organizzazione &#8216;ndranghetista collegata alla cosca Farao Marincola di Ciro&#8217;capeggiata dal pregiudicato Natalino Paletta, attiva nel capoluogo umbro dal 2008. Le 61 ordinanze di arresto sono stati eseguiti nelle province di Perugia, Roma, Crotone, Cosenza, Arezzo, Siena, Ancona, Macerata, Viterbo, Caserta, Bologna e Varese, nonchè in Germania.</p>
<p><strong>Autentica holding criminale &#8211;</strong> Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti intervenendo durante la conferenza stampa sull&#8217;operazione &#8216;Quarto passo&#8217; che ha portato all&#8217;esecuzione di 61 ordinanze di custodia cautelare ad opera del Ros a Perugia e in altre città, ha parlato di un&#8217;operazione di &#8220;autentica holding criminale&#8221;. &#8220;Non chiamiamola omertà ma paura&#8221; spiega il Procuratore della Repubblica Antonella Duchini in conferenza stampa, riferendosi al silenzio per anni portato avanti da imprenditori estorti, minacciati anche con la violenza in cambio del silenzio. &#8220;L&#8217;Umbria non è Roma ma c&#8217;è una presenza ultra decennale di soggetti calabresi radicati in Umbria con delle facciate pulite (imprese edili ma anche ristoratore) ma con un&#8217;ombra criminale&#8221;. &#8220;la criminalità non ha confini, è una lezione che dobbiamo imparare tutti &#8211; continua la Duchini &#8211; . possiamo comunque dire che una zona come quella di ponte San Giovanni interessa più faccende quali usura, traffico di droga mentre le altre attività sono diffuse su tutto il territorio&#8221;. 61 indagati, 54 custodie cautelari e 8 domiciliari, in gran parte calabresi ma anche egiziani e albanesi. Numeri importanti in una realtà come quella del territorio.</p>
<p><strong>Nessun paragone con Mafia Capitale &#8211;</strong> L&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta &#8216;Quarto passo&#8217; &#8220;non c&#8217;entra niente con &#8216;mafia capitale&#8217;, non si possono fare paragoni&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti parlando dell&#8217;indagine che ha portato all&#8217;emissione di 61 ordinanze cautelari a Perugia e in altre province. &#8220;Qui &#8211; ha spiegato &#8211; non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c&#8217;era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo perche&#8217; &#8211; ha aggiunto il procuratore &#8211; questo gruppo criminale puntava anche a settori dell&#8217;economia e dell&#8217;imprenditorialità molto avanzati come la green economy, del fotovoltaico che questo presuppone rapporti con le pubbliche amministrazioni&#8221;.</p>
<p><strong>Interessi anche nel fotovoltaico &#8211;</strong> Sequestrati beni per 30 milioni di euro I &#8220;considerevoli proventi illeciti&#8221; dell&#8217;organizzazione criminale affiliata a una cosca calabrese, operante a Perugia da 6 anni &#8220;sono stati reimpiegati per acquistare beni immobili ed attivita&#8217; commerciali nel settore dell&#8217;intrattenimento e del fotovoltaico, anche intestati a prestanome&#8221;, per &#8220;dissimulare la reale riconducibilita&#8217; dei beni alla cosca&#8221;, spiegano i Ros. Il tribunale ha posto sotto sequestro beni immobili, mobili, conti correnti e societa&#8217; nelle disponibilita&#8217; degli indagati, per oltre 30 milioni di euro.</p>
<p><strong>Lo stato deve combattere la mafia &#8211;</strong> Roberti, corruzione e criminalità economica stessa realtà. &#8220;Lo Stato deve dare il segnale di volere veramente combattere la mafia e credo che lo stia dando con gli interventi, non solo gli ultimi, ma da molti anni lo Stato sta facendo molto contro le mafie&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti a Perugia per la conferenza stampa sull&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta &#8216;Quarto passo&#8217;. &#8220;Dovrebbe &#8211; ha aggiunto &#8211; fare altrettanto contro la corruzione e contro la criminalita&#8217; economica, che sono altre facce della stessa realta&#8217; criminale e credo che anche gli interventi annunciati negli ultimi giorni di maggior rigore nel contrasto alla corruzione vadano in questa direzione giusta&#8221;.</p>
<p><strong>Gli arresti &#8211;</strong> Sono 54 gli arresti eseguiti dai carabinieri del Ros nell&#8217;ambito del&#8217;operazione &#8220;Quarto passo&#8221;, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia, guidata dal pm Antonella Duchini. I risultati sono stati illustrati stamani in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, il comandante del Ros, generale Mario Parente, quello della Legione Umbria dell&#8217;Arma, generale Roberto Boccaccio e quello provinciale, colonnello Cosimo Fiore. Nell&#8217;inchiesta &#8211; e&#8217; stato spiegato &#8211; figurano complessivamente 61 indagati. Oltre 54 in carcere, 8 soggetti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri il gip di Perugia ha disposto obblighi di varia natura. Si tratta in gran parte di calabresi ma anche, in misura minore, di albanesi ed egiziani. Sequestri sono stati operati tra Umbria, Calabria, Toscana, Lazio, Piemonte, Marche ed Emilia Romagna. Hanno riguardato 39 imprese, 106 immobili, 129 autoveicoli, 28 contratti assicurativi e 300 rapporti bancari e di credito.</p>
<pre></pre>
<pre><em>Maggiori informazioni nel corso della giornata</em></pre>
