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	<title>Perugia Online &#187; Mediazione Linguistica Perugia</title>
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		<title>Lingue e linguaggi teatrali, un nuovo scenario didattico</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Feb 2020 17:04:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> ‘Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco’. Lo scriveva Victor Hugo, sottolineando la differenza tra ciò che è <em>reale</em>e ciò che è <em>vero</em>. L’illusione di cui si fa esperienza a teatro è la stessa di cui si fa esperienza nella vita: lì è tutto ricostruito, qui quella ricostruzione acquisisce un senso. Perché ‘cuori umani’ hanno gli attori e ‘cuori umani’ hanno gli spettatori.</p>
<p>E i palchi da cui recitare una parte, immergendosi magari in una cultura <em>altra</em>veicolata da una lingua <em>altra</em>, sono molti e tra i più disparati. Uno di questi è, senz’altro, la classe, in cui ogni giorno <em>si fa teatro</em>. La prima giornata di studio nazionale <em>La classe teatro della comunicazione. Lingue e linguaggi teatrali. Nuovi scenari didattici</em>che si è tenuta lo scorso 21 febbraio alla Scuola Superiore Mediazione Linguistica di Perugia – in collaborazione con ANILS (Associazione Nazionale Insegnanti Lingue Straniere), il Liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia e il Convitto Nazionale ‘Principe di Napoli’ di Assisi – ha sottolineato l’importanza della didattica e della comunicazione teatrali quali strumenti di intercultura e di inclusione, anche in termini di apprendimento di una lingua straniera. Da questo punto di vista gli insegnanti sono chiamati a proporre ai loro allievi un coinvolgimento emotivo che li renda partecipi durante l’operazione di apprendimento: ricorrendo al linguaggio multiplo del teatro, la lingua può essere appresa in quanto comunicazione complessa e veicolo di cultura e di identità. Recitare la parte di un personaggio permette, infatti, di entrare in un’altra identità culturale.</p>
<p>A seguito del saluto delle autorità presenti – la direttrice della Scuola Superiore Mediazione Linguistica di Perugia, Catia Caponecchi, il preside, Lorenzo Lanari e la dirigente scolastica del liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia, Simona Zoncheddu – gli interventi si sono succeduti, nella prima sessione, presieduta da Marco Lombardi dell’Università degli Studi di Firenze, nel seguente ordine: Ancilla Maria Antonini – presidente di ANILS Umbria, docente presso il liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia, con all’attivo pubblicazioni sul teatro del siglo de oro e borse di studio ‘Comett’ e del Ministero degli Affari Esteri presso la Universidad Complutense di Madrid –  ha presentato un intervento dal titolo <em>La classe teatro della comunicazione. Storia di un progetto di didattica teatrale</em>, incentrato sulla didattica teatrale e sulle fasi più significative del progetto di formazione da lei curato rivolto a docenti e studenti, dalla scelta del testo alla riscrittura e alla stesura del copione fino alla messa in scena. La relazione di Marco Lombardi – collaboratore di ANILS, LEND, INDIRE per la formazione degli insegnanti, ha insegnato <em>Lingua, letteratura, storia del teatro francesi</em>all’Università degli Studi di Firenze e <em>Lingua, letteratura e cultura italiane</em>all’European University Institute di Firenze – ed Eliana Terzuoli – docente di ruolo di <em>Lingua e letteratura francese</em>e già docente a contratto di <em>Francese e didattica della lingua francese</em>all’Università di Firenze, insegna nei corsi di formazione di ANILS (di cui è vicepresidente), in qualità di esperta di pratica teatrale nell’apprendimento della lingua straniera (progetti ‘Socrates’ e ‘Comenius’) e di responsabile del Réseau de théâtre en langue française pour lycéens per la Toscana insignita dell’onoreficenza di Chevalier dell’ordine delle ‘Palmes Académiques’ –, <em>La classe teatro della comunicazione. Dalla teoria del linguaggio teatrale nel quotidiano della vita di classe all’enfatizzazione dello stesso nella sua rappresentazione pubblica e nella formazione insegnante/alunno</em>, si è articolata in due momenti: l’inserimento della lingua, della letteratura e della cultura francesi nel gruppo-spazio classe, a cura di Marco Lombardi, che ha riflettuto sul fenomeno di ritorno generalizzato dell’antica classe di retorica nei licei, classe che permetteva la messa in azione della lingua, della letteratura e della cultura per il tramite di relazioni comunicazionali nello spazio-classe; il teatro nella formazione dell’insegnante e dell’allievo di lingue, a cura di Eliana Terzuoli, che ha evidenziato l’importanza del teatro in quanto linguaggio multiplo e attivatore della memoria profonda, di atmosfere di collaborazione e di esercizio nel ponderare e nell’affrontare l’imprevisto. L’insegnante è, in definitiva, un attore con un pubblico interattivo, un regista e un direttore d’orchestra che intreccia reti di sistemi sensoriali, emozionali e immaginativi. Se Thais A. Fernández – già lettrice di ruolo di <em>Lingua spagnola</em>all’Università degli Studi di Macerata e docente a contratto all’Università degli Studi Roma Tre e alla LUMSA di Roma, è ora docente a contratto di <em>Lingua spagnola</em>alla LUISS di Roma e docente di <em>Traduzione in</em><em>lingua spagnola</em>presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Perugia e traduttrice free-lance – ha presentato un contributo dal titolo <em>Dal testo allo spettacolo: uno strumento per conoscere le lingue e le culture straniere. La sua possibile applicazione alla mediazione linguistica</em>, dedicato, appunto all’applicazione dello strumento teatrale alla didattica della mediazione linguistica e culturale (recentemente riconosciuta come abilità alla pari di altre attività, quali, ad esempio, la ricezione e la produzione), gli interventi di Monica Palmerini – ricercatrice di <em>Lingua e traduzione spagnola</em>all’Università Roma Tre, si occupa di <em>Linguistica spagnola</em>e di tematiche inerenti l’insegnamento della lingua (intercomprensione, traduzione, mediazione, analisi linguistica di testi letterari) – e di Mercedes Ariza – vicedirettore della Scuola Superiore per Mediatori Linguistici San Pellegrino di Misano Adriatico, dove insegna <em>Mediazione linguistica spagnola</em>, ha svolto attività di docenza all’Università degli Studi ‘Carlo Bo’ di Urbino, all’Università degli Studi di Macerata e alla SSLMIT di Forlì, oltre che aver coordinato dal 2003 al 2007 il gruppo di teatro universitario in lingua spagnola della stessa SSLMIT – hanno messo in luce, da un lato, l’importanza del laboratorio teatrale tra pragmatica, lingua e cultura – il teatro può essere, infatti, concepito come una metafora del funzionamento profondo del linguaggio e dell’uso contestuale della lingua per la sua performatività – e, dall’altro lato, l’efficacia del teatro nella formazione dei mediatori linguistici e culturali, partendo dal caso-studio di un laboratorio finalizzato alla messinscena della commedia <em>El  Nuevo   Mundo  descubierto   por   Cristóbal  Colón </em>di Lope de Vega, presentato in occasione del XII Convegno Internazionale della  AITENSO (Asociación Internacional de Teatro Español Y Novohispano de Los Siglos de Oro) nel 2007.</p>
<p>La sessione pomeridiana, presieduta da Thais A. Fernández, ha registrato gli interventi di Agnese Formica – insegnante di <em>Lingua e cultura cinese</em>e vicepresidente dell’ANIC (Associazione Nazionale Insegnanti Cinese) – e di Flora Shabaj – ricercatrice free-lance, insegnante di <em>Lingua italiana</em>L2 e dottore di ricerca in <em>Scienze linguistiche, filologiche, letterarie e storico archeologiche</em>, con all’attivo workshop e pubblicazioni in ambito filologico e di traduzione –. Il primo ha focalizzato l’attenzione sullo studio della filosofia della Cina classica attraverso l’esperienza e il linguaggio del teatro, a seguito della partecipazione al percorso di formazione ‘La classe teatro della comunicazione’ promosso da ANILS Umbria; il secondo, che è stato letto in quanto la relatrice non era presente, ha posto l’accento sul binomio teatro-glottodidattica, analizzando un caso pratico di inclusione e di apprendimento linguistico, quale il progetto Il teatro per i cittadini del mondo rivolto agli alunni della primaria dell’Istituto comprensivo ‘Fernanda Imondi Romagnoli’ di Fabriano, con l’obiettivo di comunicare in lingua inglese attraverso gli strumenti della pratica teatrale.</p>
<p>Eliana Terzuoli ha, poi, moderato la tavola rotonda, alla quale hanno preso parte una studentessa del liceo ‘A. Pieralli’ di Perugia, coinvolta lo scorso anno e l’anno corrente nel progetto ‘La classe teatro della comunicazione’ – la studentessa ha illustrato i risultati di un questionario di autovalutazione somministrato alla sua classe e relativo ai progressi nell’apprendimento delle lingue e della relazionalità del gruppo-classe – e la laureanda dell’Università degli Studi di Perugia Federica Ficola, che sta lavorando ad una tesi sulla didattica teatrale, sta affiancando Ancilla Maria Antonini come tirocinante nel progetto di didattica teatrale, e che ha esposto magistralmente gli esiti di questo progetto.</p>
<p>Il teatro, dunque, è uno strumento di intercultura e di inclusione. E, allora, come ha affermato Gigi Proietti: ‘benvenuti a teatro. Dove tutto è finto, ma niente è falso’. E dove si possono apprendere le lingue straniere con maggiore consapevolezza e presa di coscienza della propria e delle altre identità culturali.</p>
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