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		<title>Umbria, lavanderia di soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 17:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione nazionale antimafia]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Brutti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Distributori di benzina, supermercati, bar e Compro oro. Passano attraverso comuni esercizi commerciali, entrano neri, ne escono con una nuova vita. E&#8217; la lunga strada dei soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra, che hanno trovato in Umbria il luogo ideale per ripulirsi. Un tempo era solo droga e prostituzione; oggi la mafia colonizza nuove terre e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Distributori di benzina, supermercati, bar e Compro oro. Passano attraverso comuni esercizi commerciali, entrano neri, ne escono con una nuova vita. E&#8217; la lunga strada dei soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra, che hanno trovato in Umbria il luogo ideale per ripulirsi. Un tempo era solo droga e prostituzione; oggi la mafia colonizza nuove terre e si trasforma. Si adegua ai tempi e trova terreni fecondi proprio laddove erano immacolati. Ciclo del cemento, traffico di rifiuti, appalti e subappalti, gioco d&#8217;azzardo e slot machines sono solo alcuni dei settori maggiormente presi di mira dalla criminalità organizzata. Sono queste le indicazioni emerse dalle audizioni tenute negli ultimi due anni dalla commissione regionale &#8220;Analisi dei fenomeni di criminalità organizzata e tossicodipendenze&#8221; presieduta da Paolo Brutti (Idv) e di cui si è parlato stamattina alla Sala dei Notari. Un convegno &#8220;Mafia e droga, allarme Umbria&#8221; a cui ha partecipato anche la Presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi, il prefetto di Perugia Antonella De Miro e Domenico Petruzzo dell&#8217;Ufficio scolastico regionale.</p>
<p><strong>Infiltrazioni nell&#8217;economia legale</strong> &#8211; Dalla relazione della commissione regionale emerge come la nuova strategia delle organizzazioni criminali di stampo mafioso sia quella di espandere le proprie attività al di fuori del contesto territoriale del mezzogiorno. Oggi la mafia non controlla più soltanto il territorio, ma è alla continua ricerca di impieghi e attività utili al riciclaggio di enormi quantità di denaro liquido provenienti da traffici illeciti di droga, armi ed esseri umani. Ciò rappresenta un fenomeno criminale nuovo e perverso, che inquina quell&#8217;economia legale già a lungo messa a dura prova dalla crisi economica. Non solo. L&#8217;Umbria deve fronteggiare la mancanza di anticorpi a fenomeni di questo genere. Il rischio è che le istituzioni, il tessuto economico e sociale della regione, sottovalutino il pericolo di tali infiltrazioni.</p>
<p><strong>Prostituzione, droga e gioco d&#8217;azzardo</strong> -&#8220;Le infiltrazioni distruggono l&#8217;economia sana&#8221;, commenta Brutti. Non bisogna sottovalutare i rischi connessi a una presenza, sebbene non fisica di cosche mafiose, ma di interessi ben precisi  queste legati. Gli strumenti per contrastare il fenomeno ci sono, ricorda ancora Brutti, ma è necessario raccogliere queste informazioni dalle forze dell&#8217;ordine e dalle istituzioni. Dalla dipendenza da sostanze alla dipendenza dal gioco d&#8217;azzardo, è tutto un grande affare per la criminalità. &#8220;Solo in Umbria ogni giorno si giocano 3 milioni di Euro &#8211; afferma &#8211; mentre a voi giovani ricordo che non si possono servire due padroni. La mattina si lotta contro la mafia e poi il sabato sera si diventa finanziatori comprando droga per strada&#8221;. &#8220;Quello della droga è l&#8217;affare d&#8217;oro della criminalità organizzata. E l&#8217;Umbria è in prima linea in un mercato che vale oltre 90 milioni di Euro l&#8217;anno&#8221;, ricorda anche Fabrizio Ricci di Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie.</p>
<p><strong>Rosy Bindi</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;Italia è il paese delle mafie. Ma è anche il paese della lotta alle mafie&#8221;, esordisce così la Presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi nel suo intervento in una Sala dei Notari gremita di giovani studenti delle scuole superiori. E proprio a loro si rivolge la Bindi, le giovani generazioni che devono crescere nel culto della legalità, nella consapevolezza di quello che realmente accade per le strade della propria città. &#8220;Perché prima di tutto bisogna conoscere, se vogliamo convintamente portare avanti la nostra battaglia&#8221;. Se le mafie si sono così espanse e hanno trovato terreni così tanto fertili molto spesso è stato perché si sono sottovalutati i rischi e i pericoli. Per molto tempo si è detto che la mafia non c&#8217;era in Lombardia o in Liguria. Poi sono arrivate le sentenze a confermare una triste verità, cioè quella che le organizzazioni criminali non conoscono confini. Per questo è quanto mai necessario riconquistare gli spazi della città che droga e prostituzione hanno preso d&#8217;assalto, in contemporanea con una robusta opera di repressione delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/umbria-lavanderia-di-soldi-sporchi-di-ndrangheta-e-camorra/">Umbria, lavanderia di soldi sporchi di &#8216;ndrangheta e camorra</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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